Diego Armando Maradona

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Diego Armando Maradona
Maradona at 2012 GCC Champions League final.JPG
Dati biografici
Nazionalità Argentina Argentina
Altezza 165[1] cm
Peso 67[1] kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Ritirato 1997 - giocatore
2012 - allenatore
Carriera
Giovanili
1970-1976 Argentinos Jrs Argentinos Jrs
Squadre di club1
1976-1981 Argentinos Jrs Argentinos Jrs 166 (116)
1981-1982 Boca Juniors Boca Juniors 40 (28)
1982-1984 Barcellona Barcellona 36 (22)
1984-1991 Napoli Napoli 188 (81)
1992-1993 Siviglia Siviglia 26 (5)
1993-1994 Newell's O. B. Newell's O. B. 5 (0)
1995-1997 Boca Juniors Boca Juniors 30 (7)
Nazionale
1977-1979
1977-1994
Argentina Argentina U-20
Argentina Argentina
24 (13)
91 (34)
Carriera da allenatore
1994 Textil Mandiyu Textil Mandiyú
1995 Racing Club Racing Club
2008-2010 Argentina Argentina
2011-2012 Al-Wasl Al-Wasl
Palmarès
Transparent.png Mondiali di Calcio Under-20
Oro Giappone 1979
Coppa mondiale.svg Mondiali di calcio
Oro Messico 1986
Argento Italia 1990
Coppa America calcio.svg Copa América
Bronzo Brasile 1989
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 14 maggio 2011

Diego Armando Maradona (Lanús, 30 ottobre 1960) è un allenatore di calcio, dirigente sportivo ed ex calciatore argentino, di ruolo centrocampista e attaccante, capitano della Nazionale argentina di calcio vincitrice del Mondiale del 1986. Considerato uno dei più grandi giocatori di sempre e da alcuni il migliore in assoluto. [2][3][4][5].

Ha partecipato a quattro edizioni dei Mondiali: 1982, 1986, 1990, 1994, andando a segno nelle edizioni del 1982, 1986 e 1994 (ai Mondiali del 1990 segnò solo ai rigori nella semifinale contro l'Italia)[6]. I suoi 91 incontri e 34 reti con la Nazionale argentina costituirono due record, successivamente battuti[7]. La federazione calcistica dell'Argentina (AFA) gli ha assegnato il titolo di "miglior calciatore argentino di sempre" nel 1993[8].

Noto anche come El Pibe de Oro (Il Ragazzo d'Oro), ha militato nell'Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli, nel Siviglia e nel Newell's Old Boys in una carriera da professionista più che ventennale. Alla fine del 2000 è stato eletto, da un sondaggio popolare indetto dalla FIFA, miglior calciatore del secolo con una percentuale schiacciante: il 53,6% dei voti, ovvero, da solo, la maggioranza assoluta.[9]; Maradona condivide il titolo con Pelé, scelto invece dai "Grandi Elettori" della FIFA[10]. Il suo gol realizzato contro la nazionale inglese, nei quarti di finale del Mondiale 1986 è considerato il gol del secolo. Fu eletto calciatore dell'anno nel 1986 dalla rivista inglese World Soccer[11] e occupa la seconda posizione, alle spalle di Pelé, nella speciale classifica dei migliori calciatori del XX secolo pubblicata dalla stessa rivista[12]. In una votazione tenutasi nel 2000 per l'IFFHS a cui hanno partecipato giornalisti ed ex-calciatori, Maradona è risultato il 5° miglior giocatore del XX secolo[13]. Nel 2012 viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards.

Nel 2002 è stato inserito nella FIFA World Cup Dream Team[14], selezione formata dai migliori undici giocatori della storia dei Mondiali, ottenendo, tra gli undici della squadra ideale, il maggior numero di voti, davanti a Pelé, secondo, e Zidane, terzo.

Ritenuto una delle figure più controverse della storia del calcio, fu sospeso due volte per positività a test antidoping: nel 1991 (per uso di cocaina) e nel Mondiale 1994 (per uso di efedrina). Dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, ha subito un aumento eccessivo di peso (risolto con l'ausilio di un bypass gastrico) e le conseguenze della dipendenza dalla droga, dalla quale si è liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione. Successivamente è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi divulgata il 4 marzo 2004, in occasione del centenario della federazione[15] ed è diventato nel 2005 una star della TV argentina con il suo show La Noche del 10. Nonostante la poca esperienza nel ruolo, nel novembre 2008 è stato nominato CT dell'Argentina[16] con il compito di condurre la nazionale nelle qualificazioni per i Mondiali del 2010, obiettivo infine raggiunto nell'ottobre 2009.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Diego è il terzo dei sette figli nati dall'unione di Don Diego (1928) e Doña Dalma (1930-2011). Sposò Claudia Villafañe il 7 novembre 1989, a Buenos Aires, dopo la nascita delle loro figlie, Dalma[17] Nerea (nata nel 1987) e Giannina Dinorah (nata nel 1989).

Nella sua autobiografia Maradona ha ammesso che non è sempre stato fedele a Claudia, benché la definisca "l'amore della sua vita".[18] Nel 2004 i due divorziarono, rimanendo però amici: sono stati visti insieme in diverse occasioni, come nelle partite della Nazionale argentina durante il Mondiale 2006. Dopo il divorzio, Claudia intraprese la carriera di produttrice di teatro.[19] L'altra figlia Giannina è invece legata sentimentalmente al giocatore del Manchester City Sergio Agüero, da cui ha avuto un figlio, Benjamin, nato il 19 febbraio 2009, facendo diventare quindi Maradona nonno per la prima volta.[20]

Cristiana Sinagra iniziò una causa in Italia in modo che Maradona riconoscesse la paternità di suo figlio, chiamato Diego come suo padre, nato il 20 settembre 1986 dopo una relazione tra i due. Il 6 maggio 1992, dato che l'argentino si rifiutò per tre volte di sottoporsi al test del DNA, il giudice Maria Lidia de Luca confermò la paternità, autorizzando la Sinagra ad usarne il cognome e obbligando il giocatore a pagare 4.000 dollari al mese: la sentenza verrà poi confermata nel 1995.[21]

Diego Sinagra incontrò il suo padre biologico solo nel 2003, durante un torneo di golf a Fiuggi.[22] Ma, al di là di questo incontro, Maradona non lo riconobbe mai veramente come suo figlio, dichiarando, nell'ottobre del 2005 durante il suo programma televisivo La Noche del 10: "accettare non significa riconoscere. Ho due figlie con l'amore della mia vita. Si chiamano Dalma e Giannina. Sto pagando i miei errori del passato. Un giudice mi obbligò a pagare, ma non può obbligarmi a sentire affetto per lui".[23] A seguito di queste dichiarazioni, Diego jr. iniziò una causa per danni morali.[24] A causa di ritardi nel pagamento degli alimenti, all'inizio del 2005 Cristiana Sinagra diede il via ad un procedimento volto al recupero del dovuto, che portò alla vendita all'asta di una proprietà che Maradona possedeva a Perito Moreno. Dopo una lunga serie di negoziazioni tra le parti, la vendita dell'immobile fu sospesa.[25]

Diego Sinagra non è l'unico figlio non riconosciuto nato da una relazione extraconiugale: nel 1996 nacque una bambina, che fu chiamata Jana, frutto della relazione dell'argentino con Valeria Sabalaín. Maradona, come già in passato, rifiutò di sottoporsi all'esame del DNA per cinque volte: il giudice Graciela Varela gli assegnò la paternità, autorizzò la madre ad usare il cognome Maradona[26] e il 29 giugno 2001, durante la sentenza di appello, dispose una quota per gli alimenti pari a 2.000 pesos.[27] Nel 2004 venne raggiunto un accordo tra le parti per la chiusura della causa, sulla base di un pagamento di 400.000 pesos e di 2.400 pesos di alimenti mensili tramite l'impresa Aceites y Esencias Patagónicas, alla quale Maradona aveva ceduto alcuni diritti commerciali.[28] L'azienda non rispettò l'accordo, pertanto si riaprì la disputa legale che, a seguito del pagamento delle cifre pattuite, vide l'assoluzione di Maradona: l'indagine infatti provò che la responsabilità dei pagamenti era a carico di Guillermo Coppola, indicato pertanto come colpevole dei mancati pagamenti.[29]

Alla fine del 2005 venne intentata una nuova causa per un nuovo sospetto figlio del calciatore argentino. I genitori del ragazzo, chiamato Santiago, sarebbero Maradona e Natalia Garat, morta a causa di un tumore nel novembre del 2005 e alla quale l'argentino avrebbe elargito diverse somme di denaro.[30] Maradona non ha mai però riconosciuto neanche Santiago.

Il 14 febbraio 2013 dalla relazione con Veronica Ojeda nasce Diego Fernando, quinto figlio riconosciuto da Maradona. Il Pibe de Oro ha trascorso gli ultimi mesi a Dubai, lontano da Veronica. La donna ha avuto problemi con le altre figlie di Diego, Dalma e Giannina, e con l'ex moglie Claudia Villafane. Un litigio tra le donne, anche via Twitter, è finito in tribunale. I giudici hanno poi emesso una sentenza di restrizione nei confronti di Claudia: non può avvicinarsi a meno di 300 metri dall'abitazione di Veronica e a meno di 100 metri da lei. Il provvedimento scadrà il prossimo marzo ed era stato richiesto esplicitamente dalla Ojeda mentre era al sesto meso di gravidanza.[31]

Anche suo figlio Diego jr. è calciatore, così come lo sono stati i suoi fratelli Hugo e Raúl detto Lalo, e come lo sono i suoi nipoti Diego Hernan[32] e i gemelli Nicolás e Santiago Villafañe.

Problemi di salute[modifica | modifica sorgente]

Dai primi anni ottanta fino al 2004 Maradona fu dipendente dalla cocaina: egli ammise, nella sua autobiografia pubblicata nel 2000, di aver iniziato a far uso di droga dal 1983 quando militava nel Barcellona. Durante il suo soggiorno a Napoli il consumo divenne una vera e propria tossicodipendenza, che cominciava ad interferire con la sua capacità di giocare a calcio[33]. Negli anni successivi al suo ritiro, la sua salute peggiorò progressivamente: il 4 gennaio 2000, durante una vacanza a Punta del Este (in Uruguay), dovette essere trasportato d'emergenza nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale locale, il Cantegril. Qui gli fu riscontrata una aritmia ventricolare e una crisi ipertensiva: nella successiva conferenza stampa, i medici dichiararono di aver riscontrato danni al muscolo cardiaco e il suo rappresentante Coppola confermò che il ricovero non era dovuto all'abuso di droga ma al fatto che Maradona soffrisse di ipertensione[34]. In realtà le analisi del sangue e delle urine rilevarono tracce di cocaina: fu pertanto coinvolta la polizia uruguaiana, alla quale Maradona dovette rispondere anche se il consumo di droga non è considerato reato[34]. Due settimane dopo Maradona fu dimesso e si recò a Cuba, dove rimarrà per qualche tempo, per iniziare un piano di riabilitazione e disintossicazione[35].

Maradona nel 2005

Il 18 aprile 2004 Maradona fu nuovamente ricoverato d'urgenza nella clinica Suizo-Argentina di Buenos Aires, questa volta per un infarto e una nuova crisi ipertensiva dovuti ad un'overdose di cocaina[36]. Il respiratore artificiale venne rimosso il 23 aprile, ma Maradona rimase in terapia intensiva fino a quando fu dimesso, il 29 aprile. Entrò il 9 maggio nella clinica neuropsichiatrica "Del Parque" per iniziare un nuovo ciclo di disintossicazione: dopo 3 mesi cercò di ripartire per Cuba, ma la sua famiglia si oppose avendo ottenuto la responsabilità legale sulle azioni di Maradona, dato che egli non era in grado di esercitarla in base al codice civile argentino[37]. Il trattamento pertanto continuò in Argentina.

Lontano dall'attività sportiva e a causa degli eccessi con cibo e droga, Maradona aumentò considerevolmente di peso, arrivando a pesare 120 chili nel febbraio del 2005. Il 6 marzo 2005 si fece ricoverare in una clinica di Cartagena de Indias (Colombia) specializzata nelle cure contro l'obesità[38]: tramite un intervento gli venne impiantato un bypass gastrico che, grazie anche ad un regime alimentare controllato, gli permise di perdere più di 50 chili.

Il 29 marzo 2007 fu nuovamente ricoverato all'ospedale Güemes di Buenos Aires a causa di un'epatite dovuta all'eccesso di alcool, aggravata da un nuovo aumento di peso e dall'abuso di sigari cubani[39]. Ciò costrinse Maradona ad una degenza di circa due settimane e fu dimesso l'11 aprile. Il suo medico personale, Alfredo Cahe, dichiarò: "quello che mi preoccupa è il suo entourage, perché tutti quelli che gli si avvicinano lo fanno per approfittarsi di lui. E da quando ha cominciato con il cosiddetto showbol mangia e beve in quantità eccessive"[40]. Due giorni dopo essere stato dimesso Maradona avvertì un nuovo malore che lo costrinse ad un ennesimo ricovero, questa volta nella clinica privata Madre Teresa di Calcutta di Buenos Aires, dove rimase fino al 21 aprile. Circolarono alcune notizie riguardo alla sua morte[41] che furono subito smentite, così come le voci precedenti che lo dichiaravano morto in un incidente automobilistico[42]. Per curare la sua dipendenza dall'alcool, rimase per due settimane nelle clinica psichiatrica Avril, dalla quale fu dimesso il 7 maggio[43]. Il giorno dopo apparve in televisione, dichiarando di aver smesso di bere e di non usare droga da due anni e mezzo[44].

Il 14 gennaio 2012, dopo la vittoria per 7-1 contro l'Al-Ahli Club, viene ricoverato a Dubai dopo aver sofferto di lievi complicazioni di calcoli renali. Maradona dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico[45][46][47][48] viene dimesso dall'ospedale il 16 gennaio.[49][50]

Idee politiche[modifica | modifica sorgente]

Maradona incontra il presidente dell'Argentina Néstor Kirchner il 12 agosto 2004 a Buenos Aires

Maradona ha mantenuto per diversi anni una discontinua ma forte amicizia con l'ex Presidente dell'Argentina, il neoliberista di destra Carlos Saúl Menem[51]. Nel 1999 ha festeggiato con lui il trionfo alle elezioni presidenziali del radicale Fernando de la Rúa[52] che ottenne più voti del peronista Eduardo Duhalde (principale rivale di Menem all'interno del partito). Maradona gli fece visita mentre era agli arresti domiciliari nel 2001, accusato di aver favorito durante il suo mandato un traffico illecito di armi con Croazia e Ecuador[53]. Lo stesso Menem partecipò nel 2000 alla presentazione dell'autobiografia di Maradona, Yo soy el Diego, dedicata tra gli altri anche a lui[54].

Maradona con Alberto Fernández, capo di gabinetto del governo argentino, nel 2006

Negli ultimi anni, il giocatore ha espresso il suo appoggio a diversi politici di sinistra. All'inizio del suo primo tentativo di riabilitazione a Cuba ha stretto amicizia con il leader cubano Fidel Castro, che ha poi appoggiato anche pubblicamente. Ha inoltre espresso ammirazione per l'argentino Ernesto 'Che' Guevara: dello stesso ha dichiarato nella sua autobiografia, riferendosi anche a Jorge Rafael Videla: "Tipi come Videla fanno sì che il nome dell'Argentina sia malvisto all'estero; al contrario, gente come il Che ci fa sentire orgogliosi"[55]. Segni di questa ammirazione sono due tatuaggi che Maradona si è fatto fare, rispettivamente di Guevara sul braccio destro e di Castro nella gamba sinistra[56]. Ha anche riconosciuto il lavoro dell'ex presidente argentino Néstor Kirchner, che incontrò nel 2004[57]. Nell'ottobre del 2007 manifestò pubblicamente il suo appoggio alla candidata (e attuale Presidente) Cristina Fernández[58].

Nel 2005 si recò in Venezuela per incontrare il presidente Hugo Chávez, che lo ricevette a Miraflores. Dopo questo incontro Maradona affermò di essere andato in Venezuela per "incontrare un grande uomo", ma di avere invece "incontrato un gigante"[59]. Nel novembre dello stesso anno Maradona fu uno dei partecipanti di spicco al Vertice dei Popoli, chiamato anche "controvertice" in opposizione al 4º Summit delle Americhe a Mar del Plata. Iniziò la sua partecipazione il 3 dello stesso mese, salendo a bordo dell'Expreso del Alba, un treno che partì da Buenos Aires e che trasportò 160 partecipanti al "controvertice", tra i quali il candidato alla Presidenza della Bolivia Evo Morales[60].

Maradona in visita a Calcutta, in India, nel febbraio del 2009

Il Vertice dei Popoli, dal quale emerse avversione per l'imperialismo neoliberale e il rifiuto a George W. Bush (Maradona in particolare vestì una t-shirt con la scritta Stop Bush[61] e si riferì al presidente degli Stati Uniti come "immondizia umana"[62]), contava oltre all'argentino la presenza del presidente venezuelano Hugo Chávez, Silvio Rodríguez, Adolfo Pérez Esquivel e le Madri di Plaza de Mayo. La partecipazione di Maradona generò la reazione negativa di vari politici, tra i quali il presidente messicano Vicente Fox[63]. Nell'agosto 2007 Maradona andò oltre, apparendo nello show televisivo settimanale di Chavez dichiarando: "Odio tutto ciò che viene dagli Stati Uniti, lo odio con tutte le mie forze"[64]. Alla fine del 2007 Maradona si dichiarò vicino al popolo iraniano, in quanto avversario del presidente Bush, e donò la sua maglia numero 10 al leader iraniano Mahmud Ahmadinejad: il gesto scatenò le polemiche della comunità ebraica in Argentina, date le precedenti dichiarazioni del presidente iraniano sull'Olocausto[65].

Maradona nel 2010 alla Casa Rosada alle esequie di Néstor Kirchner, assieme alla vedova Cristina e al presidente boliviano Evo Morales

Il 14 marzo 2008 appoggiò l'idea della Bolivia di continuare a giocare le partite di calcio in altura, sopra i 2700 metri sul livello del mare, in contrasto con quanto espresso dalla FIFA e dal suo presidente Joseph Blatter (riguardo alla difficoltà, per squadre non abituate, di giocare a certe altitudini)[66].

Il 27 ottobre 2010, alla morte dell'ex presidente argentino Néstor Carlos Kirchner, Maradona ha accompagnato sua moglie Cristina Fernández de Kirchner, attuale presidentessa del Paese, ai funerali di Stato del marito[67].

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Graffito raffigurante il Maradona dei Mondiali '86

Sin dalla vittoria del Mondiale 1986, gli argentini usano il nome di Maradona per farsi riconoscere come suoi compatrioti in tutte le parti del mondo: in Argentina e a Napoli il campione argentino è indicato come simbolo ed eroe dello sport[68] (lo sportivo è infatti un mito "democratico", in quanto pone le sue basi nella gente comune: è infatti rappresentante del popolo e dei suoi valori[68]). Maradona incarnò perfettamente questo spirito, date le sue umili origini e la sua originaria bassa condizione sociale: i molteplici guadagni non gli fecero perdere i modi di esprimere e il vocabolario proprio della frangia meno agiata della popolazione. A ciò si aggiunse il suo schierarsi contro i "poteri forti": in particolar modo con i napoletani che lo videro come un rappresentante degli "oppressi" del Sud Italia che lottava contro lo "strapotere" delle squadre del Nord[68]. Numerose furono anche le "battaglie" combattute contro i "poteri forti" come la FIFA (e il suo presidente Havelange), e la AFA presieduta da Grondona[69].

Fu anche per questo e non solo per le sue prodezze nei campi di calcio che Maradona venne in pratica idolatrato sia dagli argentini che dai napoletani[70]. A Rosario, in Argentina, i suoi tifosi fondarono nel 1998 la Iglesia Maradoniana (Chiesa di Maradona)[71], dove il calendario si calcola contando gli anni dalla sua nascita: il suo quarantatreesimo compleanno, nel 2003, rappresentò l'inizio dell'anno 43 d.D. - después de Diego (dopo Diego). Se alla sua nascita la chiesa contava 200 membri, i fedeli raccolti anche tramite il sito ufficiale raggiunsero gli 80.000, tra cui alcuni giocatori famosi come Michael Owen, Ronaldinho e Juan Román Riquelme[71]. Il 26 dicembre 2003 la sua prima squadra, l'Argentinos Juniors, inaugurando il nuovo stadio costruito nel quartiere di La Paternal a Buenos Aires, decise di dedicarglielo chiamadolo Estadio Diego Armando Maradona: il nome fu ufficializzato il 10 agosto 2004[72]. Inoltre ha un monumento situato nel museo del Boca Juniors, all'interno della Bombonera[73], una statua nella cittadina di Bahía Blanca[74] e numerose altre sculture in diverse parti del mondo.

Statua di Maradona accompagnata da quelle raffiguranti altre due icone argentine: Carlos Gardel e Evita Perón

A Napoli, in una via pubblica, gli fu dedicato addirittura un altarino con una foto nella quale indossa la maglia del Napoli e un suo capello in una teca, dove i tifosi si recavano prima delle partite a chiedere la "grazia calcistica". L'11 maggio 1991 fu celebrato nella città partenopea un convegno in onore di Maradona, intitolato Te Diegum, al quale presero parte molti intellettuali tifosi della squadra azzurra. Il report di questa esperienza (oltre che della sua preparazione) è riportato in un libro omonimo, pubblicato nello stesso anno[75].

Il 15 agosto 2005 debuttò come conduttore del programma televisivo argentino La Noche del 10, che fu molto seguito. In una puntata ospitò ed intervistò Pelé, il calciatore che gli contende la palma di miglior giocatore di ogni tempo. Altri ospiti importanti furono Zidane, Ronaldo, Hernán Crespo, Fidel Castro e Mike Tyson. Inoltre, durante una puntata incentrata sul tema dei talenti calcistici più promettenti dell'Argentina, tra i vari Messi e Agüero, spuntava anche l'attuale stella del Paris Saint Germain Lavezzi, che in quel periodo giocava nel San Lorenzo.

L'altarino dedicato a Maradona, in via San Biagio dei Librai a Napoli

Oltre a ciò e alla sua autobiografia Yo soy el Diego, pubblicata nel 2000 e subito diventata un bestseller, Maradona è stato citato in numerosi libri, fumetti e film, oltre ad aver recitato in diversi camei in serie televisive. A lui furono dedicate diverse canzoni da artisti più o meno famosi, come Rodrigo Bueno, che interpretò La mano de Dios. Altri furono i Mano Negra con Santa Maradona, Charly García con Maradona blues, gli Attaque 77 con Francotirador, Manu Chao con La vida tombola, Pino Daniele con Tango della buena suerte e altri.

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Problemi vari con la giustizia[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni, Maradona è stato implicato in diversi procedimenti giudiziari, in parte risolti fuori dai tribunali. Quelli che hanno avuto più risalto sono sicuramente quelli legati alla paternità, ma diversi sono stati quelli per droga, aggressione e questioni economiche. I primi processi furono intentati a causa della droga: a seguito della positività per doping durante la sua permanenza a Napoli, la giustizia sportiva, nell'aprile 1991, lo condannò a 15 mesi di squalifica,[76] mentre nel settembre dello stesso anno la giustizia ordinaria gli inflisse una pena di 14 mesi di prigione per possesso di stupefacenti, anche se Maradona non entrò mai in carcere.[77] Pochi mesi dopo la positività, rientrato a Buenos Aires ad aprile, fu sorpreso in possesso di cocaina dalla polizia nel suo appartamento: fu trattenuto per una notte e liberato il giorno dopo, pagando una cauzione di 20.000 pesos, non fu processato penalmente ma venne condannato a sottoporsi ad un trattamento di riabilitazione.[78]

Il 2 febbraio 1994, pochi mesi prima del Mondiale, un gruppo di giornalisti circondò la casa di Maradona: in tutta risposta l'argentino sparò loro con un fucile ad aria compressa, venendo per questo condannato, anni dopo, a due anni di prigione con la condizionale e all'indennizzo dei giornalisti colpiti dagli spari.[79]

Nel chiudere il contratto con il suo procuratore Guillermo Coppola, nel 2003 fu iniziata una causa nella quale il giocatore chiedeva il pagamento di due milioni di dollari, riguardanti la scomparsa di soldi guadagnati anche grazie alla partecipazione ad alcune partite promozionali.[80]. Dopo il fallimento di varie udienze di conciliazione, Maradona decise nell'aprile 2008 di ritirare la querela.[81]

Nel 2006 Maradona fu accusato di lesioni lievi ai danni di una coppia, ferita dai vetri di una cabina telefonica alla quale era andato addosso con la sua jeep il 10 febbraio dello stesso anno.[82] Secondo alcuni testimoni l'argentino lasciò il luogo dell'incidente senza fornire i suoi dati né quelli relativi al suo mezzo. Maradona, interpellato, negò di possedere il mezzo incriminato e, supportato da alcuni testimoni, dichiarò che egli non fu mai presente sul posto.[83] Dopo che l'ex calciatore non si presentò in tribunale a seguito di cinque citazioni, il giudice Gonzalo Rúa emanò un ordine di "comparizione forzata" nei suoi confronti: fu per questo fermato all'aeroporto di Ezeiza e portato in tribunale dove gli fu notificato ufficialmente l'atto.[82]

La questione del fisco[modifica | modifica sorgente]

Da un esposto depositato nel 1991 da due sindacalisti in riguardo ai maxi stipendi dei giocatori del Napoli, partì un'indagine che portò all'accusa di evasione fiscale per Maradona durante gli ultimi due anni di permanenza a Napoli. Anche Careca e Alemao furono accusati dello stesso reato.[84] Il giornalista Gianni Minà spiegò come i dirigenti del Napoli in realtà facessero firmare ai giocatori due contratti, uno da calciatori e uno per i diritti d'immagine:[85] questa procedura fu vista dalla Guardia di Finanza come evasione e lasciò del tempo per permettere agli accusati di pareggiare i conti ma Maradona, al contrario di alcuni ex-compagni di squadra come Careca ed Alemao,[86] poi assolti, non prese provvedimenti, forse perché non era più in Italia.

Tornato in Italia nel 2001, all'aeroporto di Fiumicino venne braccato da 70 finanzieri che gli notificarono l'atto. Vista la legge che prevede l'aumento della mora con il passare degli anni, una sentenza della Corte di Cassazione il 17 febbraio 2005 condannò il giocatore al pagamento di 31 milioni di euro.[87] A maggio 2008 la cifra ha toccato quota 34 milioni di euro a causa degli interessi accumulati (circa 3.000 euro al giorno).[86] A questo proposito, la Guardia di Finanza sequestrò il suo compenso di 3 milioni di euro percepiti nel 2005 per la partecipazione al programma televisivo italiano Ballando con le stelle.[87]

Inoltre il 6 giugno 2006, in occasione della manifestazione di beneficenza "Giugliano Cuore" nell'omonima cittadina a nord di Napoli, fu fermato e accompagnato in caserma dalla Guardia di Finanza e gli furono pignorati due Rolex d'oro del valore di 10.000 euro.[84][88]

Il 18 settembre 2009, durante un soggiorno a Merano, gli vennero ulteriormente pignorati due orecchini del valore di 4.000 euro.[87] Nel gennaio 2010 il calciatore del Palermo Fabrizio Miccoli, grande fan di Maradona, ha acquistato all'asta per 25.000 euro[89] l'orecchino. Di recente Miccoli ha dichiarato di volerlo restituire al suo proprietario originale, a patto che la consegna avvenga di persona.[90]

Il 26 febbraio 2013 Maradona, in visita a Napoli, ha firmato un'istanza di autotutela che documenta come non ha mai ricevuto la notifica dell'accertamento che quindi, secondo i legali, non esiste. In conferenza stampa ha attaccato il fisco italiano, si è dichiarato innocente dalle accuse di evasione (ora la cifra tocca i 6 milioni + 34 di interessi e sanzioni), ha addossato le colpe ai suoi procuratori (Coppola e Franchi) e ai dirigenti del Napoli che firmavano i contratti all'epoca (Ferlaino, Gallo ed Ellenio), ha dichiarato di voler incontrare il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e ha ringraziato Fabrizio Miccoli per aver acquistato il suo orecchino pignorato con l'intento di restituirglielo.[91][92][93] Miccoli ha subito fatto sapere che "farò di tutto per mettermi in contatto con lui quanto prima, per organizzare un incontro e restituirgli finalmente il suo orecchino".[94]

Il 18 ottobre seguente Maradona, a Milano per presentare una collana di dvd celebrativa della Gazzetta dello Sport, in albergo riceve la visita dei funzionari di Equitalia che gli notificano un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro e lui, al secondo tentativo, ha aperto firmando l'atto per il recupero del credito alla presenza del suo avvocato Angelo Pisani. Equitalia entro 6 mesi potrà quindi avviare le azioni di recupero del debito come il pignoramento delle somme a titolo di compensi per partecipazioni televisive e sponsorizzazioni.[95] Due giorni dopo alla trasmissione Che tempo che fa condotta da Fabio Fazio, durante la quale si è esibito in un colorito gestaccio volgare verso Equitalia[96], ha dichiarato: "Non sono un evasore e lo dico senza problemi a Equitalia. Si occupino di chi ha firmato i contratti, di Coppola o Ferlaino, che oggi possono girare indisturbati. A me invece tolgono gli orecchini, gli orologi. Oggi però non ce l'ho. Mi hanno cercato degli sponsor offrendosi di pagare il mio debito per farsi pubblicità, io ho rifiutato perché non sono un evasore. Voglio la verità. Chi si fa pubblicità sono quelli di Equitalia che vengono da me. Ma hanno un altro lavoro, il loro lavoro non è Maradona. Io non mi nascondo".[97] Il 31 maggio 2014, Equitalia ha deciso la sospensione dei pignoramenti presso terzi delle somme di cui risulta creditore.[98]

Dissidi con Grondona[modifica | modifica sorgente]

Julio Grondona, il "nemico" di Maradona

Ha avuto anche alcuni diverbi e litigi con Julio Grondona, presidente della Federcalcio argentina (AFA) e vice-presidente FIFA che nel 2008 aveva scelto Maradona come C.T. e poi lo aveva esonerato nel 2010 secondo Maradona non mantenendo la parola data. Nel dicembre 2010 Grondona ha accusato Maradona di far ancora uso di stupefacenti. Maradona ha risposto dicendo che Grondona è un anziano che ha perso il senno e che all'interno dello staff tecnico della nazionale ha messo Sergio Batista e Alberto "Chirola" Rodríguez che in passato avevano avuto gli stessi suoi problemi di droga.
Nel maggio del 2011 Maradona accusa Grondona di aver fatto dopare tranquillamente i giocatori della nazionale del 1994 senza che lui intervenisse e senza il controllo antidoping prima dello spareggio con l'Australia valevole per la qualificazione a Usa '94[99][100]. Grondona ha ribattuto dicendo che non ha fatto fare i test antidoping per il bene di Maradona chissà se, per sbaglio, per paura che potesse accadere qualcosa, perché arrivavano giocatori che non si poteva sapere cosa avevano preso o cosa avevano smesso di prendere dalle loro squadre. Ha poi negato che tutto ciò fosse stato fatto per permettere l'assunzione di sostanze proibite ai giocatori[101]. Maradona ha poi annunciato di volere fare causa a Grondona, che aveva fatto delle dichiarazioni fuori luogo su di lui.[102]. Poco tempo dopo l'avvocato Kalbermatten, difensore di Maradona, afferma di voler portare Grondona in tribunale e in galera per porre fine alla sua dittatura nel calcio e per farlo uscire dalla AFA e dalla FIFA[103].

Altre vicende[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio del 2006, mentre si trovava in vacanza in Polinesia, fu accusato di aver rotto un bicchiere in testa ad una donna, colpevole di aver avuto un alterco con sua figlia Giannina: la questione venne risolta con un accordo tra le parti.[104]

Nel febbraio 2008 se l'è presa col tennista Potito Starace (tifoso del Napoli e di Maradona) arrivando ad insultarlo dagli spalti durante la partita contro David Nalbandian, nel torneo ATP di Buenos Aires, al punto che solo l'intervento del giudice di sedia ha fatto smettere Maradona dal continuare ad insultare Starace.[105] Un mese dopo l'accaduto, il campione argentino si è scusato ufficialmente con il tennista italiano del comportamento avuto durante l'incontro.[106]

Nel luglio 2007, il narcotrafficante colombiano Hernando Gómez Bustamante, uno dei capi del cartello della droga Norte del Valle, poco prima di essere estradato negli Stati Uniti ha assicurato che, quand'era agli arresti a Cuba, diede 50.000 dollari a Diego Maradona affinché influisse sul governo de L'Avana in modo da evitare l'estradizione.[107]

Tra le varie pubblicità da lui girate, quella che generò più polemiche fu quella della bibita brasiliana Guaraná Antarctica, dove Maradona compariva come un membro della Nazionale di calcio brasiliana, indossando la classica divisa color oro e cantando l'inno nazionale brasiliano con Kaká e Ronaldo. Maradona si svegliava improvvisamente, realizzando di aver vissuto un incubo provocatogli dall'abuso di Guaraná Antarctica.[108] Lo spot generò molte polemiche nei mass media argentini, sebbene fosse stato trasmesso solo in Brasile; i fan ne vennero a conoscenza tramite YouTube.[109]

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Formazione calcistica (1969-1976)[modifica | modifica sorgente]

Maradona iniziò a giocare a calcio nella squadra del padre, l'Estrella Roja, di cui Diego era il talento più apprezzato. L'acerrima antagonista era la squadra del miglior amico di Maradona: Goyo Carrizo. Fu proprio questi a farlo partecipare ad una selezione nelle giovanili dell'Argentinos Juniors di Buenos Aires. Entrò così a far parte delle Cebollitas (Cipolline), la squadra giovanile dell'Argentinos, il 5 dicembre 1970 a 10 anni[110]. Il suo primo allenatore fu Francisco Cornejo, che all'inizio non credette alla giovane età di Maradona (gli fu addirittura richiesto un documento, che però non aveva con sé al momento del provino[111]). Con lui in rosa, la squadra giovanile raggiunse una striscia di 136 risultati utili consecutivi[111].

I primi passi in Argentina (1976-1981)[modifica | modifica sorgente]

Maradona iniziò la sua carriera da professionista nell'Argentinos Juniors nel 1976, debuttando il 20 ottobre nella partita contro il Talleres con la maglia numero 16[112], dieci giorni prima di compiere sedici anni. Poco prima di farlo esordire l'allora allenatore dell'Argentinos Juniors, Juan Carlos Montes, disse a Maradona: "Vai Diego, gioca come sai"[113]. In tutta risposta, Diego fece subito un tunnel al primo avversario che gli si parò davanti, Juan Domingo Patricio Cabrera[113]. Iniziò così a giocare spezzoni di partite fino a diventare titolare. I primi gol nell'Argentinos arrivarono il 14 novembre dello stesso anno, con una doppietta al San Lorenzo[114]. Nel 1978 divenne capocannoniere del campionato argentino con 22 reti.[115]

Nel 1979 e nel 1980 vinse il Pallone d'Oro sudamericano, il premio che spetta al miglior giocatore del continente[116]. Sempre nel 1980 mise già a segno uno dei più bei gol della sua carriera nella partita contro il Deportivo Pereira disputata il 19 febbraio. Lui stesso ha affermato che si tratta del più bel gol in assoluto da lui realizzato.[117][118][119][120]

Boca Juniors (1981-1982)[modifica | modifica sorgente]

Trasferitosi al Boca Juniors, la squadra del cuore del padre, nella trattativa, oltre a un conguaglio pari a 2 milioni di dollari, hanno fatto il percorso inverso Salinas, Santos, Bordón, Zanabria e Randazzo.[121] Per il passaggio alla nuova squadra fu organizzata un'amichevole con l'Argentinos, il 20 febbraio 1981. Maradona giocò il primo tempo con i vecchi compagni e la ripresa con il Boca Juniors. L'amichevole finì 3-2 per l'Argentinos, con un gol di Maradona. Due giorni dopo il debutto ufficiale alla Bombonera, il Boca vinse contro il Talleres per 4-1, con doppietta di Maradona. Un infortunio lo fermò per quattro giornate,[senza fonte] e al suo rientro segnò 28 gol in 40 partite e guidando il Boca Juniors alla vittoria del Campionato Metropolitano di Apertura 1981

L'anno successivo, a causa di problemi economici, il Boca Juniors dovette privarsi di Maradona, non essendo in grado di pagare il suo trasferimento definitivo (Maradona era arrivato in prestito)[122]. Si fece quindi avanti il Barcellona, con l'offerta di un miliardo e duecentomila peseta spagnole (pari a circa dodici miliardi di lire). L'ufficializzazione poté arrivare solo dopo i Mondiali del 1982, disputati proprio in Spagna e per i quali Maradona - al contrario di quattro anni prima - venne convocato.

In un'intervista del 2013 ha raccontato: "Prima che io andassi al Barcellona la Juventus mi ha contattato attraverso Omar Sivori, ma io in quel momento ero troppo piccolo e non avevo voglia di andarmene dall'Argentina, e poi l'avvocato Agnelli aveva un grosso problema con la Fiat, e portare un giocatore come me, con quello che costavo, poteva far restare male tutti gli operai della Fiat e non ne abbiamo parlato più. Sono rimasto in Argentina".[123]

Barcellona (1982-1984)[modifica | modifica sorgente]

Dopo i mondiali Maradona giocò la sua prima stagione con la maglia del Barça dell'allora presidente Josep Lluís Nuñez; rimediò diversi infortuni sino a che un'epatite virale lo allontanò dai campi per oltre tre mesi.[senza fonte] In Coppa delle Coppe i catalani furono eliminati ai quarti di finale dall'Austria Vienna, e Maradona poté giocare solo la partita di ritorno allo stadio Camp Nou di Barcellona a causa dell'epatite che ancora lo debilitava.[senza fonte] A fine annata il Barça ottenne il quarto nel campionato spagnolo, vincendo la Coppa del Re, sconfiggendo il 4 giugno 1983 in finale il Real Madrid, e della Copa de la Liga nella doppia finale sempre contro il Real Madrid (2-2 all'andata il 26 giugno 1983 e 2-1 al ritorno il 29 giugno 1983), con un gol di Maradona in entrambe le partite.

La stagione 1983-1984, con César Luis Menotti sulla panchina del Barça, cominciò meglio: a settembre, alla prima partita di Coppa delle Coppe contro la squadra tedesca dell'FC Magdeburgo, Maradona segnò una tripletta e la partita terminò 5-1. Alla quarta giornata di campionato, durante l'incontro fra Barcellona ed Athletic Bilbao, mentre la partita era sul 4-0 a favore del Barça, Maradona subì un infortunio (che gli causerà per sempre la perdita del 30% della mobilità della caviglia)[senza fonte] per un fallo del difensore dell'Athletic Andoni Goikoetxea Olaskoaga. Durante il suo infortunio il Barça vinse la Supercoppa spagnola nella doppia finale con l'Athletic Bilbao (1-3 all'andata il 26 ottobre 1983 e 0-1 al ritorno il 30 novembre 1983).

Maglia autografata di Maradona al museo del Barcellona

Rientrato all'inizio del 1984, grazie alle cure del suo medico di fiducia Ruben Dario Oliva,[senza fonte] Maradona condusse il Barcellona a sei risultati utili consecutivi, fino a quando una sconfitta di 2-1 contro il Real Madrid fermò i blaugrana. Intanto a marzo riprese la Coppa delle Coppe: il Barcellona contro il Manchester United vinse 2-0 la gara d'andata, ma il 3-0 del ritorno per gli inglesi lo condannò all'eliminazione.

La stagione 1983-1984 vide di nuovo il Barça lontano dal primo posto nella Liga. Maradona giocò 16 partite in cui segnò 11 gol. A maggio si tenne la finale di Coppa del Re fra Barça e Athletic Club, gara che segnava l'occasione per Maradona per reincontrare Goikoetxea. Alla fine della partita, vinta dal Bilbao per 1-0, Maradona si avventò contro il giocatore basco, innescando una rissa tra le due squadre. In seguito si scusò personalmente in un incontro ufficiale con il re di Spagna Juan Carlos.[senza fonte]

« Mi stanno uccidendo, non possono più tenermi in questa incertezza. Il Barcellona deve decidere prima possibile se tenermi ancora oppure no. Ormai mi sembra quasi tutto fatto, tra l'altro l'offerta del Napoli non può che essere considerata ottima. »
(Maradona prima del suo passaggio al Napoli[124])

Ripresosi completamente dall'infortunio, Maradona fu ingaggiato dalla società italiana del Napoli per 13 miliardi e mezzo di lire. Il contratto fu firmato senza che il Napoli disponesse della liquidità per regolarizzare l'acquisto; il denaro venne versato solo in un secondo momento.[senza fonte]

L'arrivo a Napoli (1984-1986)[modifica | modifica sorgente]
« Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires. »
(Maradona il 5 luglio 1984 alla presentazione ufficiale allo stadio San Paolo[124])
Maradona assieme a Michel Platini nel campionato 1986-1987

Il 5 luglio 1984 Maradona venne presentato ufficialmente allo Stadio San Paolo e fu accolto da ben settantamila persone, che pagarono la quota simbolica di mille lire per vederlo.[125]

Nella prima stagione il Napoli raggiunse una posizione di centro classifica, mentre l'anno successivo ottenne il terzo posto.

Vittorie con il Napoli (1986-1990)[modifica | modifica sorgente]

Il Napoli vinse il suo primo scudetto nel campionato 1986-1987 (allenatore Ottavio Bianchi), battendo dopo trentadue anni la Juventus al "Comunale" di Torino.

Il 10 maggio 1987 il Napoli pareggiò per 1-1 la partita casalinga con la Fiorentina conquistando matematicamente il suo primo scudetto. Il Napoli vinse anche la sua terza Coppa Italia, vincendo tutte le 13 gare, comprese le due finali disputate contro l'Atalanta. L'accoppiata scudetto/coppa fu un'impresa che fino a quel momento era riuscita solo al Grande Torino ed alla Juventus.

Nella stagione 1987-1988 il Napoli di Ottavio Bianchi partecipò per la prima volta alla Coppa dei Campioni, venendo eliminato dopo un doppio confronto con il Real Madrid.

L'esultanza di Maradona alla vittoria del primo, storico, scudetto del Napoli, il 10 maggio 1987

In campionato il Napoli, fino alla ventesima giornata, mantenne cinque punti di vantaggio sulla seconda, quindi si fece superare dal Milan, perdendo quattro delle ultime cinque partite. Maradona fu capocannoniere del torneo con 15 reti all'attivo. Nel 1994 un pentito camorrista sostenne che Maradona e compagni avevano venduto lo scudetto su pressioni del Clan Giuliano di Forcella che, in caso di vittoria dello scudetto da parte dei partenopei, avrebbe perso decine di miliardi nelle scommesse clandestine[126], accuse che successivamente si riveleranno infondate[127].

Nel 1989 il Napoli sfiorò il triplete, concludendo il campionato ancora al secondo posto, dietro l'Inter dei record, arrivando in finale di Coppa Italia e vincendo la Coppa UEFA (terzo titolo internazionale) dopo aver battuto nella doppia finale lo Stoccarda (2-1 all'andata e 3-3 al ritorno). Durante l'estate del 1989, Maradona fu quasi sul punto di trasferirsi all'Olympique Marsiglia: aveva già firmato il contratto, ma poi il presidente del Napoli, Corrado Ferlaino, bloccò la trattativa[128].

Maradona deluso dopo una sconfitta subìta dai partenopei nel torneo di Serie A 1988-1989

Nella stagione 1989-1990 a Bianchi subentrò Albertino Bigon. Maradona non giocò le prime partite della stagione e venne sostituito da Gianfranco Zola, rientrando presto in squadra. Il campionato fu riconquistato dal Napoli con Maradona pronto a presentarsi ai Mondiali fregiandosi del titolo di campione d'Italia.

L'ultima stagione al Napoli (1990-1991)[modifica | modifica sorgente]

La stagione 1990-1991 cominciò con la vittoria nella Supercoppa italiana del 1990 ottenuta battendo la Juventus per 5-1. Nelle prime tre partite di campionato, invece, la squadra ottiene un punto. In Coppa dei Campioni, dopo la doppia vittoria sugli ungheresi dello Újpesti Dózsa, al secondo turno il Napoli incontrò lo Spartak Mosca; l'andata al San Paolo finì 0-0, e alla partita di ritorno in Russia Maradona non partì con la squadra, noleggiò un aereo privato ed arrivò a Mosca solo la sera successiva; il caso fu ampiamente affrontato dalla stampa italiana, che tra l'altro riportò alcune dichiarazioni di Luciano Moggi (allora dirigente del Napoli) e Albertino Bigon[129]. Maradona entrò in campo solo nel secondo tempo, l'incontro finì 0-0 anche dopo i supplementari e i russi vinsero la partita ai rigori (nonostante Maradona avesse siglato il suo).

L'esperienza italiana di Maradona finì il 17 marzo 1991 dopo un controllo antidoping effettuato al termine della partita di campionato Napoli-Bari (1-0) che diede il responso di positività alla cocaina.[senza fonte] Il Napoli chiuse la stagione 1990-1991 al settimo posto.

« So di aver fatto del male prima di tutto a me stesso e quindi alla mia famiglia, alle mie figlie. Credo che in futuro imparerò a volermi più bene, a pensare di più alla mia persona. Non mi vergogno però. Non ho fatto male a nessuno, salvo a me stesso e ai miei cari. Mi dispiace, sento una profonda malinconia, soltanto questo. (...) Non voglio più essere costretto a giocare anche quando non sono in grado, a farmi infiltrare di cortisone perché devo essere in campo per forza per gli abbonamenti, per gli incassi, perché bisogna vincere a qualunque costo per lo scudetto o per la salvezza, perché in ogni partita ci si gioca la vita. A me gli psicologi stanno cercando di levarmi il vizio della cocaina, non quello di vivere. »
(Lo sfogo di Maradona dopo la notizia della sua positività alla cocaina[124])

Nel 2000 il Napoli decise che mai più nessun calciatore avrebbe indossato una maglia col numero 10 appartenuto a Maradona. Nel 2004, a causa del fallimento e della successiva iscrizione al campionato di Serie C1 e per il regolamento della numerazione delle maglie di quest'ultima, il Napoli fu comunque costretto a ristampare la maglia con quel numero, fino al nuovo ritiro nel 2006, grazie alla promozione in Serie B.

La cessione al Siviglia (1992-1993)[modifica | modifica sorgente]

Dopo un anno e mezzo di squalifica per doping,[senza fonte] nel 1992, la carriera di Maradona riprese nel Siviglia. Dei sette milioni e mezzo di dollari dovuti al Napoli dalla squadra spagnola, la società italiana ne ricevette solo quattro: la FIFA, infatti, autorizzò il Siviglia a non completare il pagamento.[senza fonte]

Al Siviglia, Maradona reincontrò Carlos Bilardo, l'allenatore dell'Argentina ai Mondiali del 1986. Maradona debuttò il 28 settembre contro il Bayern Monaco ed il 4 ottobre giocò la sua prima partita nella Liga in cui il Siviglia fu sconfitto dall'Athletic Club per 2-1. Tornato anche nella Nazionale argentina come capitano, vinse, nel 1993, il trofeo Artemio Franchi, ovvero la coppa intercontinentale per nazioni (disputata, nella storia, per due volte; l'altra coppa fu vinta nel 1985 dalla Francia), superando la Danimarca vincitrice dei campionati europei nel 1992. Il Siviglia fallì la qualificazione per la Coppa UEFA, in 25 partite Maradona segnò 5 gol e fece 12 assist. Dopo solo una stagione, la sua esperienza sivigliana giunse al capolinea.

Il ritorno al calcio argentino (1993-1994)[modifica | modifica sorgente]

Maradona tornò a giocare in Argentina nel Newell's Old Boys; il 31 ottobre 1993, un giorno dopo il suo compleanno, ritornò a giocare con la Nazionale, a Sydney, contro l'Australia per gli spareggi di qualificazione ai Mondiali USA 1994. La partita finì 1-1 e la rete argentina di Abel Balbo fu propiziata da un cross di Maradona. Nel ritorno del 17 novembre al Monumental l'Argentina vinse 1-0 qualificandosi per i Mondiali.

Dopo 7 partite disputate, a seguito della partita contro l'Huracán, il 12 febbraio 1994, Maradona sciolse il contratto con il Newell's, recependo un milione e mezzo di dollari, la metà di quanto previsto dal contratto.[senza fonte] In seguito si ritirò per alcuni mesi dalle competizioni in attesa dei Mondiali in USA, tornando a giocare in Nazionale il 20 aprile.

Da calciatore ad allenatore (1994-1997)[modifica | modifica sorgente]

A seguito della squalifica per doping rimediata durante i Mondiali per positività all'efedrina, Maradona provò a lavorare come allenatore in due brevi periodi, guidando il Deportivo Mandiyú di Corrientes (dal 3 ottobre 1994 al 30 dicembre 1994) e il Racing Club Avellaneda (dal 6 gennaio 1995 al 26 marzo 1995), senza successo. Nel primo caso, le dimissioni sono state dovute ad uno scontro con la dirigenza della squadra;[senza fonte] al momento delle dimissioni, il Deportivo Mandiyú non era ancora nella zona retrocessione, cosa poi avvenuta alla fine della stagione 1994-1995. Nel secondo caso Maradona lasciò la conduzione tecnica quando l'allora presidente del Racing perse le elezioni per rimanere a capo della società.[senza fonte]

Nel 1995 gli venne assegnato il Pallone d'Oro alla carriera. In attività non poté concorrere all'assegnazione del premio perché i calciatori non europei erano allora esclusi dalla competizione.

Il 7 ottobre dello stesso anno tornò a giocare con la maglia del Boca Juniors nella partita contro il Colón (1-0). Rimase nel Boca Juniors per due anni prima di ritirarsi dal calcio, il 30 ottobre 1997, giorno del suo trentasettesimo compleanno.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Esordio (1977)[modifica | modifica sorgente]
« Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo. »
(Maradona a 12 anni nel giugno 1972 nella sua prima intervista[124])

Pochi mesi dopo il debutto in campionato per Maradona arrivò anche il debutto internazionale: il 27 febbraio 1977 l'allora allenatore della Nazionale maggiore Cesar Luis Menotti lo convocò per un'amichevole contro l'Ungheria allo stadio La Bombonera di Buenos Aires[130]. Successivamente esordì anche con la Nazionale giovanile il 3 aprile dello stesso anno[131].

Diventato capocannoniere del campionato argentino[115], non venne inserito nella rosa della Selección (che divenne Campione del Mondo per la prima volta nella sua storia).

Subito dopo la vittoria mondiale, Maradona divenne titolare della Nazionale; nell'amichevole fra Argentina e Resto del Mondo allo stadio Monumental di Buenos Aires, il 25 giugno 1979, finita 2-1 per gli avversari, fu suo l'unico gol degli argentini[132]. Contemporaneamente continuò a giocare con la Nazionale Juniores, vincendo nello stesso anno i Mondiali di calcio giovanili in Giappone (finale vinta contro l'URSS 3-1 in cui segnò un gol),[132] durante il torneo segnò 6 reti diventando il secondo miglior marcatore del torneo dietro il compagno di squadra Ramón Díaz.

Mondiali 1982[modifica | modifica sorgente]

Maradona venne convocato per i Mondiali del 1982, disputati in Spagna. Complessivamente collezionò 5 presenze e fece 2 gol, venendo anche espulso contro il Brasile all'85' per un fallo di reazione su João Batista da Silva.[senza fonte]

Il mondiale messicano: Argentina campione (1986)[modifica | modifica sorgente]
Maradona (in piedi, primo da destra) capitano dell'Argentina campione del mondo a Mexico '86

Nel 1986 Maradona vinse i Mondiali in Messico: segnò 5 gol e realizzò 5 assist nelle 7 partite giocate nel torneo (tutte vinte, tranne l'1-1 contro l'Italia nella prima fase a gironi). Ai quarti di finale segnò un gol contro l'Inghilterra, dopo aver dribblato tutti gli avversari che provarono ad ostacolarlo nella sua corsa dalla linea di centrocampo alla porta difesa da Peter Shilton. La segnatura al termine di quello slalom (che fu quella del provvisorio 2-0, alla fine l'Argentina vinse per 2-1) risultò essere il Gol del Secolo. È stato inoltre votato come il più grande gol nella storia della Coppa del Mondo, in un sondaggio indetto dalla FIFA nel 2002[133]. Nella stessa partita aveva aperto le marcature segnando un gol di mano che aveva rotto l'equilibrio dell'incontro ed era stato erroneamente convalidato dall'arbitro tunisino Ali Bennaceur. Maradona rivendicò la legittimità di quel gol come atto di giustizia a seguito della sconfitta patita dagli argentini per mano dei britannici nella Guerra delle Falkland del 1982 (a segnare, secondo Maradona, fu la Mano de Dios)[134].

Due gol al Belgio in semifinale valsero la finale contro la Germania Ovest, vinta per 3-2 con gol decisivo di Jorge Burruchaga su assist di Maradona. Per l'Argentina si trattò del secondo titolo mondiale, il primo e unico di Maradona.

Italia '90[modifica | modifica sorgente]
Maradona si dispera dopo il suo errore dal dischetto ai quarti di Italia '90 contro la Jugoslavia

Maradona capitanò l'Argentina anche nei Campionati del Mondo 1990, svoltisi in Italia. Un infortunio alla caviglia pregiudicò le sue prestazioni.[senza fonte]

Negli ottavi di finale contro il Brasile, Maradona fu autore dell'assist a Claudio Caniggia per il gol vincente. Nei quarti di finale l'Argentina affrontò la Jugoslavia; dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano chiusi a reti inviolate, gli argentini superarono gli jugoslavi 3-2 ai tiri di rigore nonostante l'errore dello stesso Maradona (e del compagno di squadra Troglio).[135] Si giunse così alla partita successiva contro l'Italia, padrona di casa, allo Stadio San Paolo del suo Napoli, dove il pubblico si divise a metà tra il sostegno alla Selección e agli Azzurri guidati da Azeglio Vicini. La gara si risolse anch'essa ai rigori dopo un 1-1 all'overtime; questa volta Maradona segnò il suo tiro dal dischetto, e l'Argentina si qualificò per la finale.

Maradona contrastato dai tedeschi Matthäus e Völler durante la finale mondiale del 1990

Nella gara decisiva, a Roma, l'Albiceleste perse contro la Germania Ovest per 1-0 con un penalty traformato da Andreas Brehme all'85', a seguito di un fallo di Néstor Sensini su Rudi Völler. In quest'occasione, Maradona si rese protagonista di un discusso episodio extracalcistico: prima della partita, il pubblico dell'Olimpico fischiò l'intera esecuzione dell'inno nazionale argentino e il giocatore, ripreso dalle telecamere, rispose con l'esclamazione «hijos de puta» (in lingua italiana figli di puttana) rivolta agli spalti.[136]

Mondiali in USA e squalifica per doping (1994)[modifica | modifica sorgente]

In attesa dei Mondiali per alcuni mesi Maradona si ritirò dalle competizioni di club e tornò a giocare il 20 aprile, in un'amichevole tra Argentina e Marocco che terminò 3-1 per l'Argentina, con una rete di Maradona su rigore (dopo 1.255 minuti di gioco di "digiuno").[senza fonte] Maradona non avrebbe potuto partecipare alla prevista tournée pre-mondiale in Giappone in quanto gli fu negato il visto di ingresso a causa dei precedenti con la droga.[senza fonte] La Nazionale argentina decise di non recarsi in Giappone senza Maradona, cambiò quindi il programma di incontri sfidando Israele (3-0), Ecuador (1-0) e Croazia (0-0).

Ai Mondiali, iniziati a metà giugno, l'Argentina vinse 4-0 la prima partita a Boston contro la Grecia, in cui Maradona realizzò il terzo gol. Gli argentini vinsero (2-1) anche la seconda partita contro la Nigeria. Ancora una volta l'esito positivo di un controllo antidoping fermò la carriera di Maradona, che fu trovato positivo all'efedrina, sostanza stimolante proibita. La FIFA lo espulse dal campionato[senza fonte] e l'Argentina fu eliminata agli ottavi contro la Romania di Gheorghe Hagi.

« Mi hanno ucciso quando volevo rientrare per dimostrare alle mie due figlie che posso lottare con dei ventenni. Nel paese della democrazia non mi hanno lasciato parlare, e non mi hanno permesso di dire ciò che sento. Con la mia uscita dal mondiale è uscito anche un intero paese e sono usciti anche quelli che mi vogliono bene. Avevo detto che la Fifa mi aveva tagliato le gambe. Adesso dico che mi ha finito di tagliare il corpo, mi ha ucciso »
(Maradona esprime tutto il suo disappunto dopo l'esito del controllo antidoping e la conseguente squalifica comminata dalla FIFA attaccando Blatter[124])

Maradona si è sempre difeso affermando che la positività al test era dovuta all'ingerimento di una bevanda energetica, la Ripped Fuel, datagli dal suo allenatore personale in sostituzione della Ripped Fast, che in Argentina usava regolarmente e che era permessa dalla FIFA, a differenza della versione statunitense della bevanda, la Ripped Fuel appunto, che, all'insaputa dell'allenatore, disse, conteneva invece efedrina.[137]

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Argentina[modifica | modifica sorgente]

Maradona nel 2009 sulla panchina della Selecciòn

Il 28 ottobre 2008 viene nominato nuovo C.T. dell'Argentina, dandone l'annuncio di persona, in sostituzione del dimissionario Alfio Basile. Come suoi collaboratori vengono nominati Carlos Bilardo, tecnico dell'albiceleste ai Mondiali 1986, Héctor Enrique, campione del mondo nel 1986 quando passò la palla per il Gol del Secolo di Maradona, e Alejandro Mancuso. La prima partita della sua gestione è stata giocata il 19 novembre del 2008 a Glasgow contro la Scozia e vinta per 1-0. Il 1º aprile 2009 l'Argentina subisce però la sconfitta più pesante nella storia delle qualificazioni mondiali, crollando 6-1 con la Bolivia, penultima in classifica.

Nonostante le difficoltà incontrate nella strada verso la qualificazione a Sudafrica 2010, la Nazionale riesce a guadagnare la qualificazione per il torneo all'ultima giornata del girone battendo l'Uruguay a Montevideo il 14 ottobre 2009.[138] Dopo la partita Maradona si è scagliato contro ai giornalisti, colpevoli di aver messo in dubbio le sue qualità di allenatore. Per questo fatto la FIFA lo ha squalificato per due mesi.[139] Dopo un inizio mondiale travolgente, grazie a quattro vittorie consecutive, il 3 luglio 2010 conclude malamente il mondiale 2010 alla guida della nazionale argentina che viene sconfitta 4-0 dalla Germania nei quarti di finale.[140]

Maradona durante la sua permanenza come CT argentino, in compagnia della presidentessa della nazione sudamericana Cristina Fernández de Kirchner

Parte della stampa argentina gli ha rimproverato la cattiva conduzione della squadra, augurandosi che di Maradona il calcio argentino faccia definitivamente a meno: «Si faccia a Maradona un monumento come miglior giocatore del nostro calcio, ma basta sfruttare la sua figura o che egli sfrutti questo suo merito per trasformarsi in un dinosauro da museo [...] Gli si faccia una gran festa e poi vada a scrivere le sue memorie [...] Se continuiamo così, finirà che diventerà rettore della Facoltà di filosofia o presidente della Nazione»[141].

Dall'altra parte, il popolo argentino ha accolto Maradona e la sua Nazionale come eroi, con oltre 20.000 persone ad aspettarli presso l'aeroporto e seguendoli per tutto il tragitto con cori festanti e fuochi d'artificio.

L'esperienza a Dubai[modifica | modifica sorgente]

Il 14 maggio 2011, dopo 10 mesi di inattività, Maradona viene ingaggiato dall'Al-Wasl Sports Club di Dubai firmando un contratto biennale da 4,5 milioni di dollari a stagione più un jet privato a disposizione come benefit. Si porta dietro i fidi Héctor Enrique come vice e Alejandro Mancuso come assistente[142][143]. Viene presentato ufficialmente alla stampa il 4 giugno a campionato terminato[144] definendo Joseph Blatter, rieletto per la quarta volta presidente FIFA, un "dinosauro" e "la persona meno opportuna per ricoprire un ruolo istituzionale così importante perché non ha mai tirato un calcio a un pallone"[145].
Il 15 settembre seguente perde la sua prima partita di Emirates Cup per 4-3 contro l'Al-Jazira[146]. Debutta in campionato il 16 ottobre con la vittoria contro lo Sharjah per 3-0.
Dalla Coppa del Presidente degli Emirati Arabi Uniti viene eliminato nei quarti di finale dopo la sconfitta per 3-2 contro l'Al-Wahda del 10 gennaio 2012.
Debutta poi anche nella Coppa dei Campioni del Golfo il 6 marzo vincendo contro l'Al-Nahda dell'Oman per 0-2.
L'11 marzo esce dall'Emirates Cup eliminato in semifinale dall'Al-Alhi dell'amico Fabio Cannavaro con il risultato di 1-0.
Vincendo tutte e quattro le partite del girone della Coppa dei Campioni del Golfo si qualifica ai quarti di finale dove il 15 maggio elimina i connazionali dell'Al-Wahda per 5-3 ai calci di rigore dopo che i tempi regolamentari erano terminati con il risultato di 1-1.
Il 26 maggio all'ultima giornata di campionato perde per 2-6 in casa contro l'Al-Alhi terminando il campionato all'ottavo posto con 26 punti.
Conquista poi la finale della Coppa dei Campioni del Golfo il 30 maggio dopo aver superato i qatariani dell'Al-Khor in semifinale. Il 5 giugno vince la gara d'andata della finale per 1-3 contro l'Al-Muharraq del Bahrain. Il 10 giugno perde però la gara di ritorno ai rigori per 4-5 dopo che i tempi regolamentari erano terminati con il punteggio di 1-3 per gli ospiti.
Il 10 luglio seguente dopo alcuni attriti con la dirigenza, viene sollevato dall'incarico[147].

Dopo il ritiro dall'attività agonistica[modifica | modifica sorgente]

Tornò in Italia nel novembre del 1998 per partecipare a una puntata di Carramba che sorpresa dove si commosse quando la presentatrice Raffaella Carrà gli fa incontrare i suoi compagni di squadra che non vedeva da sette anni, protagonisti del primo scudetto del Napoli. Nel finale poi Maradona si esibisce con la palla al piede.[148]

Nel 2000 Maradona pubblicò la sua autobiografia, intitolata Yo Soy El Diego (Io sono il Diego), che in Argentina divenne subito un bestseller.

In seguito il Napoli decise che mai più nessun calciatore avrebbe indossato una maglia con il numero 10 appartenuto a Maradona, ritirandone la maglia. Nel 2004, a causa del fallimento e della successiva iscrizione al campionato di Serie C1 e visto il regolamento della numerazione delle maglie di quest'ultima, il club sarà costretto a ristampare la maglia con il 10, fino al nuovo ritiro nel 2006 grazie alla promozione in Serie B.
Nel 2001 anche l'AFA chiese alla FIFA l'autorizzazione a ritirare la maglia numero 10 della Nazionale argentina in onore di Maradona, ma la FIFA dichiarò respinta la richiesta nel 2002[149] poiché in vista dei Mondiali 2002 la lista dei giocatori doveva essere numerata dall'1 al 23.[150] La Federazione argentina annunciò che l'avrebbe assegnato al terzo portiere, Roberto Bonano, ma ai Mondiali la maglia fu vestita da Ariel Ortega e a Bonano andò il numero 23.[151]

L'11 dicembre dello stesso anno, all'Auditorium del Foro Italico di Roma al FIFA World Player 2000 condotto da Massimo Giletti, viene premiato con il FIFA Internet Century Awards come Calciatore del Secolo secondo un sondaggio popolare (53,6 %) mentre Pelè, presente anch'esso in sala, ottiene lo stesso premio da una giuria della FIFA.

Il 10 novembre 2001 diede ufficialmente l'addio al calcio giocato nell'amichevole fra l'Argentina e una selezione di Stelle Mondiali, conclusasi sul 6-3 con doppietta di Maradona su rigore.[150] Il 26 dicembre 2003, l'Argentinos Juniors rinominò il suo stadio Stadio Diego Armando Maradona, in onore al campione argentino.

Il 27 aprile 2005 fu nominato direttore sportivo del Boca Juniors. Il 9 giugno seguente, in occasione dell'addio al calcio di Ciro Ferrara a Napoli, Maradona, dopo 14 anni di assenza, fece ritorno nella città partenopea. Il 22 giugno Maradona tornò al Boca Juniors come Vicepresidente del settore calcio, dopo una stagione al Boca coincisa con il centenario della squadra. Il contratto iniziò il 1º agosto[152] e tra le sue prime decisioni assunse Alfio Basile come nuovo allenatore. In quell'anno il Boca vinse il campionato di Apertura, la Copa Sudamericana e la Recopa Sudamericana e nel 2006 vinse invece il campionato di Clausura e nuovamente la Recopa Sudamericana.

Maradona in un'intervista sui Mondiali del 2006

Il 26 agosto 2006 Maradona abbandonò la carica per disaccordi con l'AFA, che scelse proprio Basile come nuovo allenatore della Nazionale argentina.[153] Il Boca Juniors ha voluto inoltre onorare Maradona con una statua posta all'interno dello stadio Bombonera.

Il 15 agosto 2005 debuttò come conduttore del programma televisivo argentino La Noche del 10 che fu molto seguito. In una puntata ospitò ed intervistò Pelé, il calciatore che gli contende la palma di miglior giocatore di ogni tempo. Altri ospiti furono Zidane, Ronaldo, Hernán Crespo, Fidel Castro, Mike Tyson, Raffaella Carrà e Robbie Williams. Inoltre, durante una puntata incentrata sul tema dei talenti calcistici più promettenti dell'Argentina, tra i vari Messi e Agüero, spuntava anche l'attuale stella del Paris Saint Germain Lavezzi, che in quel periodo giocava nel San Lorenzo.

Nello stesso anno tornò in Italia per partecipare al programma Miss Italia nel mondo condotto da Carlo Conti durante il quale Maradona si commosse alla canzone "Tu si' 'na cosa grande" cantata da Gigi D'Alessio.[154] In seguito partecipò alla trasmissione televisiva Ballando con le stelle (seconda edizione) condotta da Milly Carlucci su Rai 1 dove Maradona si è esibito in coppia con la ballerina Angela Panico.

Diego Maradona durante il Soccer Aid del 27 maggio 2006

Nel maggio 2006 ha accettato di partecipare al Soccer Aid, un programma di sostegno all'Unicef.[155] Nello specifico, Maradona giocò nel Resto del Mondo contro l'Inghilterra il 27 maggio: segnò su calcio di rigore per la rappresentativa mondiale e la partita finì 2-1 per l'Inghilterra.[156]

Il 29 settembre 2007 è stato ospite della terza puntata della terza edizione della trasmissione Il treno dei desideri condotto da Antonella Clerici su Rai 1. Maradona si è reso protagonista di tre storie del programma: rende felice la famiglia Daniele di Torre Del Greco che ha perso la figlia depressa Stefania, grazie a lui alcuni operai ristruttureranno gratis la loro casa e infine realizza il sogno di un ragazzo di nome Diego Armando Maradona Mollica incontrandolo in studio.[157]

In seguito sponsorizzò e partecipò in prima persona, in Sudamerica, ad incontri amichevoli di showbol tra ex stelle del calcio, che riscossero un buon successo.[158]

Nel gennaio del 2008 il quotidiano britannico The Sun annunciò che Maradona, dopo quasi ventidue anni, chiedeva scusa agli inglesi per il goal di mano segnato durante i Mondiali del 1986.[159] La notizia fu smentita pochi giorni dopo dallo stesso Maradona, che protestò per un errore di traduzione da parte del giornalista che lo aveva intervistato.[160]

Il 12 maggio dello stesso anno partecipa, insieme all'allora giocatore del Napoli Ezequiel Lavezzi, alla Partita del cuore allo Stadio Olimpico di Roma, giocando anche con Gianfranco Zola, Zico, Aldair e Bruno Conti e uscendo all'83' per un piccolo problema muscolare.[161]

Maradona nel 2007 insieme a Ricardo Bochini

L'11 maggio 2011 ha partecipato alla partita d'inaugurazione del nuovo stadio della squadra cecena Terek Groznyj di proprietà del dittatore Ramzan Kadyrov. La squadra di Maradona era composta da elementi del calibro di Jean-Pierre Papin, Alessandro Costacurta, Christian Vieri, Ivan Zamorano, Fabien Barthez, Franco Baresi, Luís Figo, Roberto Ayala, Alain Boghossian, Manuel Amoros, Robbie Fowler, Nelson Dida e Enzo Francescoli. La partita è stata vinta per 5-2 dalla formazione del Caucaso del Nord con anche tre gol del presidente Kadyrov tra cui uno segnato dopo aver dribblato Maradona che si è poi riscattato segnando su punizione.[162][163][164] Nel dicembre 2012 a Dubai viene premiato come Miglior Calciatore del Secolo ai Globe Soccer Awards.

Il 25 febbraio 2013, dopo quasi otto anni dall'ultima visita, Maradona si reca a Napoli accompagnato dal suo avvocato Angelo Pisani, che attualmente sta curando i suoi problemi con il fisco italiano. Dopo un'accoglienza da re riservatagli dai tifosi partenopei con cori e slogan, il Pibe de oro ha scherzato con l'attore e regista Alessandro Siani[93] e ha cenato e guardato la partita del Napoli (0-0 in trasferta con l'Udinese) nel ristorante dell'amico e ex-capitano del Napoli Giuseppe Bruscolotti.[165] Il giorno seguente ha rilasciato delle dichiarazioni in una conferenza stampa convocata appositamente. Infine, prima di tornare a Dubai dove ormai risiede da più di un anno, ha firmato un'istanza di autotutela che documenta come non ha mai ricevuto la notifica dell'accertamento che quindi, secondo i legali, non esiste.[91]

In seguito a Dubai ha sfidato amichevolmente il connazionale Juan Martin Del Potro, 7° tennista al mondo.[166] Nello stesso periodo sempre nella città degli emirati ha disputato un match di un torneo di esibizione di calcio a 7 tascinando nella prima partita la sua squadra, il Dubai Sports Council, alla vittoria per 3-2 contro il Dubai Courts con 2 gol, uno su punizione e l'altro su rigore, e un cartellino giallo.[167][168]

Il 17 ottobre a Milano ha presentato una collana di DVD a lui dedicata e curata dell'amico Gianni Minà per la La Gazzetta dello Sport. Il giorno seguente, dopo una visita in albergo da parte dei funzionari di Equitalia che gli hanno notificato un avviso di mora da oltre 39 milioni di euro (entro 6 mesi potranno avviare le azione di recupero del debito),[95] allo Stadio Olimpico di Roma ha assistito, assieme alla figlia Dalma e alla fidanzata Rocio Oliva, alla partita Roma-Napoli 2-0, venendo omaggiato dai tifosi napoletani.[169] Il 20 ottobre è stato ospite di Fabio Fazio al programma Che tempo che fa.[97]

Nel gennaio 2014 insieme a Michel Salgado partecipa come talent scout a Il Vincitore, programma di Dubai Tv e Dubai Sports Channel, con lo scopo di selezionare 22 talenti arabi con il vincitore che ricevera' 100.000 dollari e avrà l'opportunità di allenarsi con un top club mondiale.[170]

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Carriera da giocatore[modifica | modifica sorgente]

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Altre coppe Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1976 Argentina Argentinos Juniors N 11 2 - - - - - - - - - 11 2
1977 M+N 37+12 13+6 - - - - - - - - - 49 19
1978 M+N 31+4 22+4 - - - - - - - - - 35 26
1979 M+N 14+12 14+12 - - - - - - - - - 26 26
1980 M+N 32+13 25+18 - - - - - - - - - 45 43
Totale Argentinos Juniors 166 116 - - - - - - 166 116
1981 Argentina Boca Juniors M+N 28+12 17+11 - - - - - - - - - 40 28
1982-1983 Spagna Barcellona PD 20 11 CR 5 3 CC 4 5 CdL 6 4 35 23
1983-1984 PD 16 11 CR 4 1 CC 3 3 - - - 23 15
Totale Barcellona 36 22 9 4 7 8 6 4 58 38
1984-1985 Italia Napoli A 30 14 CI 6 3 - - - - - - 36 17
1985-1986 A 29 11 CI 2 2 - - - - - - 31 13
1986-1987 A 29 10 CI 10 7 CU 2 0 - - - 41 17
1987-1988 A 28 15 CI 9 6 UCL 2 0 - - - 39 21
1988-1989 A 26 9 CI 12 7 CU 12 3 - - - 50 19
1989-1990 A 28 16 CI 3 2 CU 5 0 - - - 36 18
1990-1991 A 18 6 CI 3 2 UCL 4 2 SI 1 0 26 10
Totale Napoli 188 81 45 29 25 5 1 0 259 115
1992-1993 Spagna Siviglia PD 26 5 CR 3 3 - - - - - - 29 8
1993-1994 Argentina Newell's Old Boys A 5 0 - - - - - - - - - 5 0
1995-1996 Argentina Boca Juniors A+C 11+13 3+2 - - - - - - - - - 24 5
1996-1997 A+C 0+1 0 - - - - - - SS 1 0 2 0
1997-ott. 1997 A 5 2 - - - - - - - - - 5 2
Totale Boca Juniors 70 35 - - - - 1 0 71 35
Totale carriera 491 259 57 36 32 13 8 4 588 312

M = Campionato Metropolitano ----- N = Campionato Nacional ----- A = Campionato di Apertura ----- C = Campionato di Clausura

Carriera da allenatore[modifica | modifica sorgente]

Dati aggiornati al 10 giugno 2012

Stagione Squadra Campionato Piazzamento Andamento
Giocate Vinte Pareggiate Perse
1994-1995 Textil Mandiyu Textil Mandiyú A+C dimissionario 12 1 5 6
1995-1996 Racing Club Racing Club A+C dimissionario 11 2 3 6
2008-2010 Argentina Argentina 24 18 0 6
2011-2012 Al-Wasl Al-Wasl UAE Football League 22 7 5 10
2011-2012 Emirates Cup semifinale 11 6 0 5
2011-2012 Coppa del Presidente degli Emirati Arabi Uniti quarti di finale 2 1 0 1
2011-2012 Coppa dei Campioni del Golfo finale 8 5 1 2
Totale carriera 90 40 14 36

A = Campionato di Apertura ----- C = Campionato di Clausura

Cronologia presenze e reti in Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Argentina Argentina
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
27/02/1977 Buenos Aires Argentina Argentina 5 – 1 Ungheria Ungheria Amichevole -
24/08/1977 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 1 Paraguay Paraguay Coppa Félix Bogado -
31/08/1977 Asunción Argentina Argentina 0 – 2
(1-3 dcr)
Paraguay Paraguay Coppa Félix Bogado -
19/04/1978 Buenos Aires Argentina Argentina 3 – 1 Irlanda Irlanda Amichevole -
25/04/1979 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
22/05/1979 Berna Argentina Argentina 0 – 0
(8-7 dcr)
Paesi Bassi Paesi Bassi 75º Anniversario FIFA -
26/05/1979 Roma Italia Italia 2 – 2 Argentina Argentina Amichevole -
29/05/1979 Dublino Irlanda Irlanda 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
02/06/1979 Glasgow Scozia Scozia 1 – 3 Argentina Argentina Amichevole 1
25/06/1979 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 2 World Stars World Stars Amichevole 1
02/08/1979 Rio de Janeiro Brasile Brasile 2 – 1 Argentina Argentina Coppa America 1979 - 1º turno -
08/08/1979 Buenos Aires Argentina Argentina 3 – 0 Bolivia Bolivia Coppa America 1979 - 1º turno 1
30/04/1980 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 0 Irlanda Irlanda Amichevole 1
13/05/1980 Londra Inghilterra Inghilterra 3 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
16/05/1980 Dublino Irlanda Irlanda 0 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
21/05/1980 Vienna Austria Austria 1 – 5 Argentina Argentina Amichevole 3
18/09/1980 Mendoza Argentina Argentina 2 – 2 Cile Cile Amichevole -
09/10/1980 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 0 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
12/10/1980 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 1 Polonia Polonia Amichevole 1
15/10/1980 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
04/12/1980 Mar del Plata Argentina Argentina 1 – 1 URSS URSS Amichevole 1
16/12/1980 Córdoba Argentina Argentina 5 – 0 Svizzera Svizzera Amichevole 1
01/01/1981 Montevideo Argentina Argentina 2 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Copa de Oro -
04/01/1981 Montevideo Argentina Argentina 1 – 1 Brasile Brasile Copa de Oro 1
09/03/1982 Mar del Plata Argentina Argentina 0 – 0 Cecoslovacchia Cecoslovacchia Amichevole -
24/03/1982 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 1 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
14/04/1982 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 1 URSS URSS Amichevole -
05/05/1982 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 1 Bulgaria Bulgaria Amichevole -
12/05/1982 Rosario Argentina Argentina 1 – 0 Romania Romania Amichevole -
13/06/1982 Barcellona Argentina Argentina 0 – 1 Belgio Belgio Mondiali 1982 - 1º turno -
18/06/1982 Alicante Argentina Argentina 4 – 1 Ungheria Ungheria Mondiali 1982 - 1º turno 2
23/06/1982 Alicante Argentina Argentina 2 – 0 El Salvador El Salvador Mondiali 1982 - 1º turno -
29/06/1982 Barcellona Italia Italia 2 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1982 - 2º turno -
02/07/1982 Barcellona Argentina Argentina 1 – 3 Brasile Brasile Mondiali 1982 - 2º turno -
09/05/1985 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 1 Paraguay Paraguay Amichevole 1
14/05/1985 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 0 Cile Cile Amichevole 1
26/05/1985 San Cristóbal Venezuela Venezuela 2 – 3 Argentina Argentina Qual. Mondiali 1986 2
02/06/1985 Bogotá Colombia Colombia 1 – 3 Argentina Argentina Qual. Mondiali 1986 -
09/06/1985 Buenos Aires Argentina Argentina 3 – 0 Venezuela Venezuela Qual. Mondiali 1986 1
16/06/1985 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 0 Colombia Colombia Qual. Mondiali 1986 -
23/06/1985 Lima Perù Perù 1 – 0 Argentina Argentina Qual. Mondiali 1986 -
30/06/1985 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 2 Perù Perù Qual. Mondiali 1986 -
14/11/1985 Los Angeles Messico Messico 1 – 1 Argentina Argentina Amichevole 1
17/11/1985 Puebla Messico Messico 1 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
26/03/1986 Parigi Francia Francia 2 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
30/04/1986 Oslo Norvegia Norvegia 1 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
04/05/1986 Tel Aviv Israele Israele 2 – 7 Argentina Argentina Amichevole 2
02/06/1986 Città del Messico Argentina Argentina 3 – 1 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 1986 - 1º turno -
05/06/1986 Puebla Italia Italia 1 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1986 - 1º turno 1
10/06/1986 Città del Messico Argentina Argentina 2 – 0 Bulgaria Bulgaria Mondiali 1986 - 1º turno -
16/06/1986 Puebla Argentina Argentina 1 – 0 Uruguay Uruguay Mondiali 1986 - Ottavi di finale -
22/06/1986 Città del Messico Argentina Argentina 2 – 1 Inghilterra Inghilterra Mondiali 1986 - Quarti di finale 2
25/06/1986 Città del Messico Argentina Argentina 2 – 0 Belgio Belgio Mondiali 1986 - Semifinale 2
29/06/1986 Città del Messico Argentina Argentina 3 – 2 Germania Ovest Germania Ovest Mondiali 1986 - Finale - 2º titolo mondiale
10/06/1987 Zurigo Italia Italia 3 – 1 Argentina Argentina Amichevole 1
27/06/1987 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 1 Perù Perù Coppa America 1987 - 1º turno 1
02/07/1987 Buenos Aires Argentina Argentina 3 – 0 Ecuador Ecuador Coppa America 1987 - 1º turno 2
09/07/1987 Buenos Aires Argentina Argentina 0 – 1 Uruguay Uruguay Coppa America 1987 - Semifinale -
11/07/1987 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 2 Colombia Colombia Coppa America 1987 - Finale 3º - 4º posto -
16/12/1987 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 0 Germania Ovest Germania Ovest Amichevole -
31/03/1988 Berlino URSS URSS 4 – 2 Argentina Argentina Torneo 4 Nazioni 1
02/04/1988 Berlino Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0 Argentina Argentina Torneo 4 Nazioni -
12/10/1988 Siviglia Spagna Spagna 1 – 1 Argentina Argentina Coppa Hispanidad -
02/07/1989 Goiânia Argentina Argentina 1 – 0 Cile Cile Coppa America 1989 - 1º turno -
04/07/1989 Goiânia Argentina Argentina 0 – 0 Ecuador Ecuador Coppa America 1989 - 1º turno -
08/07/1989 Goiânia Argentina Argentina 1 – 0 Uruguay Uruguay Coppa America 1989 - 1º turno -
10/07/1989 Goiânia Argentina Argentina 0 – 0 Bolivia Bolivia Coppa America 1989 - 1º turno -
12/07/1989 Rio de Janeiro Argentina Argentina 0 – 2 Brasile Brasile Coppa America 1989 - Girone finale -
14/07/1989 Rio de Janeiro Argentina Argentina 0 – 2 Uruguay Uruguay Coppa America 1989 - Girone finale -
21/12/1989 Cagliari Italia Italia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
03/05/1990 Vienna Austria Austria 1 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
08/05/1990 Berna Svizzera Svizzera 1 – 1 Argentina Argentina Amichevole -
22/05/1990 Tel Aviv Israele Israele 1 – 2 Argentina Argentina Amichevole 1
08/06/1990 Milano Argentina Argentina 0 – 1 Camerun Camerun Mondiali 1990 - 1º turno -
13/06/1990 Napoli Argentina Argentina 2 – 0 URSS URSS Mondiali 1990 - 1º turno -
18/06/1990 Napoli Argentina Argentina 1 – 1 Romania Romania Mondiali 1990 - 1º turno -
23/06/1990 Torino Brasile Brasile 0 – 1 Argentina Argentina Mondiali 1990 - Ottavi di finale -
30/06/1990 Firenze Argentina Argentina 0 – 0 dts
(3-2 dcr)
Jugoslavia Jugoslavia Mondiali 1990 - Quarti di finale -
03/07/1990 Napoli Italia Italia 1 – 1 dts
(3-4 dcr)
Argentina Argentina Mondiali 1990 - Semifinale - 1 rete
08/07/1990 Roma Germania Ovest Germania Ovest 1 – 0 Argentina Argentina Mondiali 1990 - Finale - 2º posto
18/02/1993 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 1 Brasile Brasile 100º anniversario della AFA -
24/02/1993 Mar del Plata Argentina Argentina 1 – 1
(5-4 dcr)
Danimarca Danimarca Coppa Artemio Franchi - 1 rete
31/10/1993 Sydney Australia Australia 1 – 1 Argentina Argentina Qual. Mondiali 1994 -
17/11/1993 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 0 Australia Australia Qual. Mondiali 1994 -
20/04/1994 Salta Argentina Argentina 3 – 1 Marocco Marocco Amichevole 1
18/05/1994 Santiago del Cile Cile Cile 3 – 3 Argentina Argentina Amichevole -
25/05/1994 Guayaquil Ecuador Ecuador 1 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
31/05/1994 Tel Aviv Israele Israele 0 – 3 Argentina Argentina Amichevole -
04/06/1994 Zagabria Croazia Croazia 0 – 0 Argentina Argentina Amichevole -
21/06/1994 Boston Argentina Argentina 4 – 0 Grecia Grecia Mondiali 1994 - 1º turno 1
25/06/1994 Boston Argentina Argentina 2 – 1 Nigeria Nigeria Mondiali 1994 - 1º turno -
Totale Presenze (6º posto) 91 Reti (4º posto) 34
Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Argentina Argentina Under-20
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
03/04/1977 - Chascomús Noflag.PNG 2 – 3 Argentina Argentina Under-20 Amichevole -
08/04/1977 - Cipolletti Noflag.PNG 1 – 2 Argentina Argentina Under-20 Amichevole 1
16/04/1977 Valencia Argentina Under-20 Argentina 1 – 1 Uruguay Uruguay Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1977 - 1º turno
18/04/1977 Valencia Paraguay Under-20 Paraguay 2 – 1 Argentina Argentina Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1977 - 1º turno
21/04/1977 Valencia Perù Under-20 Perù 2 – 1 Argentina Argentina Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1977 - 1º turno
03/11/1978 - New York Cosmos 600px Verde Con Striscia Bianca.png 1 – 2 Argentina Argentina Under-20 Amichevole 1
05/11/1978 - San Rafael Noflag.PNG 2 – 1 Argentina Argentina Under-20 Amichevole -
14/11/1978 - San José de Mayo Noflag.PNG 0 – 4 Argentina Argentina Under-20 Amichevole 2
05/12/1978 - Pergamino Noflag.PNG 3 – 3 Argentina Argentina Under-20 Amichevole 1
08/12/1978 Córdoba Talleres de Córdoba 600px Bianco e Blu (Strisce).png 2 – 2 Argentina Argentina Under-20 Amichevole -
13/01/1979 Montevideo Argentina Under-20 Argentina 4 – 0 Perù Perù Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1979 1 1º turno
18/01/1979 Montevideo Argentina Under-20 Argentina 5 – 0 Ecuador Ecuador Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1979 - 1º turno
25/01/1979 Montevideo Argentina Under-20 Argentina 0 – 0 Paraguay Paraguay Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1979 - Girone finale
28/01/1979 Montevideo Uruguay Under-20 Uruguay 0 – 0 Argentina Argentina Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1979 - Girone finale
31/01/1979 Montevideo Argentina Under-20 Argentina 1 – 0 Brasile Brasile Under-20 Campionato sudamericano di calcio Under-20 1979 - Girone finale
25/07/1979 Tucumán Tucumán 600px Bianco e Celeste (Strisce).png 2 – 1 Argentina Argentina Under-20 Amichevole -
18/08/1979 - Messico Under-20 Messico 1 – 2 Argentina Argentina Under-20 Amichevole 1
26/08/1979 Omiya Argentina Under-20 Argentina 5 – 0 Indonesia Indonesia Under-20 Mondiali UN 20 1979 - 1º turno 2
28/08/1979 Omiya Jugoslavia Under-20 Jugoslavia 0 – 1 Argentina Argentina Under-20 Mondiali UN 20 1979 - 1º turno -
30/08/1979 Omiya Polonia Under-20 Polonia 1 – 4 Argentina Argentina Under-20 Mondiali UN 20 1979 - 1º turno 1
02/09/1979 Tokyo Argentina Under-20 Argentina 5 – 0 Algeria Algeria Under-20 Mondiali UN 20 1979 - Quarti 1
04/09/1979 Tokyo Argentina Under-20 Argentina 2 – 0 Uruguay Uruguay Under-20 Mondiali UN 20 1979 - Semifinale 1
07/09/1979 Tokyo Argentina Under-20 Argentina 3 – 1 URSS URSS Under-20 Mondiali UN 20 1979 - Finale 1
14/11/1979 Valencia Valencia 600px Bianco e Nero Valenciano.png - Argentina Argentina Under-20 Amichevole -
Totale Presenze 24 Reti 13

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Cronologia completa delle presenze e delle reti in Nazionale - Argentina Argentina
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Reti Note
19/11/2008 Glasgow Scozia Scozia 0 – 1 Argentina Argentina Amichevole Maxi Rodriguez
11/02/2009 Marsiglia Francia Francia 0 – 2 Argentina Argentina Amichevole Jonas Gutierrez
Lionel Messi
28/03/2009 Buenos Aires Argentina Argentina 4 – 0 Venezuela Venezuela Qual. Mondiali 2010 Lionel Messi
Carlos Tévez
Maxi Rodriguez
Sergio Agüero
01/04/2009 La Paz Bolivia Bolivia 6 – 1 Argentina Argentina Qual. Mondiali 2010 Luis González
20/05/2009 Santa Fe Argentina Argentina 3 – 1 Panamá Panamá Amichevole Matías Defederico
2 Gonzalo Bergessio
06/06/2009 Buenos Aires Argentina Argentina 1 – 0 Colombia Colombia Qual. Mondiali 2010 Daniel Díaz
10/06/2009 Quito Ecuador Ecuador 2 – 0 Argentina Argentina Qual. Mondiali 2010 -
12/08/2009 Mosca Russia Russia 2 – 3 Argentina Argentina Amichevole Sergio Agüero
Lisandro López
Jesús Dátolo
05/09/2009 Rosario Argentina Argentina 1 – 3 Brasile Brasile Qual. Mondiali 2010 Jesús Dátolo
09/09/2009 Asunción Paraguay Paraguay 1 – 0 Argentina Argentina Qual. Mondiali 2010 -
30/09/2009 Córdoba Argentina Argentina 2 – 0 Ghana Ghana Amichevole 2 Martín Palermo
10/10/2009 Buenos Aires Argentina Argentina 2 – 1 Perù Perù Qual. Mondiali 2010 Gonzalo Higuaín
Martín Palermo
14/10/2009 Montevideo Uruguay Uruguay 0 – 1 Argentina Argentina Qual. Mondiali 2010 Mario Bolatti
14/11/2009 Madrid Spagna Spagna 2 – 1 Argentina Argentina Amichevole Lionel Messi
26/01/2010 San Juan Argentina Argentina 3 – 2 Costa Rica Costa Rica Amichevole José Ernesto Sosa
Guillermo Burdisso
Franco Jara
10/02/2010 Mar del Plata Argentina Argentina 2 – 1 Giamaica Giamaica Amichevole Martin Palermo
Ignacio Canuto
03/03/2010 Monaco di Baviera Germania Germania 0 – 1 Argentina Argentina Amichevole Gonzalo Higuaín
05/05/2010 Cutral-Co Argentina Argentina 4 – 0 Haiti Haiti Amichevole 2 Facundo Bertoglio
Martín Palermo
Sebastián Blanco
24/05/2010 Buenos Aires Argentina Argentina 5 – 0 Canada Canada Amichevole 2 Maxi Rodriguez
Ángel Di María
Carlos Tévez
Sergio Agüero
12/06/2010 Johannesburg Argentina Argentina 1 – 0 Nigeria Nigeria Mondiali 2010 - 1º turno Gabriel Heinze
17/06/2010 Johannesburg Argentina Argentina 4 – 1 Corea del Sud Corea del Sud Mondiali 2010 - 1º turno autorete
3 Gonzalo Higuaín
22/06/2010 Polokwane Grecia Grecia 0 – 2 Argentina Argentina Mondiali 2010 - 1º turno Martín Demichelis
Martín Palermo
27/06/2010 Johannesburg Argentina Argentina 3 – 1 Messico Messico Mondiali 2010 - Ottavi 2 Carlos Tevez
Gonzalo Higuaín
03/07/2010 Città del Capo Argentina Argentina 0 – 4 Germania Germania Mondiali 2010 - Quarti -
Totale Presenze 24 Reti 47

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Individuale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Diverse fonti riportano come altezza 160cm, 165cm e 167cm e come peso 67kg. (si vedano Repubblica.it, Fifa.com [1],[2], [3],Gazzetta.it, [4],[5], [6], e CelebHeights.com). Si dà priorità a fonti affidabili come Fifa.com e le testate giornalistiche come Gazzetta e Repubblica.
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  17. ^ Il bisnonno materno di Maradona, Matteo Carioli, nacque a Curzola, Dalmazia (ora in Croazia, ai tempi parte dell'impero Austro-Ungarico) ed emigrò in Argentina, dove nacque Salvadora, la nonna di Diego. Salvadora chiamò sua figlia Dalma per via dell'origine dalmata, e, a sua volta, Maradona ha chiamato Dalma la sua figlia maggiore.
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  23. ^ Frase originale: aceptar no es reconocer. Tengo dos hijas con mi amor de toda la vida. Se llaman Dalma y Gianina. Estoy pagando con dinero mis equivocaciones del pasado. Un juez me obligó a darle dinero, pero no puede obligarme a sentir amor por él.
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  • Massimo Mauro, Luca Argentieri, Ho giocato con tre geni. Zico, Platini, Maradona, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2001, ISBN 978-88-8490-080-7.
  • Manuel Parlato, Da Maradona a De Laurentiis, Arezzo, Limina, 2009, ISBN 978-88-6041-030-6.
  • Piero Buscioni, "El Diez", poesia, in "il Fuoco", n.17-18, novembre 2007- giugno 2008

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Speciali[modifica | modifica sorgente]

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