Vicenza Calcio

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Vicenza Calcio
Calcio Football pictogram.svg
VicenzaCalciostemma.png
Biancorossi
Lanerossi; Lane
La nobile provinciale
Berici
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px V Bianca e Rossa.png bianco-rossi
Simboli Gatto
V
"R" del Lanerossi
Inno Vicenza cuore biancorosso
Manuel Negrin
Dati societari
Città Vicenza
Paese Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Lega Pro Prima Divisione
Fondazione 1902
Proprietario Italia Famiglia Cassingena e soci (attraverso Finalfa s.n.c.)
Presidente Italia Tiziano Cunico
Allenatore Italia Giovanni Lopez
Stadio Romeo Menti
(12.300 posti)
Sito web www.vicenzacalcio.com/
Palmarès
Coccarda Coppa Italia.svg
Titoli nazionali 3 Campionati di Serie B
1 Campionato di Serie C
Trofei nazionali 1 Coppe Italia
1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

Il Vicenza Calcio – già Associazione del Calcio in Vicenza (spesso siglato ACIVI) dal 1902, e Lanerossi Vicenza dal 1953 al 1990 – è una società calcistica italiana con sede nella città di Vicenza. È la più antica squadra del Veneto[1][2][3], fondata ufficialmente il 9 marzo 1902 da un gruppo di vicentini guidati dall'allora preside del Liceo Lioy, Tito Buy, e dal professore di educazione fisica dello stesso liceo, Antonio Libero Scarpa.

È fra i club italiani che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A: 30 di cui 20 consecutivi fra il 1955 e il 1975; l'undici vicentino occupa il 16º posto nella Classifica perpetua della Serie A dal 1929, ed è stato inserito dall'International Federation of Football History & Statistics tra le 15 migliori formazioni italiane del XX secolo. Fra i più rilevanti piazzamenti della squadra ci sono due secondi posti in massima serie: la finalissima per il titolo del 1910-1911, e la piazza d'onore nella stagione 1977-1978; quest'ultimo, il miglior risultato assoluto di una neopromossa nella massima categoria italiana. Il Vicenza annovera nel suo palmarès, come apice, la Coppa Italia del 1996-1997. Nelle competizioni europee vanta invece come miglior risultato la semifinale di Coppa delle Coppe raggiunta nel 1997-1998. Infine, a livello giovanile i veneti si fregiano di due vittorie nel Torneo di Viareggio.

La squadra gioca le sue partite casalinghe allo stadio Romeo Menti; i colori sociali sono il bianco e il rosso. Tra i giocatori che hanno vestito la maglia biancorossa, il Vicenza ha lanciato nel mondo del calcio due campioni che hanno vinto il Pallone d'oro, Paolo Rossi e Roberto Baggio; ha inoltre avviato alla Serie A il campione del mondo Luca Toni.

Indice

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi anni[modifica | modifica sorgente]

Domenica 9 marzo 1902 inizia la storia calcistica del Vicenza, composta all'epoca da giocatori rigorosamente locali.

Il Vicenza Calcio, fondato nel 1902, è una delle più antiche società di calcio italiane. In particolare la formazione del primo consiglio direttivo avvenne il 9 marzo[4]. Il debutto del Vicenza in un incontro amichevole avvenne il 18 maggio 1903 nel campionato Provinciale per Scuole; in quel torneo, vinto proprio dalla formazione berica, il Vicenza affrontò il Cordellina, Baggio e Schio. Sin dalle sue radici più antiche; il gioco del calcio a Vicenza è sempre stato un fenomeno popolare. Come testimonia ad esempio l'editto in pietra in cui il podestà di Venezia vietava espressamente di praticarlo in quanto gli schiamazzi disturbavano la quiete del vicino convento di suore. Domenica 9 marzo 1902 nasce l'associazione calcio Vicenza sotto la guida del suo primo presidente, Prof. Tito Buy. Tempi romantici, entrati nel mito, dove lo spirito pioneristico e la passione dei protagonisti prevaleva su ogni altra considerazione extra sportiva. Composta da giocatori tutti rigorosamente locali e capitanata dalla sua prima bandiera il mitico Gino Vallesella conclude il suo primo decennio di vita sfiorando lo scudetto contro la Pro Vercelli.

Per quasi un decennio la squadra, denominata allora Associazione del Calcio in Vicenza, disputò solo tornei di carattere minore, senza mai partecipare al campionato nazionale, distinguendosi comunque e prevalendo sulle rivali in vari campionati regionali[4]. Nel 1909 partecipò al Campionato italiano di Prima Categoria, uno dei due tornei (l'altro era il federale, l'unico attualmente riconosciuto dalla FIGC) in cui era suddivisa all'epoca la massima serie dell'epoca: ammessa direttamente in semifinale in quanto unica compagine veneta iscritta, nelle due partite contro l'US Milanese dovette incassare ben 10 reti contro solo 1 segnata (1-2 a Vicenza e 0-8 a Milano), dimostrando di non essere ancora matura per il calcio nazionale.

Bologna-Vicenza (0-4) del 12 febbraio 1911, esordio assoluto dei biancorossi nel campionato italiano.

L'esordio ufficiale risale al campionato 1910-11: l'Acivi (come venne chiamato il Vicenza per i primi cinquant'anni, dall'acronimo della denominazione ufficiale) inaugurò il 12 febbraio 1911 il nuovo campo di Borgo Casale con una larga vittoria sul Bologna e a marzo terminò a punteggio pieno il girone Veneto-Emiliano, qualificandosi per la finalissima per il titolo. Tuttavia dovette soccombere, sia in trasferta che in casa, alla Pro Vercelli nei suoi anni d'oro[4].

Negli anni precedenti alla prima guerra mondiale prese parte in più occasioni alle finali nazionali dell'Italia settentrionale, che si disputavano in un girone fra le vincenti dei gruppi regionali. Il Vicenza incontrò così varie volte il Bologna, la Juventus, il Milan, l'Inter, affermandosi fra le migliori squadre italiane. Tuttavia a quegli anni risale un record negativo tuttora imbattuto: il 10 gennaio 1915, a Milano, i biancorossi incassarono addirittura 16 reti contro l'Inter. Riguardo a tale risultato qualcuno insinuò che i biancorossi avessero fatto baldoria la notte precedente la partita e fossero scesi in campo ancora "frastornati".

Il periodo nero[modifica | modifica sorgente]

Formazione del Vicenza nel 1913, durante la vittoriosa sfida (4-0) contro l'Hellas Verona.

A interrompere l'età dell'oro vicentina venne la prima guerra mondiale, che costrinse la società a chiudere i battenti e molti giocatori a partire per il fronte. Ancor oggi, una lapide all'interno dello stadio Romeo Menti, ricorda i caduti biancorossi di entrambi i conflitti mondiali.

Alla ripresa dei campionati, nel 1919-20, il Vicenza gareggiò nella Prima Categoria divisa in vari gironi regionali. Nel 1921-22 si aggregò allo scisma delle grandi squadre, andando a disputare il campionato della C.C.I.: terminò ultimo nel girone A e doveva retrocedere in Seconda Divisione. All'attuazione del Compromesso Colombo affrontò lo spareggio di qualificazione che perse contro il Derthona lasciando così la massima divisione nazionale. Addirittura l'anno successivo fu retrocesso nuovamente, in Terza Divisione Veneta, ma subito dopo tornò in Seconda.

Nella stagione 1924-25 il Vicenza vinse il girone eliminatorio di Seconda Divisione dopo spareggi con Udinese e Olympia Fiume ma venne poi squalificato e declassato all'ultimo posto per le posizioni irregolari degli ungheresi Holwart e Molnar[5]; comunque non venne retrocesso perché la Federazione lo ripescò. Impreparato di fronte alle trasformazioni che avviavano il calcio italiano verso il professionismo, si fece travolgere dalle varie ristrutturazioni dei tornei, fino a ritrovarsi nel 1929 ad essere precipitato al quarto livello della piramide calcistica nazionale.

La riscossa verso la Serie B[modifica | modifica sorgente]

Gli anni trenta furono gli anni della riscossa biancorossa, dopo un decennio da dimenticare. Nel 1932-33 venne promossa in Serie B, dove la squadra rimase per due stagioni (venendo ripescata la prima), per poi provare più e più volte la nuova promozione fra i cadetti.

Dal 1936-37 al 1939-40 fu dunque in Serie C. In quel periodo i biancorossi sfornano talenti del calibro dei fratelli Umberto e soprattutto Romeo Menti, capitan "Neno" Rossi, Bruno Camolese, Luigi Chiodi, Giovanni Costa, mentre s'avviava sul viale del tramonto la stella di Piero Spinato, ancora oggi il giocatore che ha segnato più reti con la maglia del Vicenza.[5];

Nel 1939-40 arrivò la promozione in B con un netto vantaggio sulla seconda. Alle finali per la promozione, il Vicenza si vide costretto a rinunciare ai due portieri di prima squadra, chiamati sotto le armi, e schierò il sedicenne Antonio Bisson: ma anche questo inconveniente non compromise il risultato positivo. L'8 settembre 1935 era frattanto stato inaugurato il nuovo stadio lungo il Bacchiglione, abbandonando definitivamente il campo di Borgo Casale. Nella partita inaugurale contro gli ungheresi del Saroksar esordì l'appena sedicenne Romeo Menti, il giocatore a cui, per un curioso gioco del destino, lo stesso stadio sarebbe stato intitolato nel 1949 dopo la scomparsa nella tragedia di Superga.[6]

L'approdo in Serie A[modifica | modifica sorgente]

All'inizio degli anni quaranta il Vicenza conquistò la massima divisione nazionale, grazie anche ad una linea mediana passata alla storia come una delle migliori dell'epoca e formata da Osvaldo Fattori (poi all'Inter), Alfonso Santagiuliana (che giocò anche nel Grande Torino) e Luigi Abeni, la cui carriera fu stroncata dalla malattia.

Il primo campionato di Serie A si concluse con una storica salvezza, conquistata all'ultima giornata sconfiggendo per 6-2 la Juventus a Torino nel giorno di Pasqua del 1943. Dopo l'8 settembre partecipò al girone Veneto del campionato di Guerra del 1944, rinunciando però alle finali nazionali.

Dopo la seconda guerra mondiale, il Vicenza tornò a giocare in Serie A, dopo il campionato misto del 1946. Nel 1947, tornato il campionato a girone unico, il Vicenza conquistò un sorprendente quinto posto, tuttavia seguito alla retrocessione l'anno seguente all'ultimo posto (che rimane l'unica volta nella storia biancorossa che il Vicenza ha chiuso il campionato da fanalino di coda).

Nel 1949 il Vicenza sfiorò l'immediato ritorno in Serie A, sfumato per un punto. Seguirono poi alcuni campionati di Serie B conclusi a metà classifica, caratterizzati da crescenti problemi economici.[senza fonte]

L'avvento del Lanerossi e il ventennio d'oro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lanerossi Vicenza.
Luís Vinício, miglior cannoniere straniero con la maglia del Lanerossi.

Nell'estate 1953 accadde un evento che cambierà la storia della società vicentina per molti decenni: la vecchia Acivi fu acquistata dal colosso laniero di Schio, la Lanerossi, fondata nel XIX secolo da Alessandro Rossi. Non si tratta del primo caso di sponsorizzazione calcistica in Italia, all'epoca ancora vietata (anche se siamo molto vicini a ciò), ma invece di un cosiddetto abbinamento, cioè una vera e propria acquisizione: la società calcistica divenne una costola dell'azienda tessile, portandone anche il nome e il simbolo – la "R" – sulle maglie (le sponsorizzazioni saranno permesse solo all'inizio degli anni ottanta). Il logo rimase sulle maglie biancorosse fino alla stagione 1988-1989, anche se l'azienda non contribuiva economicamente più dagli inizi del decennio.

L'iniezione di fiducia e soprattutto di denaro liquido permise di allestire una squadra che ben presto, dopo una stagione di assestamento, tornò in Serie A. Ai fasti della prima squadra si aggiunsero quelli della formazione primavera, che proprio nel 1954-55 conquistò il prestigioso torneo di Viareggio, facendo bis l'anno dopo, quando la prima squadra conquistò una sorprendente salvezza con un nono posto. Dalla squadra del Viareggio uscirono giocatori del calibro di Azeglio Vicini, Sergio Campana, Renzo Cappellaro, Mario David, Mirko Pavinato, Luigi Menti e molti altri che in seguito vestirono la maglia biancorossa in Serie A.

A cavallo fra i due decenni il Vicenza conquistò salvezze e piazzamenti come due settimi posti consecutivi, e nel 1960-1961 l'allenatore Roberto Lerici (già giocatore biancorosso degli anni cinquanta, vinse il premio del Seminatore d'oro come miglior allenatore stagionale. Il Lanerossi mantenne le sue caratteristiche di provinciale, attenta ai bilanci, che valorizza i giovani, siano prodotti dal vivaio o provenienti da altre squadre, mantenendo un nucleo forte di giocatori sempre più "bandiere", accogliendo di tanto in tanto grandi giocatori a fine carriera. Eppure cominciò ad essere guardato con rispetto dalle grandi squadre. Nel 1962 arrivò il centravanti brasiliano trentenne Luis Vinicio, ex Napoli e Bologna, che diede ulteriore lustro alla squadra, conquistando il sesto posto nel 1963-1964. Nel suo anno di grazia, il 1965-1966, nel quale conquistò la classifica cannoniere con 25 reti (si dovranno aspettare 26 anni perché un giocatore di Serie A segni tanto: sarà Marco van Basten nel 1991-1992), il Lanerossi giunse quinto.

Giovan Battista Fabbri sulla panchina vicentina durante gli anni settanta

A grandi risultati seguono però anni in cui la salvezza era risicata, spesso all'ultima giornata. Eppure vestirono la maglia biancorossa giocatori del calibro di Giuseppe Damiani, Sergio Gori, Sidney Cunha Cinesinho, Giorgio Biasiolo, Mario Maraschi, Paride Tumburus, Angelo Benedicto Sormani mentre Giulio Savoini concluse la sua carriera, con il record di presenze in campionato di tutti i tempi per un biancorosso. Fra le salvezze risicate rimase leggendaria quella del 1972-73, in cui il Lanerossi sembrava ormai spacciato, ma con 3 vittorie nelle ultime tre giornate riuscì a risalire la china fino ad uno spareggio con l'Atalanta, sconfitta su autogol. Tuttavia la fortuna abbandonò il Lanerossi nel 1975, quando al ventesimo campionato consecutivo di Serie A, retrocesse in Serie B.

Serie A 1977-78: il Real Vicenza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Società Sportiva Lanerossi Vicenza 1977-1978.
« Ebbi l'onore che Gianni Brera venne in spogliatoio a congratularsi e disse: "Veramente, non avrei mai creduto che una squadra di provincia giocasse al calcio come ha giocato il Lanerossi Vicenza". »
(Giovan Battista Fabbri, allenatore del Lanerossi Vicenza tra il 1976 e il 1979.[7])

Dopo un'opaca stagione 1975-76 in cui rischiò addirittura di retrocedere il Serie C, il Lanerossi si presentò con poche speranze a quella 1976-77. Tuttavia il nuovo tecnico, Giovan Battista Fabbri ebbe una intuizione: trasformò il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti.

Una formazione del Real Vicenza

Dopo aver vinto il campionato cadetto con il titolo di capocannoniere per il giovane pratese, il Lanerossi si ripresentò al cospetto della massima divisione nella stagione 1977-78. Dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente, grazie ai gol di Rossi, la sicurezza del libero Giorgio Carrera, le giocate di Franco Cerilli e Giancarlo Salvi, la diga di Mario Guidetti a centrocampo, l'inarrestabile Roberto Filippi.

Solo la Juventus poté fare meglio: tuttavia, se si escludono le prime cinque giornate, i biancorossi conquistarono più punti di tutti, nonché la simpatia di tutta Italia. Caddero sotto i colpi del micidiale attacco biancorosso, il migliore della stagione con 50 reti, squadre del calibro di Napoli (4-1 al San Paolo), Lazio, Fiorentina, Roma e Bologna. La squadra chiuse il campionato al 2º posto, preceduta solo dalla Juventus ed approdando di diritto alla Coppa UEFA.

Paolo Rossi divenne il nuovo fenomeno del calcio italiano, a dicembre 1977 fu convocato in nazionale. A fine stagione vinse il titolo di capocannoniere surclassando tutti gli altri attaccanti italiani con le sue 24 reti, un bottino considerevole per i campionati a 16 squadre. A fine stagione venne convocato per i mondiali argentini, dove diventerà Pablito, segnando anche 3 reti e mettendosi in ulteriore luce.

Paolo Rossi, stella del Real Vicenza e della Nazionale.

L'estate 1978 fu il momento delle celebri buste, con cui il presidente del Lanerossi Giussy Farina tentò di strapparlo alla Juventus comproprietaria del giocatore. Le cifre messe in gioco furono le più grandi dell'epoca: il presidente vicentino mise sul piatto della bilancia 2 miliardi, 612 milioni e 510 000 lire contro gli appena 875 milioni dai bianconeri.[8]

Il nuovo declino[modifica | modifica sorgente]

L'operazione Rossi comportò un notevole sforzo finanziario per le casse biancorosse, e i grandi progetti di Farina finirono nel peggiore dei modi. Il Lanerossi incappò in un'annata balorda, quella che sembrava la salvezza fu compromessa in modo incredibile arrivando ad una retrocessione che nessuno avrebbe pronosticato. A nulla valsero le 15 reti di Rossi, che a fine stagione lasciò l'amata Vicenza per andare a Perugia in prestito.

Amaro fu anche l'esordio in Coppa UEFA contro il Dukla Praga. Sconfitto nella gara di andata in Cecoslovacchia il Lanerossi si trovò al ritorno privo di Rossi infortunato. Non andò oltre l'1-1 nella partita di ritorno sbagliando con Callioni un rigore potenzialmente decisivo. Il Vicenza uscì così già al primo turno. Il Lanerossi si ritrovò in Serie B e, due anni dopo, addirittura in C1. Furono gli anni fra i più neri della storia del Vicenza, tuttavia sempre seguito da un numero considerevole di tifosi. Magra consolazione fu la conquista della Coppa Italia di Serie C del 1981-82, ottenuta dopo un lungo torneo e la duplice sfida col Campobasso, che terminò ai supplementari.

Un giovane Roberto Baggio im maglia Lanerossi

In quel periodo Farina lasciò la società a Dario Maraschin, che diede l'avvio alla nuova riscossa grazie all'operato di Bruno Giorgi e ai gol del maladense Toto Rondon e della giovane stella Roberto Baggio. Nel 1984-85 il Vicenza tornò in Serie B grazie allo spareggio con il Piacenza e l'anno dopo arrivò terzo. I festeggiamenti biancorossi durarono però poco, in quanto la C.A.F. annullò la promozione nella massima divisione per un nuovo scandalo scommesse.

Il colpo fu forte, tanto che si ritornò in Serie C1. Il Lanerossi rischiò di retrocedere addirittura in Serie C2, ma si salvò due volte in modo molto fortunoso, la prima per un rigore alquanto dubbio all'ultimo minuto dell'ultima di campionato e la seconda allo spareggio col Prato.

Da Ulivieri a Guidolin[modifica | modifica sorgente]

Nell'estate 1990 la società cambiò nome dando l'addio al Lanerossi e alla sua "R": la società rilevata l'anno prima da Pieraldo Dalle Carbonare, divenne Vicenza Calcio. L'inizio non fu dei migliori, ma presto Renzo Ulivieri, insieme a Pippo Savoldi, dopo un'ulteriore stagione di assestamento, portò il Vicenza in Serie B. Nel 1993-94 l'allenatore toscano, pur senza grandi attaccanti, riuscì a salvare il Vicenza con un gioco corale che sarà la caratteristica di tutto quel periodo della società berica. Anche il suo successore, Francesco Guidolin, adottò una strategia volta a mettere in risalto le doti del gruppo e l'azione di tutta la squadra più che quella dei singoli giocatori.

Francesco Guidolin, una Coppa Italia e una semifinale di Coppa delle Coppe sulla panchina dei vicentini alla fine degli anni novanta.

Con il nucleo forte della squadra proveniente dalla C, cioè il portiere Sterchele, il capitano Lopez, il terzino D'Ignazio, il mediano Domenico Di Carlo, il centrocampista Viviani e il piccolo ma veloce Gasparini, nel 1994-95 la squadra di Guidolin sorprese tutti con la promozione in Serie A grazie anche all'apporto decisivo nel girone di ritorno di Roberto Murgita. Il centravanti genovese esplose letteralmente con l'anno nuovo e realizzò 17 reti in 19 partite, rendendo inarrestabile la marcia del Vicenza verso la massima serie.

Gli anni d'oro di Guidolin e la Coppa Italia del 1997[modifica | modifica sorgente]

« Ragazzi, sono tre anni che tutti ci dicono bravi e si complimentano per il gioco. Stasera del gioco non me ne frega niente: voglio vincere, soltanto vincere. Dovessimo perdere, è probabile che la gente ci gratifichi del grazie lo stesso. Bene, non lo voglio sentire. »
(Francesco Guidolin nello spogliatoio, prima della finale di ritorno della Coppa Italia 1996-1997[9])

Rafforzata dall'arrivo di alcuni giovani e di tre stranieri come Joachim Björklund e gli uruguaiani Marcelo Otero e Gustavo Mendez, la matricola Vicenza sorprese tutti per il suo gioco, capace di mettere in crisi anche grandi squadre. La salvezza fu conquistata facilmente con un nono posto a fine stagione.

Coccarda Coppa Italia.svg

Vicenza, 29 maggio 1997, stadio Romeo Menti
Finale – Ritorno


600px V Bianca e Rossa.png Vicenza – Napoli 600px Azzurro con N cerchiata.png
3 – 0
(d.t.s.)




Addirittura meglio l'anno successivo, quello della consacrazione: dopo aver conquistato per qualche giorno il primo posto nel novembre 1996, il Vicenza superò una dopo l'altra le sue avversarie in Coppa Italia. Nei quarti fu il Milan di Baggio a dover lasciare il passo a Lopez e compagni, in semifinale il Bologna e infine si arrivò alla finale col Napoli. All'andata al San Paolo i biancorossi cedettero per 1-0, ma al ritorno, il 29 maggio 1997 Maini pareggiò subito i conti. Si arrivò ai tempi supplementari e fu Maurizio Rossi ad entrare nella storia del Vicenza segnando un gol a due minuti dalla fine, seguito due minuti più tardi dal 3-0 di Iannuzzi, che assegnarono al Vicenza il più importante trofeo della sua storia.

Il Vicenza detentore della coccarda tricolore si guadagnò inoltre il diritto di giocare, il 23 agosto 1997 allo stadio delle Alpi di Torino, la finale di Supercoppa italiana contro la Juventus, vincitrice della Serie A: i vicentini uscirono sconfitti dalla sfida per 0-3.

La proprietà inglese e l'avventura in Coppa delle Coppe[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 la società inglese ENIC (finanziaria nel campo del petrolio) rileva la maggior parte delle quote azionarie del club biancorosso. Il Vicenza diventa la prima squadra italiana ad avere una proprietà straniera.

Nel 1997-98, dopo l'ottavo posto dell'anno prima, il Vicenza si salvò senza patemi, ma si lasciò un po' andare in campionato, mentre in Coppa delle Coppe arrivò in semifinale col Chelsea dopo numerosi successi grazie ai gol del suo bomber Pasquale Luiso, alla fine capocannoniere della manifestazione. Dopo la vittoria all'andata con i blues, (1-0 marcatura di Lamberto Zauli) al ritorno a Londra i biancorossi si portarono prima sullo 0-1 con Pasquale Luiso, poi sullo 0-2 ancora con Luiso, ma si videro annullare il gol per fuorigioco inesistente, poi dovettero subire il ritorno del Chelsea che, grazie soprattutto al decentramento di Gianluca Vialli sulla fascia destra, si portò prima sul 2-1 con Poyet e Zola per poi ottenere il gol qualificazione nel finale (3-1) con un diagonale vincente dell'appena entrato Mark Hughes che andò a privare il Vicenza della qualificazione alla finale che sembrava ormai sicura.

Pasquale Luiso, massimo goleador in Europa con la maglia del Vicenza.

L'anno successivo corrisponde ad una retrocessione con una seguente promozione e vittoria del campionato di Serie B, con il tecnico Edoardo Reja in panchina, grazie ad un ottimo attacco in cui si distinguono Gianni Comandini, poi ceduto al Milan, il solito Pasquale Luiso e il giovane Christian Bucchi.

Il ritorno in Serie B e il cambio di società[modifica | modifica sorgente]

Dura solo un anno la permanenza in Serie A, poi il Vicenza torna a disputare campionati di Serie B senza più riuscire ad avvicinarsi alla promozione.

Nel dicembre 2004 avviene un'importante svolta, con il ritorno della società in mano di imprenditori locali, e la nomina a presidente di Sergio Cassingena, a seguito dell'acquisto del pacchetto azionario dalla società inglese ENIC, mai particolarmente amata dalla tifoseria. La prima stagione della nuova presidenza (2004-05) vede la squadra disputare e perdere lo spareggio salvezza con la Triestina (0-2 e 0-2). Tuttavia la squadra rimase nella serie cadetta, poiché il Genoa fu declassato all'ultimo posto in classifica a causa di un illecito sportivo. Inoltre, durante la sosta natalizia del 2005, un dramma scuote la compagine vicentina. Un incidente stradale coinvolge l'attaccante Julio Valentín González, che per le conseguenze subisce l'amputazione di un braccio e deve abbandonare forzatamente il calcio giocato.

La stagione 2006-2007 porta come prima novità un ritorno all'antico: sulla maglia torna la "R" simbolo della Lanerossi. Alla quinta giornata viene esonerato l'allenatore Giancarlo Camolese, per aver collezionato nelle prime cinque giornate quattro sconfitte e un pareggio, e al suo posto viene nominato un allenatore emergente Angelo Gregucci: dopo una partenza in salita, la squadra ritrova la vittoria e inanella un successo dopo l'altro, scongiurando a metà campionato lo spettro della retrocessione. Un brutto finale di campionato porta la squadra a lottare per evitare i play out retrocessione, trovando la salvezza all'ultima giornata, ottenuta grazie alla vittoria sul Crotone con un gol di Gabriele Paonessa a pochi minuti dal termine. Nella stagione 2007-2008 i biancorossi si salvarono con un 17º posto a pari punti con il Treviso

La stagione 2008-2009 si apre con un Vicenza titubante, che riesce nelle prime tre gare a raccogliere un solo punto. Segue però una striscia di nove risultati utili consecutivi, che portano la squadra al limite della zona play-off. Grazie al contributo fondamentale in fatto di gol da parte di Sgrigna e Bjelanović, a una difesa che per molti mesi rimane la meno perforata del torneo e a un centrocampo di qualità, il Vicenza può sognare fino a primavera, quando entra in un periodo povero di risultati e si stabilizza, fino a fine campionato, a metà classifica, penalizzato tra l'altro dai gravi infortuni del difensore centrale Di Cesare e del capitano Bernardini. La salvezza matematica arriva a 3 gare dalla fine, durante il derby veneto contro il Treviso, vinto dai biancorossi per 1 a 0.

La penultima partita della stagione viene segnata dalla morte del giovane tifoso Eugenio Bortolon di soli 19 anni. Il sostenitore (alla sua seconda trasferta) aveva seguito i biancorossi allo stadio Ennio Tardini di Parma quando, al 49', cade dagli spalti del settore ospiti. Trasportato d'urgenza all'ospedale parmense in condizioni gravissime, morirà la sera stessa a causa di un arresto cardiaco. Polemiche sono sorte anche per il fatto che, nonostante sia i giocatori del Vicenza che del Parma avessero chiesto di interrompere la partita, dopo una sospensione di 20 minuti si è deciso di riprendere a giocare. Il giorno successivo su tutti i campi è stato osservato un minuto di silenzio.

Anni recenti[modifica | modifica sorgente]

Il biennio di Maran[modifica | modifica sorgente]

La stagione 2009-2010 inizia con l'obiettivo di portare la squadra a disputare i play-off per la promozione in serie A. La società si trova nelle condizioni di dover assumere un nuovo allenatore, vista la scelta di Angelo Gregucci di passare a guidare l'Atalanta. Inizialmente il Vicenza sembra partire con il piede giusto collezionando diversi pareggi. La squadra però spesso non riesce ad agguantare la vittoria, specialmente in casa dove i risultati sono molto magri. Si arriva a metà marzo quando il Vicenza colleziona tre sconfitte consecutive nel tour de force di 3 partite in otto giorni. La società esonera l'allenatore Rolando Maran e chiama alla guida della squadra Nedo Sonetti. Il navigato allenatore toscano non riesce però a conquistare lo spogliatoio e dopo tre partite (due pareggi interni ed una sconfitta esterna per 4 a 0) anche Sonetti viene esonerato ed, a sorpresa, viene richiamato Maran che traghetta la squadra fino a fine campionato, raggiungendo la salvezza solo all'ultima giornata, vincendo per 1 a 0 contro una Salernitana già matematicamente retrocessa da tempo. Ironico lo striscione appeso dai tifosi proprio in quest'ultima partita: "Play-off!? Grazie presidente".

Nella stagione 2010-2011, dopo una prima parte di campionato discreta, il Vicenza inizia ad inanellare una serie di vittorie nel girone di ritorno, che porta la squadra al quinto posto in classifica. Sembra l'anno buono per il ritorno in serie A (anche se la società, forse per scaramanzia continua a parlare sempre e solo di salvezza). Come un copione visto troppe volte, il Vicenza entra in crisi e non vince più. Il momento più basso si tocca con la sconfitta per 4 a 0 in casa del Frosinone, ultimo in classifica; durissima la contestazione dei tifosi. La squadra viene mandata in ritiro: scesa a metà classifica e senza dover chiedere più niente al campionato, raggiunge la quota salvezza alla penultima giornata battendo e condannando alla retrocessione matematica la Triestina per 1 a 0. A fine campionato arriva la rescissione del contratto con l'allenatore Rolando Maran. Il 13 giugno 2011 viene ingaggiato come allenatore Silvio Baldini, ex dell'Empoli, con un contratto annuale.

Tra riammissioni e retrocessioni[modifica | modifica sorgente]

I giocatori biancorossi prima di Vicenza-Cittadella del 6 aprile 2013

La successiva stagione si apre in maniera pessima per i biancorossi. In 8 partite la squadra collezione 5 sconfitte e 3 pareggi e si ritrova penultima in classifica (l'Ascoli, ultimo, sconta però 7 punti di penalizzazione). La sera del 4 ottobre 2011, dopo la sconfitta in casa per 2 a 0 contro il Varese, la società esonera mister Baldini e, dopo due giorni, chiama a guidare la squadra Luigi Cagni. Cagni inizia subito bene con il pareggio 1 a 1 con il Grosseto (partita che si gioca 3 giorni dopo il suo arrivo) e con la prima vittoria stagionale in occasione del derby con l'Hellas Verona, vinto per 2 a 1. La squadra inanella un successo dopo l'altro ma, alla ripresa dopo le sosta natalizia, vi è un nuovo vistoso calo di rendimento. È sempre dopo la partita di ritorno contro il Varese (persa stavolta per 3 a 0) che la società decide di esonerare anche Luigi Cagni e di affidare la squadra all'allenatore della primavera del Vicenza, Massimo Beghetto, il quale non parte assolutamente bene con la doppia sconfitta prima con il Grosseto per 1 a 0 (partita nella quale si sono festeggiati i 110 anni della nascita del club) e poi nel derby con il Verona per 2 a 0. Il 18 aprile 2012 tramite il sito ufficiale della Lega Serie B si annuncia l'abbandono della guida della società da parte di Sergio Cassingena e l'arrivo alla presidenza di Massimo Masolo,[10] nonostante la proprietà sia ancora la medesima. Il 29 aprile il nuovo presidente decide, dopo una riunione di staff, di esonerare anche Beghetto a seguito della sconfitta interna per 1 a 0 contro la Nocerina a causa della quale la squadra si trova tra le possibili dirette retrocesse in serie C. Alla guida della squadra viene richiamato Luigi Cagni; si tratta del 3º esonero di un allenatore nell'arco della stessa stagione (prima Baldini, poi lo stesso Cagni, ora Massimo Beghetto e Manlio Zanini) cosa finora mai accaduta in casa biancorossa.

Al termine della stagione calcistica si piazza al diciannovesimo posto, garantendosi almeno il diritto a disputare i play-out per la permanenza in Serie B contro l'Empoli, diciottesimo. Dopo la gara di andata al Menti (tutto esaurito) finita con il punteggio di 0-0, al Castellani il Vicenza ha bisogno di una vittoria per evitare la retrocessione. La squadra veneta si porta sul 2-0 nella ripresa, ma subisce la rimonta dei padroni di casa, che pareggiano nel giro di due minuti. A tre minuti dalla fine Michele Paolucci, autore dei due gol vicentini, fallisce un calcio di rigore. Al quarto minuto di recupero l'Empoli, cui sarebbe bastatato anche un pareggio, segna il gol del 3-2: il Vicenza retrocede così sul campo in Lega Pro Prima Divisione. Ciò nonostante, in seguito allo scandalo del calcioscommesse denominato Scommessopoli che ha coinvolto il Lecce, il club berico viene reintegrato in serie B al posto della squadra pugliese, retrocessa d'ufficio in Prima Divisione.[11][12]

Il 7 gennaio 2013, in seguito ad alcune divergenze con il CdA del club (in primis la richiesta del presidente di esonerare il tecnico Roberto Breda) Massimo Masolo si dimette dalla carica di presidente, lasciandola vacante[13]. Alla ripresa dopo la sosta natalizia il Vicenza perde il delicato scontro con il Cesena e si ritrova terzultimo in classifica; il 27 gennaio la società esonera Breda e chiama alla guida della squadra Alessandro Dal Canto.

Il 18 maggio 2013, dopo dodici stagioni nella serie cadetta, i biancorossi retrocedono in Lega Pro all'ultima giornata a seguito del pareggio casalingo per 0-0 con la Reggina, risultato che non consente ai berici di raggiungere i play-out salvezza.

Cronistoria[modifica | modifica sorgente]

Cronistoria del Vicenza Calcio
Il 4 dicembre l'Associazione del Calcio in Vicenza e l'Olympia, altro club vicentino, uniscono le forze dando vita alla nuova Associazione del Calcio di Vicenza.[senza fonte]
  • 1909 - 2º alle eliminatorie Venete del campionato della F.G.N.I.
Partecipa al Campionato Italiano di Prima Categoria 1909 indetto dalla FIGC e riservato a squadre "pure italiane" (composte cioè solamente da italiani). Ammesso direttamente in semifinale in quanto unica veneta; viene eliminata dalla US Milanese per 1-2 (a Vicenza) e 0-8 (a Milano).


US Department of Justice Scales Of Justice.svg Punito per gli irregolari tesseramenti degli ungheresi Horváth e Molnár, e relegato all'ultimo posto con conseguente retrocessione, addiviene ad un compromesso con la FIGC che lo reintegra in organico in soprannumero.
  • 1925-1926 - 9º nel girone D di Seconda Divisione Nord. Inizialmente retrocesso in Terza Divisione regionale ma in seguito riammesso.
  • 1926-1927 - 3º nel girone C di Seconda Divisione Nord, gestito dal neocostituito Direttorio Divisioni Inferiori Nord.
  • 1927-1928 - 10º nel girone E di Seconda Divisione Nord. Inizialmente retrocesso in Terza Divisione regionale viene poi riammesso in Seconda Divisione di cui è deliberato il declassamento di livello.
  • 1928 - A fine stagione si fonde con il Circolo Cotonificio Rossi di Vicenza e diventa Associazione Calcio Vicenza.
  • 1928-1929 - 3º nel girone E di Seconda Divisione Nord.
  • 1929-1930 - 1º nel girone E di Seconda Divisione Nord. Green Arrow Up.svg Promosso in Prima Divisione.





Primo turno di Coppa UEFA.

Coccarda Italia.svg Vince la Coppa Italia di Serie C (1º titolo).

Coccarda Coppa Italia.svg Vince la Coppa Italia (1º titolo).
Finalista di Supercoppa italiana.
Semifinalista di Coppa delle Coppe UEFA.


Denominazioni[modifica | modifica sorgente]

  • 1902 - 1908 600px Bianco e Rosso (Croce) e Croci Bianche e Rosse.png Associazione del Calcio in Vicenza (ACIVI)
  • 1908 - 1928 600px Bianco e Rosso (Croce) e Croci Bianche e Rosse.png Associazione del Calcio di Vicenza (ACVI) (unione ACIVI-Olympia, 4 dicembre 1908)[senza fonte]
  • 1928 - 1932 600px Bianco e Rosso (Croce) e Croci Bianche e Rosse.png Associazione Calcio Vicenza
  • 1932 - 1945 600px Bianco e Rosso (Strisce).png Associazione Fascista Calcio Vicenza (La denominazione "Associazione Fascista Calcio Vicenza" fu imposta da Benito Mussolini come a molte altre squadre di calcio o discipline sportive, per pubblicizzare il suo partito.)
  • 1945 - 1953 600px Bianco e Rosso (Strisce).png Associazione Calcio Vicenza
  • 1953 - 1967 600px Bianco e Rosso (Strisce) con R dorata.png Associazione Calcio Lanerossi Vicenza
  • 1967 - 1990 600px Bianco e Rosso (Strisce) con R dorata.png Società Sportiva Lanerossi Vicenza S.p.A.
  • 1990 - attuale 600px V Bianca e Rossa.png Vicenza Calcio S.p.A. 1902

Colori e simboli[modifica | modifica sorgente]

I colori del Vicenza sono il bianco e il rosso, gli stessi colori della città. La divisa utilizzata nelle partite casalinghe del Vicenza è costituita da una maglia a strisce verticali bianche e rosse "palata", pantaloncini bianchi e calzettoni bianchi con una banda rossa. Nel corso della storia del club la divisa ha subito varie modifiche. Inizialmente era sostanzialmente una camicia a righe verticali, fine (circa 37 strisce), biancorosse e calzettoni rossi. Tra gli anni venti e trenta oltre alla maglia a strisce verticali "palata" bianco e rosse usa la maglia bianca con un'unica fascia rossa orizzontale al centro "con fascia" o al contrario rossa con fascia centrale orizzontale bianca e pantaloncini rossi, la banda verrà eliminata nel decennio successivo lasciando la maglia completamente bianca "piena". Alla ripresa nel dopoguerra usa spesso le strisce verticali bianche e rosse ma di larghezza più grande rispetto a quelle di inizio secolo (5 strisce). Nell'annata 1963-64 e 1966-67 usa una maglia a strisce verticali, fine (21 strisce) bianco e rosse. Inoltre nell'annata 1966-67 usa anche una maglia bianca "con banda" rossa. Dagli anni settanta anche le strisce tornano alla larghezza standard (7 strisce). Dalla fine degli anni settanta, inoltre, la Lanerossi cominciò fornire come seconde e terze maglie modelli con colori sgargianti, verde, azzurro, blu, giallo, nessun disegno, nessun stile, solo la classica R di Lanerossi affissa al petto.

Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Gli inizi
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Anni 1920-1930
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Anni 1930-1940
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Anni 1940-1960
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Anni 1960-1970
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Anni 1970-oggi

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo adottato dalla società è composto da una "V" bianca e rossa, sormontata dalla scritta VICENZA CALCIO 1902. La croce sulla parte sinistra della "V" richiama la croce presente sullo stemma della città di Vicenza. Questo stemma è stato realizzato dall'artista vicentino Antonio Vedù. Lo stemma attuale è in uso dal 1990.

Inizialmente, dal 1902 al 1952 il club utilizzò come simbolo un rifacimento dello stemma della città di Vicenza. Si trattava di scudetto unito alla dicitura A.C. VICENZA 1902, che nella parte inferiore era diviso a metà, con una parte composta da una croce bianca su sfondo rosso (il simbolo della città) e l'altra parte a righe biancorosse.

Nel 1953 debuttò invece l'ovale con la scritta LANEROSSI A.C. VICENZA, con la celebre "R" annodata posta su uno sfondo a righe bianco-rosso. La "R" ricomparve nella stagione 2001-02 per il centenario della società, ed è tornata stabilmente sulle maglie del Vicenza dalla stagione 2006-07.

Inno[modifica | modifica sorgente]

Numerosi sono gli inni della Vicenza. Ecco alcuni di essi (in ordine di composizione):

  • Inno biancorosso, inno ufficiale per la tifoseria, principale e storico. È il più antico e risale ai primi anni sessanta. Venne realizzato su richiesta della proprietà del Lanerossi che, dopo essere stata la prima azienda italiana ad acquistare una squadra di calcio di Serie A, voleva lasciare un ulteriore segno nella storia calcistica vicentina. Questo inno si canta tuttora allo stadio (seppur con alcuni goliardici adattamenti operati dai tifosi);
  • Grande Vicenza 1902-1992 90 anni, inno composto nel 1992 in occasione dei 90 anni di storia compiuti dal Vicenza;
  • Cuore biancorosso, inno inciso a scopi benefici cantato nel 1997 dall'allenatore Francesco Guidolin e dai calciatori biancorossi, per celebrare la vittoria della Coppa Italia 1996-1997;
  • Forza Vicenza avanti Vicenza forza Vicenza campione Vicenza, inno composto in anni recenti dall' argentino tifoso biancorosso Miguel Angel Regalado;
  • Forza Vicenza cuore biancorosso, inno ufficiale composto dal deejay Manuel Negrin nel 2012. Il titolo è stato scelto tramite un sondaggio sul sito ufficiale del Vicenza Calcio. Viene fatto ascoltare durante l'entrata in campo dei calciatori biancorossi al Menti.

Mascotte[modifica | modifica sorgente]

Gatton Gattoni, mascotte della squadra, in una campagna contro la violenza allo stadio.

Il Vicenza Calcio ha una propria mascotte ufficiale: Gatton Gattoni. La sua storia parte nel campionato di serie B 1994-1995 quando un'agenzia pubblicitaria vicentina decise di creare un'immagine da associare alla squadra di calcio: si pensò di scegliere un personaggio fumettistico che sapesse riassumere un'immagine rappresentativa per i vicentini insieme a fiducia e sostegno per i colori biancorossi.

Venne scelto un gatto personificato in un giocatore con tanto di maglietta del Vicenza. A fine campionato il Vicenza venne promosso in Serie A e per questo Gatton Gattoni divenne subito il portafortuna della squadra e dei tifosi. Se inizialmente l'agenzia scelse di dare alla mascotte una veste esclusivamente cartacea (appariva sul giornale della squadra e sui volantini dei tifosi) e cartellonistica, si arrivò infine alla realizzazione di una mascotte alta due metri e mezzo che a ogni partita intratteneva gli spettatori passeggiando per il campo da gioco; poco tempo dopo in ogni iniziativa del Vicenza Calcio si richiedeva la presenza della mascotte ufficiale. La "passeggiata" del pupazzo continua ancora adesso prima di ogni partita disputata al "Menti".

Gatton Gattoni oggi è anche una linea dei prodotti di merchandising del Vicenza Calcio. La sua popolarità nel mondo del calcio è ormai nazionale oltre a essere stato il primo esempio di mascotte ufficiale di una società di serie A.

Strutture[modifica | modifica sorgente]

Stadio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stadio Romeo Menti.
La partita con il record storico di spettatori al "Menti", con 31.023 presenze, fu L.R. Vicenza-Juventus del 22 gennaio 1978 (0-0).

La squadra gioca le sue partite casalinghe allo Stadio Romeo Menti, da sempre di proprietà comunale.

Lo stadio fu costruito nel 1935 e chiamato Campo Sportivo del Littorio, in linea con le influenze fasciste dell'epoca. Inaugurato in occasione della festa patronale dell'8 settembre con la partita tra Vicenza e gli ungheresi del Saroksar (squadra di Budapest), venne danneggiato dai bombardamenti, ristrutturato in pochi mesi (con l'eliminazione della pista di atletica) e ridenominato, nel 1946 in Comunale.

Dopo la tragedia di Superga in cui perse la vita il calciatore vicentino Romeo Menti il comune decise, nel 1949, di dedicare l'impianto sportivo a lui.

Ha subito diverse ristrutturazioni ed adeguamenti nel corso degli anni. È un tipico stadio "all'inglese", con tribune e gradinate molto vicine al campo.

Centro di allenamento[modifica | modifica sorgente]

Piermario Morosini, il calciatore scomparso a cui è stato intitolato il Centro Tecnico del club.

Dal 2006 la società dispone di un moderno Centro Tecnico, situato ad Isola Vicentina. La struttura si sviluppa su un'area complessiva di 65.000 m² e si divide in due unità simmetriche, una riservata alla Prima Squadra con spogliatoi, magazzino, sale mediche, palestra e annessi uffici dirigenziali, sale riunioni e una sala conferenze, ed una dedicata al Settore Giovanile con i medesimi servizi, oltre ad una grande palestra regolamentare per il lavoro all'interno e i maggiori eventi. All'esterno la superficie si struttura in 5 campi per gli allenamenti, di cui 4 in erba e uno ulteriore in terra battuta.

Dopo la prematura scomparsa, la società ha deciso di intitolare il Centro Tecnico a Piermario Morosini[14] (già calciatore del Vicenza per tre stagioni).

Società[modifica | modifica sorgente]

Dal 2004 il club è di proprietà della società Finalfa, che raggruppa un gruppo di sette soci guidati dalla famiglia Cassingena: Sergio è stato primo azionista della società (oltre che presidente della stessa) fino all'aprile del 2012; il figlio Dario e l'attuale amministratore delegato.

Organigramma societario[modifica | modifica sorgente]

VicenzaCalciostemma.png
Staff area amministrativa
  • Proprietà : Finalfa snc
  • Presidente : Tiziano Cunico
  • Vice Presidente: avv. Gian Luigi Polato
  • Amministratore delegato: dr. Dario Cassingena
  • Consiglieri: Paolo Cristallini, Antonio Mandato
  • Segreteria di gestione: Emanuela Lubian
  • Controllo di gestione e finanza: Elisabetta Fongaro
  • Amministrazione e biglietteria: Federico Marchesini
  • Comunicazione: Nicola Rossi
  • Responsabile marketing e commerciale: Ivana Bongiolo
  • Segreteria marketing: Marta Tommaselli
  • Sicurezza ed impiantistica: Andrea Poncato
  • Logistica: Giorgio Zecchin
  • Front desk: Debora Brusaporco
  • Presidente collegio sindacale: Antonio Segalla
  • Sindaci effettivi: Luca Trevisan, Mariano Valente

[modifica | modifica sorgente]

VicenzaCalciostemma.png
Cronologia sponsor ufficiali
  • 1981-1984: Italia Yuma Jeans
  • 1984-1985: Italia TreGima Mobili
  • 1986-1987: Italia Acqua Recoaro
  • 1987-1989: Italia Pulitalia
  • 1989-1998: Italia Pal Zileri
  • 1998-1999: Italia Belfe
  • 1999-2000: Italia Caffè Vero
  • 2000-2003: Italia Artel
  • 2003-2005: Italia Caffè Vero
  • 2005-2007: Italia Acqua Recoaro
  • 2007-2009: Italia Fiera di Vicenza
  • 2009-2010: Italia Fiamm

VicenzaCalciostemma.png
Cronologia sponsor tecnici


La Nobile Provinciale[modifica | modifica sorgente]

Logo Nobile Provinciale SC.png
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nobile Provinciale.

Il 25 aprile 2012 prende il via l'iniziativa della società cooperativa Nobile Provinciale, con l'intento di creare un azionariato popolare per acquistare il Vicenza Calcio. Il nome deriva dall'appellativo che era stato coniato ai tempi del Lanerossi per identificare la squadra vicentina, capace di tener testa alle grandi squadre del calcio italiano. La Nobile Provinciale è patrocinata dal Comune e dalla provincia di Vicenza.

Allenatori e Presidenti[modifica | modifica sorgente]

Di seguito sono elencati gli allenatori dalla fondazione della società ad oggi (in base alle stagioni) mentre i presidenti sono ordinati in base agli anni di mandato.

VicenzaCalciostemma.png
Allenatori
VicenzaCalciostemma.png
Presidenti
Italia Proprietà condivisa tra i giocatori

Italia Proprietà condivisa

Italia Proprietà Lanerossi

Italia Proprietà Dalle Carbonare
  • 1989-1997 - Italia Pieraldo Dalle Carbonare
  • 1997 - Italia Giovanni Sacchetto e Virgilio Marzot (amministratori unici)

Regno Unito Proprietà ENIC

Italia Proprietà Finalfa


Giocatori[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Vicenza Calcio.
Acrobazia di Baggio in maglia Lanerossi

Vincitori di titoli[modifica | modifica sorgente]

Campioni d'Europa Under-21

Il Vicenza Calcio e le nazionali di calcio[modifica | modifica sorgente]

Il Vicenza Calcio e la Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.

Giocatore Data Partita debutto Risultato Presenze Gol
Mario David 23 marzo 1958 Austria Austria - Italia Italia 3 - 2 1 0
Giorgio Puia 11 novembre 1962 Austria Austria - Italia Italia 1 - 2 2 0
Paolo Rossi 21 dicembre 1977 Belgio Belgio - Italia Italia 0 - 1 14 7
Giampiero Maini 4 agosto 1997 Italia Italia - Inghilterra Inghilterra 0 - 2 1 0

Il Vicenza Calcio e l'Under-23[modifica | modifica sorgente]

Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale under 23; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.

Giocatore Data Partita debutto Risultato Presenze Gol
Alessandro Iannuzzi 19 giugno 1997 Italia Italia - Albania Albania 4 - 0 1 1

Il Vicenza Calcio e l'Under-21[modifica | modifica sorgente]

Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale under 21; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.

Giocatore Data Partita debutto Risultato Presenze Gol
Nevio Scala 1º novembre 1969 Italia Italia Under-21 - Ungheria Ungheria Under-21 2 - 1 1 0
Oscar Damiani 19 novembre 1969 Paesi Bassi Paesi Bassi Under-21 - Italia Italia Under-21 2 - 0 3 0
Andrea Cisco 6 dicembre 1970 Polonia Polonia Under-21 - Italia Italia Under-21 2 - 0 1 0
Paolo Rossi 16 novembre 1976 Italia Italia Under-21 - Francia Francia Under-21 4 - 0 10 5
Massimo Briaschi 20 settembre 1978 Spagna Spagna Under-21 - Italia Italia Under-21 0 - 1 3 0
Francesco Cozza 22 febbraio 1995 Italia Italia Under-21 - Estonia Estonia Under-21 1 - 0 1 0
Alessandro Pistone 5 ottobre 1995 Croazia Croazia Under-21 - Italia Italia Under-21 2 - 2 1 0
Luigi Sartor 3 ottobre 1996 Francia Francia Under-21 - Italia Italia Under-21 0 - 1 6 0
Massimo Ambrosini 10 settembre 1997 Georgia Georgia Under-21 - Italia Italia Under-21 2 - 0 4 0
Francesco Coco 10 settembre 1997 Georgia Georgia Under-21 - Italia Italia Under-21 2 - 0 1 0
Roberto Baronio 25 marzo 1998 Malta Malta Under-21 - Italia Italia Under-21 0 - 1 1 1
Fabio Firmani 25 marzo 1998 Malta Malta Under-21 - Italia Italia Under-21 0 - 1 7 1
Gianni Comandini 8 settembre 1999 Italia Italia Under-21 - Danimarca Danimarca Under-21 3 - 1 8 2
Gennaro Scarlato 31 marzo 1999 Italia Italia Under-21 - Bielorussia Bielorussia Under-21 4 - 1 3 1
Christian Maggio 20 agosto 2002 Italia Italia Under-21 - Germania Germania Under-21 0 - 2 2 0
Davide Biondini 11 maggio 2004 Italia Italia Under-21 - Polonia Polonia Under-21 3 - 1 2 0
Simone Padoin 15 agosto 2006 Italia Italia Under-21 - Croazia Croazia Under-21 0 - 0 7 0
Gabriele Paonessa 12 dicembre 2006 Italia Italia Under-21 - Lussemburgo Lussemburgo Under-21 2 - 0 2 1
Piermario Morosini 21 agosto 2007 Italia Italia Under-21 - Francia Francia Under-21 2 - 1 16 0
Davide Bottone 18 novembre 2008 Germania Germania Under-21 - Italia Italia Under-21 1 - 0 2 0
Davide Brivio 12 agosto 2009 Russia Russia Under-21 - Italia Italia Under-21 3 - 2 2 0
Francesco Signori 12 agosto 2009 Russia Russia Under-21 - Italia Italia Under-21 3 - 2 1 0
Gianvito Misuraca 17 novembre 2010 Italia Italia Under-21 - Turchia Turchia Under-21 2 - 1 4[15] 0

Il Vicenza Calcio e la Nazionale olimpica[modifica | modifica sorgente]

Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale olimpica; l'Olimpiade e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.

Giocatore Olimpiade Presenze Gol
Massimo Briaschi Olimpiadi di Mosca 1980 1 0
Luigi Sartor Olimpiadi di Atlanta 1996 1 0

Stranieri del Vicenza[modifica | modifica sorgente]

Di seguito i giocatori stranieri che hanno giocato almeno una partita ufficiale (in grassetto quelli attualmente in rosa).

# Nazionalità Giocatori
11 Brasile Brasile José Carlos Alemão, Chinesinho, José da Silva, Fabiano, Jeda, Marco Aurélio, Américo Murolo, Diego Santos Oliveira, Bruno Siciliano, Angelo B. Sormani, Luís Vinício
8 Francia Francia Alain Baclet, Antoine Bonifaci, Alexis Carra, Ousmane Dabo, Oualid El Hasni, Dominique Malonga, Julien Rantier, Prince-Désir Gouano
7 Argentina Argentina Salvador Gualtieri, Nicolas Gorobsov, Gerardo Grighini, Francisco Lojacono, Julián Magallanes, Santiago Vernazza, Walter Zunino
6 Ungheria Ungheria Egri Erbstein, István Horwart, Otto Krappan, Zsolt Laczkó, Ignác Molnár, Wilmas Wilhelm
5 Croazia Croazia Dražen Brnčić, Stjepan Tomas, Goran Tomić, Dalibor Višković, Saša Bjelanović
5 Uruguay Uruguay Ricardo Canals, Héctor Demarco, Roberto Leopardi, Gustavo Méndez, Marcelo Otero
3 Marocco Marocco Rachid Arma, Oussama Essabr, Abderazzak Jadid
3 Portogallo Portogallo Ricardo Esteves, Vasco Faísca, Jorge Humberto Raggi
3 Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro Vlada Avramov, Dražen Bolić, Almir Gegić
2 Ghana Ghana Sadicki Abubakari, Amidu Salifu
2 Inghilterra Inghilterra Tony Marchi, Meachan
2 Paraguay Paraguay Julio Valentín González, Ronald Huth
2 Spagna Spagna Luis Helguera, Nicolás Bremec
2 Svezia Svezia Jan Aronsson, Joachim Björklund
2 Svizzera Svizzera Patrick Bettoni, Marco Padalino
1 Australia Australia Paul Okon
1 Belgio Belgio Marco Ingrao
1 Bulgaria Bulgaria Valeri Bojinov
1 Camerun Camerun Pierre Womé
1 Danimarca Danimarca Marc Nygaard
1 Grecia Grecia Evangelos Nastos
1 Jugoslavia Jugoslavia Borivoje Kostić
1 Montenegro Montenegro Ivan Fatić
1 Paesi Bassi Paesi Bassi Piet Kruiver
1 Polonia Polonia Błażej Augustyn
1 Romania Romania Norberto Höfling
1 San Marino San Marino Claudio Maiani
1 Senegal Senegal Youssou Lo
1 Serbia Serbia Milan Milanović
1 Sierra Leone Sierra Leone Mohamed Kallon
1 Stati Uniti Stati Uniti Armando Frigo
1 Togo Togo Mohamed Kader
1 Ucraina Ucraina Tanasy Kosovan
1 Uzbekistan Uzbekistan Ilyos Zeytullayev

Maglie ritirate[modifica | modifica sorgente]

Giocatore Numero di maglia Periodo Motivazione
Piermario Morosini 25 2007-2009, 2011 a seguito del prematuro decesso[16][17]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Statistiche e record[modifica | modifica sorgente]

Andamento[modifica | modifica sorgente]

Andamento squadra.svg

Partecipazione ai campionati[modifica | modifica sorgente]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Prima Categoria 7 1910-1911 1920-1921 37
Serie A 30 1942-1943 2000-2001
Seconda Divisione 3 1922-1923 1925-1926 35
Serie B 32 1933-1934 2012-2013
Terza Divisione 3 1926-1927 1928-1929 22
Serie C1 18 1935-1936 1992-1993
Lega Pro Prima Divisione 1 2013-2014
Seconda Divisione 1 1929-1930 1

In 97 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale l'11 giugno 1911, compresi 6 tornei di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 3 tornei di Seconda Divisione (B), e 3 tornei del Direttorio Inferiore Nord di terzo livello (C) e 1 di quarto livello (D). Sono escluse dal computo le 4 annate in cui il Vicenza disputò unicamente campionati regionali, e che vengono qui sotto elencate.

Campionati regionali[modifica | modifica sorgente]

Validi come fase preliminare al campionato di Prima Categoria nazionale
Massimo livello regionale dell'epoca, sottostante la Seconda Divisione nazionale

Partecipazioni alle coppe europee[modifica | modifica sorgente]

Coppa UEFA 1978-1979
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa UEFA 1978-1979.

Primo turno: Lanerossi Vicenza Italia - Rep. Ceca Dukla Praga

Il Vicenza, alla prima esperienza europea, non è testa di serie e pesca un sorteggio non certo facile: il Dukla Praga. Dopo sei minuti il Vicenza è già sotto di un gol, ma la serata di grazia di Ernesto Galli evita un passivo maggiore. Paolo Rossi è messo ko da Macela: pur terminando l'incontro dovrà saltare il match di ritorno per una distorsione al ginocchio. All'arrivo in aeroporto di Praga, Luciano Marangon, con l'intento di scherzare un po', apre una porta con scritto "Vietato entrare" ed è fermato dalla polizia e portato in commissariato. Solo l'intervento del presidentissimo Farina evita conseguenze più gravi.

Nella gara di ritorno al Menti, giocata sotto una pioggia insistente, è il giovane Massimo Briaschi a riportare il doppio confronto in parità. Dopo una traversa di Guidetti nel primo tempo, il Vicenza subisce il gol dai cecoslovacchi da una punizione dalla distanza deviata da Rosselli. Guidetti guadagna un rigore, ma lascia l'incarico a Callioni che sbaglia: finisce così la prima avventura in Europa del Vicenza.

1
0
Nehoda
 
Dukla Praga Dukla Praga
600px Bianco e Rosso (Strisce) con R dorata.png L.R. Vicenza
Stromšik; Barmoš, Fiala, Macela, Samek; Vízek, Pelc, Štambachr, Rott; Nehoda, Gajdůsek
Galli; Callioni, Marangon, Prestanti, Stefanello; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Rossi P.
1
1
Briaschi M.
Gajdůsek
600px Bianco e Rosso (Strisce) con R dorata.png L.R. Vicenza
Dukla Praga Dukla Praga
Galli; Callioni, Marangon (Mocellin), Prestanti, Miani; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Briaschi M. (Zanone)
Stromšik; Barmoš, Fiala, Macela, Samek; Vízek (Bilský), Pelc, Štambachr, Rott; Nehoda, Gajdůsek
Coppa delle Coppe 1997-1998
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa delle Coppe 1997-1998.

Primo turno: Vicenza Italia - Polonia Legia Varsavia

La seconda avventura europea del Vicenza inizia a Varsavia, in Polonia, contro il Legia. L'emozione del debutto dura solo 10 minuti quando Luiso incorna il primo gol su assist di Di Napoli; i polacchi reagiscono e cercano il pari dapprima con Sokołowski poi con Kacprzak, ma vengono beffati da Ambrosetti, che di destro infila a fil di montante il portiere polacco in uscita. Nella ripresa i biancorossi amministrano il doppio vantaggio, anche se in contropiedie Ambrosetti, Beghetto e Luiso hanno ancora la possibilità di chiudere l'incontro.

Nel primo tempo, forte del risultato dell'andata, gli uomini di Guidolin tengono in pugno la gara, sfiorando il gol a più riprese. Ad inizio ripresa, il Legia passa in vantaggio con Kacprzak, e tenta di ribaltare la qualificazione con le ripetute incursioni di Karwan e Sokołowski. Il Vicenza però replica colpo su colpo con Zauli e Beghetto, ed infine è proprio Zauli a rimediare il risultato, all'87'.

2
0
Luiso, Ambrosetti
 
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Legia Varsavia Legia Varsavia
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Di Napoli
Szamotulski; Skrzypek (Kupiec), Zieliński, Bednarz; Czykier, Czereszewski, Magiera (Włodarczyk), Solnica (Sazonowicz), Kacprzak; Zeigbo, Sokołowski
1
1
Kacprzak
Zauli
Legia Varsavia Legia Varsavia
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Szamotulski; Kupiec (Solnica), Zieliński, Bednarz; Czereszewski, Magiera, Czykier, Sokołowski, Kacprzak; Karwan, Staniek
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Beghetto; Mendez (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Ambrosini); Luiso, Di Napoli (Zauli)

Secondo turno: Vicenza Italia - Ucraina Šakhtar Donec'k

Il secondo turno vede impegnata la squadra berica con lo Šakhtar Donec'k, seconda forza del campionato ucraino. Sotto il diluvio, dopo nemmeno un minuto (39 secondi per l'esattezza) Luiso sfruttando un rimpallo favorevole porta in vantaggio i biancorossi. Gli ucraini subiscono il colpo, e la squadra di Guidolin potrebbe raddoppiare, dapprima con Viviani che però trova il piede del portiere, poi con Schenardi con un gran tiro da 40 metri, e infine con Luiso che da due passi spara alto. Il 2-0 arriva solo nella ripresa con Beghetto che in contropiede non fallisce il rasoterra. Al 62' gli uomini allenati da Yaremvhenko accorciano con Zubov che, dentro l'area, segna da destra con un potente diagonale. Lo Šakhtar sfrutta il momento favorevole e va vicino al pareggio in un paio di occasioni, ma si scopre e al 93' ancora Luiso, sfruttando un errore della difesa avversaria, chiude il risultato sul punteggio di 1-3.

Il ritorno, nuovamente sotto la pioggia, è inizialmente equilibrato con tentativi di Orbu e Viviani, poi in un minuto, al 16', gli ucraini hanno tre buone occasioni, ma Brivio respinge. Scampato il pericolo, al 24', il Vicenza passa con Luiso, di testa, ben servito da Ambrosetti. Il primo tempo si chiude con un palo di Kriventsov. Nella ripresa i biancorossi attaccano senza convinzione e subiscono al 59' la rete di Atelkin, che pare riaprire le sorti della partita, ma al 70' Viviani approfitta di una corta respinta del portiere per infilare a porta vuota.

1
3
Zubov
Luiso (2), Beghetto
Sachtar Šachtar
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Šutkov; Zhabchenko, Koval, Leonov, Babij (Yaksmanitski); Zubov, Kovalyov, Kriventsov, Seleznov (Shelgev), Orbu; Potskhveria
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Beghetto, Ambrosini; Luiso
2
1
Luiso, Viviani
Atelkin
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Sachtar Šachtar
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosini, Ambrosetti (Mendez); Luiso (Di Napoli)
Šutkov; Leonov; Starostiak, Koval (Yaksmanitski), Zhabchenko (Potskhbrtia); Zubov, Kovalyov, Kriventsov (Spivak), Seleznov, Orbu; Atelkin

Quarti di finale: Vicenza Italia - Paesi Bassi Roda J.C.

Nei quarti il Vicenza incontra il Roda, formazione di Kerkrade e di seconda fascia nella Eredivisie olandese. Nel primo tempo l'uomo partita è Schenardi che scodella due cross in area su cui si avventano dapprima Luiso al 17', e poi Belotti dieci minuti dopo; il primo tempo si conclude con il tris di Luiso al 40', su assist di Zauli. La ripresa diventa così una formalità, con il primo gol, all'esordio in Coppa di Otero che raccoglie al 76' una respinta del portiere olandese su tiro del solito Zauli, e per il gol della bandiera di Peeters.

Il ritorno al Menti si trasforma in un'altra goleada. Inizia subito Luiso al 4' quando su lancio di Ambrosetti anticipa un difensore e il portiere con un preciso rasoterra. Il secondo gol viene firmato dal giovane Firmani al 24' con un imparabile destro al volo dal limite dell'area. Al 38' è la volta di Méndez, che con una plastica rovesciata insacca un pallone rimasto in area dopo l'ennesimo pasticcio degli ospiti su incursione di Zauli. Prima dell'intervallo la squadra olandese subisce il poker a opera di Ambrosetti con un preciso diagonale su lancio di Méndez. La ripresa, superflua visto i risultati, è subito chiusa con la cinquina di Zauli che appoggia in rete una ribattuta del portiere su tiro di Ambrosini.

1
4
Peeters
Luiso (2), Belotti, Otero
Roda JC Roda JC
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Delwaerte; Senden, Vrede, Valgaeren (Hart); Van Haaren (Mores), Kukiełka, Van der Luer, Zafarin; Tchoutang, Van Houdt, Lawal (Peeters)
Brivio; Mendez, Belotti, Viviani, Stovini; Schenardi (Firmani), Di Carlo (Baronio), Ambrosini; Zauli; Luiso, Otero
5
0
Luiso, Firmani, Mendez, Ambrosetti, Zauli
 
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Roda JC Roda JC
Brivio; Stovini, Viviani, Dicara (Canals), Coco; Mendez (Baronio), Firmani, Ambrosini, Ambrosetti (Beghetto); Luiso Zauli
Kassmanne; Hart (Zafarin), Vrede, Senden, Van Haaren; Van der Luer, Valgaeren, Kukiełka (Obdam), Lawal; Van Houdt, Peeters (Plet)

Semifinali: Vicenza Italia - Inghilterra Chelsea

Il 2 aprile 1998 il Vicenza affronta il Chelsea allenato dal giocatore-allenatore, ex Juventus, Gianluca Vialli. La squadra inglese viene subito messa alle corde della compagine berica, e al 16' passa in vantaggio con un gran colpo di Zauli che beffa due difensori e supera il portiere con un diagonale di sinistro; la squadra londinese gioca il resto del primo tempo in modo prevedibile, ma al rientro dagli spogliatoi appare più determinata, mettendo in affanno i biancorossi sfiorando il pareggio con Vialli e Zola. Tuttavia dopo una serie di cambi in difesa, il Chelsea progressivamente si spegne.

Il ritorno allo Stamford Bridge appare subito in discesa grazie al gol di Luiso al 32'. Tuttavia gli inglesi pareggiano subito con l'uruguaiano Poyet che riprende una respinta corta di Brivio su tiro di Zola. Sul finire del primo tempo viene erroneamente annullato per fuorigioco un gol regolare di Luiso su cross dalla sinistra di Zauli: la prima frazione si chiude perciò sull'1-1. Ad inizio ripresa però, Vialli, sfruttando le debolezze sulla fascia sinistra berica, scodella al centro un cross che Zola ribadisce in rete di testa. Mister Guidolin corre ai ripari, ma ormai il Chelsea è scatenato e su un lungo rilancio del portiere olandese De Goey, Mark Hughes, grazie anche a una fatale distrazione di Dicara segna il terzo decisivo gol che elimina la squadra vicentina, e che spalanca agli inglesi la finale (poi vinta contro lo Stoccarda).

1
0
Zauli
 
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
Chelsea Chelsea
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Viviani; Schenardi (Stovini), Di Carlo Ambrosini Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Zauli (Firmani)
De Goey; Clarke, Leboeuf, Duberry, Le Saux; Petrescu (Flo), Wise, Di Matteo, Newton, Zola (Morris); Vialli
3
1
Poyet, Zola, Hughes M.
Luiso
Chelsea Chelsea
600px V Bianca e Rossa.png Vicenza
De Goey; Clarke, Duberry, Leboeuf, Le Saux; Morris (Hughes M.), Wise, Newton (Charvet), Poyet; Vialli, Zola (Myers)
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Viviani (Stovini); Schenardi (Otero), Di Carlo (Di Napoli), Ambrosini, Ambrosetti; Luiso, Zauli

Statistiche[modifica | modifica sorgente]

Competizione Giocate Vinte Pareggiate Perse Gol fatti Gol subiti
Coppa UEFA 2 0 1 1 1 2
Coppa delle Coppe 8 6 1 1 19 7

Statistiche di squadra[modifica | modifica sorgente]

I record[modifica | modifica sorgente]

VicenzaCalciostemma.png
All Time
VicenzaCalciostemma.png
In Serie A

Statistiche individuali[modifica | modifica sorgente]

Capocannonieri[modifica | modifica sorgente]

Sono considerate nella classifica tutte le partite di campionato disputate dal Vicenza dal 1911 ad oggi, comprese quelle del campionato di guerra 1944. Non sono conteggiate le partite contro squadre poi squalificate o comunque eliminate dalla classifica finale del campionato (da ciò deriva la discrepanza con altre fonti): si è seguito questo criterio sull'esempio del caso dell'Arezzo nel campionato 1992-93, tenendolo valido anche per il passato.

Giocatori con più presenze e con più gol segnati[modifica | modifica sorgente]

In grassetto gli eventuali giocatori in attività e nella rosa del Vicenza (i dati vengono aggiornati durante la stagione 2013-2014)

Presenze in campionato
Italia Giulio Savoini 317
Italia Luigi Menti 314
Italia Alfonso Santagiuliana 311
Italia Giorgio Sterchele 285
Italia Domenico Di Carlo 268
Italia Gianfranco Volpato 255
Italia Daniele Martinelli 251[20]
Italia Alberto Marchetti 249
Italia Sergio Carantini 248
Italia Renato Faloppa 247
Italia Bruno Quaresima 246
Italia Fabio Viviani 243
Italia Sergio Campana 240
Italia Mariano Rossi 234
Italia Stefan Schwoch 220
Italia Giorgio De Marchi 219
Italia Giobatta Zoppelletto 208
Italia Silvio Griggio 202
Italia Roberto Filippi 200
Italia Eligio Nicolini 200
Goleador in campionato
Italia Piero Spinato 124
Italia Bruno Quaresima 110
Italia Alberto Marchetti 106
Italia Stefan Schwoch 74
Brasile Luís Vinício 69
Italia Mariano Rossi 63
Italia Paolo Rossi 60
Italia Toto Rondon 59
Venezuela Massimo Margiotta 51
Italia Piero Suppi 48
Italia Sergio Campana 46
Italia Adolfo Tonini 43
Italia Bruno Camolese 43
Italia Alessandro Vitali 39
Uruguay Marcelo Otero 37
Italia Armando Frigo 36
Italia Gaetano Griggio 36
Italia Roberto Murgita 35
Italia Roberto Lerici 34
Italia Giovanni Zanollo 34
Presenze in Europa
Italia Pierluigi Brivio 8
Italia Pasquale Luiso 8
Italia Fabio Viviani 8
Italia Gabriele Ambrosetti 7
Italia Massimo Ambrosini 7
Italia Davide Belotti 7
Italia Giacomo Dicara 7
Italia Domenico Di Carlo 7
Uruguay Gustavo Mendez 7
Goleador in Europa
Italia Pasquale Luiso 8
Italia Lamberto Zauli 3
Italia Gabriele Ambrosetti 2
Italia Massimo Briaschi 1
Italia Massimo Beghetto 1
Italia Fabio Viviani 1
Italia Davide Belotti 1
Uruguay Marcelo Otero 1
Italia Fabio Firmani 1
Uruguay Gustavo Mendez 1


Allenatori[modifica | modifica sorgente]

Allenatore Periodo Partite Vinte Pareggi Perse
Uruguay Héctor Puricelli 1969-71 e 1973-75 149 38 53 58
Italia Renzo Ulivieri 1979-80 e 1991-94 142 47 68 27
Italia Francesco Guidolin 1994-98 140 51 47 42
Italia Angelo Gregucci 2006-09 119 33 41 45
Italia Manlio Scopigno 1962-65 e 1975-76 118 41 36 41
Italia Bruno Giorgi 1984-86 106 47 44 15
Italia G.B. Fabbri 1976-79 98 37 40 21

Sono considerate nella classifica tutte le partite di campionato disputate dal Vicenza dal 1911 ad oggi, comprese quelle del campionato di guerra 1944. Non sono conteggiate le partite contro squadre poi squalificate o comunque eliminate dalla classifica finale del campionato (da ciò deriva la discrepanza con altre fonti): si è seguito questo criterio sull'esempio del caso dell'Arezzo nel campionato 1992-93, tenendolo valido anche per il passato.

Tifoseria[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

« Nell'arco di 100 anni di storia, il nostro Vicenza ha attraversato momenti di gloria ma anche momenti di difficoltà. In ogni caso però nella buona e nella cattiva sorte, non è mai mancato l'appoggio incondizionato dei tifosi; quello straordinario popolo biancorosso che è il nostro dodicesimo uomo in campo. »
(Aronne Miola, presidente del Vicenza Calcio tra il 1999 e il 2004.[21])

Il Vicenza Calcio ha numerosi tifosi sia in Italia che all'estero. Nel novembre del 1975 nascono i primi 2 gruppi di tifoseria organizzata a Vicenza: Ultras e I Marines, che risiedevano in curva sud.

La Curva Sud del Vicenza durante una sfida col Cagliari nel 1976-77, quando ancora al Menti era presente la parterre.
La Curva Sud del Vicenza, quando ancora allo stadio Menti era presente la parterre. In primo piano il Fabio Group durante una partita col Venezia della stagione 1990-91.
Una bandiera e alcune sciarpe del Fabio Group

Oltre a questi due gruppi, altre frange di tifo organizzato furono i Vigilantes (nati nel 1978), gruppo principale e storico della Curva Sud. Si sciolsero il 1º settembre 2012, dopo 34 anni di presenza.[22] Il simbolo dei Vigilantes era una testa incappucciata, detto boia, con due mannaie incrociate sullo sfondo. Un altro gruppo storico era il Fabio Group (fondato il 2 settembre 1990, giorno della morte del tifoso dei Vigilantes Fabio Cucco, a lui verrà intitolato il gruppo Fabio Group Ultrà Vicenza 02-09-90). Lo striscione del Fabio Group aveva, oltre ai colori biancorossi, la presenza di bande di colore blu in omaggio ai tifosi del Pescara, coi quali la tifoseria vicentina è legata da quello che fu il primo gemellaggio tra due tifoserie ultras della storia, risalente al gennaio 1977. Fino alla stagione 1997-98 i tifosi del Fabio Group risiedevano in Curva Sud; dalla stagione 1998-99 si stabilirono in Curva Nord assieme ai Kapovolti (altro gruppo proveniente dalla sud, costituito prevalentemente da ragazzi provenienti dalla zona di Thiene e fondato nel 1993). Fabio Group e Kapovolti si sciolsero nel 2004. Dopo lo scioglimento di questi due gruppi (che come ricordato nel 1998 si erano spostati in curva nord), venne fondata la Curva Nord Vicenza (C.N.VI) il 10/10/2004. Questo gruppo si stabilì in seguito nei distinti lato curva nord a causa delle nuove norme di sicurezza negli stadi che indirizzarono la curva nord dello stadio Menti al settore ospiti. Il simbolo era la bandiera di Amsterdam orientata in senso verticale (raffigurante tre croci di Sant'Andrea bianche su sfondo nero, con le lettere C N V I di colore bianco poste sulle bande rosse laterali).
Altri gruppi importanti della Curva Sud erano: la Caneva Berica (gruppo fondato nel 1990, con ragazzi provenienti per lo più dall'area dell'ovest vicentino, si sciolsero nel 2011); gli Ultras (da non confondere col primo gruppo di tifo organizzato di Vicenza) gruppo nato nel 1993 (il nome del gruppo infatti era anche conosciuto come Ultras 1993 o Ultras 93, simbolo lo stemma della città di Vicenza, era un gruppo di destra); i Red White Panthers (altro gruppo storico, nati il 3 settembre 1978, il simbolo era la testa di una pantera nera che mostra i denti); la Vecchia Guardia (gruppo con un personaggio che beve birra); Boys e Brigata Belfast, gruppi di estrema sinistra con immagine raffigurante Che Guevara. Altri due gruppi storici furono i Commandos ed i Kamikaze (entrambi nati nel 1976).

Vi furono poi molti altri gruppi nati nella Curva Sud di Vicenza (tranne le Ombre...di Vino che risiedevano invece in Curva Nord con Fabio Group e Kapovolti, simbolo del gruppo erano due bicchieri di vino), tra i più noti si ricordano: Collettivo, Plotone, Ragazze Panthers, Ragazze Biancorosse, Red White Girls, Nuova Guardia Vicenza, Rebel Girls, Nukleo, Hells Boys, Burx, Sconvolts, Vicenza Superstar, Club Gioventù Biancorossa, Wild Cats, Bronx Biancorosso, Gatti Randagi, Euforia Biancorossa, Fossa Berica, Tartan Army, Berici Alcoolici, Busa dei Gati (nati nel 1992, gruppo con immagine un gatto e che nel nome richiamava in un certo senso la Fossa dei Leoni del Milan), Skorretti (nati nel 1992), Pessimi Elementi (nati nel 1994), Tega Berica, Maiali Inquinanti, Alcool, Gruppo Nardini Bassano (affiliati al gruppo Caneva Berica, risiedevano in curva sud, il simbolo era lo stemma della città di Bassano del Grappa, luogo di provenienza del gruppo), T.d.L., N.S.V., B.P.T.VI, Buba's Group (sciolti nel 1996), Gruppo Parterre (risiedevano in curva sud, quando ancora nello stadio Menti erano presenti le parterre, donde il nome del gruppo), Gatti Bastardi Vicenza, Armata Biancorossa Stanga, Kaos, Warriors, Metal Brigate, Venceremos, Lega Berica, Banda Ragno Vicenza, Central Group, Spiox, Zona Duomo, Gruppo Fantasma e Ribelli.

Tra i gruppi ancora presenti vi sono (tutti presenti in Curva Sud): Old Fans, No T.d.T. (No Tessera del Tifoso), Zona Mucchio, C.S.D., Prime Uve, Lanerossi Vicenza Crew 1902, Ultras Vicenza Thiene, Magnagati Vicenza, SbreGati, Bruti da VedaRe, South Terrace Vicenza, B.S.G. e Disorganizzati.

Gemellaggi e rivalità[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Derby calcistici in Veneto.

Gli ultras del Vicenza hanno un forte gemellaggio con la tifoseria del Pescara: è questo il primo gemellaggio della storia tra due tifoserie ultras e risale al 9 gennaio 1977[23][24].

La tifoseria vicentina è gemellata[25] poi con Ravenna, Cremonese, Udinese e Reggiana; ed ha amicizie con Metz, Roda JC e Messina (quest'ultima per effetto del gemellaggio tra i messinesi con i pescaresi). Negli anni precedenti esistettero quattro gemellaggi rotti (cinque se si considera il rapporto d'amicizia che c'era con la tifoseria del Treviso) con Genoa (gemellaggio rotto dai genoani a causa del ripescaggio in serie B del Vicenza nel 2005 proprio ai danni del Genoa, coinvolto in illeciti sportivi), Milan, Como e Pisa.

La rivalità più accesa è quella con l'Hellas Verona. Le altre principali rivalità storiche[25] sono con Triestina, Venezia, SPAL, Napoli, Brescia, Atalanta, Juventus e Fidelis Andria. Singolare è il rapporto con il Calcio Padova: non c'è alcun interesse di risentimento nei confronti dei biancoscudati, mentre esiste una sentita rivalità in direzione opposta.

VicenzaCalciostemma.png
Gemellaggi[25][26]
VicenzaCalciostemma.png
Amicizie[25][26]
VicenzaCalciostemma.png
Ex Gemellaggi[25][26][27]
VicenzaCalciostemma.png
Rivalità[25][26]


Organico[modifica | modifica sorgente]

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Rosa aggiornata al 31 gennaio 2014[28].

N. Ruolo Giocatore
Italia P Enrico Alfonso
Italia P Andrea Cappa
Italia P Nicola Ravaglia
Italia D Michele Anaclerio
Italia D Alessandro Camisa (vice capitano)
Italia D Salvatore D'Elia
Francia D Oualid El Hasni (Tunisia)
Italia D Matteo Gentili
Italia D Alberto Marchiori
Italia D Michele Murolo
Svizzera D Marco Padalino
Italia D Erik Panizzi
Italia D Marco Talin
Italia D Alessandro Vinci
N. Ruolo Giocatore 600px V Bianca e Rossa.png
Italia C Ivan Castiglia
Italia C Antonio Cinelli
Italia C Niccolò Corticchia
Italia C Mattia Filippi
Marocco C Abderazzak Jadid
Italia C Mattia Mustacchio
Italia C Giovanni Sbrissa
Italia A Stefano Giacomelli
Italia A Tanasy Kosovan (Ucraina)
Italia A Milos Malivojevic (Serbia)
Italia A Piergiuseppe Maritato
Italia A Stefano Padovan
Italia A Simone Tiribocchi (capitano)
Italia A Giacomo Tulli
Fuori rosa
N. Ruolo Giocatore
Senegal A Youssou Lo

Staff tecnico[modifica | modifica sorgente]

VicenzaCalciostemma.png
Staff area tecnica
  • Allenatore : Giovanni Lopez
  • Allenatore in 2ª: Antonino Praticò
  • Team Manager: Enzo Ometto
  • Allenatore portieri: Michele De Bernardin
  • Responsabile addetto agli arbitri: Andrea Prandoni
  • Direttore Tecnico: Paolo Cristallini
  • Preparatore atletico: Daniel Perazzolo
  • Recupero infortunati: Davide Ranzato
  • Responsabile medico: dr. Giovanni Ragazzi
  • Medico sociale: dr. Nicola Bizzotto
  • Consulente radiologo: dr. Enrico Talenti
  • Consulente chiropratico: dr. Steve South
  • Massaggiatore sportivo: Marco Carta
  • Fisioterapista: Daniele Petroni
  • Infermiere: Massimo Toniolo
  • Responsabile magazzino: Valerio Frighetto
  • Allenatore Primavera: Massimo Beghetto
  • Responsabile settore giovanile: Antonio Mandato
  • Responsabile attività agonistica: Stefano Umbro
  • Responsabile attività di base: Massimo Margiotta, Alberto Ciarelli
  • Responsabile osservatori: Piero Borella
  • Responsabile Vicenza Academy: Stefano Pasini

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vicenza Calcio | Storia
  2. ^ Alberto Belloni, Guido Meneghetti, Luca Pozza, I cento anni della Nobile Provinciale - Edizioni Archimedia, Vicenza, 2002
  3. ^ Stefano Ferrio, Il secolo biancorosso - Cento anni di Vicenza Calcio - Società Editrice Athesis, S.Martino B.A. (Vr) in collaborazione con Il Giornale di Vicenza, 2002
  4. ^ a b c Sito ufficiale - Storia
  5. ^ a b Sito ufficiale - Storia
  6. ^ Sito ufficiale - Storia
  7. ^ Giovan Battista Fabbri nell'intervista della videocassetta VICENZA CALCIO 1902 2002 - 100 ANNI BIANCOROSSI DELLA NOBILE PROVINCIALE
  8. ^ Storie di calcio
  9. ^ Paolo Condò; Alberta Mantovani, Guidolin, festa e ultimatum in La Gazzetta dello Sport, 31 maggio 1997.
  10. ^ legaserieb.it, Vicenza, Masolo presidente, 18 aprile 2012.
  11. ^ Sentenze: Lecce escluso in Legaserieb.it, 10 agosto 2012.
  12. ^ VICENZA IN B E PARTE SUBITO in Legaserieb.it, 23 agosto 2012.
  13. ^ Vicenza, il presidente Masolo si dimette, biancorossi.net, 7 gennaio 2013.
  14. ^ Alberta Mantovani, Il Vicenza intitola a Morosini il centro di Isola in ilgiornaledivicenza.it, 23 aprile 2012.
  15. ^ 5 (1) se si considera l'amichevole non ufficiale disputata il 19 gennaio 2011 contro la squadra svizzera del Bellinzona.
  16. ^ Ritirata la maglia 25 del giocatore Morosini
  17. ^ Morosini: Livorno e Vicenza ritirano la maglia numero 25. Il dolore dei compagni
  18. ^ (EN) Erik Garin, Dinant Abbink, Benelux Cup 1959-61, Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation, 20 giugno 2007. URL consultato il 6 maggio 2013.
  19. ^ Terzo posto mantenuto, nonostante la revoca della promozione in Serie A da parte della CAF per illecito sportivo nell'ambito dello scandalo del Totonero-bis.
  20. ^ 253 se si contano i play-out della Serie B 2011-2012.
  21. ^ Aronne Miola nell'intervista della videocassetta VICENZA CALCIO 1902 2002 - 100 ANNI BIANCOROSSI DELLA NOBILE PROVINCIALE
  22. ^ BIANCOROSSI.NET - Biancorossi.net
  23. ^ Francesco Guiotto, L'amicizia tra i tifosi nacque nel 1977, Il Giornale di Vicenza, 31 maggio 2011. URL consultato l'11 dicembre 2012.
  24. ^ Pescara Calcio Tifosi - Gemellaggio Pescara - Vicenza, solopescara.com, 13 novembre 2011.
  25. ^ a b c d e f (IT) Stefano Pozzoni, Dove sono gli ultrà?, Zelig, 2005, p. 131.
  26. ^ a b c d http://www.clubbiancorossonoventavi.altervista.org/tifoseria.html
  27. ^ Curva ospiti - Vicenza: la sua tifoseria.
  28. ^ Giocatori, Vicenza Calcio. URL consultato il 31 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 31 ottobre 2013).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Belloni, Guido Meneghetti, Luca Pozza, I cento anni della Nobile Provinciale - Edizioni Archimedia, Vicenza, 2002
  • Antonio Berto, La nobile provinciale - Vicenza, 1978
  • Pino Dato, Storia del Vicenza - Dedalus
  • Gian Battista Fabbri, Gibì una vita di bel calcio - Bacchilega Editore, Imola, 2006
  • Stefano Ferrio, Il secolo biancorosso - Cento anni di Vicenza Calcio - Società Editrice Athesis, S.Martino B.A. (Vr), 2002
  • Luca Ancetti, "Il sacco nero" - Casa editrice Inedita Veneta, Montecchio Maggiore (VI), 1999

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]