Giulio Einaudi Editore

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Giulio Einaudi Editore
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Stato Italia Italia
Fondazione 15 novembre 1933 a Torino
Fondata da Giulio Einaudi
Sede principale Torino, via Biancamano 2
Gruppo Gruppo Mondadori
Settore Editoria
Sito web www.einaudi.it
(LA)
« SPIRITUS DURISSIMA COQUIT »
(IT)
« Lo spirito digerisce le cose più dure. »
(Motto della casa editrice Einaudi)

Giulio Einaudi Editore, nota anche più semplicemente come Einaudi, è una casa editrice italiana.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fu fondata a Torino il 15 novembre 1933 da Giulio Einaudi, figlio del futuro presidente della repubblica Luigi Einaudi, all'epoca ventunenne. Sin dall'inizio è possibile intravedere quelli che saranno gli ideali fondanti dell'esperienza editoriale di Giulio Einaudi e dei propri collaboratori, cioè la commistione di impegno civile e politico ma anche intellettuale e formativo.[1] Il clima politico-sociale dell'Italia negli anni trenta influisce sul carattere stesso della casa, che si caratterizza per una chiara impronta antifascista, e per questo numerosi esponenti furono colpiti dal regime.[2] Infatti la casa editrice venne immediatamente presa di mira dal fascismo: nel 1935 il proprietario Giulio Einaudi fu prima arrestato, e poi inviato al confino. Sempre impegnata politicamente, l'editrice si avvalse di collaboratori come Cesare Pavese, Giaime Pintor, Massimo Mila, Elio Vittorini, Italo Calvino, Natalia Ginzburg, Leone Ginzburg, quest'ultimo assassinato dai fascisti. Pubblicò nel dopoguerra i Quaderni e le Lettere dal carcere di Antonio Gramsci. Dopo aver affrontato gli intensi anni della guerra, la casa torinese si prepara al periodo della ricrescita, vivendo gli anni cinquanta come un periodo di pieno fermento ed intensa attività editoriale, in cui l'Einaudi rafforza la propria immagine di casa editrice di cultura a dispetto dell'idea di casa editrice “di partito” che aveva dato all'inizio della propria attività, politicamente schierata a sinistra. Tuttavia i grandi progetti del fondatore devono sottendere al confronto continuo con i dati economici poiché la volontà di imprimere al catalogo una ricchezza intellettuale costringe l'editore ad attingere a fondi monetari privati, delineando un precario equilibrio finanziario.[3] Durante gli anni sessanta il settore editoriale assume sempre più i tratti di un ambito industriale in cui agiscono marcate forze imprenditoriali e si comincia a parlare in senso strettamente commerciale di mercato e pubblico. Le politiche editoriali all'interno dell'Einaudi si pongono obiettivi e priorità differenti rispetto al passato, non si attua più una politica centrata sull'autore bensì si predilige la politica del best seller che permette successi copiosi ed immediati. Ciò ha condotto la casa torinese a una forte crisi identitaria.[4] Infatti ebbe un periodo di forte crisi negli anni settanta e ottanta, che videro la creazione del progetto Einaudi-[Gallimard], una collaborazione con la casa editrice francese Gallimard per proporre sul mercato italiano le celebri edizioni della Bibliothèque de la Pléiade. In particolare il 1983 è stato un anno chiave per la storia della casa editrice torinese in cui coincisero tre eventi che sarebbero già rilevanti se considerati singolarmente: la ricorrenza dei cinquant'anni di vita, la pubblicazione del catalogo storico e la crisi finanziaria.[5] Nel 1994 fu acquistata dal gruppo Mondadori[6], al quale appartiene tuttora. Nel 1998 ha rilevato Edizioni di Comunità. Nel 1999 Giulio Einaudi muore a Magliano Sabina.

La marca editoriale[modifica | modifica wikitesto]

La marca editoriale della casa editrice raffigura uno struzzo che stringe un chiodo nel becco e, sullo sfondo, un paesaggio con un castello e la scritta «Spiritus durissima coquit». La marca venne creata nel Cinquecento da Paolo Giovio e venne adottata da Mario Praz per le Edizioni de La Cultura. La marca passò a Einaudi quando, per un breve periodo negli anni '30, pubblicò la rivista.

Le collane principali[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca di cultura storica[modifica | modifica wikitesto]

Collana progettata da Leone Ginzburg. Il primo volume fu pubblicato nel 1935. Rilanciata nel 1969 e tuttora aperta, sono libri di storia, dove spiccano per numero di volumi stampati, opere di Fernand Braudel, Edward Carr, Renzo De Felice, Paolo Spriano, Franco Venturi ecc.

Saggi[modifica | modifica wikitesto]

È una collana di saggistica varia, pubblicata dal 1937. Essa fu inaugurata da Voltaire politico dell'illuminismo di Raimondo Craveri. I suoi volumi si riconoscono dal color arancio dominante nella copertina.

Biblioteca di cultura filosofica[modifica | modifica wikitesto]

Simili ai precedenti ma con l'uso del colore giallo. Il primo volume fu pubblicato nel 1945.

I millenni[modifica | modifica wikitesto]

È la più prestigiosa collana dell'Einaudi, curata inizialmente da Cesare Pavese e pubblicata dal 1947. Presenta autori classici in edizione rilegata con custodia, con apparato critico e illustrazioni.

I coralli[modifica | modifica wikitesto]

Varata nel 1947, la collana puntava alla scoperta di autori giovani italiani e stranieri.
Anche i "Nuovi coralli", nati di seguito (il primo titolo era La morte a Venezia di Thomas Mann, nel 1971) avevano volontà di scoperta o riscoperta, poi negli ultimi anni è diventata una specie di collana di autori Einaudi di comprovata tiratura. L'ultimo titolo è stato il n. 490 (Tu non ti ami di Nathalie Sarraute, nel 1996), anche se poi qualche ristampa viene ancora fatta.

Supercoralli[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicata dal 1948, è tuttora la collana di punta per la narrativa. I volumi sono rilegati con sovraccoperta.

I gettoni[modifica | modifica wikitesto]

Collana ideata da Vittorini, il quale propose dal 1951 al 1958 opere di narrativa contemporanea di impronta fortemente nazionale: infatti su un totale di 58 titoli (tredici dei quali pubblicati nel 1954), solo otto sono di autori stranieri. Gli scrittori pubblicati sono in tutto 49.

Piccola biblioteca Einaudi (PBE)[modifica | modifica wikitesto]

Collana di saggistica, pubblicata dal 1960 e rinnovata graficamente in due serie (la prima su sfondo bianco e la seconda su sfondo grigio). La nuova serie ha superato i 500 titoli nel 2010.

Centopagine[modifica | modifica wikitesto]

La collana di narrativa, ideata da Italo Calvino nel 1971, ripropose romanzi brevi di autori classici in un totale di 77 volumi pubblicati fino al 1985.

Nuova Universale Einaudi (NUE)[modifica | modifica wikitesto]

Fondata nel 1962 e rinnovata graficamente tre volte, è la più ricercata dai bibliofili, sia per la cura, sia per le scelte che la rendono una specie di enciclopedia del sapere attraverso i testi. Dal 1975 al 1979 venne fatto un tentativo di una nuova serie con la copertina non rigida, per tornare alla copertina tradizionale con sovraccoperta dopo una sessantina di stampe. Nel 2010 una nuova serie sembra vocata a un numero inferiore di pagine dei volumi.

Gli struzzi[modifica | modifica wikitesto]

Avviata nel 1970, la collana fu considerata allora una delle principali, quasi una scelta del meglio, con molte ristampe da altre collane e qualche uscita diretta (famosa, per esempio, quella de La storia di Elsa Morante nel 1974). In questa collana furono pubblicati i testi della cultura contemporanea e i capisaldi delle letterature. Dopo aver virato verso la saggistica varia e la politica contemporanea negli anni Duemila, è stata sospesa nel 2009. L'ultimo titolo pubblicato è la seconda parte della biografia di Indro Montanelli.

Collezione di teatro[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1962 e tuttora esistente, si tratta di piccoli volumi con una sola opera drammatica per volta, è stata fondata e diretta per anni da Paolo Grassi e Gerardo Guerrieri.

Collezione di poesia[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1964 (con un volume antologico di Tjutčev) e ancora attiva, pur non pubblicando molti numeri, risulta una delle collane italiane più prestigiose di poesia.

Nuovo Politecnico (NP)[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1965, ha raccolto, per lo più, volumetti di meno di 100 pagine e d'argomento sociale e psicologico. La collana, diretta da Giulio Bollati, ha ospitato opere di Franco Basaglia, Noam Chomsky, Michel Foucault, Ronald Laing, e Susan Sontag, per fare nomi esemplari del suo taglio editoriale. Dopo l'uscita di 169 titoli, è stata chiusa nel 1989.

La ricerca letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1967 aveva una sezione italiana (con copertina rossa, diretta da Guido Davico Bonino, Edoardo Sanguineti e Giorgio Manganelli), una straniera (con copertina argento-grigia), una di saggistica (con copertina verde) e una di arte e teatro (con copertina blu).

Einaudi Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1969 la collana si apriva con Teste-morte di Samuel Beckett e si chiudeva nel 1984 con Vert-Vert di Filippo De Pisis, per 79 titoli.

Paperbacks & Readers[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1969 era una collana di saggi, poi trasformata dal 1991 nella collana Biblioteca Einaudi che ne ha ripreso diversi titoli. Al suo interno opere di Theodor Adorno, Gianfranco Contini, Max Horkheimer, Jacques Lacan, Cesare Segre o Ludwig Wittgenstein. La seconda collana, tuttora esistente, nel 1995 è stata raddoppiata dalla collana "Biblioteca studio" chiusa nel 1997 dopo 34 titoli).

Scrittori tradotti da scrittori[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1983, era diretta da Giulio Einaudi in persona. È iniziata con Il processo di Kafka tradotto da Primo Levi. La collana ospitava all'interno anche una serie trilingue, diretta da Valerio Magrelli. Dopo la chiusura nel 2000, alcuni titoli vengono ristampati nei tascabili. In tutto sono stati 82 libri.

Microstorie[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1981, diretta da Carlo Ginzburg e Giovanni Levi, ha presentato piccole storie sul modello delle ricerche francesi di Les Annales non propongono ampie narrazioni riassuntive, ma episodi scelti con al centro relazioni tra individui e famiglie di singole comunità più che grandi processi economici visti come astratti. La collana è stata chiusa nel 1991, dopo 21 titoli.

Einaudi tascabili[modifica | modifica wikitesto]

Creata solo nel 1989 e curata all'inizio da Oreste Del Buono, è diventata ben presto la più diffusa collana Einaudi. L'ampia scelta di titoli sia di narrativa sia di saggistica, ha portato lo sviluppo di alcune collane autonome, come "Stile libero" e "Vertigo".

Stile Libero[modifica | modifica wikitesto]

Collana diretta a Roma da Paolo Repetti e Severino Cesari, creata nel 1996. È suddivisa nelle seguenti sotto-collane: "Big", "Noir", "Inside", "DVD" ed "Extra". Non tutte le pubblicazioni appartengono necessariamente a una di queste.

Letture[modifica | modifica wikitesto]

Collana a cura di Mauro Bersani, nata nel 2007 per riproporre classici inediti o introvabili del Novecento. Il primo volume della serie è 'La banda di Asakusa" del premio Nobel Yasunari Kawabata.

Biblioteca della Pléiade[modifica | modifica wikitesto]

La collana venne creata nel 1992 congiuntamente da Einaudi e Gallimard. Vengono proposte edizioni critiche di testi classici in volumi che hanno le stesse caratteristiche (carta, stampa, legatura) della collana francese Bibliothèque de la Pléiade. Un altro esperimento di collana di lusso è stata la "Biblioteca dell'Orsa" di cui sono usciti 3 volumi di Primo Levi, due di lettere di Pasolini e un volume ciascuno per Bulgakov, Musil e Svevo.

L'arcipelago[modifica | modifica wikitesto]

Lanciata nel 2002 con un racconto di Sebastiano Vassalli, è una collana di piccoli libri tascabili ma in prima edizione.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Più che una collana unica, sono una serie di libri di opere complete con formato e taglio diverso, secondo l'autore. Sono raccolte (o al momento progettate e in qualche caso abbandonate) le opere complete di Walter Benjamin, Gianfranco Contini, Francesco De Sanctis, Anna Frank, Luigi Einaudi, Piero Gobetti, Antonio Gramsci, Carlo Rosselli ed Elio Vittorini. Distribuiti in altre collane, anche altri autori sono stampati per intero presso Einaudi, per esempio Beppe Fenoglio, Primo Levi, Cesare Pavese o Paolo Volponi.

Grandi opere[modifica | modifica wikitesto]

Non si tratta di un'unica collana, ma di serie di volumi tematici a carattere enciclopedico, curati dai principali esperti dei vari settori. Alcuni volumi hanno fatto parte della collana "Biblioteca di cultura storica", dal quale sono stati scorporati a seguito del successo della Storia d'Italia. Sono stati pubblicati:

  • Architettura del Novecento, a cura di Marco Biraghi e Alberto Ferlenga
  • Arti e storia nel Medioevo (4 voll.), a cura di Enrico Castelnuovo e Giuseppe Sergi
  • Atlante di filosofia, a cura di Elmar Holenstein
  • Atlante della letteratura italiana (3 voll.), a cura di Sergio Luzzatto e Gabriele Pedullà
  • Cartografie del tempo. Una storia della linea del tempo, di Daniel Rosenberg e Anthony Grafton
  • La Cina (3 voll. in 4 tomi), a cura di Roberto Ciarla, Mario Sabattini, Guido Samarani, Maurizio Scarpari e Tiziana Lippielo
  • Dizionario della letteratura italiana del Novecento, a cura di Alberto Asor Rosa
  • Dizionario delle letterature classiche, a cura di Margaret Howatson
  • Dizionario delle religioni, a cura di Giovanni Filoramo
  • Dizionario di etologia, a cura di Danilo Mainardi
  • Dizionario dei registi del cinema mondiale (3 voll.), a cura di Gian Piero Brunetta
  • Dizionario del comunismo nel XX secolo (2 voll.), a cura di Silvio Pons e Robert Service
  • Dizionario del fascismo (2 voll.), a cura di Victoria de Grazia e Sergio Luzzatto
  • Dizionario della fotografia (2 voll.), a cura di Robin Lenman e Gabriele D'Autilia
  • Dizionario della pittura e dei pittori (6 voll.), a cura di Michel Laclotte
  • Dizionario della Resistenza (2 voll.), a cura di Enzo Collotti, Renato Sandri e Frediano Sessi
  • Dizionario dell'Occidente medievale (2 voll.), a cura di Jacques Le Goff e Jean-Claude Schmitt
  • Dizionario dell'Olocausto, a cura di Walter Laqueur, Judith Tydor Baumel e Alberto Cavaglion
  • Dizionario di antropologia e etnologia, a cura di Pierre Bonte e Michel Izard
  • Dizionario di psicologia dello sviluppo, a cura di Silvia Bonino
  • Dizionario di linguistica e di filologia, metrica, retorica, a cura di Gian Luigi Beccaria
  • Dizionario di preistoria (2 voll.), a cura di André Leroi-Gourhan e Marcello Piperno
  • Enciclopedia Einaudi (15 voll.), a cura di Ruggiero Romano
  • Enciclopedia della musica Einaudi (5 voll.), a cura di Jean-Jacques Nattiez
  • La fotografia contemporanea, di Michel Poivert
  • I Greci (4 voll. in 7 tomi), a cura di Salvatore Settis
  • Le guerre di Dio. Nuova storia delle crociate, di Chrystopher Tyerman
  • Le immagini di Dio. Una storia dell'Eterno nell'arte, di François Boespflug
  • L'Italia del Novecento. Le fotografie e la storia (4 voll.), a cura di Giovanni De Luna, Gabriele D'Autilia e Luca Criscenti
  • Letteratura Italiana Einaudi (17 voll. in 20 tomi), a cura di Alberto Asor Rosa
  • La matematica (4 voll.), a cura di Claudio Bartocci e Piergiorgio Odifreddi
  • Il mondo bizantino (3 voll.), a cura di Angeliki Laiou, Cécile Morrisson, Jean-Claude Cheynet, Tommaso Braccini e Silvia Ronchey
  • La Prima guerra mondiale (2 voll.), a cura di Stephane Audoin-Rouzeau e Jean-Jacques Becker
  • Psiche. Dizionario storico di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze (2 voll.), a cura di Adriano Zamperini, Francesco Barale, Vittorio Gallese, Stefano Mistura e Mauro Bertani
  • Le religioni e il mondo moderno: Cristianesimo; Ebraismo; Islam; Nuove tematiche e prospettive (4 voll.), a cura di Giovanni Filoramo, Daniele Menozzi, David Bidussa e Roberto Tottoli
  • Il romanzo (5 voll.), a cura di Franco Moretti
  • Il sapere greco (2 voll.), a cura di Jaques Brunschwig, Geoffrey E. R. Lloyd e Maria Lorenza Chiesara
  • Storia della lingua italiana (3 voll.), a cura di Luca Serianni e Pietro Trifone
  • Storia del cinema mondiale (5 voll. in 6 tomi), a cura di Gian Piero Brunetta
  • Storia dell'arte italiana Einaudi (15 voll. in 17 tomi)
  • Storia delle scienze (3 voll.), a cura di Ferdinando Abbri, Renato G. Mazzolini e William R. Shea
  • Storia dell'Italia repubblicana (3 voll. in 5 tomi), a cura di Francesco Barbagallo
  • Storia del marxismo (4 voll. in 5 tomi), a cura di Eric Hobsbawm
  • Storia del mondo arabo, a cura di Ulrich Haarmann e Francesco Alfonso Leccese
  • Storia del teatro moderno e contemporaneo (4 voll.), a cura di da Roberto Alonge e Guido Davico Bonino
  • Storia d'Europa (5 voll. in 6 tomi), a cura di Perry Anderson, Maurice Aymard, Paul Bairoch, Walter Barberis, Carlo Ginzburg, Jean Guilaine e Salvatore Settis
  • Storia di Roma (4 voll. in 7 tomi), a cura di Andrea Carandini, Guido Clemente, Filippo Coarelli, Lellia Cracco Ruggini, Emilio Gabba, Andrea Giardina, Arnaldo Momigliano e Aldo Schiavone
  • Storia d'Italia Einaudi (10 voll.), con Annali (26 voll. in 28 tomi) e volumi sulle Regioni (17 voll.), a cura di Ruggiero Romano e Corrado Vivanti
  • Storia di Torino (9 voll.), a cura di Rinaldo Comba, Umberto Levra, Giuseppe Ricuperati e Nicola Tranfaglia
  • Storia economica Cambridge (8 voll. in 10 tomi), ed. italiana a cura di Valerio Castronovo

Fatturato[modifica | modifica wikitesto]

Fatturati annui in milioni di euro, al mese di settembre di ogni anno[7]:

Dati societari[modifica | modifica wikitesto]

Dati societari aggiornati al 2009[13]:

  • Sede legale: Via Umberto Biancamano 2, Torino
  • Iscrizione al registro imprese di Torino e codice fiscale n. 08367150151
  • Partita IVA 07022140011
  • Capitale sociale € 23.920.000,00 i.v.
  • Società con unico azionista

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Turi G., Casa Einaudi. Libri, uomini, idee oltre il fascismo, Bologna, Il Mulino, 1990 p.69
  2. ^ Mangoni L., Pensare i libri. La casa editrice Einaudi dagli anni trenta agli anni sessanta, Torino, Bollati Boringhieri, 1999 p.17
  3. ^ Ferretti G. C., Storia dell'editoria letteraria in Italia. 1945-2003, Torino, Einaudi, 2004 pp. 32-33
  4. ^ Ferretti G. C., Storia dell'editoria letteraria in Italia. 1945-2003, Torino, Einaudi, 2004 pp. 225-228.
  5. ^ Ferrero E., I migliori anni della nostra vita, Milano, Feltrinelli, 2009 pp. 175-176.
  6. ^ Elemond a Mondadori per 131 miliardi
  7. ^ [1] dal sito ufficiale della Arnoldo Mondadori Editore
  8. ^ a b [2]anni 2004-2005
  9. ^ a b [3] anni 2006-2007
  10. ^ [4] anni 2007-2008
  11. ^ a b [5] anni 2009-2010
  12. ^ www.mondadori.it
  13. ^ dal sito ufficiale delle casa editrice Einaudi e da quello Mondadori

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]