Stadio Omobono Tenni

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Coordinate: 45°40′12″N 12°15′21″E / 45.67°N 12.255833°E45.67; 12.255833

Omobono Tenni
TrevisoStadioTenni1.jpg
Informazioni
Stato Italia Italia
Ubicazione Via Ugo Foscolo, 3
31100 Treviso (TV)
Tel. +39 0422 412805
Inizio lavori 1932
Inaugurazione 1933
Struttura Pianta rettangolare
Copertura Tribuna centrale
Pista d'atletica Assente
Ristrutturazione 1997
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 x 68 m
Proprietario Comune di Treviso
Uso e beneficiari
Calcio Treviso Treviso
Cittadella Cittadella (2008)
Capienza
Posti a sedere 10.000
 

Lo stadio Omobono Tenni è un impianto sportivo di Treviso, che ospita gli incontri interni del Treviso Calcio.

Inizialmente chiamato Stadio Comunale del Littorio, dal 5 ottobre 1963 è dedicato al motociclista lombardo, ma trevigiano d'adozione, Omobono Tenni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stadio fu inaugurato il giorno 8 ottobre 1933 con un'amichevole tra Treviso e Udinese; il 19 ottobre seguì una seconda amichevole contro la Nazionale italiana (1-0). Tra gli anni quaranta e gli anni cinquanta lo stadio poteva contenere circa 12.000 posti.

Nel 1997 fu ristrutturato una prima volta portando la capienza a 9.435 posti. Nuovi lavori di adeguamento e messa a norma temporanei, necessari per ospitare il campionato di Serie A nel 2005-2006, hanno aumentato la capienza del Tenni a 10.001 posti, grazie alla costruzione di una tribuna provvisoria in tubi.

L'esordio nella massima serie della compagine trevigiana nel 2005, però, non è avvenuto tra le mura amiche. Infatti il decreto Pisanu sulla sicurezza negli stadi ha costretto i bianco-azzurri ad emigrare nello Stadio Euganeo di Padova. Questa separazione è terminata all'ottava giornata di campionato di Serie A, quando la partita Treviso-Empoli (1-2) del 23 ottobre 2005 viene giocata nello stadio di casa dopo forti pressioni politiche da parte della Lega Nord. Proprio il partito lombardo ha caldeggiato l'approvazione del decreto Pisanu (convertito in legge in ottobre dal Parlamento) con alcune modifiche, tra cui un emendamento, definito da molti "ad squadram"[1], grazie al quale il numero minimo di pubblico per la Serie A è stato ridotto da 20.000 a 10.000, ma non per tutti.

Infatti, le condizioni, contenute nello stesso articolo del decreto, specificano di impianti costruiti in comuni:

  • aventi una popolazione inferiore ai 100 mila abitanti (Treviso ne conta 84.000) e che
  • la competizione riguardi una squadra calcistica avente sede o radicamento territoriale nel medesimo comune, promossa al campionato di serie A per la prima volta negli ultimi venti anni.

Grazie a questa modifica il Treviso Fbc ha potuto giocare le partite casalinghe al "Tenni". Il Treviso era stato già costretto ad emigrare dal Tenni nel 1997, anno del suo primo campionato in serie B negli anni recenti, quando, a causa dell'inadeguatezza del Tenni sottoposto a lavori, il Treviso giocò allo stadio del rugby di Monigo fino al febbraio 1998, quando si tornò al Tenni, che fu inaugurato, dopo la ristrutturazione, con la gara di campionato Treviso-Perugia 2-1.

Nell'estate del 2006 la tribuna "A" dello stadio, la più antica, mai ristrutturata, è stata abbattuta per far posto ad una nuova struttura di circa 700 posti, inaugurata il 16 ottobre con la partita Treviso-Juventus (0-1), che ha portato la capienza totale del Tenni a 9.996 posti.

Dall'inizio della stagione di Serie B 2008-2009 fino al 29 novembre 2008 oltre al Treviso in questo stadio ha giocato anche il Cittadella, compagine padovana che, in attesa del adeguamento del proprio stadio, vi ha giocato le partite casalinghe.

Vantaggi e problemi[modifica | modifica wikitesto]

Il Tenni ha sicuramente due grandi pregi: è vicino al centro città, e quindi facilmente raggiungibile, e assicura un'ottima visuale da qualsiasi settore degli spalti, grazie alle tribune addossate al terreno di gioco e alla mancanza della pista d'atletica. È inoltre uno stadio proporzionato al pubblico del calcio a Treviso: pochissime volte è risultato tutto esaurito (ultime Treviso-Inter del 18 gennaio 2006, Serie A, e Treviso-Juventus del 16 ottobre 2006, Serie B); molto spesso, al contrario, non accoglie più di 3.000-4.000 spettatori, specie nelle partite meno appassionanti dei campionati cadetti.

La sua ubicazione presenta però molti problemi: un suo ampliamento risulterebbe praticamente impossibile, e le forze di polizia non hanno facilità di movimento dentro e fuori l'impianto, specie in caso di scontri o partite a rischio: le vie circondate da condomini e i passaggi stretti rendono assai difficoltosa l'azione degli agenti quando essa si rende necessaria. Da molte parti si richiede perciò la costruzione di un nuovo impianto; il progetto più battuto è quello che prevede uno stadio a Mogliano Veneto in coabitazione con il Venezia Calcio, cosa ovviamente invisa ai sostenitori di entrambe le squadre. Precedenti progetti in questo senso, presentati specie all'epoca della prima promozione in B del Treviso Calcio, sono stati presto accantonati: negli anni novanta e duemila, l'amministrazione comunale leghista ha sempre sostenuto che lo stadio fosse confacente ai bisogni e per questo ha sempre posto il veto ad uno spostamento delle manifestazioni calcistiche dal Tenni.

Con l'inasprimento delle norme antiviolenza del ministro Amato, seguite ai tragici fatti di Catania del 2 febbraio 2007, è tornata d'attualità l'inadeguatezza dell'impianto, anche se da agosto 2007 esso risulta totalmente a norma con le leggi vigenti in materia, essendo stato dotato di tornelli, steward, telecamere e biglietti elettronici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nasce la legge «ad squadram»: si potrà giocare a Treviso, Corriere della Sera, 6 ottobre 2005