Luís Vinício

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Luís Vinício
Luis vinicio.jpg
Dati biografici
Nome Luís Vinícius de Menezes
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 180 cm
Peso 78 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Ritirato 1968 - giocatore
1992 - allenatore
Carriera
Giovanili
Flag of None.svg Aventureros
Flag of None.svg Metallusina
Squadre di club1
1951-1954 Botafogo Botafogo  ? (?)
1955-1960 Napoli Napoli 152 (69)
1960-1962 Bologna Bologna 47 (17)
1962-1966 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 116 (61)
1966-1967 Inter Inter 8 (1)
1967-1968 L.R. Vicenza L.R. Vicenza 25 (7)
Carriera da allenatore
1968-1969 Internapoli Internapoli
1969-1970 Brindisi Brindisi
1970-1971 Ternana Ternana
1971-1973 Brindisi Brindisi
1973-1976 Napoli Napoli
1976-1978 Lazio Lazio
1978-1980 Napoli Napoli
1980-1982 Avellino Avellino
1982-1984 Pisa Pisa
1984-1986 Udinese Udinese
1986-1987 Avellino Avellino
1991-1992 Juve Stabia Juve Stabia
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Luís Vinícius de Menezes, meglio conosciuto con il nome di Luís Vinício (Belo Horizonte, 28 febbraio 1932), è un allenatore di calcio ed ex calciatore brasiliano.

Il 21 aprile 2012 allo stadio Menti di Vicenza, durante la partita Vicenza-Sampdoria, conclusasi per 1-1, tra i due tempi a Luís Vinício è stata consegnata una targa commemorativa per la sua carriera, infine è stato applaudito dal pubblico vicentino[1].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Gli esordi in Brasile[modifica | modifica sorgente]

Di famiglia borghese, Luís Vinícius de Menezes, dopo gli esordi in alcune squadre giovanili della sua città natale[2], iniziò la carriera professionistica nella squadra brasiliana del Botafogo con il nome d'arte Vinícius.

Esordì ufficialmente nel Campionato Carioca l'11 novembre 1951, in Botafogo-Olaria 4-1, siglando una rete[3]. Per alcuni anni costituì, con il fuoriclasse Garrincha e l'italo-brasiliano Dino Da Costa ("Dino"), un formidabile trio d'attacco per la squadra carioca. La sua stagione migliore fu il 1953, con 13 gol in 22 partite, ma il 7 settembre, in Botafogo-Flamengo 3-0, dopo aver segnato ed essersi procurato un calcio di rigore, fu costretto a uscire dal campo per sospetta frattura[4]. L'anno successivo giocò soltanto 17 partite, ma siglando ancora 7 gol[4].

Nell'estate del 1955, durante una tournée in Europa del Botafogo, fu visionato dai dirigenti del Napoli che lo acquistarono, per affiancarlo ai più anziani Amadei, Jeppson e Pesaola[2].

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Giunto in Italia a 23 anni, fu subito adottato dalla tifoseria napoletano e ribattezzato 'O lione . Si mise infatti in luce come grande realizzatore: al suo esordio, il 18 settembre 1955 (Napoli-Torino 2-2), andò in gol dopo appena quaranta secondi di gioco[2]. Arrivò secondo nella classifica cannonieri del 1956-1957, con 18 reti e quarto in quella del 1957-1958, con 21. Il 6 dicembre 1959, inaugurò lo Stadio San Paolo, con un gol in semi-sforbiciata, che permise al Napoli di battere la Juventus 2-1[5].

Nel 1960, dopo cinque stagioni a Napoli e 69 reti, passò al Bologna. Dopo una prima stagione fra i felsinei, l'anno successivo giocò poche gare, venendogli preferito il giovane Harald Nielsen (che sarà poi per due volte consecutive capocannoniere della Serie A).

Nell'estate del 1962 torna perciò sconsolato in Brasile, tuttavia è presto richiamato in Italia dai dirigenti del Lanerossi Vicenza che gli offrono un nuovo contratto. Dopo un discreto primo anno, torna a segnare con regolarità e realizza 17 reti nel 1963-1964, regalando ai veneti il sesto posto in assoluto e arrivando terzo fra i marcatori. Nel 1964-1965 ottiene il decimo posto in campionato, mentre nel 1965-1966 segna 25 gol (il primo a raggiungere questa quota dopo di lui sarà Marco van Basten nel 1991-1992) che gli valgono il titolo di capocannoniere e al Lanerossi il quinto posto davanti al Milan.

Nell'estate del 1966 lascia Vicenza perché chiamato da Helenio Herrera alla corte della Grande Inter. In nerazzurro disputa 8 partite in campionato realizzando un gol. Dopo una stagione, e già trentacinquenne, torna a Vicenza, dove chiude la sua carriera agonistica, oltrepassando la quota di 150 reti in Serie A e contribuendo con le sue marcature all'ennesima salvezza consecutiva dei biancorossi. Cospicuo il suo bilancio all'ombra dei Berici: 141 gare e 68 reti che gli valgono il titolo di bomber biancorosso di tutti i tempi in Serie A.

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Vinicio ai tempi della Lazio.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

Alla carriera da calciatore è seguita quella da allenatore applicando per primo in Italia il gioco all'olandese con il Napoli alla metà degli anni settanta, con cui sfiorò la vittoria del campionato nella stagione 1974-1975.

Brindisi[modifica | modifica sorgente]

« "A battezzare il nuovo sodalizio biancazzurro il grande Luis Vinicio, l’allenatore più famoso della storia del calcio biancazzurro" »
(Brindisi Magazine[6])

Si mise quindi in mostra con il Brindisi, all'epoca in Serie B, dove al momento del congedo per passare al Napoli ottenne riconoscimenti per gli anni positivi alla guida della squadra[7]; a distanza di anni viene ricordato come uno degli "eroi" delle stagioni della squadra pugliese in Serie B, venendo invitato alle presentazioni della squadra[8].

Lazio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976-1977 viene chiamato ad allenare la Lazio dove deve guidare il periodo del dopo Maestrelli. Il primo anno Vinicio conclude il campionato al quinto posto, piazzamento che gli vale la conferma per la stagione successiva. Nella stagione successiva la squadra rimane sempre sull'orlo della retrocessione e il 28 marzo 1978, dopo la sconfitta a Foggia per 3-1, il tecnico viene esonerato e sostituito da Roberto Lovati.

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Nelle stagioni successive allena squadre come l'Avellino (da cui si dimette facendosi sostituire da Claudio Tobia)[9], il Pisa e l'Udinese.

Chiude la sua carriera di allenatore nel 1991-1992 alla guida della Juve Stabia, che si salva dopo un campionato particolarmente tribolato.

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Presenze e reti nei club[modifica | modifica sorgente]

Stagione Club Campionato
Comp Pres Reti
1955-1956 Italia Napoli A 26 16
1956-1957 A 34 18
1957-1958 A 34 21
1958-1959 A 28 7
1959-1960 A 30 7
1960-1961 Italia Bologna A 30 11
1961-1962 A 17 6
1962-1963 Italia L.R. Vicenza A 26 7
1963-1964 A 29 17
1964-1965 A 27 12
1965-1966 A 34 25
1966-1967 Italia Inter A 8 1
1967-1968 Italia L.R. Vicenza A 25 7

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Giocatore[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Bologna: 1961

Individuale[modifica | modifica sorgente]

1965-1966 (25 gol)

Allenatore[modifica | modifica sorgente]

Brindisi: 1971-1972

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vicenza - Sampdoria 1 - 1 (36ª giornata) biancorossi.net
  2. ^ a b c Storie di calcio
  3. ^ Blog do Marcao 14.01.2010
  4. ^ a b Blog do Marcao 09.09.2009
  5. ^ Vinicio: vi racconto il mio primo gol al San Paolo.
  6. ^ Luis Vinicio ‘battezza’ il nuovo Brindisi brindisimagazine.it
  7. ^ Gazzetta dello Sport, 22 maggio 1973, pagina 4
  8. ^ Luis Vinicio e Renna al battesimo del Brindisi senzacolonne.it
  9. ^ La Stampa, 16 marzo 1982, pagina 21

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]