Non ci resta che piangere

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Non ci resta che piangere

Saverio e Mario intenti a scrivere una lettera a Savonarola in una scena del film
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Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: Italia
Anno: 1984
Durata: 107' - 125'
Colore: colore
Audio: sonoro
Rapporto: {{{ratio}}}
Genere: commedia
Regia: Massimo Troisi, Roberto Benigni
Soggetto: Massimo Troisi, Roberto Benigni
Sceneggiatura: Massimo Troisi, Roberto Benigni, Giuseppe Bertolucci
Produttore: Mauro Berardi, Ettore Rosboch
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
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Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Episodi:
Fotografia: Giuseppe Rotunno
Montaggio: Nino Baragli
Effetti speciali:
Musiche: Pino Donaggio
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Scenografia: Francesco Frigeri
Costumi: {{{nomecostumista}}}
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Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
« -Ricordati che devi morire!

-Come..?
-Ricordati che devi morire!!
-Va bene....
-Ricordati che devi morire!!!

-Sì..sì...no, mo' me lo segno proprio... »
(Dialogo tra Troisi e un piagnone di Savonarola)

Non ci resta che piangere è un film scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni e Massimo Troisi.

Il film, l'unico realizzato in coppia dai due autori, ebbe un enorme successo al botteghino ed ha realizzato il maggior incasso dell'anno 1984 - 1985, pari a 15 miliardi di lire[senza fonte].

Nel 2002 è uscita un'edizione in DVD con un contenuto extra inaspettato: una nuova versione del finale del film della durata di 39 minuti anziché dei 21 minuti noti.

Indice

[modifica] Trama

Il bidello Mario (Massimo Troisi) e l'insegnante Saverio (Roberto Benigni) sono fermi ad un passaggio a livello, in attesa che il treno passi. Saverio è preoccupato per sua sorella. L'attesa si protrae e decidono di percorrere una stradina tra i campi. Dopo un po' restano in panne con l'auto in mezzo alla campagna. Si fa sera, piove. I due passano la notte in una locanda. Trovano posto in una stanza che ospita già un'altra persona.

La mattina dopo li attende una sorpresa: appena svegli vedono l'uomo con cui avevano diviso la camera che fa la pipì dalla finestra del primo piano. Le risate vengono subito troncate dal sibilo di una lancia che uccide l'uomo che stava urinando. Mario e Saverio si precipitano al piano terra e trovano altre persone, vestite in modo molto strano. Increduli, scoprono di trovarsi nel passato, nel 1492, nei pressi di un paesino chiamato Frittole. Dopo un comprensibile smarrimento, trovano ospitalità da Vitellozzo (Carlo Monni), il fratello dell'uomo ucciso. Saverio sembra subito a suo agio, mentre Mario non vuole saperne di ambientarsi e vuole tornare nel proprio secolo. Vitellozzo viene messo in prigione e i due decidono di aiutarne la madre (Varesina): lavorano nella macelleria di famiglia e cercano di liberare Vitellozzo scrivendo una lettera a Savonarola.

Mario fa un colpaccio: conquista il cuore di Pia, la ragazza più ricca del paese. Saverio, geloso, si mette in testa di andare in Spagna, a fermare Cristoforo Colombo e coinvolge Mario nell'impresa. A un certo punto durante il viaggio incontrano una bella guerriera a cavallo, Astriaha, che colpisce il loro carro con una freccia, e il giorno dopo li insegue.

A questo punto ci sono le due versioni:

[modifica] Inedita

La ragazza dice che per colpa loro non dorme e non mangia da tre giorni e intima loro di tornare dal loro capo, Alonso. Mario e Saverio non sanno chi sia questo Alonso e cercano di discolparsi. La ragazza sviene, Saverio la soccorre e subito se ne innamora. Rinvenuta, Astriaha, obbliga i due a seguirla da suo padre. Saverio la corteggia continuamente, ma lei non sembra corrispondere, anzi. Una notte raggiunge Mario in una stalla e fanno l'amore. Saverio li vede e la mattina dopo, disperato, decide di vendicarsi. Mentre Mario si riposa vicino ad un fiume, Saverio parla a Astriaha e le confida che Mario è veramente un uomo di Alonso.

La donna, sdegnata, fugge. Mario si arrabbia, i due litigano, si picchiano, si rincorrono fino ad arrivare ad una spiaggia. Insieme chiamano il nome di Colombo a squarciagola, ma scoprono che le tre caravelle sono già partite. Sconsolato, Saverio rivela a Mario il vero motivo per cui voleva fermare il navigatore: "Fred, il fidanzato della mia sorella, era americano, era uno della NATO di Pisa. Se io, per 5 minuti, riuscivo a fermare Colombo, quell'imbecille non nasceva, e la mia sorella stava bene". (142 minuti circa)

[modifica] Edita

I 2 protagonisti mentre cercano di insegnare a Leonardo da Vinci invenzioni e concetti contemporanei

Astriaha sviene davanti a loro, Saverio cerca di soccorrerla, ma Mario lo convince a scappare, durante il viaggio incontrano Leonardo Da Vinci (Paolo Bonacelli), e cercano di proporgli concetti ed invenzioni a lui ancora sconosciute (la corrente, il treno, il termometro, il capitalismo, il lapsus, il complesso di Edipo, il semaforo e persino il gioco della scopa), col patto di dividere equamente eventuali guadagni, ma, apparentemente, sembra tutto inutile e lo salutano. In una taverna i due rincontrano Astriaha, la quale racconta loro che il suo compito era impedire l'arrivo in Spagna di qualunque straniero, per garantire la partenza delle navi di Colombo. A queste parole i due soprassalgono: "Colombo è già partito ?!" e si precipitano in riva all'oceano. I due riprendono la strada e, con stupore, vedono il fumo di una locomotiva. Convinti di essere tornati nel 1900, scoprono a malincuore che il macchinista è Leonardo che, vedendo il loro disappunto, li rassicura: "per carità! 33, 33 e 33".

Le due versioni si riallacciano nella scena della corsa sulla spiaggia, mentre la scena della locomotiva compare solo nella versione edita, dato che nella prima versione Leonardo non compare.

[modifica] Curiosità

Immagine della scena in cui passano la dogana
  • Di questo film fu scritto anche un libro ominimo che racconta le vicende molto similarmente al film. Una delle differenze è nel finale: Saverio riuscirà a trovare il modo di tornare nel presente percorrendo al contrario la strada fatta in auto all'inizio.
  • Secondo una leggenda, lo sketch dove Troisi incontra il monaco che gli ricorda che deve morire, è stato girato il 4 giugno, giorno esatto della morte dell'attore campano.
  • Mentre Mario parla con Pia e si vanta di aver scritto varie canzoni cita Yesterday, canzone dei Beatles.
  • Benigni e Troisi chiesero un po' di tempo per stendere il copione; decisero di ritirarsi per un po' a Cortina d'Ampezzo, a spese della produzione. Dopo un mese i due, non avendo trovato ancora lo spunto giusto, chiesero di trascorrere un certo periodo al mare; non ancora pronti, andarono per un certo periodo in Val d'Orcia. Alla fine si presentarono con due appunti: ci perdiamo nel medioevo, andiamo a fermare Cristoforo Colombo.
  • I due comici, a metà film, avevano girato talmente tanto materiale superfluo che furono costretti a cancellare alcuni episodi, come ad esempio quello che avrebbe dovuto far indossare all'amico comune Marco Messeri i panni di Savonarola.
  • Circola anche un montaggio con finale alternativo, mandato in onda dalla Rai: Saverio sa quale sia il modo di tornare nel XX secolo, ma è disposto a rivelarlo solo a condizione che Mario sposi sua sorella.
  • La locomotiva che appare nel finale è uno degli ultimi tre esemplari conservati funzionanti delle locomotive del Gruppo 400 delle Ferrovie Calabro Lucane.
  • Benigni e Troisi in un'intervista hanno dichiarato che la celeberrima scena in cui passano la dogana è stata girata più e più volte perché non riuscivano a restare seri. Addirittura la coppia ha dovuto rinunciare a girare tale scena come da copione ed è così rimasta quella che tutti possiamo vedere, con i protagonisti che ridono a crepapelle.
  • Il film nella versione alternativa inedita è andato in onda alcune volte fino a metà degli anni '90. Tuttavia in nessuno speciale sul film, su Troisi o su Benigni, si è mai fatto accenno a questa stranezza, parlando della versione in cui compare Leonardo.
  • La scena in chiesa dove Troisi dice «Si, si, ho capito» è stata improvvisata; la frase di Troisi è spontanea, così come la risata di Monni e di Benigni.
  • Il film fu trasmesso, in prima visione tv, lunedi 8 dicembre 1986, alle 20.30, su Rai Uno.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Icona Roberto Benigni Icona
Regista: Tu mi turbi (1983) · Non ci resta che piangere (1984) · Il piccolo diavolo (1988) · Johnny Stecchino (1991) · Il mostro (1994) · La vita è bella (1997) · Pinocchio (2002) · La tigre e la neve (2005)

Sceneggiatore: Berlinguer ti voglio bene (1977) · Chiedo asilo (1979) · Tuttobenigni (1983) · Coffee and Cigarettes (1986)

Spettacoli teatrali e televisivi: Tuttobenigni 95/96 (1995) · L'ultimo del Paradiso (2002) · Tutto Dante (2006)

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