Anacronismo

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L'anacronismo (dal greco ανά "avanti - indietro" e χρὁνος "tempo") è una situazione in cui appaiono oggetti o personaggi che, per ragioni storiche e cronologiche, non sarebbero potuti comparire. Un anacronismo è dunque un fatto o un oggetto apparentemente avulso dal proprio contesto temporale.

Nella letteratura è l'attribuzione, a volte voluta, di atteggiamenti, idee o usi tipici dell'età del lettore piuttosto che dell'epoca in cui una narrazione è ambientata: un esempio tipico, nell'Eneide di Publio Virgilio Marone, è l'attribuzione di forme di devozione tipicamente romane negli usi degli esuli troiani capitati nel Lazio molto prima della fondazione di Roma. Un altro esempio celebre è quello della saga di re Artù, che nella leggenda tradizionalmente conosciuta vede nel VI secolo castelli, armamentari e contesti sociali che verranno solo nel basso medioevo (in particolare il castello comunemente inteso non solo non esisteva ma non era neanche realizzabile con le tecniche e le conoscenze della Britannia dell'Alto Medioevo).

In filologia (ma anche in altri contesti, come la storia dell'arte o l'archeologia), sono quelle occorrenze di vario tipo (linguistiche, storiche, geografiche, ecc.) che non appartengono all'epoca a cui viene attribuito un certo documento. Essi possono essere il risultato di qualche forma di corruzione nella traduzione del testo oppure la sua appartenenza ad un'epoca diversa. In altri casi possono essere i sintomi della falsità del documento.

Nella cinematografia un anacronismo occorre generalmente nei film quando, per esempio, capita di vedere, in determinate ambientazioni, manufatti appartenenti ad epoche successive. Nel caso di film storici e in costume ambientati nell'antichità o nel medioevo si potranno scorgere, ad esempio, comparse che interpretano personaggi di contorno involontariamente riprese con l'orologio al polso, oppure pali del telefono nello sfondo. Altre volte gli anacronismi non sono involontari ma riflettono errori più sottili e non riconosciuti come tali dai realizzatori, come ad esempio l'utilizzo di manufatti (oggetti, particolari di abbigliamento, ecc.), la cui pertinenza cronologica non è facilmente riconoscibile (si pensi ad esempio alle forchette utilizzate in ambientazioni greco-romane). In alcuni casi gli anacronismi cinematografici non nascono dall'errore dovuto all'ignoranza storica ma sono intenzionalmente inseriti, essendo utilizzati per ragioni drammatiche, espressive o, molto spesso, comiche, come nel caso già visto degli anacronismi letterari.

Il termine viene usato anche in senso opposto, per indicare fatti o realtà che, pur collocati in un certo contesto cronologico, appaiono superati poiché ormai considerati retaggio, appunto anacronistico, di un'epoca passata.

Una legge anacronistica (o, in generale, un atto normativo o regolamentare) è un atto che disciplina situazioni o comportamenti ormai desueti e che, invece di essere abolito o modificato, rimane in vigore per inerzia del legislatore. In alcuni casi questa forma di obsolescenza può essere l'effetto di una formulazione poco accorta, priva di quei caratteri di generalità e astrattezza che permettono alla norma di adattarsi all'evoluzione della società.

Il termine viene talora usato anche nella cosiddetta archeologia misteriosa per indicare oggetti di apparente fattura moderna, ritrovati in siti archeologici risalenti ad epoche passate (vedi OOPArt).

Anacronismo è anche il nome di una tendenza dell'arte contemporanea, che punta a riutilizzare stili del passato in forme nuove.