Vicenza Calcio
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| Calcio |
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| Lanerossi, La nobile provinciale, Lane, Berici, Biancorossi | ||||
| Segni distintivi | ||||
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| Uniformi di gara
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| Colori sociali: | ||||
| Inno: | Inno Biancorosso Bruno Conte |
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| Dati societari | ||||
| Città: | Vicenza | |||
| Paese: | ||||
| Confederazione: | UEFA | |||
| Federazione: | ||||
| Campionato: | Serie B | |||
| Fondazione: | 1902 | |||
| Presidente: | Sergio Cassingena | |||
| Allenatore: | Rolando Maran | |||
| Stadio: | Romeo Menti (16.012 posti) |
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| Sito web: | www.calcio.vicenza.com | |||
| Palmarès | ||||
| Trofei nazionali: | 1 Coppe Italia 1 Coppe Italia Serie C |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
| « Non avrei mai creduto che una squadra di provincia potesse giocare al calcio come giocò il Lanerossi Vicenza » | |
Il Vicenza Calcio, già Lanerossi Vicenza e ACIVI Associazione del Calcio in Vicenza, è la maggiore società calcistica di Vicenza. Fondata nel 1902, attualmente milita in Serie B.
È fra le squadre italiane che hanno giocato il maggior numero di campionati di Serie A, 30, di cui 20 consecutivi fra il 1955 e il 1975. Fra i migliori piazzamenti della squadra ci sono la finalissima del 1911 e il titolo di vice-campione d'Italia del 1978, la Coppa Italia del 1997, il raggiungimento della semifinale della Coppa delle Coppe del 1998.
Il Vicenza ha inoltre lanciato nel mondo del calcio due campioni che hanno vinto il Pallone d'Oro: Paolo Rossi e Roberto Baggio.
[modifica] La Storia
[modifica] I primi anni
Il Vicenza calcio è nato nel 1902. In particolare la formazione del primo consiglio direttivo avvenne il 9 marzo[1]. Il debutto del Vicenza in un incontro amichevole avvenne il 18 maggio 1903 nel campionato Provinciale per Scuole; in quel torneo, vinto proprio dalla formazione berica, il Vicenza affrontò il Cordellina, Baggio e Schio. Per quasi un decennio la squadra, denominata allora Associazione del Calcio in Vicenza, disputò solo tornei di carattere minore, senza mai partecipare al campionato nazionale, distinguendosi comunque e prevalendo sulle rivali in vari campionati regionali[2].
L'esordio ufficiale risale al campionato 1910-11: l'Acivi (come venne chiamato il Vicenza per i primi cinquant'anni, dall'acronimo della denominazione ufficiale) inaugurò il 12 febbraio 1911 il nuovo campo di Borgo Casale con una larga vittoria sul Bologna e a marzo terminò a punteggio pieno il girone Veneto-Emiliano, qualificandosi per la finalissima per il titolo. Tuttavia dovette soccombere, sia in trasferta che in casa, alla Pro Vercelli nei suoi anni d'oro[3].
Negli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale prese parte in più occasioni alle finali nazionali dell'Italia settentrionale, che si disputavano in un girone fra le vincenti dei gruppi regionali. Il Vicenza incontrò così varie volte il Bologna, la Juventus, il Milan, l'Inter, affermandosi fra le migliori squadre italiane.
Tuttavia a quegli anni risale un record negativo tuttora imbattuto: il 10 gennaio 1915, a Milano, i biancorossi incassarono addirittura 16 reti contro l'Inter. Riguardo a tale risultato qualcuno insinuò che i biancorossi avessero fatto baldoria la notte precedente la partita e fossero scesi in campo ancora "frastornati"[senza fonte].
[modifica] Il periodo nero
A interrompere l'età dell'oro vicentina venne la Prima Guerra Mondiale, che costrinse la società a chiudere i battenti e molti giocatori a partire per il fronte. Ancor oggi, una lapide all'interno dello stadio Romeo Menti, ricorda i caduti biancorossi di entrambi i conflitti mondiali.[senza fonte]
Alla ripresa dei campionati, nel 1919-20, il Vicenza gareggiò nella Prima Categoria divisa in vari gironi regionali. Nel 1921-22 si aggregò allo scisma delle grandi squadre, andando a disputare il campionato della C.C.I.: terminò ultimo nel girone A e doveva retrocedere in Seconda Divisione. All'attuazione del Compromesso Colombo affrontò lo spareggio di qualificazione che perse contro il Derthona lasciando così la massima divisione nazionale. Addirittura l'anno successivo fu retrocesso nuovamente, in Terza Divisione Veneta, ma subito dopo tornò in Seconda.
Nella stagione 1924-25 il Vicenza vinse il girone eliminatorio di Seconda Divisione dopo spareggi con Udinese e Olympia Fiume ma venne poi squalificato e declassato all'ultimo posto per le posizioni irregolari degli ungheresi Holwart e Molnar[4]; comunque non venne retrocesso perché la Federazione lo ripescò. Impreparato di fronte alle trasformazioni che avviavano il calcio italiano verso il professionismo, si fece travolgere dalle varie ristrutturazioni dei tornei, fino a ritrovarsi nel 1929 ad essere precipitato al quarto livello della piramide calcistica nazionale.
[modifica] La riscossa verso la Serie B
Gli anni '30 furono gli anni della riscossa biancorossa, dopo un decennio da dimenticare. Nel 1932-33 venne promossa in Serie B, dove la squadra rimase per due stagioni (venendo ripescata la prima), per poi provare più e più volte la nuova promozione fra i cadetti.
Dal 1935-36 al 1939-40 fu dunque in Serie C. In quel periodo i biancorossi sfornano talenti del calibro dei fratelli Umberto e soprattutto Romeo Menti, capitan "Neno" Rossi, Bruno Camolese, Luigi Chiodi, Giovanni Costa, mentre s'avviava sul viale del tramonto la stella di Piero Spinato, ancora oggi il giocatore che ha segnato più reti con la maglia del Vicenza.[5];
Nel 1939-40 arrivò la promozione in B con un netto vantaggio sulla seconda. Alle finali per la promozione, il Vicenza si vide costretto a rinunciare ai due portieri di prima squadra, chiamati sotto le armi[senza fonte], e schierò il sedicenne Antonio Bisson: ma anche questo inconveniente non compromise il risultato positivo. L'8 settembre 1935 era stato intanto inaugurato il nuovo stadio lungo il Bacchiglione, abbandonando definitivamente il campo di Borgo Casale. Nella partita inaugurale contro gli ungheresi del Saroksar esordì l'appena sedicenne Romeo Menti.[6];
[modifica] L'approdo in Serie A
All'inizio degli anni '40 il Vicenza conquistò la massima divisione nazionale, grazie anche ad una linea mediana passata alla storia come una delle migliori dell'epoca e formata da Osvaldo Fattori (poi all'Inter), Alfonso Santagiuliana (che giocò anche nel Grande Torino) e lo sfortunato Luigi Abeni, la cui carriera fu stroncata dalla malattia.
Il primo campionato di Serie A si concluse con una storica salvezza, conquistata all'ultima giornata sconfiggendo per ben 6-2 la Juventus a Torino nel giorno di Pasqua del 1943. Dopo l'8 settembre partecipò al girone Veneto del campionato di Guerra del 1944, rinunciando però alle finali nazionali.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, il Vicenza tornò a giocare in Serie A, dopo il campionato misto del 1946. Nel 1947, tornato il campionato a girone unico, il Vicenza conquistò un sorprendente quinto posto, tuttavia seguito alla retrocessione l'anno seguente all'ultimo posto (che rimane l'unica volta nella storia biancorossa che il Vicenza ha chiuso il campionato da fanalino di coda).
Nel 1949 il Vicenza sfiorò l'immediato ritorno in A, sfumato per un solo punto. Seguirono poi alcuni campionati di Serie B conclusi a metà classifica, caratterizzati tuttavia da crescenti problemi economici.
[modifica] L'avvento del Lanerossi e il ventennio d'oro
| Per approfondire, vedi la voce Lanerossi Vicenza. |
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Nell'estate 1953 accadde un evento che cambierà la storia della società vicentina per molti decenni: la vecchia Acivi fu acquistata dal colosso laniero di Schio, la Lanerossi, fondata nel XIX secolo da Alessandro Rossi. Non si tratta del primo caso di sponsorizzazione in Italia (anche se siamo molto vicini a ciò), ma di una vera e propria acquisizione, per cui la società calcistica divenne una costola dell'azienda tessile, portandone anche il nome e il simbolo (la mitica R) sulle maglie (il nome di aziende sarà permesso solo negli anni '80).
L'iniezione di fiducia e soprattutto di denaro liquido permise di allestire una squadra che ben presto, dopo una stagione di assestamento, tornò in Serie A. Ai fasti della prima squadra si aggiunsero quelli della formazione primavera, che proprio nel 1954-55 conquistò il prestigioso torneo di Viareggio, facendo bis l'anno dopo, quando la prima squadra conquistò una sorprendente salvezza con un nono posto. Dalla squadra del Viareggio uscirono giocatori del calibro di Azeglio Vicini, Sergio Campana, Renzo Cappellaro, Mario David, Mirko Pavinato, Luigi Menti e molti altri che in seguito vestirono la maglia biancorossa in Serie A.
A cavallo fra i due decenni il Vicenza conquistò salvezze più o meno tranquille e piazzamenti ragguardevoli, come due settimi posti consecutivi, e nel 1960-61 l'allenatore Roberto Lerici (già giocatore biancorosso degli anni '50, vinse il premio del Seminatore d'oro come miglior allenatore stagionale. Il Lanerossi mantenne le sue caratteristiche di provinciale, attenta ai bilanci, che valorizza i giovani, siano prodotti dal vivaio o provenienti da altre squadre, mantenendo un nucleo forte di giocatori sempre più "bandiere", accogliendo di tanto in tanto grandi giocatori a fine carriera. Eppure cominciò ad essere guardato con rispetto dalle grandi squadre. Nel 1962 arrivò il centravanti brasiliano trentenne Luis Vinicio, ex Napoli e Bologna, che diede ulteriore lustro alla squadra, conquistando il sesto posto nel 1963-64. Nel suo anno di grazia, il 1965-66, nel quale conquistò la classifica cannoniere con 25 reti (si dovranno aspettare 26 anni perché un giocatore di Serie A segni tanto: sarà Marco van Basten nel 1991-92), il Lanerossi giunse quinto.
A grandi risultati seguono però anni in cui la salvezza era risicata, spesso all'ultima giornata. Eppure vestirono la maglia biancorossa giocatori del calibro di Giuseppe Damiani, Sergio Gori, Sidney Cunha Cinesinho, Giorgio Biasiolo, Mario Maraschi, Paride Tumburus, Angelo Benedicto Sormani mentre Giulio Savoini appese le scarpe al chiodo, con il record di presenze in campionato di tutti i tempi per un biancorosso. Fra le salvezze risicate rimase leggendaria quella del 1972-73, in cui il Lanerossi sembrava ormai spacciato, ma con nelle ultime tre giornate riuscì a risalire la china fino ad uno spareggio con l'Atalanta, sconfitta su autogol. Tuttavia la fortuna abbandonò il Lanerossi nel 1975, quando al ventesimo campionato consecutivo di Serie A, retrocesse in Serie B.
[modifica] Il Real Vicenza
| Per approfondire, vedi la voce Real Vicenza. |
Dopo un'opaca stagione 1975-76 in cui rischiò addirittura di retrocedere il Serie C, il Lanerossi si presentò con poche speranze a quella 1976-77. Tuttavia il nuovo tecnico, Giovan Battista Fabbri ebbe una intuizione: trasformò il giovane Paolo Rossi da ala destra dalle scarse prospettive in un eccellente centravanti. Dopo aver vinto il campionato cadetto con il titolo di capocannoniere per il giovane pratese, il Lanerossi si ripresentò al cospetto della massima divisione. Dopo un inizio titubante, la formazione biancorossa si dimostrò travolgente, grazie ai gol di Rossi, la sicurezza del libero Giorgio Carrera, le giocate di Franco Cerilli e Giancarlo Salvi, la diga di Mario Guidetti a centrocampo, l'inarrestabile Roberto Filippi.
Solo la Juventus poté fare meglio: tuttavia, se si escludono le prime cinque giornate, i biancorossi conquistarono più punti di tutti, nonché la simpatia di tutta Italia. Caddero sotto i colpi del micidiale attacco biancorosso, il migliore della stagione con 50 reti, squadre del calibro di Napoli (4 a 1 al S. Paolo), Lazio, Fiorentina, Roma, Bologna…
Paolo Rossi divenne il nuovo fenomeno del calcio italiano, a dicembre 1977 fu convocato in nazionale. A fine stagione vinse il titolo di capocannoniere surclassando tutti gli altri attaccanti italiani con le sue 24 reti, un bottino considerevole per i campionati a 16 squadre. A fine stagione venne convocato per i mondiali argentini, dove diventerà Pablito, segnando anche 3 reti e mettendosi in ulteriore luce.
L'estate 1978 fu il momento delle celebri buste, con cui il presidente del Lanerossi Giussy Farina tentò di strapparlo alla Juventus comproprietaria del giocatore. Le cifre messe in gioco furono le più grandi dell'epoca: il presidente vicentino mise sul piatto della bilancia 2.612 milioni contro gli appena 700 offerti dai bianconeri.[7]
[modifica] Il nuovo declino
L'operazione Rossi portò un notevole sforzo finanziario per la casse biancorosse, e i grandi progetti di Farina finirono nel peggiore dei modi. Il Lanerossi incappò in un'annata balorda, quella che sembrava una tranquilla salvezza fu compromessa in modo incredibile arrivando ad una retrocessione che nessuno avrebbe pronosticato. A nulla valsero le 15 reti di Rossi, che a fine stagione lasciò l'amata Vicenza per andare a Perugia in prestito.
Amaro fu anche l'esordio in Coppa UEFA contro il Dukla Praga. Sconfitto nella gara di andata in Cecoslovacchia il Lanerossi si trovò al ritorno privo di Rossi infortunato. Non andò oltre l'1-1 nella partita di ritorno sbagliando con Callioni un rigore potenzialmente decisivo. Il Vicenza uscì così già al primo turno. Il Lanerossi si ritrovò in Serie B e, due anni dopo, addirittura in C1. Furono gli anni fra i più neri della storia del Vicenza, tuttavia sempre seguito da un numero considerevole di tifosi. Magra consolazione fu la conquista della Coppa Italia di Serie C del 1981-82, ottenuta dopo un lungo torneo e la duplice sfida col Campobasso, che terminò ai supplementari.
In quel periodo Farina lasciò la società a Dario Maraschin, che diede l'avvio alla nuova riscossa grazie all'operato di Bruno Giorgi e ai gol del maladense Toto Rondon e della giovane stella Roberto Baggio. Nel 1984-85 il Vicenza tornò in Serie B grazie allo spareggio con il Piacenza e l'anno dopo arrivò terzo. I festeggiamenti biancorossi durarono però poco, in quanto la C.A.F. annullò la promozione nella massima divisione per un nuovo scandalo scommesse.
Il colpo fu forte, tanto che si ritornò in Serie C1. Il Lanerossi rischiò di retrocedere addirittura in Serie C2, ma si salvò due volte in modo molto fortunoso, la prima per un rigore alquanto dubbio all'ultimo minuto dell'ultima di campionato e la seconda allo spareggio col Prato.
[modifica] Da Ulivieri a Guidolin
Nell'estate 1990 la società cambiò nome dando l'addio al Lanerossi e alla sua R: la società rilevata l'anno prima da Pieraldo Dalle Carbonare, divenne Vicenza Calcio. L'inizio non fu dei migliori, ma presto Renzo Ulivieri, dopo un'ulteriore stagione di assestamento, portò il Vicenza in Serie B. Nel 1993-94 l'allenatore toscano, pur senza grandi attaccanti, riuscì a salvare il Vicenza con un gioco corale che sarà la caratteristica di tutto quel periodo della società berica. Anche il suo successore, Francesco Guidolin, adottò una strategia volta a mettere in risalto le doti del gruppo e l'azione di tutta la squadra più che quella dei singoli giocatori.
Con il nucleo forte della squadra proveniente dalla C, cioè il portiere Sterchele, il capitano Lopez, il terzino D'Ignazio, il mediano Domenico Di Carlo, il centrocampista Viviani e il piccolo ma veloce Gasparini, nel 1994-95 la squadra di Guidolin sorprese tutti con la promozione in Serie A grazie anche all'apporto deciso nel girone di ritorno di Roberto Murgita. Il centravanti genovese esplose letteralmente con l'anno nuovo e realizzò 17 reti in 19 partite, rendendo inarrestabile la marcia del Vicenza verso la massima serie.
[modifica] Gli anni d'oro di Guidolin
Rafforzata dall'arrivo di alcuni giovani e di tre stranieri come Joachim Björklund e gli uruguaiani Marcelo Otero e Gustavo Mendez, la matricola Vicenza sorprese tutti per il suo gioco, capace di mettere in crisi anche grandi squadre. La salvezza fu conquistata facilmente con un nono posto a fine stagione.
Addirittura meglio l'anno successivo, quello della consacrazione: dopo aver conquistato per qualche giorno il primo posto nel novembre 1996, il Vicenza superò una dopo l'altra le sue avversarie in Coppa Italia. Nei quarti fu il Milan di Baggio a dover lasciare il passo a Lopez e compagni, in semifinale il Bologna e infine si arrivò alla finale col Napoli. All'andata al San Paolo i biancorossi cedettero per 1-0, ma al ritorno, il 29 maggio 1997 Maini pareggiò subito i conti. Si arrivò ai supplementari e fu Maurizio Rossi ad entrare nella storia del Vicenza segnando un gol a due minuti dalla fine, seguito due minuti più tardi dal 3 a 0 di Iannuzzi, e ad assegnare al Vicenza il più importante trofeo della sua storia.
Nel 1997-98, dopo l'ottavo posto dell'anno prima, il Vicenza si salvò senza patemi, ma si lasciò un po' andare in campionato, mentre in Coppa delle Coppe arrivò in semifinale col Chelsea dopo numerosi successi grazie ai gol del suo bomber Pasquale Luiso, alla fine capocannoniere della manifestazione. Dopo la vittoria all'andata con i blues, (1-0 marcatura di Lamberto Zauli) al ritorno a Londra i biancorossi incapparono in una serata negativa (3 a 1 per il Chelsea) quando ormai la finale sembrava sicura.
[modifica] Svolte societarie e campionati travagliati
L'anno successivo corrisponde ad una retrocessione con una seguente promozione con vittoria del campionato di Serie B grazie ad un ottimo attacco in cui si distinguono Gianni Comandini, poi ceduto al Milan, il solito Pasquale Luiso e il giovane Christian Bucchi. Dura solo un anno e poi il Vicenza torna a disputare anonimi campionati di Serie B, arrivando a perdere lo spareggio salvezza con la Triestina nella stagione 2004-05 (1-2 e 0-2). Tuttavia la squadra rimase nella serie cadetta, poiché il Genoa fu declassato all'ultimo posto in classifica a causa di un illecito sportivo.
Nel dicembre 2004 avviene un'importante svolta, con il ritorno della società in mano di imprenditori locali, e la nomina a presidente di Sergio Cassingena, a seguito dell'acquisto del pacchetto azionario dalla società inglese ENIC, mai particolarmente amata dalla tifoseria.
Inoltre, durante la sosta natalizia del 2005, un dramma scuote la compagine vicentina. Un incidente stradale coinvolge l'attaccante Julio Gonzales, che per le conseguenze subisce l'amputazione di un braccio e deve abbandonare forzatamente il calcio giocato. La squadra ha ottenuto la salvezza e la permanenza nel campionato di Serie B per la stagione successiva.
La stagione 2006-2007 porta come prima novità un ritorno all'antico: sulla maglia torna la "R" simbolo della Lanerossi. Alla quinta giornata viene esonerato l'allenatore Giancarlo Camolese, per aver collezionato nelle prime cinque giornate quattro sconfitte e un pareggio, e al suo posto viene nominato un allenatore emergente Angelo Gregucci: dopo una partenza in salita, la squadra ritrova la vittoria e inanella un successo dopo l'altro, scongiurando a metà campionato lo spettro della retrocessione. Un brutto finale di campionato porta la squadra a lottare per evitare i play out retrocessione, trovando la salvezza all'ultima giornata, ottenuta grazie alla vittoria sul Crotone con un gol di Gabriele Paonessa a pochi minuti dal termine.
Il mercato estivo è caratterizzato da una vera e propria rivoluzione della rosa, attuata per cercare di migliorare il piazzamento della stagione precedente.
Nel dicembre 2007 Sergio Cassingena rassegna le sue dimissioni dalla carica di presidente per problemi di salute, rimanendo comunque all'interno del CdA. Il 4 dicembre 2007 la società nomina l'avvocato Gian Luigi Polato, stretto collaboratore dello stesso Cassingena, nuovo presidente del Vicenza Calcio. Nel mercato di riparazione di gennaio viene acquistato dall'Atalanta Riccardo Zampagna, attaccante in cui vengono riposte le maggiori speranze di salvezza della squadra.
La stagione 2007/2008, per il Vicenza, si chiude alla penultima giornata di campionato quando riesce ad agguantare anticipatamente la salvezza battendo allo Stadio Menti il Ravenna per 1 a 0. (Zampagna). Il mercato estivo porta alla cessione, tra glia altri, di Riccardo Zampagna all'emergente Sassuolo, cessione non certo voluta dal giocatore ma dalla società. Vengono tuttavia acquistate individualità di sicuro spessore quali Marco Zanchi dal Messina e Saša Bjelanović dal Torino.
[modifica] La stagione attuale
Il campionato 2008/2009 si apre con un Vicenza titubante, che riesce nelle prime tre gare a raccogliere un solo punto. Segue però una striscia di nove risultati utili consecutivi, che portano la squadra al limite della zona play off. Grazie al contributo fondamentale in fatto di gol da parte di Sgrigna e Bjelanovic, a una difesa che per molti mesi rimane la meno perforata del torneo e a un centrocampo di qualità, il Vicenza può sognare fino a primavera, quando entra in un periodo sfortunato e povero di risultati e si stabilizza, fino a fine campionato, a metà classifica, penalizzato tra l'altro dai gravi infortuni del difensore centrale Di Cesare e del capitano Bernardini, insostituibile regista condottiero del centrocampo berico. La salvezza matematica arriva a 3 gare dalla fine, durante il derby veneto contro il Treviso, vinto dai biancorossi per 1 a 0.
La penultima partita della stagione viene segnata dalla morte del giovane tifoso Eugenio Bortolon di soli 19 anni. Il supporter (alla sua sola seconda trasferta) aveva seguito i biancorossi allo stadio Tardini di Parma quando, al 4° minuto del secondo tempo, cade dagli spalti del settore ospiti. Trsaportato d'urgenza all'ospedale parmense in condizioni gravissime, morirà la sera stessa a causa di un arresto cardiaco. Polemiche sono sorte anche per il fatto che, nonostante sia i giocatori del Vicenza che del Parma, avessero chiesto di interrompere la partita, dopo una sospensione di 20 minuti si è deciso di riprendere a giocare. Il giorno successivo su tutti i campi è stato osservato un minuto di silenzio.
[modifica] Rosa 2009/2010
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[modifica] Staff tecnico
| Allenatore: |
[modifica] Cronistoria
| Cronistoria del Vicenza Calcio | ||
|---|---|---|
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[modifica] Denominazioni
- 1902 - 1932
Associazione del Calcio in Vicenza (ACIVI) - 1932 - 1945
Associazione Fascista Calcio Vicenza - 1945 - 1953
Associazione Calcio Vicenza - 1953 - 1990
Associazione Calcio Lanerossi Vicenza (Lanerossi Vicenza) - 1990 - oggi
Vicenza Calcio
[modifica] Il Vicenza in Europa
[modifica] Coppa UEFA 1979
| Per approfondire, vedi la voce Coppa Uefa 1979. |
Primo turno: Lanerossi Vicenza
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Dukla Praga
Il Vicenza, alla prima esperienza europea, non è testa di serie e pesca un sorteggio non certo facile: il Dukla Praga. Dopo sei minuti il Vicenza è già sotto di un gol, ma la serata di grazia di Ernesto Galli evita un passivo maggiore. Paolo Rossi è messo ko da Macela: pur terminando l'incontro dovrà saltare il match di ritorno per una distorsione al ginocchio. All'arrivo in aereporto di Praga, Luciano Marangon, con l'intento di scherzare un po', apre una porta con scritto "Vietato entrare" ed è fermato dalla polizia e portato in commissariato. Solo l'intervento del presidentissimo Farina evita conseguenze più gravi.
Nella gara di ritorno al Menti, giocata sotto una pioggia insistente, è il giovane Massimo Briaschi a riportare il doppio confronto in parità. Dopo una traversa di Guidetti nel primo tempo, il Vicenza subisce il gol dai cecoslovacchi da una punizione dalla distanza deviata da Rosselli. Guidetti guadagna un rigore, ma lascia l'incarico a Callioni che sbaglia: finisce così la prima avventura europa del Vicenza.
| 1 0 |
Nehoda |
Stromšik; Barmoš, Fiala, Macela, Samek; Vízek, Pelc, Štambachr, Rott; Nehoda, Gajdůsek Galli; Callioni, Marangon, Prestanti, Stefanello; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Rossi P. |
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| 1 1 |
Briaschi M. Gajdůsek |
Galli; Callioni, Marangon (Mocellin), Presanti, Miani; Cerilli, Guidetti, Faloppa, Roselli, Salvi; Briaschi M. (Zanone) Stromšik; Barmoš, Fiala, Macela, Samek; Vízek (Bilský), Pelc, Štambachr, Rott; Nehoda, Gajdůsek |
[modifica] Coppa delle Coppe 1998
| Per approfondire, vedi la voce Coppa delle Coppe 1997-1998. |
Primo turno: Vicenza
-
Legia Varsavia
La seconda avventura europea del Vicenza inizia a Varsavia, in Polonia, contro il Legia. L'emozione del debutto dura solo 10 minuti quando Luiso incorna il primo gol su assist di Di Napoli; i polacchi reagiscono e cercano il pari dapprima con Sokołowski poi con Kacprzak, ma vengono beffati da Ambrosetti, che di destro infila a fil di montante il portiere polacco in uscita. Nella ripresa i biancorossi amministrano il doppio vantaggio, anche se in contropiedie Ambrosetti, Beghetto e Luiso hanno ancora la possibilità di chiudere l'incontro.
Nel primo tempo, forte del risultato dell'andata, gli uomini di Guidolin tengono in pugno la gara, sfiorando il gol a più riprese. Ad inizio ripresa, il Legia passa in vantaggio con Kacprzak, e tenta di ribaltare la qualificazione con le ripetute incursioni di Karwan e Sokołowski. Il Vicenza però replica colpo su colpo con Zauli e Beghetto, ed infine è proprio Beghetto a rimediare il risultato, all'87'.
| 2 0 |
Luiso, Ambrosetti |
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Di Napoli Szamotulski; Skrzypek (Kupiec), Zieliński, Bednarz; Czykier, Czereszewski, Magiera (Włodarczyk), Solnica (Sazonowicz), Kacprzak; Zeigbo, Sokołowski I |
|
| 1 1 |
Kacprzak Beghetto |
Szamotulski; Kupiec (Solnica), Zieliński, Bednarz; Czereszewski, Magiera, Czykier, Sokołowski I, Kacprzak; Karwan, Staniek Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Beghetto; Mendez (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosetti (Ambrosini); Luiso, Di Napoli (Zauli) |
Secondo turno: Vicenza
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Šakhtar Donec'k
Il secondo turno vede impegnata la squadra berica con lo Šakhtar Donec'k, seconda forza del campionato ucraino. Sotto il diluvio, dopo nemmeno un minuto (39 secondi per l'esattezza) Luiso sfruttando un rimpallo favorevole porta in vantaggio i biancorossi. Gli ucraini subiscono il colpo, e la squadra di Guidolin potrebbe raddoppiare, dapprima con Viviani che però trova il piede del portiere, poi con Schenardi con un gran tiro da 40 metri, e infine con Luiso che da due passi spara alto. Il 2-0 arriva solo nella ripresa con Beghetto che in contropiede non fallisce il rasoterra. Al 62' gli uomini allenati da Yaremvhenko accorciano con Zubov che, dentro l'area, segna da destra con un potente diagonale. Lo Šakhtar sfrutta il momento favorevole e va vicino al pareggio in un paio di occasioni, ma si scopre e al 93' ancora Luiso, sfruttando un errore della difesa avversaria, chiude il risultato sul punteggio di 1-3.
Il ritorno, nuovamente sotto la pioggia, è inizialmente equilibrato con tentativi di Orbu e Viviani, poi in un minuto, al 16', gli ucraini hanno tre buone occasioni, ma Brivio respinge. Scampato il pericolo, al 24', il Vicenza passa con Luiso, di testa, ben servito da Ambrosetti. Il primo tempo si chiude con un palo di Kriventsov. Nella ripresa i biancorossi attaccano senza convinzione e subiscono al 59' la rete di Atelkin, che pare riaprire le sorti della partita, ma al 70' Viviani approfitta di una corta respinta del portiere per infilare a porta vuota.
| 1 3 |
Zubov Luiso (2), Beghetto |
Šutkov; Zhabchenko, Koval, Leonov, Babiy (Yaksmanitski); Zubov, Kovalyov, Kriventsov, Seleznov (Shelgev), Orbu; Potskhveria Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Beghetto, Ambrosini; Luiso |
|
| 2 1 |
Luiso, Viviani Atelkin |
Brivio; Belotti, Canals, Dicara, Coco; Schenardi (Firmani), Di Carlo, Viviani, Ambrosini, Ambrosetti (Mendez); Luiso (Di Napoli) Šutkov; Leonov; Starostiak, Koval (Yaksmanitski), Zhabchenko (Potskhbrtia); Zubov, Kovalyov, Kriventsov (Spivak), Seleznov, Orbu; Atelkin |
Quarti di finale: Vicenza
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Roda J.C.
Nei quarti il Vicenza incontra il Roda, formazione di Kerkrade e di seconda fascia nella Eredivisie olandese. Nel primo tempo l'uomo partita è Schenardi che scodella due cross in area su cui si avventano dapprima Luiso al 17', e poi Belotti dieci minuti dopo; il primo tempo si conclude con il tris di Luiso al 40', su assist di Zauli. La ripresa diventa così una formalità, con il primo gol, all'esordio in Coppa di Otero che raccoglie al 76' una respinta del portiere olandese su tiro del solito Zauli, e per il gol della bandiera di Peeters.
Il ritorno al Menti si trasforma in un'altra goleada. Inizia subito Luiso al 4' quando su lancio di Ambrosetti anticipa un difensore e il portiere con un preciso rasoterra. Il secondo gol viene firmato dal giovane Firmani al 24' con un imparabile destro al volo dal limite dell'area. Al 38' è la volta di Méndez, che con una plastica rovesciata insacca un pallone rimasto in area dopo l'ennesimo pasticcio degli ospiti su incursione di Zauli. Prima dell'intervallo la squadra olandese subisce il poker a opera di Ambrosetti con un preciso diagonale su lancio di Méndez. La ripresa, superflua visto i risultati, è subito chiusa con la cinquina di Zauli che appoggia in rete una ribattuta del portiere su tiro di Ambrosini.
| 1 4 |
Peeters Luiso (2), Belotti, Otero |
Delwaerte; Senden, Vrede, Valgaeren (Hart); Van Haaren (Mores), Kukiełka, Van der Luer, Zafarin; Tchoutang, Van Houdt, Lawal (Peeters) Brivio; Mendez, Belotti, Viviani, Stovini; Schenardi (Firmani), Di Carlo (Baronio), Ambrosini; Zauli; Luiso, Otero |
|
| 5 0 |
Luiso, Firmani, Mendez, Ambrosetti, Zauli |
Brivio; Stovini, Viviani, Dicara (Canals), Coco; Mendez (Baronio), Firmani, Ambrosini, Ambrosetti (Beghetto); Luiso Zauli Kassmanne; Hart (Zafarin), Vrede, Senden, Van Haaren; Van der Luer, Valgaeren, Kukiełka (Obdam), Lawal; Van Houdt, Peeters (Plet) |
Il 2 aprile 1998 il Vicenza affronta il Chelsea allenato dal giocatore-allenatore, ex Juventus, Gianluca Vialli. La squadra inglese viene subito messa alle corde della compagine berica, e al 16' passa in vantaggio con un gran colpo di Zauli che beffa due difensori e supera il portiere con un diagonale di sinistro; la squadra londinese gioca il resto del primo tempo in modo prevedibile, ma al rientro dagli spogliatoi appare più determinata, mettendo in affanno i biancorossi sfiorando il pareggio con Vialli e Zola. Tuttavia dopo una serie di cambi in difesa, il Chelsea progressivamente si spegne.
Il ritorno allo Stamford Bridge appare subito in discesa grazie al gol di Luiso al 32'. Tuttavia gli inglesi pareggiano subito con l'uruguaiano Poyet che riprende una respinta corta di Brivio su tiro di Zola. Sul finire del primo tempo viene erroneamente annullato per fuorigioco un gol regolare di Luiso su cross dalla sinistra di Zauli: la prima frazione si chiude perciò sull'1-1. Ad inizio ripresa però, Vialli, sfruttando le debolezze sulla fascia sinistra berica, scodella al centro un cross che Zola ribadisce in rete di testa. Mister Guidolin corre ai ripari, ma ormai il Chelsea è scatenato e su un lungo rilancio del portiere olandese De Goey, Mark Hughes, grazie anche a una fatale distrazione di Dicara segna il terzo decisivo gol che elimina la squadra vicentina, e che spalanca agli inglesi la finale (poi vinta contro lo Stoccarda).
| 1 0 |
Zauli |
Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Viviani; Schenardi (Stovini), Di Carlo Ambrosini Ambrosetti (Beghetto); Luiso, Zauli (Firmani) De Goey; Clarke, Leboeuf, Duberry, Le Saux; Petrescu (Flo), Wise, Di Matteo, Newton, Zola (Morris); Vialli |
|
| 3 1 |
Poyet, Zola, Hughes M. Luiso |
De Goey; Clarke, Duberry, Leboeuf, Le Saux; Morris (Hughes M.), Wise, Newton (Charvet), Poyet; Vialli, Zola (Myers) Brivio; Mendez, Belotti, Dicara, Viviani (Stovini); Schenardi (Otero), Di Carlo (Di Napoli), Ambrosini, Ambrosetti; Luiso, Zauli |
[modifica] Statistiche
| Competizione | Giocate | Vinte | Pareggiate | Perse | Gol fatti | Gol subiti |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Coppa UEFA | 2 | 0 | 1 | 1 | 1 | 2 |
| Coppa delle Coppe | 8 | 6 | 1 | 1 | 19 | 7 |
[modifica] Palmarès
Coppa Italia: 1
[modifica] Trofei giovanili
[modifica] Campionati e coppe disputati
[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
36 | 1910-1911 | 2000-2001 |
B |
31 | 1922-1923 | 2008-2009 |
C |
20 | 1930-1931 | 1992-1993 |
In 87 stagioni sportive dall'esordio a livello nazionale l'11 giugno 1911, compresi 6 tornei di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A), 3 tornei di Seconda Divisione (B), e 2 tornei del Direttorio Inferiore Nord (C). Sono escluse dal computo le 6 annate in cui il Vicenza disputò unicamente campionati regionali e locali, e che vengono qui sotto elencate.
[modifica] Campionati regionali
- 3 campionati di Prima Categoria del Comitato Regionale Veneto (1911-1912, 1919-1920, 1920-1921)
- Validi come fase preliminare al campionato di Prima Categoria nazionale
- 1 campionato di Terza Divisione del Comitato Regionale Veneto (1923-1924)
- Massimo livello regionale dell'epoca, sottostante la Seconda Divisione nazionale
- Torneo organizzato su gironi locali e regionali dopo il suo declassamento al livello della futura Serie D
[modifica] Finali di coppa
| Data | Competizione | Stadio | Ospitante | Ospite | Risultato | Marcatori |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 13 giugno 1982 | Coppa Italia di Serie C Finale di andata |
Stadio "G. Romagnoli", Campobasso |
Campobasso | Lanerossi Vicenza | 0-0 | |
| 16 giugno 1982 | Coppa Italia di Serie C Finale di ritorno |
Stadio "Romeo Menti", Vicenza |
Lanerossi Vicenza | Campobasso | 3-1 dts | Corallo (V), Guerra (V), Renica (V); Maragliulo (C) |
| 8 maggio 1997 | Coppa Italia Finale di andata |
Stadio "San Paolo", Napoli |
Napoli | Vicenza | 1-0 | Pecchia |
| 29 maggio 1997 | Coppa Italia Finale di ritorno |
Stadio "Romeo Menti", Vicenza |
Vicenza | Napoli | 3-0 dts | Maini, Rossi M., Iannuzzi |
| 23 agosto 1997 | Supercoppa Italiana Finale |
Stadio delle Alpi, Torino |
Juventus | Vicenza | 3-0 | Inzaghi (2), Conte |
[modifica] I record
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[modifica] Record individuali
Capocannonieri
Enrico Motta, capocannoniere serie B stagione 1954-55, 14 gol
Luís Vinício, capocannoniere serie A stagione 1965-66, 25 gol
Paolo Rossi, capocannoniere serie B stagione 1976-77, 21 gol
Paolo Rossi, capocannoniere serie A stagione 1977-78, 24 gol
Toto Rondon, capocannoniere serie C1 stagione 1983-84, 24 gol
Fausto Pizzi, capocannoniere serie C1 stagione 1988-89, 16 gol
Pasquale Luiso, capocannoniere della Coppa delle Coppe 1997-1998, 8 gol
Campioni d'Europa Under-21
[modifica] La società Vicenza Calcio
[modifica] Presidenti
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[modifica] Allenatori
[modifica] Sponsor ufficiali e sponsor tecnici
- Lanerossi (dal campionato 1953/1954 al campionato 1980/1981): è un'azienda vicentina tra le più importanti filature mondiali, ora diventata di proprietà del Gruppo Marzotto. È lo sponsor storico della società ed era parte integrante del nome (ancor'oggi molti chiamano il Vicenza Calcio, Lanerossi Vicenza). Il logo rimase sulle maglie fino alla stagione 1988/1989 anche se l'azienda non contribuiva economicamente più dagli inizi degli anni '80. Il logo (la "R" annodata) ricomparve nella stagione 2001/2002 per il centenario della società e stabilmente dalla stagione 2006/2007.
- Yuma Jeans (dal campionato 1981/1982 al campionato 1983/1984): era una azienda vicentina del settore abbigliamento specializzata in produzione di jeans.
- TreGima (campionato 1984/1985): è un mobilificio di Torri di Quartesolo che vende mobili all'ingrosso.
- Recoaro (dal campionato 1985/1986 al campionato 1986/1987 e dal campionato 2005/2006 al campionato 2006/2007): azienda vicentina di acque mineralidi oggi di proprietà del gruppo Sanpellegrino.
- Pulitalia (dal campionato 1987/1988 al campionato 1988/1989): azienda vicentina attiva nel settore dei detergenti e dei macchinari per la pulizia industriale.
- Pal Zileri (dal campionato 1989/1990 al campionato 1997/1998): società del gruppo vicentino Forall, uno dei leader mondiali nel settore della confezione sartoriale classica maschile.
- Belfe (campionato 1998/1999):azienda vicentina di Marostica attiva nel settore dell'abbigliamento sportivo.
- Caffè Vero (campionato 1999/2000 e dal campionato 2002/2003 al campionato 2004/2005): azienda vicentina fornitrice di caffè per i locali pubblici.
- Artel (dal campionato 2000/2001 al campionato 2002/2003): azienda vicentina di San Vito di Leguzzano che si occupa di trattamento dell'aria e climatizzazione.
- Fiera di Vicenza (dal campionato 2007/2008)
- Umbro (campionato 1970/1971 e dal campionato 1999/2000 al campionato 2001/2002)
- Adidas (dal campionato 1978/1979 al campionato 1991/1992)
- Virma (dal campionato 1992/1993 al campionato 1994/1995)
- Biemme (dal campionato 1995/1996 al campionato 1996/1997, campionato 1998/1999 e dal campionato 2002/2003 al campionato 2004/2005)
- Lotto (campionato 1997/1998)
- A Line (dal campionato 2005/2006 al campionato 2006/2007)
- Diadora (dal campionato 2007/2008)
[modifica] Giocatori
| Per approfondire, vedi la voce Categoria:Calciatori del Vicenza Calcio. |
[modifica] Biancorossi in nazionale A
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Data | Partita | Risultato | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|---|---|
| Mario David | 23 marzo 1958 | 3 - 2 | 1 | 0 | |
| Giorgio Puia | 11 novembre 1962 | 1 - 2 | 2 | 0 | |
| Paolo Rossi | 21 dicembre 1977 | 0 - 1 | 14 | 7 | |
| Giampiero Maini | 4 agosto 1997 | 0 - 2 | 1 | 0 |
[modifica] Biancorossi nell'Under-23
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale under 23; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Data | Partita debutto | Risultato | >Presenze | Gol |
|---|---|---|---|---|---|
| Alessandro Iannuzzi | 19 giugno 1997 | Italia - Albania | 4 - 0 | 1 | 1 |
[modifica] Biancorossi nell'Under-21
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale under 21; il debutto e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
[modifica] Biancorossi nella nazionale olimpica
Di seguito i giocatori nella rosa del Vicenza che hanno giocato con la Nazionale olimpica; l'Olimpiade e il numero di presenze quando indossavano la maglia biancorossa.
| Giocatore | Olimpiade | Presenze | Gol |
|---|---|---|---|
| Massimo Briaschi | XXII Olimpiade | 1 | 0 |
| Luigi Sartor | Giochi della XXVI Olimpiade | 1 | 0 |
[modifica] Stranieri del Vicenza
- 8
Argentina: Fernando Forestieri, Salvador Gualtieri, Nicolas Gorobsov, Gerardo Grighini, Francisco Lojacono, Julian David Magallanes, Santiago Vernazza, Walter Zunino - 8
Brasile: Cinesinho, José da Silva, Jeda, Marco Aurélio, Américo Murolo, Bruno Siciliano, Angelo B. Sormani, Luís Vinício - 5
Ungheria: Egri Erbstein, István Horwart, Otto Krappan, Ferenc Molnár, Wilmas Wilhelm - 5
Uruguay: Ricardo Canals, Héctor Demarco, Roberto Leopardi, Gustavo Méndez, Marcelo Otero - 5
Croazia: Dražen Brnčić, Stjepan Tomas, Goran Tomić, Dalibor Višković, Saša Bjelanović - 3
Francia: Antoine Bonifaci, Ousmane Dabo, Julien Rantier - 3
Portogallo: Ricardo Esteves, Vasco Faísca, Jorge Humberto Raggi - 3
Serbia e Montenegro: Vlada Avramov, Dražen Bolić, Almir Gegić - 2
Inghilterra: Tony Marchi, Meachan - 2
Svezia: Jan Aronsson, Joachim Björklund - 1
Australia: Paul Okon - 1
Belgio: Marco Ingrao - 1
Camerun: Pierre Wome - 1
Danimarca: Marc Nygaard - 1
Ghana: Sadicki Abubakari - 1
Grecia: Evangelos Nastos - 1
Jugoslavia: Bora Kostić - 1
Marocco: Oussama Essabr - 1
Montenegro: Ivan Fatić - 1
Paesi Bassi: Piet Kruiver - 1
Paraguay: Julio González - 1
Romania: Norberto Höfling - 1
San Marino: Claudio Maiani - 1
Sierra Leone: Mohamed Kallon - 1
Spagna: Luis Helguera - 1
Stati Uniti: Armando Frigo - 1
Svizzera: Patrick Bettoni - 1
Togo: Coubadja Kader - 1
Uzbekistan: Ilyas Zeytulaev
[modifica] Bandiere biancorosse: giocatori
in grassetto i giocatori in attività e nella rosa del Vicenza (i dati vengono aggiornati durante la stagione 2008-2009)
| Presenze in campionato | |
|---|---|
| 317 | |
| 314 | |
| 311 | |
| 285 | |
| 268 | |
| 255 | |
| 249 | |
| 248 | |
| 247 | |
| 246 | |
| 243 | |
| 240 | |
| 234 | |
| 220 | |
| 219 | |
| 208 | |
| 202 | |
| 200 | |
| Goleador in campionato | |
|---|---|
| 121 | |
| 107 | |
| 102 | |
| 74 | |
| 69 | |
| 60 | |
| 59 | |
| 59 | |
| 49 | |
| 46 | |
| 46 | |
| 44 | |
| 43 | |
| Presenze in Europa | |
|---|---|
| 8 | |
| 8 | |
| 8 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| 7 | |
| Goleador in Europa | |
|---|---|
| 8 | |
| 3 | |
| 2 | |
Sono considerate nella classifica tutte le partite di campionato disputate dal Vicenza dal 1911 ad oggi, comprese quelle del campionato di guerra 1944. Non sono conteggiate le partite contro squadre poi squalificate o comunque eliminate dalla classifica finale del campionato (da ciò deriva la discrepanza con altre fonti): si è seguito questo criterio sull'esempio del caso dell'Arezzo nel campionato 1992-93, tenendolo valido anche per il passato.
[modifica] Bandiere biancorosse: allenatori
I dati vengono aggiornati durante la stagione 2008-2009.
| Allenatore | Periodo | Partite | Vinte | Pareggi | Perse |
|---|---|---|---|---|---|
| 1969-71 e 1973-75 | 149 | 38 | 53 | 58 | |
| 1979-80 e 1991-94 | 142 | 47 | 68 | 27 | |
| 1994-98 | 140 | 51 | 47 | 42 | |
| 2006-2009 | 119 | 33 | 41 | 45 | |
| 1962-65 e 1975-76 | 118 | 41 | 36 | 41 | |
| 1984-86 | 106 | 47 | 44 | 15 | |
| 1976-79 | 98 | 37 | 40 | 21 |
Sono considerate nella classifica tutte le partite di campionato disputate dal Vicenza dal 1911 ad oggi, comprese quelle del campionato di guerra 1944. Non sono conteggiate le partite contro squadre poi squalificate o comunque eliminate dalla classifica finale del campionato (da ciò deriva la discrepanza con altre fonti): si è seguito questo criterio sull'esempio del caso dell'Arezzo nel campionato 1992-93, tenendolo valido anche per il passato.
[modifica] La mascotte
Il Vicenza Calcio ha una propria mascotte ufficiale: Gatton Gattoni. La sua storia parte nel campionato di serie B 1994-1995 quando un'agenzia pubblicitaria vicentina decise di creare un'immagine da associare alla squadra di calcio: si pensò di scegliere un personaggio fumettistico che sapesse riassumere un'immagine rappresentativa per i vicentini insieme a fiducia e sostegno per i colori biancorossi.
Venne scelto un gatto personificato in un giocatore con tanto di maglietta del Vicenza. A fine campionato il Vicenza venne promosso in Serie A e per questo Gatton Gattoni divenne subito il portafortuna della squadra e dei tifosi. Se inizialmente l'agenzia scelse di dare alla mascotte una veste esclusivamente cartacea (appariva sul giornale della squadra e sui volantini dei tifosi) e cartellonistica, si arrivò infine alla realizzazione di una mascotte alta due metri e mezzo che a ogni partita intratteneva gli spettatori passeggiando per il campo da gioco; poco tempo dopo in ogni iniziativa del Vicenza Calcio si richiedeva la presenza della mascotte ufficiale.
Gatton Gattoni oggi è anche una linea dei prodotti di merchandising del Vicenza Calcio. La sua popolarità nel mondo del calcio è ormai nazionale oltre a essere stato il primo esempio di mascotte ufficiale di una società di serie A.
Nel periodo Lanerossi spesso come simbolo, anche se non come mascotte ufficiale oltre al gatto veniva usata anche la pecora, in omaggio appunto allo storico sponsor proveniente dall'industria manifatturiera.
[modifica] Bibliografia
- Alberto Belloni, Guido Meneghetti, Luca Pozza, I cento anni della Nobile Provinciale - Edizioni Archimedia, Vicenza, 2002
- Antonio Berto, La nobile provinciale - Vicenza, 1978
- Pino Dato, Storia del Vicenza - Dedalus
- Gian Battista Fabbri, Gibì una vita di bel calcio - Bacchilega Editore, Imola, 2006
- Stefano Ferrio, Il secolo biancorosso - Cento anni di Vicenza Calcio - Società Editrice Athesis, S.Martino B.A. (Vr), 2002
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Vicenza Calcio su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Vicenza Calcio")
- Sito ufficiale
- La busta di Farina
- 20 anni di serie A
- Il Lanerossi Vicenza 1977-78
| Serie B 2009-2010 | |
|---|---|
| Squadre di calcio vincitrici della Coppa Italia - Cronologia | |
|---|---|
|
Vado (1922) · Torino (1936) · Genoa (1937) · Juventus (1938) · Inter (1939) · Fiorentina (1940) · Venezia (1941) · Juventus (1942) · Torino (1943) · Lazio (1958) · Juventus (1959, 1960) · Fiorentina (1961) · Napoli (1962) · Atalanta (1963) · Roma (1964) · Juventus (1965) · Fiorentina (1966) · Milan (1967) · Torino (1968) · Roma (1969) · Bologna (1970) · Torino (1971) · Milan (1972, 1973) · Bologna (1974) · Fiorentina (1975) · Napoli (1976) · Milan (1977) · Inter (1978) · Juventus (1979) · Roma (1980, 1981) · Inter (1982) · Juventus (1983) · Roma (1984) · Sampdoria (1985) · Roma (1986) · Napoli (1987) · Sampdoria (1988, 1989) · Juventus (1990) · Roma (1991) · Parma (1992) · Torino (1993) · Sampdoria (1994) · Juventus (1995) · Fiorentina (1996) · Vicenza (1997) · Lazio (1998) · Parma (1999) · Lazio (2000) · Fiorentina (2001) · Parma (2002) · Milan (2003) · Lazio (2004) · Inter (2005, 2006) · Roma (2007, 2008) · Lazio (2009) |
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