Orvieto

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Orvieto
Panorama di Orvieto
Orvieto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Umbria
Provincia: stemma Terni
Coordinate: 42°43′0″N 12°6′0″E / 42.71667, 12.1Coordinate: 42°43′0″N 12°6′0″E / 42.71667, 12.1
Altitudine: 325 m s.l.m.
Superficie: 281,16 km²
Abitanti:
21.043 31-05-2008
Densità: 74,84 ab./km²
Frazioni: Elenco 
Comuni contigui: Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG)
CAP: 05018
Pref. telefonico: 0763
Codice ISTAT: 055023
Codice catasto: G148 
Nome abitanti: orvietani 
Santo patrono: San Giuseppe 
Giorno festivo: 19 marzo 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Orvieto è un comune di 21.043 abitanti della provincia di Terni, in Umbria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

La città di Orvieto si trova nella parte sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, al confine con la provincia di Viterbo nel Lazio. Orvieto è insediata su una rupe di tufo, a 325 m s.l.m., che domina la valle sottostante dove scorrono i fiumi Paglia e Chiani poco prima di confluire nel Tevere. Questa enorme piattaforma in tufo vulcanico brunastro, che si solleva dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, fu creata dall'azione eruttiva di alcuni vulcani, che depositarono un'enorme quantità di materiali.

Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana.

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Orvieto.

[modifica] Storia

Notizie attendibili riguardanti i primi insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C., ma è da ritenersi che il luogo fosse già abitato sin dall'Età del bronzo e del ferro.

[modifica] Periodo etrusco

Per approfondire, vedi la voce Volsinii.

Le testimonianza archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna. Denominata, probabilmente, Volsinii Veteres (la disputa sul nome di questa città etrusca non si è ancora conclusa, ma questo sembra il più attendibile) sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.

[modifica] Periodo romano

Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio, sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi. Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro, si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).

[modifica] Libero Comune

Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.

[modifica] Le lotte interne

Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1364, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi di Francia, presente Papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a Delegazione Apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.

[modifica] Simboli

In base ad un decreto del 1928, lo stemma del Comune di Orvieto è costituito da uno scudo ripartito in quattro sormontato da una corona. Nelle quattro ripartizioni sono rappresentati quattro simboli: la Croce, l'Aquila, il Leone e l'Oca[1].

La croce rossa in campo bianco simboleggia la fedeltà del Comune alla fazione dei Guelfi e fu riconosciuto al Comune di Orvieto dal papa Adriano IV nel 1157.

L'aquila nera con una corona d'oro in campo rosso fa riferimento alla dominazione dei Romani. Il lambello d'oro con cinque pendenti fu posto al collo dell'aquila quando Carlo d'Angiò concesse ad Orvieto il titolo di “città”, dopo essere stato incoronato nella cattedrale di Orvieto re del Regno di Sicilia da parte del papa Clemente IV. Il lambello richiama quello rosso della casa d'Angiò.

Il leone in campo rosso tiene una spada d'argento con la zampa destra e le chiavi di San Pietro con la sinistra. Esso richiama il leone fiorentino, a ricordo della storica alleanza fra le due città. Le chiavi, con il motto fortis et fidelis, sono una concessione del papa Adriano IV come riconoscimento della lunga fedeltà di Orvieto al papato.

L'oca, con una zampa sollevata sopra un sasso, rimanda alle leggendarie oche del Campidoglio che, con il loro schiamazzo, salvarono Roma dall'attacco dei nemici.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Le chiese

Particolare della facciata del Duomo

[modifica] Palazzi e vie

[modifica] Musei, Necropoli, templi, grotte e pozzi

[modifica] Trasporti

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Università

È sede della Fondazione per il Centro Studi "Città di Orvieto" - Università, Ricerca, Alta Formazione www.uniorvieto.eu.

[modifica] Personalità legate ad Orvieto

[modifica] Eventi

Corteo Storico
  • Festa della Palombella (la colomba che simboleggia lo Spirito Santo), che si tiene ogni anno in occasione della Pentecoste, istituita nel XVI secolo dai Monaldeschi. La celebrazione originale prevedeva che una colomba bianca venisse legata ad uno stemma, nella posizione dello Spirito Santo. Lo stemma scorre su un cavo che attraversa Piazza del Duomo e termina su una macchina in legno addobbata con botti e mortaretti, che si accendono all'arrivo della palombella. Dalla fluidità del movimento e da altri fattori si traggono auspici per l'anno agricolo successivo. La festa è contestata da tempo dagli animalisti, che chiedono la sostituzione della palombella viva con un simulacro. In seguito alle proteste, dal 2005, la palombella non è più legata allo stemma, ma viene alloggiata in un tubo di plastica trasparente che scorre lungo il cavo.
  • Domenica successiva alla Pentecoste: Palio dell'oca che si svolge sulla piazza del Popolo, con pista in terra battuta e vede la disputa fra i vari cavalieri delle due antiche contrade (Pistrella e Cava) con gare di abilità a cavallo.
  • Processione del Corpus Domini: una processione (la prima fu nel 1337), accompagnata da un corteo storico con 400 figuranti, evoca il Miracolo di Bolsena
  • Presepe nel Pozzo: presepio sotterraneo con personaggi animati a grandezza naturale.
  • Umbria Jazz winter: tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, si svolge un festival internazionale di musica jazz.
  • Cronoscalata trofeo città di Orvieto "La Castellana" prova di velocità automobilistica in salita, valida solo per le vetture moderne, organizzata annualmente in aprile con partenza dalla frazione di Ciconia e arrivo a Colonnetta di Prodo (percorso di 6.100 metri).
  • Domenica 28 maggio 2006 "Cantine Aperte"
  • Agosto: mostra dei vini e dei prodotti artigianali
  • Orvieto fa parte del circuito delle Città slow[1]

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonnetta di Prodo, Corbara, Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Ponte del Sole,Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, Sferracavallo, Stazione di Castiglione in Teverina, Sugano, Titignano, Tordimonte, Torre San Severo

[modifica] Osarella

Osarella è una frazione del comune di Orvieto (TR).

Osarella si trova sulla traversa della Strada Statale 79 bis Orvietana che si dirama nei pressi dell'ospedale civile di Ciconia e termina nei pressi delle frazioni San Giorgio e Capretta. Osarella fa parte del consiglio di zona 11 "Corbara-Fossatello-Osarella". Osarella pare essere un diminutivo di Osa, altra frazione di Orvieto sita nei pressi.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Toni Còncina (centrodestra) dal 22/06/2009
Centralino del comune: 0763 3061
Posta elettronica: mail@comune.orvieto.tr.it

[modifica] Gemellaggi

Orvieto è gemellata con le città di:

[modifica] Sport

[modifica] Calcio

La principale squadra di calcio di Orvieto è l'Orvietana Calcio fondata nel 1913. Il miglior risultato fu ottenuto nel secondo dopoguerra con la partecipazione al campionato di Serie C 1947-1948. Attualmente, a partire dalla stagione 2001-2002, l'Orvietana milita in Serie D. Nella stagione 2004-2005 raggiunse e vinse i play-off, ma non fu ripescata in Serie C2.

[modifica] Ciclismo

Orvieto è stata quattro volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

[modifica] Galleria fotografica

Per approfondire, vedi la voce w:commons:Orvieto.

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[modifica] Note

  1. ^ Stemma del Comune di Orvieto. www.comuni-italiani.it. URL consultato il 13-08-2008.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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