Bagnoregio

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Bagnoregio
comune
Bagnoregio – Stemma
La Chiesa dell'Annunziata su Piazza Sant'Agostino
La Chiesa dell'Annunziata su Piazza Sant'Agostino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Viterbo-Stemma.png Viterbo
Amministrazione
Sindaco Francesco Bigiotti (lista civica) dal 26/05/2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate 42°37′48″N 12°05′21″E / 42.63°N 12.089167°E42.63; 12.089167 (Bagnoregio)Coordinate: 42°37′48″N 12°05′21″E / 42.63°N 12.089167°E42.63; 12.089167 (Bagnoregio)
Altitudine 484 m s.l.m.
Superficie 72,61 km²
Abitanti 3 678[1] (31-12-2010)
Densità 50,65 ab./km²
Frazioni Capraccia, Castel Cellesi, Civita di Bagnoregio, Ponzano, Vetriolo
Comuni confinanti Bolsena, Castiglione in Teverina, Celleno, Civitella d'Agliano, Lubriano, Montefiascone, Orvieto (TR), Viterbo
Altre informazioni
Cod. postale 01022
Prefisso 0761
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 056003
Cod. catastale A577
Targa VT
Cl. sismica zona 2B (sismicità media)
Nome abitanti bagnoresi
Patrono san Bonaventura
Giorno festivo 15 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bagnoregio
Posizione del comune di Bagnoregio nella provincia di Viterbo
Posizione del comune di Bagnoregio nella provincia di Viterbo
Sito istituzionale

Bagnoregio è un comune italiano della provincia di Viterbo con 3.665 abitanti.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anticamente conosciuto con il nome di Bagnorea. Il toponimo deriva probabilmente da Balneum Regis, in riferimento alla presenza di acque termali dalle particolari proprietà terapeutiche.

Il nome si tramanda almeno dall'epoca longobarda. Secondo una leggenda, infatti, il re Desiderio (✝ 774) sarebbe stato guarito da una grave malattia, grazie proprio alle acque termali che scaturivano nei pressi della località.

Alcuni reperti di epoca preistorica lasciano il posto a più numerose testimonianze etrusche (specialmente la rupe di San Francesco Vecchio), nell'area di Civita. Bagnoregio ricadeva infatti nel dominio dell'antica Volsinii (Orvieto). Conquistata dai Romani nel 265 a.C., a cui segue la distruzione della stessa Volsinium nel 264 a.C., vede accrescere la propria importanza per la deportazione degli abitanti della città dominante verso un nuovo centro abitato Bolsena, rispetto a cui Bagnoregio era posto a metà strada con il Tevere, allora navigabile, e la via Flaminia.

Con il crollo dell'Impero Romano Bagnoregio fu dominata da Visigoti, Goti, Bizantini, Longobardi e Franchi (Carlo Magno): quest'ultimi la consegnarono al potere temporale dei Papi. La Chiesa sottomise la popolazione bagnorese alla signoria dei conti Monaldeschi della Cervara, che si rivelarono inadatti, e costrinsero la città alla rivolta, il cui successo ebbe come conseguenza l'instaurarsi del Libero Comune (ca. 1160).

Bagnoregio conosce la predicazione francescana nel Duecento, e da all'Ordine quello che verrà poi riconosciuto come il suo secondo fondatore, e uno dei Padri della Chiesa: San Bonaventura.

I Monaldeschi tentano di ridurre nuovamente Bagnoregio a feudo con la costruzione, iniziata nel 1318, del Castello della Cervara, distrutto però nel 1457 dalla popolazione in rivolta. Dopo un fallito e analogo tentativo dei Conti Baglioni del Castel di Piero, e che forse non è estraneo alla seicentesca fondazione di Castel Cellesi su terreni a loro comprati dai Conti Cellesi tramite l'intervento diretto di diversi Papi, Bagnoregio preferisce un governatore pontificio anche se deve rinunciare ad alcune delle proprie libertà civili. La città rimane così direttamente dipendente dallo Stato Pontificio, che in essa ha memoria di San Bonaventura attraverso la costruzione di diversi e notevoli edifici religiosi, fino al 1870, quando il territorio romano rientra nello Stato Unitario.

Bagnoregio fu testimone di alcuni episodi legati alla Campagna dell'Agro Romano per la liberazione di Roma dal potere temporale di Pio IX nel 1867. Un gruppo di garibaldini, guidati da Giacomo Galliano e Girolamo Corsieri di Castiglione in Teverina, il 28 settembre 1867 passa il confine dello Stato Pontificio occupando Grotte S. Stefano e avanzando fino a Ronciglione. Da qui, dopo uno scontro con i pontifici, le Camicie Rosse si ritirano per ricongiungersi all'altro gruppo di volontari a Bagnoregio; nel frattempo altre bande di garibaldini occupano Acquapendente, Farnese ed Ischia. Nell'alto Viterbese, a San Lorenzo e Valentano si susseguono scontri e scaramucce a S. Lorenzo e Valentano, che culminano poi nella battaglia di Bagnoregio del 5 ottobre 1867. La battaglia, combattuta tra Poggio Scio (cimitero) e San Francesco, si conclude con la vittoria delle truppe pontificie e i garibaldini si trovano costretti ad abbandonare Bagnoregio. A memoria di questa battaglia si conserva la "Piramide" Monumento-Sacrario garibaldino custode dei Volontari caduti negli scontri contro i pontifici[2] il direttore scientifico del complesso è lo storico e giornalista Prof. Francesco Guidotti.

Nel 1922 un regio decreto muta il nome dal dialettale Bagnorea al più antico Bagnoregio.

Il 10 giugno 1695 un terremoto colpisce Civita, che fino ad allora era la Bagnorea propriamente detta, separandola (con la formazione di uno spettacolare dirupo) dalle altre due contrade di Mercato (oggi Mercatello, allora sede comunale) e Rota: quest'ultima conoscerà una forte immigrazione civitonica divenendo la nuova Bagnorea, ossia l'attuale Bagnoregio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Tradizione e folclore[modifica | modifica sorgente]

Processione del Venerdì Santo.

Si ipotizza che la processione notturna del Venerdì Santo abbia avuto inizio a Civita a metà del 1600 e che poi venne trasferita a Bagnoregio per mancanza di figuranti. Gli oltre 300 figuranti, vestiti di splendidi costumi, sfilano in un'atmosfera di raccoglimento, preparata con la diffusione di musica sacra lungo tutto il percorso che, arrivato a Porta Albana, ritorna al punto di partenza a piazza L. Cristofori. Il segmento religioso più importante è messo a fuoco dal procedere del catafalco (scortato da un drappello di soldati romani, accompagnato da donne e uomini oranti, tutti di origine civitonica), su cui è adagiato il Crocefisso dell'ex cattedrale di Civita, il quale, subito dopo la processione, viene riportato a Civita dal gruppo di devoti che lo ha isolato durante l'avanzare del corteo, perché (secondo una leggenda), se rimanesse a Bagnoregio oltre la mezzanotte del Venerdì Santo, diverrebbe proprietà di questa cittadina.

Presepe Vivente.

Durante il periodo natalizio a Civita di Bagnoregio si rinnova lo straordinario evento del presepe vivente.

Fiera del Buon Consiglio

La Fiera del Buon Consiglio, che si tiene la seconda domenica dopo Pasqua, è una delle più antiche dell'alto Lazio. Fino ai primi anni del dopoguerra era molto frequentata (si arrivava anche da parecchio lontano) per la possibilità di trovarvi, fra gli altri animali, eccellenti bovini da lavoro e da ingrasso, oltre a strumenti da lavoro, vasi di cantina, stoffe e altra merce. Oggi è una fiera di merci varie che si svolge, per una mezza giornata, nel centro storico.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Bagnoregio[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa del Bosco

Organizzata ad ottobre dalla Pro loco, si spende nella seconda o terza settimana di ottobre, secondo la maturazione delle castagne. La manifestazione - molto conosciuta nel centro Italia - è nata per la promozione della castagna della valle (marrona bagnorese), di un sapore particolare dovuto al terreno argilloso-vulcanico ed al microclima. Si gustano pietanze di cinghiale, funghi porcini fritti, marmellata di castagne e frutti di bosco, vini di Orvieto. Con la "Rassegna delle finestre e balconi fioriti" e la consegna del "Premio Tecchi", dedicato a Bonaventura Tecchi, si chiude la manifestazione

Civita film fest

Il primo ed unico festival dedicato ai motori nel cinema, che si tiene a giugno.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Vi sono a Bagnoregio due curiosi musei privati visitabili al pubblico; il Museo Piero Taruffi dell'omonima associazione motoristica (via Fidanza 55), e un singolare Ufo Museum (via Vittori 22) - di documentazione e collezionismo - il primo in Italia nel proprio genere.

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Nel suo territorio si trova la nota frazione di Civita.

Bagnoregio civita panorama 3pics.jpg

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Veduta panoramica di Civita di Bagnoregio e della Valle dei Calanchi

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Bagnoregio è collegata tramite la Strada Provinciale 6 Bagnorese, che si innesta nella Strada Provinciale 5, a Celleno.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1922 Bagnorea cambia denominazione in Bagnoregio.

Nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Viterbo, Bagnoregio passò dalla provincia di Roma a quella di Viterbo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il Museo centrale della Campagna e l'Ara-Ossario, Monumento Nazionale, sono in Comune di Mentana (Rm), vedi www.museomentana.it.
  3. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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