Caprarola

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Caprarola
comune
Caprarola – Stemma
Caprarola – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lazio – stemma Lazio
Provincia Viterbo – stemma Viterbo
Sindaco Eugenio Stelliferi (Lista civica) dal 11/05/2011
Territorio
Coordinate 42°19′39″N 12°14′12″E / 42.3275°N 12.23667°E / 42.3275; 12.23667 (Caprarola)Coordinate: 42°19′39″N 12°14′12″E / 42.3275°N 12.23667°E / 42.3275; 12.23667 (Caprarola)
Altitudine 520 m s.l.m.
Superficie 57,49 km²
Abitanti 5 715[1] (31-12-2010)
Densità 99,41 ab./km²
Comuni confinanti Canepina, Carbognano, Nepi, Ronciglione, Vallerano, Vetralla, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale 01032
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056015
Cod. catastale B691
Targa VT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti caprolatti
Patrono Sant'Egidio abate
Giorno festivo 1 settembre
Localizzazione
Caprarola è posizionata in Italia
Caprarola
Posizione del comune di Caprarola nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Caprarola nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Caprarola è un comune italiano di 5.676 abitanti[2] della provincia di Viterbo nel Lazio.

Indice

[modifica] Geografia

Caprarola si trova nel versante sud dei Monti Cimini ad est rispetto al Lago di Vico, arroccata su uno sperone tufaceo è posta tra le vie consolari, ora strade statali, Cassia e Flaminia.Per la bellezza dei luoghi è stata oggetto nel 1995 di studi della Scuola di Architettura del Principe Carlo d'Inghilterra [1]

[modifica] Storia

Pur essendo immersa nell'antico territorio etrusco, Caprarola getta le sue radici in epoca molto più recente, in particolare, si hanno le prime notizie dell'esistenza di insediamenti stabili intorno al XI secolo, questo, come avvenne anche per Ronciglione, a causa dei Monti Cimini anticamenti chiamati selva Cimina e considerati territorio impervio e impenetrabile. Durante il medioevo fu contesa da diverse famiglie feudatarie, nel 1275 si hanno prove che fosse sotto gli Orsini, ma per poco tempo, il potere passò infatti in breve tempo ai Prefetti Di Vico. Dal 1370, iniziò una lotta per il controllo di queste zone tra i Prefetti di Vico e i Conti d'Anguillara. Nel 1435 cadde sotto la giurisdizione della Santa Sede. Cinque anni più tardi, nel 1440, il feudo venne acquistato dal conte Everso dell'Anguillara ed a tale famiglia rimase fino al 1465, anno in cui il Pontefice Paolo II confiscò tutti i loro beni. Verso la fine del XV secolo, Caprarola venne affidata in vicariato ai Riario-Della Rovere, sotto il cui governo il paese cominciò a rifiorire ed a popolarsi.

Fu quindi nel XVI secolo che conobbe il massimo splendore, quando i Farnese, con la nomina a Papa Paolo III del card. Alessandro Farnese, e con la costituzione del Ducato di Castro, estesero notevolmente il proprio dominio costruendo fastose ville e castelli. A Caprarola fu costruita la residenza più rappresentativa del livello di ricchezza e di potenza che questa nobile famiglia raggiunse, il Palazzo Farnese di Caprarola.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo successivo all'8 settembre 1943 e all'occupazione tedesca, trovano rifugio nel paese i 24 componenti della famiglia ebrea romana dei Veneziano. Ospiti della famiglia Brunetti, i Veneziano poterono godere per otto mesi della solidarietà di numerosi abitanti e delle autorità locali fino alla Liberazione. Il 27 gennaio 2005 ai coniugi Roberto e Maria Brunetti è stata per questo conferita l'alta onorificenza di giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme.[3]

Caprarola è famosa anche per la grande produzione di nocciole e per i dolci tradizionali a base di nocciole, tozzetti, amaretti, pampepati e la crema di nocciole eccezionale spalmata sul pane o per guarnire dolci.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Economia

Gran parte dell'economia comunale è retta dall'agricoltura e, in particolare, dalla coltivazione della nocciola. Il territorio della Provincia di Viterbo risulta essere, infatti, il più grande produttore di nocciole d'Italia [2], grazie allo sviluppo tecnologico che è stato acquisito in tutte le fasi della produzione e della lavorazione. Tecnologie che, tuttavia, a Caprarola non sempre sono state pienamente coniugate con il rispetto ambientale e paesaggistico. Infatti, nel corso degli ultimi anni, il Lago di Vico è stato oggetto della fioritura di alghe produttrici di microcistine, che sono alla base del processo di eutrofizzazione che sta interessando il Lago stesso. Simili fioriture sono provocate dall'utilizzo di composti azotati e fosfati presenti nei prodotti impiegati nella coltivazione locale delle nocciole.

Oltre alla produzione di nocciole, il turismo, sorretto dal valore architettonico del paese, dalla gastronomia e dalla Riserva naturale del Lago di Vico, rappresenta una grossa fetta dell'economia interna.

Caprarola rappresenta uno degli esempi urbanistici più significativi del '500. L'antico borgo medievale venne squarciato per far passare una spettacolare via dritta che dai piedi della collina sale scavalcando burroni, in parte riempiti e in parte superati con 2 ponti fino a raggiungere il piazzale antistante l'imponente Palazzo Farnese.

[modifica] Luoghi d'interesse

[modifica] Lago di Vico

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lago di Vico.
Un vista panoramica del Lago di Vico

Di grande interesse naturalistico, posizionato ad ovest di Caprarola, il lago di Vico è probabilmente il meglio conservato tra i grandi laghi italiani di origine vulcanica. Incluso tra le aree di particolare valore naturalistico del Lazio, tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale in Italia e parte della Riserva naturale del lago di Vico, consente lo sviluppo della vita di numerose e rare specie animali.

Formatosi dal riempimento di un cratere vulcanico si è vista dimezzata la superficie in epoca etrusca con la costruzione di un canale sotterraneo che, attraversando la montagna e gettando le acque del lago nel vallone formando il Rio Vicano, ha permesso di ricavare una grande di quantità terreno fertile.

[modifica] Palazzo Farnese

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palazzo Farnese (Caprarola).
Palazzo Farnese a Caprarola

Si tratta di uno dei più importanti palazzi dell'architettura rinascimentale-manierista. Fu edificato nel XVI secolo su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola sulla basi di una precedente fortificazione a pianta pentagonale ideata da Antonio da Sangallo il Giovane, di cui il Vignola mantenne il perimetro esterno. Il primo incarico per la progettazione venne affidato dal card. Alessandro Farnese al Sangallo, ma appena realizzata la base pentagonale con 5 bastioni angolari, i lavori vennero sospesi poiché il cardinale venne eletto papa Paolo III. Fu il nipote Alessandro juniore a riprendere i lavori affidando la realizzazione al Vignola il quale convertì l'austero progetto di una fortezza in una meravigliosa villa pentagonale a cui lavorarono i nomi più illustri di quel periodo.

[modifica] Cultura

La chiesa di Santa Teresa a Caprarola

[modifica] Trasporti

Caprarola aveva una stazione ferroviaria propria sulla dismessa ferrovia Orte-Capranica-Civitavecchia. Da anni si attende una sua riapertura, ma per ora essa è improbabile. Le stazioni ferroviarie più vicine sono a Fabrica, sulla linea in concessione Roma-Civita Castellana-Viterbo e, a una distanza maggiore, quelle di Capranica-Sutri sulla linea Roma-Capranica-Viterbo (Fr3) e di Civita Castellana-Magliano sulla Orte-Roma-Fiumicino Aeroporto. I bus COTRAL collegano il centro del paese con Roma Saxa Rubra, Viterbo, Ronciglione, Fabrica di Roma, Carbognano, Bassano Romano e Monterosi. Esiste ancora una coppia di autobus sostitutivi di un tratto di ferrovia che collegano Caprarola con Orte e con Capranica Scalo.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Eugenio Stelliferi (Lista civica) dal 11/05/2011

[modifica] Curiosità

Una villa della cittadina è stata utilizzata in un film (Decameron Pie) e in una mini-serie (Preferisco il Paradiso)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Dato Istat all'1/1/2010.
  3. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), p.70.

[modifica] Collegamenti esterni

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