Ostuni

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Ostuni
comune
Ostuni – Stemma Ostuni – Bandiera
Ostuni – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Sindaco Domenico Tanzarella (Partito Socialista Italiano - secondo mandato) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 40°43′56″N 17°34′40″E / 40.732222°N 17.577778°E40.732222; 17.577778 (Ostuni)Coordinate: 40°43′56″N 17°34′40″E / 40.732222°N 17.577778°E40.732222; 17.577778 (Ostuni)
Altitudine 218 m s.l.m.
Superficie 223 km²
Abitanti 32 182[1] (31-05-2012)
Densità 144,31 ab./km²
Frazioni Villanova, Pilone, Rosa Marina, Lamaforca.
Comuni confinanti Carovigno, Ceglie Messapica, Locorotondo, Cisternino, Fasano, Francavilla Fontana, Martina Franca (TA), San Michele Salentino, San Vito dei Normanni
Altre informazioni
Cod. postale 72017
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074012
Cod. catastale G187
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti ostunesi
Patrono sant'Oronzo, san Biagio
Giorno festivo 26 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ostuni
Posizione del comune di Ostuni nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Ostuni nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale
« Ostuni è la città panoramica per eccellenza,ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v'è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti [...] A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. [...] A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole [...] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c'è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c'è l' equatore a portata di mano. »
(Ettore Della Giovanna)

Ostuni (IPA: [osˈtuni][2]) è un comune italiano di 32.182 abitanti[3] della provincia di Brindisi in Puglia.

Detta anche Città Bianca,[4] per via del suo caratteristico centro storico che un tempo era interamente dipinto con calce bianca, oggi solo parzialmente. Il suo territorio è parte integrante della Valle d'Itria e della Murgia meridionale, al confine con il Salento.

Rinomato centro turistico, dal 2008 al 2013 ha ricevuto la Bandiera Blu[5] e le cinque vele di Legambiente[6] per la pulizia delle acque della sua costa e per la qualità dei servizi offerti, divenendo la città con il mare più pulito d'Italia. Nel 2005, inoltre, la Regione Puglia ha riconosciuto il comune come "località turistica".[7]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.

Ostuni sorge su tre colli ad un'altezza di 218 metri s.l.m.. È situato a 8 km dalla costa adriatica nell'Altosalento. La Murgia, sulle cui propaggini sud orientali si trova la città, è una zona carsica costituita essenzialmente da calcari cretacei. È perciò una zona piuttosto arida e priva di corsi d'acqua: al loro posto le cosiddette "lame", letti torrentizi a carattere stagionale, dai solchi poco profondi e dalle pareti ripide. Altra caratteristica geologica del territorio sono le "gravine", dei burroni carsici.

Le attività economiche più importanti sono il turismo e l'agricoltura (soprattutto ulivi e viti). Importanti e numerose le presenze di strutture dette "masserie", ovvero antiche fattorie fortificate presenti sia nella selva ostunese che nella marina, dove si svolgeva l'attività agricola dei grossi proprietari terrieri e che oggi sono diventate alberghi di lusso.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Salento e Storia della Puglia.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Ostuni era già frequentato nel paleolitico medio (50.000-40.000 anni fa) da cacciatori neanderthaliani. La zona collinare, sede di numerose grotte, offriva perfetti rifugi naturali per le primitive comunità umane.

Nel paleolitico superiore le tracce di presidi umani diventano più consistenti: gli scavi effettuati hanno permesso il rinvenimento di reperti ossei e ceramici. Tuttavia, la testimonianza più eclatante rimane il ritrovamento dello scheletro della "donna di Ostuni", una donna di circa 20 anni prossima al parto e del suo feto, scoperta fatta dal Prof. Donato Coppola dell'Università Aldo Moro di Bari. Il corpo, deposto in una grande buca, è in posizione contratta, col capo ricoperto da una sorta di cuffia composta da centinaia di piccole conchiglie. L'appartenenza della donna ad un gruppo di cacciatori è documentata dai resti del corredo, ossia selci e denti di cavallo e di bue primitivo. La sepoltura, denominata Ostuni 1º, è unica al mondo: risalente a circa 25.000 anni fa, è collocata nella grotta di Santa Maria di Agnano, presso l'omonima masseria. Un calco di questa sepoltura può essere esaminato presso il "Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale", nell'ex convento delle Monacelle, nel centro storico di Ostuni.

Al neolitico appartengono invece gli insediamenti di Lamaforca e San Biagio, mentre reperti dell'età del bronzo sono stati ritrovati negli scavi in zona Lama Morelli.

Il primo nucleo cittadino fu fondato dai Messapi, un'antica popolazione illirica od anatolica che stanziata nel Salento nel VII secolo a.C.; i Messapi furono abili costruttori di strade e città e scelsero l'ubicazione per la città in cima a un colle dalle pareti molto ripide (murex in latino, da cui proviene per l'appunto il termine Murgia) molto interessante dal punto di vista strategico. Recenti scavi nei pressi del foro Boario (la zona prospiciente le mura medievali), hanno permesso il rinvenimento di tombe del IVII secolo a.C., che documentano la presenza di un centro abitato, la cui estensione andava dai fianchi della collina alla piana digradante verso il mare.

Panorama della città
Veduta della piazza con la Colonna di Sant'Oronzo
Ceramica messapica

Nel III secolo a.C. anche il Salento fu conquistato dai Romani e con esso la città. Sul periodo romano le fonti dicono molto poco, probabili tracce rimangono in alcune masserie, sorte sulle fondazioni di antiche ville romane. Poco si sa anche riguardo all'etimologia della parola Ostuni: probabilmente, deriva dall'eroe eponimo Sturnoi, compagno di Diomede, che dopo la Guerra di Troia l'avrebbe fondata; successivamente i Romani la chiamarono "Sturninum". Il termine tuttavia potrebbe essere mediato dal messapico o più probabilmente dal greco “Astu Neon” (“astu” cittadella fortificata, “neon” nuova).

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Cavalieri normanni
Il Papa Niccolò II, durante il primo Concilio di Melfi, nomina Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria.
Statua di Federico II all'ingresso del Palazzo Reale di Napoli

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, Ostuni, come il resto d'Italia fu percorsa da Ostrogoti, Longobardi, Saraceni e strenuamente difesa dal potere imperiale esercitato dai Bizantini. Durante il periodo bizantino, nell'876 diventò diocesi e diede rifugio ai monaci basiliani provenienti da Siria ed Egitto; minacciati dai Turchi, ma soprattutto dall'iconoclastia, i monaci si rifugiarono nelle stesse grotte che avevano dato rifugio agli uomini preistorici. Fra l'XI e il XII secolo i Normanni conquistarono gli insediamenti bizantini in Puglia unificandoli sotto la Contea di Puglia istituita Roberto il Guiscardo e poi divenuta Ducato di Puglia. I normanni intensificarono inoltre la coltivazione dell'ulivo e provvidero a stabilire con precisione i confini della Città. Nel XII secolo Goffredo III, conte di Lecce e funzionario del re Ruggero II di Sicilia, con giurisdizione militare sulla Terra d'Otranto, costruì un castello sulla cima del colle più alto di Ostuni; oggi di quella costruzione imponente e ben fortificata, rimangono solo una torretta e il giardino (Giardino Zurlo). Il feudo ostunese risulta di rilevante importanza militare, tanto da fornire al regno normanno dodici Cavalieri di cui alcuni extra moenia. Ostuni viene integrata nell'ampio territorio della contea normanna di Lecce e nel Principato di Taranto. Con gli Svevi Ostuni si sviluppò notevolmente. Federico II di Svevia intese liberare Ostuni dai suoi vincoli feudali e prendere sotto la sua diretta e particolare protezione la città facendo del suo castello insieme a quello di Oria Taranto e Brindisi perno della difesa imperiale in Apulia e rendendolo esente da tasse e controlli di funzionari. Gli abitanti di Villanova e di Carovigno, inoltre, erano tenuti alla manutenzione castello di Ostuni, uno dei Castra exempta del Regno di Sicilia[8], difatti nel XII secolo il sistema portuale dell'area adriatica sotto l'autorità di Ostuni è ampliato dallo sviluppo della piccola Petrolla, oggi Villa Novaa[9]. Indice dell'espansione sull'Adriatico di Ostuni.[10] Nel 1182 Tancredi Conte di Lecce e signore di Ostuni, concede al vescovo ed ai cittadini ostunesi di fondare un centro presso San Nicola di Petrolla e di popolarlo[11]. È in oltre concesso un mulino ed un forno, riservandosi il diritto di amministrarvi la giustizia[12].

Il centro viene rilevato nel percorso di ritorno dalla terza crociata di Filippo II Augusto re di Francia nel 1191 et recedens, inde transitum fecit.. per villam que dicitur la Petrolle[13].

È l'imperatore Federico II di Svevia a dare la maggiore spinta propulsiva per lo sviluppo del casale. Il 9 ottobre 1239 Federico II ordina ad Andrea di Acquaviva, giustiziere di Terra d'Otranto di verificare perché il suo predecessore Filippo di Maremonte non sia riuscito a far ripopolare Petrolla nonostante il suo ordine.[14] Il 29 febbraio 1240 rinnova l'ordine allo stesso giustiziere e richiede di far pervenire ad cameram nostram una relazione completa.[15] Pervenuta puntualmente il 6 aprile 1240.

Ostuni si aprì al commercio con gli Angioini, i quali costruirono nuove fortificazioni per la città e rifondarono, sulle rovine dell'antica Petrolla, il porto di Villanova (la frazione costiera del paese).

La particolarissima conurbazione del borgo medievale, con le case addossate le une alle altre e la presenza di domus palatiate a più piani, risale proprio a questo periodo storico e si spiega sia con esigenze difensive sia col voler sfruttare appieno in larghezza ed altezza tutto lo spazio disponibile all'interno delle mura.

Ostuni fu circondata da nuove mura con torrioni circolari in periodo aragonese: furono aperte quattro porte, delle quali oggi si conservano solo Porta Nova risalente al XII secolo e ricostruita nel XV secolo e Porta San Demetrio del XIII secolo.

Dal Rinascimento al Risorgimento[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Isabella d'Aragona di Raffaello, Galleria Doria Pamphilj

Nel 1506 Ostuni passò al ducato di Bari di Isabella d'Aragona e della figlia Bona Sforza: sotto il dominio spagnolo cominciò così il periodo d'oro della città, sia dal punto di vista economico che culturale. I duchi concessero a Ostuni onori e privilegi, rafforzarono le fortificazioni delle mura cittadine e dotarono il litorale delle torri Pozzella (oggi diroccata) e San Leonardo. Il periodo rinascimentale corrisponde anche al massimo sviluppo urbanistico della città: il numero di abitanti tocca ormai quota 17.000. All'impianto medievale del centro storico si aggiungono numerosi nuovi edifici.

Ma nel XVII secolo cominciò una fase di declino: infatti nel 1639 Filippo IV d'Asburgo, a fronte dei debiti per la guerra dei trent'anni, vendette Ostuni agli Zevallos, una famiglia di mercanti che trattò la città alla stregua di feudo personale: anche la popolazione crollò al di sotto dei 10.000 abitanti. Fu durante questo periodo storico che la peste imperversò nella zona, pur risparmiando proprio Ostuni: questo perché era invalso l'uso di imbiancare le abitazioni con la calce, in quanto disinfettante naturale. Questa pratica non solo bloccò il contagio, ma, protrattasi nel tempo, rende ancora oggi la Città Bianca così peculiare a distanza di secoli.

Con i Borboni la città fiorì nuovamente. Ostuni si espanse in direzione dei vicini colli di Casale, Cappuccini, Sant'Antonio e Molino a Vento. Il centro della vita cittadina si spostò da piazza del Moro all'odierna piazza Libertà, dove si trova oggi il Municipio (e una volta sede del Convento dei Francescani). Fu proprio in questa piazza che Giuseppe Greco, nel 1771, innalzò la colonna in onore di Sant'Oronzo, il quale secondo la tradizione popolare aveva preservato la città dal contagio della peste.

Ai primi dell'Ottocento, sull'onda degli ideali dell'illuminismo, anche Ostuni venne attraversata da tumulti insurrezionali: vennero fondati un circolo della Giovine Italia e una rivendita carbonara. Durante questi moti Ostuni fu la prima città della Puglia a innalzare il tricolore.

Ostuni oggi[modifica | modifica sorgente]

Vista di Ostuni

Dal secondo dopoguerra a ora, accanto allo sviluppo dell'agricoltura e dell'industria di trasformazione ad essa correlata (olio di oliva, mandorle, vino), la città è diventata una rinomata meta turistica, riuscendo a valorizzare i suoi beni culturali, storici e architettonici. Numerosi villaggi turistici, come ad esempio Rosa Marina, di rilevanza internazionale, sono sorti sul litorale, uno dei più puliti della costa pugliese. Nel 2006 si è istituito sulla costa che confina con il comune di Fasano il Parco naturale regionale Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, area protetta di elevato interesse naturalistico e paesaggistico.

La caratteristica più peculiare del centro storico, che così tanto affascinava i turisti, era l'imbiancatura a calce delle case fino ai tetti. L'uso, attestato sin dal Medioevo, deriva, oltre che dalla facile reperibilità della calce come materia prima, dalla necessità di assicurare alle viuzze e agli ambienti ristretti di impianto medievale una maggiore luminosità, data dalla luce sia diretta che riflessa. Come già detto, questo costume ha rivestito anche un ruolo importante storicamente nel XVII secolo, quando l'imbiancatura a calce fu l'unico modo per evitare che la peste dilagasse nella cittadina ed il contagio aumentasse sino a portarne la distruzione.

Questa pratica, oggi in declino tanto che il sindaco ha dovuto emanare un'ordinanza per farla tornare in auge, fece sì che Ostuni fosse denominata Città Bianca o Città Presepe, ed era una caratteristica che la rendeva riconoscibile e indimenticabile ai visitatori.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Ostuni-Stemma.png

Descrizione araldica dello stemma:

« D'azzurro a tre monticelli d'oro sostenenti tre torri dello stesso colore, finestrate di nero, la media più alta, circondato da due rami di quercia e d'alloro annodati da un nastro dai colori nazionali, sormontato dalla corona turrita »
(Comuni-Italiani.it)


Descrizione araldica del gonfalone:

« Riproduce lo stemma e l'iscrizione centrata "Città di Ostuni", su un drappo partito verticalmente di azzurro e giallo riccamente ornato di ricami d'argento. Le parti di metallo e i nastri saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto azzurro con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dei colori nazionali e fregiati di argento »
(Comuni-Italiani.it)


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Nel centro storico di Ostuni vi sono le seguenti chiese:

Il rosone della Concattedrale
La Concattedrale
La chiesa di San Vito Martire
  • La Basilica Minore di Ostuni, posta alla sommità del colle più alto, fu iniziata nel 1435 e completata tra il 1470 e il 1495. Ha una bellissima, caratteristica facciata di tarde forme gotiche, tripartita da lesene. La parte centrale termina con un timpano formato da due archi inflessi, le ali con due mezze lunette; timpano e lunette hanno un bellissimo coronamento gotico, che si prolunga sui fianchi e attorno al transetto, di archetti trilobi a profilo seghettato su mensole scolpite. La facciata è aperta da tre eleganti portali ogivali (nella lunetta di quella mediano, bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino in gloria) sormontati ciascuna da una rosa, di cui quella centrale a 24 raggi, notevolissima per dimensione e ricchezza d'intagli. Altre belle rose sono nelle testate del transetto. L'interno, a croce latina a tre navate su colonne, è rifatto in ariose e solenni forme settecentesche, con soffitto piano dipinto e belle cappelle barocche (presso l'ingresso, colonna della costruzione primitiva). Al termine della navata sinistra è un altare in legno del 1734 con busti dei santi Oronzo, Biagio e Agostino. Nell'abside coro in legno di noce riccamente intagliato (XVII secolo). Nella navata destra sepolcro del vescovo Filo (1720) e nell'ultima cappella c'era una Madonna col Bambino e Santi, di Jacopo Palma il Giovane (trafugata). L'Archivio capitolare possiede oltre 200 pergamene dal 1137.

Il rosone della chiesa è il secondo più grande d'Europa[senza fonte].

  • il monastero delle Carmelitane, del Settecento, a cui è annessa la chiesa di San Vito martire in barocco leccese (nota anche come Santa Maria Maddalena), del 1750-1752, dalla fastosa facciata curvilinea con fastigio spezzato, ricco finestrone centrale e cupola a mattonelle policrome. All'interno notevoli il pulpito ligneo del ‘600, il monumento funebre di Cono Luchino Del Verme (1747) e i sontuosi altari barocchi di Francesco Morgese (1763), le cui tele, opera di Domenico Lettieri (1760) sono conservate nell'adiacente Museo di Civiltà Preclassiche della Murgia Meridionale.
  • la chiesa di San Giacomo di Compostela o dei Santi Cosma e Damiano, eretta nel 1423; dell'originaria costruzione conserva nella facciata l'architrave del portale e il soprarco ogivale scolpito, e una finestra ornata nell'abside.
  • la chiesa di San Francesco d'Assisi, di fondazione medievale, ma con facciata del 1882: nell'interno settecentesco conserva in controfacciata il dipinto Mosè che spezza le tavole della legge (scuola di Luca Giordano), le statue lignee dell'Immacolata di Giacomo Colombo (1719) e di Sant'Agostino (XVIII secolo) e il busto di San Giuseppe col Bambino Gesù (scuola napoletana del Seicento) e di San Giuseppe;
  • la chiesa dello Spirito Santo (1637) ha un bel portale rinascimentale con bassorilievi attribuibili al XV secolo, di gusto ancora tardogotico: nella lunetta, Dormitio Virginis; nel timpano, Incoronazione di Maria e Annunciazione. All'interno, Madonna col Bambino e i santi Elisabetta, Anna e Gioacchino, dipinto di Fra' Giacomo da San Vito;
  • la chiesa di Santa Maria della Stella prima si chiamava Santa Maria della Porticella, perché vi si trovava una piccola porta di età angioina di accesso alla città.

La facciata ha un portale sormontato dalla statua della Madonna della Stella. All'interno c'è un altare in legno, e nella nicchia troneggia la statua della Madonna della Stella;

Nella parte moderna dell'abitato si trovano:

  • la chiesa dei Cappuccini (o Santa Maria degli Angeli) del 1585, nella quale si conserva una bella tela di scuola napoletana del ‘600;
  • la chiesa dell'Annunziata, eretta nel 1196 e trasformata in stile barocco dai frati Riformati nel 1668; nell'interno, da notare una cappella della navata d. con crociera affrescata nel XVI secolo (Dottori della Chiesa); coro ligneo cinquecentesco con pannelli a bassorilievo (Annunciazione e i Santi Francesco e Antonio). La Deposizione di Paolo Veronese (1570), trafugata nell'ottobre del 1975, è stata recuperata nel marzo del 1977; l'Annunciazione dell'altare maggiore è di fra' Giacomo da San Vito; la Natività di Maria è attribuita a Corrado Giaquinto. In sagrestia Ultima Cena di Barnaba Zizzi.
  • la "chiesa della Madonna del Pozzo" situata nella zona del circuito, dove ogni sabato viene instaurato il mercato cittadino. Chiesa Moderna ed essenziale nelle forme.
  • la "chiesa di San Luigi Gonzaga" , situata nel pieno centro della parte moderna della città, in via Carlo Alberto, è una delle parrocchie più grandi di Ostuni, coprendo gran parte della zona moderna.

In collocazione più periferica:

  • la chiesa di Santa Maria la Nova, a km 1.5 in direzione di Carovigno, a sinistra della strada, eretta nel 1561, con portale ogivale, un occhio e coronamento ad archetti, sorge all'ingresso d'una grotta naturale, con tracce d'affreschi del XII-XV secolo (Cristo, la Vergine, San Giovanni Battista);
  • il santuario di Sant'Oronzo, situato in una conca tra due speroni delle Murge, fu eretta nella seconda metà del ‘600 davanti a una caverna ove il Santo avrebbe trovato rifugio. A sinistra della chiesa si sale per una scalinata a una fonte intermittente ritenuta miracolosa;
  • la chiesetta di San Biagio in Rialbo, del XII secolo, presso la masseria Pizzicucco, di difficilissimo accesso, con una grotta naturale (tracce di affreschi bizantineggianti).

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Piazza della Libertà
Colonna di Sant'Oronzo
Particolare della Colonna di Sant'Oronzo
Monumento ai caduti (1923)
Via Continelli Bixio, nel centro storico
Vico Lorenzo Santalari
  • Villa Nazareth: costruita nel 1957 da Don Raffaele Pomes, inizialmente per ritrovo sociale, poi modificato in edificio medico psicopedagogico, per dare la possibilità a bambini disagiati, che avevano problemi familiari o scolastici e che comunque avevano comportamenti deviati. È stata luogo di vari incendi, l'ultimo dei quali ha leso il solaio del corridoio del primo piano il 4 febbraio 2009.
  • Conceria del Tabacco: costruito negli anni venti del Novecento, era un edificio di rilevante importanza poiché ospitava tutto il tabacco necessario alla creazione si sigarette per la popolazione. All'interno si nota la presenza del montacarichi, utile per trasportare le merci da un piano all'altro. Verso la metà degli anni sessanta la figlia di un impiegato resta accidentalmente schiacciata dal montacarichi. Da quel momento l'edificio è stato abbandonato.
  • Le mura aragonesi che cingono la città vecchia: visibili per lunghi tratti, sono rafforzate da torrioni circolari. A est si apre la porta di San Demetrio (XV secolo), sul lato ovest Porta Nova (XV secolo).

Il borgo antico offre molti aspetti pittoreschi dovuti alla eccezionale conservazione delle caratteristiche costruttive del luogo e delle peculiarità urbanistiche. Si incontrano alcuni esempi di dimore signorili:

  • il barocco palazzo ducale Zevallos;
  • il palazzo Siccoda (1575) in via Cattedrale 35;
  • nella piazzetta della Cattedrale si fronteggiano i settecenteschi edifici del Palazzo Vescovile e del vecchio Seminario, collegati con vivo effetto pittorico dall'arco Scoppa;
  • nel vico Castello, scarsi avanzi del Castello, eretto nel 1148 da Goffredo III, conte di Lecce e di Ostuni, e demolito nel 1559 per far posto all'episcopio.
  • nel borgo antico, i palazzi nobiliari delle famiglie degli Aurisicchio, degli Ayroldi, dei Bisantizzi, dei Falghieri, dei Ghionda, dei Giovine, degli Jurleo, dei Palmieri, dei Petrarolo, dei Siccoda, degli Urselli, degli Zaccaria.

Talvolta spiccano solo gli interessanti portali barocchi scolpiti nella tenera pietra locale e inseriti con gusto nel bianco delle pareti:

  • il portale di palazzo Falgheri (XVI secolo) in via A. Giovine 27;
  • i portali del palazzo Ghionda-Pomes e della casa Molendino in via F. Bax 5-7;
  • il portale rococò del palazzo Bisantizzi in via A. Petrarolo 34-36.

Il monumento simbolo di Ostuni è la Guglia di Sant'Oronzo, alta m 20.75, di Giuseppe Greco (1771), dall'esuberante decorazione barocca: a mezz'altezza le statue dei Santi Biagio, Irene, Gaetano e Lucia.

Masserie[modifica | modifica sorgente]

Il territorio è costellato di numerose masserie, alcune di importanza storico-architettonica e fondamentali per comprendere le strutture sociali e produttive della zona:

  • la masseria Santa Caterina, sulla strada statale 16 Adriatica in direzione Carovigno, dall'aspetto di un fortilizio con alta torre ottagonale (XVI-XIX secolo);
  • la fortificata masseria Lo Spagnulo (dal proprietario il feudatario Saverio Lopez y Royo), sulla strada statale 16 Adriatica in direzione di Fasano e poi all'interno, con un corpo centrale dall'aspetto di un fortilizio (all'interno bello scalone settecentesco di accesso all'edificio principale del 1680) e torre di avvistamento di impostazione medievale.
  • la masseria Carestia (1754-1777) con interessanti elementi architettonici e decorazioni scultoree originali;
  • la masseria Ottava, costituita da una torre fortificata del XVI secolo, che ha anche nelle sue pertinenze una chiesetta medievale di fondazione angioina (XIV secolo) con interessante portale decorato con motivi a zig-zag.
  • la masseria Cappuccini, costituita da un gruppo di trulli, del (XVII secolo) con interessante aia risalente al XVII secolo.
  • la masseria Ferri, costituita da un gruppo di trulli a cono, del (XVIII secolo) con interessante chiesa medioevale e decorazioni scultoree originali.
  • la masseria Tolla.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[16]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Dati ISTAT aggiornati al 31/12/2009. Le nazionalità residenti più rappresentate erano:

La grande comunità inglese di Ostuni, superiore alla quantità presente in grandi città come Genova o Torino, è dovuta alla "migrazione" di varie famiglie del Nord-europa, specialmente provenienti dal Regno Unito e dalla Germania, che, attirati dalla bellezza del territorio e dal clima favorevole, hanno acquistato ville e palazzi in città e nei dintorni. Questo fenomeno è stato definito "Salentoshire" , nome ironico in contrapposizione con il "Chiantishire" ,che interessava la suddetta area della Toscana.[senza fonte]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Sebbene sotto il profilo geografico e culturale Ostuni vada considerato il più settentrionale comune del Salento, da un punto di vista linguistico il dialetto ostunese rappresenta un idioma di transizione apulo-salentino con fortissime influenze del salentino, ma con contributi del dialetto tarantino e barese anche per via dei turisti e abitanti trasferiti da altre zone. La Cultura originaria è comunque Salentina.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Ostuni è la città, dopo Brindisi, con il maggior numero di istituti scolastici. Sono presenti: quattro scuole primarie, due scuole secondarie di primo grado ed i seguenti istituti di secondo grado superiore:

  • Liceo Classico "A.Calamo"
  • Liceo Scientifico "L.Pepe"
  • Liceo Scientifico-Tecnologico "L.Pepe"
  • Ist.Tecnico Commerciale "J.Monnet"
  • Ist.Tecnico per Geometri "J.Monnet"
  • Ist.Tecnico Commerciale- Sezione Turistica "J.Monnet"
  • Ist.Tecnico Agrario "E.Pantanelli"
  • Ist.Tecnico Industriale "E.Pantanelli"

Hanno sede ad Ostuni tre scuole paritarie:

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Ad Ostuni sono stati girati i seguenti film:

A Ostuni sono state girate anche alcune pubblicità per la televisione: il gelato Coppa del nonno, l'Alfa Romeo 145 e il Limoncè.[senza fonte]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi cucina salentina e cucina pugliese.

I piatti tipici della cucina pugliese assumono un ruolo chiave anche nella cucina ostunese. Il famoso piatto Fave e Cicorie è originario proprio della città bianca.[senza fonte] Le Orecchiette al ragù con polpette, le pettole, le "pucce" sono tipiche di questa zona. Famosa è anche la Focaccia Ostunese, che si differenzia da quella barese per l' aggiunta della mozzarella.[senza fonte]

Vino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Appia dei Vini.
I comuni membri dell'Appia dei vini

Nel territorio di Ostuni è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Brindisi DOC, Puglia Igt.

Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni:

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Il 3 febbraio si festeggia san Biagio vescovo, martire, compatrono di Ostuni insieme al protettore sant'Oronzo, i cittadini si recano sempre numerosi sui colli ostunesi dove nella roccia c'è la cripta di san Biagio. Nella giornata del 3 febbraio, numerose funzioni liturgiche hanno lo scopo di rinnovare per i fedeli l'intercessione del santo protettore dei mali della gola, il sacerdote ponendo la reliquia del santo sulla gola del fedele lo librerebbe dai mali della gola.
  • "Film Festival Internazionale del Cortometraggio Salento Finibus Terrae" diretto da Romeo Conte. Dal 2010 Ostuni ospita il Film Festival, che si svolge nell'ultima settimana di luglio. Il festival ha come luogo il Cortile del Municipio in piazza della Libertà. Il festival fa tappa a Ostuni con i film Cortometraggi dedicati ai Diritti Umani/Human Rights, patrocinato da UNESCO e UNICEF, per poi proseguire con le tappe di Fasano, Carovigno e San Vito dei Normanni.
  • I festeggiamenti per il protettore sant'Oronzo durano quattro giorni (dal 24 al 27 agosto). Di particolare interesse è la Cavalcata di sant'Oronzo, originariamente Cavalcata dei Devoti, una processione con cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini, che si svolge il 26. I festeggiamenti comprendono anche due fiere e uno spettacolo di fuochi pirotecnici.
  • A Ferragosto nel centro storico si tiene la "Sagra dei Vecchi Tempi" dove, oltre a gustare i piatti tipici della gastronomia locale, si possono ammirare gli artigiani che ripropongono mestieri ormai scomparsi.
  • Dal 1999 al 2012 si è svolto il Festival di Marinando. Rassegna di teatro e video che ha come argomento il mare e la pesca, per scuole medie italiane e, dal 2005, anche straniere del bacino Mediterraneo.
  • Dal 2007 si tiene nella città la manifestazione culturale "Un'emozione chiamata libro". Personalità del calibro di Roberto Saviano, Serena Dandini o Margaret Mazantini hanno partecipato più volte a quest'iniziativa di rilevanza nazionale.
  • La settimana dei bambini del mediterraneo.
    In autunno si svolge la Settimana dei bambini del Mediterraneo[17], evento educativo che si realizza anche in altri comuni del Salento (Ceglie Messapica, Cisternino, Oria, San Michele Salentino, San Pancrazio Salentino, San Vito dei Normanni), coinvolgendo molte scuole pugliesi con la partecipazione di delegazioni dei bambini di vari stati del Mediterraneo.[18], e con particolare attenzione per i bambini immigrati[19]. Vi partecipano vari esperti del mondo dell'infanzia provenienti anche dall'estero. La Settimana si rifà principalmente al lavoro realizzato in vita dallo scrittore per l'infanzia Gianni Rodari, e ha come finalità l'educazione alla pace e all'intercultura. I bambini provenienti dai paesi del Mediterraneo sono ospiti delle famiglie di Ostuni e dei paesi dei dintorni, svolgono attività insieme ai bambini del luogo, e partecipano insieme al "Consiglio Comunale dei Ragazzi".

Persone legate a Ostuni[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

L'economia ostunese è cresciuta esponenzialmente negli ultimi dieci anni. Fino alla prima metà degli anni novanta del Novecento l'economia locale era basata sull'agricoltura (famosi i suoi uliveti), dalla seconda metà degli anni novanta ad oggi si è sviluppato molto il settore terziario e la creazione di piccole e medie imprese volte a creare nuovi posti di lavoro e a far aumentare la produttività locale. Notevoli sono le esportazioni di olio di oliva, sia in territorio nazionale che internazionale.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Un olivo secolare

Il settore agricolo occupa un discreto numero di lavoratori. Si basa principalmente sulla coltura dell'olivo, della vite, di vaste coltivazioni ortive, del ciliegio e del mandorlo. Gli agricoltori, inoltre, non risentono pesantemente degli effetti causati dai periodi di siccità perché possono utilizzare l'acqua dalle numerose acque sorgentizie. Nel territorio è molto attivo anche l'allevamento di cavalli purosangue di razza Murgese, e i tipici allevamenti naturali e prevalentemente biologici di ovini, suini e caprini.

Industria[modifica | modifica sorgente]

Ostuni, grazie alla sua posizione geografica favorevole, ha avuto negli ultimi decenni un discreto sviluppo nei rami dell'industria e del commercio ed è sede di TELCOM SPA, azienda leader a livello mondiale per la lavorazione e la trasformazione delle materie plastiche, www.telcomitalia.eu, fondata nei primi anni settanta e divenuta, con i suoi oltre 800 dipendenti nel Gruppo, uno dei fiori all'occhiello dell'economia pugliese e nazionale. Sono presenti sul territorio del comune anche numerose attività industriali, attive nei settori dell'alimentare, dell'abbigliamento, della meccanica leggera e delle costruzioni. Il commercio rappresenta, dopo il turismo, il ramo di attività più cospicuo e può contare sull'organizzazione di varie mostre e fiere durante l'anno, che attraggono aziende da tutto il Sud Italia.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Panorama di Ostuni fino al mare

Ostuni è sin dagli anni trenta del Novecento il polo turistico principale della Provincia di Brindisi[senza fonte] ed una delle mete turistiche principali e caratteristiche della Puglia. La città bianca è parte integrante della Valle d'Itria e dell'alto Salento. Vede un costante turismo invernale unito a quello estivo dovuto alle sue coste e ad un discreto turismo storico-culturale che mantiene livelli costanti durante il corso dell'anno. Decine[?] sono gli alberghi, B&B, ristoranti, pub. Ultimamente[quando?] vanta 5 Bandiere blu Legambiente per la qualità e la pulizia delle spiagge.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Attraverso alcune strade provinciali, è possibile raggiungere quella che è conosciuta come Superstrada Bari-Lecce, che si connette alla rete autostradale. Inoltre, il comune è dotato di una circonvallazione, per evitare il centro cittadino.

La stazione ferroviaria di Ostuni, distante circa 4 km dal centro cittadino, sorge sul tronco Bari-Lecce della linea adriatica, servita dalle Ferrovie dello Stato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il sindaco della città è l'avvocato Domenico Tanzarella, appartenente al Partito Socialista Italiano, al suo secondo mandato. Il comune ha sede nel Palazzo Comunale in Piazza della Libertà.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nel 1976 Ostuni ha ospitato i Campionati del mondo di ciclismo su strada, che videro la vittoria del belga Freddy Maertens, giunto al traguardo davanti a Francesco Moser.

Il 22 maggio 1996 la 4ª tappa del Giro d'Italia 1996 è partita e si è conclusa ad Ostuni con la vittoria di Mario Cipollini.

Ad Ostuni di particolare rilevanza sono la squadra di calcio l' A.S.D. Ostuni 1945 Calcio e quella di basket l' Assi Basket. L' A.S.D. Ostuni 1945 Calcio milita nel campionato regionale di Eccellenza Puglia, l'Assi Basket è approdata nella stagione 2011/2012 in LegaDue, tramite il ripescaggio. Successivamente l'Assi ripartirà dalla DNB per la stagione 2012/2013 e chiuderà battenti alla fine della stagione.

L' A.S.D. Ostuni 1945 Calcio è nata nel 1945. Il massimo traguardo raggiunto è la serie D, anche se la compagine della città bianca ha più volte sfiorato l'approdo in serie C.

Nel 2005 viene fondata la seconda squadra di calcio della città, chiamata Robur Ostuni, che nel 2008 ha raggiunto il traguardo della Seconda Categoria.

Per quanto riguarda il basket, nella stagione 2007/2008 l'Ostuni Basket ha conquistato una storica promozione in serie B d'eccellenza al termine dei play-off, classificatosi terza nella stagione regolare, vincendo la serie per 3-0 (le prime due in trasferta, l'ultima in casa) contro la ben più quotata Molfetta.

Nella stagione 2010/2011 si è piazzata al secondo posto nel campionato di A Dilettanti, perdendo la finalissima di play-off contro il Trapani, valida per l'accesso in Lega Due. Nell'estate 2011 è stata ripescata, guadagnando l'accesso al secondo campionato nazionale di basket. Durante l'estate 2013, la società ha dichiarato fallimento, rinunciando così all'iscrizione in DNB.

Il 14 luglio 2012 nasce l'Associazione Sportiva Dilettantistica Cestistica Ostuni che disputerà il Campionato Regionale di serie C 2013/2014. È attualmente la prima realtà cestistica cittadina dopo il fallimento della gloriosa Assi Basket Ostuni.

Molto rinomato è il Torneo di Ostuni, che, giunto all'8ª edizione nel 2011, ospita molte selezioni Primavera delle maggiori squadre nazionali.[20]

Per il volley, tre sono le formazioni della città bianca. Al livello maschile la Polisportiva 2000 Ostuni, società che vanta uno dei migliori vivai della regione e possiede due team. Durante la stagione 2013/2014 la prima squadra è iscritta in C regionale, dopo due anni in B2, mentre la seconda è in serie D. A livello femminile troviamo la Lightning, società che in passato ha militato in B1, divenendo così la prima squadra cittadina a disputare un campionato di terza serie. Nel corso della stagione 2013/2014 militerà nel campionato regionale di serie C.

Ostuni possiede anche una squadra di Calcio A5, l' Olympique Ostuni, che milita nel campionato di C2.

Le principali strutture sportive cittadine sono: Lo Stadio Comunale di via Monsignor F. Semeraro, dotato di terreno in erba e con una capienza di 2.200 posti. Il Palazzetto dello sport di viale dello sport, noto come PalaGentile (1200 posti), il palazzetto tensostatico, una piscina comunale coperta e il Circolo Tennis.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 12 giugno 2013.
  3. ^ Dati Istat al 31-5-2012
  4. ^ Ostuni, torna lungo la cinta muraria il presepe vivente biblico in La Gazzetta del Mezzogiorno. URL consultato il 2 gennaio 2010.
  5. ^ Mappa delle Bandiere Blu in Italia per il 2009. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  6. ^ A Ostuni sventolano le cinque vele - Comune di Ostuni. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  7. ^ Albo delle città d'arte e turistiche - Regione Puglia. URL consultato il 3 gennaio 2010.
  8. ^ B. LIGORIO, Federico II. Ebrei, castelli e Ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, prefazione di Simonetta Bernardi, Artebaria ed., Martina Franca 2011.
  9. ^ L. PEPE, Storia della città di Villanova dalle origini al 1430, Ostuni 1916, p.17
  10. ^ S. IURLEO, Villanova dalle Origini al 1650, schena edit., Fasano 1985, pp.21, 22
  11. ^ J. MAIRE MARTIN, Les villes neve en Pouille au XIII siecle, in “i borghi nuovi, secoli XII XIV”, a cura di A. SETTIA, Cuneo 1993, p.119
  12. ^ L. PEPE (a cura di), Libro rosso della città di Ostuni, codice diplomatico, compilato nel 1609 da Pietro Vincenti ed ora per la prima volta pubblicato con altri diplomi e note premesse le notizie bibliografiche del Vincenti da Ludovico Pepe, Scuola Tipografica editrice Bartolo Longo, Valle di Pompei 1888
  13. ^ C. Damiano Poso, Ostuni nel Medioevo, Lo sviluppo urbano del XIII secolo, Università degli Studi di Lecce, Dipartimento di scienze storiche geografiche e sociali, Congedo Editore, Galatina 1997, pp. 170, 173.
  14. ^ F. LIEBERMANN, in Monumenta Germanica Historiae, Scriptores, XXVII Hannover 1885 (rist. In stuttgard 1935), p.130.
  15. ^ L. PEPE, (a cura di), documenti per la storia di Villanova sul porto di Ostuni, ed. Vecchi, Trani 1884
  16. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  17. ^ Sito ufficiale; pubblica.istruzione.it
  18. ^ rainews24.it
  19. ^ urpcomunediostuni.it
  20. ^ Torneo di Ostuni, parte l'8ª edizione Cittaceleste.it

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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