Günther Prien

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Günther Prien
Il Kapitänleutnant Günther Prien
Il Kapitänleutnant Günther Prien
16 gennaio 1908 - 7 marzo 1941
Soprannome Der Stier von Scapa Flow (Il toro di Scapa Flow)
Nato a Osterfeld
Morto a ?
Cause della morte Affondamento
Dati militari
Paese servito GermaniaTerzo Reich
Forza armata War Ensign of Germany 1938-1945.svg Kriegsmarine
Unità U-47
Grado Korvettenkapitän
Guerre Seconda guerra mondiale
Battaglie Battaglia dell'Atlantico
Comandante di U-47
Decorazioni Croce di Cavaliere della Croce di Ferro con Foglie di quercia

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Günther Prien (Osterfeld, 16 gennaio 19087 marzo 1941) è stato un ufficiale tedesco, durante la seconda guerra mondiale tra i dieci migliori assi di U-boot della Kriegsmarine nel corso della seconda battaglia dell'Atlantico. Sotto il suo comando il sottomarino U-47 affondò più di 30 navi alleate per più di 200 000 tonnellate. Il suo "colpo" più importante fu l'affondamento della nave da battaglia britannica HMS Royal Oak ancorata nella base navale di Scapa Flow, nelle isole Orcadi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

l'incrociatore leggero tedesco Königsberg, primo imbarco di Günther Prien.

Nato a Osterfeld, in Sassonia-Anhalt, Prien intraprese giovanissimo la vita di mare e, nel 1925, a soli 17 anni, sopravvisse al naufragio dell'Hamburg lungo le coste irlandesi. Ottenuto il brevetto di ufficiale della marina mercantile, fu tuttavia costretto ad abbandonare il servizio a causa della difficile situazione della marina tedesca, dovuta alla grande depressione che investì anche la Germania del 1929. Nel 1933 entrò nella Reichsmarine, servendo inizialmente sull'incrociatore leggero Königsberg, prima di essere trasferito agli U-Boot nell'ottobre del 1935, venendo promosso nello stesso anno Leutnant zur See, guardiamarina, e, nel 1937, Oberleutnant zur See, sottotenente di vascello.

Prien fu nominato, il 17 dicembre 1938, comandante di uno dei nuovi sommergibili di Tipo VIIB, l'U-47, ed il 1º febbraio dell'anno successivo venne ulteriormente promosso Kapitänleutnant, tenente di vascello; all'inizio del conflitto egli si trovava già in navigazione ed il 4 settembre 1939, affondò in posizione 45° 29' N - 9° 45' W il piccolo cargo inglese Bosnia, il giorno successivo, nella stessa zona, la nave Rio Claro, ed il giorno dopo un terzo, il Gartavon.

L'impresa di Scapa Flow[modifica | modifica wikitesto]

Mappa del raid dell'U-47 all'interno della base di Scapa Flow.

La notte tra il 13 ed il 14 ottobre 1939, Prien riuscì a penetrare nella base navale britannica di Scapa Flow; la base, sede della Home Fleet e luogo di auto affondamento della Hochseeflotte al termine della prima guerra mondiale, era sita nelle isole Orcadi, nel nord della Scozia, ed i suoi ingressi erano sorvegliati dal pattugliamento delle navi inglesi, rafforzato dalla protezione formata da relitti di navi affondate e reti di acciaio, ma l'ammiraglio Karl Dönitz, comandante della flotta sottomarina tedesca, Befehlshaber der U-Boote, aveva rilevato da alcune fotografie aeree della base che tra due delle carcasse che bloccavano l'ingresso orientale, accanto all'isola di Lamb Holm, vi era un passaggio largo circa 17 metri che avrebbe permesso ad un sommergibile di penetrarvi e dette ordine a quello che considerava il migliore dei suoi comandanti di U-Boot di tentare un'azione, lasciandogli tuttavia la discrezionalità, una volta giunto a destinazione, di valutare se compiere oppure no l'impresa[1].

Prien, giunto nei pressi della costa scozzese, a circa 28 chilometri dall'ingresso della rada, si immerse, rimanendo adagiato sul fondo per circa 20 ore, in attesa del momento propizio per tentare di forzare le difese della base; una volta emerso egli riscontrò l'assenza di luna ma la zona era fortemente rischiarata dall'aurora boreale ed il pericolo di essere avvistato era decisamente alto ed inoltre, mentre il sommergibile avanzava, apparvero, nello spazio tra le due navi, una fune spessa 30 centimetri e diversi cavi spessi 15 centimetri: Prien, a causa della forte corrente, era impossibilitato ad invertire la rotta ed ordinò di deviare verso il centro del blocco, confidando che in quel punto i cavi fossero più bassi, permettendo al sommergibile di scivolarvi sopra ed il tentativo sembrò riuscire ma l'attrito con i cavi inclinò il sommergibile che rimase incagliato e solo espellendo l'aria dai cassoni di stabilizzazione fu possibile proseguire[2] ed, alle 00.57, Prien si trovava all'interno della base di Scapa Flow.

La corazzata inglese HMS Royal Oak, affondata dall'U-47 nell'attacco alla base navale di Scapa Flow
La HMS Pegasus (ex Ark Royal), la nave appoggio idrovolanti avvistata da Prien prima dell'attacco.

L'entusiasmo del comandante tedesco tuttavia venne presto frustrato nel momento in cui, dopo avere navigato in direzione est per circa tre miglia, si accorse che la Home Fleet non si trovava a Scapa Flow[3] ed allora invertì la rotta, portandosi nel lato nord ovest della base, e riuscì a scorgere le sagome di due navi, distanti circa un miglio l'una dall'altra: una era la corazzata HMS Royal Oak, una prestigiosa unità della marina britannica che, nel 1916, aveva partecipato alla battaglia dello Jutland, lunga 187 metri, con un dislocamento di 29.150 tonnellate, mentre l'altra, scambiata inizialmente per una nave da guerra, era la HMS Pegasus, una nave appoggio idrovolanti, ed a quel punto Prien ordinò l'attacco.

Fu lanciata una salva di tre siluri, due diretti verso la nave più vicina ed uno verso quella più lontana, ma uno solo di questi colpì il bersaglio, danneggiando in modo non grave la corazzata e provocando la messa in allarme della base che fu immediatamente illuminata a giorno; Prien invertì la rotta, lanciando un siluro di poppa che non esplose, e nel contempo facendo ricaricare i siluri di prua, ma quando tutto faceva pensare ad una fuga da parte del sommergibile ormai scoperto egli si diresse nuovamente verso le navi inglesi lanciando una seconda salva dopo circa 40 minuti di manovra all'interno della base.

L'incrociatore da battaglia inglese HMS Repulse, danneggiato dall'U-47 durante l'attacco alla base navale di Scapa Flow.

Il secondo attacco ebbe successo ed i siluri colpirono l'incrociatore da battaglia HMS Repulse danneggiandolo e nuovamente la corazzata, provocando l'esplosione della santabarbara: la deflagrazione fu devastante e la nave si inabissò rapidamente sul basso fondale trascinando con sé l'equipaggio ed i morti furono 786, tra cui il comandante, il contrammiraglio Henry Blagrove[4]; terminata l'azione I’U-47 percorse a tutta velocità la via del ritorno, con il pericolo, oltre a quello di essere catturato od affondato dai cacciatorpediniere inglesi, della marea che iniziava a calare, rendendo impossibile il transito attraverso il passaggio, ma questa volta Prien scelse un percorso differente, a sud delle navi di blocco, e, sospinto dal forte riflusso, riuscì a dirigersi verso le acque del mare del nord, dopo circa due ore l'ingresso nella base, giungendo tre giorni dopo a Wilhelmshaven, dove venne accolto trionfalmente dall'ammiraglio Dönitz e dal comandante della Kriegsmarine, il Großadmiral Erich Raeder.

Al termine dei festeggiamenti Prien, insieme al suo equipaggio, venne convocato a Berlino da Hitler che personalmente gli conferì la Croce di Cavaliere della Croce di Ferro, divenendo il primo membro della Kriegsmarine a ricevere questa alta onorificenza; dopo la sua impresa ricevette inoltre il soprannome Der Stier von Scapa Flow, il toro di Scapa Flow, ed il disegno di un toro fu verniciato sulla torretta dell'U-47, divenendo l'emblema dell'intera 7ª flottiglia U-Boot.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato in mare, Prien continuò a perlustrare l'Atlantico e ad affondare le navi mercantili alleate, venendo decorato, per i suoi successi, con le fronde di quercia della Croce di Cavaliere, nel 1940.

Morì poco tempo dopo essere stato promosso Korvettenkapitän, affondando insieme a tutto l'equipaggio dell'U-47, il 7 marzo del 1941, dopo essere stato attaccato con bombe di profondità dal cacciatorpediniere britannico Wolverine in acque islandesi.

Sebbene fosse rimasto in mare per meno di due anni, Prien realizzò il record di affondamenti tra i comandanti di U-Boot durante la seconda guerra mondiale: in 238 giorni trascorsi in mare, affondò 30 navi nemiche per un tonnellaggio complessivo di 193 808 t.

L'ammiraglio Karl Dönitz disse, a proposito di Prien, che egli «era tutto ciò che un uomo doveva essere: una grande personalità, piena d'impegno, energia e gioia di vivere, totalmente dedito al dovere»[5].

Affondamenti[modifica | modifica wikitesto]

Data Nave Nazionalità Tonnellaggio Esito
5 settembre 1939 SS Bosnia Regno Unito Britannica 2,407 Affondata a 45°29′N 9°45′W / 45.483333°N 9.75°W45.483333; -9.75
6 settembre 1939 SS Rio Claro Regno Unito Britannica 4,086 Affondata a 46°30′N 12°00′W / 46.5°N 12°W46.5; -12
7 settembre 1939 SS Gartavon Regno Unito Britannica 1,777 Affondata a 47°04′N 11°32′W / 47.066667°N 11.533333°W47.066667; -11.533333
14 ottobre 1939 HMS Royal Oak Regno Unito Britannica 29 150 Affondata a 58°55′N 2°59′W / 58.916667°N 2.983333°W58.916667; -2.983333
28 novembre 1939 HMS Norfolk Regno Unito Britannica 10,035 Danneggiata
5 dicembre 1939 SS Novasota Regno Unito Britannica 8,795 Affondata a 50°43′N 10°16′W / 50.716667°N 10.266667°W50.716667; -10.266667
6 dicembre 1939 MV Britta Norvegia Norvegese 6,214 Affondata a 49°19′N 5°35′W / 49.316667°N 5.583333°W49.316667; -5.583333
7 dicembre 1939 MV Tajandoen Paesi Bassi Olandese 8,159 Affondata a 49°09′N 4°51′W / 49.15°N 4.85°W49.15; -4.85
25 marzo 1940 SS Britta Danimarca Danese 1,146 Affondata a 60°00′N 4°19′W / 60°N 4.316667°W60; -4.316667
14 giugno 1940 SS Balmoralwood Regno Unito Britannica 5,834 Affondata a 50°19′N 10°28′W / 50.316667°N 10.466667°W50.316667; -10.466667
21 giugno 1940 SS San Fernando Regno Unito Britannica 13,056 affondata a 50°20′N 10°24′W / 50.333333°N 10.4°W50.333333; -10.4
24 giugno 1940 SS Cathrine Panamá Panamense 1,885 Affondata a 50°08′N 14°00′W / 50.133333°N 14°W50.133333; -14
27 giugno 1940 SS Lenda Norvegia Norvegese 4,005 Affondata a 50°12′N 13°18′W / 50.2°N 13.3°W50.2; -13.3
27 giugno 1940 SS Leticia Paesi Bassi Olandese 2,580 Affondata a 50°11′N 13°15′W / 50.183333°N 13.25°W50.183333; -13.25
29 giugno 1940 SS Empire Toucan Regno Unito Britannica 4,421 Affondata a 49°20′N 13°52′W / 49.333333°N 13.866667°W49.333333; -13.866667
30 giugno 1940 SS Georgios Kyriakides Grecia Greca 4,201 Affondata a 50°25′N 14°33′W / 50.416667°N 14.55°W50.416667; -14.55
2 luglio 1940 SS Arandora Star Regno Unito Britannica 15,501 Affondata a 55°20′N 10°33′W / 55.333333°N 10.55°W55.333333; -10.55
2 settembre 1940 SS Ville de Mons Belgio Belga 7,463 Affondata a 58°20′N 12°00′W / 58.333333°N 12°W58.333333; -12
4 settembre 1940 SS Titan Regno Unito Britannica 9,035 Affondata a 58°14′N 15°50′W / 58.233333°N 15.833333°W58.233333; -15.833333
7 settembre 1940 SS Neptunian Regno Unito Britannica 5,155 Affondata a 58°27′N 17°17′W / 58.45°N 17.283333°W58.45; -17.283333
7 settembre 1940 SS José de Larrinaga Regno Unito Britannica 5,303 Affondata a 58°30′N 16°10′W / 58.5°N 16.166667°W58.5; -16.166667
7 settembre 1940 SS Gro Norvegia Norvegese 4,211 Affondata a 58°30′N 16°10′W / 58.5°N 16.166667°W58.5; -16.166667
9 settembre 1940 SS Possidon Grecia Greca 3,840 Affondata a 56°43′N 9°16′W / 56.716667°N 9.266667°W56.716667; -9.266667
21 settembre 1940 SS Elmbank Regno Unito Britannica 5,156 Danneggiata
19 ottobre 1940 SM Uganda Regno Unito Britannica 4,966 Affondata a 56°35′N 17°15′W / 56.583333°N 17.25°W56.583333; -17.25
19 ottobre 1940 MV Shirak Belgio Belga 6,023 Danneggiata
19 ottobre 1940 SS Wandby Regno Unito Britannica 4,947 Affondata a 56°45′N 17°07′W / 56.75°N 17.116667°W56.75; -17.116667
20 ottobre 1940 SS La Estancia Regno Unito Britannica 5,185 Affondata a 57°N 17°W / 57°N 17°W57; -17
20 ottobre 1940 SS Whitford Point Regno Unito Britannica 5,026 Affondata a 56°38′N 16°00′W / 56.633333°N 16°W56.633333; -16
20 ottobre 1940 MV Athelmonarch Regno Unito Britannica 8,995 Danneggiata
8 novembre 1940 MV Gonçalo Velho Portogallo Portoghese 8,995 Danneggiata
2 dicembre 1940 SS Ville d'Arlon Belgio Belga 7,555 Affondata a 55°00′N 18°30′W / 55°N 18.5°W55; -18.5
2 dicembre 1940 MV Conch Regno Unito Britannica 8,376 Danneggiata
2 dicembre 1940 MV Dunsley Regno Unito Britannica 8,376 Danneggiata
26 febbraio 1941 SS Kasongo Belgio Belga 5,254 Affondata a 55°50′N 14°20′W / 55.833333°N 14.333333°W55.833333; -14.333333
26 febbraio 1941 MV Diala Regno Unito Britannica 8,106 Danneggiata
26 febbraio 1941 MV Rydboholm Svezia Svedese 3,197 Affondata a 55°32′N 14°24′W / 55.533333°N 14.4°W55.533333; -14.4
26 febbraio 1941 MV Borgland Norvegia Norvegese 3,636 Affondata a 55°45′N 14°29′W / 55.75°N 14.483333°W55.75; -14.483333
28 febbraio 1941 SS Holmlea Regno Unito Britannica 4,233 affondata a 54°24′N 17°25′W / 54.4°N 17.416667°W54.4; -17.416667
7 marzo 1941 MV Terje Viken Regno Unito Britannica 8,106 Danneggiata

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ AA.VV., Il terzo Reich, vol. Branchi di Lupi, 1993, H&W, pag. 30.
  2. ^ Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, vol. I, 1995, Fabbri Editori, pag. 112.
  3. ^ La Home Fleet, all'insaputa dei tedeschi, aveva salpato il giorno prima. V. Léonce Peillard, La Battaglia dell'Atlantico, 1992, Mondadori, pag. 48.
  4. ^ Salmaggi e Pallavisini, La seconda guerra mondiale, 1989, Mondadori, pag. 26.
  5. ^ AA.VV., cit., pag. 80.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Il terzo Reich, vol. Branchi di Lupi, 1993, H&W ISBN non esistente
  • Enzo Biagi, La seconda guerra mondiale, vol. I, 1995, Fabbri Editori ISBN non esistente
  • Léonce Peillard, La Battaglia dell'Atlantico, 1992, Mondadori ISBN 88-04-35906-4
  • Salmaggi e Pallavisini, La seconda guerra mondiale, 1989, Mondadori ISBN 88-04-39248-7
  • William L. Shirer, Diario di Berlino: 1934-1947, Einaudi, 1967, ISBN non esistente.
  • William L. Shirer, Qui Berlino, il Saggiatore, 2005, ISBN 88-515-2231-6.

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