Grottarossa

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Z. LVI Grottarossa
La Chiesa di Santa Maria Immacolata vista dalla via Flaminia
La Chiesa di Santa Maria Immacolata vista dalla via Flaminia
Stato Italia Italia
Regione Lazio Lazio
Provincia Roma Roma
Città Roma-Stemma.png Roma Capitale
Circoscrizione Municipio Roma XV
Data istituzione 13 settembre 1961[1]
Codice 456
Superficie 9,0572 km²
Abitanti 1 772 ab.[2] (2010)
Densità 195,65 ab./km²
Mappa dei quartieri di

Grottarossa è la cinquantaseiesima zona di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z. LVI.

Confini[modifica | modifica wikitesto]

Si trova nell'area nord di Roma, a ridosso ed internamente al Grande Raccordo Anulare e contigua al fiume Tevere.

La zona confina:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Grottarossa era attraversata dall'antica via Veientana che si staccava dalla via Cassia e collegava Roma con Veio. Il tracciato di questa via è ormai quasi completamente inglobato dall'urbanizzazione delle zone di Tomba di Nerone e della stessa Grottarossa. Una delle poche testimonianze dell'antica strada (che come le altre fuori dalle mura era affiancata da sepolcreti) è il Sepolcro dei Veienti, struttura funebre della prima età imperiale di notevoli dimensioni che si trova, in stato di semi abbandono, all'interno del parco chiamato Parco Papacci.

Presso il moderno ospedale di Sant'Andrea sono visibili due tombe di fattura etrusca, nella vicina via di Quarto Annunziata.
La zona prende il nome da grotte scavate nel tufo rosso, trovate nei pressi della omonima via di Grottarossa e dove, presumibilmente, abitavano degli ominidi preistorici (probabilmente uomini di Neandertal o Homo sapiens).
Anche un'altra via presso l'incrocio di via di Grottarossa con via Flaminia pare prendere il nome da un tipo di tufo (via di Quarto Peperino), così come Saxa Rubra (sassi rossi). La strada in questo punto, secondo un'antica carta del 1692, prendeva il nome di Viatrium ad Flaminiam.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La mummia di Grottarossa[modifica | modifica wikitesto]

Bambola snodabile trovata con la Mummia di Grottarossa - Museo Nazionale Romano
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Mummia di Grottarossa.

Il 6 febbraio 1964, durante i lavori di un cantiere edile in via Abbadia San Salvatore (attuale via Cassia 952), fu scoperta una sepoltura del II secolo con il corpo mummificato di una bambina di 8-10 anni circa.

Normalmente nella Roma antica non si utilizzava questa tecnica per la conservazione delle salme, per questo, la cosiddetta mummia di Grottarossa, è forse un caso unico. La mummia è attualmente conservata, all'interno di un'urna, in una sala del Museo nazionale romano di Palazzo Massimo insieme al suo corredo funerario, costituito da numerosi oggetti interessanti e curiosi, come ad esempio una bambola snodabile, tutti ritrovati nella tomba accanto al corpo della fanciulla.

Data la singolarità della conservazione del corpo, si è ipotizzato che la fanciulla appartenesse ad una famiglia patrizia convertita al rito della dea egizia Iside, culto molto diffuso nel mondo romano nel I e II secolo d.C., come si può vedere da altri monumenti romani quali la Piramide Cestia.

Edifici di culto[modifica | modifica wikitesto]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma-Viterbo.svg
 È raggiungibile dalle stazioni: Due PontiGrottarossaSaxa Rubra e Centro Rai.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Delibera del Commissario Straordinario n. 2453 del 13 settembre 1961
  2. ^ Roma Capitale - Dipartimento risorse tecnologiche - servizi delegati - statistica. Iscritti in anagrafe al 31-12-2010.
  3. ^ Separato dal Grande Raccordo Anulare, da via Veientana al ponte di Castel Giubileo sul fiume Tevere
  4. ^ Separata dal fiume Tevere, nel tratto dal ponte di Castel Giubileo al punto 41°57′54.55″N 12°30′16.21″E / 41.965153°N 12.504504°E41.965153; 12.504504
  5. ^ Separata dal fiume Tevere, nel tratto dal punto 41°57′54.55″N 12°30′16.21″E / 41.965153°N 12.504504°E41.965153; 12.504504 all'immissione del rivolo dell'Aniene 41°57′14.19″N 12°29′22.93″E / 41.953941°N 12.489703°E41.953941; 12.489703
  6. ^ Separato dal rivolo dell'Aniene, dall'immissione nel fiume Tevere fino a via Flaminia Vecchia svincolo via dei Due Ponti
  7. ^ Separato da via dei Due Ponti, dallo svincolo con via Flaminia Vecchia fino all'altezza del civico 110 41°57′56.5″N 12°28′22.8″E / 41.965694°N 12.473001°E41.965694; 12.473001, quindi il breve tratto interno al civico fino al fosso del Fontaniletto
  8. ^ Separata dal fosso del Fontaniletto, nel tratto all'altezza del civico 110 di via dei Due Ponti 41°57′56.5″N 12°28′22.8″E / 41.965694°N 12.473001°E41.965694; 12.473001 a via Veientana 41°58′46.14″N 12°26′52.75″E / 41.979482°N 12.447985°E41.979482; 12.447985, quindi da questa fino al GRA
  9. ^ Marina De Franceschini, cap. 28. Villa di Grottarossa, pp. 86-91

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vittorio D'Amico, Prima Porta Labaro e Grottarossa: Storia, immagini e attualità, Roma, Arti Grafiche San Marcello, 2011.
  • Marina De Franceschini, Ville dell'Agro romano, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2005, ISBN 978-88-8265-311-8.
  • Gaetano Messineo, La Tomba dei Nasoni, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2000, ISBN 978-88-8265-067-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Coordinate: 41°58′32.98″N 12°28′42.27″E / 41.975827°N 12.478409°E41.975827; 12.478409

Roma Portale Roma: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Roma