Prigioniero di guerra

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Un prigioniero di guerra è un individuo, tipicamente un militare o ad esso assimilato, che viene catturato dalle forze armate belligerante avversario in regolare azione di combattimento durante una guerra.

In contesto anglosassone un prigioniero di guerra è indicato con la sigla POW, acronimo dell'inglese prisoner of war.

Disciplina normativa .[modifica | modifica sorgente]

Le attuali convenzioni di Ginevra estendono la definizione di militare o omologato tale a qualsiasi elemento in armi, mentre versioni precedenti obbligavano all'impiego di chiari e visibili distintivi o altri elementi di riconoscimento da portare a distanza.

Questa è una delle motivazioni per cui in vari casi i belligeranti non hanno riconosciuto lo status di prigionieri di guerra, bensì di spie o sabotatori, a elementi catturati senza le specifiche indicate.

Le convenzioni che hanno regolato e tuttora regolano la materia, pur con modifiche occorse negli anni, concedono al prigioniero di guerra alcuni diritti fondamentali, come quello all'alimentazione, alle cure sanitarie, e alla fuga. Il prigioniero di guerra, infatti, ha diritto di tentare la fuga e di impegnare quante più forze possibile del nemico per la sua cattura.

Gli ufficiali sono esentati dal lavoro manuale, se non previa loro esplicita richiesta, mentre soldati e graduati di truppa possono essere obbligati al lavoro manuale forzato.

Lo status giuridico[modifica | modifica sorgente]

Lo status di "prigioniero di guerra" va poi differenziato da quello di "civile internato", che riguarda il caso di civili appartenenti a nazione ostile che si trovano all'interno del territorio del belligerante allo scoppio delle ostilità.

Alla fine della seconda guerra mondiale le potenze Alleate definirono milioni di prigionieri tedeschi come Forze nemiche disarmate (Disarmed Enemy Forces, per gli Stati Uniti d'America, e Surrendered Enemy Personnel, per gli inglesi) proprio per aggirare gli impegni previsti dalla Convenzione di Ginevra. [1]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Medioevo e Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Guerre napoleoniche[modifica | modifica sorgente]

Guerra di secessione[modifica | modifica sorgente]

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Guerra di Corea[modifica | modifica sorgente]

Guerra del Vietnam[modifica | modifica sorgente]

Guerra del Golfo[modifica | modifica sorgente]

Guerre jugoslave[modifica | modifica sorgente]

Guerra in Afghanistan[modifica | modifica sorgente]

Guerra d'Iraq[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Stephen Ambrose, Gunter Bischoff, Introduction, in: Louisiana State University Press, 1992;
  • Gunter Bischoff, Bacque and Historial Evidence, in: Eisenhower and the German POWs, Lousiana State University Press, 1992;
  • Marco Soggetto, Braccati. Prigionieri di guerra alleati in Piemonte e Valle d'Aosta, Aviani & Aviani Editori, Udine 2013.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stephen Ambrose, Gunter Bischoff, Introduction, in: Louisiana State University Press, 1992.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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