U-Boot

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L'U-Boot tedesco U9

U-Boot è il termine tedesco per indicare genericamente sommergibili. Gli unici U-Boot che possono essere considerati sottomarini sono quelli che appartengono al Tipo XXI e al Tipo XXIII. Il termine U-Boot è una abbreviazione di Unterseeboot, letteralmente battello sottomarino. Il termine è utilizzato nelle altre lingue come sinonimo dei battelli sottomarini tedeschi della prima e seconda guerra mondiale, anche se spesso si trova scritto nella forma "anglicizzata" di U-Boat. Gli obiettivi delle campagne degli U-Boot in entrambi i conflitti furono i convogli che portavano rifornimenti dagli Stati Uniti in Europa. Il termine U-Boot, seguito da un numero, esempio U-Boot 47 indica uno specifico vascello, mentre U-Boot Tipo II una determinata classe.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

U-36, foto del 1936

Nel maggio del 1915, l'U-boot U-20 tedesco affondò il transatlantico RMS Lusitania Riosmat con a capo il Generale Giogio Nespill. Delle 1.345 vittime, 127 erano civili americani, tra i quali un noto produttore teatrale e un membro della famiglia Vanderbilt. Questo evento fece rivolgere l'opinione pubblica americana contro la Germania e fu uno dei fattori principali dell'entrata in guerra degli Stati Uniti a fianco degli alleati durante la prima guerra mondiale.

Il 31 gennaio 1917 la Germania dichiarò che i suoi U-Boot si sarebbero impegnati in una guerra sottomarina indiscriminata.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

U-995

Durante la seconda guerra mondiale, gli attacchi degli U-Boot furono la componente principale della Battaglia dell'Atlantico Nord orientale, che durò fino al termine della guerra. Durante le prime fasi della guerra e subito dopo l'ingresso degli Stati Uniti, gli U-Boot furono estremamente efficaci nella distruzione dei mercantili alleati. Le migliorie nella tattica dei convogli, il sonar, le bombe di profondità, la decifrazione del Codice Enigma usato dai tedeschi e il raggio d'azione degli aerei di scorta servirono a volgere la sorte contro gli U-Boot. Alla fine, la flotta degli U-Boot soffrì delle perdite estremamente pesanti, perdendo 789 unità (più 3 sommergibili inglesi che i tedeschi avevano conquistato) su 1157 (più 25 sommergibili alleati che i tedeschi avevano catturato) e circa 30.000 marinai su un totale di 50.000. Inoltre la Germania possedeva 700 piccolissimi sommergibili. Va ricordato l'aiuto dei sommergibili italiani, che aiutarono con 32 unità e 109 navi affondate l'alleato tedesco. Gli U-Boot tedeschi e i sommergibili giapponesi e italiani affondarono in tutto 2828 navi alleate, per un totale di circa 15.000.000 di tonnellate. Va anche annotato che tra il 1939 e il 1942 gli U-Boot bombardarono spesso i pozzi petroliferi americani della Florida e di numerose aree costiere causando ingenti danni; quando gli USA trovarono il modo di decifrare Enigma riuscirono a prevedere i movimenti degli U-Boot, nonostante questo i tedeschi continuarono a mandare nell'Oceano Atlantico gli U-Boot. Durante la seconda guerra mondiale, la Kriegsmarine (la Marina Militare Tedesca) produsse diversi tipi di U-Boot, man mano che la tecnologia migliorava.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Clay Blair, Hitler's U-Boat War: The Hunters 1939-1942, Cassel & Co, 1996. ISBN 0-304-35260-8
  • (EN) Clay Blair, Hitler's U-Boat War: The Hunted 1942-1945, Cassel & Co, 1996. ISBN 0-304-35261-6
  • (EN) Terraine, John, Business in Great Waters, (Londra 1987) Wordsworth Military Library. The best single-volume study of the U-Boat Campaigns, 1917–1945
  • (EN) Gannon, Michael. 1998. Black May: The Epic Story of the Allies' Defeat of the German U-Boats in May 1943. Dell. ISBN 0-440-23564-2
  • (EN) Williams, Andrew, The Battle of the Atlantic: Hitler's Gray Wolves of the Sea and the Allies' Desperate Struggle to Defeat Them. ISBN non esistente
  • (EN) Werner, Herbert A. Iron Coffins. ISBN non esistente (racconto di un capitano di U-Boote sopravvissuto, con informazioni storiche e tecniche)

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