Riccardo Paletti

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Riccardo Paletti
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Dati agonistici
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1982
Scuderie Osella
GP disputati 8 (2 partenze)
 

Riccardo Paletti (Milano, 15 giugno 1958Montréal, 13 giugno 1982) è stato un pilota automobilistico italiano.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Riccardo Paletti impegnato in una gara di Formula 2 del 1981 sul Circuito di Vallelunga.

Figlio di Gina e Arietto Paletti, imprenditore milanese che aveva costruito la sua fortuna come costruttore e importatore di impianti hi-fi della Pioneer,[1] inizialmente si interessò al karate, disciplina in cui si era laureato campione nella categoria juniores a tredici anni, e allo sci alpino.[1] La sua passione per l'automobilismo si sviluppò, infatti, solamente a diciannove anni e il padre spese cinquantamila dollari per finanziarne la carriera.[1] Nel 1978 fece quindi il suo debutto in Formula SuperFord, riuscendo anche a portarsi in testa per diversi passaggi alla gara d'esordio, ma senza mai riuscire a vincere un appuntamento stagionale. Ottenne comunque diversi podi e, per il 1979, decise di approdare in Formula 3, seppur con scarsi risultati. Non riuscì, infatti, ad andare oltre due quinti posti. Nonostante ciò, grazie agli investimenti del padre, riuscì a debuttare in Formula 2 nel 1979 alla gara di Misano, pur essendo costretto al ritiro per un incidente.[1] Dopo alcune altre corse senza particolari risultati in Formula 3, a metà del 1980 venne chiamato da Mike Earle per sostituire Johnny Cecotto in Formula 2, dato che il venezuelano aveva rescisso il proprio contratto con il team per passare alla Minardi.[1] Fece quindi il proprio debutto al Mugello e al Gran Premio dell'Autodromo di Monza colse un terzo posto. Venne quindi confermato alla Onyx per la stagione 1981 e durante l'inverno venne impiegato svariate volte come tester.[1] All'apertura del campionato conquistò subito un secondo posto a Silverstone e giunse terzo a Thruxton. Il prosieguo dell'annata non fu, però, altrettanto fortunato e, ad eccezione di un sesto posto a Vallelunga, Paletti venne costretto al ritiro per sette gare consecutive. A fine stagione il padre, che lo sponsorizzava, lo convinse ad accettare di debuttare in Formula 1, sebbene il pilota preferisse rimanere ancora un anno nella categoria per poter maturare ulteriormente.[1]

Formula 1[modifica | modifica sorgente]

Paletti impegnato al Gran Premio di San Marino 1982, prima gara in cui riuscì a qualificarsi.

Pagando un milione di dollari, Paletti si unì al team Osella di Formula 1 nel 1982 come secondo pilota nella squadra.[1] Durante i test invernali fu costretto a provare con la vettura dell'anno precedente e anche se al suo esordio, nel Gran Premio del Sudafrica, gli venne messa a disposizione una nuova monoposto mancò la qualificazione.[1]

Ebbe l'occasione di debuttare al Gran Premio di San Marino, in cui presero il via appena 14 vetture, in quanto venne boicottato da diverse squadre per lo scontro tra FISA e FOCA. La sua gara durò comunque sette giri, prima di essere costretto al ritiro per un guasto alla sospensione. Nelle due corse successive mancò nuovamente la qualificazione e i rapporti con l'Osella andavano deteriorandosi, sia per la rivalità sviluppatasi nei confronti del compagno di squadra Jean-Pierre Jarier che per la scarsa competitività del mezzo.[1] Nel settimo Gran Premio della stagione, a Detroit, riuscì a qualificarsi su una griglia di partenza completa, ma durante il warm-up della domenica mattina perse una ruota e danneggiò la sua vettura.[1] Inizialmente pareva che il pilota potesse prendere il via con il muletto, ma la rottura dell'estintore sulla macchina di Jarier fece sì che questo venisse destinato al francese e il pilota italiano non riuscì a partecipare alla gara.[1]

Intanto Paletti aveva riallacciato i contatti con Mike Earle, con cui aveva già corso in Formula 2, e i due si stavano accordando per un passaggio del pilota italiano al team dell'inglese per la stagione 1983.[1]

La morte[modifica | modifica sorgente]

Al Gran Premio del Canada, poi, Paletti riuscì a qualificarsi in ventitreesima posizione. Il 13 giugno, giorno della gara, Didier Pironi, che era in pole position, ebbe un inconveniente al via ed il motore della sua Ferrari si spense. Il francese lo segnalò prontamente agitando le braccia, ma la direzione gara autorizzò comunque la procedura di partenza, e, quando si accese il verde, le altre macchine riuscirono comunque ad evitarne la vettura; solo Paletti, che partiva dall'ultima fila e aveva quindi la visuale oscurata dai concorrenti che lo precedevano, non fu in grado di reagire in tempo e tamponò violentemente la Ferrari da tergo[2] quando aveva già raggiunto una velocità di circa 180 km/h.[3]

Paletti perse subito conoscenza rimanendo intrappolato nell'auto;[1] Pironi uscì immediatamente dalla propria vettura per aiutare il collega insieme ai commissari di gara, ma pochi secondi dopo la benzina che era fuoriuscita dal serbatoio dell'Osella prese fuoco e la monoposto fu completamente avvolta dalle fiamme. L'incendio fu rapidamente domato ma il pilota, pur non ustionato, non dava segni di vita; estratto dalla sua macchina dopo oltre venti minuti e portato in ospedale, morì poco dopo il ricovero.[1] Le ferite riportate nella zona toracica, piuttosto gravi, resero fatale l'inalazione delle sostanze estinguenti che preclusero ogni possibilità di rianimarlo; inoltre aveva subito la frattura della gamba sinistra e della caviglia destra.[4] Paletti fu la seconda vittima in Formula 1 quell'anno; solo poche settimane prima Gilles Villeneuve aveva perso la vita sul circuito di Zolder. A rendere più triste la situazione fu la presenza della madre tra gli spettatori del Gran Premio che era giunta li, all'insaputa del figlio.[3] Riccardo Paletti riposa nel Cimitero Maggiore di Milano.

Risultati completi[modifica | modifica sorgente]

1982 Scuderia Vettura Flag of South Africa 1928-1994.svg Flag of Brazil (1968-1992).svg Flag of the United States.svg Flag of San Marino.svg Flag of Belgium.svg Flag of Monaco.svg Flag of the United States.svg Flag of Canada.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of France.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Flag of Las Vegas, Nevada.svg Punti Pos.
Osella FA1 NQ NPQ NQ Rit NPQ NPQ NP Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

In onore di Paletti vennero istituiti vari riconoscimenti negli anni seguenti alla sua morte.[5] La rivista Autosprint gli dedicò il trofeo Paletti - Italia che vince, che veniva assegnato al pilota o team italiano che avevano ottenuto i migliori risultati a livello internazionale.[5] Gli venne inoltre intitolato un altro riconoscimento assegnato alla squadra di meccanici più efficiente durante le soste ai box di un Gran Premio.[5]

Al suo nome è intitolato anche l'Autodromo Riccardo Paletti di Varano de' Melegari in provincia di Parma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) Marcel Visbeen, Racing towards a fate he never even saw coming, www.forix.com. URL consultato il 19 giugno 2012.
  2. ^ Riccardo Paletti, 30 anni dopo Montréal. Il ricordo di Enzo Osella, F1WEB.it. URL consultato il 23 giugno 2012.
  3. ^ a b Casamassima, op. cit., pag. 407.
  4. ^ Cristiano Chiavegato, Formula 1, tragico giocattolo che uccide in La Stampa, 15 giugno 1982, p. 21.
  5. ^ a b c Ricordiamo Riccardo in Autosprint, 14 giugno 1983, p. 17.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vittorio Gargiulo, Guido Schittone, Riccardo Paletti, Editore Pogliani Arti Grafiche.
  • Pino Casamassima, Storia della Formula 1, Calderini Edagricole, 1996, ISBN 88-8219-394-2.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]