Valentano

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Valentano
comune
Valentano – Stemma Valentano – Bandiera
Valentano – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Francesco Pacchiarelli (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°33′55″N 11°49′37″E / 42.565278°N 11.826944°E42.565278; 11.826944 (Valentano)Coordinate: 42°33′55″N 11°49′37″E / 42.565278°N 11.826944°E42.565278; 11.826944 (Valentano)
Altitudine 538 m s.l.m.
Superficie 43,28 km²
Abitanti 2 897[1] (09-10-2011)
Densità 66,94 ab./km²
Frazioni Felceti, Villa Fontane
Comuni confinanti Capodimonte, Cellere, Farnese, Gradoli, Ischia di Castro, Latera, Piansano, Pitigliano (GR)
Altre informazioni
Cod. postale 01018
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056053
Cod. catastale L569
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti valentanesi
Patrono san Giovanni apostolo ed evangelista
Giorno festivo 27 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Valentano
Posizione del comune di Valentano nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Valentano nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Valentano è un comune italiano di 2.897 abitanti della provincia di Viterbo. Il paese, dalla tipica architettura medievale con edifici tufacei, dista dal capoluogo circa 33 km.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Valentano, collocato a 538 m s.l.m. a Sud-Ovest del Lago di Bolsena e contornato dalle vette degli Appennini, il Monte Amiata e i Monti Cimini, sorge su di un colle della catena dei Volsini, a piedi del Monte Starnina. Il suo territorio, di 43 km² circa, ha tutte le caratteristiche di un luogo "alto, ventoso e freddo", dall'aria "soavissima, buona e delicata", tanto decantata fin dai secoli passati.

Nel territorio comunale si trova il lago di Mezzano.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Diagramma di Bagnouls-Gaussen
Diagramma di Mitrakos



Fitoclimatologia[modifica | modifica sorgente]

Seconda la Carta Fitoclimatologica del Lazio[2], la zona ricade all'interno della regione mesaxerica (sottoregione ipomesaxerica) nella 6ª unità fitoclimatica, con termotipo collinare inferiore/superiore e ombrotipo subumido superiore/umido inferiore.

La vegetazione forestale prevalente è data essenzialmente da cerreti, querceti misti e castagneti. Potenzialità per faggeti termofili e lembi di bosco misto con sclerofile e caducifoglie su affioramenti litoidi.

Alberi guida (bosco): Quercus cerris, Q. petraea, Q. pubescens, Carpinus betulus, Castanea sativa, Acer campestre, A. monspessulanum, Tilia plathyphyllos, Sorbus terminalis, S. domestica, Corylus avellanea, Mespilus germanica, Prunus avium, Arbutus unedo.
Arbusti guida (mantello e cespuglietti): Cytisus scoparius, Cornus sanguinea, C. mas, Coronilla emerus, Prunus spinosa, Rosa arvensis, Lonicera caprifolium, Crataegus monogyna, Colutea arborescens.

Il lotto boschivo, secondo la classificazione del Pavari (1916), di ampio uso nel settore forestale, fa parte della zona fitoclimatica del Castanetum, sotto-zona calda di 2º tipo con siccità estiva.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Sono state fatte molte ipotesi sull'origine del toponimo, alcune delle quali legate all'identificazione dell'antica città etrusca di Verentum. Un'altra ipotesi è che Leone IX decise di far costruire due castelli intorno al Lago di Bolsena: uno in Val di Lago e l'altro in una valle ricca di alberi di Ontano, che veniva appunto chiamata Valle Ontana. Un'altra ipotesi piuttosto plausibile deriverebbe da un certo Valente, possidente signore che in antichità doveva risiedere in questa zona. Il suffisso -ano significa spesso "proprietà di", da cui Valente-ano, proprietà di Valente.

Valentano, vista dal Monte Starnina

Periodo preistorico[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Valentano è stato sicuramente abitato fin dalla preistoria. I più importanti ritrovamenti sono quelli dei villaggi palafitticoli dell'età del bronzo posti nel Lago di Mezzano, che costituiscono una conferma all'interpretazione degli storici, che vi hanno individuato il Lacus Statoniensis dei Romani descritto da Seneca nelle Naturales Quaestiones e da Plinio il Vecchio nel trattato Naturalis Historia. I reperti recuperati nelle campagne archeologiche dal 1973 a oggi hanno rivelato un popolo laborioso, incline all'allevamento del bestiame, alla coltivazione, creatore di utensili domestici e da lavoro in legno, in pietra, in bronzo e in ceramica. Altre testimonianze preistoriche sono state individuate in molte parti del territorio comunale, come Vallone, Monte Saliette, Poggi del Mulino e Monte Starnina.

Periodo etrusco-romano[modifica | modifica sorgente]

Le presenze etrusche nel territorio di Valentano sono testimoniate in alcuni luoghi come Spinetto, Vallone, Santa Lucia e il più importante tra questi è il Monte Becco, situato nei pressi del Lago di Mezzano. In ogni caso si rinvengono solo poche tracce della presenza etrusca, anche se la tradizione vorrebbe che il paese derivi da "Verentum", una città mai identificata. Si conservano invece cospicui resti della civiltà romana, come strade (diverticolo della Via Clodia), ville rustiche e, da segnalare, un maestoso tronco marmoreo di Giove finito nel museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen.

Alto Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Il primo manoscritto con un riferimento al paese nella sua denominazione attuale, è dell'813 (Regesto di Farfa) mentre "Balentanu" appare in altri documenti dell'Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata, a partire dall'844. Si registra la presenza del castello diruto di Mezzano nell'827 e del villaggio di Villa delle Fontane nell'839. Qui sorse poi una sede Templare con la sua Chiesa dedicata a Santa Maria del Tempio.

Il Rinascimento - La famiglia Farnese[modifica | modifica sorgente]

Dal 1354 il paese è posto sotto la signoria dei Farnese, che hanno lasciato molte tracce indelebili, monumenti insigni come la Rocca con il Castello e le numerose Chiese. La famiglia Farnese si stabilì definitivamente a Valentano dopo che il Cardinale Albornoz concesse loro la Rocca, che fu trasformata velocemente da castello difensivo a dimora residenziale. I Farnese avevano una nomina rinomata nel borgo e, a distanza di secoli, il popolo Valentanese li ricorda ancora per i lavori urbanistici effettuati nel primo ventennio del XVI.

Fra i personaggi rilevanti che hanno abitato a Valentano, vanno ricordati Alessandro Farnese, poi divenuto papa Paolo III e sua sorella Giulia, detta "la bella", Angelo Farnese, Pier Luigi Farnese. Vi nacquero il "gran Cardinale" Alessandro, i duchi Ottavio e Orazio, il cardinal Ranuccio e Vittoria duchessa di Urbino. Nel 1537, Paolo III costituì per Pier Luigi e i suoi eredi il ducato di Castro e Ronciglione e, quindi dal 1545, quello di Parma e Piacenza.

Le numerose vertenze che videro in campo i Farnese e la Camera Apostolica si conclusero con la guerra di Castro del 1649, con la distruzione della città di Castro, capitale del ducato, Valentano divenne il centro amministrativo del Castrense e vi venne trasferito l'archivio storico. La diocesi fu trasferita ad Acquapendente.

La Rocca Farnese, vista dai giardini

Lo Stato Pontificio[modifica | modifica sorgente]

Gli avvenimenti dei secoli seguenti registrano l'abbandono del paese da parte dei Farnese e, nel 1731 la Rocca Farnese fu trasformata in un monastero di clausura fino al 1930. È rimasta la suggestiva "scala santa", affrescata con scene della Passione che hanno ricoperto gli affreschi d'epoca farnesiana. I Valentanesi sono presenti nell'Associazione Castrense del 1848 e quindi nella Lega dei Comuni di Castro che si opponeva al potere temporale dei papi e auspicava, nello spirito risorgimentale del tempo, l'unione dell'Italia tutta. Sede di una guarnigione di Zuavi pontifici, il paese registrò l'arrivo e gli scontri con i garibaldini nel 1867. Ma ormai il 1870 era alle porte e mentre si festeggiava la presa di Roma gli Zuavi incendiavano, nella piazza principale del paese, quasi tutte le carte dell'archivio storico del Comune di cui rimangono comunque preziose e insostituibili testimonianze, unitamente alle carte amministrative della distrutta città di Castro.

Storia moderna[modifica | modifica sorgente]

Fin dalla fine del XIX secolo il paese registrò una forte emigrazione verso le Americhe e furono molti i soldati che parteciparono alla prima guerra mondiale con molti caduti. La seconda guerra mondiale, invece, attraversò questo territorio nel giugno 1944 causando, con i caduti al fronte, molte vittime civili alla cui memoria, nel giugno 2004, è stata apposta una targa commemorativa in via Trento e Trieste, nello stesso luogo del "Portonaccio" di Palazzo Vitozzi, ove cadde il colpo di artiglieria che causò la morte di sette civili.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa Collegiata di San Giovanni Apostolo ed Evangelista
Costruzione del XII sec. è collocata a Piazza della Vittoria, vicino alla Rocca Farnese.
  • Chiesa di Santa Maria
Costruita intorno al XV sec. è posta a metà della via principale del paese (Corso Giacomo Matteotti). Al suo interno è custodito un importante affresco della Madonna della Rosa.
  • Chiesa di Santa Croce
Situata fuori dalle antiche mura cittadine.
  • Chiesa della Madonna del Monte
Sorge sulla sommità del Montenero, fu restaurata nel 1986.
  • Santuario della Madonna della Salute
Consacrato con il nome "Santa Maria della Salute" fu fondato da Francesco Portici verso il 1470.
  • Chiesa dell'Annunziata a Villa Fontane
Sita in località Villa Fontane, questa chiesa fu edificata intorno al 1930. L'edificio appartenne originariamente ai Templari, perciò ai Cavalieri di Malta.
Il palazzo comunale di notte

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Comunale (Municipio)
Di architettura Rinascimentale all'interno del portico di esso sono situati gli stemmi di Martino V Colonna e della famiglia Farnese.
  • Porta Magenta
Su disegno del Vignola, viene più comunemente chiamata "La porta del Mascherone" a causa della faccia con la lingua di fuori scolpita sulla sua sommità.
  • Palazzo monumentale dei Vitozzi
Situato lungo Via Trento e Trieste, si presenta strutturato con finestre incorniciate in pietra vulcanica, sulla facciata vi è lo stemma della famiglia e sugli architravi è inciso il nome di colui che lo costruì: il sacerdote Joannes Vitotius.
  • Palazzo Cruciani
Dove nacque il matematico Paolo Ruffini, si trova in Via Carlo Alberto.
  • Terrazza panoramica di San Martino

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Appartiene al sito di importanza comunitaria (SIC) "Lago di Mezzano - IT6010012"

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Sono molte le tradizioni secolari, tuttora vive e sentite dalla comunità e dai numerosi villeggianti e ospiti che ormai hanno scelto questo paese come loro soggiorno.

  • Venerdì Santo: Suggestiva processione per le vie del paese con la rappresentazione della Via Crucis.
  • Lunedì dell'Angelo: Festa dell'Annunziata a Villa Fontane, ove vengono svolti caratteristici giochi popolari.
  • luglio/agosto: feste in piazza, manifestazioni culturali, musicali e teatrali, mercatini farnesiani; sagra dei prodotti tipici locali con manifestazione Ceniamo Insieme a cura della Pro Loco e feste popolari in onore del compatrono San Giustino (periodo susseguente al Ferragosto); corse di cavalli e rievocazione del Palio del Ducato di Castro.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

  • Scuola Materna Statale
  • Scuola Elementare Statale - Istituto Comprensivo "Paolo Ruffini"
  • Scuola Media Statale

Musei[modifica | modifica sorgente]

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Valentano[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Ruffini, insigne matematico, nacque a Valentano il 22 settembre 1765.
  • Mastro Titta, boja di Roma, al secolo Giambattista Bugatti. Nella sua carriera, iniziata il 22 marzo 1796, arriverà a 516 il totale tra suppliziati e uccisi; a Valentano si ricorda la sua prima esecuzione a Poggio delle Forche, oggi via del Poggio. Mastro Titta racconta la sua prima esecuzione valentanese: «Il 28 marzo 1797, mazzolai e squartai in Valentano Marco Rossi, che aveva ucciso suo zio e suo cugino per vendicarsi della non equa ripartizione fatta di una comune eredità». Valentano vide all'opera Mastro Titta ancora il 30 settembre 1854, per la decollazione di Angelo Racchetti di Gradoli.
  • Rosario Scipio, poeta e scrittore, nato a Valentano nel 1910.
  • Giovanni D'Ascenzi, vescovo, nato a Valentano nel 1920.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Fiera del cedro: Istituita nel 1461 da Pier Luigi Farnese, è una fiera dedicata ai prodotti locali e a tutti i generi di merci. Viene svolta la terza domenica di maggio e il lunedì successivo.
  • Festa del Solco dritto della Madonna dell'Assunta - 14/15 agosto: Riguarda un rituale propiziatorio in cui la popolazione affida a colui che è il "Signore della festa" l'onere di scegliere i più abili bifolchi per guidare l'aratro. La tiratura avviene all'alba del 14 agosto nella Piana di Valentano in cui il solco dritto dovrà percorrere 5 km circa. La tradizione vuole che più il solco è dritto più il raccolto sarà abbondante.

Patroni[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

I villeggianti sono molti, specialmente nei mesi estivi, proprio per questo suo essere un luogo collinare tra "lago e mare". E non a caso la Regione Lazio ha compreso Valentano fra i centri a prevalente economia turistica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Valentano, tramite la Strada Provinciale 47 Lamone , è collegata a Ischia di Castro.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Valentano passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
marzo 1946 agosto 1946 Ernesto Catena Sindaco
agosto 1946 maggio 1948 Serafino Andreoli Sindaco
agosto 1948 giugno 1951 Felice Bonasera Sindaco
giugno 1951 aprile 1953 Angelo Natali Sindaco
aprile 1953 maggio 1956 Vincenzo Mario Cruciani Sindaco
giugno 1956 novembre 1960 Felice Cappelletti Sindaco
novembre 1960 dicembre 1964 Annibale Pagnanelli Sindaco
dicembre 1964 giugno 1970 Annibale Pagnanelli (2º m.) Sindaco
giugno 1970 giugno 1975 Guglielmo Cruciani Sindaco
giugno 1975 ottobre 1977 Michele Lombardi Sindaco
novembre 1977 giugno 1978 Salvatore Santo Comm. pref.
giugno 1978 luglio 1983 Raffaele Saraconi Sindaco
luglio 1983 giugno 1988 Raffaele Saraconi (2º m.) Sindaco
giugno 1988 giugno 1993 Raffaele Saraconi (3º m.) Sindaco
giugno 1993 aprile 1997 Angelo Biagini Sindaco
aprile 1997 agosto 2000 Vincenzo Colantuoni Romagnoli Sindaco
agosto 2000 maggio 2001 Nicoletta Ambrosini Comm. pref.
maggio 2001 maggio 2006 Raffaela Saraconi Sindaco
maggio 2006 18 marzo 2011 Raffaela Saraconi (2º m.) Sindaco
18 marzo 2011 16 maggio 2011 Antonio Oriolo Comm. pref.
16 maggio 2011 in carica Francesco Pacchiarelli Sindaco
Largo Haltwhistle e St Méen-Le Grand - Valentano

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è S.S.D. Valentano che milita nel girone A laziale di Prima Categoria.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il giorno di Sant'Agata (5 febbraio) del 1254 si infuocò una trave proveniente da Porta Magenta. Si racconta che tale trave si spense soltanto con l'acqua del Lago di Bolsena.
  • Si racconta che quando il Vignola svolgeva i lavori per Porta Magenta, intorno a lui si riunirono un gruppo di curiosi che intralciavano i lavori. A lungo andare, stanco di quel continuo vociferare, decise di vendicarsi scolpendo una faccia con la lingua di fuori che simboleggia la "lingua lunga" del popolo Valentanese.
  • Nel 1657, anno in cui scoppiò la peste nel Viterbese, soltanto il paese di Valentano rimase indenne. Si racconta che "l'uccellino della peste" si sia fermato ai confini del paese (precisamente fra il Santuario della Madonna della Salute e la Stradina). Qui la popolazione di Valentano ha eretto una piccola nicchia in cui è raffigurata la Madonna con il bambino in braccio e un uccellino sotto il suo piede.
  • Pier Luigi Farnese fu assassinato da un'arma bianca, gettato dal balcone e lasciato in balia degli agenti atmosferici e degli animali per alcuni giorni. Quando a Valentano tira vento di Ponente, si racconta che l'anima di costui giri attorno alla Rocca Farnese e ululando si lamenta in cerca di pace.
  • Nel 1868 la Torre del Castello Farnese era adibita come prigione, qui vi fu rinchiuso un soldato delle truppe Zuave al quale era consentito di suonare il proprio tamburello. Si racconta che nella notte si sentano i suoi passi e il tamburello che suona.
  • Per un breve periodo di tempo, una parte della Rocca Farnese fu trasformato per ospitare il Monastero delle Suore Domenicane.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 9 ottobre 2011.
  2. ^ (C. Blasi, 1994)
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia essenziale[modifica | modifica sorgente]

  • Romualdo Luzi, La tiratura del solco dritto nel Ferragosto verentano. Nota introduttiva di Alfonso M. di Nola, Roma, 1980.
  • Bonafede Mancini, Romualdo Luzi, Valentano. Luoghi e tempi del sacro, Valentano, Gruppo Archeologico Verentum, 1995.
  • Il Museo della preistoria della Tuscia e della Rocca Farnese di Valentano, Collana I musei del Lazio e il loro territorio/13, di Romualdo Luzi, Patrizia Petitti et al., Roma, De Rosa editore, 2004, ISBN 88-7369-069-6.
  • Valentano democratica. I sindaci dal 1946 al 1997, L'ambiente locale / a cura del Comune di Valentano - Biblioteca - Servizi culturali, 1998.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Il Lago di Bolsena visto dalla frazione di Villa Fontane

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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