Vittorio Cecchi Gori

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sen. Vittorio Cecchi Gori
Monogramma del Senato della Repubblica Italiana Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Firenze
Data nascita 27 aprile 1942
Partito Partito Popolare Italiano
Legislatura XII, XIII
Gruppo Partito Popolare Italiano
Coalizione Patto per l'Italia, L'Ulivo

Vittorio Cecchi Gori (Firenze, 27 aprile 1942) è un imprenditore, politico e produttore cinematografico italiano, figlio del noto produttore cinematografico Mario Cecchi Gori.

Indice

[modifica] Biografia

Lavora nel campo dell'imprenditoria cinematografica a stretto contatto col padre, e, alla sua morte decide di allargare la sua sfera di attività, aspirando a rompere il duopolio televisivo italiano: nel 1995 acquista le reti Videomusic e Telemontecarlo ed entra nell'azionariato di Telepiù. Nel 2000, per sopraggiunte difficoltà economiche, è costretto a vendere tutto, mantenendo però la proprietà di numerose sale cinematografiche nelle più grandi città italiane.

Dal 1993, anno della morte di suo padre, e fino al 2002, è presidente della Fiorentina (con cui vince una Coppa Italia, una Supercoppa italiana nel 1996 e un'altra Coppa Italia nel 2001), rimanendo però coinvolto, tra il 2001 e il 2002, in gravi crisi finanziarie, tra le quali il fallimento del club calcistico di sua proprietà.

Impegnato anche in politica, viene eletto senatore nel Partito Popolare Italiano dal 1994 al 1996. Nel momento del voto di fiducia al primo governo Berlusconi, si assenta dall'aula favorendo così l'insediamento del nuovo primo ministro. Nel 1996 viene riconfermato nel collegio 1 della Regione Toscana. Nel 2001 si candida con L'Ulivo nel collegio di Acireale, ma raccoglie solo il 33% dei voti e nello stesso anno viene indagato per voto di scambio, con il sospetto di aver pagato i tifosi dell'Acireale Calcio militante in serie C1.

In vista delle elezioni politiche del 2006 decide di candidarsi nella circoscrizione Lazio 1: è infatti capolista alla Camera con il Movimento per l'Autonomia, alleato con la Lega Nord, ma non viene eletto.

È stato sposato dal 1983 al 2000 con l'ex attrice Rita Rusic (che dopo la separazione ha intrapreso in proprio l'attività di produttrice cinematografica) e ha successivamente avuto una lunga relazione con l'attrice Mara Meis durata 3 anni.

Nell'ambito dei numerosi procedimenti giudiziari che lo hanno visto coinvolto, si ricorda il particolare emerso durante una perquisizione che precedette il suo arresto nel luglio 2001 nella sua casa di Roma, alla presenza di Valeria Marini che all'epoca conviveva con lui. Venne ritrovata in cassaforte una consistente quantità di cocaina che egli, davanti alle domande incalzanti dei giornalisti e degli inquirenti, definì più volte come 'zafferano'[1].

È stato arrestato il 3 giugno 2008 a Roma, principale capo di imputazione bancarotta fraudolenta della Safin[2].

Il 25 luglio 2011 Vittorio Cecchi Gori viene nuovamente arrestato per bancarotta. Nel corso delle investigazioni era infatti emerso che Cecchi Gori aveva distratto i beni del patrimonio sociale della Fin.Ma.Vi. spa, causando un passivo fallimentare di circa 600 milioni di euro.

[modifica] Produzioni cinematografiche (parziale)

[modifica] Note

  1. ^ Fiorello, Versace, Calissano: l'Italia e la coca
  2. ^ «Cecchi Gori arrestato per bancarotta». La Stampa, 3 6 2008. URL consultato in data 3/6/2008.

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