Guido Nicheli

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Guido Dogui Nicheli (Bergamo24 luglio 1934 – Desenzano del Garda28 ottobre 2007) è stato un attore e comico italiano.

Indice

[modifica] Carriera

Orfano di padre già nel 1935, in tempo di guerra si trasferisce con la famiglia a Carobbio degli Angeli, e poi a Milano.

Il ruolo che l'ha meglio contraddistinto nel suo percorso cinematografico è sicuramente quello del "cummenda" milanese interpretato in diverse pellicole, archetipo del ricco imprenditore lombardo, caratterizzato da un particolare accento milanese. Questo personaggio è stato consacrato definitivamente, dopo tante commedie all'italiana sul grande schermo (tra cui i cult vanziniani Sapore di mare nel 1982 e Vacanze di Natale nel 1983), nella serie televisiva I ragazzi della 3ª C con il nome de "il Zampetti", commerciante di salumi.

Nato principalmente come attore comico, nel 1985 venne comunque convocato dal regista Dino Risi per interpretare l'unico ruolo drammatico della sua carriera nel film Scemo di guerra, che venne presentato al Festival di Cannes.

Negli ultimi anni Guido Nicheli ha vissuto a Zelata di Bereguardo vicino a Pavia ed ha interpretato ruoli in telefilm e promozioni televisive, prima di tornare per l'ultima volta sul grande schermo nel 2006 con Vita Smeralda di Jerry Calà, suo amico e compagno di tante apparizioni cinematografiche e televisive.

È morto il 28 ottobre 2007 a Desenzano del Garda per un ictus cerebrale.

[modifica] Curiosità

  • Nei primi anni della sua carriera cinematografica Nicheli recitava pur continuando a fare l'odontotecnico nello studio del cugino dentista.
  • Era talmente affezionato al suo soprannome Dogui (anagramma di Guido) che lo utilizzava anche sul campanello di casa.
  • Negli anni '60 aveva conosciuto ed era diventato amico di Salvador Dalì. Di quest'amicizia Nicheli ricorderà:
« Ero di casa a Port Lligat, vicino Cadaqués, dove Dalì viveva. Un giorno, dopo aver cenato, il maestro mi porta a vedere l'opera che stava dipingendo, la "Pesca del Tonno", che ora è esposta al Louvre. Arriviamo nello studio e... sorpresa, è tutto vuoto, non c’è un cazzo. Ad un certo punto Dalì prende una specie di telecomando e taac, schiaccia un bottone. Come per magia, dal pavimento si materializza una rotaia e appare la grande tela con il quadro. Libidine, tutto elettronico: era il 1967»
  • Era tifosissimo del Milan.

[modifica] Filmografia


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