Giuseppe Penone

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Respirare è scultura come un’impronta digitale è un’immagine pittorica »
(Giuseppe Penone[1])
Giuseppe Penone

Giuseppe Penone (Garessio, 3 aprile 1947) è un artista e scultore italiano, esponente della corrente dell'arte povera, vive e lavora a Torino.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

"Elevazione" (2001), Rotterdam

Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947. Frequenta l'Accademia di Belle Arti di Torino, dove conosce Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto, con i quali entra a far parte del movimento dell'arte povera (1967). Espone per la prima volta nel 1968 al Deposito d'arte presente opere realizzate con materiali non convenzionali quali piombo, rame, cera, pece, legno, che in alcuni casi implicano persino l'azione naturale degli elementi (Scala d'acqua; Corda, pioggia, sole). Nel bosco di Garessio l'artista mette in atto una serie di performance vòlte a sondare le possibilità che l'uomo ha di interagire con la natura e di modificarla, intervenendo, ad esempio, nel processo di crescita degli alberi (Alpi Marittime, 1968). Nel 1970 inizia a indagare il rapporto tra il corpo umano e l'ambiente esterno, questa volta cittadino e, in sintonia con le tendenze della body art, realizza opere quali Rovesciare gli occhi e Svolgere la propria pelle (1971), che individuano nell'epidermide umana la superficie di confine e di dialogo tra l'“io” interno e il mondo. Deriva da qui l'uso del calco e del frottage, che permettono all'artista di partire da un'immagine tanto automatica quanto inconscia come l'impronta, che poi questi rafforza con il disegno (Pressione, 1974). L'idea del contatto come generatore di memoria e di cambiamento diventa preminente nei lavori in terracotta della metà del decennio (Vaso, 1975; Soffio, 1978), giocate sulla proiezione all'esterno di ciò che il corpo contiene o della pelle che lo riveste, con le quali l'artista è presente a Documenta a Kassel (1972-87) e nel 1978 alla 38ª alla Biennale di Venezia, incentrata proprio su rapporto tra arte e natura. In alcuni casi i lavori acquistano dimensioni ambientali, come nelle installazioni realizzate per le personali al Kunstmuseum di Lucerna (1977), al Museum of Modern Art di New York (1981) o al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris (1984). La stessa idea è alla base dei grandi alberi in bronzo destinati a spazi pubblici: il Pozzo di Münster, compiuto nel 1987 per la prima edizione di Skulpture Projects; Faggio di Otterloo nel parco del Rijksmuseum Kroller-Müller (1988); l'Albero delle vocali inaugurato nel 2000 alle Tuileries di Parigi o Elevazione a Rotterdam (2000-01). Analogamente alla pelle, le unghie sono un elemento sensoriale e di rapporto con l'esterno, ispirando una serie di grandi sculture in vetro realizzate dal 1987 ed esposte nel 1998 al Musée Rodin di Parigi a contatto con materiali differenti. Il processo di assimilazione tra morfologia animale, vegetale e minerale messo in atto dall'artista è ribadita in Pelle di cedro del 2002, esposta nell'antologica organizzata dal Centre Georges Pompidou nel 2004. Nel 2007 l'artista è chiamato a rappresentante l'Italia alla 52ª Biennale di Venezia (Sculture di linfa) insieme a Francesco Vezzoli. Vive e lavora a Torino.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In un'intervista rilasciata ad Andrea Bellini per Flash Art n.264 giugno-luglio 07

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Pirovano (a cura di), Il Novecento/2 : 1945-1990, vol. 2, Milano, Electa, 1993, ISBN 88-435-3982-5.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 27086353 LCCN: n50009502