Eccezzziunale... veramente

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Eccezzziunale... veramente
Eccezzziunale.png
Titoli di testa del film
Titolo originale Eccezzziunale... veramente
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1982
Durata 96 min (versione cinematografica)
135 min (versione televisiva)
Colore colore
Audio sonoro
Genere comico
Regia Carlo Vanzina
Soggetto Enrico Vanzina, Carlo Vanzina, Diego Abatantuono
Sceneggiatura Enrico Vanzina, Carlo Vanzina, Diego Abatantuono
Produttore Alessandro Fracassi
Fotografia Alberto Spagnoli
Montaggio Raimondo Crociani
Musiche Mariano Detto
Scenografia Giovanni Natalucci
Costumi Marina Straziota
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Eccezzziunale... veramente è un film commedia italiano del 1982 diretto da Carlo Vanzina e interpretato da Diego Abatantuono. La pellicola racconta la vita "calcistica" di tre tifosi: il milanista Donato, l'interista Franco e lo juventino Tirzan.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Diego Abatantuono nei panni di Franco, il tifoso interista

La storia vede come protagonisti Felice La Pezza, soprannominato Tirzan, un camionista pugliese tifoso della Juventus, Franco Alfano, un venditore d'autoveicoli milanese tifoso dell'Inter, e Donato Cavallo, un acceso tifoso del Milan a capo di un gruppo di ultrà.

Durante una domenica di campionato, Tirzan viene fermato a bordo del suo camion da due poliziotti, uno romanista e l'altro fiorentino, e ne nasce subito una discussione a sfondo calcistico, mentre Donato si scontra in metropolitana con degli ultrà interisti dopo che il Milan ha perso il derby: Sandrino, il loro capo, durante lo scontro scivola su una buccia di banana e cade a terra senza sensi (ma Donato pensa di essere stato lui a colpirlo). Franco invece è felicissimo, ma deve tornare a casa dalla famiglia e soprattutto da una moglie e da una suocera che non sopporta, ma una gradita sorpresa lo aspetta: un tredici al Totocalcio. Franco allora si ribella ai parenti insultando le due donne e se ne va. Il tredici da oltre ottocento milioni di lire è in realtà uno scherzo degli amici del bar, ma Franco intanto si dà alla bella vita: lascia il lavoro e a suon di cambiali compra una nuova macchina.

Tirzan deve partire per un trasporto in Romania ma chiede ad un collega detto "lo Slavo", che deve invece andare a Parigi, di scambiarsi i camion, in modo che Tirzan possa approfittare della vicinanza per fare un salto in Belgio a vedere la partita di Coppa dei Campioni della Juventus contro l'Anderlecht, e l'altro possa andare in Romania dalla sua fidanzata. Donato va all'ospedale a trovare il "nemico" interista, che, a seguito del trauma, ha perso la parola e la memoria. Qui il milanista conosce la fidanzata di Sandrino, Loredana, che odia gli ultras, l'Inter e il calcio; Donato, per compiacerle, fa finta di essere d'accordo per fare colpo su di lei. Loredana s'innamora di lui, perché "diverso" da Sandrino, e fanno l'amore.

Franco con gli amici interisti Massimo, Teo ed Ugo

Franco intanto spende un sacco di soldi in alberghi e oggetti costosi, e gli amici non sanno più come dirgli la verità. Massimo grazie all'aiuto di una telecamera confessa lo scherzo "eccezzziunale" e Franco è in preda al panico. Tirzan arriva a Parigi puntalmente per scaricare la merce ma il camion viene rubato e la polizia francese pensa che il mezzo sia stato rubato dallo "Slavo" stesso, dopo averlo scambiato con il collega. Tirzan, trattenuto, non vede la partita. Donato torna da Loredana, che è in ospedale da Sandrino, ma la donna ha i sensi di colpa: litigano e allora Donato, credendo che la storia con Loredana sia finita, torna a fare l'ultras, proprio nella settimana della partita con la Juventus. Loredana però ha seguito Donato e lo invita a casa sua, spiegandogli che con Sandrino è una storia finita e che si è innamorata di lui.

Tirzan e il commissario di polizia cercano il camion ma senza risultati, finché un altro camion rimane in panne e aiutano i conducenti a ripartire; proprio in quel momento Tirzan si accorge che è proprio il suo camion: il commissario spara alle gomme per fermarlo ma il mezzo finisce fuori strada danneggiandosi. Gli amici di Franco, pentiti, cercano di fargli fare inultilmente pace con la famiglia. Franco ha bisogno di sessanta milioni per coprire i debiti, e un allibratore gli consiglia di recuperare i soldi scommettendo clandestinamente su una vittoria dell'Avellino nella prossima giornata di campionato. Franco e gli amici scommettono venti milioni, offrendo, a titolo di garanzia, il bar di Massimo ed un anno di stipendio degli altri.

Sfortunatamente l'avversario dell'Avellino è proprio la loro amata Inter. Per facilitare le cose partono per Avellino con l'intenzione di minacciare l'arbitro della partita Miciché (che da una foto risulta pelato). Tirzan intanto torna in Italia per ridare il camion allo Slavo e per non perdersi Milan-Juventus del giorno dopo. Donato non perderebbe la stessa partita per niente al mondo ma Loredana, che costituisce un problema, ha altri programmi. Donato scappa da lei mentre ancora dorme e quando se ne accorge telefona a casa di lui dicendogli addio e di aver preso due boccette di barbiturici. Viene portata in ospedale, salvata e messa vicino a Sandrino. Loredana si sveglia e Donato, accorso al suo capezzale, cerca inutilmente una scusa per andare allo stadio.

Tirzan arriva dallo slavo, che contrariamente a quello che pensava, non ce l'ha con lui per quello che è successo al camion, ma una brutta sorpresa lo attende: il suo mezzo è praticamente distrutto. Poco prima dell'inizio di Avellino-Inter, Franco e i suoi amici rapiscono l'arbitro, ed entrano con lui negli spogliatoi: sfortunatamente però sbagliano persona, e scoprono che l'uomo da loro rapito è in realtà il commissario Patané, che si occupa della sicurezza dello stadio. Il commissario non prende provvedimenti perché non vuole perdersi la partita, ma intima a loro di prendere subito il primo treno per Milano. Tirzan, sicuro di aver perso il lavoro, abbandona sull'autostrada quello che resta del camion e va in taxi allo stadio a partita già iniziata: acquista un biglietto falso di tribuna numerata da un bagarino, si mette a litigare con il vero proprietario del tagliando e poi viene portato via.

Donato, il capo degli ultrà milanisti

Donato, ancora al capezzale di Loredana a partita iniziata, viene a sapere da lei che quando Sandrino si sarà svegliato, bisognerà dirgli della loro relazione ma proprio in quel momento l'uomo si rimette a parlare, affermando che ha sentito tutto dall'inizio e dicendo a Loredana tutta la verità su Donato, che scappa velocemente allo stadio. Tirzan viene fatto sedere al posto del sindaco, proprio accanto all'Avvocato Gianni Agnelli, che riesce a conquistare con le sue battute.

Alla fine della partita, vinta dalla Juventus con un gol di Pietro Paolo Virdis, Donato incontra Loredana, che si mette definitivamente insieme con lui a condizione però che non vada più in trasferta. Franco e sui amici perdono la scommessa perché l'Inter vince 5-0 con l'Avellino, ma non si scoraggiarono, e fanno una nuova scommessa giocandosi il bar e sessanta milioni sull'Inter campione d'Italia (non facendoci sapere se la scommessa andrà a buon fine). Tirzan diventa invece il nuovo autista del pullman della Juventus.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Donato Cavallo[modifica | modifica sorgente]

Donato è un giovane che vive insieme ai genitori e ai numerosi fratelli nella periferia di Milano. È il capo ultrà del Milan, detto "Ras della Fossa". Dopo un derby perso ha una colluttazione con Sandrino il Mazzulatore, capo ultrà dell'Inter, il quale finisce accidentalmente in coma. Donato preso dal rimorso va a trovarlo in ospedale e conosce la sua fidanzata, Loredana, che finirà per innamorarsi di lui.

Franco Alfano[modifica | modifica sorgente]

Franco è un bontempone malsopportato da moglie e suocera che si diverte con gli amici Ugo, Teo e Massimo. Questi gli fanno credere di aver fatto 13 al totocalcio, va via di casa, si licenzia e comincia a fare pazze spese. Quando gli amici gli comunicano dello scherzo lui è distrutto e per recuperare i soldi decidono di scommettere sull'improbabile vittoria dell'Avellino sull'Inter, decidendo poi di minacciare l'arbitro ma sbagliando e minacciando un capo della polizia.

Felice La Pezza detto "Tirzan"[modifica | modifica sorgente]

L'epilogo di Tirzan

Tirzan è un camionista pugliese tifoso sfegatato della Juventus, che per assistere alla partita dei bianconeri contro l'Anderlecht scambia il suo camion con un collega diretto a Parigi. Nella capitale francese però il camion gli viene rubato e li per lui iniziano le disavventure.

Riferimenti calcistici[modifica | modifica sorgente]

Considerate le partite di campionato che compaiono sul televisore, tramite il quale Franco crede d'aver fatto 13 al totocalcio, si deduce che il campionato al quale il film fa riferimento è quello 1981-1982, nel quale sono presenti sia in Serie A che nelle altre serie, tutte le squadre che appaiono scritte sullo schermo (tra l'altro fu anche l'unico campionato disputato in Serie C1 dall' Atalanta).

Tre partite di campionato alle quali si fa riferimento nel film risultano corrette:

  • Quando Tirzan viene fermato dalla polizia con il suo camion, perdendo a causa loro il derby Torino-Juventus, i bianconeri vinsero realmente 1-0 in trasferta contro i cugini granata, tra l'altro nella stessa giornata del derby milanese.
  • Nella stessa giornata di campionato, il Napoli vinse contro il Cesena, ma 3-1 in trasferta.
  • Il 4 ottobre 1981 la Juventus vinse veramente in trasferta col Milan, ed il marcatore fu proprio Pietro Paolo Virdis (al 21° del secondo tempo), come riportato nel tabellone che compare durante il film.[2]

Nonostante ciò, sono stati commessi degli errori legati sia ai risultati di campionato che alle date delle partite in questione:

  • Quando Donato è al cinema con Loredana, ed ascolta di nascosto la partita Cagliari-Milan, viene dato un rigore ai rossoneri per fallo su Joe Jordan, segnato poi dallo stesso giocatore; non viene detto il risultato della gara, che terminò nella realtà 1-1; i marcatori furono però Battistini per il Milan e Roberto Quagliozzi per il Cagliari.[3]
  • Le partite che compaiono sul televisore, e grazie alle quali Franco crede d'aver fatto 13 al Totocalcio, sono tutte sbagliate, ad eccezione di quelle di Torino e Milano che sono giuste, oltre che come partite, anche come risultati.
  • Le partite presenti sulla schedina di Franco, due delle quali compaiono sul televisore con risultati diversi, corrispondono al concorso del 22 novembre 1981, in quanto le ultime quattro partite sulla colonna sono Lazio-Cavese (terminata però 1-0) e Varese-Sambenedettese (Serie B), Fano-Forlì (Serie C1) e Carrarese-Pro Patria (Serie C2, ma terminata 3-0).
  • Tirzan, a causa del furto del camion dello slavo, perde la gara d'andata di Coppa dei Campioni Anderlecht-Juventus. Come nel film, la partita terminò proprio 3-1 per i belgi.[4] C'è però un'incongruenza temporale: Tirzan arrivò a Parigi dopo che fu giocato il derby vinto con il Torino; ciò non è però possibile, perché la partita di campionato si giocò il 25 ottobre 1981, mentre la gara di Coppa dei Campioni venne disputata il 21 ottobre, ossia 4 giorni prima.
  • Alla fine del film l'Inter viene data vincente contro l'Avellino per 5-0, ma la partita si concluse nella realtà solo 1-0 per i nerazzurri.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Intervistato a Stracult nel 2005, il produttore Claudio Bonivento dichiarò che il film avrebbe dovuto prevedere quattro episodi con Carlo Verdone, Massimo Troisi, Roberto Benigni e Diego Abatantuono. I primi tre rifiutarono, e così Enrico Vanzina decise di concentrare la trama del film in tre episodi con all'interno i personaggi di Abatantuono.

Enrico Vanzina volle improntare questo film sul calcio per smentire i guru e i critici che additavano i film sul calcio come un genere non di successo ai botteghini. Il film infatti ebbe un grande successo.

Cast[modifica | modifica sorgente]

Gli amici interisti di Franco (Teo Teocoli, Ugo Conti, Massimo Boldi), assieme allo stesso Diego Abatantuono, sono nella realtà tutti tifosi milanisti.

Gli attori che interpretano il padre di Donato e il cavalier La Monica hanno la voce prestata dallo stesso doppiatore.

L' attore che interpreta Sandrino (Renato D'Amore), viene doppiato con accento lombardo, in quanto romano e tifoso giallorosso.

La voce narrante è quella di Giuseppe Rinaldi.

Location[modifica | modifica sorgente]

Quando Tirzan arriva a Parigi dice: "bella città Parigi, certo non è Ascoli, non è Andria, non è Foggia, però bella cittadina"; per Ascoli si riferisce ad Ascoli Satriano.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Come consuetudine per i film italiani degli anni ottanta, all'epoca venne realizzata una versione televisiva più lunga di Eccezzziunale... veramente, che veniva trasmessa in tre serate distinte (prevalentemente da Italia 1), ciascuna dedicata ad uno dei tre personaggi, della durata di 45 minuti ciascuno, senza intrecciare le storie e con molte scene extra, che portavano così la durata totale della pellicola a ben 135 minuti circa.

Per celebrarne il trentennale, mercoledì 19 dicembre 2012 il film è stato proiettato in alcune decine di cinema italiani in una nuova versione digitalizzata in alta definizione.[5]

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me.

Dopo ventiquattro anni, Carlo ed Enrico Vanzina riprendono i personaggi e il tema del tifo calcistico che ebbe tanto successo negli anni ottanta. Il film, uscito nel 2006, è intitolato Eccezzziunale veramente - Capitolo secondo... me, con Diego Abatantuono, Anna Maria Barbera, Sabrina Ferilli e Carlo Buccirosso.

Alcune scene contenute nella long version[modifica | modifica sorgente]

  • Donato esce di casa per raggiungere il club degli ultrà, incontra due dei suoi amici e insieme calciano una lattina.[6]
  • Franco rientra a casa all'alba, prima del derby, e si addormenta nella vasca da bagno dopo un litigio con la moglie (il taglio più lungo subìto dal film, dato che la scena dura quattro minuti).[6]
  • Il lunedì mattina dopo il derby, Donato dialoga con uno dei suoi fratelli appena cassaintegrato, e apprende dai giornali la notizia del ricovero di Sandrino.[6]
  • Dopo che Franco si è licenziato dall' autosalone e ha espresso parere negativo circa la vettura della quale un cliente aveva chiesto informazioni, il proprietario si scusa con quest' ultimo, facendogli credere che Franco sia un sindacalista.[6]
  • Arrivato al Grand Hotel, Franco dialoga con il portiere per conoscere nel dettaglio i servizi inclusi nel prezzo della suite imperiale.
  • Una seconda telefonata di Tirzan al cavalier La Monica, questa volta da Parigi.[6]
  • All'interno del club, Donato e alcuni suoi compagni visionano delle diapositive dei capi ultrà juventini; prima di quella che ritrae Zebrone, ne vengono visionate altre tre.[6]
  • Nel finale dell'episodio di Franco, l'allibratore, che dopo la scommessa è diventato proprietario del bar, critica insoddisfatto lo svolgimento del lavoro di Massimo e Teo.[6]
  • In ospedale Loredana scappa via da Donato, e mentre questi la insegue riceve sul volto le due ante di una porta e crolla a terra esclamando Madonna, che botta !. Mentre lui è ancora a terra dolorante, si svolge un breve dialogo con una suora infermiera.[6]
  • Prima dei titoli di coda, Tirzan dialoga con un venditore di noccioline e un tifoso romanista, rispettivamente interpretati da Ennio Antonelli e Jimmy il Fenomeno.[6]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

I titoli di testa del film, la canzone Eccezziunale veramente, sono cantati da Diego Abatantuono e pubblicati come singolo 7" dalla CGD con numero di catalogo CGD 10380 nel 1982.[7]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Diego AbatantuonoEccezziunale veramente
  2. Diego AbatantuonoNunzia

Influenze culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Il soprannome "Zebrone", temibile capo ultrà juventino contro cui Donato manda il più scarso della sua banda, sarà riutilizzato da Diego Abatantuono nel 1999 nel film Tifosi, dove l'attore interpreta un ultrà bianconero.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Derby di Milano Inter-Milan – Storia (in casa), inter-calcio.it. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  2. ^ Campionato Serie A 1981/82: Milan-Juventus 0-1 04/10/1981, myjuve.it. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  3. ^ Cagliari-Milan, le curiosità in giornaleonline.unionesarda.ilsole24ore.com, 10 aprile 1996. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  4. ^ 21-10-1981 Anderlecht-Juventus 3-1, ottavi Coppa dei Campioni (andata), madia.it. URL consultato il 7 dicembre 2010.
  5. ^ Eccezzziunale... veramente torna nelle sale - Repubblica.it.
  6. ^ a b c d e f g h i Eccezzziunale: tutte le differenze fra le 2 versioni
  7. ^ (EN) Diego Abatantuono – Eccezzziunale Veramente / Nunzia in Discogs.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]