Teatro europeo della seconda guerra mondiale

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Animazione del teatro europeo della seconda guerra mondiale

Il teatro europeo fu un'area di intensi combattimenti in Europa durante la seconda guerra mondiale dal 1º settembre 1939 all'8 maggio 1945. Le forze alleate combatterono contro le potenze dell'Asse in tre teatri di guerra: il Fronte orientale, il Fronte occidentale e il Teatro del Mediterraneo.

Eventi antecedenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Eventi precedenti la seconda guerra mondiale in Europa.
L'appendice segreta del trattato Molotov-Ribbentrop che sanciva le relative sfere di influenza

Dopo la sconfitta della Germania nella prima guerra mondiale, il trattato di Versailles stabilì delle condizioni punitive per la nazione, tra cui consistenti riparazioni di guerra, perdita di territorio (in parte solo temporanea) e altre clausole. Mentre la Germania finì per pagare solo una piccola parte delle riparazioni di guerra, molti tedeschi furono scontenti del collasso economico post-bellico e dell'iperinflazione causati dalle condizioni del trattato. Questi risentimenti contribuirono ad accrescere l'instabilità politica che permise al Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler di giungere al potere con la nomina di Hitler alla Cancelleria della Germania.

Nel frattempo, in Italia nel 1923, dopo la Marcia su Roma, saliva al potere Benito Mussolini, che trasformò il paese in uno stato fascista. Entrambi i leader, con i relativi partiti, possedevano un forte senso del nazionalismo e guidarono le due nazioni con un regime totalitario e di repressione politica.

Dopo che Hitler fece uscire la Germania dalla Società delle Nazioni, formò con Mussolini l'asse Roma-Berlino, stipulando il trattato noto come Patto d'Acciaio. In seguito si unì anche il Giappone. Il Giappone e la Germania avevano già firmato il Patto anticomintern nel 1939. Altri piccoli poteri si unirono all'asse in seguito. Ma la Germania firmò anche il patto Molotov-Ribbentrop, un trattato di alleanza russo-tedesco incentrato sulla reciproca fornitura di beni e servizi, dalle materie prime ai prodotti finiti ad alta tecnologia e prevalentemente di uso bellico; il trattato conteneva anche un protocollo segreto, col quale i due paesi preparavano la spartizione della Polonia e l'occupazione delle repubbliche baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania, da parte dei sovietici.

Scoppio della guerra in Europa[modifica | modifica wikitesto]

In Europa la guerra su grande scala iniziò il 1º settembre 1939, quando la Germania utilizzò la nuova tattica, denominata Blitzkrieg, per invadere la Polonia, verso la quale la Francia e l'Inghilterra avevano fornito garanzie di protezione. Il 3 settembre 1939 la Francia e l'Inghilterra dichiararono guerra alla Germania e le truppe inglesi vennero inviate in Francia. Tuttavia né gli inglesi né i francesi fornirono assistenza significativa alla Polonia durante l'intera invasione e il confine Franco-Tedesco rimase calmo, ad eccezione dell'offensiva Saar.

Il 17 settembre l'Unione Sovietica invase la Polonia da est e dopo poche ore il governo polacco lasciò il paese per rifugiarsi in Romania. La Polonia cadde in 5 settimane, dopo la resa il 5 ottobre degli ultimi soldati dopo la battaglia di Kock. Alla fine della campagna di settembre in Polonia, Hitler inviò un'offerta di pace alla Francia e all'Inghilterra, alla luce della nuova situazione dell'Europa orientale. Il 12 ottobre ricevette una risposta negativa dall'Inghilterra.

Il governo polacco in esilio tuttavia continuò a comandare una rete di resistenza, contribuendo alla sconfitta finale del Terzo Reich.

Nonostante la veloce campagna ad oriente, la frontiera Franco-tedesca era relativamente tranquilla. Questo periodo di stallo tra le due potenze, chiamato la strana guerra, durò fino al 10 maggio 1940.

Ascesa del dominio nazista nell'Europa del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna di Norvegia e Guerra d'inverno.

Altre nazioni tuttavia erano state trascinate nel conflitto. Il 28 settembre 1939 ai tre Stati baltici compresero di non avere scelta se non quella di permettere l'ingresso delle truppe sovietiche all'interno del proprio territorio. L'occupazione degli stati Baltici da parte dell'Unione Sovietica avvenne a giugno 1940 e la loro annessione ad agosto dello stesso anno.

I sovietici offrirono un trattato simile alla Finlandia, ma quest'ultima rifiutò e venne invasa il 30 novembre. Questi eventi diedero inizio alla guerra d'inverno. Dopo più di 3 mesi di duri combattimenti e ingenti perdite, i sovietici portarono le difese finniche sull'orlo del crollo ed il maresciallo Mannerheim come capo del governo finnico chiese la pace. Nel Trattato di pace di Mosca, il 12 marzo 1940 la Finlandia cedette il 10% del suo territorio. I finlandesi furono amareggiati per aver perso più territorio in un trattato di pace rispetto ad un tempo di guerra.

Il 9 aprile 1940 la Germania iniziò l'Operazione Weserübung con l'obiettivo di assediare ed occupare la Danimarca e la Norvegia. Fu una manovra preventiva contro l'eventuale occupazione franco-inglese di queste nazioni, che avrebbe consentito il controllo delle esportazioni dalle miniere di ferro svedesi. Dopo il fallimento della campagna inglese in Norvegia, la Finlandia e la Svezia si trovarono tagliate fuori dal mondo occidentale. Di conseguenza la Germania iniziò a far pressione sulla Svezia (neutrale) per permettere il passaggio delle merci militari e le truppe. La vicina presenza della Germania alla Finlandia e alle sue miniere di Nickel fu percepita dai finlandesi come un miglioramento della situazione strategica.

La guerra giunge in occidente[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fronte occidentale (1939-1945), Campagna di Francia e Battaglia d'Inghilterra.

Il 10 maggio terminò la strana guerra con una veloce invasione tedesca del Belgio, dell'Olanda e del Lussemburgo, che aggirò le fortificazioni francesi lungo la linea Maginot. Dopo la conquista di queste nazioni il Terzo Reich aggredì direttamente la Francia, entrando nel territorio francese il 13 maggio attraverso le Ardenne, che erano state lasciate totalmente prive di difese poiché erano ritenute impraticabili dai carri armati. Le forze alleate erano situate principalmente nelle Fiandre, prevedendo che i nemici avrebbero utilizzato nuovamente il Piano Schlieffen come nella prima guerra mondiale e furono tagliati fuori. Questa strategia, e il superiore sistema di comunicazione tedesco, rese la campagna di Francia più breve di quella che gli Alleati pensassero. La durata fu di 6 settimane, compreso il bombardamento di Parigi da parte della Luftwaffe il 3 giugno, dopo il quale la Francia si arrese. Per umiliare il paese, Hitler preparò l'accordo di resa in modo che i documenti fossero firmati nello stesso luogo dove fu firmata la resa della Germania nel 1918. La resa divise il paese in due; la parte settentrionale venne occupata dalla Germania e la parte meridionale venne messa sotto il controllo francese a Vichy. Molti soldati francesi, analogamente a quelli di altre nazioni occupate, fuggirono in Inghilterra. Il generale Charles de Gaulle si proclamò leader della forze della Francia libera e continuò a lottare. Il 10 giugno anche l'Italia dichiarò guerra.

Il primo ministro Vyacheslav Molotov dell'Unione Sovietica, che era vincolata dal patto di non aggressione Sovietico-tedesco si congratulò con i tedeschi. In seguito, il 24 aprile 1941, l'Unione Sovietica riconobbe ufficialmente il governo Vichy situato nella zona non occupata della Francia.

La caduta della Francia lasciò l'Inghilterra e il suo impero da sola. Il primo ministro britannico Neville Chamberlain diede le dimissione durante la battaglia e fu sostituito da Winston Churchill. Fortunatamente per l'Inghilterra, la gran parte dell'esercito sfuggì alla cattura dal porto di Dunkerque nel nord della Francia, dove le truppe furono trasportate con migliaia di piccole imbarcazioni civili verso le navi da guerra in attesa. Ci furono dibattiti sulla possibilità che carri armati tedeschi potessero sconfiggere i soldati inglesi se si fossero spinti più avanti; in ogni caso Hitler preferì seguire il consiglio di Hermann Goering e mandare solo la Luftwaffe ad attaccare le forze alleate finché non fosse stata in grado di avanzare la fanteria. In questo modo fu a disposizione una via di fuga per gli inglesi. In seguito, molte delle truppe evacuate formarono una parte importante dell'esercito che giunse in Normandia durante il D-Day.

L'Inghilterra rifiutò diversi tentativi tedeschi di negoziato. La Germania ammassò la sua forza aerea nel nord della Francia per preparare un'eventuale invasione, con il nome in codice di Operazione Seelöwe (Operazione Leone Marino), ritenendo che la superiorità aerea fosse un elemento fondamentale per l'invasione. Le operazioni della Luftwaffe contro la Royal Air Force divennero note come la Battaglia d'Inghilterra. Inizialmente i tedeschi si concentrarono sulla distruzione della RAF, e successivamente passarono al bombardamento delle principali città inglesi nell'operazione the Blitz. Nessuno dei due approcci si rivelò efficace per la conquista della superiorità aerea e i piani di invasione vennero sospesi.

Durante il Blitz, tutte le principali città industriali inglesi vennero bombardate intensamente. Londra venne colpita dalle bombe ogni notte per diversi mesi. Tra gli altri bersagli ci furono Birmingham e Coventry, e altre città importanti strategicamente, come la base navale a Plymouth e il porto di Kingston upon Hull. Senza forze di terra impegnate direttamente in un conflitto, la guerra aerea attirò l'attenzione mondiale, sebbene contemporaneamente le unità navali fossero impegnate nella Battaglia dell'Atlantico e diversi raid di commando inglesi stessero colpendo bersagli nell'Europa occupata dai nazisti. Churchill disse del personale RAF che combatté la battaglia:

« Mai nell'ambito dei conflitti umani, tanti dovettero così tanto a così pochi. »

La guerra nei cieli[modifica | modifica wikitesto]

La guerra aerea in Europa viene generalmente datata dal 1939 ma per gli Stati Uniti iniziò il 4 luglio 1942 quando inviarono unità dell'Air Force in Inghilterra per unirsi all'assalto alla Germania. L'offensiva aerea terminò il 5 giugno 1944, e fu sostituita da operazioni di supporto alle forze di terra che iniziarono l'attacco il 6 giugno 1944.

Le dottrine belliche prima della guerra affermavano che ondate di bombardieri che colpivano le città nemiche avrebbero provocato panico di massa e il rapido collasso del nemico. In base a queste, la RAF assemblò una grande flotta di bombardieri strategici. Le dottrine seguite dalla Germania invece consideravano l'aviazione solo come supporto all'esercito, quindi i bombardieri tedeschi erano più piccoli di quelli inglesi e non comprendevano bombardieri pesanti a quattro motori come l'Avro Lancaster, il B-17 Flying Fortress o il B-24 Liberator.

I raid tedeschi nelle città britanniche si concentrarono dall'autunno del 1940 fino alla primavera del 1941, e in seguito un grande parte della Luftwaffe venne diretta ad oriente contro l'Unione Sovietica. I raid tedeschi continuarono su piccola scala per il resto della guerra ed in seguito furono utilizzati i missili balistici V1 e V2. Il bilancio delle bombe sganciate fu a favore degli inglesi: nel 1942 il comando bombardieri RAF poteva sganciare un migliaio di bombardieri sopra una città tedesca. Dal 1942 venne affiancato dall'8ª forza aerea statunitense. Il 14 febbraio 1945 il bombardamento di Dresda provocò uno dei più devastanti incendi della storia, che uccise tra 25 000 e 35 000 persone. Il numero delle vittime venne superato solo dal bombardamento di Amburgo (24 luglio - 29 luglio 1943), il bombardamento di Tokyo e dal bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki (6 agosto, 9 agosto 1945).

Il Mediterraneo e i Balcani[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teatro del Mediterraneo della seconda guerra mondiale, Campagna dei Balcani e Fronte jugoslavo (1941-1945).

Il 7 aprile 1939 l'Italia invase e annesse l'Albania. Il regime fascista di Mussolini dichiarò guerra all'Inghilterra e alla Francia l'11 giugno 1940 e invase la Grecia il 28 ottobre. Le forze italiane non riuscirono tuttavia a raggiungere i successi dei nazisti nell'Europa nordoccidentale.

La Regia Aeronautica italiana iniziò il lungo assedio di Malta il 12 giugno. Anche la resa della Francia non aiutò significativamente le forze dell'Asse. La battaglia navale del Mediterraneo fu disastrosa per la Regia Marina italiana e la marina francese del governo Vichy, che furono sconfitte e distrutte dalla marina inglese e australiana, in particolare a seguito dell'attacco a Mers-el-Kebir il 3 luglio e della Battaglia di Taranto l'11 novembre.

Non solo l'Italia non riuscì a conquistare la Grecia, ma sotto la supervisione del dittatore greco Ioannis Metaxas i greci riuscirono a contrattaccare con successo in Albania.

Il Regno di Jugoslavia, che non possedeva una vera e propria leadership di un re ed era invece guidata dal reggente principe Paolo Karađorđević, firmò il patto tripartito il 25 marzo 1941 poiché Hitler promise dei territori nel nord della Grecia (tra cui Salonicco) in cambio dell'unione alle forze dell'asse e al permesso di attaccare la Grecia attraverso il proprio territorio. Tuttavia, due giorni dopo un colpo di stato da parte del Generale Dušan Simović tolse il controllo al reggente e distanziò la Jugoslavia dall'asse.

L'imminente sconfitta dell'Italia da parte della Grecia fece scattare l'intervento tedesco. Il 6 aprile 1941 le forze naziste, supportate dagli italiani, dagli ungheresi e i bulgari, attaccarono i greci contemporaneamente invasero la Jugoslavia. Le forze inglesi, assieme all'Australia e alla Nuova Zelanda vennero velocemente inviati dall'Egitto verso la Grecia ma la mancanza di una strategia coordinata furono sconfitti ed evacuati a Creta. Avanzando rapidamente, le forze dell'Asse conquistarono Atene il 27 aprile 1941 e occupando la maggior parte della nazione.

Dopo la conquista, la Germania invase Creta. Nella cosiddetta Battaglia di Creta le forze naziste entrarono nell'isola paracadutandosi, invece di utilizzare dei mezzi anfibi. I paracadutisti (Fallschirmjäger) subirono perdite tali che un'operazione simile non fu mai più ripetuta nella guerra. Nonostante ciò i tedeschi ebbero la meglio e la maggior parte delle forze alleate si ritirarono in Egitto il 1º giugno 1941, unendosi al re Giorgio II di Grecia e al governo greco in esilio guidato da Emmanouil Tsouderos.

Una volta messi in sicurezza i Balcani venne lanciata la più grande operazione di terra della storia: l'invasione dell'Unione Sovietica da parte delle forze dell'Asse. La campagna dei Balcani ritardò l'avvio di questa operazione e i movimenti di resistenza Jugoslavi e Greci impegnarono parte delle forze. Questo fornì un vantaggio importante e forse decisivo per i sovietici.

Il Fronte Orientale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fronte Orientale, Operazione Barbarossa, Battaglia di Stalingrado e Operazione Bagration.

Il 22 giugno 1941 la Germania aprì un nuovo fronte di querra, quello orientale, lanciando l'invasione dell'Unione Sovietica, denominata Operazione Barbarossa. Il fronte orientale fu di gran lunga il teatro più vasto e sanguinoso della Seconda guerra mondiale e quello che fece il maggior numero di vittime, pari a circa 30 milioni. Si estese su un'area superiore alla somma di tutte gli altri teatri di guerra, europei e nord-africano.

Il leader sovietico Joseph Stalin ignorò i ripetuti avvertimenti provenienti da fonti esterne e dai propri servizi di intelligence dell'invasione imminente, a causa delle informazioni contraddittorie che gli furono presentate. Inoltre, la notte stessa dell'invasione le truppe sovietiche ricevettero una direttiva, firmata dal Maresciallo Timošenko e dal Generale d'Armata Georgij Žukov che imponeva di non rispondere alle provocazioni e di non compiere azioni senza ordini specifici. Le prime settimane di invasione furono disastrose per l'esercito sovietico: enormi gruppi di soldati sovietici furono accerchiati e annientati. Le truppe naziste furono affiancate da quelle italiane, ungheresi e rumene. Anche la Finlandia inviò truppe, ma stranamente all'inizio si dichiarò neutrale. Essa comunque si unì successivamente all'Asse e all'Operazione Barbarossa, iniziando la cosiddetta guerra di continuazione, poiché viene considerata come la continuazione della guerra d'inverno.

L'Operazione Barbarossa ebbe diverse debolezze tattiche. La più grave era costituita dalla situazione logistica dell'attacco. L'assoluta vastità delle distanze nel territorio sovietico era tale che gli avanzamenti provocavano ai tedeschi l'esaurimento delle linee di rifornimento. I tedeschi si fermarono prima di Mosca il 5 dicembre 1941, poiché letteralmente non potevano più avanzare. Essi semplicemente non avevano abbastanza rifornimenti al fronte per condurre operazioni difensive appropriate. La tabella di marcia pianificata per l'operazione ipotizzava che l'Unione Sovietica collassasse prima dell'inverno. Il fallimento di questo presupposto ebbe conseguenze disastrose per i piani nazisti. Se Hitler non avesse invaso la Grecia e la Jugoslavia precedentemente, l'invasione sarebbe iniziata precedentemente e forse l'Unione Sovietica sarebbe collassata.

Durante la loro lunga ritirata i sovietici impiegarono la strategia della terra bruciata. Essi diedero fuoco ai campi di grano e distrussero tutto ciò che poteva tornare utile prima di ritirarsi, contribuendo ad accentuare i problemi logistici tedeschi. Ancora più importante fu la riuscita del trasferimento delle industrie dalle zone di guerra minacciate verso aree protette più ad est.

L'estensione dell'operazione oltre la durata prevista dai tedeschi provocò centinaia di migliaia di vittime nel rigido inverno russo. Anche se la loro avanzata venne interrotta per mancanza di rifornimenti e l'arrivo dell'inverno, la Germania conquistò una grande porzione di territorio, che produceva due quinti dell'economia sovietica. La riconquista del territorio si rivelò difficoltosa e costò molto ai sovietici.

Alcuni mesi dopo l'inizio dell'invasione fu posto l'assedio a Leningrado da parte delle truppe Finlandesi a Nord e dalle truppe tedesche a sud. Il comandante finlandese Mannerheim venne fermato al fiume Svir e rinunciò all'attacco della città. Hitler ordinò che la città avrebbe dovuta essere "spazzata dalla faccia della terra", sterminando tutta la popolazione. Invece dell'assalto, la Wehrmacht ricevette l'ordine di continuare l'assedio per ridurre Leningrado alla fame ed attaccare contemporaneamente con i bombardieri e all'artiglieria. Circa un milione di civili morì nell'assedio, di cui 800 000 di fame, che durò per 506 giorni. Durante l'inverno l'unica via per la città era presso il Lago Ladoga, tra le linee tedesche e finlandesi.

I "Tre Grandi". Da sinistra a destra: Winston Churchill (UK), Franklin Roosevelt (USA) e Joseph Stalin (USSR).

Dopo aver superato l'inverno del 1941-42, l'esercito tedesco si preparò per ulteriori operazioni offensive. Uno dei problemi principali che doveva essere affrontato dalla macchina da guerra nazista fu la carenza di petrolio. Per questo motivo i tedeschi decisero di rinunciare temporaneamente a Mosca e avviare un'offensiva focalizzata alla conquista dei campi petroliferi del Caucaso. Hitler commise il grave errore di suddividere l'esercito in due gruppi, il primo destinato ad attaccare il Caucaso e il secondo impiegato per avanzare verso la città di Stalingrado.

L'indecisione del Führer, il dissenso negli ufficiali superiori nazisti e le linee di rifornimento estese furono gli ingredienti essenziali che influenzarono la lunga battaglia nelle strade di Stalingrado. Infine la Germania occupò il 90% della città, ma in un tentativo di sconfiggere i soldati sovietici quasi tutti i tedeschi nell'area vennero raggruppati nella zona della città. Le forze tedesche vennero indebolite da mesi di aspri combattimenti, lasciando principalmente le deboli forze rumene, italiane e ungheresi a coprire i fianchi del gruppo tedesco. Nell'operazione Urano i sovietici schiacciarono rapidamente queste forze dell'asse e le scarse riserve tedesche disponibili e accerchiarono in soli cinque giorni l'intero raggruppamento tedesco di Stalingrado. Le truppe tedesche nella città erano in trappola, tagliate fuori dai rifornimenti e ridotte alla fame, essi ricevettero ordine da Hitler di combattere fino all'ultimo uomo, in attesa di un aiuto dall'esterno della sacca. Dopo il fallimento dell'attacco tedesco per liberare le truppe accerchiate (quasi 300.000 soldati) la situazione per la Germania sul fronte est divenne tragica.

Con il cibo, il carburante e le munizioni che scarseggiavano, la sacca si ridusse gradualmente e le ultime truppe si arresero il 2 febbraio 1943. Nella Battaglia di Stalingrado, una delle battaglie più sanguinarie della storia, si contarono enormi perdite in entrambi gli eserciti, stimate in 1,5 milioni di morti, tra cui 100.000 civili.

Dopo Stalingrado, i sovietici continuarono la loro offensiva generale invernale e per un momento sembrarono in grado di far crollare definitivamente le difese tedesche. Un disperato contrattacco nella primavera del 1943 da parte delle forze di von Manstein arrestò temporaneamente l'avanzata sovietica e fu seguita dalla maggiore battaglia di carri armati della storia, detta Battaglia di Kursk. Essa fu l'ultima maggiore offensiva dell'esercito tedesco sul fronte orientale. I sovietici ebbero informazioni di intelligence e riuscirono a preparare in anticipo delle difese che fermarono i tedeschi dopo essere avanzati di 17 miglia. Dopo questa battaglia l'armata rossa non dovette più combattere sulla difensiva fino alla fine della guerra, successiva alla cattura di Berlino nel maggio 1945.

I sovietici sostennero il peso maggiore della guerra, poiché il secondo fronte in Europa non iniziò fino al D-Day, a parte l'invasione dell'Italia. Morirono più cittadini sovietici nella seconda guerra mondiale di tutti quelli delle altre nazioni combinate, questo numero è stimato in 27 milioni di sovietici, tra i quali 20 milioni di civili.

Invasione alleata dell'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Campagna d'Italia (1943-1945).

I successi nel deserto Nord africano lasciarono agli alleati il controllo completo della costa meridionale del Mediterraneo. Nei quartier generali Alleati venne quindi pianificato l'utilizzo di questo vantaggio per attaccare ciò che venne definito da Winston Churchill "il ventre molle" dell'Europa.

La prima azione degli alleati fu l'occupazione della Sicilia attraverso l'Operazione Husky il 10 luglio 1943. Questo evento portò in primo piano una crescente insoddisfazione verso Mussolini, che fu deposto dal Gran Consiglio del Fascismo il 25 luglio 1943 e messo agli arresti domiciliari in una località montana. Il nuovo governo, guidato da Pietro Badoglio negoziò l'armistizio con gli alleati l'8 settembre 1943. La Germania nazista si mosse velocemente in questa situazione confusa, disarmando durante l'Operazione Achse le formazioni italiane e preparandosi all'attacco alleato, ma la maggior parte della Regia Marina italiana riuscì a raggiungere i porti controllati dagli Alleati.

Le truppe alleate arrivarono in Italia il 3 settembre 1943 attraverso la Sicilia, in una operazione coordinata dal mare e dall'aria. Ulteriori sbarchi vennero effettuati a Salerno nell'operazione Avalanche e a Taranto nell'operazione Slapstick il 9 settembre. L'Italia si unì agli alleati occidentali e diede il suo contributo alla campagna d'Italia attraverso un suo contingente militare che operò nella Guerra di liberazione italiana insieme agli Alleati, e tramite una campagna di resistenza all'occupante nazista nell'Italia occupata. Il paese vide la contrapposizione di italiani sui fronti opposti[1][2] che proseguì in misura minore anche dopo la fine delle ostilità, mentre la criminalità comune guadagnò potere inserendosi in misura crescente nella vita quotidiana senza poter essere contrastata efficacemente dalle autorità "legali" del Nord e del Sud.

Un raid nazista al comando di Otto Skorzeny recuperò Mussolini nell'Operazione Quercia. I tedeschi lo misero come capo di stato e ministro degli affari esteri della nuova Repubblica Sociale Italiana costituita nel Nord dell'Italia.

La Germania costruì molte linee difensive attraverso le montagne, la principale con il nome di linea invernale. Gli alleati la incontrarono nell'inverno del 1943 e non furono in grado di sfondarla. Ad Anzio, attraverso l'Operazione Shingle fu effettuato il tentativo di scavalcarla ma i tedeschi riuscirono a contenere l'attacco e la linea Gustav (il nome della parte principale della linea di difesa) rimase intatta. Infine le difese vennero superate nel maggio 1944 e venne aperta la strada verso Roma, nel quarto tentativo della Battaglia di Montecassino.

Gli alleati entrarono infine a Roma il 4 giugno 1944, due giorni prima dello sbarco in Normandia. La Germania effettuò una ritirata verso la linea Gotica nei pressi di Firenze. Dal 10 settembre 1944 fino alla fine dell'anno le forze alleate attaccarono la linea e in alcune delle più duri combattimenti della guerra, sfondarono la linea ma non riuscirono a giungere in Lombardia. L'offensiva alleata riprese all'inizio di aprile del 1945 e continuò fino alla resa della Germania in Italia il 29 aprile 1945, due giorni dopo la cattura di Mussolini e il giorno prima del suicidio di Hitler.

Invasione alleata della Francia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fronte occidentale e Sbarco in Normandia.

Contemporaneamente alla caduta di Roma venne effettuata la tanto attesa invasione della Francia. L'Operazione Overlord permise alle truppe di giungere in Normandia il 6 giugno 1944. Seguì una campagna di due mesi dove le forze statunitensi, inglesi, australiane e canadesi lentamente costituirono una testa di ponte, facendo ritirare le truppe tedesche. Lo sfondamento da parte degli statunitensi alla guida di Patton liberò la Francia facendo giungere gli alleati fino ai confini con la Germania. Le restanti truppe tedesche che stavano combattendo in Normandia vennero intrappolate nella Sacca di Falaise.

Il generale Charles de Gaulle, leader della Francia Libera nemico del regime di Vichy

Il bombardamento senza sosta delle infrastrutture e delle città tedesche provocò enormi perdite e disordini. Internamente Hitler riuscì a sfuggire a diversi attentati, il più grave dei quali fu avvenne il 20 luglio 1944 e fu chiamato Complotto del 20 luglio. Organizzato da Claus von Stauffenberg, l'attentato prevedeva l'uso di una bomba a tempo per uccidere Hitler ma a causa di una serie di fattori il piano fallì e il Führer venne solo leggermente ferito.

Lo sbarco in Normandia fu compiuto in sinergia con l'invasione del sud della Francia il 15 agosto 1944 attraverso l'Operazione Dragoon. A settembre tre gruppi alleati erano in linea di attacco verso le formazioni tedesche ad ovest.

Per forzare la situazione gli Alleati avviarono l'Operazione Market Garden (17 settembre - 24 settembre), con lo scopo di catturare dei ponti e aprirsi una via per la Germania, liberando l'Olanda. L'operazione non riuscì a causa delle ingenti forze tedesche che avevano ricevuto informazioni di intelligence, le quali distrussero completamente la 1ª divisione aviotrasportata britannica.

Il clima del 1944, combinato con la mediocre situazione degli Alleati, causò un periodo di stagnazione sul fronte occidentale. Gli statunitensi continuarono a colpire nella Battaglia della Foresta di Hurtgen (13 settembre 1944 - 10 febbraio 1945). Finché i tedeschi erano sulla difensiva, gli alleati premevano per avanzare rapidamente.

La Germania organizzò una grande controffensiva il 16 dicembre, detta l'Offensiva delle Ardenne, che ebbe la meglio e circondò alcune unità statunitensi. Le forze alleate riuscirono infine a respingere i tedeschi. La battaglia terminò ufficialmente il 27 gennaio 1945.

L'ultimo ostacolo fu costituito dal fiume Reno. Venne attraversato nel marzo 1945 e fu aperta la strada verso il cuore della Germania. Le ultime forze naziste in occidente vennero circondate nei pressi della regione della Ruhr.

Il teatro scandinavo ed artico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la campagna di Norvegia, la Svezia perseguì una posizione di stretta neutralità, anche perché era circondata da paesi dell'Asse, Germania e Finlandia, o da essa occupati come Danimarca e Norvegia. Nel teatro dell'Artico vennero intraprese numerose operazioni da parte degli Alleati, come una serie di operazioni di commandos tese a costringere i tedeschi a trasferire ingenti forze in Norvegia, e l'occupazione dell'Islanda, nota come operazione Fork, che pose il paese, nominalmente governato dal re di Danimarca prigioniero dei tedeschi, sotto la protezione Alleata ed aiutò a combattere la battaglia dell'Atlantico. Anche la Groenlandia venne occupata dagli Stati Uniti e divenne una ulteriore base per il pattugliamento artico. Sforzi congiunti tedesco-finnici vennero compiuti per occupare il porto di Murmansk e privare l'Unione Sovietica dell'unico porto artico accessibile tutto l'anno, mentre gli Alleati lottarono per far arrivare i convogli artici con i vitali rifornimenti per l'URSS. La situazione ebbe una evoluzione con l'inizio del cedimento dell'Asse, che spinse gli Svedesi ad avvicinarsi alle posizioni Alleate mentre durante il resto del conflitto mantenne una neutralità, accompagnata da forniture di minerale di ferro ai tedeschi e a supporto ai rifugiati norvegesi e danesi che si spinse anche all'addestramento di unità di polizia in appositi campi.

Fine della guerra in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fine della seconda guerra mondiale in Europa e Battaglia di Berlino.
Soldati russi espongono ad un balcone dell'Hotel Adlon la bandiera sovietica al termine dei combattimenti per la conquista di Berlino. Sullo sfondo, la Porta di Brandeburgo.

Il 27 aprile 1945, mentre le forze alleate si avvicinavano a Milano, Mussolini venne catturato dai partigiani italiani, mentre tentava di fuggire in Svizzera viaggiando con un convoglio tedesco[3]. Il 28 aprile Mussolini e vari altri fascisti catturati furono portati a Dongo e fucilati. I corpi vennero portati a Milano ed esposti alla folla.

Hitler, venuto a conoscenza della morte dell'alleato italiano, si accorse che la fine era arrivata. Himmler tentò di negoziare una pace separata con gli anglo-americani tramite il conte svedese Folke Bernadotte, ma senza successo[4], e si suicidò poco dopo. Il candidato alla successione Göring tentò di prendere il potere, fidando sulla sua nomina a luogotenente e sul fatto che Hitler si era ritirato in Baviera, ma ne venne ordinato l'arresto, che venne eseguito ma immediatamente annullato per il quasi contemporaneo suicidio del Fuhrer. Göring tentò di trattare quindi un armistizio con gli angloamericani ma venne imprigionato senza che gli venisse riconosciuto alcun ruolo istituzionale. Hitler rimase a Berlino, circondata dai sovietici mentre infuriava la Battaglia di Berlino. Il 30 aprile Hitler e la moglie Eva Braun si suicidarono nel loro bunker per evitare di essere catturati. Nel suo testamento Hitler nominò come nuovo Reichspräsident tedesco Karl Dönitz e Joseph Goebbels Reichskanzler, espellendo Himmler e Goering dal partito[5]. Comunque, il suicidio di Goebbels, avvenuto il 1º maggio 1945, lasciò il nuovo capo di stato ad orchestrare da solo i negoziati per la resa della nazione, l'8 maggio 1945 venne firmata la resa incondizionata. Dopo la guerra venne celebrato il processo di Norimberga che vide la condanna di molti nazisti ed esponenti delle forze armate tedesche, Dönitz compreso sebbene con un verdetto molto controverso, come criminali di guerra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Si veda ad esempio l'intervista. allo storico francese Pierre Milza sul Corriere della Sera del 14 luglio 2005: «È stata una guerra civile, fra gente fascista e gente antifascista. Anzi, in Italia ce ne sono state due, di guerre civili. Una all'inizio del fascismo, dal 1920 al 1925, e la seconda dal 1943 al 1945»; in Germania si vedano le lezioni tenute da Thomas Schlemmer presso l'Università di Monaco dal titolo Zwischen Bündnis und Besatzung. Krieg und Bürgerkrieg in Italien 1943-1945 (Alleanza ambigua e occupazione: guerra e guerra civile in Italia 1943-1945). E ancora, durante il convegno internazionale di Studi. tenuto presso l'Istituto Storico Germanico di Roma il 13, 14 e 15 aprile 2005 le relazioni dello storico tedesco Wolfgang Schieder e dell'italiano Carlo Gentile, entrambi dell'Università di Colonia.
  2. ^ Eric Morris in La guerra inutile (Longanesi, 1993, p. 167) scrive: "Gli italiani erano ormai impegnati in una guerra civile. Il paese era un mosaico di realtà contrastanti. Spesso i membri di una stessa famiglia o di una stessa comunità si uccidevano fra loro in uno scontro che aveva ben poco rispetto delle norme umanitarie della battaglia".
  3. ^ Pier Luigi Bellini delle Stelle, Urbano Lazzaro, Dongo: la fine di Mussolini, ed Mondadori, 1962, pag 117.
  4. ^ Kershaw, Ian (2008), Hitler: A Biography (New York: W.W. Norton), pp. 943–946.
  5. ^ Steinweis, Alan E.; Rogers, Daniel E.; Grier, David, The Impact of Nazism: New Perspectives on the Third Reich and its Legacy, Harris Center for Judaic Studies, 2003, p. 182, ISBN 0-8032-4299-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]