Vicenza Calcio
| Vicenza Calcio Calcio |
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| Biancorossi Lanerossi; Lane La nobile provinciale Berici |
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| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | ||||
| Simboli | Gatto V "R" del Lanerossi |
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| Inno | Vicenza cuore biancorosso Manuel Negrin |
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| Dati societari | ||||
| Città | Vicenza | |||
| Paese | ||||
| Confederazione | UEFA | |||
| Federazione | ||||
| Campionato | Lega Pro Prima Divisione | |||
| Fondazione | 1902 | |||
| Proprietario | ||||
| Presidente | ||||
| Allenatore | ||||
| Stadio | Romeo Menti (12.300 posti) |
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| Sito web | www.vicenzacalcio.com/ | |||
| Palmarès | ||||
| Titoli nazionali | 3 Campionati di Serie B 1 Campionato di Serie C |
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| Trofei nazionali | 1 Coppe Italia 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro |
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| Trofei internazionali | 2 Torneo di Viareggio 1 Benelux Cup |
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| Si invita a seguire il modello di voce | ||||
| « Cento anni di vita di questa società sono tanti, posso dire che 50 mi appartengono in maniera particolare. Sono partito dalle curve fino a essere sponsor ufficiale del Vicenza Calcio negli anni indimenticabili della Coppa Italia e poi destino mi volle presidente nell'anno del suo storico centenario. Nell'arco di 100 anni di storia, il nostro Vicenza ha attraversato momenti di gloria ma anche momenti di difficoltà. In ogni caso però nella buona e nella cattiva sorte, non è mai mancato l'appoggio incondizionato dei tifosi; quello straordinario popolo biancorosso che è il nostro dodicesimo uomo in campo. Sono certo che questo sarà anche il nostro punto di forza per i prossimi 100 anni. » |
| (Aronne Miola, presidente del Vicenza Calcio tra il 1999 e il 2004.[1]) |
Il Vicenza Calcio – già Associazione del Calcio in Vicenza (spesso siglato ACIVI) dal 1902, e Lanerossi Vicenza dal 1953 – è la principale società calcistica di Vicenza e la più antica squadra del Veneto.[2][3][4] Ha assunto l'attuale denominazione nel 1990.
Fu fondata ufficialmente il 9 marzo 1902 da un gruppo di vicentini guidati dall'allora preside del Liceo Lioy, Tito Buy, e dal professore di educazione fisica dello stesso liceo, Antonio Libero Scarpa. Dal 2004 il club è di proprietà della società Finalfa che raggruppa un gruppo di 7 soci guidati dalla famiglia Cassingena (Sergio è stato primo azionista della società oltre che presidente della stessa fino all'aprile del 2012 e il figlio Dario, attuale amministratore delegato).
È fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A: 30 di cui 20 consecutivi fra il 1955 e il 1975; la squadra occupa il 16º posto su 60 nella classifica perpetua della Serie A ed è inserita tra le 15 squadre italiane della lista dei più importanti club europei del XX secolo, stilata dalla International Federation of Football History & Statistics. Fra i migliori piazzamenti della squadra ci sono due secondi posti in massima serie: la finalissima per il titolo del 1910-1911, e la piazza d'onore nella stagione 1977-1978. Il Vicenza annovera nel suo palmarès una Coppa Italia nel 1996-1997 e una Coppa Italia Serie C nel 1981-1982, oltre alle vittorie di tre campionati di Serie B e uno di Serie C. Nelle competizioni europee vanta invece come miglior risultato la semifinale di Coppa delle Coppe UEFA raggiunta nel 1997-1998. Infine, a livello giovanile il Vicenza si fregia di due vittorie consecutive nel Torneo di Viareggio, nel 1954 e nel 1955. Tra i giocatori che hanno vestito la maglia biancorossa, il Vicenza ha lanciato nel mondo del calcio due campioni che hanno vinto il Pallone d'oro: Paolo Rossi e Roberto Baggio; ha inoltre avviato alla Serie A il campione del mondo Luca Toni.
La squadra gioca le sue partite casalinghe allo stadio Romeo Menti; i colori sociali sono il bianco e il rosso.
Storia[modifica]
I primi anni[modifica]
Il Vicenza Calcio, fondato nel 1902, è una delle più antiche società di calcio italiane. In particolare la formazione del primo consiglio direttivo avvenne il 9 marzo[5]. Il debutto del Vicenza in un incontro amichevole avvenne il 18 maggio 1903 nel campionato Provinciale per Scuole; in quel torneo, vinto proprio dalla formazione berica, il Vicenza affrontò il Cordellina, Baggio e Schio. Sin dalle sue radici più antiche; il gioco del calcio a Vicenza è sempre stato un fenomeno popolare. Come testimonia ad esempio l'editto in pietra in cui il podestà di Venezia vietava espressamente di praticarlo in quanto gli schiamazzi disturbavano la quiete del vicino convento di suore. Domenica 9 marzo 1902 nasce l'associazione calcio Vicenza sotto la guida del suo primo presidente, Prof. Tito Buy. Tempi romantici, entrati nel mito, dove lo spirito pioneristico e la passione dei protagonisti prevaleva su ogni altra considerazione extra sportiva. Composta da giocatori tutti rigorosamente locali e capitanata dalla sua prima bandiera il mitico Gino Vallesella conclude il suo primo decennio di vita sfiorando lo scudetto contro la Pro Vercelli.
Per quasi un decennio la squadra, denominata allora Associazione del Calcio in Vicenza, disputò solo tornei di carattere minore, senza mai partecipare al campionato nazionale, distinguendosi comunque e prevalendo sulle rivali in vari campionati regionali[5]. Nel 1909 partecipò al Campionato italiano di Prima Categoria, uno dei due tornei (l'altro era il federale, l'unico attualmente riconosciuto dalla FIGC) in cui era suddivisa all'epoca la massima serie dell'epoca: ammessa direttamente in semifinale in quanto unica compagine veneta iscritta, nelle due partite contro l'US Milanese dovette incassare ben 10 reti contro solo 1 segnata (1-2 a Vicenza e 0-8 a Milano), dimostrando di non essere ancora matura per il calcio nazionale.
L'esordio ufficiale risale al campionato 1910-11: l'Acivi (come venne chiamato il Vicenza per i primi cinquant'anni, dall'acronimo della denominazione ufficiale) inaugurò il 12 febbraio 1911 il nuovo campo di Borgo Casale con una larga vittoria sul Bologna e a marzo terminò a punteggio pieno il girone Veneto-Emiliano, qualificandosi per la finalissima per il titolo. Tuttavia dovette soccombere, sia in trasferta che in casa, alla Pro Vercelli nei suoi anni d'oro[5].
Negli anni precedenti alla prima guerra mondiale prese parte in più occasioni alle finali nazionali dell'Italia settentrionale, che si disputavano in un girone fra le vincenti dei gruppi regionali. Il Vicenza incontrò così varie volte il Bologna, la Juventus, il Milan, l'Inter, affermandosi fra le migliori squadre italiane. Tuttavia a quegli anni risale un record negativo tuttora imbattuto: il 10 gennaio 1915, a Milano, i biancorossi incassarono addirittura 16 reti contro l'Inter. Riguardo a tale risultato qualcuno insinuò che i biancorossi avessero fatto baldoria la notte precedente la partita e fossero scesi in campo ancora "frastornati".
Il periodo nero[modifica]
A interrompere l'età dell'oro vicentina venne la prima guerra mondiale, che costrinse la società a chiudere i battenti e molti giocatori a partire per il fronte. Ancor oggi, una lapide all'interno dello stadio Romeo Menti, ricorda i caduti biancorossi di entrambi i conflitti mondiali.
Alla ripresa dei campionati, nel 1919-20, il Vicenza gareggiò nella Prima Categoria divisa in vari gironi regionali. Nel 1921-22 si aggregò allo scisma delle grandi squadre, andando a disputare il campionato della C.C.I.: terminò ultimo nel girone A e doveva retrocedere in Seconda Divisione. All'attuazione del Compromesso Colombo affrontò lo spareggio di qualificazione che perse contro il Derthona lasciando così la massima divisione nazionale. Addirittura l'anno successivo fu retrocesso nuovamente, in Terza Divisione Veneta, ma subito dopo tornò in Seconda.
Nella stagione 1924-25 il Vicenza vinse il girone eliminatorio di Seconda Divisione dopo spareggi con Udinese e Olympia Fiume ma venne poi squalificato e declassato all'ultimo posto per le posizioni irregolari degli ungheresi Holwart e Molnar[6]; comunque non venne retrocesso perché la Federazione lo ripescò. Impreparato di fronte alle trasformazioni che avviavano il calcio italiano verso il professionismo, si fece travolgere dalle varie ristrutturazioni dei tornei, fino a ritrovarsi nel 1929 ad essere precipitato al quarto livello della piramide calcistica nazionale.
La riscossa verso la Serie B[modifica]
Gli anni trenta furono gli anni della riscossa biancorossa, dopo un decennio da dimenticare. Nel 1932-33 venne promossa in Serie B, dove la squadra rimase per due stagioni (venendo ripescata la prima), per poi provare più e più volte la nuova promozione fra i cadetti.
Dal 1936-37 al 1939-40 fu dunque in Serie C. In quel periodo i biancorossi sfornano talenti del calibro dei fratelli Umberto e soprattutto Romeo Menti, capitan "Neno" Rossi, Bruno Camolese, Luigi Chiodi, Giovanni Costa, mentre s'avviava sul viale del tramonto la stella di Piero Spinato, ancora oggi il giocatore che ha segnato più reti con la maglia del Vicenza.[6];
Nel 1939-40 arrivò la promozione in B con un netto vantaggio sulla seconda. Alle finali per la promozione, il Vicenza si vide costretto a rinunciare ai due portieri di prima squadra, chiamati sotto le armi, e schierò il sedicenne Antonio Bisson: ma anche questo inconveniente non compromise il risultato positivo. L'8 settembre 1935 era frattanto stato inaugurato il nuovo stadio lungo il Bacchiglione, abbandonando definitivamente il campo di Borgo Casale. Nella partita inaugurale contro gli ungheresi del Saroksar esordì l'appena sedicenne Romeo Menti, il giocatore a cui, per un curioso gioco del destino, lo stesso stadio sarebbe stato intitolato nel 1949 dopo la scomparsa nella tragedia di Superga.[7]
L'approdo in Serie A[modifica]
All'inizio degli anni quaranta il Vicenza conquistò la massima divisione nazionale, grazie anche ad una linea mediana passata alla storia come una delle migliori dell'epoca e formata da Osvaldo Fattori (poi all'Inter), Alfonso Santagiuliana (che giocò anche nel Grande Torino) e Luigi Abeni, la cui carriera fu stroncata dalla malattia.
Il primo campionato di Serie A si concluse con una storica salvezza, conquistata all'ultima giornata sconfiggendo per 6-2 la Juventus a Torino nel giorno di Pasqua del 1943. Dopo l'8 settembre partecipò al girone Veneto del campionato di Guerra del 1944, rinunciando però alle finali nazionali.
Dopo la seconda guerra mondiale, il Vicenza tornò a giocare in Serie A, dopo il campionato misto del 1946. Nel 1947, tornato il campionato a girone unico, il Vicenza conquistò un sorprendente quinto posto, tuttavia seguito alla retrocessione l'anno seguente all'ultimo posto (che rimane l'unica volta nella storia biancorossa che il Vicenza ha chiuso il campionato da fanalino di coda).
Nel 1949 il Vicenza sfiorò l'immediato ritorno in Serie A, sfumato per un punto. Seguirono poi alcuni campionati di Serie B conclusi a metà classifica, caratterizzati da crescenti problemi economici.[senza fonte]
L'avvento del Lanerossi e il ventennio d'oro[modifica]
| Per approfondire, vedi Lanerossi Vicenza. |
Nell'estate 1953 accadde un evento che cambierà la storia della società vicentina per molti decenni: la vecchia Acivi fu acquistata dal colosso laniero di Schio, la Lanerossi, fondata nel XIX secolo da Alessandro Rossi. Non si tratta del primo caso di sponsorizzazione calcistica in Italia, all'epoca ancora vietata (anche se siamo molto vicini a ciò), ma invece di un cosiddetto abbinamento, cioè una vera e propria acquisizione: la società calcistica divenne una costola dell'azienda tessile, portandone anche il nome e il simbolo – la "R" – sulle maglie (le sponsorizzazioni saranno permesse solo all'inizio degli anni ottanta). Il logo rimase sulle maglie biancorosse fino alla stagione 1988-1989, anche se l'azienda non contribuiva economicamente più dagli inizi del decennio.
L'iniezione di fiducia e soprattutto di denaro liquido permise di allestire una squadra che ben presto, dopo una stagione di assestamento, tornò in Serie A. Ai fasti della prima squadra si aggiunsero quelli della formazione primavera, che proprio nel 1954-55 conquistò il prestigioso torneo di Viareggio, facendo bis l'anno dopo, quando la prima squadra conquistò una sorprendente salvezza con un nono posto. Dalla squadra del Viareggio uscirono giocatori del calibro di Azeglio Vicini, Sergio Campana, Renzo Cappellaro, Mario David, Mirko Pavinato, Luigi Menti e molti altri che in seguito vestirono la maglia biancorossa in Serie A.
A cavallo fra i due decenni il Vicenza conquistò salvezze e piazzamenti come due settimi posti consecutivi, e nel 1960-1961 l'allenatore Roberto Lerici (già giocatore biancorosso degli anni cinquanta, vinse il premio del Seminatore d'oro come miglior allenatore stagionale. Il Lanerossi mantenne le sue caratteristiche di provinciale, attenta ai bilanci, che valorizza i giovani, siano prodotti dal vivaio o provenienti da altre squadre, mantenendo un nucleo forte di giocatori sempre più "bandiere", accogliendo di tanto in tanto grandi giocatori a fine carriera. Eppure cominciò ad essere guardato con rispetto dalle grandi squadre. Nel 1962 arrivò il centravanti brasiliano trentenne Luis Vinicio, ex Napoli e Bologna, che diede ulteriore lustro alla squadra, conquistando il sesto posto nel 1963-1964. Nel suo anno di grazia, il 1965-1966, nel quale conquistò la classifica cannoniere con 25 reti (si dovranno aspettare 26 anni perché un giocatore di Serie A segni tanto: sarà Marco van Basten nel 1991-1992), il Lanerossi giunse quinto.
A grandi risultati seguono però anni in cui la salvezza era risicata, spesso all'ultima giornata. Eppure vestirono la maglia biancorossa giocatori del calibro di Giuseppe Damiani, Sergio Gori, Sidney Cunha Cinesinho, Giorgio Biasiolo, Mario Maraschi, Paride Tumburus, Angelo Benedicto Sormani mentre Giulio Savoini concluse la sua carriera, con il record di presenze in campionato di tutti i tempi per un biancorosso. Fra le salvezze risicate rimase leggendaria quella del 1972-73, in cui il Lanerossi sembrava ormai spacciato, ma con 3 vittorie nelle ultime tre giornate riuscì a risalire la china fino ad uno spareggio con l'Atalanta, sconfitta su autogol. Tuttavia la fortuna abbandonò il Lanerossi nel 1975, quando al ventesimo campionato consecutivo di Serie A, retrocesse in Serie B.
Serie A 1977-78: il Real Vicenza[modifica]
| Per approfondire, vedi Società Sportiva Lanerossi Vicenza 1977-1978. |
| « Ebbi l'onore che Gianni Brera venne in spogliatoio a congratularsi e disse: "Veramente, non avrei mai creduto che una squadra di provincia giocasse al calcio come ha giocato il Lanerossi Vicenza". » |
| (Giovan Battista Fabbri, allenatore del Lanerossi Vicenza tra il 1976 e il 1979.[8]) |
Dopo un'opaca stagione 1975-76 in cui rischiò addirittura di retrocedere il Serie C, il Lanerossi si presentò con poche speranze a quella 1976-77. Tuttavia il nuovo tecnico, Giovan Battista Fabbri ebbe una intuizione: trasformò il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti.
Dopo aver vinto il campionato cadetto con il titolo di capocannoniere per il giovane pratese, il Lanerossi si ripresentò al cospetto della massima divisione nella stagione 1977-78. Dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente, grazie ai gol di Rossi, la sicurezza del libero Giorgio Carrera, le giocate di Franco Cerilli e Giancarlo Salvi, la diga di Mario Guidetti a centrocampo, l'inarrestabile Roberto Filippi.
Solo la Juventus poté fare meglio: tuttavia, se si escludono le prime cinque giornate, i biancorossi conquistarono più punti di tutti, nonché la simpatia di tutta Italia. Caddero sotto i colpi del micidiale attacco biancorosso, il migliore della stagione con 50 reti, squadre del calibro di Napoli (4-1 al San Paolo), Lazio, Fiorentina, Roma e Bologna. La squadra chiuse il campionato al 2º posto, preceduta solo dalla Juventus ed approdando di diritto alla Coppa UEFA.
Paolo Rossi divenne il nuovo fenomeno del calcio italiano, a dicembre 1977 fu convocato in nazionale. A fine stagione vinse il titolo di capocannoniere surclassando tutti gli altri attaccanti italiani con le sue 24 reti, un bottino considerevole per i campionati a 16 squadre. A fine stagione venne convocato per i mondiali argentini, dove diventerà Pablito, segnando anche 3 reti e mettendosi in ulteriore luce.
L'estate 1978 fu il momento delle celebri buste, con cui il presidente del Lanerossi Giussy Farina tentò di strapparlo alla Juventus comproprietaria del giocatore. Le cifre messe in gioco furono le più grandi dell'epoca: il presidente vicentino mise sul piatto della bilancia 2 miliardi, 612 milioni e 510 000 lire contro gli appena 875 milioni dai bianconeri.[9]
Il nuovo declino[modifica]
L'operazione Rossi comportò un notevole sforzo finanziario per le casse biancorosse, e i grandi progetti di Farina finirono nel peggiore dei modi. Il Lanerossi incappò in un'annata balorda, quella che sembrava la salvezza fu compromessa in modo incredibile arrivando ad una retrocessione che nessuno avrebbe pronosticato. A nulla valsero le 15 reti di Rossi, che a fine stagione lasciò l'amata Vicenza per andare a Perugia in prestito.
Amaro fu anche l'esordio in Coppa UEFA contro il Dukla Praga. Sconfitto nella gara di andata in Cecoslovacchia il Lanerossi si trovò al ritorno privo di Rossi infortunato. Non andò oltre l'1-1 nella partita di ritorno sbagliando con Callioni un rigore potenzialmente decisivo. Il Vicenza uscì così già al primo turno. Il Lanerossi si ritrovò in Serie B e, due anni dopo, addirittura in C1. Furono gli anni fra i più neri della storia del Vicenza, tuttavia sempre seguito da un numero considerevole di tifosi. Magra consolazione fu la conquista della Coppa Italia di Serie C del 1981-82, ottenuta dopo un lungo torneo e la duplice sfida col Campobasso, che terminò ai supplementari.
In quel periodo Farina lasciò la società a Dario Maraschin, che diede l'avvio alla nuova riscossa grazie all'operato di Bruno Giorgi e ai gol del maladense Toto Rondon e della giovane stella Roberto Baggio. Nel 1984-85 il Vicenza tornò in Serie B grazie allo spareggio con il Piacenza e l'anno dopo arrivò terzo. I festeggiamenti biancorossi durarono però poco, in quanto la C.A.F. annullò la promozione nella massima divisione per un nuovo scandalo scommesse.
Il colpo fu forte, tanto che si ritornò in Serie C1. Il Lanerossi rischiò di retrocedere addirittura in Serie C2, ma si salvò due volte in modo molto fortunoso, la prima per un rigore alquanto dubbio all'ultimo minuto dell'ultima di campionato e la seconda allo spareggio col Prato.
Da Ulivieri a Guidolin[modifica]
Nell'estate 1990 la società cambiò nome dando l'addio al Lanerossi e alla sua "R": la società rilevata l'anno prima da Pieraldo Dalle Carbonare, divenne Vicenza Calcio. L'inizio non fu dei migliori, ma presto Renzo Ulivieri, insieme a Pippo Savoldi, dopo un'ulteriore stagione di assestamento, portò il Vicenza in Serie B. Nel 1993-94 l'allenatore toscano, pur senza grandi attaccanti, riuscì a salvare il Vicenza con un gioco corale che sarà la caratteristica di tutto quel periodo della società berica. Anche il suo successore, Francesco Guidolin, adottò una strategia volta a mettere in risalto le doti del gruppo e l'azione di tutta la squadra più che quella dei singoli giocatori.
Con il nucleo forte della squadra proveniente dalla C, cioè il portiere Sterchele, il capitano Lopez, il terzino D'Ignazio, il mediano Domenico Di Carlo, il centrocampista Viviani e il piccolo ma veloce Gasparini, nel 1994-95 la squadra di Guidolin sorprese tutti con la promozione in Serie A grazie anche all'apporto decisivo nel girone di ritorno di Roberto Murgita. Il centravanti genovese esplose letteralmente con l'anno nuovo e realizzò 17 reti in 19 partite, rendendo inarrestabile la marcia del Vicenza verso la massima serie.
Gli anni d'oro di Guidolin e la Coppa Italia del 1997[modifica]
Rafforzata dall'arrivo di alcuni giovani e di tre stranieri come Joachim Björklund e gli uruguaiani Marcelo Otero e Gustavo Mendez, la matricola Vicenza sorprese tutti per il suo gioco, capace di mettere in crisi anche grandi squadre. La salvezza fu conquistata facilmente con un nono posto a fine stagione.
Addirittura meglio l'anno successivo, quello della consacrazione: dopo aver conquistato per qualche giorno il primo posto nel novembre 1996, il Vicenza superò una dopo l'altra le sue avversarie in Coppa Italia. Nei quarti fu il Milan di Baggio a dover lasciare il passo a Lopez e compagni, in semifinale il Bologna e infine si arrivò alla finale col Napoli. All'andata al San Paolo i biancorossi cedettero per 1-0, ma al ritorno, il 29 maggio 1997 Maini pareggiò subito i conti. Si arrivò ai tempi supplementari e fu Maurizio Rossi ad entrare nella storia del Vicenza segnando un gol a due minuti dalla fine, seguito due minuti più tardi dal 3-0 di Iannuzzi, che assegnarono al Vicenza il più importante trofeo della sua storia.
Il Vicenza, vincitore della Coppa Italia 1996-1997; disputò il 23 agosto 1997 allo Stadio delle Alpi di Torino la Supercoppa italiana 1997 contro la Juventus, vincitrice della Serie A 1996-1997. A conquistare il titolo fu la Juventus vincendo 3-0.
La proprietà inglese e l'avventura in Coppa delle Coppe[modifica]
Nel 1998 la società inglese ENIC (finanziaria nel campo del petrolio) rileva la maggior parte delle quote azionarie del club biancorosso. Il Vicenza diventa la prima squadra italiana ad avere una proprietà straniera.
Nel 1997-98, dopo l'ottavo posto dell'anno prima, il Vicenza si salvò senza patemi, ma si lasciò un po' andare in campionato, mentre in Coppa delle Coppe arrivò in semifinale col Chelsea dopo numerosi successi grazie ai gol del suo bomber Pasquale Luiso, alla fine capocannoniere della manifestazione. Dopo la vittoria all'andata con i blues, (1-0 marcatura di Lamberto Zauli) al ritorno a Londra i biancorossi si portarono prima sullo 0-1 con Pasquale Luiso, poi sullo 0-2 ancora con Luiso, ma si videro annullare il gol per fuorigioco inesistente, poi dovettero subire il ritorno del Chelsea che, grazie soprattutto al decentramento di Gianluca Vialli sulla fascia destra, si portò prima sul 2-1 con Poyet e Zola per poi ottenere il gol qualificazione nel finale (3-1) con un diagonale vincente dell'appena entrato Mark Hughes che andò a privare il Vicenza della qualificazione alla finale che sembrava ormai sicura.
L'anno successivo corrisponde ad una retrocessione con una seguente promozione e vittoria del campionato di Serie B, con il tecnico Edoardo Reja in panchina, grazie ad un ottimo attacco in cui si distinguono Gianni Comandini, poi ceduto al Milan, il solito Pasquale Luiso e il giovane Christian Bucchi.
Il ritorno in Serie B e il cambio di società[modifica]
Dura solo un anno la permanenza in Serie A, poi il Vicenza torna a disputare campionati di Serie B senza più riuscire ad avvicinarsi alla promozione.
Nel dicembre 2004 avviene un'importante svolta, con il ritorno della società in mano di imprenditori locali, e la nomina a presidente di Sergio Cassingena, a seguito dell'acquisto del pacchetto azionario dalla società inglese ENIC, mai particolarmente amata dalla tifoseria. La prima stagione della nuova presidenza (2004-05) vede la squadra disputare e perdere lo spareggio salvezza con la Triestina (0-2 e 0-2). Tuttavia la squadra rimase nella serie cadetta, poiché il Genoa fu declassato all'ultimo posto in classifica a causa di un illecito sportivo. Inoltre, durante la sosta natalizia del 2005, un dramma scuote la compagine vicentina. Un incidente stradale coinvolge l'attaccante Julio Valentín González, che per le conseguenze subisce l'amputazione di un braccio e deve abbandonare forzatamente il calcio giocato.
La stagione 2006-2007 porta come prima novità un ritorno all'antico: sulla maglia torna la "R" simbolo della Lanerossi. Alla quinta giornata viene esonerato l'allenatore Giancarlo Camolese, per aver collezionato nelle prime cinque giornate quattro sconfitte e un pareggio, e al suo posto viene nominato un allenatore emergente Angelo Gregucci: dopo una partenza in salita, la squadra ritrova la vittoria e inanella un successo dopo l'altro, scongiurando a metà campionato lo spettro della retrocessione. Un brutto finale di campionato porta la squadra a lottare per evitare i play out retrocessione, trovando la salvezza all'ultima giornata, ottenuta grazie alla vittoria sul Crotone con un gol di Gabriele Paonessa a pochi minuti dal termine. Nella stagione 2007-2008 i biancorossi si salvarono con un 17º posto a pari punti con il Treviso
La stagione 2008-2009 si apre con un Vicenza titubante, che riesce nelle prime tre gare a raccogliere un solo punto. Segue però una striscia di nove risultati utili consecutivi, che portano la squadra al limite della zona play-off. Grazie al contributo fondamentale in fatto di gol da parte di Sgrigna e Bjelanović, a una difesa che per molti mesi rimane la meno perforata del torneo e a un centrocampo di qualità, il Vicenza può sognare fino a primavera, quando entra in un periodo povero di risultati e si stabilizza, fino a fine campionato, a metà classifica, penalizzato tra l'altro dai gravi infortuni del difensore centrale Di Cesare e del capitano Bernardini. La salvezza matematica arriva a 3 gare dalla fine, durante il derby veneto contro il Treviso, vinto dai biancorossi per 1 a 0.
La penultima partita della stagione viene segnata dalla morte del giovane tifoso Eugenio Bortolon di soli 19 anni. Il sostenitore (alla sua seconda trasferta) aveva seguito i biancorossi allo Stadio Tardini di Parma quando, al 49', cade dagli spalti del settore ospiti. Trasportato d'urgenza all'ospedale parmense in condizioni gravissime, morirà la sera stessa a causa di un arresto cardiaco. Polemiche sono sorte anche per il fatto che, nonostante sia i giocatori del Vicenza che del Parma avessero chiesto di interrompere la partita, dopo una sospensione di 20 minuti si è deciso di riprendere a giocare. Il giorno successivo su tutti i campi è stato osservato un minuto di silenzio.
Anni recenti[modifica]
Il biennio di Maran[modifica]
La stagione 2009-2010 inizia con l'obiettivo di portare la squadra a disputare i play-off per la promozione in serie A. La società si trova nelle condizioni di dover assumere un nuovo allenatore, vista la scelta di Angelo Gregucci di passare a guidare l'Atalanta. Inizialmente il Vicenza sembra partire con il piede giusto collezionando diversi pareggi. La squadra però spesso non riesce ad agguantare la vittoria, specialmente in casa dove i risultati sono molto magri. Si arriva a metà marzo quando il Vicenza colleziona tre sconfitte consecutive nel tour de force di 3 partite in otto giorni. La società esonera l'allenatore Rolando Maran e chiama alla guida della squadra Nedo Sonetti. Il navigato allenatore toscano non riesce però a conquistare lo spogliatoio e dopo tre partite (due pareggi interni ed una sconfitta esterna per 4 a 0) anche Sonetti viene esonerato ed, a sorpresa, viene richiamato Maran che traghetta la squadra fino a fine campionato, raggiungendo la salvezza solo all'ultima giornata, vincendo per 1 a 0 contro una Salernitana già matematicamente retrocessa da tempo. Ironico lo striscione appeso dai tifosi proprio in quest'ultima partita: "Play-off!? Grazie presidente".
Nella stagione 2010-2011, dopo una prima parte di campionato discreta, il Vicenza inizia ad inanellare una serie di vittorie nel girone di ritorno, che porta la squadra al quinto posto in classifica. Sembra l'anno buono per il ritorno in serie A (anche se la società, forse per scaramanzia continua a parlare sempre e solo di salvezza). Come un copione visto troppe volte, il Vicenza entra in crisi e non vince più. Il momento più basso si tocca con la sconfitta per 4 a 0 in casa del Frosinone, ultimo in classifica; durissima la contestazione dei tifosi. La squadra viene mandata in ritiro: scesa a metà classifica e senza dover chiedere più niente al campionato, raggiunge la quota salvezza alla penultima giornata battendo e condannando alla retrocessione matematica la Triestina per 1 a 0. A fine campionato arriva la rescissione del contratto con l'allenatore Rolando Maran. Il 13 giugno 2011 viene ingaggiato come allenatore Silvio Baldini, ex dell'Empoli, con un contratto annuale.
Tra ripescaggi e retrocessioni[modifica]
La successiva stagione si apre in maniera pessima per i biancorossi. In 8 partite la squadra collezione 5 sconfitte e 3 pareggi e si ritrova penultima in classifica (l'Ascoli, ultimo, sconta però 7 punti di penalizzazione). La sera del 4 ottobre 2011, dopo la sconfitta in casa per 2 a 0 contro il Varese, la società esonera mister Baldini e, dopo due giorni, chiama a guidare la squadra Luigi Cagni. Cagni inizia subito bene con il pareggio 1 a 1 con il Grosseto (partita che si gioca 3 giorni dopo il suo arrivo) e con la prima vittoria stagionale in occasione del derby con l'Hellas Verona, vinto per 2 a 1. La squadra inanella un successo dopo l'altro ma, alla ripresa dopo le sosta natalizia, vi è un nuovo vistoso calo di rendimento. È sempre dopo la partita di ritorno contro il Varese (persa stavolta per 3 a 0) che la società decide di esonerare anche Luigi Cagni e di affidare la squadra all'allenatore della primavera del Vicenza, Massimo Beghetto, il quale non parte assolutamente bene con la doppia sconfitta prima con il Grosseto per 1 a 0 (partita nella quale si sono festeggiati i 110 anni della nascita del club) e poi nel derby con il Verona per 2 a 0. Il 18 aprile 2012 tramite il sito ufficiale della Lega Serie B si annuncia l'abbandono della guida della società da parte di Sergio Cassingena e l'arrivo alla presidenza di Massimo Masolo,[10] nonostante la proprietà sia ancora la medesima. Il 29 aprile il nuovo presidente decide, dopo una riunione di staff, di esonerare anche Beghetto a seguito della sconfitta interna per 1 a 0 contro la Nocerina a causa della quale la squadra si trova tra le possibili dirette retrocesse in serie C. Alla guida della squadra viene richiamato Luigi Cagni; si tratta del 3º esonero di un allenatore nell'arco della stessa stagione (prima Baldini, poi lo stesso Cagni, ora Massimo Beghetto e Manlio Zanini) cosa finora mai accaduta in casa biancorossa.
Al termine della stagione calcistica si piazza al diciannovesimo posto, garantendosi almeno il diritto a disputare i play-out per la permanenza in Serie B contro l'Empoli, diciottesimo. Dopo la gara di andata al Menti (tutto esaurito) finita con il punteggio di 0-0, al Castellani il Vicenza ha bisogno di una vittoria per evitare la retrocessione. La squadra veneta si porta sul 2-0 nella ripresa, ma subisce la rimonta dei padroni di casa, che pareggiano nel giro di due minuti. A tre minuti dalla fine Michele Paolucci, autore dei due gol vicentini, fallisce un calcio di rigore. Al quarto minuto di recupero l'Empoli, cui sarebbe bastatato anche un pareggio, segna il gol del 3-2: il Vicenza retrocede così sul campo in Lega Pro Prima Divisione. Ciò nonostante, in seguito allo scandalo del calcioscommesse denominato Scommessopoli che ha coinvolto il Lecce, il club berico viene reintegrato in serie B al posto della squadra pugliese, retrocessa d'ufficio in Prima Divisione.[11][12]
Il 7 gennaio 2013, in seguito ad alcune divergenze con il CdA del club (in primis la richiesta del presidente di esonerare il tecnico Roberto Breda) Massimo Masolo si dimette dalla carica di presidente, lasciandola vacante[13]. Alla ripresa dopo la sosta natalizia il Vicenza perde il delicato scontro con il Cesena e si ritrova terzultimo in classifica; il 27 gennaio la società esonera Breda e chiama alla guida della squadra Alessandro Dal Canto.
Il 18 maggio 2013, dopo dodici stagioni nella serie cadetta, i biancorossi retrocedono in Lega Pro all'ultima giornata a seguito del pareggio casalingo per 0-0 con la Reggina, risultato che non consente ai berici di raggiungere i play-out salvezza.
Cronistoria[modifica]
| Cronistoria del Vicenza Calcio | ||||
|---|---|---|---|---|
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Denominazioni[modifica]
- 1902 - 1908
Associazione del Calcio in Vicenza (ACIVI) - 1908 - 1928
Associazione del Calcio di Vicenza (ACVI) (unione ACIVI-Olympia, 4 dicembre 1908)[senza fonte] - 1928 - 1932
Associazione Calcio Vicenza - 1932 - 1945
Associazione Fascista Calcio Vicenza (La denominazione "Associazione Fascista Calcio Vicenza" fu imposta da Benito Mussolini come a molte altre squadre di calcio o discipline sportive, per pubblicizzare il suo partito.) - 1945 - 1953
Associazione Calcio Vicenza - 1953 - 1967
Associazione Calcio Lanerossi Vicenza - 1967 - 1990
Società Sportiva Lanerossi Vicenza S.p.A. - 1990 - attuale
Vicenza Calcio S.p.A. 1902
Colori e simboli[modifica]
I colori del Vicenza sono il bianco e il rosso, gli stessi colori della città. La divisa utilizzata nelle partite casalinghe del Vicenza è costituita da una maglia a strisce verticali bianche e rosse "palata", pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi con una banda rossa. Nel corso della storia del club la divisa ha subito varie modifiche. Inizialmente era sostanzialmente una camicia a righe verticali, fine (circa 37 strisce), biancorosse e calzettoni rossi. Tra gli anni venti e trenta oltre alla maglia a strisce verticali "palata" bianco e rosse usa la maglia bianca con un'unica fascia rossa orizzontale al centro "con fascia" o al contrario rossa con fascia centrale orizzontale bianca e pantaloncini rossi, la banda verrà eliminata nel decennio successivo lasciando la maglia completamente bianca "piena". Alla ripresa nel dopoguerra usa spesso le strisce verticali bianche e rosse ma di larghezza più grande rispetto a quelle di inizio secolo (5 strisce). Nell'annata 1963-64 e 1966-67 usa una maglia a strisce verticali, fine (21 strisce) bianco e rosse. Inoltre nell'annata 1966-67 usa anche una maglia bianca "con banda" rossa. Dagli anni settanta anche le strisce tornano alla larghezza standard (7 strisce). Dalla fine degli anni settanta, inoltre, la Lanerossi cominciò fornire come seconde e terze maglie modelli con colori sgargianti, verde, azzurro, blu, giallo, nessun disegno, nessun stile, solo la classica R di Lanerossi affissa al petto.
Stemma[modifica]
Il simbolo adottato dalla società è composto da una "V" bianca e rossa, sormontata dalla scritta VICENZA CALCIO 1902. La croce sulla parte sinistra della "V" richiama la croce presente sullo stemma della città di Vicenza. Questo stemma è stato realizzato dall'artista vicentino Antonio Vedù. Lo stemma attuale è in uso dal 1990.
Inizialmente, dal 1902 al 1952 il club utilizzò come simbolo un rifacimento dello stemma della città di Vicenza. Si trattava di scudetto unito alla dicitura A.C. VICENZA 1902, che nella parte inferiore era diviso a metà, con una parte composta da una croce bianca su sfondo rosso (il simbolo della città) e l'altra parte a righe biancorosse.
Nel 1953 debuttò invece l'ovale con la scritta LANEROSSI A.C. VICENZA, con la celebre "R" annodata posta su uno sfondo a righe bianco-rosso. La "R" ricomparve nella stagione 2001-02 per il centenario della società, ed è tornata stabilmente sulle maglie del Vicenza dalla stagione 2006-07.
-
Stemma usato durante la proprietà LaneRossi (dal 1953 al 1990). La "R" del Lanerossi Vicenza è tornata stabilmente sulle maglie dalla stagione 2006-07.
-
L'attuale stemma del Vicenza, in uso dal 1990.
Inno[modifica]
Numerosi sono gli inni della Vicenza. Ecco alcuni di essi:
- Inno biancorosso, inno ufficiale, principale e storico. È il più antico e risale ai primi anni sessanta. Venne realizzato su richiesta della proprietà del Lanerossi che, dopo essere stata la prima azienda italiana ad acquistare una squadra di calcio di Serie A, voleva lasciare un ulteriore segno nella storia calcistica vicentina. Questo inno si canta tuttora allo stadio (seppur con alcuni goliardici adattamenti operati dai tifosi);
- Grande Vicenza 1902-1992 90 anni, inno ufficiale composto nel 1992 in occasione dei 90 anni di storia compiuti dal Vicenza;
- Cuore biancorosso, inno ufficiale inciso a scopi benefici cantato nel 1997 dall'allenatore Francesco Guidolin e dai calciatori biancorossi, per celebrare la vittoria della Coppa Italia 1996-1997;
- Forza Vicenza avanti Vicenza forza Vicenza campione Vicenza, inno ufficiale composto negli anni odierni dall' argentino tifoso biancorosso Miguel Angel Regalado;
- Forza Vicenza cuore biancorosso, inno ufficiale composto dal deejay Manuel Negrin nel 2012. Il titolo è stato scelto tramite un sondaggio sul sito ufficiale del Vicenza Calcio. Viene fatto ascoltare durante l'entrata in campo dei calciatori biancorossi allo Stadio Romeo Menti di Vicenza.
Mascotte[modifica]
Il Vicenza Calcio ha una propria mascotte ufficiale: Gatton Gattoni. La sua storia parte nel campionato di serie B 1994-1995 quando un'agenzia pubblicitaria vicentina decise di creare un'immagine da associare alla squadra di calcio: si pensò di scegliere un personaggio fumettistico che sapesse riassumere un'immagine rappresentativa per i vicentini insieme a fiducia e sostegno per i colori biancorossi.
Venne scelto un gatto personificato in un giocatore con tanto di maglietta del Vicenza. A fine campionato il Vicenza venne promosso in Serie A e per questo Gatton Gattoni divenne subito il portafortuna della squadra e dei tifosi. Se inizialmente l'agenzia scelse di dare alla mascotte una veste esclusivamente cartacea (appariva sul giornale della squadra e sui volantini dei tifosi) e cartellonistica, si arrivò infine alla realizzazione di una mascotte alta due metri e mezzo che a ogni partita intratteneva gli spettatori passeggiando per il campo da gioco; poco tempo dopo in ogni iniziativa del Vicenza Calcio si richiedeva la presenza della mascotte ufficiale. La "passeggiata" del pupazzo continua ancora adesso prima di ogni partita disputata al "Menti".
Gatton Gattoni oggi è anche una linea dei prodotti di merchandising del Vicenza Calcio. La sua popolarità nel mondo del calcio è ormai nazionale oltre a essere stato il primo esempio di mascotte ufficiale di una società di serie A.
Strutture[modifica]
Stadio[modifica]
| Per approfondire, vedi Stadio Romeo Menti. |
La squadra gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Romeo Menti, da sempre di proprietà comunale.
Lo stadio fu costruito nel 1935 e chiamato Campo Sportivo del Littorio, in linea con le influenze fasciste dell'epoca. Inaugurato in occasione della festa patronale dell'8 settembre con la partita tra Vicenza e gli ungheresi del Saroksar (squadra di Budapest), venne danneggiato dai bombardamenti, ristrutturato in pochi mesi (con l'eliminazione della pista di atletica) e ridenominato, nel 1946 in Comunale.
Dopo la tragedia di Superga in cui perse la vita il calciatore vicentino Romeo Menti il comune decise, nel 1949, di dedicare l'impianto sportivo a lui.
Ha subito diverse ristrutturazioni ed adeguamenti nel corso degli anni. È un tipico stadio "all'inglese", con tribune e gradinate molto vicine al campo.
Centro di allenamento[modifica]
Dal 2006 la società dispone di un moderno Centro Tecnico, situato ad Isola Vicentina. La struttura si sviluppa su un'area complessiva di 65.000 m² e si divide in due unità simmetriche, una riservata alla Prima Squadra con spogliatoi, magazzino, sale mediche, palestra e annessi uffici dirigenziali, sale riunioni e una sala conferenze, ed una dedicata al Settore Giovanile con i medesimi servizi, oltre ad una grande palestra regolamentare per il lavoro all'interno e i maggiori eventi. All'esterno la superficie si struttura in 5 campi per gli allenamenti, di cui 4 in erba e uno ulteriore in terra battuta.
Dopo la prematura scomparsa, la società ha deciso di intitolare il Centro Tecnico a Piermario Morosini.[14]
Società[modifica]
Organigramma societario[modifica]
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Sponsor[modifica]
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La Nobile Provinciale[modifica]
| Per approfondire, vedi Nobile Provinciale. |
Il 25 aprile 2012 prende il via l'iniziativa della società cooperativa Nobile Provinciale, con l'intento di creare un azionariato popolare per acquistare il Vicenza Calcio. Il nome deriva dall'appellativo che era stato coniato ai tempi del Lanerossi per identificare la squadra vicentina, capace di tener testa alle grandi squadre del calcio italiano. La Nobile Provinciale è patrocinata dal Comune e dalla provincia di Vicenza.
Allenatori e Presidenti[modifica]
Di seguito sono elencati gli allenatori dalla fondazione della società ad oggi (in base alle stagioni) mentre i presidenti sono ordinati in base agli anni di mandato.
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Giocatori[modifica]
| Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Vicenza Calcio. |
Vincitori di titoli[modifica]
Campioni d'Europa Under-21
Il Vicenza Calcio e le nazionali di calcio[modifica]
Il Vicenza Calcio e la Nazionale[modifica]
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Data | Partita debutto | Risultato | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|---|---|
| Mario David | 23 marzo 1958 | 3 - 2 | 1 | 0 | |
| Giorgio Puia | 11 novembre 1962 | 1 - 2 | 2 | 0 | |
| Paolo Rossi | 21 dicembre 1977 | 0 - 1 | 14 | 7 | |
| Giampiero Maini | 4 agosto 1997 | 0 - 2 | 1 | 0 |
Il Vicenza Calcio e l'Under-23[modifica]
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale under 23; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Data | Partita debutto | Risultato | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|---|---|
| Alessandro Iannuzzi | 19 giugno 1997 | 4 - 0 | 1 | 1 |
Il Vicenza Calcio e l'Under-21[modifica]
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale under 21; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Data | Partita debutto | Risultato | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|---|---|
| Nevio Scala | 1º novembre 1969 | 2 - 1 | 1 | 0 | |
| Oscar Damiani | 19 novembre 1969 | 2 - 0 | 3 | 0 | |
| Andrea Cisco | 6 dicembre 1970 | 2 - 0 | 1 | 0 | |
| Paolo Rossi | 16 novembre 1976 | 4 - 0 | 10 | 5 | |
| Massimo Briaschi | 20 settembre 1978 | 0 - 1 | 3 | 0 | |
| Francesco Cozza | 22 febbraio 1995 | 1 - 0 | 1 | 0 | |
| Alessandro Pistone | 5 ottobre 1995 | 2 - 2 | 1 | 0 | |
| Luigi Sartor | 3 ottobre 1996 | 0 - 1 | 6 | 0 | |
| Massimo Ambrosini | 10 settembre 1997 | 2 - 0 | 4 | 0 | |
| Francesco Coco | 10 settembre 1997 | 2 - 0 | 1 | 0 | |
| Roberto Baronio | 25 marzo 1998 | 0 - 1 | 1 | 1 | |
| Fabio Firmani | 25 marzo 1998 | 0 - 1 | 7 | 1 | |
| Gianni Comandini | 8 settembre 1999 | 3 - 1 | 8 | 2 | |
| Gennaro Scarlato | 31 marzo 1999 | 4 - 1 | 3 | 1 | |
| Christian Maggio | 20 agosto 2002 | 0 - 2 | 2 | 0 | |
| Davide Biondini | 11 maggio 2004 | 3 - 1 | 2 | 0 | |
| Simone Padoin | 15 agosto 2006 | 0 - 0 | 7 | 0 | |
| Gabriele Paonessa | 12 dicembre 2006 | 2 - 0 | 2 | 1 | |
| Piermario Morosini | 21 agosto 2007 | 2 - 1 | 16 | 0 | |
| Davide Bottone | 18 novembre 2008 | 1 - 0 | 2 | 0 | |
| Davide Brivio | 12 agosto 2009 | 3 - 2 | 2 | 0 | |
| Francesco Signori | 12 agosto 2009 | 3 - 2 | 1 | 0 | |
| Gianvito Misuraca | 17 novembre 2010 | 2 - 1 | 4[15] | 0 |
Il Vicenza Calcio e la Nazionale olimpica[modifica]
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale olimpica; l'Olimpiade e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Olimpiade | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|
| Massimo Briaschi | Olimpiadi di Mosca 1980 | 1 | 0 |
| Luigi Sartor | Olimpiadi di Atlanta 1996 | 1 | 0 |
Stranieri del Vicenza[modifica]
Di seguito i giocatori stranieri che hanno giocato almeno una partita ufficiale (in grassetto quelli attualmente in rosa).
| # | Nazionalità | Giocatori |
|---|---|---|
| 11 | José Carlos Alemão, Chinesinho, José da Silva, Fabiano, Jeda, Marco Aurélio, Américo Murolo, Diego Santos Oliveira, Bruno Siciliano, Angelo B. Sormani, Luís Vinício | |
| 7 | Salvador Gualtieri, Nicolas Gorobsov, Gerardo Grighini, Francisco Lojacono, Julián Magallanes, Santiago Vernazza, Walter Zunino | |
| 7 | Alain Baclet, Antoine Bonifaci, Alexis Carra, Ousmane Dabo, Dominique Malonga, Julien Rantier, Prince-Désir Gouano | |
| 6 | Egri Erbstein, István Horwart, Otto Krappan, Zsolt Laczkó, Ignác Molnár, Wilmas Wilhelm | |
| 5 | Dražen Brnčić, Stjepan Tomas, Goran Tomić, Dalibor Višković, Saša Bjelanović | |
| 5 | Ricardo Canals, Héctor Demarco, Roberto Leopardi, Gustavo Méndez, Marcelo Otero | |
| 3 | Ricardo Esteves, Vasco Faísca, Jorge Humberto Raggi | |
| 3 | Vlada Avramov, Dražen Bolić, Almir Gegić | |
| 2 | Sadicki Abubakari, Amidu Salifu | |
| 2 | Tony Marchi, Meachan | |
| 2 | Oussama Essabr, Rachid Arma | |
| 2 | Julio Valentín González, Ronald Huth | |
| 2 | Luis Helguera, Nicolás Bremec | |
| 2 | Jan Aronsson, Joachim Björklund | |
| 2 | Patrick Bettoni, Marco Padalino | |
| 1 | Paul Okon | |
| 1 | Marco Ingrao | |
| 1 | Valeri Bojinov | |
| 1 | Pierre Womé | |
| 1 | Marc Nygaard | |
| 1 | Evangelos Nastos | |
| 1 | Borivoje Kostić | |
| 1 | Ivan Fatić | |
| 1 | Piet Kruiver | |
| 1 | Błażej Augustyn | |
| 1 | Norberto Höfling | |
| 1 | Claudio Maiani | |
| 1 | Youssou Lo | |
| 1 | Milan Milanović | |
| 1 | Mohamed Kallon | |
| 1 | Armando Frigo | |
| 1 | Mohamed Kader | |
| 1 | Ilyos Zeytullayev |
Maglie ritirate[modifica]
| Giocatore | Numero di maglia | Periodo | Motivazione |
|---|---|---|---|
| Piermario Morosini | 25 | 2007-2009, 2011 | a seguito del prematuro decesso[16][17] |
Palmarès[modifica]
Statistiche e record[modifica]
Andamento[modifica]
Partecipazione ai campionati[modifica]
| Livello | Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione | Totale partecipazioni |
|---|---|---|---|---|---|
1º |
Prima Categoria | 7 | 1910-1911 | 1920-1921 | 37 |
| Serie A | 30 | 1942-1943 | 2000-2001 | ||
2º |
Seconda Divisione | 3 | 1922-1923 | 1925-1926 | 35 |
| Serie B | 32 | 1933-1934 | 2012-2013 | ||
3º |
Terza Divisione | 3 | 1926-1927 | 1928-1929 | 22 |
| Serie C1 | 18 | 1935-1936 | 1992-1993 | ||
| Lega Pro Prima Divisione | 1 | 2013-2014 | |||
4º |
Seconda Divisione | 1 | 1929-1930 | 1 | |
In 97 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale l'11 giugno 1911, compresi 6 tornei di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 3 tornei di Seconda Divisione (B), e 3 tornei del Direttorio Inferiore Nord di terzo livello (C) e 1 di quarto livello (D). Sono escluse dal computo le 4 annate in cui il Vicenza disputò unicamente campionati regionali, e che vengono qui sotto elencate.
Campionati regionali[modifica]
- 3 campionati di Prima Categoria del Comitato Regionale Veneto (1911-1912, 1919-1920, 1920-1921)
- Validi come fase preliminare al campionato di Prima Categoria nazionale
- 1 campionato di Terza Divisione del Comitato Regionale Veneto (1923-1924)
- Massimo livello regionale dell'epoca, sottostante la Seconda Divisione nazionale
Partecipazioni alle coppe europee[modifica]
- Coppa UEFA 1978-1979
| Per approfondire, vedi Coppa UEFA 1978-1979. |
Primo turno: Lanerossi Vicenza
-
Dukla Praga
Il Vicenza, alla prima esperienza europea, non è testa di serie e pesca un sorteggio non certo facile: il Dukla Praga. Dopo sei minuti il Vicenza è già sotto di un gol, ma la serata di grazia di Ernesto Galli evita un passivo maggiore. Paolo Rossi è messo ko da Macela: pur terminando l'incontro dovrà saltare il match di ritorno per una distorsione al ginocchio. All'arrivo in aeroporto di Praga, Luciano Marangon, con l'intento di scherzare un po', apre una porta con scritto "Vietato entrare" ed è fermato dalla polizia e portato in commissariato. Solo l'intervento del presidentissimo Farina evita conseguenze più gravi.
Nella gara di ritorno al Menti, giocata sotto una pioggia insistente, è il giovane Massimo Briaschi a riportare il doppio confronto in parità. Dopo una traversa di Guidetti nel primo tempo, il Vicenza subisce il gol dai cecoslovacchi da una punizione dalla distanza deviata da Rosselli. Guidetti guadagna un rigore, ma lascia l'incarico a Callioni che sbaglia: finisce così la prima avventura in Europa del Vicenza.
| 1 0 |
Nehoda |
Stromšik; Barmoš, Fiala, Macela, Samek; Vízek, Pelc, Štambachr, Rott; Nehoda, Gajdůsek Galli; Callioni, Marangon, Prestanti, Stefanello; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Rossi P. |
|
| 1 1 |
Briaschi M. Gajdůsek |
Galli; Callioni, Marangon (Mocellin), Prestanti, Miani; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Briaschi M. (Zanone) Stromšik; Barmoš, Fiala, Macela, Samek; Vízek (Bilský), Pelc, Štambachr, Rott; Nehoda, Gajdůsek |
- Coppa delle Coppe 1997-1998
| Per approfondire, vedi Coppa delle Coppe 1997-1998. |
Primo turno: Vicenza
-
Legia Varsavia
La seconda avventura europea del Vicenza inizia a Varsavia, in Polonia, contro il Legia. L'emozione del debutto dura solo 10 minuti quando Luiso incorna il primo gol su assist di Di Napoli; i polacchi reagiscono e cercano il pari dapprima con Sokołowski poi con Kacprzak, ma vengono beffati da Ambrosetti, che di destro infila a fil di montante il portiere polacco in uscita. Nella ripresa i biancorossi amministrano il doppio vantaggio, anche se in contropiedie Ambrosetti, Beghetto e Luiso hanno ancora la possibilità di chiudere l'incontro.
Nel primo tempo, forte del risultato dell'andata, gli uomini di Guidolin tengono in pugno la gara, sfiorando il gol a più riprese. Ad inizio ripresa, il Legia passa in vantaggio con Kacprzak, e tenta di ribaltare la qualificazione con le ripetute incursioni di Karwan e Sokołowski. Il Vicenza però replica colpo su colpo con Zauli e Beghetto, ed infine è proprio Zauli a rimediare il risultato, all'87'.
| 2 0 |
Luiso, Ambrosetti |
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Di Napoli Szamotulski; Skrzypek (Kupiec), Zieliński, Bednarz; Czykier, Czereszewski, Magiera (Włodarczyk), Solnica (Sazonowicz), Kacprzak; Zeigbo, Sokołowski |
|
| 1 1 |
Kacprzak Zauli |
Szamotulski; Kupiec (Solnica), Zieliński, Bednarz; Czereszewski, Magiera, Czykier, Sokołowski, Kacprzak; Karwan, Staniek Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Beghetto; Mendez (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Ambrosini); Luiso, Di Napoli (Zauli) |
Secondo turno: Vicenza
-
Šakhtar Donec'k
Il secondo turno vede impegnata la squadra berica con lo Šakhtar Donec'k, seconda forza del campionato ucraino. Sotto il diluvio, dopo nemmeno un minuto (39 secondi per l'esattezza) Luiso sfruttando un rimpallo favorevole porta in vantaggio i biancorossi. Gli ucraini subiscono il colpo, e la squadra di Guidolin potrebbe raddoppiare, dapprima con Viviani che però trova il piede del portiere, poi con Schenardi con un gran tiro da 40 metri, e infine con Luiso che da due passi spara alto. Il 2-0 arriva solo nella ripresa con Beghetto che in contropiede non fallisce il rasoterra. Al 62' gli uomini allenati da Yaremvhenko accorciano con Zubov che, dentro l'area, segna da destra con un potente diagonale. Lo Šakhtar sfrutta il momento favorevole e va vicino al pareggio in un paio di occasioni, ma si scopre e al 93' ancora Luiso, sfruttando un errore della difesa avversaria, chiude il risultato sul punteggio di 1-3.
Il ritorno, nuovamente sotto la pioggia, è inizialmente equilibrato con tentativi di Orbu e Viviani, poi in un minuto, al 16', gli ucraini hanno tre buone occasioni, ma Brivio respinge. Scampato il pericolo, al 24', il Vicenza passa con Luiso, di testa, ben servito da Ambrosetti. Il primo tempo si chiude con un palo di Kriventsov. Nella ripresa i biancorossi attaccano senza convinzione e subiscono al 59' la rete di Atelkin, che pare riaprire le sorti della partita, ma al 70' Viviani approfitta di una corta respinta del portiere per infilare a porta vuota.
| 1 3 |
Zubov Luiso (2), Beghetto |
Šutkov; Zhabchenko, Koval, Leonov, Babij (Yaksmanitski); Zubov, Kovalyov, Kriventsov, Seleznov (Shelgev), Orbu; Potskhveria Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Beghetto, Ambrosini; Luiso |
|
| 2 1 |
Luiso, Viviani Atelkin |
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosini, Ambrosetti (Mendez); Luiso (Di Napoli) Šutkov; Leonov; Starostiak, Koval (Yaksmanitski), Zhabchenko (Potskhbrtia); Zubov, Kovalyov, Kriventsov (Spivak), Seleznov, Orbu; Atelkin |
Quarti di finale: Vicenza
-
Roda J.C.
Nei quarti il Vicenza incontra il Roda, formazione di Kerkrade e di seconda fascia nella Eredivisie olandese. Nel primo tempo l'uomo partita è Schenardi che scodella due cross in area su cui si avventano dapprima Luiso al 17', e poi Belotti dieci minuti dopo; il primo tempo si conclude con il tris di Luiso al 40', su assist di Zauli. La ripresa diventa così una formalità, con il primo gol, all'esordio in Coppa di Otero che raccoglie al 76' una respinta del portiere olandese su tiro del solito Zauli, e per il gol della bandiera di Peeters.
Il ritorno al Menti si trasforma in un'altra goleada. Inizia subito Luiso al 4' quando su lancio di Ambrosetti anticipa un difensore e il portiere con un preciso rasoterra. Il secondo gol viene firmato dal giovane Firmani al 24' con un imparabile destro al volo dal limite dell'area. Al 38' è la volta di Méndez, che con una plastica rovesciata insacca un pallone rimasto in area dopo l'ennesimo pasticcio degli ospiti su incursione di Zauli. Prima dell'intervallo la squadra olandese subisce il poker a opera di Ambrosetti con un preciso diagonale su lancio di Méndez. La ripresa, superflua visto i risultati, è subito chiusa con la cinquina di Zauli che appoggia in rete una ribattuta del portiere su tiro di Ambrosini.
| 1 4 |
Peeters Luiso (2), Belotti, Otero |
Delwaerte; Senden, Vrede, Valgaeren (Hart); Van Haaren (Mores), Kukiełka, Van der Luer, Zafarin; Tchoutang, Van Houdt, Lawal (Peeters) Brivio; Mendez, Belotti, Viviani, Stovini; Schenardi (Firmani), Di Carlo (Baronio), Ambrosini; Zauli; Luiso, Otero |
|
| 5 0 |
Luiso, Firmani, Mendez, Ambrosetti, Zauli |
Brivio; Stovini, Viviani, Dicara (Canals), Coco; Mendez (Baronio), Firmani, Ambrosini, Ambrosetti (Beghetto); Luiso Zauli Kassmanne; Hart (Zafarin), Vrede, Senden, Van Haaren; Van der Luer, Valgaeren, Kukiełka (Obdam), Lawal; Van Houdt, Peeters (Plet) |
Il 2 aprile 1998 il Vicenza affronta il Chelsea allenato dal giocatore-allenatore, ex Juventus, Gianluca Vialli. La squadra inglese viene subito messa alle corde della compagine berica, e al 16' passa in vantaggio con un gran colpo di Zauli che beffa due difensori e supera il portiere con un diagonale di sinistro; la squadra londinese gioca il resto del primo tempo in modo prevedibile, ma al rientro dagli spogliatoi appare più determinata, mettendo in affanno i biancorossi sfiorando il pareggio con Vialli e Zola. Tuttavia dopo una serie di cambi in difesa, il Chelsea progressivamente si spegne.
Il ritorno allo Stamford Bridge appare subito in discesa grazie al gol di Luiso al 32'. Tuttavia gli inglesi pareggiano subito con l'uruguaiano Poyet che riprende una respinta corta di Brivio su tiro di Zola. Sul finire del primo tempo viene erroneamente annullato per fuorigioco un gol regolare di Luiso su cross dalla sinistra di Zauli: la prima frazione si chiude perciò sull'1-1. Ad inizio ripresa però, Vialli, sfruttando le debolezze sulla fascia sinistra berica, scodella al centro un cross che Zola ribadisce in rete di testa. Mister Guidolin corre ai ripari, ma ormai il Chelsea è scatenato e su un lungo rilancio del portiere olandese De Goey, Mark Hughes, grazie anche a una fatale distrazione di Dicara segna il terzo decisivo gol che elimina la squadra vicentina, e che spalanca agli inglesi la finale (poi vinta contro lo Stoccarda).
| 1 0 |
Zauli |
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Viviani; Schenardi (Stovini), Di Carlo Ambrosini Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Zauli (Firmani) De Goey; Clarke, Leboeuf, Duberry, Le Saux; Petrescu (Flo), Wise, Di Matteo, Newton, Zola (Morris); Vialli |
|
| 3 1 |
Poyet, Zola, Hughes M. Luiso |
De Goey; Clarke, Duberry, Leboeuf, Le Saux; Morris (Hughes M.), Wise, Newton (Charvet), Poyet; Vialli, Zola (Myers) Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Viviani (Stovini); Schenardi (Otero), Di Carlo (Di Napoli), Ambrosini, Ambrosetti; Luiso, Zauli |
Statistiche[modifica]
| Competizione | Giocate | Vinte | Pareggiate | Perse | Gol fatti | Gol subiti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Coppa UEFA | 2 | 0 | 1 | 1 | 1 | 2 |
| Coppa delle Coppe | 8 | 6 | 1 | 1 | 19 | 7 |
Statistiche di squadra[modifica]
I record[modifica]
|
|
Statistiche individuali[modifica]
Calciatori[modifica]
Capocannonieri[modifica]
In campionato[modifica]
Enrico Motta, capocannoniere serie B stagione 1954-55, 14 gol
Luís Vinício, capocannoniere serie A stagione 1965-66, 25 gol
Paolo Rossi, capocannoniere serie B stagione 1976-77, 21 gol
Paolo Rossi, capocannoniere serie A stagione 1977-78, 24 gol
Toto Rondon, capocannoniere serie C1 stagione 1983-84, 24 gol
Fausto Pizzi, capocannoniere serie C1 stagione 1988-89, 16 gol
Pasquale Luiso, capocannoniere della Coppa delle Coppe 1997-1998, 8 gol
In Europa[modifica]
| Goleador in Europa | |
|---|---|
| 8 | |
| 3 | |
| 2 | |
Sono considerate nella classifica tutte le partite di campionato disputate dal Vicenza dal 1911 ad oggi, comprese quelle del campionato di guerra 1944. Non sono conteggiate le partite contro squadre poi squalificate o comunque eliminate dalla classifica finale del campionato (da ciò deriva la discrepanza con altre fonti): si è seguito questo criterio sull'esempio del caso dell'Arezzo nel campionato 1992-93, tenendolo valido anche per il passato.
Con più presenze[modifica]
In grassetto gli eventuali giocatori in attività e nella rosa del Vicenza (i dati vengono aggiornati durante la stagione 2012-2013)
| Presenze in campionato | |
|---|---|
| 317 | |
| 314 | |
| 311 | |
| 285 | |
| 268 | |
| 255 | |
| 251[20] | |
| 249 | |
| 248 | |
| 247 | |
| 246 | |
| 243 | |
| 240 | |
| 234 | |
| 220 | |
| 219 | |
| 208 | |
| 202 | |
| 200 | |
| Goleador in campionato | |
|---|---|
| 121 | |
| 107 | |
| 102 | |
| 74 | |
| 69 | |
| 60 | |
| 59 | |
| 59 | |
| 51 | |
| 46 | |
| 46 | |
| 44 | |
| 43 | |
| Presenze in Europa | |
|---|---|
| 8 | |
| 8 | |
| 8 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
Allenatori[modifica]
| Allenatore | Periodo | Partite | Vinte | Pareggi | Perse |
|---|---|---|---|---|---|
| 1969-71 e 1973-75 | 149 | 38 | 53 | 58 | |
| 1979-80 e 1991-94 | 142 | 47 | 68 | 27 | |
| 1994-98 | 140 | 51 | 47 | 42 | |
| 2006-09 | 119 | 33 | 41 | 45 | |
| 1962-65 e 1975-76 | 118 | 41 | 36 | 41 | |
| 1984-86 | 106 | 47 | 44 | 15 | |
| 1976-79 | 98 | 37 | 40 | 21 |
Sono considerate nella classifica tutte le partite di campionato disputate dal Vicenza dal 1911 ad oggi, comprese quelle del campionato di guerra 1944. Non sono conteggiate le partite contro squadre poi squalificate o comunque eliminate dalla classifica finale del campionato (da ciò deriva la discrepanza con altre fonti): si è seguito questo criterio sull'esempio del caso dell'Arezzo nel campionato 1992-93, tenendolo valido anche per il passato.
Tifoseria[modifica]
Il Vicenza Calcio ha numerosi tifosi sia in Italia che all'estero. Nel novembre del 1975 nascono i primi 2 gruppi di tifoseria organizzata a Vicenza: Ultras e I Marines.
Gruppi ultras[modifica]
- Vigilantes: nati nel 1978, gruppo principale e storico della Curva Sud. Si sciolgono il 1º settembre 2012.[21] Il simbolo dei Vigilantes fu una testa incappucciata, detto boia con due mannaie incrociate sullo sfondo. Risiedevano in Curva Sud.
- Fabio Group: fondato il 2 settembre 1990, giorno della morte di Fabio Cucco, a lui verrà intitolato il gruppo Fabio Group Ultrà Vicenza 02-09-90. Fino alla stagione 1997-98 risiedevano in Curva Sud; dalla stagione 1998-99 si stabilirono in Curva Nord assieme ai Kapovolti. Sciolti nel 2004 assieme ai Kapovolti.
- Caneva Berica: fondato nel 1990. Sciolto nel 2011. Risiedevano in Curva Sud.
- Kapovolti: nati nel 1993. Fino alla stagione 1997-98 risiedevano in Curva Sud; dalla stagione 1998-99 si stabilirono in Curva Nord assieme al Fabio Group. Sciolti nel 2004 assieme al Fabio Group.
- Vecchia Guardia: gruppo con un personaggio che beve birra. Risiedevano in Curva Sud.
- Ultras: nati nel 1975, fu il primo gruppo di tifo organizzato a Vicenza assieme a I Marines. Risiedevano in Curva Sud.
- I Marines: nati nel 1975, fu il primo gruppo di tifo organizzato a Vicenza assieme al gruppo Ultras. Risiedevano in Curva Sud.
- Commandos: nati nel 1976, risiedevano in Curva Sud.
- Kamikaze: nati nel 1976, risiedevano in Curva Sud.
- Red White Panthers: nati il 3 settembre 1978. Il simbolo era la testa di una pantera nera che mostra i denti. Risiedevano in Curva Sud.
- Collettivo: risiedevano in Curva Sud.
- Boys: gruppo di estrema sinistra con immagine raffigurante Che Guevara. Risiedevano in Curva Sud.
- Brigata Belfast: gruppo di estrema sinistra con immagine raffigurante Che Guevara. Risiedevano in Curva Sud.
- Plotone: risiedevano in Curva Sud.
- Ragazze Panthers: risiedevano in Curva Sud.
- Ragazze Biancorosse: risiedevano in Curva Sud.
- Red White Girls: risiedevano in Curva Sud.
- Rebel Girls: risiedevano in Curva Sud.
- Nukleo: risiedevano in Curva Sud.
- Hells Boys: risiedevano in Curva Sud.
- Burx: risiedevano in Curva Sud.
- Sconvolts: risiedevano in Curva Sud.
- Vicenza Superstar: risiedevano in Curva Sud.
- Club Gioventù Biancorossa: risiedevano in Curva Sud.
- Wild Cats: risiedevano in Curva Sud.
- Bronx Biancorosso: risiedevano in Curva Sud.
- Gatti Randagi: nati nel 1989, gruppo con immagine un gatto.
- Euforia Biancorossa: nati nel 1989.
- Fossa Berica: risiedevano in Curva Sud.
- Tartan Army: risiedevano in Curva Sud.
- Berici Alcoolici: fondato nel 1990, gruppo con un personaggio che beve birra. Risiedevano in Curva Sud.
- Busa Dei Gati: nati nel 1992, gruppo con immagine un gatto. Risiedevano in Curva Sud.
- Skorretti: nati nel 1992, risiedevano in Curva Sud.
- Pessimi Elementi: nati nel 1994, risiedevano in Curva Sud.
- Tega Berica: risiedevano in Curva Sud.
Gemellaggi, amicizie, ex gemellaggi e rivalità[modifica]
La tifoseria vicentina è gemellata[22] con Pescara, Ravenna, Cremonese, Como, Udinese e Reggiana; ed ha amicizie con Metz, Roda JC e Messina. Negli anni precedenti esistettero due gemellaggi rotti con Genoa (gemellaggio rotto dai genoani a causa del ripescaggio in serie B del Vicenza nel 2005 proprio ai danni del Genoa, coinvolto in illeciti sportivi) e Milan. Il 9 gennaio 1977 nasce il gemellaggio più antico della storia del calcio organizzato, con la tifoseria pescarese: sentito fortemente tuttora, tanto che spesso nella curva abruzzese si possono vedere sciarpe biancorosse e striscioni biancoazzurri al Menti.[23]
La rivalità più accesa è quella con l'Hellas Verona. Le altre principali rivalità storiche[22] sono con Triestina, Napoli, Fidelis Andria, Venezia, SPAL, Brescia, Atalanta, Juventus. Singolare è il rapporto con il Padova: non c'è alcun interesse di risentimento nei confronti dei biancoscudati, mentre esiste una sentita rivalità in direzione opposta
Organico[modifica]
Rosa[modifica]
| Per approfondire, vedi Vicenza Calcio 2012-2013. |
|
|
Rosa aggiornata al 31 gennaio 2013.
Staff tecnico[modifica]
|
Note[modifica]
- ^ Aronne Miola nell'intervista della videocassetta VICENZA CALCIO 1902 2002 - 100 ANNI BIANCOROSSI DELLA NOBILE PROVINCIALE
- ^ http://www.vicenzacalcio.com/societa/storia/1902-2004/item/1902-1919
- ^ Alberto Belloni, Guido Meneghetti, Luca Pozza, I cento anni della Nobile Provinciale - Edizioni Archimedia, Vicenza, 2002
- ^ Stefano Ferrio, Il secolo biancorosso - Cento anni di Vicenza Calcio - Società Editrice Athesis, S.Martino B.A. (Vr) in collaborazione con Il Giornale di Vicenza, 2002
- ^ a b c Sito ufficiale - Storia
- ^ a b Sito ufficiale - Storia
- ^ Sito ufficiale - Storia
- ^ Giovan Battista Fabbri nell'intervista della videocassetta VICENZA CALCIO 1902 2002 - 100 ANNI BIANCOROSSI DELLA NOBILE PROVINCIALE
- ^ Storie di calcio
- ^ legaserieb.it. Vicenza, Masolo presidente. 18 aprile 2012
- ^ Sentenze: Lecce escluso, in «Legaserieb.it», 10 agosto 2012.
- ^ VICENZA IN B E PARTE SUBITO, in «Legaserieb.it», 23 agosto 2012.
- ^ Vicenza, il presidente Masolo si dimette. biancorossi.net, 7 gennaio 2013
- ^ Alberta Mantovani, Il Vicenza intitola a Morosini il centro di Isola, in «ilgiornaledivicenza.it», 23 aprile 2012.
- ^ 5 (1) se si considera l'amichevole non ufficiale disputata il 19 gennaio 2011 contro la squadra svizzera del Bellinzona.
- ^ Ritirata la maglia 25 del giocatore Morosini
- ^ Morosini: Livorno e Vicenza ritirano la maglia numero 25. Il dolore dei compagni
- ^ Erik Garin, Dinant Abbink. (EN) Benelux Cup 1959-61. Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation, 20 giugno 2007. URL consultato in data 6 maggio 2013.
- ^ Terzo posto mantenuto, nonostante la revoca della promozione in Serie A da parte della CAF per illecito sportivo nell'ambito dello scandalo del Totonero-bis.
- ^ 253 se si contano i play-out della Serie B 2011-2012.
- ^ [1]
- ^ a b c d e f Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà? (in italiano), Zelig, 2005, p. 131.
- ^ Francesco Guiotto. L'amicizia tra i tifosi nacque nel 1977. Il Giornale di Vicenza, 31 maggio 2011. URL consultato in data 11 dicembre 2012.
- ^ a b c d [2]
Bibliografia[modifica]
- Alberto Belloni, Guido Meneghetti, Luca Pozza, I cento anni della Nobile Provinciale - Edizioni Archimedia, Vicenza, 2002
- Antonio Berto, La nobile provinciale - Vicenza, 1978
- Pino Dato, Storia del Vicenza - Dedalus
- Gian Battista Fabbri, Gibì una vita di bel calcio - Bacchilega Editore, Imola, 2006
- Stefano Ferrio, Il secolo biancorosso - Cento anni di Vicenza Calcio - Società Editrice Athesis, S.Martino B.A. (Vr), 2002
- Luca Ancetti, "Il sacco nero" - Casa editrice Inedita Veneta, Montecchio Maggiore (VI), 1999
Voci correlate[modifica]
- Lanerossi Vicenza
- Nobile Provinciale
- Real Vicenza
- Sponsorizzazioni nel calcio italiano
- Stadio Romeo Menti (Vicenza)
Altri progetti[modifica]
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