Bruno Pesaola

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Bruno Pesaola
Bruno pesaola.jpg
Dati biografici
Nazionalità Argentina Argentina
Italia Italia
Altezza 165[1] cm
Peso 74 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Carriera
Giovanili
1939-1944 River Plate River Plate
Squadre di club1
1944-1946 Sportivo Dock Sud Sportivo Dock Sud  ? (?)
1947-1950 Roma Roma 90 (20)
1950-1952 Novara Novara 64 (15)
1952-1960 Napoli Napoli 240 (27)
1960-1961 Genoa Genoa 20 (5)
1961-1962 Scafatese Scafatese  ? (?)
Nazionale
1953
1957
Italia Italia B
Italia Italia
1 (0)
1 (0)
Carriera da allenatore
1961-1962 Scafatese Scafatese
1962-1963 Napoli Napoli
1963-1964 Savoia Savoia
1964-1968 Napoli Napoli
1968-1971 Fiorentina Fiorentina
1972-1976 Bologna Bologna
1976-1977 Napoli Napoli
1977-1979 Bologna Bologna
1979-1980 Panathinaikos Panathinaikos
1980-1981 Siracusa Siracusa
1982-1983 Napoli Napoli
1984-1985 Puteolana Puteolana
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 
« Giornalista: Lei ci ha preso in giro, lei è venuto a Bergamo pensando che siamo stupidi, spieghi perché allora il Bologna ha giocato in difesa, al contrario di quello che lei aveva detto!
Pesaola: E se vede che l'Atalanta ci ha rubato la idea. »
(Intervista dopo la partita Atalanta-Bologna[2])

Bruno Pesaola (Buenos Aires, 28 luglio 1925) è un allenatore di calcio ed ex calciatore argentino naturalizzato italiano, di ruolo attaccante.

Ha legato il suo nome soprattutto alla storia del Napoli, del quale è stato a lungo giocatore e poi allenatore.

È soprannominato petisso (piccoletto)[3][4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Giocatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi e la Roma[modifica | modifica wikitesto]

Pesaola è figlio di un calzolaio marchigiano, Gaetano (che lasciò Montelupone, in provincia di Macerata, nei primi anni venti)[3], e di Inocencia Lema, entrambi emigrati in Argentina. Iniziò la carriera calcistica nella squadra juniores del Dock Sud[5] e passò a 14 anni alle giovanili del River Plate allenate da Renato Cesarini, giocando con le riserve insieme ad Alfredo di Stéfano[3]. Pesaola si trasferì alla Roma nella seconda metà degli anni quaranta, distinguendosi come attaccante brevilineo, veloce, abile nelle finte e prolifico, diventando amico degli attori e recitando con Walter Chiari in L'inafferrabile 12 e Carlo Dapporto in L'inafferrabile 13[6]. A causa della frattura di tibia e perone, subita durante una partita contro il Palermo del 26 febbraio 1950 e provocata dall'avversario Gimona[7] per reazione ad un presunto torto inflitto al compagno Gino Giaroli[6], Pesaola fu costretto a fine stagione a lasciare Roma; Gimona, che poté contare sul perdono di Pesaola[7], fu dapprima squalificato a vita, poi la pena fu ridotta a due anni ed infine ulteriormente abbassata ad undici mesi; altre fonti riportano un'ulteriore diminuzione della pena a 6 mesi in seguito al perdono[7].

Novara[modifica | modifica wikitesto]

L'infortunio è così grave che pensa lui stesso di essere arrivato alla fine della carriera[8]; passa quindi al Novara con cui disputa due stagioni giocando con Silvio Piola[3], che l'ha convinto a non tornare in Argentina e a sostenere un provino con i piemontesi. Disputa due stagioni in Serie A, segnando un gol alla Juventus, il 29 aprile 1951 nella vittoria interna per 3-1[9], prima vittoria dei novaresi contro i bianconeri dopo undici anni[10] e (l'anno dopo) ottenendo con la squadra un ottavo posto nel campionato 1951-1952, piazzamento mai più raggiunto o migliorato dai piemontesi a cui contribuisce segnando 8 reti[11]. Si accasa quindi per 33 milioni (con 6 milioni d'ingaggio per lui) al Napoli, dietro suggerimento della moglie Ornella, che era stata eletta Miss Novara in quegli anni[3], divenendo uno dei giocatori simbolo della città partenopea, in cui soggiorna come calciatore per otto anni.

Napoli[modifica | modifica wikitesto]
Pesaola (accosciato, primo da sinistra) al Napoli nel 1953-1954

Fu tra i protagonisti della vittoria casalinga del 6 dicembre 1959, nella gara che segnò l'inaugurazione dello Stadio San Paolo, quando i partenopei vinsero, sotto gli occhi di Umberto (allora presidente della FIGC) e Gianni Agnelli sulla Juventus di Giampiero Boniperti, Omar Sívori e John Charles per 2-1 in una gara in cui, secondo il Corriere dello Sport, pur giocando fuori ruolo per un incidente di gioco capitato al compagno di squadra Luís Vinício, riuscì a creare pericoli alle retrovie della squadra piemontese;[12] ne fu anche capitano dal 1953 al 1960, totalizzando 240 presenze con 27 gol[13].

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Esordì nella Nazionale B l'11 dicembre 1953 a Istanbul nella gara Italia B-Turchia 1-0.[14] Ha disputato anche come oriundo una gara nella Nazionale maggiore, debuttando a Lisbona il 26 maggio 1957 in Portogallo-Italia (3-0), in una gara condizionata dagli infortuni di Alcides Ghiggia e Giuseppe Chiappella quando il risultato era ancora sull'1-0 ed il cui risultato si fece pesante solo negli ultimi minuti di gioco[15]; ha giocato inoltre 6 partite nella Nazionale B.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Pesaola sulla panchina della Fiorentina
Pesaola al Napoli nel 1982-83

La sua prima panchina è quella della Scafatese, in qualità di giocatore - allenatore, nel campionato 1961-1962; durante la stagione, con il Napoli che rischia di retrocedere dalla Serie B, subentra a Fioravante Baldi[3], dando al Napoli la promozione in Serie A e la prima Coppa Italia, consentendo ad una squadra militante in Serie B di vincere il trofeo per la prima volta. Conquista inoltre il primo trofeo europeo (la Coppa delle Alpi nel 1966, dopo aver stimolato con un trucco l'aggressività di Omar Sívori[16]) e la porta al secondo posto nel 1968, risultato mai raggiunto prima dalla squadra campana. Come allenatore conquista poi uno scudetto alla guida della Fiorentina nel 1968-1969 (durante la cui permanenza rischiò una pesante squalifica per aver preso un impegno con il presidente del Napoli Ferlaino[3]), una Coppa Italia con il Bologna nel 1974 e anche un'insperata salvezza con il Napoli nel 1982-1983 con al fianco Gennaro Rambone. Nel corso di quella stagione resta famosa l'immagine di Pesaola che abbraccia il rosario prima di un rigore decisivo calciato da Moreno Ferrario[17].

Nel 1970 gli è stato assegnato il premio Seminatore d'Oro (nello stesso anno perse la finale di Coppa delle Alpi).

Eccelso nell'interpretazione delle gare, che affrontava con grande sagacia tattica, confessò che in alcune partite, mentre con le mani faceva visibilmente segno alla squadra di avanzare, a voce ordinava di retrocedere[3].

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Terminata la carriera da allenatore, è diventato opinionista per diverse trasmissioni televisive locali e nazionali.

Il 20 novembre 2009 la giunta comunale partenopea gli conferisce la cittadinanza onoraria di Napoli[4].

Vive tuttora a Napoli, nel quartiere Vomero, città a cui è rimasto tanto legato da definirsi "un napoletano nato all'estero"[3].

Nel 2013 entra nella Hall of Fame Viola.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Fiorentina: 1968-1969
Napoli: 1961-1962
Bologna: 1973-1974
Napoli: 1966
Napoli: 1976

Individuale[modifica | modifica wikitesto]

1969-1970

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.enciclopediadelcalcio.it/Pesaola.html
  2. ^ Tony Damascelli, Pesaola, quello che si faceva rubare l'idea, Il Giornale, 29 luglio 2005. URL consultato il 27 marzo 2009.
  3. ^ a b c d e f g h i j k Mimmo Carratelli, BRUNO PESAOLA - Il romanzo di Petisso, napoletano nato all'estero, repubblica.it, 28 gennaio 2007. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  4. ^ a b Napoli, Bruno Pesaola cittadino onorario, il tributo della città al Petisso, Ilmattino.it, 20 novembre 2009.
  5. ^ Mimmo Carratelli, La grande Storia del Napoli, Gianni Marchesini Editore, p. 110. ISBN 978-88-88225-19-7.
  6. ^ a b Mimmo Carratelli, op. cit., p. 111.
  7. ^ a b c Da Ferraris a Bruno Conti se il cartellino è rosso-giallo, laroma24.it, 7 maggio 2010. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  8. ^ Il Calcio e il Ciclismo illustrato, numero 1, 3 gennaio 1957, pagina 21.
  9. ^ (EN) Maurizio Mariani, Italy 1950-1951, Rsssf.com, 15 aprile 1999. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  10. ^ Corriere dello Sport, 30 aprile 1951, pagina 2 emeroteca.coni.it
  11. ^ (EN) Maurizio Mariani, Italy 1951-1952, Rsssf.com, 21 ottobre 2002. URL consultato il 16 gennaio 2012.
  12. ^ Corriere dello Sport, 7 dicembre 1959, pagina 7 emeroteca.coni.it.
  13. ^ Dizionario del calcio, ed. Rizzoli, 1990, pag. 138.
  14. ^ Danyal Kimiya, Italia B-Turchia 1-0 in L'Unità, 12 dicembre 1953, p. 5. URL consultato il 23 settembre 2012.
  15. ^ Corriere dello Sport, 27 maggio 1957, pagina 1 emeroteca.coni.it.
  16. ^ La sua squadra era in svantaggio, così fece annunciare dall'altoparlante che la squadra che concorreva per la vittoria del torneo, allenata da un tecnico con cui Sívori aveva avuto problemi, stava vincendo; la notizia era falsa ma Sívori reagì mandando in gol i compagni di squadra per il risultato finale di 3-1 per il Napoli BRUNO PESAOLA Il romanzo di Petisso, napoletano nato all´estero repubblica.it
  17. ^ Deve trattarsi del gol segnato il 10 aprile 1983 in Napoli-Cagliari 1-0, 26ª giornata di campionato Italy 1982-1983 Rsssf.com
  18. ^ Pesaola, sigarette e allegria Ma adesso il calcio è noia ricerca.repubblica.it
  19. ^ Pesaola: tattica, gol e sigarette Lisolaweb.com
  20. ^ El “Petisso” Pesaola che sposò Miss Novara Oknovara.it

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]