A spasso nel tempo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
A spasso nel tempo
A spasso nel tempo.jpg
Una scena del film
Titolo originale A spasso nel tempo
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1996
Durata 90 minuti
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia, fantastico
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura Enrico Vanzina, Carlo Vanzina
Produttore Aurelio De Laurentiis
Fotografia Gianlorenzo Battaglia
Montaggio Sergio Montanari
Effetti speciali Daniele Auber
Musiche Manuel De Sica
Scenografia Tonino Zera
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

A spasso nel tempo è un film comico italiano del 1996, diretto da Carlo Vanzina e interpretato dalla coppia Boldi-De Sica. La storia utilizza l'espediente fantascientifico del viaggio nel tempo per calare i protagonisti in grossolane situazioni comiche.[1]

Il film ha avuto anche un sequel l'anno successivo, A spasso nel tempo - L'avventura continua.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La macchina del tempo[modifica | modifica wikitesto]

Ascanio Orsini Varaldo[2] e Walter Colombo sono, rispettivamente, un aristocratico romano ed un proprietario di un cinema milanese. Un giorno, loro e le rispettive famiglie si incontrano a un parco di divertimento di Los Angeles e i due, dopo alcuni battibecchi per il parcheggio e per la macchina fotografica di Walter (rotta dal figlio di Ascanio, Aspreno), si ritrovano insieme a bordo dell'attrazione della macchina del tempo del parco.

La preistoria[modifica | modifica wikitesto]

L'attrazione si rivela essere una vera e propria macchina del tempo, che spedisce Ascanio e Walter nella preistoria. Qui, in una terra ancora incontaminata, incontrano degli ominidi preistorici che li attaccano con clave e morsi; cercando riparo su di un albero, ad Ascanio cade lo zippo facendo così scoprire agli uomini il fuoco. Scesi dall'albero i due scoprono di avere con loro il cellulare, con il quale comunicano con il professor Mortimer, colui che maneggia la macchina, che li rassicura. Girando in attesa della partenza trovano delle donne preistoriche, con le quali tentano un approccio ma vengono attaccati anche da loro; nella fuga incontrano una lucertola gigante che acchiappa con la lingua Walter, ma in quel momento riparte il viaggio nel tempo.

Il rinascimento a Firenze[modifica | modifica wikitesto]

La macchina parte ma, per un problema tecnico, i due si ritrovano a Firenze nel 1477, al cospetto di Lorenzo il Magnifico. La comicità del capitolo si basa sugli anacronismi; a Lorenzo insegnano infatti il gioco del calcio e consigliano la fondazione della Fiorentina, la costruzione dello Stadio Artemio Franchi, e l'acquisto di Gabriel Batistuta. Invitati a Palazzo Vecchio, incontrano molti personaggi del rinascimento tra cui Botticelli, intento a dipingere la Primavera, Angelo Poliziano il quale insegna ai figli di Lorenzo insieme a Pico della Mirandola al quale, imitando Mike Bongiorno e Corrado, pongono delle domande in stile quiz televisivo.

Durante il banchetto, per intrattenere Lorenzo, cantano Alla fiera dell'est e Un bacione a Firenze, e gli risolvono un problema finanziario suggerendogli l'istituzione dell'assegno; usciti a fare una passeggiata lo coinvolgono in una "zingarata" sullo stile di Amici miei. Per sdebitarsi, lui fa conoscere loro delle "madonne" fiorentine, ma prima che riescano a consumare al principe Orsini Varaldo squilla il cellulare, cosa che convince Girolamo Savonarola a condannarli al rogo per stregoneria. Poco prima che le fiamme avvampino, la macchina del tempo li trae in salvo.

Venezia del 1700 e Casanova[modifica | modifica wikitesto]

Il viaggio riparte ma la macchina si guasta nuovamente, facendoli apparire nella Venezia del 1774. Qui Walter si ritrova in abiti nobili, mentre il principe Orsini Varaldo è vestito da gondoliere. Dopo un litigio col compare romano, Walter finisce per sbaglio in casa di Giacomo Casanova e, spacciandosi per lui, tenta di portarsi a letto tutte e tre le donne che gli si presentano alla porta (una russa, Natasha, una donna sposata, Michela, e una giovinetta, Rosina), ma deve fare i conti con i loro mariti e il padre. Nel frattempo Ascanio ha attaccato baruffa con dei gondolieri (nota la frase "Fora i romani dal Veneto" gridata da un gondoliere), e nella fuga si ritrovano a scappare insieme. Fortunatamente per loro la macchina riparte.

La seconda guerra mondiale a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Ascanio e Walter finiscono nella Roma del 1944, in piena Seconda guerra mondiale. Per uno scherzo del destino, si ritrovano a dover salvare Joe, un soldato americano paracadutato su Roma in fuga dalle forze armate tedesche. Dopo aver scoperto che Joe è il padre di Mortimer, lo aiutano a salvarsi (dal momento che se morisse, non potrebbe più generare il professore, l'unica persona in grado di riportarli al presente). Fortunatamente trovano un partigiano che li aiuta e li indirizza a Pomezia. Scoperti dai tedeschi, trovano riparo in una fattoria di Pomezia, dove trascorreranno la notte. La mattina seguente, mentre vengono svegliati dagli americani appena arrivati dopo lo sbarco di Anzio, Ascanio e Walter (che pensano che la madre del professore sia americana) si disperano quando scoprono che Joe ha passato la notte in compagnia della figlia del fattore, salvo poi venire a conoscenza del fatto che la madre del Professor Mortimer è italiana di Pomezia.

Gli anni sessanta a Capri[modifica | modifica wikitesto]

Da Roma 1944 passano a Capri 1963, dove Ascanio guarda sé stesso mentre ci prova con la futura moglie, non sapendo che poi sarebbe stato meglio non farlo. Pensando ai paradossi del film Ritorno al futuro, Walter gli suggerisce di sabotare i piani del "giovane" Ascanio, evitando così il matrimonio e la nascita del figlio Asprenio negli anni a venire. Così il "vecchio" Ascanio, entrato nella stanza della moglie giovane, sta per troncare ma non resiste davanti alle bellezze della ancora giovane moglie e finisce per concludere lui quello che doveva fare il "giovane" Ascanio, in pratica non alterando il futuro.

Nel futuro[modifica | modifica wikitesto]

La macchina del tempo li porta troppo avanti e così Walter e Ascanio si ritrovano ancora a Firenze ma nell'anno 2023, dove il governo italiano è multietnico e tutto costa di più, decisamente di più. Ascanio ha un'idea, cioè controllare sul computer le schedine delle partite di campionato, così da diventare ultra-miliardari. Scoprono tuttavia che lo stesso giorno del loro viaggio nel tempo verranno uccisi in un conflitto a fuoco.

Rientro nel presente[modifica | modifica wikitesto]

I protagonisti riescono finalmente a tornare al presente, chiedendosi però chi intenda ucciderli. In quel momento, due criminali arrivano e li rapinano, ma, visto che dopo la rapina sono ancora vivi e vegeti, esultano. Poi Walter capisce: i due criminali sono stati uccisi dai poliziotti, questi ultimi hanno preso i documenti rubati credendo che fossero dei malviventi e così, rispondendo alle domande fatte dai giornalisti, si è sparsa la voce che Ascanio e Walter siano morti. I poliziotti capiscono l'errore e restituiscono il tutto ai proprietari. Intenti a cercare di capire i risultati della schedina, visto che il foglio è insanguinato, i due ricevono una chiamata dal prof. Mortimer, che è finito per sbaglio a Fort Alamo nel 1836. Mentre tentano di riportare il prof. indietro, rimangono vittime nuovamente della macchina del tempo, che li condanna a finire nuovamente nella preistoria.

Accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha ricavato nei botteghini italiani oltre 22 miliardi di lire.[3]

La critica non è stata benevola col film, evidenziandone gli intenti eminentemente commerciali:

« Il duo comico, con umorismo greve ma di sicura presa sul pubblico, si divertono a sbeffeggiare situazioni ispirate a Non ci resta che piangere, I vitelloni, la saga di Ritorno al futuro e Accadde domani: telefonini sempre funzionanti, escrementi di dinosauri in bella mostra, Lorenzo il Magnifico (Marco Messeri) e un gruppetto di belle ragazze sono gli ingredienti che, con buona pace dei puristi del cinema, hanno decretato il successo del film uscito - nel rispetto di un tacito appuntamento annuale - durante le festività natalizie del 1996. »
(Fantafilm[1])

Seguito[modifica | modifica wikitesto]

A spasso nel tempo - L'avventura continua (1997) è il seguito del film, sempre per la regia di Carlo Vanzina e con gli stessi protagonisti De Sica e Boldi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), A spasso nel tempo in Fantafilm.
  2. ^ Il cognome del personaggio interpretato da Christian De Sica, Orsini Varaldo, è lo stesso del personaggio (Max Orsini Varaldo) interpretato dal padre Vittorio De Sica nel film Il conte Max (film 1957).
  3. ^ A spasso nel tempo (1996) - Box office / incassi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]