Mercenario

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Profilo di capitano antico, conosciuto anche come Il Condottiero, di Leonardo da Vinci, 1480. Il condottiero, nell'Italia tardo medievale e rinascimentale, era il capo delle truppe mercenarie

Il termine mercenario indica una persona che compie determinate azioni dietro corresponsione di un compenso per conto di un'altra persona o anche di ente un (pubblico o privato), secondo un contratto prestabilito ed accettato contestualmente.

Viene spesso usato, in ambito militare e/o bellico, per individuare combattenti prezzolati; in tal senso, egli è infatti un combattente estraneo alle parti in conflitto (tipicamente durante una guerra) e appositamente reclutato, nel luogo del conflitto o altrove, per prendere parte alle ostilità e trae un vantaggio economico personale.
Tuttavia in tale ambito i doveri di costoro sono stabiliti con libero contratto verso il committente, al contrario di un soldato facente parte di forze armate regolari, che risponde esclusivamente allo Stato di appartenenza. Inoltre, essendo il mercenario un soggetto privato, non possiede lo status di militare ed i relativi doveri, poteri e diritti giuridici che contraddistinguono invece il personale effettivo e di carriera in servizio presso le forze armate statali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

L'utilizzo di truppe mercenarie fu molto in uso già in età antica, ad esempio presso i popoli delle civiltà orientali antiche. Già nell'antico Egitto il faraone Ramesse II si servì di mercenari shardana provenienti dalla Sardegna per combattere i suoi nemici Hittiti nel XIII secolo. "Soldati" che prestano i loro servizi per mercede vennero indicati dai greci con nomi diversi (misthophóroi, misthōtoì, epíkouroi ecc.), presso i romani come mercenarii, peregrini milites.

Presso i greci apparvero per la prima volta quando, sulla fine dell'VIII secolo a.C., tiranni come Pisistrato e Policrate, per affermare il loro potere, si appoggiarono ad armi prezzolate. Di mercenari si servirono i re di Lidia; Milziade si impadronì del Chersoneso Tracico con l'aiuto di 500 mercenari.
Scomparsi con la caduta delle tirannidi, furono di nuovo largamente impiegati al tempo della guerra del Peloponneso. Grandiosa formazione di un esercito mercenario fu in quell'epoca, come tramandatoci nell'Anabasi di Senofonte, l'arruolamento dei diecimila greci che, partiti sotto il comando di Ciro il Giovane, si resero famosi per l'epica ritirata sotto la guida di Senofonte (401 a.C.). I superstiti, arruolati nell'esercito spartano sotto il comando del re di Sparta Agesilao II, passarono a combattere nell'Asia Minore contro il re di Persia. Da allora le milizie mercenarie entrarono normalmente nella costituzione degli eserciti greci, e si ebbero persino generali mercenari, come Ificrate, Cabria, Timoteo, Carete, i quali, detti egualmente strateghi, come quelli degli eserciti stabili, inviavano i loro capitani (lochagoí) a raccogliere gente in compagnie di 100 uomini ognuna (lóchoi).L'avvento dei mercenari cambiò notevolmente gli eserciti greci. Le armate delle città stato erano costituite da normali cittadini della polis che venivano richiamati in base alla necessità, quindi con un addestramento militare quasi nullo (l'unica eccezione è la città di Sparta). Questo si rifletteva sul campo di battaglia, dove era impossibile applicare una minima componente tattica. Coi mercenari, uomini che esercitavano la guerra come professione, la capacità bellica degli eserciti greci migliorò notevolemente.

Tali mercenari non militarono soltanto in Grecia: già fin dall'VIII-VII secolo a.C. s'erano posti al servizio della Lidia e della dinastia saitica d'Egitto. Più tardi furono numerosi anche nell'esercito persiano: nella battaglia del Granico, Alessandro Magno ne ebbe di fronte 20.000, in quella di Isso 30.000. Nell’età dei diadochi gli eserciti furono formati essenzialmente da mercenari, i quali passavano facilmente dall’uno all'altro campo. I tiranni di Sicilia ebbero truppe mercenarie; se ne trovano al principio del IV secolo a.C. al soldo di Dionisio I. Di solito, per l'arruolamento, gli stati interessati mandavano incettatori i quali, ottenuta licenza dalle autorità locali, percorrevano i diversi paesi offrendo il soldo e promettendo bottino. Cartagine faceva largo uso di mercenari, e preferiva usare le sue ingenti ricchezze per pagarli piuttosto che rischiare in guerra la sua popolazione cittadina. Sulla scia di quanto accadde in Oriente, dal 264 a.C. al 146 a.C. Cartagine impiegò mercenari di ogni sorta, armamento e provenienza: celti, numidi, balearici, nuragici, siculi, liguri, etruschi, greci, corsi e iberici combatterono nelle tre guerre puniche contro Roma.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitano di ventura, Compagnia di ventura, Lanzichenecco e Soldato di ventura.
« se uno [principe] tiene lo stato suo fondato in sulle armi mercenarie, non starà mai fermo né sicuro; perché le sono disunite, ambiziose, senza disciplina, infedele. »
(Machiavelli, Il Principe)

L'utilizzo di mercenari fu molto comune durante il medioevo Ad esempio durante il medioevo le milizie mercenarie per antonomasia furono le cosiddette compagnie di ventura, costituite da soldati di ventura.

Presso la corte bizantina furono, già dall'Alto Medioevo, reclutati come mercenari guerrieri di origine scandinava (vichinghi), noti come Guardie Variaghe, che andavano a formare la guardia scelta dell'Imperatore d'Oriente.

Furono poi i cavalieri normanni della famiglia Drengot a proporsi inizialmente al soldo dei principi longobardi (contro le incursioni saracene a Napoli e Salerno) e poi degli insorti baresi nelle lotte antibizantine. Truppe mercenarie furono utilizzate nella battaglia di Campaldino nel 1260 a fianco dell'esercito fiorentino; ne fece uso anche il comune di Siena, stipulando contratti tra il 1327 e il 1351 con un condottiero ante litteram come Guidoriccio da Fogliano che si pose anche al soldo degli Scaligeri. Tali truppe vennero più volte usate in Europa, erano riunite in compagnie di ventura e guidate da un capitano di ventura, che stipulava veri e propri contratti con i signori e i regnanti interessati. Ebbero vasto impiego in Europa dal XIV secolo alla prima metà del XVII secolo.

Anche gli stati medievali usavano questo genere di truppe, tanto che Niccolò Machiavelli ne denuncia la pericolosità nei suoi scritti (arrivando almeno secondo dato che già Polibio ne sconsigliava l'uso se non in quantità minime). I lanzichenecchi sono state le truppe mercenarie che compirono il Sacco di Roma nel 1527. Altre milizie di fanteria mercenaria molto note e apprezzate erano le falangi di mercenari svizzeri.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Compagnia militare privata.

Nel corso del XX secolo si è fatto uso di mercenari in diversi conflitti, specialmente nelle innumerevoli guerre dei paesi del Terzo Mondo. Un caso su tutti la guerra di indipendenza della Repubblica Democratica del Congo.

In età contemporanea i servizi riconducibili ad attività mercenaria sono generalmente svolti da compagnie militari private spesso generalmente definite come contractors, ossia delle imprese che forniscono anche consulenze e servizi specialistici, anche se in molti paesi del mondo questa attività è espressamente vietata e sanzionata dalla legge, tuttavia oggi spesso il più generico anglicismo contractor per definire questi soggetti.
Tale eufemismo in realtà indica, in generale, qualsiasi persona che sia impegnata allo svolgimento di un particolare compito definito in base ad un contratto o simile, con qualsiasi profilo professionale ed in qualsiasi ambito lavorativo (come il termine mercenario indicava in passato).

Il fenomeno ha cominciato ad avere una certa rilevanza a partire dagli anni '90 del XX secolo; tali soggetti sono stati spessi impiegati ad esempio nella guerra in Bosnia ed Erzegovina e nella crisi di Timor Est del 1999 e durante la guerra del Kosovo.[senza fonte] Dal 1994 al 2002 Il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti ha stipulato più di 3000 contratti con delle cosiddette compagnie militari private statunitensi, per un giro d’affari da 100 miliardi di euro l’anno, con 15.000 uomini impiegati in missione che guadagnano fino a mille euro al giorno.[1]

Ma a partire dagli anni 2000 si è avuto un ulteriore incremento, ad esempio durante la guerra d'Iraq nel 2003 ed anche negli anni a seguire, a causa del loro coinvolgimento nei combattimenti e negli interrogatori della prigione di Abu Ghraib divenuta famosa per le denunce dei casi di tortura. Durante il conflitto i mercenari in Iraq rappresentarono la seconda forza in campo subito dopo gli Stati Uniti d'America e prima della Gran Bretagna.[2] Utilizzo di truppe mercenarie è stato segnalato nel 2011, anche durante la guerra civile in Libia e nella guerra civile siriana.[senza fonte]

La figura secondo il diritto contemporaneo[modifica | modifica sorgente]

Nel diritto internazionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Convenzioni di Ginevra, Diritto bellico, Diritto internazionale e Industria della difesa.

Nel diritto moderno non esiste una definizione di mercenario comunemente accettata. Infatti la distinzione tra un mercenario e un volontario di guerra straniero è spesso molto sottile perché la reale motivazione che spinge a combattere in un esercito straniero è incerta. Viene inoltre utilizzata la locuzione industria della difesa per indicare il complesso di enti privati e di operatori civili che generalmente non hanno ruolo e funzioni di combattimento diretto.

Il protocollo addizionale 8 giugno 1977 (APGC77) alle Convenzioni di Ginevra relativo alla protezione delle vittime nei conflitti armati internazionali, ratificato da 167 Stati, prevede la definizione più ampiamente accettata di un mercenario, e afferma:

« 1. Un mercenario non ha diritto di essere un combattente o prigioniero di guerra.

2. Un mercenario è una persona che:

a) espressamente reclutata nel paese o all'estero per combattere in un conflitto armato;

b) di fatto prende parte diretta alle ostilità;

c) che partecipa alle ostilità essenzialmente in vista di ottenere un vantaggio personale ed alla quale è stata effettivamente promessa, da una parte al conflitto o a nome di quest'ultima, una remunerazione materiale nettamente superiore a quella promessa o pagata a combattenti aventi rango e funzioni analoghe nelle forze armate di detta parte;

d) che non è cittadina di una parte al conflitto, né residente del territorio controllato da una parte al conflitto;

e) che non è membro delle forze armate di una parte al conflitto;

f) che non è stata inviata da uno stato diverso da una parte al conflitto, in missione ufficiale come membro delle forze armate di tale Stato. »

Tutti i criteri (a - f), devono essere rispettati, secondo la Convenzione di Ginevra, affinché un combattente possa essere descritto come un mercenario.

Le Nazioni Unite hanno portato alla stipula, ai sensi della la risoluzione 44/34, la convenzione del 4 dicembre 1989 contro il reclutamento, l'uso, il finanziamento e addestramento di mercenari, stiupulata a New York, tranne però alcuni paesi (gli USA non firmarono l'atto).
È entrata in vigore il 20 ottobre 2001 ed è generalmente conosciuta come United Nations Mercenary Convention. L'articolo 1 contiene la definizione di un mercenario. L'articolo 1.1 di questa convenzione è simile all'articolo 47 del I Protocollo, tuttavia l'articolo 1.2 amplia la definizione per includere uno straniero reclutato:

« Per rovesciare un Governo o comunque minare l'ordine costituzionale di uno Stato, o pregiudicare l'integrità territoriale di uno Stato. »

e ancora:

« è motivato a farne parte essenzialmente dal desiderio di guadagno significativo privato ed è spinto dalla promessa o il pagamento di un indennizzo materiale. »

Ai sensi dell'articolo 1.2 quindi una persona non deve prendere parte direttamente alle ostilità in un colpo di stato pianificato per essere un mercenario.

Nelle legislazioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

A livello nazionale invece molti stati hanno una legislazione particolare per questo genere di attività, ad esempio:

Mercenari famosi[modifica | modifica sorgente]

Maggiore Burnham, disegnato da Baden-Powell, Rhodesia, 1896.

Nel XX secolo alcuni mercenari sono stati molto conosciuti, soprattutto la generazione dei "mercenari bianchi", impiegati negli anni sessanta e settanta nelle guerre civili africane dalle potenze post-coloniali o dai governi locali:

  • Mike Hoare, "Mad Mike", cittadino britannico di origine irlandese, coinvolto sia nella crisi del Congo negli anni sessanta, dove formò il "5° Commando", che nel fallito colpo di stato nelle Seychelles nel 1978.
  • Siegfried Müller, "Kongo Müller", tedesco, ex ufficiale della Wehrmacht e veterano del fronte, reclutato come luogotenente nella crisi del Congo del '64, guidò il "52° Commando", una sub-unità del "5° Commando" di Mike Hoare.
  • John Peters, britannico, si unì a "Mad Mike" Hoare nella guerra mercenaria congolese del 1964 diventando il suo vice-comandante e avvicendandosi alla guida del reparto nel 1965.
  • Bob Denard, francese, coinvolto in numerosi conflitti in Africa, talvolta con la copertura o il supporto della Francia, per conto della quale ha partecipato ad alcune azioni anche sulle isole Comore. In Congo guidò il "6° Commando" dopo il Colonnello Lamouline dal '65 al '67.
  • Daniele Zanata, alias Daniel Van Horne, alias Daniel Wydman, esperto di antiterrorismo coinvolto in numerosi conflitti in Africa (Angola, Sierra Leone, Isole Comore), Balcani (Serbia), ex Repubbliche sovietiche (Cecenia).
  • Simon Mann, più volte coinvolto in Angola e Sierra Leone. Arrestato in Zimbabwe nel 2004 per essere coinvolto nel tentato colpo di stato in Guinea che ha portato all'arresto di Mark Thatcher nel 2006.
  • Jean Schramme,"Black Jack", belga, implicato nella guerra civile congolese degli anni sessanta e nel tentativo di golpe di Moise Ciombe, guidò le azioni del "10° Commando".
  • Roger Faulques, pluridecorato ufficiale di carriera francese, inviato nel Katanga durante la secessione, ebbe sotto il suo comando Bob Denard, condusse l'operazione francese nello Yemen e fu impiegato sempre per conto della Francia nella guerra civile nigeriana.[senza fonte]
  • Rolf Steiner, tedesco, servì sotto il comando francese di Roger Faulques in Nigeria, poi formato un suo reparto, combatté nel Sudan meridionale e Biafra.
  • Maggiore Frederick Russell Burnham (1861- 1947), tra i fondatori dei boy scouts americani, la sua poliedrica figura è romanzesca fu la base per Allan Quatermain.[3]
  • Carl Gustaf von Rosen, svedese, aviatore pioniero, mercenario e collaboratore della Croce Rossa. Prese parte ad azioni umanitarie e belliche nella guerra d'Etiopia, nella Guerra d'Inverno, nella seconda Guerra Mondiale, nel conflitto del Biafra e nella Guerra di Ogaden.

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

  • Frederick Forsyth, I mastini della guerra (The dogs of war), 1974
  • Girolamo Simonetti, Il bottino del mercenario, Ciarrapico ed., 1987
  • Ippolito Edmondo Ferrario, Mercenari. Gli Italiani in Congo 1960, Mursia, 2009
  • Gabriella Pagliani con la collaborazione di Aldo Pigoli, Il mestiere della guerra, FrancoAngeli s.r.l., 2004

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • The A-Team, serie televisiva

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Fumetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mercenari S.p.A, di Vignarca Francesco, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli (collana Futuropassato), August 2004.
  • La Storia di Kurt, Anonimo, Mentecritica, October 2009.
  • Contractor, Giampiero Spinelli Mursia Editore 2009 ISBN 978-88-425-4390-9
  • Anthony Mockler, Storia dei mercenari. Da Senofonte all'Iraq, Odoya, ISBN 9788862881531.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]