Allegoria

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Un dipinto dalla complessa allegoria: Apoteosi dei soldati francesi caduti nella guerra di liberazione, Anne-Louis Girodet de Roussy-Trioso'

L'allegoria è una figura retorica per cui un concetto viene espresso attraverso un'immagine: in essa, come nella metafora, vi è la sostituzione di un oggetto ad un altro ma, a differenza di quella, non si basa sul piano emotivo bensì richiede un'interpretazione razionale di ciò che sottintende. Essa opera quindi su un piano superiore rispetto al visibile e al primo significato: spesso l'allegoria si appoggia a convenzioni di livello filosofico o metafisico. Per chiarire, un esempio tratto dalla Divina Commedia di Dante Alighieri:

    Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
    una lonza leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;
    e non mi si partia dinanzi al volto,
    anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto.
    Temp' era dal principio del mattino,
    e 'l sol montava 'n sù con quelle stelle
ch'eran con lui quando l'amor divino
    mosse di prima quelle cose belle;
    sì ch'a bene sperar m'era cagione
di quella fiera a la gaetta pelle
    l'ora del tempo e la dolce stagione;
    ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
    Questi parea che contra me venisse
    con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.
    Ed una lupa, che di tutte brame
    sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,
    questa mi porse tanto di gravezza
    con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.

Qui le tre fiere rappresentano tre animali che turbano l'animo dell'uomo: la superbia e la violenza (leone), l'avidità e la cupidigia (lupa), l'avarizia o per alcuni la lussuria (lonza).

L'allegoria è spesso usata anche in altri campi artistici, dalla pittura alla scultura alle altre arti figurative.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

La parola deriva dal greco antico αλληγορία, composto da ἀλλή + ἀγορεύω, letteralmente "un altro" + "parlare", vale a dire: parlare d'altro, leggere tra le righe, sottintendere qualcosa che non è espressamente indicato in un contesto determinato. Da ciò si può trarre, pertanto, che l'allegoria è quella figura retorica che esprime un concetto in altro modo (attraverso simboli).

Differenza tra simbolo e allegoria[modifica | modifica wikitesto]

Un simbolo è qualcosa di più concreto, statico, assoluto rispetto all'allegoria: per esempio si può dire che un'aquila sia simbolo di regalità e di forza.

Il contesto è basilare nell'interpretazione quando si parla di allegoria: riprendendo lo stesso esempio un'aquila che all'interno di una narrazione scende dal cielo e compie una serie di azioni significative, quell'aquila può rappresentare un'immagine più complessa (può ad esempio simboleggiare l'Impero o una situazione politica particolare). Spesso l'allegoria al massimo grado di complessità, ha un'interpretazione "soggettiva", cioè legata al tipo di lettura che se ne fa.

In altre parole, si può dire che il legame tra oggetto significato e immagine significante nell'allegoria sia arbitrario e intenzionale, mentre nel simbolo è convenzionale: nell'allegoria il significato non può essere decodificato in maniera intuitiva e immediata, ma necessita di un'elaborazione intellettuale. L'allegoria è comunque sempre "relativa", nel senso che è suscettibile di una discussione critica nella fase di interpretazione e si presta quindi a diverse letture.


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