Maria Occhipinti

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Maria Occhipinti (Ragusa, 29 luglio 1921Roma, 20 agosto 1996) è stata un'anarchica e scrittrice italiana. Femminista, fu leader del movimento antimilitarista Non si parte! di Ragusa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Divenne famosa per un fatto avvenuto nella sua Ragusa il 4 gennaio del 1945, alla fine della seconda guerra mondiale.

Allo scopo di far fuggire un gruppo di concittadini rastrellati dalla milizia, non esitò a stendersi sulla strada per bloccare il mezzo su cui venivano trasportati, pur essendo al quinto mese di gravidanza ed una giovane di appena ventitré anni.

Il suo gesto diede inizio ad una insurrezione popolare domata soltanto il successivo 8 gennaio.

Maria venne arrestata, assieme ad un congruo numero di suoi concittadini, e processata come istigatrice della sommossa. Fu l'unica donna ad essere condannata e diede alla luce in carcere.

Scontata la condanna iniziò a viaggiare e si stabilì prima a Napoli passando poi a Ravenna, Sanremo, Roma e Milano. Si trasferì poi in Svizzera, dove da autodidatta scrisse la sua autobiografia, Una donna di Ragusa con la quale vinse il Premio Brancati nel 1976, prima di iniziare una peregrinazione per diversi stati esteri che la videro soggiornare in Marocco, Francia, Canada e Stati Uniti, prima di far ritorno in Italia nel 1973 stabilendosi a Roma.

Qui ricominciò a scrivere occupandosi di questioni sociologiche, mettendo in luce lo sfruttamento dei lavoratori domestici da parte dei loro datori di retribuzione borghesi, e si avvicinò agli ambienti anarchici romani.

Nel 2013 esce il documentario "Con quella faccia da straniera. Il viaggio di Maria Occhipinti", di Luca Scivoletto, interamente dedicato alla sua vita, che vede fra l'altro la partecipazione della figlia Marilena e della sorella Rosa.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 27073301 LCCN: n88659006