Orvieto

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Orvieto
comune
Orvieto – Stemma Orvieto – Bandiera
Orvieto – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Germani (Partito Democratico) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 42°43′00″N 12°06′00″E / 42.716667°N 12.1°E42.716667; 12.1 (Orvieto)Coordinate: 42°43′00″N 12°06′00″E / 42.716667°N 12.1°E42.716667; 12.1 (Orvieto)
Altitudine 325 m s.l.m.
Superficie 281,16 km²
Abitanti 21 019[1] (30-06-2012)
Densità 74,76 ab./km²
Frazioni Elenco
Comuni confinanti Allerona, Bagnoregio (VT), Baschi, Bolsena (VT), Castel Giorgio, Castel Viscardo, Castiglione in Teverina (VT), Civitella d'Agliano (VT), Ficulle, Lubriano (VT), Montecchio, Porano, San Venanzo, Todi (PG)
Altre informazioni
Cod. postale 05018
Prefisso 0763
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055023
Cod. catastale G148
Targa TR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti orvietani
Patrono san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Orvieto
Posizione del comune di Orvieto all'interno della provincia di Terni
Posizione del comune di Orvieto all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale

Orvieto è un comune italiano di 21.019 abitanti della provincia di Terni in Umbria.

Geografia politica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Orvieto si trova nel settore sud-occidentale dell'Umbria, in provincia di Terni, a circa 45 km da Viterbo, confinando ad est con la provincia di Perugia e a sud con la provincia di Viterbo nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La rupe su cui sorge la città, vista dall'alto

Orvieto sorge su una rupe di tufo (ignimbrite di Orvieto - Bagnoregio), tra i 280 (Piazza Cahen) - 325 (S. Francesco) m s.l.m., che domina la valle del fiume Paglia, affluente di destra del Tevere e che proprio sotto la città riceve da sinistra il Chiani, la Chiana Romana proveniente dalla Valdichiana. Questa enorme mesa tufacea, che si erge dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, si deve al collasso di ground sourge (nubi e valanghe ardenti) dall'attività quaternaria dei vulcani del sistema Volsinio, relitto nella caldera che ospita il lago vulcanico maggiore d'Europa, quello di Bolsena.

Con 281 km² di superficie, è uno dei cinquanta comuni più estesi d'Italia. Il punto più alto è il monte Peglia (837 m s.l.m.), al confine con il comune di San Venanzo. Il territorio di Orvieto è parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana e parte di esso insiste nel Parco fluviale del Tevere.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Orvieto.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Notizie attendibili riguardanti i primi insediamenti umani risalgono al VII secolo a.C., ma è da ritenersi che il luogo fosse già abitato sin dall'Età del bronzo e del ferro.

Periodo etrusco[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Volsinii e Etruria.

Le testimonianze archeologiche di epoca etrusca, fornite da campagne di scavo e studi condotti negli ultimi anni, offrono un quadro abbastanza attendibile, anche se ancora incompleto, della città antica, identificata dopo molte incertezze e polemiche tra etruscologi, nella città di Velzna, una delle dodici città-stato etrusche. Denominata dai romani "Volsinii" sorgeva nei pressi di un famoso santuario etrusco, Fanum Voltumnae, meta ogni anno degli abitanti dell'Etruria che vi confluivano per celebrare riti religiosi, giochi e manifestazioni. La città ebbe, dall'VIII al VI secolo a.C., un notevole sviluppo economico, di cui beneficiavano principalmente ricche famiglie in un regime fortemente oligarchico, e un incremento demografico che, nella composizione della popolazione, mostra l'apertura ad una città multietnica; di tutto ciò si ha riscontro dai resti della città sulla rupe e principalmente dalle vicine necropoli. La città raggiunse il massimo splendore tra il VI e il IV secolo a.C., diventando un fiorente centro commerciale e artistico, con una supremazia militare garantita dalla sua posizione strategica che le dava l'aspetto di una fortezza naturale.

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista romana dell'Etruria.

Tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. l'equilibrio sociale che aveva permesso la crescita della città, si incrinò. I ceti subalterni conquistarono il governo della cosa pubblica, il dissidio tra le classi divenne violento, finché i nobili non chiesero aiuto ai Romani. Questi, nel 264 a.C., colsero l'occasione per inviare l'esercito a Volsinii e, invece di sottometterla, la distrussero e deportarono gli abitanti scampati all'eccidio sulle rive del vicino lago di Bolsena, dove sorse Volsinii Novi (Bolsena). Non si conosce il motivo di tale accanimento dei Romani nei confronti della città che, secondo le notizie letterarie, trasportarono a Roma oltre duemila statue razziate dai santuari orvietani, ed evocarono nell'Urbe il dio Vertumnus, la principale divinità degli Etruschi. La traslazione della città fisica della Orvieto antica da un sito all'altro si ripeterà in senso inverso provocata ancora da altre invasioni. Fu rifondata allora sulla rupe orvietana la cittadella altomedievale di Ourbibentos che, nell'arco di qualche secolo, diverrà una nuova città con il nome di Urbs Vetus (città vecchia).

Periodo altomedioevale[modifica | modifica sorgente]

Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, Orvieto divenne dominio dei Goti fino al 553 quando, dopo una cruenta battaglia e un assedio, fu conquistata dai Bizantini di Belisario. Successivamente, dopo l'istituzione del Ducato di Spoleto, divenne longobarda. Poco prima dell'anno Mille la città, posta sulla linea di confine dell'Italia bizantina, di cui costituiva un importante nodo strategico, tornò a rifiorire, espandendo il suo tessuto urbanistico con la costruzione di fortificazioni, palazzi, torri e chiese.

Libero Comune[modifica | modifica sorgente]

Orvieto, sede residenziale delle corti pontificie in ripetute occasioni, è la Città del Corpus Domini: da qui, l'11 agosto 1264, papa Urbano IV istituì la solennità universale cristiana del Corpus et Sanguis Domini, celebrata in tutto il mondo cattolico. L'officio della messa fu redatto da San Tommaso d'Aquino, cattedratico nello Studium orvietano. Si costituì in Comune, ma anche se non faceva parte ufficialmente del patrimonio di San Pietro, si trovava sotto il suo controllo; per essere riconosciuto governo comunale ebbe bisogno di una dichiarazione di consenso da parte di papa Adriano IV nel 1157. Nel XII secolo Orvieto, forte di un agguerrito esercito, iniziò ad ampliare i propri confini che, dopo vittoriose battaglie contro Siena, Viterbo, Perugia e Todi, la videro dominare su un vasto territorio che andava dalla Val di Chiana fino alle terre di Orbetello e di Talamone sul mar Tirreno. In questa sua espansione, Orvieto si era fatto un potente alleato: Firenze (rivale di Siena) che ne aveva appoggiato l'ascesa. I secoli XIII e XIV furono il periodo di massimo splendore per Orvieto che, con una popolazione di circa trentamila abitanti (superiore perfino a quella di Roma), divenne una potenza militare indiscussa, e vide nascere nel suo territorio urbano splendidi palazzi e monumenti.

Le lotte interne[modifica | modifica sorgente]

La fortezza Albornoz

Ma paradossalmente questa epoca vide anche il nascere di furibonde lotte interne nella città. Due famiglie patrizie, la guelfa Monaldeschi e la ghibellina Filippeschi, straziarono la città con cruenti battaglie che, insieme alle successive lotte religiose tra i Malcorini, filoimperiali, ed i Muffatti, papalini, indebolirono il potere comunale favorendo, nel 1354, la conquista da parte del cardinale Egidio Albornoz. In questo lasso di tempo altri avvenimenti, degni di nota, si erano registrati ad Orvieto:Papa Innocenzo III, dai pulpiti della chiesa di Sant'Andrea, aveva proclamato la IV crociata; nel 1281, nella stessa chiesa, alla presenza di Carlo I d'Angiò, veniva elevato al pontificato Papa Martino IV e, nel 1297, nella chiesa di San Francesco, avveniva la canonizzazione di Luigi IX di Francia, presente papa Bonifacio VIII. Dopo il cardinale Albornoz, Orvieto venne assoggettata a varie signorie: Rinaldo Orsini, Biordo Michelotti, Giovanni Tomacello e Braccio Fortebraccio per ritornare poi, nel 1450, definitivamente a far parte dello Stato della Chiesa, divenendone una delle province più importanti e costituendo l'alternativa a Roma per molti pontefici, vescovi e cardinali che vi venivano a soggiornare. I secoli XVII e XVIII furono periodi di tranquillità per la città. Sotto l'Impero Napoleonico assurse a cantone e più tardi, nel 1831, sotto la Chiesa, venne elevata a delegazione apostolica. Nel 1860, liberata dai Cacciatori del Tevere, fu annessa al Regno d'Italia.

Nella seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale la città e il territorio di Orvieto assunsero una notevole importanza strategica; dopo l'occupazione dell'Italia i tedeschi utilizzarono i campi di aviazione presenti nell'area; mentre nella fase della campagna d'Italia successiva alla liberazione di Roma, il 5 giugno 1944, il feldmaresciallo Albert Kesselring fece ripiegare le sue forze sulla linea Albert che collegava la zona del lago Trasimeno con Orvieto[2]. Le truppe tedesche dell 29. Panzergrenadier-Division difesero tenacenente le vie di accesso alla città fino al 14 giugno quando evacuarono Orvieto e ripiegarono verso Siena[3][4]. La città venne liberata da reparti britannici della 78ª Divisione di fanteria mentre nell'area furono anche impiegate forze meccanizzate sudafricane della 6ª Divisione corazzata.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

In base ad un decreto del 1928, lo stemma del Comune di Orvieto è costituito da uno scudo ripartito in quattro sormontato da una corona. Nelle quattro ripartizioni sono rappresentati quattro simboli: la Croce, l'Aquila, il Leone e l'Oca[5].

La croce rossa in campo bianco simboleggia la fedeltà del Comune alla fazione dei Guelfi e fu riconosciuto al Comune di Orvieto dal papa Adriano IV nel 1157.

L'aquila nera con una corona d'oro in campo rosso fa riferimento alla dominazione dei Romani. Il lambello d'oro con cinque pendenti fu posto al collo dell'aquila quando Carlo d'Angiò concesse ad Orvieto il titolo di “città”, dopo essere stato incoronato nella cattedrale di Orvieto re del Regno di Sicilia da parte del papa Clemente IV. Il lambello richiama quello rosso della casa d'Angiò.

Il leone in campo rosso tiene una spada d'argento con la zampa destra e le chiavi di San Pietro con la sinistra. Esso richiama il leone fiorentino, a ricordo della storica alleanza fra le due città. Le chiavi, con il motto fortis et fidelis, sono una concessione del papa Adriano IV come riconoscimento della lunga fedeltà di Orvieto al papato.

L'oca, con una zampa sollevata sopra un sasso, rimanda alle leggendarie oche del Campidoglio che, con il loro schiamazzo, salvarono Roma dall'attacco dei nemici.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Particolare della facciata del Duomo

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT[8] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.828 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

È sede della Fondazione per il Centro Studi "Città di Orvieto" - Università, Ricerca, Alta Formazione[9].

Musei[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il corteo storico durante la processione del Corpus Domini.
Particolare del corteo storico: tre cavalieri, tra cui il Cavaliere dei Conti di Marsciano (al centro).
  • Festa della Palombella (la colomba che simboleggia lo Spirito Santo), che si tiene ogni anno in occasione della Pentecoste, istituita nel XVI secolo dai Monaldeschi. La celebrazione originale prevedeva che una colomba bianca venisse legata ad uno stemma, nella posizione dello Spirito Santo. Lo stemma scorre su un cavo che attraversa Piazza del Duomo e termina su una macchina in legno addobbata con botti e mortaretti, che si accendono all'arrivo della palombella. Dalla fluidità del movimento e da altri fattori si traggono auspici per l'anno agricolo successivo. La festa è contestata da tempo dagli animalisti, che chiedono la sostituzione della palombella viva con un simulacro. In seguito alle proteste, dal 2005, la palombella non è più legata allo stemma, ma viene alloggiata in un tubo di plastica trasparente che scorre lungo il cavo.
  • Domenica successiva alla Pentecoste: Palio dell'oca che si svolge sulla piazza del Popolo, con pista in terra battuta e vede la disputa fra i vari cavalieri delle due antiche contrade (Pistrella e Cava) con gare di abilità a cavallo.
  • Processione del Corpus Domini: una processione (la prima fu nel 1337), accompagnata da un corteo storico con 400 figuranti, evoca il Miracolo di Bolsena
  • Presepe nel Pozzo: presepio sotterraneo con personaggi animati a grandezza naturale.
  • Umbria Jazz winter: tra la fine di dicembre e l'inizio di gennaio, si svolge un festival internazionale di musica jazz.
Stand presenti all'Orvieto Comics
  • Cronoscalata trofeo città di Orvieto "La Castellana" prova di velocità automobilistica in salita, valida solo per le vetture moderne, organizzata annualmente in aprile con partenza dalla frazione di Ciconia e arrivo a Colonnetta di Prodo (percorso di 6.100 metri).
  • Agosto: mostra dei vini e dei prodotti artigianali
  • Orvieto fa parte del circuito delle Città slow[1]
  • Orvieto Comics,rassegna dedicata al fumetto,ospitata nel Palazzo dei Sette e nel Palazzo del Popolo.[2]
  • Orvieto Cantine Aperte, rassegna dedita alla degustazione dei vini locali direttamente in loco dai produttori, solitamente nel periodo estivo o fine primavera [10]
    • " Orvieto in fiore" iniziata nel Maggio 2013. I balconi Orvietani e le principali piazze, vengono abellite con fiori che ricordano i quartieri del comune

Persone legate ad Orvieto[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Bagni, Bardano, Baschi Scalo, Benano, Biagio, Botto, Buon Viaggio, Canale, Canonica, Capretta, Ciconia, Colonnetta di Prodo, Corbara, Fossatello, Morrano, Mossa del Palio, Orvieto Scalo, Osa, Osarella, Osteria Nuova, Padella, Pian del Vantaggio, Ponte del Sole, Prodo, Rocca Ripesena, San Bartolomeo, San Faustino, Sferracavallo, Stazione di Castiglione in Teverina, Villanova, Sugano, Titignano, Tordimonte, Torre San Severo.

Osarella[modifica | modifica sorgente]

Osarella è una frazione del comune di Orvieto (TR).

Osarella si trova sulla traversa della Strada statale 79 bis Orvietana che si dirama nei pressi dell'ospedale civile di Ciconia e termina nei pressi delle frazioni San Giorgio e Capretta. Osarella fa parte del consiglio di zona 11 "Corbara-Fossatello-Osarella". Osarella pare essere un diminutivo di Osa, altra frazione di Orvieto sita nei pressi di Prodo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Orvieto è servita da importanti collegamenti nazionali sia stradali che ferroviari: la valle del Paglia è attraversata dall'autostrada A1 Milano-Napoli e dalle due linee ferroviarie (linea lenta e direttissima) che collegano Firenze con Roma. Inoltre diverse strade statali (la maggior parte di esse è classificata dal 2001 come strada regionale) collegano la città con il resto della regione e con importanti centri della Toscana e del Lazio.

Autostrade[modifica | modifica sorgente]

Il casello autostradale di Orvieto è una delle tre uscite dell'autostrada A1 nel territorio della regione Umbria. Si trova al chilometro 451, a circa 150 km dal casello di Firenze sud e 80 km dalla diramazione per Roma nord. Il casello si trova nella frazione di Orvieto Scalo sulla strada statale SS 205 a pochi chilometri dal centro cittadino.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Orvieto è attraversata da alcune ex strade statali.

La ex Strada statale 71 Umbro Casentinese Romagnola (SS 71) collega verso sud, l'alto viterbese, il Lago di Bolsena e Viterbo, attraverso la Via Cassia, e verso nord, il Lago Trasimeno, la Val di Chiana, il Casentino e le città di Cortona, Arezzo, Cesena e Ravenna. La strada riveste attualmente un'importanza rilevante solo per i collegamenti con Viterbo, l'alto Orvietano e come strada turistica.

La ex strada statale 79 bis Orvietana (SS 79 bis), è un'arteria che collega Orvieto con Todi attraverso la dorsale del Monte Peglia - Monte Piatto. Ha origine nella frazione di Orvieto Scalo diramandosi dalla ex SS 71 e attraversa le frazioni di Capretta, Colonnetta di Prodo e Prodo, per arrivare infine a Todi, confluendo nella strada statale 3 bis Tiberina (più nota con il nome di E45) dopo poco meno di 50 km.

La strada statale 205 Amerina (SS 205) collega Orvieto con Amelia, Narni e il bacino di Terni ma ha perso la sua importanza per via dei più rapidi collegamenti autostradali. La strada diventa infatti regionale dopo appena 6,3 km, punto in cui si dirama la strada statale 448 di Baschi (SS 448), che a sua volta termina a Todi nella E45. Quest'ultimo itinerario è di grande rilevanza strategica essendo la via di comunicazione più agevole e importante verso i centri dell'Umbria orientale e Perugia. Con quest'ultimo centro, prima della costruzione negli anni ottanta del tratto umbro della E45, l'unica via di comunicazione stradale esistente era rappresentata dalla ex strada statale 317 Marscianese, un'antica strada di collegamento attualmente in uso per il solo traffico locale, che ha origine dalla SS 79 bis presso la località Colonnetta di Prodo.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Orvieto.

Il territorio del comune di Orvieto è attraversato dalla Ferrovia Firenze-Roma (linea lenta), che serve la stazione di Orvieto, e dalla Direttissima che attraversa in sopraelevata l'abitato di Orvieto Scalo affiancando l'autostrada A1. La stazione, distante 189 km da Firenze Santa Maria Novella e 125 km da Roma Termini, è collegata alla linea direttissima dalle due interconnessioni Orvieto Nord e Orvieto Sud, permettendo la fermata anche di treni a lunga percorrenza ed è collegata al centro della città con la Funicolare di Orvieto. Il rapido collegamento con la Capitale (un'ora e mezza con i treni regionali e un'ora con gli interCity) ha innescato un intenso fenomeno di pendolarismo di studenti e lavoratori.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

I trasporti urbani e interurbani di Orvieto vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da Umbria Mobilità.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
13 giugno 1999 16 giugno 2004 Stefano Cimicchi Centrosinistra e Lista civica Sindaco [11]
17 giugno 2004 21 giugno 2009 Stefano Mocio Centrosinistra Sindaco [12]
22 giugno 2009 7 giugno 2014 Toni Còncina Lista civica e PDL Sindaco [13]
8 giugno 2014 in carica Giuseppe Germani PD Sindaco [14]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Orvieto è gemellata con le città di:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 11

La principale squadra di calcio cittadina è l'Orvietana, fondata nel 1913, il cui miglior risultato sportivo è tuttora la partecipazione al campionato di serie C 1947-48. Milita nella stagione 2001/2002 in Serie D e, nel 2004-05 raggiunse e vinse i play-off, ma non fu ripescata in C2.

Calcio a 5

Nel calcio a 5 figura la Coar Orvieto, squadra dilettantistica fondata nel 1990 come dopolavoro dei dipendenti della concessionaria Alfa Romeo di Orvieto. Affiliata alla FIGC dal 1994, nella stagione 2008-2009 di Serie B la Coar Orvieto ottenne la promozione in Serie A2, ma vi rimase soltanto un anno. Dalla stagione successiva la squadra milita in serie C[15].

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

La squadra di pallavolo maschile, Libertas Pallavolo Orvieto, ha vinto i play-off di C regionale nella stagione 2009/2010 ottenendo la promozione in B2 con conseguente iscrizione al girone D del campionato. Raggiunta la salvezza dopo la prima esperienza, la squadra chiude la successiva stagione con l'ottavo posto in graduatoria frutto di 10 vittorie in 24 incontri; da annoverare, inoltre, il raggiungimento della final four di Coppa Italia di categoria nello stesso anno. Nell'attuale stagione, milita nel girone E tosco-umbro-marchigiano.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Orvieto è stata 6 volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2012.
  2. ^ A. Kesselring, Soldato fino all'ultimo giorno, pp. 247-248.
  3. ^ F. Götte/H. Peiler, Die 29. Falke-Division, pp. 120-121.
  4. ^ E. Morris, La guerra inutile, p. 401.
  5. ^ Stemma del Comune di Orvieto, www.comuni-italiani.it. URL consultato il 13 agosto 2008.
  6. ^ Sotterranei della chiesa di S. Andrea e Bartolomeo
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Statistiche demografiche ISTAT
  9. ^ www.uniorvieto.eu
  10. ^ Cantine Aperte 2013, in Umbria 52 realtà dislocate in tutto il territorio: la mappa e il programma | Umbria24.it
  11. ^ Franco Calistri, Laura Arcamone, Serenella Mancini, Elezioni amministrative, regionali, europee, politiche (PDF), Consiglio regionale della Regione Umbria, novembre 2004, p. 26. URL consultato il 10 giugno 2014.
  12. ^ Comunali del 12 giugno 2004 - Comune di Orvieto in Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 26 giugno 2011.
  13. ^ Comunali del 7 giugno 2009 - Comune di Orvieto in Archivio storico delle elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 giugno 2011.
  14. ^ Comunali del 25 maggio - ballottaggio - Comune di Orvieto in Elezioni 2014, Ministero dell'Interno. URL consultato il 10 giugno 2014.
  15. ^ Coar Orvieto, la storia in Sito ufficiale della Coar Orvieto. URL consultato il 18 agosto 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]