Luna

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Luna (disambigua).
Luna
(Terra I)
FullMoon2010.jpg
Satellite di Terra
Parametri orbitali
(all'epoca J2000)
Semiasse maggiore 384 400 km
Perigeo 363 104 km
Apogeo 405 696 km
Circonf. orbitale 2 413 402 km
Periodo orbitale 27,321 661 55 giorni
(27 d 7 h 43,2 min)
Periodo sinodico 29,530 588 giorni
(29 d 12 h 44,0 min)
Velocità orbitale
968 m/s (min)

1 022 m/s (media)

1 082 m/s (max)
Inclinazione
sull'eclittica
5,145396°
Inclinazione rispetto
all'equat. di Terra
da 18,30° a 28,60°
Eccentricità 0,0554
Dati fisici
Diametro equat. 3 476,2 km
Diametro polare 3 472,0 km
Diametro medio 3 476 km
Schiacciamento 0,0012
Superficie 3,793 × 1013 
Volume 2,1958 × 1019 
Massa
7,347 673 × 1022 kg
Densità media 3,3462 × 103 kg/m³
Acceleraz. di gravità in superficie 1,622 m/s²
(0,1654 g)
Velocità di fuga 2 380 m/s
Periodo di rotazione Rotazione sincrona
Velocità di rotazione
(all'equatore)
4,627 m/s
Inclinaz. dell'asse
sull'eclittica
1,5424°
Temperatura
superficiale
40 K (−233 °C) (min)
250 K (−23 °C) (media)
396 K (123 °C) (max)
Pressione atm. 3 × 10−10 Pa
Albedo 0,12
Dati osservativi
Magnitudine app.
-12,74 (min)

La Luna è l'unico satellite naturale della Terra. Il suo nome proprio viene talvolta utilizzato, per estensione e con l'iniziale minuscola (una luna), come sinonimo di "satellite naturale" anche per i satelliti di altri pianeti.

Il suo simbolo astronomico simbolo Luna è una rappresentazione stilizzata della sua fase crescente.

La faccia della Luna rivolta in direzione opposta alla Terra è nota anche con il nome di faccia lontana. A volte viene chiamata faccia oscura, il cui significato è qui inteso come sconosciuto e nascosto, si riferisce anche al black out delle comunicazioni radio, che avviene quando una sonda spaziale si muove dietro la faccia lontana. Questa interruzione delle comunicazioni è causata dalla massa della Luna che blocca i segnali radio. Il termine "faccia oscura" è spesso erroneamente interpretato come una mancanza di radiazioni solari, ma il Sole illumina la faccia lontana esattamente come quella rivolta verso di noi.

La maggior parte della faccia lontana non può essere vista dalla Terra, perché la rivoluzione della Luna attorno alla Terra e la rotazione attorno al suo asse hanno lo stesso periodo, cioè la Luna è in rotazione sincrona con la Terra. Una piccola porzione può essere vista grazie alla librazione, che rende irregolare il moto di rotazione della Luna. Nel complesso dalla terra è visibile circa il 59% della superficie lunare.

La faccia visibile della Luna è coperta da circa 300 000[1] crateri (contando quelli con un diametro di almeno km). Il cratere lunare più grande è il bacino Polo Sud-Aitken, che ha un diametro di circa 2 500 km, è profondo 13 km e occupa la parte meridionale della faccia nascosta.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine "Luna" (di solito minuscolo nell'uso comune, non astronomico) deriva dal latino lūna, da un più antico *louksna, a sua volta dalla radice indoeuropea leuk- dal significato di "luce riflessa";[2] dalla stessa radice deriva anche l'avestico raoxšna ("la brillante"),[3] e altre forme nelle lingue baltiche, slave, nell'armeno e nel tocario;[2] paralleli semantici si possono trovare nel sanscrito candramā ("luna",[4] considerata come una divinità[5]) e nel greco σελήνη selḗnē (da σέλας sélas, "brillio", "splendore"), esempi che mantengono il significato di "(quel)la lucente", sebbene siano di diversi etimi.[6]

Orbita[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Orbita della Luna.

La Luna compie un'orbita ellittica completa della sfera celeste, calcolata rispetto alle stelle fisse, in media ogni 27,321661 giorni, pari a 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 12 secondi (mese siderale).[7] Il suo periodo tropicale medio, calcolato da equinozio a equinozio, è invece di 27,321582 giorni, pari a 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 4,7 secondi.[7] Un osservatore sulla Terra conta circa 29,5 giorni tra una nuova luna e la successiva, per via del contemporaneo movimento di rivoluzione terrestre. Più esattamente il periodo sinodico medio tra due congiunzioni solari è di 29,530589 giorni, cioè 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 2,9 secondi.[7]

Nel corso di un'ora si muove nel cielo di una distanza prossima alla sua dimensione apparente, circa mezzo grado. La Luna rimane sempre in una regione del cielo chiamata lo Zodiaco, che si estende circa 8 gradi sopra e sotto l'eclittica, linea che la Luna attraversa (da Nord a Sud o viceversa) ogni 2 settimane circa.

Moto della luna durante un periodo sinodico, che è 29 d 12 h 44,0 min.


Rotazione[modifica | modifica sorgente]

Il moto di rotazione della Luna è il movimento che compie intorno all'asse lunare nello stesso senso della rotazione terrestre, da Ovest verso Est, con una velocità angolare di 13° al giorno. La durata è quindi uguale a quella del moto di rivoluzione pari a 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11,6 secondi. Questo è il motivo per cui la Luna rivolge alla Terra sempre la stessa faccia. L'attrazione che la Terra esercita sul rigonfiamento equatoriale più che sulle zone polari sulla Luna provoca in essa delle oscillazioni di lieve entità, le librazioni, che insieme alle librazioni apparenti, connesse alle posizioni che la Luna assume rispetto alla Terra, ci consentono di vedere un po' più della metà della superficie lunare (circa il 59%).

Breve storia della comprensione della Luna[modifica | modifica sorgente]

Le dimensioni della Luna rapportate a quelle della Terra.

Nei tempi antichi non erano rare le culture, prevalentemente nomadi, che ritenevano che la Luna morisse ogni notte, scendendo nel mondo delle ombre; altre culture pensavano che la Luna inseguisse il Sole (o viceversa). Ai tempi di Pitagora, come enunciava la scuola pitagorica, veniva considerata un pianeta. Durante il Medioevo alcuni credevano che la Luna fosse una sfera perfettamente liscia, come sosteneva la teoria aristotelica, e altri che vi si trovassero oceani (a tutt'oggi il termine mare è impiegato per designare le regioni più scure della superficie lunare).

Quando nel 1609 Galileo puntò il suo telescopio sulla Luna scoprì che la sua superficie non era liscia, bensì corrugata e composta da vallate, monti alti più di 8 000 m e crateri.

Ancora nel 1920 si pensava che la Luna potesse avere un'atmosfera respirabile (o così lasciano intendere i racconti di fantascienza del periodo) e comunque anche alcuni astronomi ipotizzavano la presenza di un piccolo strato d'aria per rendere ragione di alcuni fenomeni osservati durante le occultazioni lunari e che erano inspiegabili. Per esempio l'astronomo Alfonso Fresa nel suo trattato a proposito delle anomalie delle occultazioni lunari scriveva: Un altro fenomeno, davvero inspiegabile, è quello osservato a Leningrado, durante l'eclissi totale di Luna del 14 agosto 1924, da W. Maltzew per la stella BD-15°6037 di settima grandezza: per circa due secondi la stella sembrò apparire nettamente proiettata sul disco eclissato della Luna.

L'autore prosegue: Escludendo il caso di fenomeni dovuti ad illusioni ottiche e quello di stelle doppie, per tutti gli altri casi osservati e confermati da fonti diverse e a cui non si può dare una esauriente spiegazione, si ricorre alla ipotetica spiegazione di un sottilissimo strato d'aria, molto tenue, situato in qualche depressione del suolo ma sufficiente ad affievolire la luce stellare.[8]

Sempre Fresa ponendosi più in generale il problema dell'abitabilità della Luna la legava inscindibilmente alla presenza dell'acqua e dell'aria e riferiva in questi termini: Innanzitutto bisogna intendersi sul significato della parola vita, la quale, se va intesa nel senso organico, molto difficilmente potrà ancora albergare sulla Luna, giacché mancano lassù i fattori necessari alla sua esistenza: l'aria e l'acqua. Si potrebbe obiettare che un'assenza completa di esse non debba essere presa alla lettera, perché pur non verificandosi nemmeno in piccolissima parte i fenomeni di rifrazione, un residuo sparutissimo di aria può esistere sul nostro satellite, per quanto anche l'analisi spettroscopica abbia confermato che il nostro satellite è completamente privo di atmosfera.[9]

Tempo impiegato dalla luce a percorrere la distanza Terra-Luna (circa 1,28 secondi).

Formazione della Luna[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazione artistica dell'impatto di un planetoide di circa 500 km di diametro sulla superficie della Terra da poco formatasi.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Formazione della Luna.

Sono state proposte diverse ipotesi per spiegare la formazione della Luna che, in base alla datazione isotopica dei campioni di roccia lunare portati sulla Terra dagli astronauti, risale a 4,527 ± 0,010 miliardi di anni fa, cioè circa 50 milioni di anni dopo la formazione del sistema solare.[10]

Queste includono l'origine per fissione della crosta terrestre a causa della forza centrifuga,[11] che però richiederebbe un valore iniziale troppo elevato per la rotazione terrestre;[12] la cattura gravitazionale di un satellite già formatosi,[13] che però richiederebbe un'enorme estensione dell'atmosfera terrestre per dissipare l'energia cinetica del satellite in transito;[12] la co-formazione di entrambi i corpi celesti nel disco di accrescimento primordiale, che però non spiega la scarsità di ferro metallico sulla Luna.[12] Nessuna di queste ipotesi inoltre è in grado di spiegare l'alto valore del momento angolare del sistema Terra-Luna.[14]

La teoria più accreditata è quella secondo la quale essa si sia formata a seguito della collisione di un planetoide delle dimensioni simili a quelle di Marte con la Terra quando quest'ultima era ancora calda, nella prima fase della sua formazione (tale planetoide è chiamato a volte Theia). Il materiale scaturito dall'impatto rimase in orbita intorno alla Terra e per effetto della forza gravitazionale si riunì formando la Luna. Detta comunemente la Teoria dell'Impatto Gigante, è supportata da simulazioni pubblicate nell'agosto 2001.[15] Una conferma di questa tesi deriva dal fatto che la composizione della Luna è pressoché identica a quella del mantello terrestre privato degli elementi più leggeri, evaporati per la mancanza di un'atmosfera e della forza gravitazionale necessarie per trattenerli. Inoltre, l'inclinazione dell'orbita della Luna rende piuttosto improbabili le teorie secondo cui la Luna si formò insieme alla Terra o fu catturata in seguito.

Uno studio del maggio 2011 condotto dalla NASA[16] porta elementi che tendono a smentire questa ipotesi. Lo studio, eseguito su campioni vulcanici lunari, ha permesso di misurare nel magma lunare una concentrazione d'acqua 100 volte superiori a quelle precedentemente stimate. Secondo la teoria dell'impatto l'acqua dovrebbe essersi dissolta quasi completamente durante l'impatto mentre dai dati qui ricavati la quantità d'acqua stimata è simile a quella presente nella crosta terrestre.

Un altro studio della NASA[17] indica che la faccia nascosta potrebbe essere stata generata dalla fusione tra la Luna e una seconda luna della Terra, la quale si sarebbe "spalmata" sulla faccia lontana della Luna che conosciamo. Questa teoria spiegherebbe anche perché il lato nascosto della luna si presenti più frastagliato e montuoso rispetto al lato visibile del satellite terrestre.

Rappresentazione in scala della distanza Terra-Luna.

L'allontanamento progressivo della Luna dalla Terra[modifica | modifica sorgente]

In base a precise ed accurate misurazioni tuttora condotte mediante l'impiego di un raggio laser collimato che viene riflesso da un sistema di specchi appositamente collocato sulla superficie lunare durante le missioni Apollo, s'è avuta la conferma che la Luna si sta progressivamente allontanando dalla Terra. Il fenomeno è una conseguenza delle leggi di Keplero. All'inizio della sua storia, la Luna e la Terra erano ancora allo stato fuso e la Luna si calcola orbitasse a circa 20 000 km dalla Terra, per cui la reciproca attrazione gravitazionale era imponente, visto che l'intensità della forza di gravità è inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra le due masse agenti.

L’attrazione esercitata dalla Luna sulla Terra provocava, al tempo, le maree, ma non di acqua, come oggi, bensì di lava densa e viscosa. Il sollevamento delle masse di lava creava sulla superficie terrestre una vera e propria protuberanza, anche di un qualche migliaio di metri d'altezza, che, a sua volta, esercitava una forza di attrazione sulla Luna molto intensa. La Terra ruotava intorno al proprio asse in circa 6 ore, effetto direttamente imputabile all'urto ricevuto dal planetoide al momento della formazione del satellite, mentre la Luna ruotava intorno alla Terra in una settimana circa, mostrando entrambe le sue facce al pianeta.

A causa di questa differenza di velocità, la protuberanza che si formava sulla Terra si trovava sempre più avanti rispetto alla Luna, cosicché la forza di attrazione che la protuberanza esercitava sulla Luna - rimasta indietro a causa della sua minore velocità di rivoluzione intorno alla Terra - tendeva a “trascinare” il satellite, costringendolo ad aumentare la sua velocità. Per la legge di Keplero, a velocità maggiore corrisponde un’orbita maggiore, ecco che l’orbita della Luna aumentava di dimensione. In pratica, si allargava ed il satellite si allontanava. In realtà, l'allontanamento graduale della Luna dalla Terra continua anche oggigiorno, sebbene ad un ritmo meno veloce, in quanto le superfici dei due corpi celesti sono diventate solide e l'acqua degli oceani ha preso il posto del magma primordiale.

Parimenti, questo fenomeno determina anche un leggero rallentamento del moto di rotazione attorno al proprio asse della Terra, in virtù del principio di conservazione dell'energia. Ne consegue un allungamento della durata del giorno ed una diminuzione della durata sia del mese che dell'anno terrestri. È estremamente difficile calcolare a ritroso nel tempo i valori di tali cifre, perché una grande variabile è data dalla distribuzione, nelle ere geologiche, delle masse continentali terrestri, in base alla deriva dei continenti. Generalmente, la configurazione "a supercontinente" (come la Pangea) tende a diminuire l'attrito esercitato dalla Luna sulla Terra, cosicché la velocità d'allontanamento del satellite dal pianeta si riduce. Dai dati geologici (alternanza delle maree desumibili dai fanghi fossili degli antichi estuari, velocità d'accrescimento delle scogliere coralline fossili, numero delle camere in cui si suddividono le conchiglie di alcuni molluschi, etc.) si può calcolare che già 600 milioni d'anni fa la luna si trovasse già ad una distanza di 320 000 km dal pianeta, divenuta 348 000 km 400 milioni d'anni fa.

Parimenti, la durata del giorno passò dalle 20 ore di 600 milioni d'anni fa alle 22 ore di 400 milioni d'anni fa. Oggigiorno la Luna s'allontana di 3,8 cm all'anno (in presenza del supercontinente terrestre il valore si riduce a 2,17 cm annuali) con un allungamento del giorno di 2 decimilionesimi di secondo per anno (ridotti a 1,15 decimilionesimi di secondo per anno in presenza della configurazione "a supercontinente"). La reciproca attrazione gravitazionale ha sincronizzato nel tempo i moti di rotazione e di rivoluzione lunari (oggigiorno di circa 28 giorni terrestri), cosicché la Luna mostra sempre la stessa faccia alla Terra.

Fra circa 800 milioni di anni, la distanza della Luna dal pianeta sarà tale che le sue dimensioni apparenti non consentiranno più il manifestarsi del fenomeno dell'eclisse totale di sole, mentre fra 7 miliardi di anni, se nel frattempo il sole morente non avrà distrutto il sistema Terra - Luna, la distanza della Luna dal pianeta sarà tale che la rotazione terrestre avrà prodotto il fenomeno per cui anche il pianeta mostrerà sempre la stessa faccia alla Luna. Infatti, l'allungamento della durata del giorno terrestre e l'allontanamento della Luna avranno termine quando sarà stata raggiunta la condizione di stazionarietà per cui una rotazione terrestre equivarrà ad una lunazione. A quell'epoca il giorno terrestre durerà quanto 47 giorni attuali, la Luna disterà dalla Terra 480 000 km e apparirà fissa nel cielo e dunque visibile da un solo emisfero terrestre, mentre saranno azzerati sia l'allontanamento lunare che l'allungamento della durata del giorno terrestre.

Caratteristiche fisiche[modifica | modifica sorgente]

Crateri lunari
Superficie lunare.

Poiché il periodo di rotazione della Luna è esattamente uguale al suo periodo orbitale noi vediamo sempre la stessa faccia della Luna. Questa sincronia è il risultato dell'attrito gravitazionale causato dalla Terra che ha rallentato la rotazione della Luna nella sua storia iniziale. A causa di queste forze, dette anche forze di marea, anche la rotazione della Terra viene gradualmente rallentata e la Luna si allontana lentamente dalla Terra di 4 cm all'anno mentre il momento rotazionale di quest'ultima viene trasferito al momento orbitale della Luna. L'attrazione gravitazionale che la Luna esercita sulla Terra è la causa delle maree del mare. Le variazioni della marea sono sincronizzate con l'orbita della Luna attorno alla Terra.

La Terra e la Luna orbitano attorno a un centro di massa comune, che si trova a una distanza di circa 4 700 km dal centro della Terra. Poiché questo centro si trova dentro alla massa terrestre il moto della Terra è meglio descritto come un'oscillazione. Viste dal Polo nord della Terra l'orbita della Luna attorno alla Terra e l'orbita di questa attorno al Sole sono tutte in senso antiorario.

Rispetto agli altri satelliti naturali del sistema solare la Luna è eccezionalmente grande rispetto al pianeta attorno a cui orbita. Infatti ha un diametro pari a un quarto e una massa pari a 1/81 di quella terrestre.[18] Questi valori ne fanno il secondo satellite naturale per le dimensioni relative a quelle del suo pianeta madre. Solo Caronte, il satellite del pianeta nano Plutone, ha dimensioni proporzionalmente maggiori, con una massa pari all'11,6% di quella di Plutone.[19] In genere, satelliti di dimensioni a essa comparabili orbitano attorno ai giganti gassosi (Giove o Saturno), mentre i pianeti più affini alla Terra o non hanno satelliti (Venere) o ne hanno di minuscoli (Marte).

Il sistema Terra-Luna non può essere considerato un pianeta doppio perché il centro di gravità del sistema Terra-Luna non è esterno al pianeta, ma è localizzato 1 700 km al di sotto della superficie terrestre, circa un quarto del raggio terrestre.[20]

Il piano dell'orbita della Luna è inclinato di 5°19' rispetto a quello dell'orbita della Terra intorno al Sole (il piano dell'eclittica). Il piano orbitale della Luna, assieme al suo asse di rotazione, ruota in senso orario con un periodo di 18,6 anni, sempre mantenendo un'inclinazione di 5°19' gradi; questo movimento è correlato alle nutazioni terrestri, che possiedono infatti lo stesso periodo. I punti in cui l'orbita lunare interseca l'eclittica sono chiamati nodi lunari. Le eclissi solari accadono quando un nodo coincide con una luna nuova, le eclissi lunari quando un nodo coincide con una luna piena.

Le ere geologiche della Luna vengono definite in base alla datazione di alcuni crateri che hanno avuto un effetto significativo sulla sua storia.

Le forze di marea che oggi causano le maree terrestri erano attive anche quando la Luna era in via di formazione e ancora fusa. Poi si raffreddò e si solidificò, ma mantenne la forma di un ellissoide con l'asse maggiore puntato verso la Terra. Le forze di marea della Luna sulla Terra, pur molto minori di quelle della Terra sulla Luna, hanno avuto l'effetto di rallentare progressivamente la velocità di rotazione della Terra. È stato calcolato per esempio che 400 milioni di anni fa il giorno terrestre durava 21,8 ore circa.[senza fonte] Inoltre i reciproci effetti mareali tendono a far aumentare la distanza tra i due corpi: nella stessa epoca, essa era di circa 320 000 km.[senza fonte]

Composizione chimica[modifica | modifica sorgente]

Più di 4,5 miliardi di anni fa, la superficie della Luna era un oceano di magma liquido. Gli scienziati pensano che uno dei componenti delle rocce lunari detto KREEP, acronimo dell'espressione inglese K (potassio), Rare Earth Elements (terre rare), e P (fosforo), rappresenti l'ultimo resto del magma originario. Il KREEP è composto da quelli che gli scienziati chiamano "elementi incompatibili": elementi che non possono entrare a far parte delle strutture dei cristalli e che quindi rimangono inutilizzati sulla superficie del magma. Per i ricercatori, il KREEP è un marcatore utile per determinare la storia del vulcanismo lunare e tracciare la cronologia degli impatti da parte di comete e altri oggetti celesti.

La crosta lunare è composta da una varietà di elementi primari: uranio, torio, potassio, ossigeno, silicio, magnesio, ferro, titanio, calcio, alluminio e idrogeno. Dai dati forniti dalla missione GRAIL sulle caratteristiche della crosta lunare, i ricercatori hanno ottenuto preziose informazioni anche sulla composizione interna del satellite, scoprendo che racchiude all'incirca la stessa percentuale di alluminio della Terra.[21] Quando viene bombardato dai raggi cosmici, ogni elemento riemette nello spazio una sua propria radiazione particolare, sotto forma di raggi gamma. Alcuni elementi, come l'uranio, il torio e il potassio, sono radioattivi ed emettono spontaneamente raggi gamma. Quale che sia la loro causa, i raggi gamma emessi da ogni elemento sono diversi e uno spettrometro è in grado di distinguerli e appunto in questo modo è stato possibile scoprirne l'esistenza. Una mappa globale della Luna, che riporti l'abbondanza di questi elementi, non è ancora stata realizzata.

Struttura interna[modifica | modifica sorgente]

Struttura interna della Luna.
Composizione chimica della regolite della superficie lunare.[22]
Compound Formula Composizione (peso %)
Mari Alture
silice SiO2 45,4% 45,5%
allumina Al2O3 14,9% 24,0%
Ossido di calcio CaO 11,8% 15,9%
Ossido di ferro FeO 14,1% 5,9%
Ossido di magnesio MgO 9,2% 7,5%
Biossido di titanio TiO2 3,9% 0,6%
Ossido di sodio Na2O 0,6% 0,6%
Totale 99,9% 100,0%

La Luna è un corpo celeste internamente differenziato: come la nostra Terra ha una crosta geochimicamente distinta, un mantello e un nucleo.

La parte interna del nucleo, con un raggio di 240 km, è ricca di ferro allo stato solido ed è circondata da un guscio esterno fluido costituito principalmente da ferro liquido, con un raggio di circa 300 km. Attorno al nucleo si trova una fase parzialmente fusa con un raggio di circa 500 km.[23] La sua composizione non è stata del tutto chiarita, ma si dovrebbe trattare di ferro metallico in lega con piccole quantità di zolfo e nickel; sono le analisi della variabilità della rotazione lunare a indicare che esso è almeno parzialmente fuso.[24]

Si ritiene che questa struttura si sia sviluppata attraverso una cristallizzazione frazionata dell'oceano magmatico che avvolgeva il satellite 4,5 miliardi di anni fa, al tempo della sua formazione.[25]

La cristallizzazione dell'oceano magmatico avrebbe creato il mantello mafico per precipitazione e separazione dei minerali di olivina, ortopirosseno e clinopirosseno; dopo che circa tre quarti del magma si era cristallizzato, i minerali di plagioclasio, a densità più bassa, poterono galleggiare e formare la crosta superficiale.[26] I liquidi, che cristallizzarono per ultimi, si trovarono compressi tra la crosta e il mantello, con un'elevata abbondanza di elementi scarsamente compatibili ed esotermici.[27] A conferma di questo, la mappatura geochimica effettuata dalle sonde in orbita, mostra che la crosta è prevalentemente a base di anortosite;[28] anche i campioni di roccia lunare della lava eruttata sulla superficie da fusioni parziali del mantello, confermano la composizione mafica del mantello, più ricco in ferro di quello terrestre.[27] Attraverso i dati inviateci dalla missione GRAIL, le ultime stime effettuate, dimostrano invece che la crosta lunare è più sottile di quanto si pensava, in media 32-34 km contro i 45 km delle stime precedenti.[27]

La Luna è il secondo satellite più denso del sistema solare dopo Io.[29] Tuttavia le dimensioni del nucleo interno lunare sono piuttosto piccole in confronto alla dimensione totale del satellite, solo il 20%,[27] rispetto al circa 50% della maggioranza degli altri satelliti di tipo terrestre.

Topografia lunare[modifica | modifica sorgente]

Topografia della Luna. In rosso le elevazioni, in blu le depressioni.

La topografia della Luna è stata misurata utilizzando tecniche come l'altimetria laser e l'analisi stereoscopica delle immagini.[30]

La caratteristica topografica più rilevante è l'enorme Bacino Polo Sud-Aitken, situato sulla faccia nascosta della Luna e pertanto non direttamente visibile da noi. Si tratta di un vasto cratere da impatto di oltre 2 240 km di diametro, il più grande del nostro satellite e uno dei più estesi dell'intero sistema solare.[31][32] Oltre alle dimensioni, il cratere vanta anche due altri primati: con i suoi 13 km di profondità contiene il punto più basso dell'intera superficie lunare[31][33] mentre la massima elevazione del satellite si trova sul suo bordo nord-est. Si ritiene che quest'area sia il risultato di un impatto obliquo che ha portato alla formazione del bacino.[34]

Anche altri grandi bacini da impatto come Mare Imbrium, Mare Serenitatis, Mare Crisium, Mare Smythii e Mare Orientale posseggono vaste depressioni e bordi molto elevati.[31] L'emisfero nascosto della Luna ha un'elevazione media di 1,9 km più alta rispetto quella dell'emisfero visibile.[27]

Presenza di acqua[modifica | modifica sorgente]

Immagine del Polo Sud lunare ripresa dalla sonda Clementine.

La Luna per gran parte della sua storia antica è stata bombardata da asteroidi e comete, quest'ultime ricche d'acqua. L'energia della luce solare divide la maggior parte di quest'acqua nei suoi elementi costituenti, idrogeno e ossigeno, di cui la maggior parte si disperde immediatamente nello spazio. È stato però ipotizzato che quantità significative di acqua possano rimanere sulla Luna, in superficie, in aree perpetuamente all'ombra o inglobate nella crosta.[35]

A causa della modesta inclinazione dell'asse di rotazione lunare (solo 1,5°), alcuni dei crateri polari più profondi non ricevono mai luce dal Sole, rimanendo sempre in ombra. In accordo con i dati raccolti durante la missione Clementine, sul fondo di tali crateri potrebbero essere presenti depositi di ghiaccio d'acqua.[35] Le successive missioni lunari hanno tentato di confermare questi risultati, senza tuttavia fornire dati definitivi.[35]

Nell'ambito del suo progetto di ritorno sulla Luna, la NASA ha deciso di finanziare il Lunar Crater Observation and Sensing Satellite.[36] La sonda è stata progettata per osservare l'impatto dello stadio superiore del razzo vettore Centaur che l'avrebbe portata in orbita, su una regione permanentemente in ombra situata in vicinanza al Polo Sud lunare.[37] L'impatto del razzo è avvenuto il 9 ottobre 2009, seguito quattro minuti dopo da quello della sonda che in questo modo ha attraversato il pennacchio così sollevatosi e ne ha potuto analizzare la composizione.[38]

Il 13 novembre 2009, la NASA ha annunciato che, in seguito a un'analisi preliminare dei dati raccolti durante la missione di LCROSS, è stata confermata la presenza di depositi di ghiaccio d'acqua nei pressi del Polo Sud lunare.[39] Nello specifico sono state rilevate linee di emissione dell'acqua nello spettro, nel visibile e nell'ultravioletto, del pennacchio generato dall'impatto sulla superficie lunare dello stadio superiore del razzo che aveva portato la sonda in orbita.[39] È stata inoltre rilevata la presenza di idrossile, prodotto dalla scissione dell'acqua investita dalla radiazione solare.[39]

L'acqua (sotto forma di ghiaccio) potrebbe in futuro essere estratta e quindi divisa in idrogeno e ossigeno da generatori ad energia solare. La quantità di acqua presente sulla Luna è un fattore importante nel rendere possibile la sua colonizzazione, perché il trasporto dalla Terra è estremamente costoso.

L'acqua lunare potrebbe essere contenuta al suo interno e derivare dalla sua formazione, come rileva uno studio recente (maggio 2011) condotto dalla NASA[40]. Lo studio evidenzia che la percentuale di acqua presente nella Luna potrebbe essere simile a quella terrestre e quindi i depositi rilevati potrebbero essere stati generati dalle eruzioni magmatiche del passato.

Campo magnetico[modifica | modifica sorgente]

Per più di un miliardo di anni dalla sua formazione, la luna ebbe un campo magnetico paragonabile a quello terrestre. Gran parte del calore indispensabile a mantenere fluido il nucleo esterno ed il mantello era dato, in parte dal decadimento degl'isotopi radioattivi, ma soprattutto dalle forze mareali esercitate dalla Terra, come accade ancor oggi per la luna gioviana Io. Le forze mareali creavano un notevole attrito - e, quindi, riscaldamento interno - negli strati interni della Luna in quanto, all'inizio della sua storia, il satellite, che continua anche oggi ad allontanarsi progressivamente dalla Terra, orbitava intorno al pianeta ad una distanza molto inferiore a quella odierna, cosicché la forza gravitazionale esercitata dalla Terra era in grado anche di fondere e far rimanere allo stato fuso le rocce del mantello lunare e quelle del nucleo esterno (che sono tuttora fuse). A distanza ravvicinata, le interazioni di marea tra la Terra e la Luna avrebbero, oltretutto, fatto sì che il mantello del nostro satellite ruotasse in modo leggermente diverso da quello del suo nucleo, creando celle convettive che si mantennero fino a circa 3 miliardi d'anni or sono. Proprio questo movimento differenziale avrebbe indotto nel nucleo un rimescolamento in grado, almeno stando alle previsioni teoriche, di dar luogo a una dinamo magnetica[41]. Il campo magnetico esterno attuale della Luna è molto debole, compreso tra uno e cento nanotesla, circa un centesimo di quello terrestre. Non si tratta di un campo magnetico dipolare globale, che richiederebbe un nucleo interno liquido, ma solo una magnetizzazione crostale, probabilmente acquisita nelle prime fasi della sua storia quando la geodinamo era ancora operativa.[42][43] Parte di questo residuo di magnetizzazione potrebbe anche derivare da campi magnetici transitori generatisi durante grandi eventi di impatto attraverso l'espansione della nube plasmatica associata all'impatto in presenza di un preesistente campo magnetico ambientale. Questa ricostruzione è supportata dalla localizzazione delle grandi magnetizzazioni crostali disposte agli antipodi dei grandi bacini da impatto.[44]

Le misurazioni del campo magnetico possono dare inoltre informazioni su dimensione e conduttività elettrica del nucleo lunare, fornendo quindi dati per una migliore teoria dell'origine della Luna. Per esempio, se il nucleo contenesse una proporzione maggiore di elementi magnetici (come il ferro) rispetto a quella terrestre, la teoria della nascita per impatto perderebbe credito (anche se potrebbero esistere spiegazioni alternative per questo fatto).

Sopra tutta la crosta lunare si stende uno strato esterno di roccia polverosa, chiamata regolite. Sia la crosta sia la regolite sono distribuite in modo irregolare, l'una con uno spessore da 60 a 100 chilometri, l'altra passando da 3-5 metri nei mari fino a 10-20 metri sulle alture. Gli scienziati pensano che queste asimmetrie siano sufficienti per spiegare lo spostamento del centro di massa della Luna. L'asimmetria della crosta potrebbe anche spiegare la differenza nei terreni lunari che sono formati principalmente da mari sulla faccia vicina e rocce sulla parte lontana.

Atmosfera[modifica | modifica sorgente]

La Luna non possiede quella che si può definire un'atmosfera nel senso comune del termine; si può solo parlare di un velo estremamente tenue, tanto che può essere quasi assimilato al vuoto, con una massa totale di meno di 10 tonnellate.[45] La pressione superficiale risultante è attorno a 10−15 atmosfere (0,3 nPa), variabile in funzione del giorno lunare. La sua origine è imputabile al degassamento e allo sputtering, cioè il rilascio di atomi di gas da parte delle rocce che compongono la Luna, in seguito all'impatto degli ioni portati dal vento solare.[28][46]

Tra gli elementi che sono stati identificati ci sono sodio, potassio (presenti anche nelle atmosfere di Mercurio e del satellite Io) generati da sputtering; elio-4, da vento solare; argon-40, radon-222 e polonio-210 da degassamento per effetto del decadimento radioattivo all'interno di crosta e mantello.[47][48] Non è ben chiara l'assenza di elementi allo stato neutro (atomi o molecole) come ossigeno, azoto, carbonio e magnesio, normalmente presenti nella regolite.[47]

La presenza di vapore acqueo è stata rilevata dalla sonda indiana Chandrayaan-1 a varie latitudini, con un massimo a ~60–70 gradi; si ritiene che possa essere generato dalla sublimazione del ghiaccio d'acqua della regolite.[49] Dopo la sublimazione, questo gas può ritornare nella regolite, sotto l'effetto della debole attrazione gravitazionale della Luna, o essere disperso nello spazio a causa sia della radiazione solare sia del campo magnetico generato dal vento solare sulle particelle ionizzate.[47]

Terremoti sulla Luna[modifica | modifica sorgente]

Le missioni Apollo che hanno portato astronauti sulla Luna hanno sbarcato anche alcuni sismografi. Questi sismografi hanno funzionato per molti anni ottenendo risultati ben diversi da quelli posti sulla superficie terrestre. Pur avendo registrato qualche migliaio di terremoti l'anno, si è visto che in media l'energia liberata da essi è molto bassa e non ha quasi mai superato il secondo grado della scala Richter. L'assenza di moti crostali impedisce lo sviluppo di terremoti di alta intensità.

Osservazione della Luna[modifica | modifica sorgente]

Luna al crepuscolo con Venere (accanto) e Giove (in alto)
Librazioni lunari con il succedersi delle fasi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Osservazione della Luna.

Grazie a quella che sembra essere una straordinaria coincidenza, le grandezze apparenti della Luna e del Sole, visti dalla Terra, sono comparabili. Per effetto della variazione delle distanze Luna-Terra e Terra-Sole, dovute all'eccentricità delle rispettive orbite, la dimensione apparente della Luna vista dalla superficie terrestre varia da un valore leggermente inferiore a un valore leggermente superiore a quello del diametro apparente del Sole: questo fatto rende possibili, oltre che le eclissi solari parziali, anche eclissi solari totali, anulari e miste. La Luna (e anche il Sole) sembra più grande quando è vicina all'orizzonte. Questa è un'illusione ottica provocata dall'effetto psicologico della diversa percezione delle distanze verso l'alto e in orizzontale. In realtà, la rifrazione atmosferica e la distanza leggermente maggiore rendono l'immagine della Luna un poco più piccola all'orizzonte rispetto al resto del cielo.

Varie aree chiare e scure creano immagini che sono interpretate nelle varie culture come l'Uomo della Luna, oppure il coniglio e il bufalo e altre; il fenomeno è indicato col nome di pareidolia. Al telescopio si possono riconoscere catene di montagne e crateri. Le pianure, scure e relativamente spoglie di dettagli, sono chiamate mari lunari, oppure maria in Latino, perché erano credute corpi d'acqua dagli astronomi antichi. Le parti più chiare ed elevate sono chiamate terre, o terrae.

Durante le lune piene più brillanti, la Luna raggiunge una magnitudine apparente di circa -12,6. Per confronto, il Sole ha una magnitudine apparente di -26,8 mentre Sirio, la stella più brillante, solo -1,4.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Fasi lunari.

Luna rossa[modifica | modifica sorgente]

A volte capita di vedere la Luna che, nel momento in cui sorge, possiede un colore rossastro. Ciò avviene poiché la sua luce (che proviene dal Sole e che è reindirizzata sulla Terra) deve attraversare uno strato atmosferico più ampio rispetto a quello che trova nel momento in cui è più alta nel cielo; la radiazione luminosa deve pertanto oltrepassare una quantità maggiore di polveri e turbolenze dell'aria ed è soggetta a una maggiore diffusione. Tale azione è più efficace con i raggi a frequenze più elevate, di colore blu, e meno con quelli a frequenze più basse, di colore rosso (scattering di Rayleigh): quindi poiché la componente rossa della sua luce non viene dispersa e arriva diretta ai nostri occhi, noi vediamo la luna di colore rosso.

L'esplorazione della Luna[modifica | modifica sorgente]

La discesa di Aldrin sulla Luna
Un'impronta lasciata sul suolo lunare dall'astronauta Buzz Aldrin durante la missione dell'Apollo 11

Storia dell'esplorazione lunare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esplorazione della Luna.

La faccia nascosta, sempre opposta alla Terra, della Luna venne osservata per la prima volta il 7 ottobre 1959, quando la sonda sovietica Luna 3 fu messa in orbita attorno alla Luna e inviò alcune sue fotografie alla Terra.

Gli uomini hanno messo piede sulla Luna il 21 luglio 1969[50], all'apice di una gara spaziale tra URSS e Stati Uniti d'America, ispirata dalla guerra fredda. Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu Neil Armstrong, comandante dell'Apollo 11. L'ultimo fu Eugene Cernan, che dopo 3 giorni e 3 ore trascorsi sulla superficie lunare con il collega della missione Apollo 17, Jack Schmitt, la lasciò il 14 dicembre 1972.

L'equipaggio dell'Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e lasciare informazioni sulla visita a ogni altro essere vivente che la trovi. Sulla targa c'è scritto:

(EN)
« Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D.
We came in peace for all mankind. »
(IT)
« Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, Luglio 1969 D.C.
Siamo venuti in pace, per tutta l'umanità. »

La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra ed è firmata dai tre astronauti e dall'allora Presidente statunitense Richard Nixon.

In totale gli sbarchi sulla Luna delle missioni Apollo furono 6 (Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17), per un totale di 12 astronauti discesi sul nostro satellite; la missione Apollo 13 non atterrò sulla Luna a causa di un incidente durante il volo e le restanti previste missioni Apollo 18, 19 e 20 furono annullate per tagli di bilancio.

Dopo gli sbarchi del Programma Apollo nessun essere umano ha più camminato sulla Luna. Gli americani persero interesse, i sovietici continuarono con l'atterraggio di sonde automatiche (tra cui le Lunakhod) alcune delle quali (come Luna 16) riportarono anche campioni di suolo sulla Terra. Le altre nazioni non avevano le risorse necessarie e le due superpotenze non videro un vantaggio tale nell'esplorazione da giustificare gli altissimi costi.

Gli anni duemila hanno visto una ripresa dell'esplorazione lunare. L'Agenzia Spaziale Europea ha lanciato la sonda spaziale SMART-1 il 27 settembre 2003. La sonda, equipaggiata con un propulsore ionico, ha raggiunto la Luna all'inizio del 2005 ed ha effettuato una ricognizione completa della Luna e prodotto una mappa a raggi X della superficie.[51] Nel 2007, l'Agenzia spaziale nipponica ha lanciato la sonda SELENE (ribattezzata Kaguya) che ha eseguito una mappatura della superficie lunare con particolare attenzione alle anomalie del suo campo gravitazionale. Lo stesso decennio ha visto il lancio, anche, delle prime missioni lunari dei paesi emergenti dell'Asia: la Cina ha lanciato le missioni Chang'e 1 e 2 nel 2007 e nel 2010, rispettivamente; l'India ha lanciato Chandrayaan-1 nel 2008.

La NASA ha lanciato nel 2009 le missioni LCROSS e Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO). La prima dedicata all'individuazuione della presenza di acqua sulla Luna, la seconda per eseguire una ricognizione ad alta risoluzione della superficie lunare. Dal 2011, LRO è affiancata da GRAIL, sviluppata per studiare il campo gravitazionale lunare e, in base a questo, dedurre dettagli della topografia e composizione della crosta e del mantello sottostante.

Programmi di future esplorazioni lunari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Colonizzazione della Luna.

L'Agenzia Spaziale Europea e la Repubblica Popolare Cinese hanno entrambe piani per esplorare la Luna, la prima mediante sonde e la seconda, secondo notizie recenti, con un programma di esplorazione umana.

La Cina, oltre all'esplorazione umana, sta considerando la possibilità di sfruttare minerariamente la Luna, in particolare per l'isotopo Elio-3, da usare come fonte d'energia sulla Terra [1]. La NASA sta anche programmando una missione sulla Luna per il 2020.

Teorie del complotto sull'allunaggio[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dubbi sull'allunaggio dell'Apollo.

Nel 2001, il francese Philippe Lheureux pubblicò un libro in cui sosteneva che le foto prese dagli astronauti americani sulla Luna fossero in realtà dei falsi realizzati sulla Terra. Prima di lui, lo statunitense Bill Kaysing aveva pubblicato nel 1976 un libro in cui sosteneva che l'allunaggio non fosse mai avvenuto. Nonostante queste teorie siano state smentite ed esistano varie prove sugli allunaggi dell'Apollo, l'argomento continua a suscitare polemiche.

La Luna nel mito e nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

La luna protagonista in un quadro di Friedrich
Luna piena – Il bacio nella luna di Filippo Zamboni - ed.1912.

La Luna è spesso protagonista in molte mitologie e credenze popolari. Le numerose divinità lunari sono spesso femminili, come le dee greche Selene e Artemide, e le loro equivalenti romane Luna e Diana. Si possono trovare anche divinità maschili, come Nanna o Sin dei Mesopotamici, Thoth degli Egiziani, Men dei Frigi e il dio giapponese Tsukuyomi e anche Isil, che fa parte della mitologia di Arda, mondo immaginario creato da J.R.R. Tolkien.

Presso la religione induista, un aneddoto mitologico avente come protagonista Ganesha (la divinità dalla testa d'elefante) spiega l'origine delle fasi lunari (v. Ganesha e la Luna).

Parole come lunatico sono derivate dalla Luna a causa della credenza popolare che la Luna sia una causa di pazzia periodica.

La Luna trova anche ampio spazio nella religione islamica. Ne è il simbolo che, soprattutto in India, viene utilizzato come ornamento.

Ampio rilievo occupa la Luna nelle credenze popolari: per i pescatori bisogna pescare sempre nelle notti di Luna piena perché la Luna attira i pesci in superficie, mentre i contadini sostengono che il mosto vada messo nelle botti durante il novilunio, per farlo diventare vino. Negli orti, poi, la Luna occupa un ruolo importantissimo: bisogna sempre seminare in Luna calante. Ad esempio la lattuga non farebbe il maschio (il fiore)[52]. È tuttora diffusa anche la credenza dell'aumento delle nascite in fase di Luna crescente. Anche gli antichi proverbi popolari si occupano estesamente dell'influenza della Luna su tutti gli aspetti della vita contadina, basti pensare al proverbio: «Luna di grappoli a gennaio luna di racimoli a febbraio»[53]

Nella mitologia medioevale, la Luna piena occupa una posizione importante: si credeva che i lupi mannari si trasformassero alla luce della Luna e le streghe si riunissero per i loro Esbat (feste minori che celebravano le fasi lunari. Solitamente si festeggiavano la fase di Luna piena, poiché si credeva che l'energia fosse maggiore). Altre credenze riguardano il sonnambulismo, che secondo le credenze popolari avviene in presenza di luna piena, così come si crede che la Luna possa attirare i terremoti e ingrandisca gli occhi dei gatti.

Mircea Eliade tratta diffusamente delle simbologie e della mistica lunare: la Luna e il Tempo, la Luna e le Acque, le epifanie lunari, La Luna e la Vegetazione, la Luna e la Fertilità, la Luna la Donna e il Serpente, la Luna e la Morte, la Luna e il Destino, la Luna e l'Iniziazione, il simbolismo e la metafisica lunare.[54]

Nella fantascienza[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La Luna nella fantascienza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Moon Facts". SMART-1. European Space Agency. 2010. Retrieved 12 May 2010
  2. ^ a b Giacomo Devoto, Avviamento all'etimologia italiana, Milano, Mondadori, 1979.
  3. ^ Online Etymology Dictionary. URL consultato il 25 settembre 2011.
  4. ^ Sanskrit Dictionary for Spoken Sanskrit
  5. ^ Chandra
  6. ^ Dizionario etimologico, Santarcangelo di Romagna, RusconiLibri, 2003.
  7. ^ a b c Explanatory Supplement to the Astronomical Ephemeris, 1961, pag. 107
  8. ^ Fresa, Alfonso. La Luna, Milano, Hoepli 1952, p. 233.
  9. ^ Fresa, Alfonso. Op. cit. pagine 434-435
  10. ^ T. Kleine, Palme, H.; Mezger, K.; Halliday, A.N., Hf–W Chronometry of Lunar Metals and the Age and Early Differentiation of the Moon in Science, vol. 310, nº 5754, 2005, pp. 1671–1674, Bibcode:2005Sci...310.1671K, DOI:10.1126/science.1118842, PMID 16308422.
  11. ^ A.B. Binder, On the origin of the Moon by rotational fission in The Moon, vol. 11, nº 2, 1974, pp. 53–76, Bibcode:1974Moon...11...53B, DOI:10.1007/BF01877794.
  12. ^ a b c Rick Stroud, The Book of the Moon, Walken and Company, 2009, pp. 24–27, ISBN 0-8027-1734-9.
  13. ^ H.E. Mitler, Formation of an iron-poor moon by partial capture, or: Yet another exotic theory of lunar origin in Icarus, vol. 24, nº 2, 1975, pp. 256–268, Bibcode:1975Icar...24..256M, DOI:10.1016/0019-1035(75)90102-5.
  14. ^ D.J. Stevenson, Origin of the moon–The collision hypothesis in Annual Review of Earth and Planetary Sciences, vol. 15, nº 1, 1987, pp. 271–315, Bibcode:1987AREPS..15..271S, DOI:10.1146/annurev.ea.15.050187.001415.
  15. ^ (EN) Katie Pennicott, Mars-sized object probably created the Moon, physicsworld.com, 16 agosto 2001. URL consultato il 27 ottobre 2009.
  16. ^ (EN) NASA, NASA-Funded Scientists Make Watershed Lunar Discovery, NASA, 25 maggio 2011. URL consultato il 9 agosto 2011.
  17. ^ (EN) NASA, Forming the lunar farside highlands by accretion of a companion moon, NASA, 3 agosto 2011. URL consultato il 9 agosto 2011.
  18. ^ P.D. Spudis, Moon, World Book Online Reference Center, NASA, 2004. URL consultato il 12 aprile 2007.
  19. ^ Space Topics: Pluto and Charon, The Planetary Society. URL consultato il 6 aprile 2010.
  20. ^ Planet Definition Questions & Answers Sheet, International Astronomical Union, 2006. URL consultato il 24 marzo 2010.
  21. ^ Dalla missione GRAIL la nuova mappa gravitazionale della Luna - Le Scienze
  22. ^ Taylor, Stuart Ross, Lunar science: A post-Apollo view, New York, Pergamon Press, Inc., 1975, p. 64.
  23. ^ NASA Research Team Reveals Moon Has Earth-Like Core, NASA, 01.06.11.
  24. ^ J.G. Williams, Turyshev, S.G.; Boggs, D.H.; Ratcliff, J.T., Lunar laser ranging science: Gravitational physics and lunar interior and geodesy in Advances in Space Research, vol. 37, nº 1, 2006, p. 6771, arXiv:gr-qc/0412049, Bibcode:2006AdSpR..37...67W, DOI:10.1016/j.asr.2005.05.013.
  25. ^ A. Nemchin, N. Timms, R. Pidgeon, T. Geisler, S. Reddy e C. Meyer, Timing of crystallization of the lunar magma ocean constrained by the oldest zircon in Nature Geoscience, vol. 2, nº 2, 2009, pp. 133–136, Bibcode:2009NatGe...2..133N, DOI:10.1038/ngeo417.
  26. ^ C. Shearer, et al., Thermal and magmatic evolution of the Moon in Reviews in Mineralogy and Geochemistry, vol. 60, nº 1, 2006, pp. 365–518, DOI:10.2138/rmg.2006.60.4.
  27. ^ a b c d e M. Wieczorek, et al., The constitution and structure of the lunar interior in Reviews in Mineralogy and Geochemistry, vol. 60, nº 1, 2006, pp. 221–364, DOI:10.2138/rmg.2006.60.3.
  28. ^ a b P. Lucey, et al., Understanding the lunar surface and space-Moon interactions in Reviews in Mineralogy and Geochemistry, vol. 60, nº 1, 2006, pp. 83–219, DOI:10.2138/rmg.2006.60.2.
  29. ^ J. et al. Schubert, Interior composition, structure, and dynamics of the Galilean satellites. in F. Bagenal et al. (a cura di), Jupiter: The Planet, Satellites, and Magnetosphere, Cambridge University Press, 2004, pp. 281–306, ISBN 978-0-521-81808-7.
  30. ^ Spudis, Paul D.; Cook, A.; Robinson, M.; Bussey, B.; Fessler, B., Topography of the South Polar Region from Clementine Stereo Imaging in Workshop on New Views of the Moon: Integrated Remotely Sensed, Geophysical, and Sample Datasets, 01/1998, p. 69, Bibcode:1998nvmi.conf...69S.
  31. ^ a b c Paul D. Spudis, Reisse, Robert A.; Gillis, Jeffrey J., Ancient Multiring Basins on the Moon Revealed by Clementine Laser Altimetry in Science, vol. 266, nº 5192, 1994, pp. 1848–1851, Bibcode:1994Sci...266.1848S, DOI:10.1126/science.266.5192.1848, PMID 17737079.
  32. ^ C.M. Pieters, S. Tompkins, J.W. Head e P.C. Hess, Mineralogy of the Mafic Anomaly in the South Pole‐Aitken Basin: Implications for excavation of the lunar mantle in Geophysical Research Letters, vol. 24, nº 15, 1997, pp. 1903–1906, Bibcode:1997GeoRL..24.1903P, DOI:10.1029/97GL01718.
  33. ^ G.J. Taylor, The Biggest Hole in the Solar System, Planetary Science Research Discoveries, Hawai'i Institute of Geophysics and Planetology, 17 luglio 1998. URL consultato il 12 aprile 2007.
  34. ^ P. H. Schultz, Forming the south-pole Aitken basin – The extreme games in Conference Paper, 28th Annual Lunar and Planetary Science Conference, vol. 28, 03/1997, p. 1259, Bibcode:1997LPI....28.1259S.
  35. ^ a b c (EN) Bernard H. Foing, From SMART-1 to LRO/LCROSS: precursors for lunar exploration, ESA, 17 giugno 2009. URL consultato il 14 novembre 2009.
  36. ^ (EN) John Bluck, New NASA Ames Spacecraft to Look for Ice at Lunar South Pole, NASA, 10 aprile 2006. URL consultato il 15 giugno 2009.
  37. ^ (EN) Mission Overview in LCROSS - Lunar CRater Observation and Sensing Satellite, NASA. URL consultato il 15 giugno 2009.
  38. ^ (EN) NASA'S LCROSS Captures All Phases of Centaur Impact, NASA, 16 ottobre 2009. URL consultato il 14 novembre 2009.
  39. ^ a b c (EN) LCROSS Impact Data Indicates Water on Moon, NASA, 13 novembre 2009. URL consultato il 14 novembre 2009.
  40. ^ (EN) NASA, NASA-Funded Scientists Make Watershed Lunar Discovery, NASA, 25 maggio 2011. URL consultato il 9 agosto 2011.
  41. ^ L’enigma dell’antico campo magnetico della Luna - Le Scienze
  42. ^ Ian Garrick-Bethell, iBenjamin P. Weiss, David L. Shuster e Jennifer Buz, Early Lunar Magnetism in Science, vol. 323, nº 5912, 2009, pp. 356–359, Bibcode:2009Sci...323..356G, DOI:10.1126/science.1166804, PMID 19150839.
  43. ^ Magnetometer / Electron Reflectometer Results, Lunar Prospector (NASA), 2001. URL consultato il 17 marzo 2010.
  44. ^ L.L. Hood, Huang, Z., Formation of magnetic anomalies antipodal to lunar impact basins: Two-dimensional model calculations in J. Geophys. Res., vol. 96, B6, 1991, pp. 9837–9846, Bibcode:1991JGR....96.9837H, DOI:10.1029/91JB00308.
  45. ^ Ruth Globus, Chapter 5, Appendix J: Impact Upon Lunar Atmosphere in Richard D. Johnson & Charles Holbrow (a cura di), Space Settlements: A Design Study, NASA, 1977. URL consultato il 17 marzo 2010.
  46. ^ Arlin P.S. Crotts, Lunar Outgassing, Transient Phenomena and The Return to The Moon, I: Existing Data. (PDF), Department of Astronomy, Columbia University, 2008. URL consultato il 29 settembre 2009.
  47. ^ a b c S.A. Stern, The Lunar atmosphere: History, status, current problems, and context in Rev. Geophys., vol. 37, nº 4, 1999, pp. 453–491, Bibcode:1999RvGeo..37..453S, DOI:10.1029/1999RG900005.
  48. ^ S. Lawson, Feldman, W.; Lawrence, D.; Moore, K.; Elphic, R.; Belian, R., Recent outgassing from the lunar surface: the Lunar Prospector alpha particle spectrometer in J. Geophys. Res., vol. 110, E9, 2005, p. 1029, Bibcode:2005JGRE..11009009L, DOI:10.1029/2005JE002433.
  49. ^ R. Sridharan, S.M. Ahmed, Tirtha Pratim Dasa, P. Sreelathaa, P. Pradeepkumara, Neha Naika, and Gogulapati Supriya, ‘Direct’ evidence for water (H2O) in the sunlit lunar ambience from CHACE on MIP of Chandrayaan I in Planetary and Space Science, vol. 58, nº 6, 2010, p. 947, Bibcode:2010P&SS...58..947S, DOI:10.1016/j.pss.2010.02.013.
  50. ^ ora di Greenwich, 20 luglio nel fuso orario di Houston - NASA - Apollo 11, Record of Lunar Events
  51. ^ BBC NEWS | Science/Nature | Europe targets the Moon
  52. ^ Frederick Robert. L'influsso della luna sulle coltivazioni. Bologna, Edagricole 1989
  53. ^ "Proverbi del mese", di Carlo Lapucci & Anna Maria Antoni, edizioni Garzanti, 1985, pagine 36-37
  54. ^ Trattato di storia delle religioni, ed. Universale Bollati Boringhieri, 2009, capitolo 4, pag. 138-168.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Scienza[modifica | modifica sorgente]

Miti e credenze popolari[modifica | modifica sorgente]

Altri[modifica | modifica sorgente]


Geologia lunare La Luna
Formazioni geologiche: CatenaeCrateriDorsaFossaeLacūsMariaMontesOceaniPaludesPlanitiaePromontoriaRimaeRupēsStationesSinūsValles
Voci correlate: LunaEsogeologiaFaccia visibile della LunaFaccia nascosta della Luna
Stub astronomia.png Questo box:     vedi · disc. · mod.
Il Sistema solare
Sole Mercurio Venere Luna Terra Fobos e Deimos Marte Cerere Fascia principale Giove Satelliti naturali di Giove Saturno Satelliti naturali di Saturno Urano Satelliti naturali di Urano Satelliti naturali di Nettuno Nettuno Satelliti naturali di Plutone Plutone Satelliti naturali di Haumea Haumea Makemake Fascia di Kuiper Disnomia Eris Disco diffuso Nube di OortSolar System XXX.png
Stella: Sole (Eliosfera · Corrente eliosferica diffusa · Campo magnetico interplanetario)
Pianeti:
(☾ = luna/e ∅ = anelli)
MercurioVenereTerra ( ) • Marte ( ) • Giove ( ) • Saturno ( ) • Urano ( ) • Nettuno ( )
Pianeti nani e plutoidi: CererePlutone ( ) • Haumea ( ) • MakemakeEris ( )
Corpi minori: Asteroidi (NEA · Fascia principale · Troiani · Centauri) • TNO (Fascia di Kuiper · Disco diffuso) • Comete (Radenti · Periodiche · Non periodiche · Damocloidi · Nube di Oort)
Argomenti correlati: Sistema planetarioPianeta extrasolareDefinizione di pianetaPianeti ipotetici
Stub astronomia.png Questo box:     vedi · disc. · mod.