Teulada

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Teulada
comune
Teulada – Stemma
Teulada – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Provincia Provincia di Cagliari-Stemma.png Cagliari
Sindaco Daniele Serra (lista civica) dal 27/05/2013
Territorio
Coordinate 38°58′00″N 8°46′00″E / 38.966667°N 8.766667°E38.966667; 8.766667 (Teulada)Coordinate: 38°58′00″N 8°46′00″E / 38.966667°N 8.766667°E38.966667; 8.766667 (Teulada)
Altitudine 50 m s.l.m.
Superficie 245,59 km²
Abitanti 3 793[1] (31-12-2010)
Densità 15,44 ab./km²
Frazioni Foxi, Genniomus, Gutturu Saidu, Is Carillus, Malfatano, Masoni de Monti, Masoni de Susu, Matteu, Perdaiola, Perdalonga, Sa Portedda, Su de Is Seis, Su Fonnesu
Comuni confinanti Domus de Maria, Masainas (CI), Piscinas (CI), Pula, Sant'Anna Arresi (CI), Santadi (CI)
Altre informazioni
Cod. postale 09019
Prefisso 070
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 092084
Cod. catastale L154
Targa CA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti teuladini o teuladesi (in sardo)
Patrono Madonna del Carmelo
Giorno festivo 16 luglio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Teulada
Posizione del comune di Teulada nella provincia di Cagliari
Posizione del comune di Teulada nella provincia di Cagliari
Sito istituzionale

Teulada (Teulada in sardo) è un comune di 3.793 abitanti[1] della provincia di Cagliari, nella regione del Sulcis-Iglesiente[2].

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il Comune di Teulada si trova a cavallo tra la Costa del Sud del Sulcis-Iglesiente e le montagne del Sulcis[2]. La costa frastagliata alterna promontori rocciosi che si tuffano a strapiombo sul mare ad insenature dove si trovano calette con sabbia bianchissima e acque cristalline. Di notevole interesse paesaggistico e naturalistico il Capo Malfatano e il Capo Teulada, la punta estrema Sud della Sardegna. All'interno delle acque del comune vi sono anche l'Isola Rossa e l'isola di Tuerredda. L'interno è caratterizzato da colline e promontori montuosi come Punta Sebera. Il territorio è diviso tra pascoli, campagne incolte e boschi (Gutturu Mannu). Le principali frazioni incluse nel territorio del comune sono: Cantoniera Nuraxi de Mesu, Casa de Foxi, Genniomus, Gutturu Saidu, Gutturu Sporta, Is Carillus, Masoni de Susu, Perdaiola, Sa Portedda, Su de is seis, Su Fonnesu, Su Rai.

Spiagge[modifica | modifica sorgente]

Spiaggia di Tuaredda
Windsurfing sulla spiaggia di Campionna
Spiaggia di Torre del Budello (o di Porto Teulada
Insenatura di Porto Pino: Is Arenas Biancas

Le principali spiagge del territorio di Teulada sono: Malfatano, Tuerredda, Perdalonga, e all'interno del campo militare NATO di Capo Teulada la spiaggia di Porto Zafferano, a cui si può accedere solo via mare e solo in certi periodi dell'anno. Altre spiagge importanti per Teulada sono quella di Porto Tramatzu, suddivisa tra un'area pubblica e una riservata ai Militari, e la parte meridionale della spiaggia di Porto Pino che è compresa nella base militare di Capo Teulada con le dune di Is Arenas Biancas, dal 2007 visitabili durante il periodo estivo attraverso una strada realizzata all'interno del poligono militare o percorrendo la spiaggia di Porto Pino che appartiene nelle restanti parti al comune di Sant'Anna Arresi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La sua fondazione si perde nella notte dei tempi, probabilmente agli inizi dell'epoca nuragica, come sembrano testimoniare i molti nuraghi sparsi un po' in tutto il territorio comunale, ed i resti di una fortificazione sull'Isola Rossa. I fenici e i punici più tardi si stabilirono sulla costa come testimoniato dai resti del tophet punico a Malfatano, nell'isolotto davanti a Tuerredda e il porto di Melqart (ora sommerso)[3][4], sempre a Malfatano.

La prima ubicazione dell'abitato va ipotizzata alle spalle dell'antico Kersonesus (Chersonesum Promontorium), ovvero l'istmo dell'odierno Capo Teulada, dove sembra sia esistito un insediamento militare romano a presidio delle due baie di Cala Piombo e Porto Zafferano. È probabile che tale ubicazione sia resistita fino all'epoca romana, quando il paese prende il nome di Tegula, che probabilmente documenta la produzione di terracotta in epoca romana. Poi, secoli dopo, probabilmente a causa delle incursioni dal mare, il paese è raccolto attorno alla chiesa di Sant'Isidoro, nella piana di Tuerra, in una zona più interna. Alcuni ritrovamenti archeologici confermano la frequentazione della pianura. Questa ubicazione però durerà poco, visto che a causa delle continue incursioni dei Saraceni, i teuladini saranno costretti nel tardo Seicento a spostarsi di nuovo in una zona ancora più interna, dove esistevano alcune case nate intorno alla chiesa campestre di San Francesco, e dove attualmente si trova il paese. Proprio a causa delle scorrerie dei pirati vengono costruite lungo tutta la costa del Golfo di Teulada, così come in tutta la Sardegna, delle torri di avvistamento, ancora oggi esistenti ma non visitabili (tranne in piccola parte quella del Budello). Tali torri sono quelle di Malfatano, Piscinnì, Porto Budello, Porto Scudo e Cala Piombo. Nel Medioevo Teulada entrerà a far parte del Giudicato di Cagliari ed entrerà nella sua sfera di influenza politica e culturale fino ai giorni nostri.

Nell'Ottocento e nel primo Novecento l'economia del paese è essenzialmente agricola, e molta è la manodopera che servirà le miniere del Sulcis.

Nel corso della Seconda guerra mondiale, nelle acque a sud della costa, avvenne la Battaglia di capo Teulada tra la flotta britannica e quella italiana, finita senza vincitori ed una delle ultime battaglie navali del Mediterraneo.

Dopo le guerre mondiali, il paese raggiunge il picco massimo degli abitanti, ma poi la fortissima emigrazione lo spopola fino agli attuali 4.000.

Negli anni cinquanta 7500 ettari del comune vengono venduti alla base militare Nato da cui deriva una lunga querelle con il Comune di Teulada perché secondo alcuni la base NATO impedirebbe al paese di sfruttare economicamente la parte migliore della costa[5].

Oggi Teulada è un paese che cerca non senza difficoltà di uscire dalla crisi e lo fa attraverso il turismo di qualità e non di massa, al binomio mare-montagna e alla splendida costa del sud.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Teulada. Chiesa e Torre di Sant'Isidoro

Fra gli edifici più rappresentativi della cittadina va segnalata la chiesa campestre di Sant'Isidoro del XVII secolo con l'omonima torre che sorge dove era anticamente situato il paese. Di rilievo anche la chiesetta di San Francesco, nel centro urbano, risalente alla prima metà del XVIII secolo, e la chiesa costruita a metà del Seicento della Beata Vergine del Carmelo (su Crammu in sardo) patrona del paese.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Di rilievo è presente l'ex Casa Baronale Sanjust (feudatari del territorio di Teulada), risalente ai primi anni del Seicento.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Torre del Budello

Tra le architetture più imponenti vi è la torre del Budello, fatta costruire dal mercante Pietro Porta nel 1601 sul promontorio che domina la stretta insenatura di Porto Budello, per controllarne l'ingresso e difendere la peschiera di Teulada, situata nel bacino interno. L'imponente edificio, alto circa 12 metri e con una circonferenza alla base di ben 33 metri, presenta una camera interna sormontata da una cupola, sostenuta da una larga colonna centrale, ed è munita di camino, lucernario e due feritoie. Una porta interna immette alla scala che porta sul terrazzo[7]. Di importante rilievo è la Torre di Sant'Isidoro prospiciente l'omonima chiesa di Sant'Isidoro in località Tuerra. Questa torre a pianta quadrata fu costruita dai bizantini e probabilmente servì come primo avamposto per la segnalazione delle invasioni saracene data la sua posizione privilegiata a monte della piana di Tuerra.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Di notevole interesse la presenza di decine di sculture in marmo e granito in tutte le piazze e gli incroci del paese e nelle frazioni limitrofe, frutto della rassegna internazionale "Scultura e pietra" che si svolge ogni anno alle fine dell'estate

Miniere[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio del comune di Teulada sono presenti le seguenti miniere dismesse:

  • Miniera di Guardia Manna (spuntone limonitico).
  • Miniera di monte Lapanu.
  • Miniera di Morettu.
  • Miniera di Medau Piras (piccola mineralizzazione a galena e blenda).
  • Miniera di Nuraxi de Mesu (filone quarzoso ad ossidati di rame con tracce di galena, coltivato da piccoli scavi e pozzetti, ubicato a sud-est di Teulada).
  • Miniera di Rocca Maistu (giacimento di galena e blenda).
  • Miniera di San Michele.
  • Miniera di Santa Lucia.
  • Miniera di Sa Palma.

Esplorazioni minerarie:

  • Argiola Narboni Mannu.
  • Is Argenteras.
  • Sa Marigosa de Susu.
  • Sa Terra Mala.
  • Permesso di ricerca "Costa Peppi Melis".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Porti[modifica | modifica sorgente]

È presente un porto turistico. Costruito a partire dal 1956, doveva servire nelle intenzioni dei costruttori a proseguire l'attività di cabotaggio costiero dei prodotti agricoli che invece presero la via dei trasporti di terra, rendendo inutile la rovina di spiagge e scogliere nonché l'apertura di cave di granito per estrazione di massi. Il porto torna ad essere utile oggi, con nuovi finanziamenti, come approdo per il diporto nautico, ultima base verso la Tunisia.

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è S.S.D. Teulada che milita nel girone B sardo di Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Il paese, Comune di Teulada. URL consultato il 27 febbraio 2010.
  3. ^ http://wikimapia.org/#lat=38.8978801&lon=8.8043404&z=15&l=0&m=s&v=9
  4. ^ Gli Strumenti
  5. ^ Dalla sinossi del documentario "Piccola Pesca". URL consultato il 28/11/2008.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Torri costiere di Capo Malfatano, di Torre Budello e di Piscinnì. URL consultato il 2/03/2011.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ester Zorco, La Baronia di Teulada, Domus de Janas, Cagliari
  • Siro Vannelli: Guida al Verde di Teulada e del suo territorio, Cuec, Cagliari
  • Salvatore Loi: Domus Furriadroxius Madaus, Domus de Janas, Cagliari, 2006
  • Salvatore Loi: Sa Tunda - Lavoro contadino e produzione di pane a Domus de Maria, Sant'Anna Arresi e Teulada - 1920 - 1940 Domus de Janas - Cagliari 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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