Montefiascone

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Montefiascone
comune
Montefiascone – Stemma Montefiascone – Bandiera
(dettagli)
Montefiascone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Luciano Cimarello (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°32′25″N 12°02′13″E / 42.540278°N 12.036944°E42.540278; 12.036944 (Montefiascone)Coordinate: 42°32′25″N 12°02′13″E / 42.540278°N 12.036944°E42.540278; 12.036944 (Montefiascone)
Altitudine 592 m s.l.m.
Superficie 104,93 km²
Abitanti 13 712[1] (31-12-2010)
Densità 130,68 ab./km²
Frazioni Le Coste, Le Grazie, Le Mosse, Zepponami, Fiordini
Comuni confinanti Marta, Bagnoregio, Bolsena, Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale 01027
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056036
Cod. catastale F499
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 467 GG[2]
Nome abitanti falisci o montefiasconesi
Patrono santa Margherita d'Antiochia, san Flaviano
Giorno festivo 20 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Montefiascone
Posizione del comune di Montefiascone nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Montefiascone nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Montefiascone è un comune italiano di oltre 13.600 abitanti della provincia di Viterbo; dista dal capoluogo circa 15 km ed è terra di produzione di vini DOC.

Scorcio di Montefiascone da Castel Cellesi.
San Flaviano.
Rocca dei Papi.
Santa Margherita.
Istituto secondario Carlo Alberto Dalla Chiesa.
La via Cassia a Zepponami.
La frazione Le Coste.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Collocata sul versante sud-orientale della catena dei Monti Volsini, la cittadina presenta generalmente un clima non troppo caldo d'estate grazie alla quota altimetrica e grazie a ciò sono frequenti d'inverno delle nevicate.

Nell'intero comprensorio del lago di Bolsena e in tutta la provincia, è il Comune con maggiore altitudine, superando i 600 m s.l.m. nella zona del "Belvedere", e della dominante Rocca dei Papi, da dove si ha una splendida visuale sul lago.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nascita del borgo: il nome[modifica | modifica wikitesto]

Le radici del toponimo Monte Fiascone (dovuto al fatto che si trova a 600 m s.l.d.m.) sono forse da far risalire a un mons faliscorum, con riferimento ai falisci, che sarebbero approdati da queste parti dopo la distruzione dei vari centri dell'ager faliscus ad opera dei romani. C'è anche l'improbabile ipotesi di mons phisconis, dal nome di una popolazione di origine greca, ma ciò è soltanto una pura casualità.

Gli Etruschi[modifica | modifica wikitesto]

Al periodo etrusco risalgono due aree sacre templari a Cornos (in riva al lago) e alla Rocca. Tracce di civiltà più antiche sono state rinvenute nella zona tra Montefiascone e Viterbo, dove fiorì la civiltà eneolitica di Rinaldone.

I Romani[modifica | modifica wikitesto]

Montefiascone conobbe migliori fortune nel periodo romano, grazie ad un efficiente sistema viario (un esempio è la via Cassia, costruita tra il 170 e il 150 a.C.), facilitato proprio dalla carenza di fenomeni urbani rilevanti da parte degli etruschi. Alcuni ritrovamenti nella zona della basilica di San Flaviano ci fanno pensare che il nucleo iniziale romano si trovasse proprio in questa area. Sono stati trovati mausolei, necropoli e numerose lapidi.

Prime testimonianze[modifica | modifica wikitesto]

I primi documenti che citano Montefiascone, allora mons flasconis, risalgono all'853, quando pare che Leone IV confermava al vescovo di Tuscania Virobono i possedimenti della diocesi alla quale il territorio apparteneva. Abbiamo così notizie del convento di San Pietro "in Vico pergulata", sulla riva del lago di cui rimangono le tracce di fondazioni delle scomparse chiese di Santa Maria e Sant'Agnese, della chiesa di San Pancrazio in Nocerina e di Sant'Andrea, prima posta all'interno delle mura cittadine.

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Nel medioevo la piccola fortezza inizia ad avere importanza strategica. Nel 1058 vi si fermò il papa Stefano IX (per maggiori informazioni consultare l'apposita pagina sui papi a Montefiascone), e nel 1065 vi si stanzia l'esercito della contessa Matilde. Il 15 giugno 1074 Papa Gregorio VII incontrò la stessa contessa Matilde e la madre Beatrice, sue preziose alleate, a San Flaviano (vedi notizie sulle due chiese più importanti a Montefiascone). La fortezza venne messa sotto assedio nel 1093 da Enrico IV, ma i conti Farnese, Ildibrandini e di Bisenzio la difesero energicamente. Nel 1111 Enrico V passò con la sua corte al seguito mentre andava a Roma per la consacrazione della sua sovranità; secondo la leggenda Johannes Defuk era venuto con lui in Italia. L'imperatore Federico Barbarossa venne a Montefiascone nel 1185, poiché aveva intuito l'importanza strategica della fortezza.

Il periodo di splendore[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni seguenti Montefiascone divenne uno dei più importanti centri della chiesa. Papa Innocenzo III costruì nel XIII secolo il patrimonio di San Pietro, facendosi forte delle promesse incompiute di Pipino e Carlo Magno. Innocenzo III venne per la prima volta a Montefiascone nel 1207. Rinforzò la Rocca munendola di un muro di cinta. Tre anni dopo la venuta del papa, Ottone IV occupò Montefiascone e vi instaurò il suo quartier generale. Nel 1222 passò di qui San Francesco, e vi lasciò uno dei suoi seguaci, frate Morico da Viterbo, affinché iniziasse i cittadini al suo modo di intendere e vivere il Vangelo.

Nel 1267, per un breve periodo il paese fu invaso dai ghibellini. Papa Martino IV soggiornò ininterrottamente alla Rocca, e la abbellì tanto da farla diventare una reggia. Egli era ghiotto delle anguille del lago di Bolsena, e per questo motivo Dante lo pose in Purgatorio nella cornice dei golosi. Nel 1315 la fortezza fu messa sotto assedio a causa di una disputa con un vicario rettore di San Pietro. I ghibellini (sostenitori dell'imperatore) vinsero, e derisero gli sconfitti. La vigilia di Natale fu tenuto un processo a carico dei prigionieri, e ci furono condanne pesanti.

Nel 1321 papa Giovanni XXII, da Avignone, ordinò che si coniasse nella Rocca una nuova moneta, la "papalina" o "paparina". Nel periodo della cattività avignonese non abbiamo pontefici a Montefiascone, ma vi soggiornano per anni e anni i loro legati, che li sostituivano alla guida del governo. Uno di essi fu il cardinale spagnolo Egidio Albornoz. Nelle sue missioni in Italia nel 1353-57 e nel 1358-67 risedette in prevalenza a Montefiascone. Passò il primo inverno totalmente all'interno della rocca, predisponendo i piani di battaglia ed accattivandosi più alleati possibili. In questo periodo la fortezza si poteva ritenere inespugnabile.

Quando Urbano V salì al soglio pontificio, l'Albornoz aveva quasi del tutto restaurato lo stato pontificio. Il 30 aprile 1367 riportò la sede da Avignone a Roma. Furono intrapresi dei lavori per abbellire ulteriormente la Rocca, ed Urbano V vi risedette nelle estati del 1368, 69, 70. Il 9 ottobre 1368 ritornò a Roma per incoronare Carlo IV.

Nel 1463 la Rocca aveva ormai perso il suo prestigio, poiché la sede del regno pontificio era stata spostata prima a Viterbo, e poi definitivamente a Roma. Il papa Pio II, visitandola, la descrive: "...il palazzo fu costruito come una fortezza, con saloni, sale da pranzo, stanze da letto convenienti alla dignità di un papa, ma ora è in parte cadente, sia per vecchiaia che per incuria...".

Il 2 settembre 1471 vennero approvati degli statuti da Sisto IV, tra i quali vi era anche l'ordine in cui si doveva entrare in chiesa: prima il podestà, i priori e i notai; poi i mercanti, i calzolai e gli osti; i marmisti, i fabbri e i carpentieri; i lavoratori, i pastori e gli albergatori, dopodiché era il turno dei bifolchi e dei vetturali, seguiti da pescatori, vagliatori e macellai. Ultimi erano i barbieri.

Il Rinascimento e il declino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1534 Paolo III, conosciuto come Alessandro Farnese, venne eletto papa. Egli fu un abile diplomatico, e seguì una politica di pacificazione, diretta alle autorità della chiesa.

Nel 1590 la rocca cadeva a pezzi, ma non fu mai restaurata. I papi non vennero più se non occasionalmente e per decenni Montefiascone rimase nell'anonimato. Nel 1657 la città fu colta dalla peste, ed ogni precauzione risultò vana. Morirono in circa 1200: 1/3 della popolazione di allora. Nel 1695 vi fu un grande terremoto, che atterrò quasi totalmente la vicina Civita di Bagnoregio. I danni furono notevoli, ma tuttavia non morì nessuno. Fu provvidenziale la venuta nel 1687 del cardinale Marco Antonio Barbarigo. Trovatovi un seminario, lo riadattò fino a farlo diventare uno dei più grandi centri di cultura in Italia. Lentamente però anche il seminario perse importanza, e il 26 maggio 1706 il cardinale morì.

Stendardo di Montefiascone

Il 1º settembre 1719 il vescovo cardinal Pompilio Bonaventura celebrò le nozze tra la principessa polacca Maria Clementina Sobieski e Giacomo Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra. Non diverranno, tuttavia, sovrani. Nel 1731 la principessa donò un parato con ricami d'oro. Nel 1797 Pio VI passò a Montefiascone in veste d'esiliato. Nel 1798 i repubblicani francesi invasero lo stato pontificio, e, entrando a Montefiascone, manomisero il giardino del vescovato, distruggendo le cento statue di marmo che l'adornavano. Nel 1860 i "Cacciatori del Tevere" la assalirono, ma le truppe papaline ripresero immediatamente il controllo della città. Gioachino Rossini vi ambientò la sua cenerentola.

Nel 1870 Nino Bixio occupò la città senza trovare resistenza. La votazione per l'annessione al Regno d'Italia fu unanime: su 1473, 1469 furono per l'annessione, 4 votarono contro e 491 si astennero. Dopo otto secoli cessava di esistere il patrimonio di San Pietro in Tuscia. Con i nuovi amministratori venne ricostruita gran parte degli edifici e palazzi, costruite fogne, strade e l'acquedotto del Cimino. Montefiascone venne definita da molti la "perla dell'Alto Lazio", e fu un'ambita meta di villeggiatura per i primi decenni del nostro secolo. Pagò il suo contributo di caduti nella prima guerra mondiale: 20 caduti, tra cui il sindaco Oreste Borghesi. Nel 1930 venne resa santa Lucia Filippini, nata nel 1672, che aveva fatto da maestra in moltissime scuole che nascevano nelle diocesi. La città venne visitata da Mussolini negli anni trenta accompagnato da Italo Balbo. Durante la seconda guerra mondiale la città subì due bombardamenti aerei da parte delle truppe alleate nel maggio del 1944. Vi furono numerose vittime ed ingenti danni. Nel 1958 venne istituita la Fiera del Vino, che ancora rimane la punta di diamante del turismo locale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma cittadino venne riconosciuto con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 luglio 1953, la sua blasonatura ufficiale è: d'azzurro al monte all'italiana (6) d'oro, al fascio romano dello stesso con la scure d'argento, poggiante in sbarra sul colle più alto;[3] con decreto del Presidente della Repubblica del 19 maggio 1954 veniva invece concesso il gonfalone civico consistente in un drappo di azzurro.[4]

La presenza del monte all'italiana è un tipico elemento "parlante", mentre il fascio, elemento di probabile origine etrusca, indica che Montefiascone è uno dei luoghi in potrebbe essere sorto anticamente il Fanum Voltumnae, santuario della Lega che raccoglieva le dodici città etrusche; questo stemma sarebbe stato «In uso da età imprecisata».[3]

Il Comune non fa uso dello stemma "ufficiale" ma bensì di un'arma "d'oro al monte all'italiana di sei cime di verde, sostenente un barilotto di rosso"; in questo caso entrambi gli elementi hanno una funzione parlante, la botte richiama in maniera più elegante il fiascone presente nella seconda parte del nome e la produzione di vino d.o.c. Est! Est!! Est!!! tipica della zona; anche con questo stemma di usa quale gonfalone un drappo di azzurro.[3]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di S. Maria di Montedoro;
  • Chiesa di San Flaviano: Confinata ai margini dell'abitato dal suo progressivo spostamento verso la sommità del colle, la chiesa continuò a vivere le vicende del castrum falisco. All'inizio del XIV secolo alla chiesa romanica venne aggiunto un prolungamento ed una ed una nuova facciata in stile gotico, inoltre vennero rialzate le navate laterali: successivamente vennero costruite anche le cappelle che si aprono oggi sul lato sinistro della chiesa. Al suo interno sono gelosamente conservati alcuni affreschi di scuola romana e toscana risalenti al XIV secolo, altri di scuola umbra del secolo successivo e la Cattedra di Urbano IV. È presente, inoltre, la tomba del Fugger, prelato tedesco;
  • Cattedrale di Santa Margherita: insieme alla rocca costituisce l'elemento caratteristico del panorama di Montefiascone; la cattedrale dedicata ad una giovinetta le cui spoglie erano giunte fortunosamente sul colle falisco dalla remota terra di Antiochia dove era vissuta e morta per la fede cristiana. I lavori furono avviati intorno al secolo XV su ordine di Alessandro Farnese, poi Paolo III, su una chiesa già esistente e vi presero parte artisti quali il Bramante e Antonio Sangallo il Giovane. Sembra sia stato proprio il Bramante a disegnare la pianta ottagonale, prendendo spunto dalla forma originale della vecchia costruzione. A causa di ostacoli imprevisti però, quali la peste e le varie guerre, vennero portati a termine molto più tardi.. Fatalità volle che a causa dei carboni usati per sciogliere la cera che serviva per l'organo, lasciati sembra proprio dall'organista, nel 1670 la grande chiesa si incendiasse irrimediabilmente. La ricostruzione iniziò immediatamente su ordine del card. Albertoni Altieri, vescovo della città, il quale sopportò tutte le spese, e in 4 anni l'edificio era completato più grande e sontuoso di prima, dominato da una maestosa cupola, simbolo della città.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • La rocca di Montefiascone, che lega la sua genesi, il suo sviluppo e anche la sua decadenza ai rapporti di Montefiascone con vari pontefici. Nel periodo che risale alle invasioni barbariche il paese si vide costretto a rafforzare le difese ambientali con opere murarie che impedissero a chicchessia di introdursi all'interno del centro abitato. Venne così eretta una grande e possente rocca con alte mura, all'interno delle quali si riversarono anche gli abitanti delle campagne. Presto essa divenne meta privilegiata di papi che, costretti a scappare dalla Roma assediata, la scelsero quale meta del loro esilio. Questa assidua presenza di personalità ecclesiastiche fece ben presto di Montefiascone una Sede Vescovile. La zona della Rocca rappresenta ancor oggi una delle principali attrattive del luogo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole secondarie di secondo grado[modifica | modifica wikitesto]

Le scuole secondarie di secondo grado presenti a Montefiascone sono sia statali sia non statali paritarie.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Montefiascone[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiera del Vino; attorno all'anno 1111 Giovanni Deuc detto Defuk, un principe prussiano amante del buon vino, incaricò il fedele servo Martino di cercare per lui il migliore. Martino partì per questa ricerca e per far capire al suo padrone che era stato in quel paese e che vi si trovava del buon vino, scriveva sulla porta della locanda Est! Che stava per c'è. Defuk, passando per i paesi visitati dal servo, si fermava dove trovava la scritta. Martino arrivato a Montefiascone rimase talmente colpito da questo vino da scrivere Est! Est!! Est!!!. Quando Defuk assaggiò quel vino non poté più smettere di gustarlo così che il troppo bere lo portò alla morte. Il principe prussiano venne sepolto nelle basilica di San Flaviano, dove ancora oggi si trova la sua tomba, e prima di morire espresse il desiderio che ogni anno nella ricorrenza della sua morte venisse versato del vino sulla sua tomba. Da questa vicenda nasce il Corteo Storico falisco e viene tratta la manifestazione “Fiera del Vino”, che si svolge ogni anno nel mese di agosto.
  • maggio "Borghi e Paesaggi della Tuscia" (Mostra fotografica provinciale che si svolge presso la Rocca dei Papi)
  • luglio "Est Film Festival"
  • luglio "A Tuscia Birra" (Fiera della birra artigianale che si svolge nelle suggestive vie del centro storico)

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le Mosse[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Le Mosse si è sviluppata intorno alla via Verentana, sul versante occidentale del colle falisco. La chiesa parrocchiale è quella di San Giuseppe lavoratore, al centro della frazione. In questa frazione si trova la pregevole Chiesa di S. Maria di Montedoro, progettatta da Antonio da Sangallo il giovane.

Zepponami[modifica | modifica wikitesto]

Zepponami è una delle frazioni di Montefiascone, situata tra Viterbo e il capoluogo. La popolazione è costituita da 1660 abitanti e dista circa 2 km dal centro di Montefiascone. A Zepponami è presente una stazione ferroviaria che consente il collegamento con la linea Viterbo-Roma. Nella frazione vengono celebrate diverse feste paesane tra cui la più conosciuta è la sagra della castagna che si svolge nel mese di ottobre.

Le Coste[modifica | modifica wikitesto]

Le Coste sono situate intorno alla via Cassia tra Montefiascone e Bolsena. La popolazione è costituita da 1200 abitanti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La Stazione di Montefiascone è collocata sulla Ferrovia Viterbo-Attigliano-Orte. Vi effettuano fermata treni regionali in servizio navetta tra Viterbo e Orte e tutte le coppie di treni regionali veloci Viterbo Porta Fiorentina-Orte-Roma Termini che, transitando sulla Ferrovia "Direttissima", offrono la possibilità di raggiungere la mattina Roma e la sera Montefiascone da Roma Termini in circa 1 ora e 20 minuti senza cambio.

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Montefiascone è attraversata dalla SS2 Cassia; è collegata tramite la Strada Provinciale 8 Verentana, a Marta e Capodimonte.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Montefiascone passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Montefiascone
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1983 Terracina 225 Italia Riccardo Magrini Italia Giuseppe Saronni

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Montefiascone fu nel 1983 punto di arrivo di una tappa del 66º Giro d'Italia.

A luglio ospita la Granfondo dell'Est! Est!! Est!!!, competizione di mountain bike che si svolge tra Montefiascone, Bagnaia e il lago di Bolsena. Nel 2013 è giunta alla 9ª edizione ed è valida per il Circuito Maremma Tosco-Laziale.

Personalità sportive legate a Montefiascone[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b c Scheda sullo stemma di Montefiascone su araldicacivica.it, consultata il 23-09-2014
  4. ^ ACS - Ufficio araldico - Fascicoli comunali.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ http://www.30giorni.it/articoli_id_23350_l1.htm. URL consultato il 10 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Tappa Precedente
- da Roma -
Itinerario di Sigerico
Via Francigena
Tappa Successiva
- verso Canterbury -
Mansio VI - Sce Valentine
Bullicame
Mansio VII - Sce Flaviane
Montefiascone
Via-Francigena-sign.jpg
Mansio VIII - Sca Cristina
Bolsena
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