Diego Armando Maradona
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| « Giocare contro Maradona è come giocare contro il tempo perché sai che, prima o poi, o segnerà o farà segnare. » | |
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(Arrigo Sacchi da La storia del grande Milan – ESPN Classic)
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| Dati biografici | ||
| Nome | Diego Armando Maradona Franco | |
| Nato | 30 ottobre 1960 Lanús |
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| Paese | ||
| Altezza | 165 cm | |
| Peso | 67 kg | |
| Dati agonistici | ||
| Disciplina | Calcio | |
| Ruolo | Allenatore (ex trequartista, attaccante) | |
| Squadra | ||
| Carriera | ||
| Giovanili | ||
| 1969-1976 | ||
| Squadre di club1 | ||
| 1976-1981 | 166 (116) | |
| 1981-1982 | 40 (28) | |
| 1982-1984 | 58 (38) | |
| 1984-1991 | 188 (129) | |
| 1992-1993 | 29 (7) | |
| 1993-1994 | 7 (0) | |
| 1995-1997 | 31 (7) | |
| Nazionale | ||
| 1977-1994 | 91 (34) | |
| Carriera da allenatore | ||
| 2008- | ||
| Palmarès | ||
| Oro | Messico 1986 | |
| Argento | Italia 1990 | |
| 1 Dati relativi al solo campionato. Il simbolo → indica un trasferimento in prestito. |
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| Statistiche aggiornate al 26 ottobre 2008 | ||
Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino. Campione del Mondo con la Nazionale argentina nel 1986 ed attuale CT dell'Argentina[1]. Noto anche come El Pibe de Oro (Il Ragazzo d'Oro), è considerato uno dei migliori calciatori di sempre. Alla fine del 2000 è stato eletto da un sondaggio popolare della FIFA miglior calciatore di tutti i tempi col 53,6% dei voti[2][3]. Ha partecipato a quattro diverse edizioni dei mondiali: 1982, 1986, 1990, 1994, andando a segno in tutte tranne nel 1990[4]. Fu eletto Calciatore dell'anno nel 1986 dalla rivista inglese World Soccer[5] e occupa la 2a posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla stessa rivista[6]. Inoltre, è stato inserito da Pelè nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004[7].
Caratteristiche tecniche
Giocatore dal fisico compatto (che gli garantiva resistenza nei contrasti contro gli avversari), eccelleva negli scatti brevi favorito da un baricentro basso e da una buona forza delle gambe. La sua tecnica e agilità gli permettevano di eseguire veloci dribbling anche negli spazi stretti, specialmente sul lato sinistro, nonché numerosi assist ai compagni. Nonostante l'altezza non fosse uno dei suoi punti di forza, era dotato di una discreta elevazione che gli permetteva di rendersi pericoloso anche con i colpi di testa. Ottimo rigorista, era abilissimo nel battere calci piazzati e punizioni dal limite dell'area di rigore. Giocava preferibilmente da seconda punta, anche se spesso svariava su tutto il fronte d'attacco, rendendosi pericoloso sia come trequartista sia con affondi e cross dalle fasce.
Biografia e carriera
Figlio di Diego, detto Chitoro, e Dalma Salvadora Franco, detta la Tota, Diego Armando nacque il 30 ottobre 1960 nel Policlínico Evita di Lanús, un comune della provincia di Buenos Aires. Crebbe a Villa Fiorito - una villa miseria situata a sud della Grande Buenos Aires - in una famiglia trasferitasi da Corrientes. Maradona era il quinto di otto fratelli: oltre a Diego la famiglia era composta dalle sorelle maggiori Ana, Rita (Kity), Elsa (Lili) e María Rosa (Mary), dai due fratelli minori, Hugo detto "El Turco" e Raul detto "Lalo" (entrambi divenuti poi calciatori professionisti) e dalla sorella minore Claudia (Cali).
Maradona iniziò a giocare a calcio nella squadra del padre, l'Estrella Roja, di cui Diego era il talento più apprezzato. L'antagonista più acerrima era la squadra del miglior amico di Maradona: Goyo Carrizo. Fu proprio questi a farlo partecipare ad una selezione nelle giovanili dell'Argentinos Juniors di Buenos Aires. Entrò così a far parte delle Cebollitas (Cipolline), la squadra giovanile dell'Argentinos, il 5 dicembre 1970 a 10 anni[8]. Il suo primo allenatore fu Francisco Cornejo, che all'inizio non credette alla giovane età di Maradona (gli fu addirittura richiesto un documento, che però non aveva con sè al momento del provino[9]). Con lui in rosa, la squadra giovanile raggiunse una striscia di 136 risultati utili consecutivi[10].
I primi passi in Argentina e nella Nazionale
Maradona iniziò la sua carriera professionistica nell'Argentinos Juniors nel 1976, debuttando il 20 ottobre nella partita contro il Talleres con la maglia numero 16[11], dieci giorni prima di compiere sedici anni. Poco prima di farlo esordire l'allora allenatore dell'Argentinos Juniors, Juan Carlos Montes, disse a Maradona: "Vai Diego, gioca come sai"[12]. In tutta risposta, Diego fece subito un tunnel al primo avversario che gli si parò davanti, Juan Domingo Patricio Cabrera[13]. Iniziò così a giocare spezzoni di partite fino a diventare titolare fisso. I primi gol nell'Argentinos arrivarono il 14 ottobre dello stesso anno, con una doppietta al San Lorenzo[14]. Pochi mesi dopo il debutto in campionato arrivò anche il debutto internazionale: il 27 febbraio 1977 l'allora allenatore della Nazionale maggiore Cesar Luis Menotti lo convocò per un'amichevole contro l'Ungheria allo stadio La Bombonera di Buenos Aires[15]. Successivamente esordì anche con la Nazionale giovanile il 3 aprile dello stesso anno[16].
Diventato capocannoniere del campionato argentino[17], sembrò destinato a far parte dei convocati per i Mondiali del 1978, ma non venne inserito nella rosa della Selección (che divenne Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia) in quanto Menotti lo ritenne troppo giovane per affrontare un torneo di vitale importanza per l'Argentina, sia dal punto di vista sportivo che politico (i campionati del mondo dovevano costituire per il regime militare golpista presieduto da Videla l'occasione di rivalutazione dell'immagine internazionale della Nazione).
Subito dopo la vittoria mondiale, Maradona divenne titolare della Nazionale e giocò importanti partite che riscattarono la sua mancata convocazione. Tra queste, un'amichevole fra Argentina e Resto del Mondo allo stadio Monumental di Buenos Aires, il 25 giugno 1979, finita 2-1 per gli avversari, ma con l'unico gol degli argentini segnato da Maradona[18]. Contemporaneamente continuò a giocare con la Nazionale Juniores, vincendo nello stesso anno i Mondiali di calcio giovanili in Giappone (finale vinta contro l'URSS 3-1 in cui segnò un gol)[19].
Nel 1979 e nel 1980 vinse il Pallone d'Oro sudamericano, il premio che spetta al miglior giocatore del continente[20].
Il Boca Juniors
Rifiutata un'offerta del River Plate, si trasferì al Boca Juniors coronando il sogno di giocare nella squadra del cuore del padre. Qui incontrò un ambiente ostile, i dirigenti gli erano contro e l'allenatore Silvio Marzolini puntualizzò subito che per Maradona non ci sarebbe stato alcun tipo di "favoritismo". Per il passaggio alla nuova squadra fu organizzata un'amichevole con l'Argentinos, il 20 febbraio 1981. Maradona giocò il primo tempo con i vecchi compagni e la ripresa con Boca, davanti a venticinquemila spettatori. L'amichevole finì 3-2 per l'Argentinos, con un gol di Maradona. Due giorni dopo il debutto ufficiale alla Bombonera, il Boca vinse contro il Talleres per 4-1, con doppietta di Maradona. Un infortunio lo fermò per quattro giornate, ma al suo rientro diventò l'idolo dei tifosi segnando ventotto gol in quaranta partite e guidando il Boca alla vittoria del Campionato Metropolitano di Apertura 1981.
La squadra argentina organizzò una tournée di amichevoli imponente: otto partite in ventuno giorni in giro per il mondo, Los Angeles, Hong Kong, Malesia, Messico, Guatemala e Giappone. A causa di problemi economici il Boca dovette privarsi di Maradona, non essendo in grado di pagare il suo trasferimento definitivo (Maradona era arrivato in prestito). Si fece quindi avanti il Barcellona, con l'offerta record di una cifra pari a dodici miliardi di lire. L'ufficializzazione poté arrivare solo dopo i Mondiali del 1982, disputati proprio in Spagna e per i quali Maradona - al contrario di quattro anni prima - venne convocato godendo ormai della fama di giocatore di primissimo livello internazionale.
Spagna 1982: il primo campionato del mondo
Nel primo turno a gironi, l'Argentina, campione uscente, perse l'incontro d'esordio del campionato del mondo 1982 per 1-0 contro il Belgio. Due vittorie contro l'Ungheria (4-1 con due goal di Diego) e contro il debole El Salvador diedero ai sudamericani l'accesso alla seconda fase, in un gruppo che comprendeva Brasile e Italia, destinata a succedere agli argentini nella conquista della Coppa del Mondo.
L'incontro con gli italiani fu perso dagli argentini per 1-2, e Maradona soffrì la marcatura particolarmente attenta e aggressiva di Claudio Gentile. Contro i brasiliani la sconfitta fu più pesante: 1-3. Complessivamente Maradona ebbe cinque presenze e fece due gol, più un'espulsione contro il Brasile all'85°, per fallaccio di reazione su João Batista da Silva, con cui concluse senza gloria il suo primo mondiale.
Il Barcellona
Dopo i mondiali Maradona giocò la sua prima stagione con la maglia del Barça dell'allora presidente Nuñez, deludendo però le aspettative; rimediò diversi infortuni sino a che un'epatite virale lo allontanò dai campi per oltre tre mesi. Il campionato del Barça procedeva in maniera deludente e anche le speranze di vincere la Coppa delle Coppe svanirono presto: i catalani furono eliminati ai quarti di finale dall'Austria Vienna, e Maradona poté giocare solo la partita di ritorno allo stadio Camp Nou di Barcellona a causa dell'epatite che ancora lo debilitava. La delusione, a fine annata, fu quasi totale con il Barça solo quarto nel campionato spagnolo, nonostante Maradona avesse trascinato i blaugrana alle vittorie della Coppa del Re, sconfiggendo il 4 giugno 1983 in finale i rivali storici del Real Madrid allenato da Alfredo Di Stefano e della Copa de la Liga nella doppia finale sempre contro il Real Madrid (2-2 all'andata il 26 giugno 1983 e 2-1 al ritorno il 29 giugno 1983), con un gol di Maradona in entrambe le partite.
La stagione 1983-1984, con Menotti in panchina del Barça cominciò meglio: a settembre, alla prima partita di Coppa delle Coppe contro la squadra tedesca dell'FC Magdeburgo, Maradona segnò una tripletta e la partita terminò 5-1. Maradona si stava finalmente mettendo in mostra nel Barça, ma tutto si fermò alla quarta giornata di campionato durante l'incontro fra Barcellona ed Athletic Bilbao. Mentre la partita era sul 3-0 a favore del Barça, Maradona subì un grave infortunio (che gli causerà per sempre la perdita del 30% della mobilità della caviglia) per un fallo di frustrazione decisamente violento del difensore dell'Athletic Andoni Goikoetxea Olaskoaga. Durante il suo infortunio il Barça vinse la Supercoppa spagnola nella doppia finale con l'Athletic Bilbao (1-3 all'andata il 26 ottobre 1983 e 0-1 al ritorno il 30 novembre 1983).
Rientrato a tempo di record all'inizio del 1984, grazie alle cure del suo medico di fiducia Ruben Dario Oliva, Maradona trascinò il Barcellona a sei risultati utili consecutivi, fino a quando una sconfitta di 2-1 contro il Real Madrid fermò i blaugrana. Intanto a marzo riprese la Coppa delle Coppe. Il Barcellona contro il Manchester United vinse 2-0 la gara d'andata, ma il 3-0 del ritorno per gli inglesi lo condannò all'eliminazione.
I trionfi non arrivavano però in campionato e Maradona incominciò a subirne le conseguenze: i tifosi erano contro di lui e nascevano contrasti con lo stesso presidente Nuñez. La stagione 1983-84 vide di nuovo il Barça lontano dal primo posto nella Liga. Maradona giocò solo sedici partite in cui segnò comunque undici gol. Dopo il campionato rimaneva comunque la Coppa del Re. A maggio si tenne la finale fra Barça e Athletic Club, gara che segnava l'occasione per Maradona di reincontrare Goikoetxea. Sebbene fossero passati mesi, la questione dell'infortunio di Maradona non era ancora risolta; alla fine della partita (fra l'altro vinta dal Bilbao per 1-0), Maradona si avventò contro il giocatore basco, innescando una memorabile e plateale rissa tra le due squadre. In seguito si scusò personalmente in un incontro ufficiale con il re di Spagna Juan Carlos, ma l'episodio segnò la fine della sua esperienza spagnola.
I rapporti con il Barcellona e il suo presidente Nuñez erano ormai deteriorati, e Maradona, ripresosi completamente dall'incidente, fu clamorosamente ingaggiato, dopo un mese di difficili trattative, dal Napoli per la cifra record di tredici miliardi e mezzo di lire. Il contratto fu firmato senza che il Napoli disponesse della liquidità per regolarizzare l'acquisto; il denaro venne versato solo in un secondo momento. Si racconta che l'allora presidente del Napoli Corrado Ferlaino abbia depositato in federazione una busta vuota, facendo credere che contenesse il contratto firmato dal giocatore. In questo modo guadagnò il tempo necessario per concludere la trattativa, sostituendo poi la busta vuota con quella regolare.
La prima stagione nel Napoli
Il 5 luglio 1984 Maradona venne presentato ufficialmente allo Stadio San Paolo e fu accolto da ben settantamila persone, che pagarono la quota simbolica di mille lire per vederlo. Bastarono un palleggio ed un tiro verso la porta sotto la curva B e l'entusiasmo si trasformò già in tripudio.
Nella prima stagione, però, le aspettative furono in grande parte disattese. Mal supportato da una squadra di mediocre valore Maradona dimostrò quasi esclusivamente le proprie doti di funambolo, ma il suo contributo non poté essere utile per raggiungere grandi traguardi. Il Napoli disputò un brutto girone di andata e solo nel finale riuscì a raggiungere una tranquilla posizione di centro classifica.
Era chiaro che da solo Maradona non avrebbe portato il Napoli a grandi risultati e la società dovette subito correre ai ripari. L'anno successivo arrivarono in azzurro grandi rinforzi del calibro di Bruno Giordano, Claudio Garella, Alessandro Renica e rinforzi dalle giovanili del Napoli, tra i quali Ciro Ferrara che debuttò in prima squadra proprio nel 1985-86. Quella stagione finì col Napoli al terzo posto, ma era solo un anticipo del vero trionfo.
Messico 1986: Argentina campione
Il culmine della carriera di Maradona fu senza dubbio la vittoria nel campionato del mondo 1986 in Messico, al termine di un torneo nel quale fu, nel bene e nel male, il protagonista: nel bene, per i suoi cinque gol e cinque assist nelle sette partite giocate nel torneo (tutte vinte, tranne l'1-1 contro l'Italia nella prima fase a gironi) e per il gol nei quarti di finale segnato contro l'Inghilterra, dopo aver dribblato tutti gli avversari che provarono ad ostacolarlo nella sua corsa dalla linea di centrocampo alla porta difesa da Peter Shilton. Nel male, per le polemiche seguite al celeberrimo gol di mano nella stessa partita contro l'Inghilterra che ruppe l'equilibrio dell'incontro e fu erroneamente convalidato dall'arbitro tunisino Ali Bennaceur. Maradona rivendicò la legittimità di quel gol come atto di giustizia a seguito della Guerra delle Falkland del 1982 (a segnare, secondo Maradona, fu la Mano de Dios), ma in effetti l'unico risultato pratico che ebbe fu quello di indurre la FIFA a escludere di fatto gli arbitri provenienti da federazioni "calcisticamente ancora in via di sviluppo" dalle fasi finali ad eliminazione diretta.
Indipendentemente da ciò, la segnatura al termine di quello slalom (che fu quella del provvisorio 2-0, alla fine l'Argentina vinse per 2-1) risultò essere il Gol del Secolo (noto altresì come il Più grande gol nella storia della Coppa del Mondo FIFA) secondo un sondaggio indetto dalla FIFA nel 2002[21].
Due gol al Belgio in semifinale valsero la finale contro la Germania Ovest. Ai goal argentini di Brown e Valdano risposero quasi in finale di partita Rummenigge e Völler, ma quando la gara stava per avviarsi ai tempi supplementari, Maradona pescò un corridoio sulla destra per Burruchaga, che batté Toni Schumacher per il 3-2 che diede all'Argentina il suo secondo titolo mondiale, il primo e unico di Maradona.
I successi con il Napoli
In maglia azzurra Maradona raggiunse l'apice della celebrità, portando il Napoli ai vertici del calcio italiano ed europeo. Grazie ad un'ottima squadra e alla sua guida, il Napoli vinse il suo primo scudetto nel campionato 1986/87 (allenatore Ottavio Bianchi), stagione memorabile anche perché dopo ben trentadue anni il Napoli riuscì a battere di nuovo la Juventus al "Comunale" di Torino.
Il 10 maggio 1987 il Napoli pareggiò per 1 a 1 la partita casalinga con la Fiorentina conquistando matematicamente il suo primo scudetto. La città intera si abbandonò all'euforia ed alla festa. Maradona fu protagonista assoluto dell'impresa e coronò il sogno di vincere un titolo fino ad allora solo immaginato da tifosi e addetti ai lavori.
Il Napoli vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo tutte le 13 gare, comprese le due finali disputate contro l'Atalanta. L'accoppiata scudetto/coppa fu un'impresa che fino a quel momento era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus. Bruno Giordano fu il capocannoniere della manifestazione con 10 reti.
Nella stagione 1987/88 il Napoli partecipò per la prima volta alla Coppa dei Campioni, ma uno sfortunato sorteggio mise contro gli azzurri il Real Madrid: i partenopei uscirono battuti dal Bernabeu per 2-0 (con lo stadio surrealmente vuoto per via di un provvedimento disciplinare), e pareggiarono per 1-1 la gara di ritorno abbandonando subito le ambizioni europee.
In campionato il Napoli dominò fino alla ventesima giornata mantenendo cinque punti di vantaggio sulla seconda, ma inaspettatamente gli azzurri crollarono facendosi superare (perdipiù in casa) dal Milan di Sacchi. Il clamoroso crollo della squadra partenopea diede adito a qualche sospetto di "combine" mai però provato. Maradona fu comunque capocannoniere del torneo con 15 reti all'attivo.
Nel 1989 il Napoli concluse il campionato ancora al secondo posto, dietro l'Inter dei record, ma vinse la Coppa UEFA (primo titolo internazionale) dopo aver battuto nella doppia finale lo Stoccarda (2-1 all'andata e 3-3 al ritorno) e dopo aver superato avversari blasonati come la Juventus e il Bayern Monaco (che sei mesi prima aveva clamorosamente eliminato l'Inter) ed anche in quel torneo l'apporto di Maradona fu determinante, soprattutto nelle gare più importanti con assist, goal e invenzioni spesso decisivi.
Nella stagione 1989/90 a Bianchi subentrò Albertino Bigon. Maradona non giocò le prime partite della stagione e venne sostituito da Gianfranco Zola, ma rientrò ben presto in squadra ritrovando l'amore dei tifosi. Il campionato fu riconquistato dal Napoli con Maradona pronto a presentarsi ai Mondiali fregiandosi del titolo di campione d'Italia.
Italia '90: l'inizio della crisi
Maradona capitanò l'Argentina anche nei Campionati del Mondo 1990, svoltisi in Italia. Un infortunio alla caviglia pregiudicò le sue prestazioni, ma comunque fu uno dei protagonisti dei Mondiali.
Negli ottavi di finale contro il Brasile, Maradona fu autore dell'assist a Claudio Caniggia per il gol vincente. Nei quarti di finale l'Argentina affrontò la Jugoslavia che superò ai rigori nonostante l'errore di Maradona (e di Troglio).
Si giunse così alla partita successiva contro l'Italia, padrona di casa, e per giunta nella "tana" di Maradona, quello Stadio San Paolo da lui amato. La gara, soffertissima dagli azzurri, si risolse anch'essa ai rigori dopo un 1-1; questa volta Maradona segnò un tiro dal dischetto e l'Argentina si qualificò per la finale.
Nella gara decisiva, a Roma, l'Argentina perse contro la Germania per 1-0 con un rigore segnato da Andreas Brehme all'85° minuto a seguito di un fallo assai dubbio di Burruchaga su Rudolph Voeller. In quest'occasione, Maradona si rese protagonista di due episodi extra-calcistici. Prima della partita, il pubblico dell'Olimpico fischiò l'intera esecuzione dell'inno nazionale argentino e Maradona, ripreso dalle telecamere, rispose con il famigerato "hijos de puta" rivolto al pubblico. Dopo la gara, in lacrime per la finale persa, accusò l'arbitro e la FIFA di aver fatto perdere la gara ai sudamericani.
L'ultimo anno al Napoli
Nella stagione 1990-91, la rosa del Napoli era di poco diversa da quella laureatasi campione d'Italia. La stagione cominciò con la vittoria nella Supercoppa Italiana del 1990 ottenuta battendo la Juventus allenata da Maifredi per 5-1. Il campionato, invece, cominciò male: nelle prime tre partite la squadra ottiene solo un punto.
In Coppa dei Campioni, dopo un inizio favorevole con una convincente doppia vittoria sugli ungheresi dello Újpesti Dózsa, al secondo turno il Napoli incontrò lo Spartak Mosca; l'andata al San Paolo finì 0-0, ma alla partita di ritorno in Russia Maradona non partì con la squadra, noleggiò un aereo privato ed arrivò a Mosca solo la sera successiva, il caso fu ampiamente affrontato dalla stampa italiana, che tra l'altro riportò alcune dichiarazioni di Luciano Moggi (allora dirigente del Napoli) e Albertino Bigon[22]. Maradona entrò in campo solo nel secondo tempo, l'incontro finì 0-0 anche dopo i supplementari e i russi vinsero la partita ai rigori (nonostante Maradona avesse siglato il suo).
Iniziò il lento declino dell'esperienza italiana di Maradona che finì il 17 marzo 1991 dopo un controllo antidoping effettuato al termine della partita di campionato Napoli-Bari che diede il responso di positività alla cocaina. Il Napoli chiuse la stagione all'ottavo posto.
Nel 2000 il Napoli, in onore ed in memoria della straordinaria e irripetibile carriera al Napoli decise che mai più nessun calciatore avrebbe indossato una maglia col numero dieci appartenuto a Maradona. Nel 2004, a causa del fallimento e della successiva iscrizione al campionato di Serie C1 e per il regolamento della numerazione delle maglie di quest'ultima, il Napoli fu costretto a ristampare la maglia con quel numero, fino al nuovo ritiro nel 2006, grazie alla promozione in Serie B.
La cessione forzata al Siviglia
Dopo un anno e mezzo di squalifica per doping, nel 1992, la carriera di Maradona riprese nel Siviglia. Dei sette milioni e mezzo di dollari dovuti al Napoli dalla squadra spagnola, la società italiana ne ricevette solo tre: stranamente, infatti, la FIFA autorizzò il Siviglia a non completare il pagamento.
Al Siviglia, Maradona reincontrò Carlos Bilardo, l'allenatore dell'Argentina ai mondiali del 1986. Maradona debuttò il 28 settembre contro il Bayern Monaco ed il 4 ottobre giocò la sua prima partita nella Liga in cui il Siviglia fu sconfitto dall'Athletic Club per 2-1. Il campionato continuò fra alti e bassi, con Maradona sempre più contestato dai tifosi. Tornato anche nella Nazionale argentina come capitano, vinse la Coppa Artemio Franchi contro la Danimarca e fu anche eletto dalla Federcalcio argentina miglior giocatore di tutti i tempi.
Se in Argentina andava bene, in Spagna la situazione precipitò. Il Siviglia fallì la qualificazione per la Coppa UEFA, in 25 partite Maradona segnò solo 4 gol e dopo una sola stagione, l'esperienza sivigliana di Maradona finì.
Il ritorno al calcio argentino
Maradona tornò a giocare in Argentina nel Newell's Old Boys; il 31 ottobre 1993, un giorno dopo il suo compleanno, ritornò a giocare con la nazionale, a Sydney, contro l'Australia per gli spareggi di qualificazione ai Mondiali USA 1994. La partita finì 1-1 e la rete argentina di Abel Balbo fu propiziata da un cross di Maradona. Nel ritorno del 17 novembre al Monumental l'Argentina vinse 1-0 qualificandosi per i Mondiali.
In seguito all'andamento mediocre in campionato e per via alcuni problemi fisici che lo costrinsero a giocare solo sette partite, dopo la partita contro l'Huracán, il 12 febbraio 1994, Maradona sciolse il contratto con il Newell's, recependo un milione e mezzo di dollari, la metà di quanto previsto dal contratto.
In attesa dei mondiali per alcuni mesi Maradona si ritirò dalle competizioni di club e tornò a giocare il 20 aprile, in un'amichevole tra Argentina e Marocco che terminò 3-1 per l'Argentina, con una rete di Maradona su rigore (dopo un'"astinenza da gol" durata ben 1.255 minuti di gioco).
Maradona non avrebbe potuto partecipare alla prevista tournée pre-mondiale in Giappone in quanto gli fu negato il visto di ingresso a causa dei precedenti con la droga. La Nazionale argentina decise di non recarsi in Giappone senza Maradona, cambiò quindi il programma di incontri sfidando Israele (3-0), Ecuador (1-0) e Croazia (0-0).
USA '94
Ai Mondiali, iniziati a metà giugno, l'Argentina vinse 4-0 la prima partita a Boston contro la Grecia, in cui Maradona realizzò lo splendido 3° gol, dopo il quale esultò col famoso urlo ripreso in primo piano dalla telecamera di bordocampo. Gli argentini vinsero (2-1) anche la seconda partita contro la Nigeria.
L'Argentina e Maradona sembravano inarrestabili quando, ancora una volta, l'esito positivo di un controllo antidoping fermò la carriera di Maradona, che fu trovato positivo all'efedrina, sostanza stimolante proibita. La FIFA lo espulse dal campionato e l'Argentina fu eliminata agli ottavi contro la Romania di Gheorghe Hagi.
Maradona si è sempre difeso affermando che la positività al test era dovuta all'ingerimento di una bevanda energetica, la Ripped Fuel, datagli dal suo allenatore personale in sostituzione della Ripped Fast, che in Argentina usava regolarmente e che era permessa dalla FIFA, a differenza della versione statunitense della bevanda, la Ripped Fuel appunto, che, all'insaputa dell'allenatore, disse, conteneva invece efedrina. Maradona accusò pesantemente i vertici della FIFA di averlo voluto far fuori servendosi di un pretesto quale quello dell'efedrina.
Gli ultimi anni della carriera
Maradona provò quindi a lavorare come allenatore in due brevi periodi, guidando il Deportivo Mandiyú di Corrientes (1993) e il Racing Club Avellaneda (1995), ma senza molto successo.
Nel 1995 gli venne assegnato il Pallone d'Oro alla carriera. In attività non poté concorrere all'assegnazione del premio perché i calciatori non europei erano allora esclusi dalla competizione.
Il 7 ottobre dello stesso anno tornò a giocare con la maglia del Boca Juniors nella partita contro il Colón (1-0). Rimase nel Boca per due anni prima di ritirarsi dal calcio, il 30 ottobre 1997, giorno del suo trentasettesimo compleanno.
Dopo il ritiro dall'attività agonistica
Nel 2000 Maradona pubblicò la sua autobiografia, intitolata Yo Soy El Diego (Io sono il Diego), che in Argentina divenne subito un bestseller.
Nel 2001 l'Asociación del Fútbol Argentino (AFA) chiese alla FIFA l'autorizzazione di ritirare la maglia numero 10 dell'Argentina in onore di Maradona, ma la FIFA respinse la richiesta.
Il 26 dicembre 2003, l'Argentinos Juniors rinominò il suo stadio Stadio Diego Armando Maradona, in onore al campione argentino.
Il 27 aprile 2005 fu nominato direttore sportivo del Boca Juniors.
Il 9 giugno 2005, in occasione dell'addio al calcio di Ciro Ferrara a Napoli, Maradona, dopo quattordici anni di assenza, fece ritorno nella città partenopea, dove il pubblico del San Paolo, anche a distanza di anni, gli riservò un'accoglienza di eccezionale calore ed entusiasmo.
Il 22 giugno 2005 Maradona tornò al Boca Juniors come vicepresidente, dopo una deludente stagione del Boca, coincisa con il centenario della squadra. Il contratto iniziò il 1 agosto 2005 e tra le sue prime decisioni assunse Alfio Basile come nuovo allenatore. Nel 2005 il Boca vinse i titoli: Apertura, Clausura, la Copa Sudamericana, la Copa Libertadores e la Recopa Sudamericana.
Il 15 agosto 2005 debuttò come conduttore del programma televisivo argentino La Noche del 10 che fu molto seguito. In una puntata ospitò ed intervistò Pelè, il calciatore che gli contende la palma di miglior giocatore di ogni tempo. Altri ospiti furono Zidane, Ronaldo ed Hernán Crespo, Fidel Castro e Mike Tyson. Inoltre, durante una puntata incentrata sul tema dei talenti calcistici più promettenti dell'Argentina, tra i vari Messi e Agüero, spuntava anche l'attuale stella del Napoli Lavezzi,che in quel periodo giocava nel San Lorenzo
Il 6 giugno 2006, in occasione della manifestazione di beneficenza "Giugliano Cuore", nell'omonima cittadina a nord di Napoli, fu coinvolto in una spiacevole situazione: fermato e accompagnato in caserma dalla Guardia di Finanza, gli furono pignorati due Rolex d'oro a seguito di un suo vecchio contenzioso con il fisco italiano (risultava infatti evasore fiscale per circa 31 milioni di euro)[23].
Il 26 agosto 2006 abbandonò la carica di vicepresidente del Boca per disaccordi con l'AFA, che scelse Basile come nuovo allenatore della Nazionale argentina.
Nel 2006, in occasione degli ottanta anni del Napoli Calcio, gli fu consegnato da Gennaro Montuori, detto "Palummella", il Pallone d'Oro come miglior giocatore della storia partenopea. L'ambito premio gli è stato assegnato in seguito ad un sondaggio che ha visto partecipare tutti i tifosi napoletani. Il Boca Juniors ha voluto inoltre onorare Maradona con un statua posta all'interno dello stadio Bombonera.
Nel luglio 2007, il narcotrafficante colombiano Hernando Gómez Bustamante, uno dei capi del Cartello 'Norte del Valle', poco prima di essere estradato oggi negli Stati Uniti, ha assicurato che, quand'era agli arresti a Cuba, dove è stato catturato nel 2004, ha dato 50.000 dollari a Diego Maradona affinché influisse sul governo de L'Avana per evitare che fosse deportato in patria.
Verso la fine del 2007 Maradona torna a far parlare di se come calciatore: sponsorizza e partecipa in prima persona, in Sudamerica, ad incontri amichevoli di Showbol tra ex stelle del calcio, che riscuotono un buon successo.
Nel gennaio del 2008 il quotidiano britannico The Sun ha annunciato che Maradona, dopo quasi ventidue anni, ha chiesto scusa agli inglesi per il goal di mano segnato durante i Mondiali del 1986. Notizia poi smentita dallo stesso Maradona che protestò per un errore di traduzione da parte del giornalista che lo aveva intervistato. Nello stesso mese Maradona ha donato la sua maglia numero 10 al leader iraniano Mahmud Ahmadinejad, scatenando le polemiche della comunità ebraica in Argentina.
Alla guida della Nazionale argentina
Il 28 ottobre 2008 viene nominato nuovo C.T. dell'Argentina, dandone l'annuncio di persona, in sostituzione del dimissionario Alfio Basile. Come suoi collaboratori vengono nominati Carlos Bilardo, tecnico dell'albiceleste ai Mondiali 1986, e Pedro Troglio, ex giocatore di Lazio, Verona e Ascoli. La prima partita della sua gestione è stata giocata il 19 novembre del 2008 a Glasgow contro la Scozia e vinta per 1-0. Il 1 aprile 2009 l'Argentina subisce però la sconfitta più pesante nella storia delle qualificazioni mondiali, crollando 6-1 con la Bolivia, penultima in classifica.
Nonostante le difficoltà incontrate nella strada verso la qualificazione a Sudafrica 2010, la Nazionale riesce a guadagnare la qualificazione per il torneo all'ultima giornata del girone battendo l'Uruguay a Montevideo il 14 ottobre 2009.[24]
Procuratori
Jorge Cyterszpiller, suo amico d'infanzia, fu il primo procuratore di Maradona. Cyterszpiller fondò la Maradona Producciones, che non ottenne grossi introiti col merchandising, poiché tutti i prodotti venivano velocemente imitati dai falsificatori. Su suo consiglio, Maradona iniziò a farsi pagare per le interviste, una mossa che generò alcune controversie.
A Cyterszpiller successe Guillermo Coppola, un bancario che iniziò la carriera di procuratore sportivo come hobby e che si era affermato già nella metà degli anni ottanta. Coppola seguì i più importanti contratti della carriera di Maradona, ma fu anche coinvolto nello scandalo della droga dei primi anni novanta. Il rapporto tra Maradona e Coppola si concluse non serenamente: per entrambi la fine del loro rapporto è tutt'ora una "ferita aperta".
Vita personale
Maradona sposò Claudia Villafañe il 7 novembre 1989, a Buenos Aires, dopo la nascita delle loro figlie, Dalma Nerea (nata nel 1987) e Gianinna Dinorah (nata nel 1989). Nella sua autobiografia Maradona ha ammesso che non è sempre stato fedele a Claudia, benché la definisca "l'amore della sua vita". I due sono stati visti insieme in diverse occasioni, come ad esempio durante la Coppa del Mondo 2006.
Durante le fasi di divorzio da Claudia, Maradona ammise di essere il padre di Diego Maradona jr., nato nel 1986 a Napoli in seguito ad un suo rapporto con Cristiana Sinagra.
Dopo il divorzio Claudia intraprese la carriera di produttore di teatro, mentre Dalma, aspirando a diventare attrice vorrebbe frequentare l'Actor's Studio di Los Angeles. L'altra figlia Gianinna, invece, è legata sentimentalmente al giocatore dell'Atletico Madrid Sergio Agüero, da cui ha avuto un figlio, Benjamin.
Problemi di salute
Dopo il ritiro Maradona ha continuato ad avere problemi di salute: sin dagli anni '90 ha combattuto contro la tossicodipendenza, curandosi in cliniche svizzere e cubane. Tra il 2002 e il 2005, passò la maggior parte del tempo proprio a Cuba.
Il 18 aprile 2004 subì un infarto da overdose di cocaina e fu ricoverato in terapia intensiva in un ospedale a Buenos Aires. Numerosi fan si riunirono intorno alla clinica. Giorni dopo l'attacco di cuore, un'infermiera, sorpresa a fotografare Maradona con un telefono cellulare, fu licenziata. Gli fu staccato il respiratore il 23 aprile e rimase in terapia intensiva per alcuni giorni prima di essere dimesso, il 29 aprile. Ritornò a Cuba a maggio.
La vita sregolata di Maradona gli comportò anche gravi problemi di obesità, sin dalla fine della sua carriera calcistica. Il 6 marzo 2005, in una clinica di Cartagena (Colombia), gli è stato applicato un bypass gastrico che gli ha permesso di perdere peso. Il 29 marzo 2007 è stato nuovamente ricoverato all'ospedale Güemes di Buenos Aires a causa di un malore, dovuto ad un nuovo aumento di peso, ad un abuso di sigari cubani (da calciatore Maradona aveva sempre evitato di fumare) ma soprattutto all'eccessivo abuso di alcol. I giornalisti scrissero che Maradona rischia la fine dell'ex campione del Manchester United George Best se continua a bere alcol in quantità eccessive e rischia addiritura la cirrosi epatica poiché il suo fegato è stato distrutto in parte proprio dalla cocaina e dalle altre droghe di cui Diego abusava. Il malore fu ritenuto dai medici "non preoccupante", ma ha costretto Maradona ad una degenza di una ventina giorni. Il suo medico personale, Alfredo Cahe, dichiarò: quello che mi preoccupa è il suo entourage, perché tutti quelli che gli si avvicinano lo fanno per approfittarsi di lui. E da quando ha cominciato con il cosiddetto showbol (il calcio al chiuso) mangia e beve in quantità eccessive[25]. Due giorni dopo essere stato dimesso (e dopo aver "ripudiato" il suo medico personale, "reo" di avergli consigliato di prolungare la degenza), Maradona avvertì un nuovo malore che lo costrinse ad un nuovo ricovero in una clinica privata.
Idee politiche
Durante gli anni novanta Maradona sostenne il presidente argentino Carlos Menem, neoliberista. Negli anni più recenti Maradona ha mostrato maggiore affinità con le ideologie di sinistra. È diventato amico di Fidel Castro nel periodo di convalescenza a Cuba. Ha un'immagine di Castro tatuata sulla gamba sinistra ed una di Che Guevara sul braccio destro.
Nel 2005 si recò in Venezuela per incontrare il presidente Hugo Chávez, che lo ricevette a Miraflores. Dopo questo incontro Maradona affermò di essere andato in Venezuela per "incontrare un grande uomo", ma di avere invece "incontrato un gigante"[26].
Ha dichiarato più volte la sua avversione per l'imperialismo neoliberale, specie durante il Summit delle Americhe del 2005 a Mar del Plata dove protestò contro la presenza di George W. Bush in Argentina, vestendo una t-shirt con la scritta Stop Bush e riferendosi al presidente degli Stati Uniti come "immondizia umana"[27].
Statistiche
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- 705 Partite ufficiali disputate
- 244 in Argentina (Argentinos Juniors 166, Boca Juniors 71, Newell's Old Boys 7)
- 58 col Barcellona
- 259 col Napoli
- 29 col Siviglia
- 91 con la Nazionale argentina
- 24 con la Nazionale argentina Under 21
- 358 Gol
- 116 con l'Argentinos Juniors
- 35 col Boca Juniors
- 38 col Barcellona
- 115 col Napoli
- 7 col Siviglia
- 13 nella Nazionale Argentina Under-21
- 26 nella Nazionale Argentina
- 8 in Coppa del Mondo
Carriera estesa
| Campionato argentino | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Metropolitano | Nacional | |||||||
| P | G | P | G | ||||||
| Argentinos Juniors | 1976 | - | - | 11 | 2 | ||||
| 1977 | 37 | 13 | 12 | 6 | |||||
| 1978 | 31 | 22* | 4 | 4 | |||||
| 1979 | 14 | 14* | 12 | 12* | |||||
| 1980 | 32 | 25* | 13 | 18* | |||||
| Boca Juniors | 1981 | 28 | 17 | 12 | 11 | ||||
| Squadra | Anno | Clausura | Apertura | ||||||
| P | G | P | G | ||||||
| Newell's Old Boys | 1993 | - | - | 5 | 0 | ||||
| Boca Juniors | 1995 | - | - | 11 | 3 | ||||
| 1996 | 13 | 2 | - | - | |||||
| 1997¹ | 1 | 0 | 5 | 2 | |||||
| Liga spagnola | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Anno | Campionato | Copa del Rey | C. delle Coppe | Copa de la Liga | ||||
| P | G | P | G | P | G | P | G | ||
| FC Barcelona | 1982/83 | 20 | 11 | 5 | 3 | 4 | 5 | 6 | 4 |
| 1983/84 | 16 | 11 | 4 | 1 | 3 | 3 | - | - | |
| Sevilla FC | 1992/93 | 26 | 4 | 3 | 3 | - | - | - | - |
| Serie A italiana | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Anno | Campionato | Coppa Italia | C. dei Campioni | Coppa UEFA | ||||
| P | G | P | G | P | G | P | G | ||
| Napoli | 1984/85 | 30 | 14 | 6 | 3 | - | - | - | - |
| 1985/86 | 29 | 11 | 2 | 2 | - | - | - | - | |
| 1986/87 | 29 | 10 | 10 | 7 | - | - | 2 | 0 | |
| 1987/88 | 28 | 15* | 9 | 6* | 2 | 0 | - | - | |
| 1988/89 | 26 | 9 | 12 | 7 | - | - | 12 | 3 | |
| 1989/90 | 28 | 16 | 3 | 2 | - | - | 5 | 0 | |
| 1990/91² | 18 | 6 | 3 | 2 | 4 | 2 | - | - | |
| Nazionale argentina | |||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Squadra | Anno | Coppa del Mondo | Copa América | Sudamericano | Amichevoli | ||||
| P | G | P | G | P | G | P | G | ||
| Nazionale Juniores | 1977 | - | - | - | - | 3 | 0 | 2 | 1 |
| 1978 | - | - | - | - | - | - | 5 | 4 | |
| 1979 | 6 | 6 | - | - | 5 | 1 | 3 | 1 | |
| Nazionale maggiore | 1977 | - | - | - | - | - | - | 3 | 0 |
| 1978 | - | - | - | - | - | - | 1 | 0 | |
| 1979 | - | - | 1 | 0 | - | - | 7 | 2 | |
| 1980 | - | - | - | - | - | - | 10 | 7 | |
| 1981 | - | - | - | - | - | - | 2 | 1 | |
| 1982 | 5 | 2 | - | - | - | - | 5 | 0 | |
| 1985 | 6 | 4 | - | - | - | - | 4 | 3 | |
| 1986 | 7 | 5 | - | - | - | - | 3 | 2 | |
| 1987 | - | - | 4 | 3 | - | - | 2 | 1 | |
| 1988 | - | - | - | - | - | - | 3 | 1 | |
| 1989 | - | - | 6 | 0 | - | - | 1 | 0 | |
| 1990 | 7 | 0 | - | - | - | - | 3 | 1 | |
| 1993³ | 2 | 0 | - | - | - | - | 1 | 0 | |
| 1994 | 2 | 1 | - | - | - | - | 5 | 1 | |
* Capocannoniere.
¹ Giocò anche una partita nella Supercopa Sudamericana contro il Colo-Colo.
² Giocò anche una partita nella Supercoppa Italiana.
³ Giocò anche nella Coppa Artemio Franchi.
Palmarès
Club
Competizioni nazionali
- Boca Juniors: 1981
- Barcellona: 1983
- Barcellona: 1983
- Barcellona: 1983
Coppa Italia: 1
- Napoli: 1987
- Napoli: 1990
Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1
- Napoli: 1989
Nazionale
- 1979
Individuale
- 1979, 1980
- Guerin d'Oro: 1
- 1985
- World Soccer: 1
- 1986
- Pallone d'oro alla carriera: 1
- 1995
- "Olimpia de Oro" al Miglior calciatore argentino dell'anno: 2
- 1979, 1986
- Miglior Calciatore sudamericano dell'anno: 2
- 1979, 1980
- Golden Foot alla carriera
- 2003
- Miglior sportivo AFA del secolo in Argentina:
- 1999
- Capocannoniere della Coppa Italia: 1
- Coppa Italia 1987-1988 (8 gol)
- Capocannoniere Serie A: 1
- Serie A 1987-1988 (15 gol)
Curiosità
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- Con 30 rigori realizzati nel campionato italiano su 34 tentativi, detiene una delle migliori medie realizzative dal dischetto (88,24%)[28].
- È stato l'unico giocatore del Napoli a vincere la classifica cannonieri della Serie A: vinse infatti nell'anno 1987/88 con 15 gol realizzati[29].
- Il primo e l'ultimo gol di Maradona in Serie A sono stati entrambi segnati contro la Sampdoria ed entrambi su rigore[30].
- Diego non è stato l'unico Maradona ad approdare nel campionato italiano: nella stagione 1987-1988 il fratello Hugo giocò una decina di partite con l'Ascoli, allora allenato da Ilario Castagner.
- I suoi 91 match e 34 reti con la Nazionale argentina costituirono un record, poi battuto da Diego Simeone per le presenze e da Gabriel Omar Batistuta per i gol[31].
- Alcuni fan hanno fondato nel 1998 la "Chiesa di Maradona". Il suo quarantatreesimo compleanno, nel 2003, rappresentò l'inizio dell'anno 43 d.D. - después de Diego (dopo Diego)[32].
- In una pubblicità televisiva della bibita brasiliana Guaraná Antarctica Maradona compariva come un membro della Nazionale di calcio brasiliana, indossando la divisa gialla e cantando l'inno nazionale brasiliano con Kaká e Ronaldo; poi Maradona si svegliava, realizzando di aver vissuto un incubo provocatogli dall'abuso di Guaraná Antarctica[33]. Lo spot generò molte polemiche nei mass media argentini, sebbene fosse stato trasmesso solo in Brasile; i fan ne vennero a conoscenza tramite YouTube[34].
- Nel maggio 2006 ha accettato di partecipare a Soccer Aid, un programma di sostegno all'Unicef[35]. Nello specifico, Maradona giocò nel Resto del Mondo contro l'Inghilterra il 27 Maggio 2006: la partita finì 2-1 per l'Inghilterra, Diego segnò su calcio di rigore per la rappresentativa mondiale[36].
- A Napoli è presente l'"altarino di Maradona", una piccola edicola dedicata al famoso calciatore. Si trova in via San Biagio dei Librai di fronte al Largo Corpo di Napoli, poco dopo la statua al dio Nilo. L'altarino contiene una foto di Maradona e, in una teca, un suo capello.
- Il suo bisnonno materno, Matteo Carioli, nacque a Curzola, Dalmazia (ora in Croazia, ai tempi parte dell'impero Austro-Ungarico) ed emigrò in Argentina, dove nacque Salvadora, la nonna di Diego. Salvadora chiamò sua figlia Dalma per via dell'origine dalmata, e, a sua volta, Diego ha chiamato Dalma la sua figlia maggiore.
- Ai tempi della militanza nell'Argentinos Juniors, fu preso di mira dallo storico portiere del Boca Juniors, Hugo Gatti. Prima di una partita, il portiere cercò di intimorire il giovane e non ancora celebre Maradona, dicendogli che col suo fisico non avrebbe mai potuto giocare al calcio. Come promessogli, Diego gli segnò ben quattro gol: il primo su rigore, il secondo con una velenosa punizione battuta quasi dalla linea di fondo, il terzo con un tocco morbido di sinistro e il quarto con una punizione dal limite[37]. Hugo Gatti non fu l'unico portiere a sfidare Maradona: nel periodo di militanza al Napoli anche Stefano Tacconi, allora portiere della Juventus, provocò Diego che lo punì con una doppietta in 15 minuti.
- L'11 maggio 1991 fu celebrato a Napoli un convegno in onore di Maradona, intitolato Te Diegum al quale presero parte molti intellettuali tifosi della squadra azzurra. Il report di questa esperienza (oltre che della sua preparazione) è riportato in un libro omonimo, pubblicato nello stesso anno.
- Fu lui a volere il massaggiatore del Napoli Salvatore Carmando al seguito della Nazionale di calcio dell'Argentina nel Mondiale del 1986 in Messico, quando si aggiudicò il titolo di Campione del mondo.
Filmografia
- Maradona di Kusturica, film-documentario, regia di Emir Kusturica , 2008 , Festival di Cannes
- Maradona, La mano de dios, film, regia di Marco Risi, con Marco Leonardi nella parte di Maradona, 2007
- Amando a Maradona, film, regia di Javier Vazquez, 2005 - Scheda su Amando a Maradona dell'Internet Movie Database
- Tifosi, film, regia di Neri Parenti, 1999
Note
- ^ Maradona nuovo ct dell'Argentina
- ^ Corriere della Sera, 11 Dicembre 2000 Maradona è stato eletto da un sondaggio popolare su Internet, Pelè dai "Grandi Elettori" nominati dalla FIFA
- ^ Sports Illustrated, 11 Dicembre 2000
- ^ Gol e presenze di Maradona con la Nazionale Argentina
- ^ WorldSoccer.com
- ^ World Soccer's Players of the Century
- ^ Lista dei FIFA 100 sul sito della BBC
- ^ Sito ufficiale - Storia - Cebollitas
- ^ ibidem
- ^ ibidem
- ^ Sito Ufficiale - Storia - Argentinos Juniors
- ^ ibidem
- ^ ibidem
- ^ Sito ufficiale - Statistiche - Argentinos Juniors
- ^ Sito Ufficiale - Storia - Nazionale Argentina
- ^ ibidem
- ^ Statistiche del Campionato Argentino
- ^ La favola di Maradona su Napoli.com - 5^ puntata
- ^ ibidem
- ^ Classifica dei vincitori del Pallone d'Oro Sudamericano dal 1966 ad oggi
- ^ Rediff Sports.com, 30 maggio 2002
- ^ La favola di Maradona su Napoli.com - 77° puntata
- ^ La Gdf sequestra due orologi a Maradona In seguito, alcuni tifosi del Napoli li acquistarono all'asta e glieli riportarono, solamente per poterlo vedere ed abbracciare.
- ^ http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=175523
- ^ Gazzetta.it, 29 marzo 2007
- ^ LaNacion.com, 31 marzo 2005
- ^ Chavez e Maradona alla guida della massiccia campagna contro Bush
- ^ Gli errori furono:
- nel Campionato del 1985/86 in Napoli-Torino 3-1 del 2 Marzo 1986, parato da Renato Copparoni [1]
- nel Campionato del 1986/87 in Verona-Napoli 3-0 del 12 Aprile 1987, parato da Giuliano Giuliani
- nel Campionato del Serie A 1987/88 in Napoli-Verona 4-1 del 20 dicembre 1987, parato da Giuliano Giuliani
- nel Campionato del Serie A 1989/90 in Napoli-Fiorentina 3-2 del 17 Settembre 1989, parato da Marco Landucci [2]
- ^ Statistiche del Campionato Italiano 1987/88
- ^ Sito ufficiale
- ^ Statistiche della nazionale di calcio dell'Argentina
- ^ Maradona ha addirittura una chiesa - TgCom.it, 30 ottobre 2007
- ^ Sito ufficiale di Guaraná Antarctica
- ^ Gazzetta.it, 24 aprile2006
- ^ Sito dell'Unicef (in inglese)
- ^ Sito ufficiale Fifa(in inglese)
- ^ La favola di Maradona su Napoli.com - 13^ puntata
Bibliografia
- Emanuela Audisio, Il ventre di Maradona. Storie di campioni che hanno prestato il corpo allo sport, 2007, Mondadori
- Diego Armando Maradona, Io sono el Diego, 2002, Fandango libri, ISBN 978-88-87517-31-6
- Marcello D'Orta, Maradona è meglio 'e Pelé. I bambini di Napoli giudicano il "pibe de oro", 2002, Limina
- Francisco Cornejo, Ho scoperto Maradona. Il giovane Diego raccontato dal suo primo allenatore, 2004, Limina
- Luca Argentieri, Massimo Mauro, Ho giocato con tre geni. Zico, Platini, Maradona, 2001, Baldini Castoldi Dalai
- Mimmo Liguoro, La testa nel pallone. Profili in versi. Da Monzeglio a Maradona, 2001, Colonnese
- Sergio Levinsky, Diego Armando Maradona. Una vita presa a calci, 1997, Limina
- Vittorio Dini, Oscar Nicolaus, Te Diegum, 1991, Leonardo
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Diego Armando Maradona
Wikiquote contiene citazioni di o su Diego Armando Maradona
Collegamenti esterni
- Diego Armando Maradona su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Diego Armando Maradona")
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| Nazionale argentina · Copa América 1979 | ||
|---|---|---|
| 1 Barbas · 2 Bochini · 3 Bordón · 4 Castro · 5 Coscia · 6 Dìaz · 7 Fortunato · 8 Gaitán · 9 Gáspari · 10 Gallego · 11 Larraquy · 12 López · 13 Maradona · 14 Ocaňo · 15 Passarella · 16 Saporiti · 17 Valencia · 18 Van Tuyne · 19 Vidallé · CT: Menotti | ||
| Nazionale argentina · Coppa del Mondo FIFA 1982 | ||
|---|---|---|
| 1 Ardiles · 2 Baley · 3 Barbas · 4 Bertoni · 5 Calderón · 6 Díaz · 7 Fillol · 8 Galván · 9 Gallego · 10 Maradona · 11 Kempes · 12 Hernández · 13 Olarticoechea · 14 Olguín · 15 Passarella · 16 Pumpido · 17 Santamaría · 18 Tarantini · 19 Trossero · 20 Valdano · 21 Valencia · 22 Van Tuyne · CT: Menotti | ||
| Nazionale argentina · Coppa del Mondo FIFA 1986 | ||
|---|---|---|
| 1 Almirón · 2 Batista · 3 Bochini · 4 Borghi · 5 Brown · 6 Passarella · 7 Burruchaga · 8 Clausen · 9 Cuciuffo · 10 Maradona · 11 Valdano · 12 Enrique · 13 Garré · 14 Giusti · 15 Islas · 16 Olarticoechea · 17 Pasculli · 18 Pumpido · 19 Ruggeri · 20 Tapia · 21 Trobbiani · 22 Zelada · CT: Bilardo | ||
| Nazionale argentina · Copa América 1987 | ||
|---|---|---|
| 1 Alfaro · 2 Batista · 3 Caniggia · 4 Dertycia · 5 Brown · 6 Díaz · 7 Funes · 8 Acosta · 9 Cuciuffo · 10 Maradona · 11 Percudani · 12 Siviski · 13 Garré · 14 Giusti · 15 Islas · 16 Olarticoechea · 17 Pasculli · 18 Goycochea · 19 Ruggeri · 20 Tapia · 21 Theiller · 22 Bartero · CT: Bilardo | ||
| Nazionale argentina · Copa América 1989 | ||
|---|---|---|
| 1 Pumpido · 2 Batista · 3 Alfaro Moreno · 4 Balbo · 5 Brown · 6 Basualdo · 7 Burruchaga · 8 Caniggia · 9 Cuciuffo · 10 Maradona · 11 Calderón · 12 Clausen · 13 Díaz · 14 Enrique · 15 Giusti · 16 Monzón · 17 Ruggeri · 18 Islas · 19 Sensini · 20 Troglio · 21 Gorosito · 22 Falcioni · CT: Bilardo | ||
| Nazionale argentina · Coppa del Mondo FIFA 1990 | ||
|---|---|---|
| 1 Pumpido (Comizzo) · 2 Batista · 3 Balbo · 4 Basualdo · 5 Bauza · 6 Calderón · 7 Burruchaga · 8 Caniggia · 9 Dezotti · 10 Maradona · 11 Fabbri · 12 Goycochea · 13 Lorenzo · 14 Giusti · 15 Monzón · 16 Olarticoechea · 17 Sensini · 18 Serrizuela · 19 Ruggeri · 20 Simón · 21 Troglio · 22 Cancelarich · CT: Bilardo | ||
| Nazionale argentina · Coppa del Mondo FIFA 1994 | ||
|---|---|---|
| 1 Goycochea · 2 Vázquez · 3 Chamot · 4 Sensini · 5 Redondo · 6 Ruggeri · 7 Caniggia · 8 Basualdo · 9 Batistuta · 10 Maradona · 11 Medina Bello · 12 Islas · 13 Cáceres · 14 Simeone · 15 Borelli · 16 Díaz · 17 Ortega · 18 Pérez · 19 Balbo · 20 Rodríguez · 21 Mancuso · 22 Scoponi · CT: Basile | ||
| Commissari tecnici della Nazionale argentina di calcio - Cronologia | ||
|---|---|---|
|
Commissione Tecnica Federale (1901-1924) · Vázquez (1924-1925) · Commissione Tecnica Federale (1925-1927) · Míllan (1927-1928) · Olazar (1928-1929) · Tramutola (1929-1930) · Commissione Tecnica Federale (1930-1934) · Pasciucci (1934) · Seoane (1934-1937) · Fernández Roca (1937-1939) · Stábile (1939-1958) · Spinetto (1959) · Moreno (1959) · Stábile (1960) · Spinetto (1960-1961) · D'Amico (1961) · Lorenzo (1962) · Rossi (1962) · Lopes (1962) · Torres (1963) · D'Amico (1963) · Minella (1964-1965) · Zubeldía (1965) · Lorenzo (1966) · Lopes (1967) · Faraone (1967) · Cesarini (1967-1968) · Minella (1968) · Maschio (1969) · Pedernera (1969) · Pizzuti (1970-1972) · Sivori (1972-1973) · Ignomiriello (1973) · Cap (1974) · Menotti (1974-1982) · Bilardo (1983-1990) · Basile (1990-1994) · Passarella (1994-1998) · Bielsa (1998-2004) · Pekerman (2004-2006) · Basile (2006-2008) · Maradona (2008-in carica) |
||
| Calciatore sudamericano dell'anno | |
|---|---|