Palazzo del Reichstag

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Coordinate: 52°31′06.96″N 13°22′33.6″E / 52.5186°N 13.376°E52.5186; 13.376

Palazzo del Reichstag
Bundestag
Reichstag building Berlin view from west before sunset.jpg
Vista da ovest.
Ubicazione
Stato Germania Germania
Località Berlino
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1884-1894
Uso Sede ufficiale del Bundestag
Realizzazione
Architetto Paul Wallot
Proprietario Stato tedesco
 

Il palazzo del Reichstag di Berlino fu costruito come sede per le riunioni del Reichstag, il parlamento del Reich tedesco. Fu inaugurato nel 1894 e tornò ad essere la sede del parlamento tedesco nel 1999.

L'attuale parlamento tedesco si chiama Bundestag. Il Reichstag inteso come parlamento risale al Sacro Romano Impero e cessò di esistere negli anni della Germania Nazista (1933-1945). Nell'uso odierno, il termine tedesco Reichstag si riferisce quindi principalmente all'edificio.

Palazzo del Reichstag visto dall'alto

Storia dell'edificio[modifica | modifica wikitesto]

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione dell'edificio iniziò solo dopo il 1871. In precedenza il parlamento si era riunito in diversi altri edifici sulla Leipziger Straße di Berlino, ma questi erano generalmente ritenuti troppo piccoli. Così, nel 1872, si concluse un concorso architettonico con 103 partecipanti per l'erezione di un nuovo edificio. I lavori non iniziarono se non 10 anni dopo, a causa di vari problemi riguardanti l'acquisto del terreno per il palazzo e di discussioni tra Guglielmo I di Germania, Otto von Bismarck, e i membri del Reichstag su come si sarebbero dovuti eseguire i lavori.

Nel 1882, si tenne un altro concorso architettonico, cui parteciparono 189 architetti. Questa volta il vincitore, l'architetto di Francoforte, Paul Wallot, sarebbe riuscito ad eseguire il suo progetto. Il 9 giugno 1884, la prima pietra fu finalmente posata da Guglielmo I. Prima che la costruzione venisse completata, nel 1894, Guglielmo I morì (1888, l'Anno dei Tre Imperatori), e il suo successore, Guglielmo II di Germania, mise in discussione l'istituto del parlamento. L'edificio originale fu acclamato soprattutto per la costruzione di una originale cupola di vetro e acciaio, un capolavoro della tecnica dell'epoca.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la fine della prima guerra mondiale il Kaiser abdicò durante i giorni rivoluzionari del 1918, Philipp Scheidemann proclamò la costituzione della repubblica da una delle balconate del Reichstag il 9 novembre. L'edificio continuò ad essere la sede del parlamento della cosiddetta Repubblica di Weimar (1919-1933).

Il nazismo e la seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Foto dell'incendio del Reichstag

Dopo la nomina di Adolf Hitler a Cancelliere del Reich, il 30 gennaio 1933, il palazzo fu incendiato (il 27 febbraio 1933), in circostanze ancora poco chiare (si veda Incendio del Reichstag). Questo fatto fornì una preziosa occasione ai nazisti per sospendere gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione del 1919 tramite il Decreto dell'incendio del Reichstag.

Durante i 12 anni del Terzo Reich, il Palazzo del Reichstag non fu mai usato per le sessioni parlamentari. Le poche volte che il Reichstag si riunì, lo fece nella Kroll Oper, un ex teatro dell'opera posto di fronte al Palazzo del Reichstag. La seduta inaugurale del nuovo governo presieduto da Hitler si tenne a Potsdam, nella Chiesa della Guarnigione in cui all'epoca erano conservate le spoglie mortali del re Federico II di Prussia detto "Il Grande" (l'evento fu celebrato con l'emissione di una moneta argentea raffigurante la chiesa di Potsdam e con tre francobolli raffiguranti il busto di Federico II).

Questo vale anche per la sessione del 23 marzo 1933, nella quale il Reichstag cedette gran parte delle proprie prerogative al governo tramite il Decreto dei pieni poteri, una delle fasi della cosiddetta Gleichschaltung. L'edificio (che dopo l'incendio era comunque inutilizzabile) fu invece usato per presentazioni propagandistiche e, durante la seconda guerra mondiale, per scopi militari.

Il Palazzo fu ulteriormente danneggiato dalle incursioni aeree. Durante l'assedio di Berlino del 1945, divenne l'obiettivo principale dell'Armata Rossa, per una ragione simbolica. Il 30 aprile del 1945 l'Armata Rossa conquistò il Reichstag.

La famosa foto scattata dal fotografo di guerra ucraino Evgenij Chaldej, che fissa l'istante in cui il soldato dell'Armata Rossa Abdulkhakim Ismailov[1] issò la Bandiera Rossa dell'Unione Sovietica su una delle torri del palazzo, non fu scattata effettivamente il 2 maggio 1945 ma pochi giorni dopo l'effettiva entrata dei soldati nell'edificio.

Con la divisione della città il palazzo rimase all'interno di Berlino Ovest, ma a soli pochi metri dal confine con il settore sovietico, confine che nel 1961 fu fortificato con la costruzione del muro.

Durante il blocco di Berlino, un gran numero di berlinesi si riunì davanti all'edificio, il 9 settembre 1948, e il sindaco Ernst Reuter tenne un famoso discorso che si concluse con l'appello, Ihr Völker der Welt, schaut auf diese Stadt! (Popoli del mondo, vegliate su questa città!)

Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale, il palazzo era sostanzialmente in rovine. Inoltre, non aveva una reale utilità, perché la capitale della Germania Ovest era stata situata a Bonn nel 1949. Nonostante ciò, nel 1956, dopo alcuni dibattiti, si decise che il Reichstag non sarebbe stato abbattuto, ma restaurato.

Il Reichstag dopo i bombardamenti alleati

Sfortunatamente, la cupola dell'edificio originale era saltata in aria. Fu indetto un altro concorso, e il vincitore, Paul Baumgarten, ricostruì l'edificio dal 1961 al 1964. Il valore artistico e pratico del suo lavoro fu oggetto di molto dibattito dopo la riunificazione tedesca. A causa delle disposizioni previste per Berlino dagli Alleati nel 1971 Vier-Mächte-Abkommen, al Bundestag, il parlamento della Germania Ovest, non era permesso di riunirsi formalmente a Berlino (anche se la Germania Est violava la disposizione poiché aveva comunque dichiarato Berlino Est la sua capitale). Fino al 1990, il palazzo fu usato solo per occasionali incontri di rappresentanza e per una mostra ampiamente lodata sulla storia della Germania, chiamata Fragen an die deutsche Geschichte (Domande alla storia tedesca).

Dopo la riunificazione della Germania[modifica | modifica wikitesto]

La cerimonia ufficiale della Riunificazione tedesca, del 3 ottobre 1990, si tenne nel Palazzo del Reichstag, alla presenza del Cancelliere Helmut Kohl, del Presidente Richard von Weizsäcker, dell'ex-Cancelliere Willy Brandt e di molti altri. Fu un evento toccante, con grandi fuochi d'artificio, ricordato con tenerezza da molti.

Visione laterale del Reichstag

Il giorno dopo, il parlamento della Germania unita si riunì con un atto simbolico nel Palazzo del Reichstag.

Comunque, a quel tempo, il ruolo di Berlino non era ancora stato deciso. Solo dopo un feroce dibattito, considerato da molti una delle sessioni più memorabili del parlamento, il Bundestag concluse, il 20 giugno 1991, con una maggioranza esigua, che sia il governo che il parlamento venissero spostati a Berlino.

L'ultimo restauro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992, sir Norman Foster vinse un altro concorso architettonico per la ricostruzione dell'edificio. Il suo progetto vincente appariva molto diverso da quello che fu poi eseguito. Prima dell'inizio della ricostruzione, il Reichstag, nel 1995, fu "imballato" dall'artista bulgaro-statunitense Christo, in un evento che attrasse milioni di visitatori.

Durante la ricostruzione, il palazzo fu completamente svuotato, togliendo tutto ad eccezione dei muri esterni, compresi tutti i cambiamenti fatti dal lavoro di Baumgarten degli anni sessanta. I seggi del parlamento furono trasferiti al Reichstag nell'aprile 1999. La ricostruzione viene ampiamente considerata un successo ed è diventata un'attrazione turistica anche perché il Reichstag, e soprattutto la grande cupola di vetro che è stata eretta sul tetto in memoria dell'originale del 1894, forniscono una delle panoramiche più attraenti per i visitatori di Berlino, dando una vista notevole della città, specialmente di notte. La cupola è aperta al pubblico sotto prenotazione.[2]

Reichstag Panoramica.JPG
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Fotografia panoramica del Reichstag

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adnkronos, Morto a 93 anni il soldato che innalzò la bandiera rossa sul Reichstag, adnkronos.com, 17 febbraio 2010. URL consultato il 4 ottobre 2010.
  2. ^ Il fotografo Henning von Berg creò scandalo nel luglio 1999 quando fotografò sei uomini nudi sotto la cupola di vetro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]