Diego Abatantuono

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« Occi in occasione appunt' de' i debb' la parola d'oddine, tanto per cambià, è sempre la stèss': viuleeeeeeeenza! »
(Donato il "Ras della fossa")
« Senti sbarbatello, ì so' milanese cento pe' cento e se c'ho l'accento che c'ho, lo tengo perché fa rustico »
(il milanese 100%)
Diego Abatantuono in Eccezzziunale... veramente (1982)

Diego Abatantuono (Milano, 20 maggio 1955) è un attore, comico, sceneggiatore, e conduttore televisivo italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Un omaggio murale a Diego Abatantuono

Nasce nel quartiere di Viale Aretusa, nella periferia Occidentale della città, ma cresce nel quartiere popolare delle Case Minime vicino al Lorenteggio dove abitavano i nonni paterni: amici d'infanzia del quartiere sono l'attore Ugo Conti e il giornalista Enrico Mentana. Il padre, Matteo, era un calzolaio nato a Vieste, la madre Rosa era comasca e di mestiere faceva la guardarobiera nel locale di avanspettacolo dei suoi fratelli, il famosissimo (all'epoca) Derby Club di Milano. Cresce quindi nell'ambiente dello spettacolo, e qui si impone con un personaggio comico inventato assieme a Giorgio Porcaro: l'immigrato meridionale milanese, con il quale nei primi anni ottanta ottiene un clamoroso successo nel Tango della gelosia (1981) di Steno e in alcuni film di Carlo Vanzina.

È Pupi Avati ad intuirne le potenzialità di attore anche drammatico, inserendolo nel dittico Regalo di Natale (1986) e La rivincita di Natale (2004), nonché in Il testimone dello sposo (1997), La cena per farli conoscere (2007) e Gli amici del bar Margherita (2009). Dopo aver interpretato ancora un ruolo drammatico in Un ragazzo di Calabria (1987) di Luigi Comencini, ha fondato una propria casa di produzione, la Colorado Film, grazie alla quale si è riaffermato come uno dei personaggi più interessanti del nuovo cinema italiano, con I cammelli (1988) di Giuseppe Bertolucci e il ciclo di film di Gabriele Salvatores, che lo consacrano definitivamente come attore di talento: Marrakech Express (1989), Turnè (1990), Mediterraneo (1991), premiato con l'Oscar per il migliore film straniero (1992), Puerto Escondido (1992), Nirvana (1996), Amnèsia (2002) e Io non ho paura (2003).

Tra le altre interpretazioni ricordiamo Il toro (1994) di Carlo Mazzacurati, Matrimoni (1998) di Cristina Comencini, Concorrenza sleale (2000) di Ettore Scola, L'abbuffata (2007) di Mimmo Calopresti e I mostri oggi (2009) di Enrico Oldoini.

Nel 1984 ha sposato Rita Rabassini (undici anni più giovane) dalla quale ha avuto una figlia nel 1985, Marta. Dopo la fine del matrimonio, nel 1987, ha avuto due figli, Matteo (1995) e Marco (1997), da Giulia Begnotti.

[modifica] Filmografia

[modifica] Attore

Diego Abatantuono all'età di 21 anni nel film Liberi armati pericolosi

[modifica] Sceneggiatore

[modifica] Televisione

Per la carriera di Diego Abatantuono è importante anche la televisione:

  • come conduttore di "Italia Mia";

[modifica] Curiosità

[modifica] Bibliografia

  • Gemma Stornelli, Diego Abatantuono, Gremese, Roma, 1998.
  • Diego Abatantuono, Eccezzziunale veramente, Zelig, Milano, 2002.
  • Paolo Fazzini e Andrea Pergolari, Viuuulente, putente, tremendamente...terrunciello, Un mondo a parte, Roma, 2006.=

[modifica] Note


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