Re Artù

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Re Artù
Re Artù, dettaglio dal "Christian Heroes Tapestry", 1385 circa.
Re Artù, dettaglio dal "Christian Heroes Tapestry", 1385 circa.
Saga Materia di Britannia
1ª app. in citato in numerosi documenti storici a partire dal VI secolo
Parenti Uther Pendragon (padre), Ygraine (madre), Ginevra (moglie), Morgana (sorellastra), Morgause (sorellastra), Mordred (figlio)

Re Artù, figlio di re Uther Pendragon, è un'importante figura delle leggende della Gran Bretagna, dove appare come la figura del monarca ideale sia in pace sia in guerra. È il personaggio principale della Materia di Britannia (anche Ciclo bretone e Ciclo arturiano), anche se c'è disaccordo sul fatto che Artù, o una persona reale su cui il personaggio sia stato ricalcato, sia veramente esistito[1]. Nelle citazioni più antiche che lo riguardano e nei testi in gallese non viene mai definito re, ma dux bellorum ("signore delle guerre"). Antichi testi altomedievali in gallese lo chiamano ameraudur ("imperatore"), prendendo il termine dal latino, che potrebbe anche significare "signore della guerra".

Artù figura storica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storicità di re Artù.
Una statua di Artù in bronzo con visiera alzata e scudo è tra i cavalieri in lutto alla tomba dell'imperatore Massimiliano I (morto nel 1519), a Innsbruck

La storicità di Re Artù è stata a lungo dibattuta dagli studiosi, ma negli anni si è raggiunto un consenso nel ritenere sostanzialmente leggendaria la figura del sovrano. Una scuola di pensiero avanzerebbe l’ipotesi che fosse vissuto nel tardo V secolo o agli inizi del VI secolo, che fosse stato un romano-britannico e che avesse combattuto il paganesimo sassone. I suoi ipotetici quartieri generali si sarebbero trovati in Galles, Cornovaglia, o ad ovest di ciò che sarebbe diventata l’Inghilterra. Ad ogni modo, le controversie sul centro del suo potere e sul tipo stesso di potere che esercitava continuano oggi.

C’è chi sostiene che la figura di Artù possa coincidere perfettamente con quella di un certo Riotamo, "re dei Britanni", molto attivo durante il regno dell’imperatore romano Antemio. Sfortunatamente, Riotamo è una figura minore di cui sappiamo ancora poco e nemmeno gli studiosi sono in grado di capire se i "bretoni" che comandava erano i britannici o gli abitanti dell’Armorica. Altri studi portano ad identificarlo con Ambrosio Aureliano, un signore della guerra romano-britannico che vinse alcune importanti battaglie contro gli anglosassoni, tra cui la battaglia del Monte Badon.

Altri suggeriscono di identificarlo con Lucio Artorio Casto, un dux romano del II secolo, i cui successi militari in Britannia sarebbero stati tramandati nei secoli successivi. Ufficiale (col rango di praefectus) della VI legione in Britannia, che potrebbe aver guidato un'unità di cavalieri sarmati (provenienti dall’Ucraina meridionale), stanziati a Ribchester, che conducevano campagne militari a nord del vallo di Adriano. Le imprese militari di Casto in Britannia e Armorica (odierna Bretagna) potrebbero essere state ricordate per i secoli successivi e aver contribuito a formare il nucleo della tradizione arturiana, così come le tradizioni portate dagli alano-sarmati. C'è anche chi parla dell'usurpatore romano Magno Massimo.

Un’altra teoria è quella secondo cui il nome di Artù sarebbe in realtà un titolo portato da Owain Ddantgwyn, che sembrerebbe essere stato un re di Rhos. C’è poi l'ipotesi che egli sarebbe in realtà un re dell’età del bronzo, circa 2300 a.C.: estrarre una spada da una roccia sarebbe infatti una metafora della costruzione di una spada e della sua estrazione dalla forma dopo la fusione.

Altre supposizioni si basano sul fatto che Artù fosse Artuir mac Áedán, figlio di re Áedán mac Gabráin della Dalriada, un signore della guerra scozzese che guidò gli Scoti di Dalriada contro i Pitti. Secondo questa teoria, Artù avrebbe quindi svolto le sue azioni di guerra soprattutto nella regione tra il Vallo di Adriano e quello di Antonino (area del Gododdin). Per alcuni Artù potrebbe addirittura essere stato lo stesso Áedán mac Gabráin. E c’è chi pensa[2] che Artù avrebbe comandato una coalizione di celti cristiani contro gli invasori pagani, riuscendo a tenerli lontani per un centinaio d’anni circa.

Ad ogni modo, si hanno svariati omonimi, o persone con nomi simili, nella sua generazione e si può pensare che siano poi stati riuniti dalle credenze popolari e tramandati come se fossero un'unica entità. Ed ecco così spuntare Arthnou, un principe di Tintagel (in Cornovaglia), che visse nel VI secolo, oppure Athrwys ap Meurig, re del Morgannwg (odierno Glamorgan) e del Gwent (due aree del Galles). Artù potrebbe quindi essere un semplice collage di tutte queste figure mitologiche o storiche.

Artù figura "leggendaria"[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Artù, che come nome proprio di persona risulta storicamente attestato nella Pietra di Artù, in lingua celtica continentale significa orso, simbolo di forza, stabilità e protezione, caratteri anche questi ben presenti in tutta la leggenda[3]. Un'interessante ipotesi è stata recentemente prospettata da alcuni storici britannici consulenti dell'ente televisivo statale BBC circa l'origine del nome "Arthur". Esso, a loro dire, potrebbe infatti derivare dall'unione del termine bretone "Arth" (che significa "Orso"), con l'analogo termine di derivazione latina "Ursus". Dal vocabolo ancestrale "Arth - Ursus" sarebbe derivato "Arthur"[4]. Nella civiltà celtica gli uomini avevano come nome proprio quello di un animale che sceglievano per sottolineare un tratto fisico o caratteriale, e l'orso è l'animale simbolo per eccellenza della regalità. Anche sulla base del suo nome, una scuola di pensiero ritiene che la figura di Artù non abbia nessuna consistenza storica e che si tratterebbe di una semi-dimenticata divinità celtica poi trasformata dalla tradizione orale in un personaggio realmente esistito, come sarebbe accaduto per Lir, dio del mare, divenuto poi re Lear[5]. In gallese la parola arth significa "orso" e tra i celti continentali (anche se non in Britannia) esistevano molte divinità-orso chiamate Artos o Artio. È probabile che queste divinità siano state portate dai Celti in Britannia. Va anche notato che la parola gallese arth, quella latina arctus e quella greca arctos significano "orso". Inoltre, Artù è chiamato l'"Orso di Britannia" da alcuni scrittori. "Arktouros" ("Arcturus" per i Romani), ovvero "guardiano dell'orsa", e "Arturo" in italiano) era il nome che i Greci davano alla stella in cui era stato trasformato Arkas, o Arcade, re dell'Arcadia e figlio di Callisto, che invece era stata trasformata nella costellazione dell'Orsa Maggiore ("Arctus" per i Romani). Altre grafie esistenti del suo nome sono Arzur, Arthus o Artus. L'epiteto di "Pendragon" gli viene invece dal padre, Uther Pendragon.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome Artù resta una questione di dibattito. Alcuni sostengono che derivi dal romano "nomen gentile" (nome di famiglia romana) "Artorius" di etimologia oscura e contestata (ma forse di origine messapica o etrusca). Alcuni studiosi hanno suggerito che è rilevante per questo dibattito che il nome del leggendario Re Artù appare solo come 'Arthur' , o 'Arturus', nei primi testi latini arturiani, mai come Artorius (anche se si dovrebbe notare che il latino classico 'Artorius' divenne 'Arturius' in alcuni dialetti volgari latini). Tuttavia, questo non ci può dire nulla circa l'origine del nome Arthur, dato che 'Artorius' sarebbe diventato regolarmente Art(h)ur quando prese in prestito dal gallese. Un'altra possibilità è che sia derivato da un patronimico britannico * Arto-rig-IO (la cui radice, * Arto-rig-"Re orso" si trova nel Vecchio nome personale irlandese Art-ri) tramite la forma latinizzata Artorius . Meno probabile è la derivazione comunemente proposta dal gallese arth "orso" + (g) wr "uomo" (in precedenza * Arto-uiros in britannico): ci sono delle difficoltà fonologiche con questa teoria in particolare che un nome composto britannico Arto-uiros dovrebbe dare un vecchio gallese * 'Artgur' e un medio o moderno gallese * Arthwr e non Arthur (nella poesia gallese il nome è sempre scritto Arthur ed è esclusivamente in rima con parole che terminano in-ur, mai con le parole che terminano in-wr - il che conferma che il secondo elemento non può essere [g] wr "uomo").Una teoria alternativa, che ha guadagnato solo un'accettazione limitata tra gli studiosi professionisti, fa derivare il nome da Arthur Arcturus, la stella più luminosa della costellazione di Boote (costellazione del Bifolco), vicino all'Orsa Maggiore o Grande Orso. Il latino classico Arcturus sarebbe anche diventato Art (h) ur quando mutuata dal Galles, e la sua luminosità e posizione nel cielo ha portato le persone a considerarlo come il "guardiano dell'orso" (che è il significato del nome in greco antico) e come il "capo" delle altre stelle nella costellazione di Boote (costellazione del Bifolco). Un nome simile è "Artùr" in vecchio irlandese, che si pensa direttamente da un precedente 'Artur', nome in vecchio gallese o cumbrico.

Antiche tradizioni[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Re Artù, di James Archer (18231904)

Artù appare per la prima volta nella letteratura gallese: in un antico poema in questa lingua, Y Gododdin (circa 594), il poeta Aneirin (535-600) scrive di uno dei suoi sudditi che lui "nutriva i corvi neri sui baluardi, pur non essendo Artù". Ad ogni modo, questo poema è ricco di inserimenti posteriori e non è possibile sapere se questo passaggio sia parte della versione originale o meno. Possiamo però fare riferimento ad alcuni poemi di Taliesin, che sono presumibilmente dello stesso periodo: The Chair of the Sovereign, che ricorda un Artù ferito; Preiddeu Annwn ("I Tesori di Annwn"), cita "il valore di Artù" e afferma che "noi partimmo con Artù nei suoi splendidi labours"; poi il poema Viaggio a Deganwy, che contiene il passaggio "come alla battaglia di Badon con Artù, il capo che organizza banchetti/conviti, con le sue grandi lame rosse dalla battaglia che tutti gli uomini possono ricordare".

Un'altra citazione è nell'Historia Brittonum, attribuita al monaco gallese Nennio, che forse scrisse questo compendio dell'antica storia del suo paese nell'anno 830 circa. Nuovamente, quest'opera ci descrive Artù come un "comandante di battaglie", piuttosto che come un re. Due fonti distinte all'interno di questo scritto ricordano almeno 12 battaglie in cui avrebbe combattuto, culminando con la battaglia del Monte Badon, dove si dice abbia ucciso, da solo/con una sola mano, addirittura 960 avversari.

Secondo gli Annales Cambriae, Artù sarebbe stato ucciso durante la battaglia di Camlann nel 537.

Appare inoltre in numerose vitae di santi del VI secolo, ad esempio la vita di san Iltud, che alla lettura sembra essere scritta verso il 1140, dove si dice che Artù fosse un cugino di quell'uomo di chiesa. Molte di queste opere dipingono Artù come un fiero guerriero, e non necessariamente moralmente impeccabile come nei successivi romanzi. Secondo la Vita di san Gildas (morto intorno all'anno 570), opera scritta nell'XI secolo da Caradoc di Llancarfan, Artù uccise Hueil, fratello di Gildas, un pirata dell'isola di Man.

Attorno al 1100 Lifris di Llancarfan asserisce nella sua Vita di san Cadoc che Artù è stato migliorato da Cadoc. Cadoc diede protezione ad un uomo che aveva ucciso tre dei soldati di Artù, che ricevé del bestiame da Cadoc come contropartita per i suoi uomini. Cadoc glielo portò come richiesto, ma quando Artù prese possesso degli animali, questi furono trasformati in felci. Il probabile scopo originale di questa storia sarebbe quello di promuovere l'accettazione popolare della nuova fede cristiana "dimostrando" che Cadoc aveva poteri magici attribuiti tradizionalmente ai druidi e così intensi da "battere" Artù. Avvenimenti simili sono descritti nelle tarde biografie medioevali di Carannog, di Padern e Goeznovius.

Artù compare anche nel racconto in lingua gallese Culhwch e Olwen, solitamente associata con il Mabinogion: Culhwch visita la corte di Artù per cercare il suo aiuto per conquistare la mano di Olwen. Artù, che è definito suo parente, acconsente alla richiesta e compie le richieste del padre di Olwen, il gigante Ysbaddaden (tra cui la caccia al grande cinghiale Twrch Trwyth). Questo può essere riportato alla leggenda dove Artù è dipinto come il capo della caccia selvaggia, un tema popolare che è ricordato anche in Bretagna, Francia e Germania.

Tomba di Artú e Ginevra nell'Abazia di Glastombury

Roger Sherman Loomis ha elencato questi esempi (Loomis 1972). Gervasio di Tilbury nel XIII secolo e due scrittori XV secolo assegnano questo ruolo ad Artù. Gervasio afferma che Artù e i suoi cavalieri cacciavano regolarmente lungo un antico tratto tra Cadbury e Glastonbury (che è ancora conosciuta come King Arthur's Causeway[6]), e si pensa che lui e la sua compagnia di cavalieri possa essere vista a mezzanotte nella foresta di Brittany o Savoy in Gran Bretagna. Loomis allude a un cenno scozzese nel XVI secolo, e afferma che molte di queste credenze fossero ancora ricorrenti nel XIX secolo al Castello di Cadbury e in diverse parti della Francia. Più tardi parti del Trioedd Ynys Prydein, o Welsh Triads, menzionano Artù e collocano la sua corte a Celliwig in Cornovaglia. Celliwig è stata identificata con la città di Callington dagli anziani antiquari Celtici, ma Rachel Bromwich, l'ultimo editore delle Welsh Triads, afferma che sia in realtà Kelly Rounds, una fortezza nei pressi della parrocchia celtica di Egloshayle.

La più antica rappresentazione esistente di re Artù nell'arte è un bassorilievo datato tra il 1099 e il 1120 sull'archivolto della Porta della Pescheria del Duomo di Modena: esso raffigura Artù che, con alcuni cavalieri, salva Ginevra da alcuni malfattori.[7]

Il ciclo arturiano[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ciclo bretone.

La prima grande popolarizzazione della leggenda di re Artù fu il romanzo di Goffredo di Monmouth Historia Regum Britanniae, un equivalente medievale di best seller che aiutò a riportare l'attenzione di altri scrittori, come Robert Wace e Layamon, che espanse la novella di Artù. La data dell'Historia è determinata come 1133 da un piccolo gruppo di esperti; ad ogni modo, la data è più normalmente determinata come 1138, come indicano le seguenti citazioni:

Geoffrey rimase a Oxford perlomeno fino al 1151 e durante questo periodo scrisse i suoi due lavori ancora esistenti, Historia regum Britanniae (1136-1138; "History of the Kings of Britain") e Vita Merlini (ca. 1148; "The Life of Merlin"). [senza fonte]

La spada di Artù[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Spada nella roccia e Excalibur.

Nel Merlin di Robert de Boron, successivamente ripreso e continuato da Thomas Malory, re Artù ottiene il trono estraendo una spada da una roccia. Nel racconto estrarre la spada è possibile solo a colui che è "il vero re", inteso come l'erede di Uther Pendragon. In quello che viene chiamato Post-Vulgate Merlin, Excalibur, una spada magica, viene donata a re Artù dalla Dama del Lago dopo che Artù è già re (Artù ottiene la spada prendendola dalla mano della Dama che esce fuori da un lago e gli porge l'Excalibur). Secondo diverse fonti Artù distrugge la spada estratta dalla roccia mentre sta combattendo contro re Pellinore, per questo Merlino permetterà ad Artù di ottenere la Excalibur dal lago (così come citato in diversi romanzi tra cui King Arthur and His Knights e King Arthur and the legend of Camelot di Howard Pyle e naturalmente molti romanzi moderni basati sulla saga arturiana).

In questa versione la lama della spada è in grado di tagliare qualunque materiale e il suo fodero è in grado di rendere invincibile chiunque lo indossi. Alcune storie narrano che Artù sia riuscito ad estrarre la spada dalla roccia, ottenendo così il diritto a diventare re (e quella spada era Excalibur), ma che l'abbia gettata via dopo che, tramite essa, uccise accidentalmente un suo cavaliere. Merlino allora gli consigliò di trovare una nuova lama, cosa che succede quando Artù riceve la spada dalla Dama del Lago. Anche questa nuova spada verrà chiamata da Artù "Excalibur" così da avere lo stesso nome della originale e precedente spada.

La spada appare la prima volta con il nome di Caliburn nel racconto di Geoffrey di Monmouth.

Artù nei media[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

  • A. A. Attanasio
  1. The Dragon and the Unicorn
  2. The Eagle and the Sword
  3. The Wolf and the Crown.
  1. Le grotte nelle montagne The Hollow Hills (1973)
  2. L'ultimo incantesimo The Last Enchantment (1979)
  3. Il giorno fatale The Wicked Day (1983)
  1. Child of the Northern Spring, pubblicato in Italia
  2. Queen of the Summer Stars
  3. Guinevere: The Legend in Autumn.
  1. The Crimson Chalice (1976), pubblicato in Italia
  2. The Circle of the Gods (1977)
  3. The Immortal Wound (1978)

Fumetto[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Opera[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]


Anno Film Attore Note
1909 Launcelot and Elaine Charles Kent Cortometraggio
1917 Knights of the Square Table Charles Mussett
Over the Hill Billy Sullivan
1921 A Connecticut Yankee in King Arthur's Court Charles Clary Film commedia
1931 Un americano alla corte di Re Artù (A Connecticut Yankee) William Farnum Film commedia
1942 King Arthur Was a Gentleman Arthur Askey Film commedia
1948 Squareheads of the Round Table Vernon Dent Cortometraggio
1949 La corte di re Artù (A Connecticut Yankee in King Arthur's Court) Cedric Hardwicke Film commedia
The Adventures of Sir Galahad Nelson Leigh
1952 "A Connecticut Yankee in King Arthur's Court", episodio della serie Studio One Boris Karloff
1953 I cavalieri della tavola rotonda (Knights of the Round Table) Mel Ferrer
1954 Il principe coraggioso (Prince Valiant) Brian Aherne
"Ponds Theater", episodio della serie A Connecticut Yankee in King Arthur's Court Jack Livesey
Il cavaliere del mistero (The Black Knight) Anthony Bushell
Knutzy Knights Vernon Dent Cortometraggio
1955 A Connecticut Yankee Boris Karloff Film TV
19561957 Lancillotto (The Adventures of Sir Lancelot) Ronald Leigh-Hunt (22 ep.)
Bruce Seton (3 ep.)
Serie TV
1957 "The Round Table", episodio della serie The Red Skelton Hour Hans Conried
1960 "Tennessee Ernie Ford Meets King Arthur", episodio della serie Startime Alan Mowbray
"Knight School/Woo for Two/Pick a Chick", episodio della serie The Huckleberry Hound Show Don Messick
1963 Ginevra e il cavaliere di re Artù (Lancelot and Guinevere) Brian Aherne
L'avventuriero di re Artù (Siege of the Saxons) Mark Dignam
La spada nella roccia (The Sword in the Stone) Richard Reitherman (voce)
Robert Reitherman (voce)
Film d'animazione
1966 Artù e i cavalieri della tavola rotonda (Arthur! And the Square Knights of the Round Table) John Meillon
A Wedding Knight Allen Swift (voce) Cortometraggio
1967 Camelot Richard Harris
Nicolas Beauvy (ragazzo)
"Il mago Merlino", episodio della serie Kronos - Sfida al passato (The Time Tunnel) Jim McMullan
1970 Lancelot du lac Tony Taffin Film TV
1972-1973 Artù re dei Britanni (Arthur of the Britons) Oliver Tobias Serie TV
1975 King Arthur, the Young Warlord
Monty Python e il Sacro Graal (Monty Python and the Holy Grail) Graham Chapman Film commedia
"Under the Round Table", episodio della serie Carry on Laughing! Kenneth Connor
"Short Knight, Long Daze", episodio della serie Carry on Laughing!
1978 A Connecticut Rabbit in King Arthur's Court Mel Blanc (voce) Film TV d'animazione
"A Connecticut Yankee in King Arthur's Court", episodio della serie Once Upon a Classic Richard Basehart
Il fuorilegge (Perceval le Gallois) Marc Eyraud
1979 Un astronauta alla tavola rotonda (The Spaceman and King Arthur) Kenneth More Film commedia
The Legend of King Arthur Andrew Burt Serie TV
La spada di King Arthur (Entaku no kishi monogatari: Moero Arthur N.D. Serie TV d'animazione
1980 Merlin Michael Klemm Serie TV
1981 Excalibur (Excalibur) Nigel Terry
Looney, Looney, Looney Bugs Bunny Movie (Looney, Looney, Looney Bugs Bunny Movie) Mel Blanc (voce) Film TV d'animazione
1982 "King Arthur in Mr. Roarke's Court/Shadow Games", episodio della serie Fantasilandia Robert Mandan
"Excalibur", episodio della serie Into the Labyrinth Ewen Solon
Camelot Richard Harris Film TV
1984 Morte d'Arthur Jeremy Brett Film TV
Sword of the Valiant - The Legend of Sir Gawain and the Green Knight Trevor Howard
1985 La spada di Merlino (Arthur the King) Malcolm McDowell Film TV
1988 Novye priklyucheniya yanki pri dvore korolya Artura Albert Filozov
1989 A Connecticut Yankee in King Arthur's Court Michael Gross Film TV
1991 Gawain and the Green Knight Marc Warren Film TV
1992 Ginevra Gerhard Theuring
1993 Kings and Queens of England Volume I Giovanni Guarino Uscito in home video
1994 Il grande amore di Ginevra (Guinevere) Sean Patrick Flanery Film TV
Principe Valiant (The Legend of Prince Valiant) Efrem Zimbalist Jr.
1995 The Dark Knight David Hartley
Simon Malkin (da giovane)
Cortometraggio
Il primo cavaliere (First Knight) Sean Connery
Un ragazzo alla corte di re Artù (A Kid in King Arthur's Court) Joss Ackland
"Ritorno ad Avalon (terza parte)", episodio della serie Gargoyles, il risveglio degli eroi John Saint Ryan (voce) Serie TV d'animazione
1996 Crystal Cave Martin Sheen Film TV
Alchemy Film TV
"Re Artù", episodio della serie Gargoyles, il risveglio degli eroi John Saint Ryan (voce) Serie TV d'animazione
A Young Connecticut Yankee in King Arthur's Court Nick Mancuso
1997 Il mistero del principe Valiant (Prince Valiant) Edward Fox
1998 Merlino (Merlin) Paul Curran Serie TV
La spada magica - Alla ricerca di Camelot (Quest for Camelot) Pierce Brosnan (voce)
Steve Perry (voce canzoni)
Film d'animazione
"Boy Was My Face Red", episodio della serie Sabrina, the Teenage Witch (Sabrina, the Teenage Witch) Robert Chapin
Un'americana alla corte di re Artù (A Knight in Camelot) Michael York Film TV
1999 La sfida di Artù (Arthur's Quest) Eric Christian Olsen
Robby Seager (bambino)
Film TV
"Hercules, re Artù e Merlino", episodio della serie Hercules (Hercules: The Legendary Journeys) Neill Rea
2000 Merlin: The Return Patrick Bergin
2001 Le nebbie di Avalon (The Mists of Avalon) Edward Atterton
Freddie Highmore (giovane)
Film TV
"Sir Caradoc at the Round Table", episodio della serie MythQuest Scott Hylands
2002 Dark Ages Dirk Galuba Cortometraggio
"Love Hurts", episodio della serie Guinevere Jones Chris Hemsworth
"Hard Rain", episodio della serie Guinevere Jones
2002-2003 Sir Gadabout, the Worst Knight in the Land Kim Wall Serie TV
2004 King Arthur (King Arthur) Clive Owen
Shane Murray-Corcoran
(da giovane)
2004-2009 Kaamelott Alexandre Astier Serie TV
2005-2006 King Arthur's Disasters Rik Mayall Serie TV
2006 Merlin's Apprentice Woody Jeffreys
Connor Stanhope (giovane)
Miniserie TV
2007 L'ultima legione (The Last Legion) Rory James
Morgana Ricardo Trêpa Film TV
2008-2012 Merlin (Merlin) Bradley James Serie TV
2010 Arthur James Tobin
Aaron Hart
Cortometraggio
"King Arthur", episodio della serie Mystery Files Tim Seyfert
2011 Camelot (Camelot) Jamie Campbell Bower
Shay Macleod (giovane)
2012 Merlin - Incantatore disincantato (Merlin - L'enchanteur désenchanté) Arthur Molinier Film TV
Merlin - Incantesimo d'amore (Merlin - Le secret de Brocéliande) Film TV

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel videogioco Stronghold Legends, una delle campagne di gioco è dedicata ad Artù e ai cavalieri della tavola rotonda.
  • Nel videogioco Tomb Raider: Legend, Lara Croft deve recuperare l'originale Excalibur per cercare di raggiungere la madre in Avalon. Per farlo raggiungerà il mausoleo di Re Artù in Cornovaglia e vi recupererà l'elsa sopra il cadavere di Artù.
  • Nel videogioco Tomb Raider: Underworld, seguito di Tomb Raider Legend, Lara scappa da Helheim (Avalon) grazie ad una gemella di Excalibur.
  • Re Artù e i suoi cavalieri rappresentano l'evocazione più potente di Final Fantasy 7, lì chiamati knights of the round.
  • Nel multiplayer online Dark Age of Camelot ci sono molti riferimenti alla leggenda Arturiana.
  • In Tzar: Excalibur e il Re Artù, la campagna principale del gioco ripercorre tutte le vicende, a partire da quando il giovane Artù estrae la spada dalla roccia, sino alle più importanti battaglie del suo esercito con i personaggi che orbitano attorno alla sua leggenda, Merlino compreso.
  • in Sonic And The Black Knight,Re Artù è il nemico principale del boss,anche se era un falso creato dal nonno di Merlina la Maga.

In seguito si scopre che Sonic è il vero e unico Re Artù.

Varie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Thomas Green, "The Historicity and Historicisation of Arthur".
  2. ^ legendofkingarthur.com
  3. ^ Artù era un uomo ritenuto forte, posato, e, in quanto re, garante della sicurezza dei suoi sudditi.
  4. ^ BBC Wales - History - Themes - Origins of the legend
  5. ^ Thomas Green.
  6. ^ http://www.prairienet.org/~almahu/hunt.htm
  7. ^ Focus extra, estate 2013, I misteri, pag. 38 e sgg.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Loomis, Roger S. 1972. "Arthur" in Funk and Wagnalls Standard Dictionary of Folklore, Mythology and Legend (edited by Maria Leach) Funk and Wagnalls. New York.
  • Leslie Alcock. Arthur's Britain: History and Archaeology AD 367 - 634. Allen Lane, The Penguin Press. London. 1971. ISBN 0-7139-0245-0
  • Rachel Bromwich, "Concepts of Arthur", Studia Celtica, 9/10 (1976), pp. 163–81.
  • David N. Dumville, "Sub-Roman Britain: History and Legend", History 62 (1977), pp. 173–92.
  • Roger S. Loomis, "The Arthurian Legend precedente 1139", The Romanic Review, 32 (1941), 3-38.
  • Roger S. Loomis, editor. Arthurian Literature in the Middle Ages. Clarendon Press: Oxford University. 1959. ISBN 0-19-811588-1
  • Daniel Mersey. Arthur King of the Britons: From Celtic Hero To Cinema Icon. Summersdale. Chichester. 2004. ISBN 1-84024-403-8
  • John Morris. "The Age of Arthur." New York: Scribner, 1973. SBN 684 13313 X
  • Thomas Jones, "The Early Evolution of the Legend of Arthur", Nottingham Medieval Studies, 8 (1964), pp. 3–21.
  • Derek Pearsall, Arthurian Romance: a short introduction, Blackwell, Oxford 2005 ISBN 0-631-23319-9
  • Cleto Morelli, "Re Artù, l'amaro segreto". (11 tavole a colori) Edizioni Sabinae, 2011. ISBN 978-88-96105-52-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Britannia Successore
Uther Pendragon 496537 Costantino III