La rivincita di Natale
| La rivincita di Natale | |
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Una scena del film |
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| Titolo originale | La rivincita di Natale |
| Paese di produzione | Italia |
| Anno | 2004 |
| Durata | 99 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | commedia drammatico |
| Regia | Pupi Avati |
| Soggetto | Pupi Avati |
| Sceneggiatura | Pupi Avati |
| Produttore | Antonio Avati |
| Casa di produzione | Medusa Film, Duea Film |
| Distribuzione (Italia) | Medusa Distribuzione |
| Fotografia | Pasquale Rachini |
| Montaggio | Amedeo Salfa |
| Effetti speciali | Corridori G. & A. Cinematografica |
| Musiche | Riz Ortolani |
| Scenografia | Simona Migliotti |
| Costumi | Stefania Consaga, Maria Fassari |
| Trucco | Luigi Ciminelli |
| Interpreti e personaggi | |
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La rivincita di Natale è un film del 2004 diretto dal regista Pupi Avati.
È il sequel di Regalo di Natale,[1] film del 1986 diretto dallo stesso regista.
Indice |
Trama [modifica]
Franco Mattioli, ripresosi dalla truffa di 18 anni prima, è ora un ricchissimo imprenditore proprietario della gran parte dei cinema della Lombardia. Ad una festa conosce il dottor Renato Delai, oncologo, che si mostra molto appassionato al gioco d’azzardo e in particolare della storica partita, di cui conosce quasi tutti i dettagli. Delai rivela di esserne stato messo al corrente da un suo paziente malato di cancro, Lele Bagnoli. Franco si reca a Bologna per incontrare Lele, Stefano ed Ugo, cercando di persuadere quest'ultimo a ricontattare l'avvocato, così da poter organizzare la rivincita della partita di 18 anni prima.
Franco rintraccia Ugo e riesce a convincere il vecchio amico a partire per la Calabria in cerca dell'avvocato, Ugo riesce a rintracciarlo e a convincerlo a prendere parte alla rivincita. Franco intanto cerca di istruire Lele, sempre più confuso ed insicuro, a fare la parte del “baro”. Nel frattempo Elisa, la giovane moglie di Delai, invaghita di Franco, lo raggiunge a Bologna dicendosi preoccupata per l'eventualità che il marito scopra il tradimento, Franco decide di affittarle una camera d'albergo, con la promessa che tornerà a riprenderla la mattina seguente.
Finalmente sono tutti e cinque al tavolo da gioco. Franco è già sotto di diverse migliaia di euro quando, dopo una telefonata del vero professor Delai, rintracciato con l’aiuto dell’amico Pietro, ha la conferma di quanto già sospettava, il falso Delai non è altro che un finanziatore di bische clandestine e che Lele ha finto la malattia per incastrarlo. Franco parla con Ugo, che lo invita ad andarsene e a rinunciare alla rivincita. Franco non desiste e smaschera Lele, il quale chiede però ben 100 poste per giocare (un milione di euro), a quel punto lo stesso Ugo è costretto a rivelarsi: anche lui era d’accordo con Lele ed il finanziatore. Può iniziare così la vera partita con Ugo e Lele che stavolta possono giocare pesante. Lele, anche con l’aiuto di Cavara, riesce a vincere più volte e Franco appare ormai sfiduciato e poco lucido. Alla vigilia dell’ultima mano, quando mancano ormai solo 8 minuti alla fine delle 4 ore di gioco prefissate, Franco chiede 150 poste, lasciando sgomento Stefano che cerca di dissuaderlo. L’avvocato fa le carte e serve un full di jack a Ugo ed un poker di donne a Lele; lui stesso e Stefano abbandonano la mano mentre Franco cambia 4 carte e rilancia per un milione di euro, Stefano, per evitare che perda tutto, cerca invano di annullare la mano. Ugo, Lele e Franco si giocano tutto e, rivelati i punti, Lele è ormai convinto di aver vinto senza neanche aver visto le carte di Franco, che lo lascia di stucco con 4 assi. Infatti Franco era d’accordo con l’avvocato (che gli ha servito i 4 assi) e con Stefano (il cui tentativo di annullare la mano era solo un modo per sottolineare l'apparente stato d'alterazione di Franco). Ugo e Lele se ne vanno sconfitti dopo aver perso tutto, mentre Franco, dopo aver diviso la vincita con Stefano e l'avvocato, torna alla pensione dove aveva accompagnato Elisa, trovandola naturalmente vuota.
Citazioni e riferimenti [modifica]
Durante la scena della cena per celebrare il compleanno di Franco, una delle prime del film, viene citato il Martirio di San Sebastiano, ossia lo stesso quadro su cui si incentra la trama de La casa dalle finestre che ridono, film diretto negli anni settanta dallo stesso Pupi Avati.
Note [modifica]
- ^ Avati torna al tavolo verde, la Repubblica.it, 29 gennaio 2004. URL consultato in data 5 luglio 2012.
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Scheda su La rivincita di Natale dell'Internet Movie Database
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