2061 - Un anno eccezionale

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2061 - Un anno eccezionale
2061.png
Titoli di testa del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 2007
Durata 100 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere commedia, fantascienza
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Diego Abatantuono
Produttore Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Casa di produzione Rai Cinema, International Video 80
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Claudio Zamarion
Montaggio Raimondo Crociani
Effetti speciali Tiberio Angeloni, David Bush
Musiche Federico De Robertis
Scenografia Luca Merlini
Costumi Nicoletta Ercole
Interpreti e personaggi

2061 - Un anno eccezionale è un film del 2007, diretto da Carlo Vanzina. Ispirato nella trama a pellicole come L'armata Brancaleone ed Attila flagello di Dio, questa commedia è però ambientata in un futuro post-apocalittico.

Il protagonista del film è Diego Abatantuono insieme ad Emilio Solfrizzi e Sabrina Impacciatore, ma il cast è ricco di personaggi e camei, anche insoliti al mondo del cinema.

Il film è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 26 ottobre 2007.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Certo che voi Italiani... non cambierete mai! »
(Unna)

2061: dopo una tremenda crisi energetica dovuta all'esaurimento delle scorte petrolifere, la Terra è piombata in una sorta di nuovo Medioevo. L'Italia come nazione non esiste più; la penisola è ritornata a essere un paese diviso, quasi pre-risorgimentale, dove ora regna una situazione politica simile a quella precedente la riunificazione del 1861:

Proprio dal Sud, un gruppo di avventurosi patrioti del movimento insurrezionale "Giovine Italia" – composto dai volontari Tony, Pride, Grosso, Salvim e Taned, e capitanati dal Professor Ademaro Maroncelli del liceo classico "Massimo D'Alema" di Torino – intraprende un difficile viaggio per arrivare in Piemonte, con lo scopo, duecento anni dopo, di rifare l'Italia.

Durante il loro tragitto attraverso la penisola, il gruppo incontra altre persone e simpatizzanti che si uniranno alla loro causa: sulla ormai abbandonata autostrada Salerno-Reggio Calabria (affollata di auto abbandonate dopo un apocalittico mega-ingorgo) incontrano Unna, una giovane ragazza straniera in fuga dal perverso reality Kill (dove, all'eliminazione al televoto dalla trasmissione, consegue l'eliminazione fisica del concorrente), mentre a Ostunibad (nuovo nome arabo di Ostuni) conoscono Nicola Cippone, uno dei collaboratori segreti alla loro missione, che coglierà l'occasione per lasciare l'assillante famiglia e unirsi a loro. A Roma conoscono Mara, una prostituta di cui Nicola si innamora, ma nello Stato Pontificio saranno anche arrestati e condannati alla fucilazione, prima di essere salvati dal cardinale Bonifacio Colonna, che in realtà si rivelerà un sostenitore della missione. Il Cardinale consegnerà al gruppo anche la celebre Gioconda di Leonardo da Vinci (che si scoprirà essere stata in possesso del Vaticano fin dal lontano 1945), che dovrà essere rivenduta alla Francia per finanziare l'opera di riunificazione dell'Italia.

Transitano quindi, non senza problemi, attraverso il Granducato di Toscana, dove vengono catturati, per poi arrivare nella Repubblica Popolare di Romagna, dove li attende "Moby Dick", un altro patriota che riesce a traghettarli di nascosto sul Po oltre il muro: così riescono finalmente a entrare nell'inespugnabile Repubblica Longobarda e, dopo essere fuggiti dalla Polizia Longobarda a Milano, risalgono il Po per arrivare finalmente a Torino; qui, all'interno di una grande villa, incontrano i misteriosi uomini che sono dietro alla "Giovine Italia", e in cambio della Gioconda ricevono dal Governo Francese 300 milioni di euro in diamanti del Sudafrica, necessari a finanziare il movimento insurrezionale. Proprio durante il gran ballo dato per festeggiare il buon esito della missione, però, Unna scopre che una delle persone a capo dell'operazione ha in realtà venduto gli uomini del Professore alla Polizia della Repubblica Longobarda, che farà irruzione nella villa il mattino seguente. A questo punto viene fuori la vera maschera del gruppo di "patrioti": Tony, Pride, Grosso, Salvim e Taned si rivelano dei semplici mercenari, saccheggiano la villa e, insieme a Unna, fuggono nella vicina Svizzera, mentre il "Professore", scoperto da Mara mentre sta cercando di scappare con i diamanti, ammette di essere un semplice bidello appassionato di Storia, e di non essere interessato a riunificare il Paese; Mara, delusa dal comportamento del gruppo, decide di fregarsene anche lei della missione, e ricattando il Professore fugge insieme a lui con il bottino.

Durante la fuga la coscienza del Professore e di Mara è turbata per la sorte dei loro compagni che pensano destinati a morte certa, quindi decidono di riscattarsi, e tornano indietro alla villa per avvisarli. Qui trovano ormai soltanto Nicola, il quale, nonostante avesse capito l'inganno, era rimasto nella speranza di veder tornare Mara, a cui riesce finalmente a dichiarare il suo amore. Proprio in quel momento, però, fanno irruzione nella villa gli uomini della Polizia Longobarda: vista la situazione ormai disperata, il Professore affida i diamanti a Nicola e Mara, le uniche due persone che sembrano interessate a vivere in un'Italia unita, e si sacrifica per permettere loro di scappare e tenere in vita la missione.

Otto anni dopo, sempre a Torino, ma in un'Italia di nuovo unita, Nicola e Mara, ora marito e moglie, portano i loro figli in piazza Castello, dove mostrano loro la statua dedicata al Professore, che sarà così ricordato come un patriota che ha permesso la riunificazione della nazione.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

« Non c'è più il futuro di una volta. »
(Il Professore)

In 2061 - Un anno eccezionale sono presenti molti riferimenti (velati e non) all'attualità italiana, presente e passata:

  • Il protagonista, Ademaro Maroncelli, porta lo stesso cognome del patriota Piero Maroncelli.
  • Il Professor Ademaro Maroncelli dichiara di essere insegnante al liceo classico "Massimo D'Alema" di Torino (parodiando il ben più famoso liceo classico Massimo d'Azeglio).
  • Uno dei piccioni viaggiatori usato dal gruppo di patrioti per comunicare con gli altri membri della "Giovine Italia" si chiama Del Piero (ovvio riferimento agli spot della Uliveto di cui il calciatore è protagonista assieme ad un uccellino).
  • La figura di Attila è richiamata alcune volte all'interno del film: ad un certo punto il professor Maroncelli (interpretato da Diego Abatantuono) afferma: «Attila è il mio personaggio preferito. Da ora in avanti chiamatemi Attila». Il riferimento è al film di Abatantuono del 1982 Attila flagello di Dio, in cui un barbaro si convince di essere proprio il re degli Unni.
  • Durante il loro tragitto dalla Sicilia alla terraferma, il gruppo di patrioti si sofferma a contemplare le rovine del ponte sullo Stretto di Messina, distrutto dall'invasione africana (e dato già per realizzato prima del 2061).
  • Nella pellicola il Professore cita Umberto Smaila, raccontando come, alla veneranda età di 110 anni, l'attore si diverta ancora a folleggiare nel suo locale in Sardegna; effettivamente, nel 2061 Smaila (nato nel 1950) "sarebbe" vicino ai 111 anni.
  • Nel già citato ingorgo della Salerno-Reggio Calabria, in un'auto abbandonata Pride trova una vecchio numero della rivista Nonna Moderna (parodia della più famosa Donna Moderna) con in copertina una ancora attivissima Raffaella Carrà.
  • Nei pressi di Teano il gruppo si imbatte in Monnezza d'Ampezzo, la più alta montagna di rifiuti d'Europa; oltre 4.000 metri di immondizia accumulata nel corso degli anni (riferimento alla vicenda della crisi dei rifiuti in Campania).
  • Nel tentativo di entrare clandestinamente all'interno dello Stato Pontificio, il Professore, Nicola ed Unna si spacciano per romani "Doc", facendosi chiamare rispettivamente Gianfranco Funari, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.
  • Il cardinale Bonifacio Colonna motiva il suo appoggio alla "Giovine Italia" con il fatto di non essere romano, bensì molisano, e cita un suo ormai "storico" conterraneo che per primo si infiltrò nelle trame del potere di Roma: Antonio Di Pietro.
  • Quando il gruppo entra nel Granducato di Toscana, vengono fatti prigionieri dalla "Brigata Batistuta".
  • Nel corso di un dialogo tra il principe Cecchi Gori e Mara (interpretata da Sabrina Impacciatore), la ragazza afferma che una sua antenata aveva lavorato nel mondo dello spettacolo. In questo caso, il riferimento è alla stessa Impacciatore.
  • All'interno della Repubblica Longobarda, quando Nunzia La Moratta, il capo dei patrioti locali, vuole accertarsi che il gruppo del Professore sia formato veramente da patrioti italiani, li interroga sulla vittoria della Nazionale Italiana ai Mondiali di calcio del 2006.
  • Nunzia La Moratta afferma che nella Repubblica Longobarda tutti i libri sono stati fatti sparire dal governo, e per questo i membri della resistenza si chiamano con nomi di opere letterarie, o – se possono – imparano a memoria quelle ancora in circolazione. Questo è un riferimento al libro di Ray Bradbury Fahrenheit 451, nel quale alcuni personaggi del libro sono costretti a memorizzare i libri perché tutti quelli esistenti sono stati bruciati. Infatti la scuola dove le persone memorizzano i libri nel film, si chiama proprio Fahrenheit.
  • Sempre nella Repubblica Longobarda, in uno scambio di battute, Nunzia risponde al Professore con la frase retorica: «...e a me mi manda Picone!» (citando il film omonimo di Nanni Loy); a questo punto il Professore, confuso, domanda ai suoi uomini: «e chi è questo Picone, quello che lavorava con Ficarra?» (riferendosi invece al duo comico Ficarra e Picone).

Location[modifica | modifica wikitesto]

Tra le varie location del film, in Puglia si riconosce, oltre alla città di Ostuni, le località di Polignano a Mare e di Vaste, frazione di Poggiardo, nel Salento.[1]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di Fabrizio Quattrocchi nel 2007 protestò con la produzione, poiché nel film l'attore Diego Abatantuono pronuncia la battuta: "Facciamogli vedere come muore un patriota", considerata un esplicito riferimento alla frase: «Vi faccio vedere come muore un italiano», pronunciata da Quattrocchi prima di essere ucciso. Trattandosi di un film comico, a giudizio della famiglia Quattrocchi la citazione è da considerarsi del tutto irriverente.[2]

Product placement[modifica | modifica wikitesto]

2061 - Un anno eccezionale è stato uno dei primi film italiani a poter usufruire della nuova legge sul Product Placement all'interno delle pellicole cinematografiche, deliberata da decreto ministeriale nel 2004. In particolare, nel film è palese la presenza dei marchi Joe Rivetto, Nutella, FIAT (con la Multipla Natural Power) e Gancia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonte: Effetto Puglia, Editori Laterza.
  2. ^ Famiglia Quattrocchi contro Vanzina in tgcom.mediaset.it, 1º novembre 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]