La rivincita di Natale

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« ...Quella partita non è mai finita... »
(Franco Mattioli)
La rivincita di Natale
La rivincita di natale.jpg
Una scena del film
Titolo originale La rivincita di Natale
Paese di produzione Italia
Anno 2004
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, drammatico
Regia Pupi Avati
Soggetto Pupi Avati
Sceneggiatura Pupi Avati
Produttore Antonio Avati
Casa di produzione Medusa Film, Duea Film
Distribuzione (Italia) Medusa Distribuzione
Fotografia Pasquale Rachini
Montaggio Amedeo Salfa
Effetti speciali Corridori G. & A. Cinematografica
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Simona Migliotti
Costumi Stefania Consaga, Maria Fassari
Trucco Luigi Ciminelli
Interpreti e personaggi

La rivincita di Natale è un film del 2004 diretto dal regista Pupi Avati.

È il sequel di Regalo di Natale,[1] film del 1986 diretto dallo stesso regista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Franco Mattioli, ripresosi dalla truffa di 18 anni prima, è ora un ricchissimo imprenditore proprietario della gran parte dei cinema della Lombardia. Ad una festa conosce il dottor Renato Delai, oncologo, che si mostra molto appassionato al gioco d'azzardo e in particolare della storica partita, di cui conosce quasi tutti i dettagli. Delai rivela di esserne stato messo al corrente da un suo paziente malato di cancro, Lele Bagnoli. Franco si reca subito a Bologna per incontrare Lele, Stefano ed Ugo, cercando di persuadere quest'ultimo a ricontattare l'avvocato Santelia, così da poter organizzare la rivincita della partita di 18 anni prima.

Franco rintraccia Ugo e riesce a convincere il vecchio amico a partire per la Calabria in cerca dell'avvocato: Ugo riesce a rintracciarlo e a convincerlo a prendere parte alla rivincita. Franco intanto cerca di istruire Lele, sempre più confuso ed insicuro, a fare la parte del “baro”. Nel frattempo Elisa, la giovane moglie di Delai, invaghita di Franco, lo raggiunge a Bologna dicendosi preoccupata per l'eventualità che il marito scopra il tradimento. Franco decide di affittarle una camera d'albergo, con la promessa che tornerà a riprenderla la mattina seguente.

Finalmente sono tutti e cinque al tavolo da gioco. Franco è già sotto di diverse migliaia di euro quando, dopo una telefonata del vero professor Delai, rintracciato dall'amico Pietro, ha la conferma di quanto già sospettava: il falso Delai non è altro che un finanziatore di bische clandestine e che Lele ha finto la malattia per incastrarlo. Franco rivela ad Ugo quanto scoperto; questi lo invita ad andarsene e a rinunciare alla rivincita. Franco non desiste e smaschera Lele, il quale chiede però ben 100 poste per giocare (un milione di euro), a quel punto lo stesso Ugo è costretto a rivelarsi: anche lui era d'accordo con Lele ed il finanziatore. Può iniziare così la vera partita con Ugo e Lele che stavolta possono giocare pesante. Lele, anche con l'aiuto di Ugo, riesce a vincere più volte e Franco appare ormai sfiduciato e poco lucido per via della vodka che ha bevuto. Alla vigilia dell'ultima mano, quando mancano ormai solo 8 minuti alla fine delle 4 ore di gioco prefissate, Franco chiede ben 150 poste, lasciando sgomento Stefano che cerca inutilmente di dissuaderlo. L'avvocato fa le carte e serve un full di jack a Ugo ed un poker di donne a Lele; lui stesso e Stefano abbandonano la mano mentre Franco cambia 4 carte e rilancia per un milione di euro, Stefano, per evitare che perda tutto, cerca invano di far annullare la mano. Ugo, Lele e Franco si giocano tutto e, rivelati i punti, Lele è ormai convinto di aver vinto senza neanche aver visto le carte di Franco, che lo lascia di stucco con 4 assi. Infatti Franco era d'accordo con l'avvocato (che gli ha servito i 4 assi) e con Stefano (il cui tentativo di annullare la mano era solo un modo per sottolineare l'apparente stato d'alterazione di Franco). Ugo e Lele se ne vanno sconfitti dopo aver perso tutto, mentre Franco, dopo aver diviso la vincita con Stefano e l'avvocato, torna nella camera della pensione dove aveva accompagnato Elisa, trovandola naturalmente vuota.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Composta arrangiata e diretta da Riz Ortolani con Stefano Bollani al pianoforte.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Durante la scena della cena per celebrare il compleanno di Franco, una delle prime del film, viene citato il Martirio di san Sebastiano, ossia lo stesso quadro su cui si incentra la trama de La casa dalle finestre che ridono, film diretto negli anni settanta dallo stesso Pupi Avati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avati torna al tavolo verde in la Repubblica.it, 29 gennaio 2004. URL consultato il 5 luglio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema