Attilio Bertolucci

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« I giovani saltimbanchi
e la sognante luna,
quando suona il tamburo,
nella sera ... »
(Attilio Bertolucci, Sera, da Fuochi in novembre, 1934)
Attilio Bertolucci

Attilio Bertolucci (San Prospero Parmense, 18 novembre 1911Roma, 14 giugno 2000) è stato un poeta italiano, padre dei registi Bernardo Bertolucci e Giuseppe Bertolucci.

La poesia di Bertolucci è a suo modo semplice, e immensamente complessa. La sua vocazione alla descrizione e al racconto lo ha naturalmente condotto ad evitare l'intensa liricità della poesia pura ed ermetica per rivolgersi piuttosto ad una lingua poetica intelligibile e alla narrativa in versi. La produzione, che comincia nel 1929, comprende raccolte poetiche, un romanzo famigliare in versi, prose, traduzioni di autori inglesi e francesi come William Wordsworth e Charles Baudelaire.[1] Un intellettuale disponibile, che è stato poeta, traduttore, critico, sceneggiatore, documentarista, ma la cui figura centrale e decisiva resta quella di poeta, come la critica contemporanea gli ha definitivamente riconosciuto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La gioventù[modifica | modifica sorgente]

Nato a San Prospero, a pochi chilometri a est di Parma, in una famiglia della media borghesia agraria, Bertolucci trascorre l'infanzia prima nel podere di Antognano, a sud ovest della città, poi dal 1921 in quello di Baccanelli, sempre nella immediata periferia di Parma. La famiglia del padre Bernardo proviene dall'Appennino parmense[1], quella della madre, Maria Rossetti, ha origini piacentine (Cortemaggiore). Attilio è il quintogenito ma tra i fratelli l'unico sopravvissuto è Ugo, nato nel 1907[2].

Gli studi[modifica | modifica sorgente]

Frequenta le scuole elementari cominciando a scrivere poesie già a sette anni. Frequenta la classe ginnasiale presso il Convitto Nazionale "Maria Luigia" di Parma, dove si appassiona alla musica di Verdi e stringe amicizia con Cesare Zavattini e Pietro Bianchi, i quali lo coinvolgeranno nel loro amore per il cinema. Compiuti gli studi superiori presso il liceo classico "Gian Domenico Romagnosi", si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Parma sostenendo però solo due esami.

Nel 1935 si trasferisce a Bologna passando alla Facoltà di Lettere per frequentare le lezioni di Roberto Longhi, dove si troverà come compagno di corso di Giorgio Bassani. Si laurea nel 1938 con una tesi su Mario Pratesi e nello stesso anno si sposa con una compagna di liceo, Ninetta Giovanardi, con la quale l'amore era sbocciato qualche anno prima durante le vacanze a Forte dei Marmi, la spiaggia più elegante del momento[2].

L'attività letteraria prima della seconda guerra mondiale[modifica | modifica sorgente]

Comincia ad insegnare italiano e storia dell'arte presso il Convitto Nazionale "Maria Luigia", ma nel frattempo ha già pubblicato due raccolte di poesie: "Sirio" (1929) e "Fuochi in novembre" (1934). In quegli anni Parma è città intellettualmente vivace: nei suoi caffè Attilio incontra letterati e uomini di cultura come l'editore Ugo Guandalini, fondatore della casa editrice Guanda, Aldo Borlenghi, Enzo Paci, Vittorio Sereni, Mario Luzi, Oreste Macrì, Carlo Bo, Giacinto Spagnoletti, Giuseppe De Robertis e altri. Intanto collabora a varie riviste e dirige per Guanda la collezione di poeti stranieri "La Fenice". Bertolucci va ad abitare in città con la moglie, alternandovi soggiorni nel podere di Baccanelli e continuando la sua attività di poeta.

Gli anni della guerra[modifica | modifica sorgente]

Attilio Bertolucci in compagnia del figlio Bernardo, nel 1975, durante le riprese del film Novecento

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 la famiglia Bertolucci, che è stata arricchita dalla nascita del primogenito Bernardo, trova rifugio a Casarola, salvandosi da un rastrellamento tedesco nell'estate dell'anno successivo[2]. Nel 1944 cadranno invece eroicamente sotto i colpi dei nazifascisti due giovani partigiani ex allievi di Bertolucci: Giacomo Ulivi e Ottavio Ricci.

L'intensa attività letteraria nel dopoguerra[modifica | modifica sorgente]

Nel 1945 riprende intensa la collaborazione con la Gazzetta di Parma, iniziata fin dal 1928, per la quale si occupa soprattutto di cinema ed arte. Nel 1947 nasce il secondogenito Giuseppe. Il 1951 è un anno significativo: si trasferisce a Roma, seguito a distanza di qualche mese dalla moglie, su invito del suo maestro Roberto Longhi, che lo ospiterà a lungo, in un rapporto profondo di amicizia e stima, e lo inviterà a collaborare con Paragone; pubblica la terza raccolta di liriche, "La capanna indiana", entra in contatto con il mondo del cinema della radio e della nascente televisione, collaborando a programmi Rai e sceneggiature televisive[1]. Ma prosegue anche la sua attività di giornalista per le riviste "Paragone", "Nuovi Argomenti", "La Fiera Letteraria", "L'Approdo letterario" e, fino al 1954, il mestiere di insegnante di storia dell'arte presso il liceo "Virgilio" di Roma. Nella capitale frequenta Carlo Emilio Gadda e stringe una profonda amicizia con Pier Paolo Pasolini, a cui succederà, alla morte di quest'ultimo, nella direzione della rivista "Nuovi Argomenti" mantenendo tuttavia forti rapporti significativi con la città d'origine. Ad esempio nel 1957 Bertolucci contribuisce alla rinascita, a Parma, della rivista di lettere e arti "Palatina" di importanza nazionale, ma con un comitato di redazione composto unicamente da intellettuali parmigiani come il direttore Roberto Tassi e il suo sponsor, Pietro Barilla. Tre anni prima, nel 1954 fu chiamato dal primo presidente dell'Eni, Enrico Mattei a dirigere la rivista aziendale "Il gatto selvatico" (1955-1964) alla quale chiamò a collaborare, accanto a grandi firme del giornalismo, anche poeti e scrittori[3]. Bertolucci ne mantiene la direzione fino al 1965 e intanto presta la propria consulenza anche all'editore Garzanti, che sarà l'editore di quasi tutte le sue opere e a cui presenta Pasolini. Anche a causa di problemi di salute, la residenza nella Capitale si alterna con i soggiorni estivi a Parma, soprattutto a Casarola, e le vacanze nella casa di Tellaro, in Liguria. Nel 1971 esce la raccolta "Viaggio d'inverno", nel 1984 il primo libro del poema narrativo "La camera da letto", a cui si è dedicato fin dal 1955, e nel 1988 il secondo. Nel 1990 Bertolucci unisce in un solo volume, "Le poesie", tutti i testi delle raccolte precedenti e l'anno successivo una scelta di saggi critici, "Aritmie" [4].

Le ultime opere e la morte[modifica | modifica sorgente]

Nel 1993 compone una nuova raccolta, "Alle sorgenti del Cinghio", e nel 1997 l'ultima, "La lucertola di Casarola". Nel 1997 escono, edite da Arnoldo Mondadori Editore nella collana "I Meridiani" le "Opere" complete a cura di Paolo Lagazzi.

Attilio Bertolucci muore nella sua casa di via Carini a Roma il 14 giugno 2000 assistito dalla moglie e dai due figli. È sepolto a Parma, nella Cappella di famiglia del cimitero cittadino della Villetta.

Nel 2001, postuma, esce un'antologia poetica edita dal Poligrafico dello Stato con autori e testi scelti da Attilio Bertolucci, in collaborazione con Gabriella Palli Baroni, dal titolo "Dagli scapigliati ai crepuscolari".

Il 31 ottobre 1992, con una significativa donazione di manoscritti e dattiloscritti autografi del poeta, nasce ufficialmente l'Archivio della Letteratura presso l'Archivio di Stato di Parma, coordinato da Paolo Lagazzi.[5]

Poetica[modifica | modifica sorgente]

Attilio Bertolucci è un poeta che la critica considera tra i grandi del Novecento italiano e la cui importanza è cresciuta a partire dagli anni Cinquanta. Le caratteristiche della sua poetica, per forme e contenuti, lo inseriscono nel filone della linea “antinovecentista” che parte da Saba per proseguire con Penna, Caproni, Giudici, richiamandosi da un lato ai crepuscolari e a Pascoli e, dall’altro, proponendo un modello alternativo alla poesia “pura” o “ermetica” del secondo Ungaretti, di Quasimodo, di Montale. Temi dominanti della poesia di Bertolucci sono il luogo d’origine, Parma, nei suoi aspetti cittadini e nel paesaggio della campagna, definiti sia attraverso la loro descrizione reale che nella loro dimensione simbolica, i legami affettivi con i familiari e gli amici, la natura. Le strutture metriche sono molto variabili e comprendono liriche brevi, con versi liberi o anche versi tradizionali variamente intrecciati, così come liriche più lunghe, che possono giungere fino al poemetto. La cifra costante della sua poesia, oltre alla citazione più o meno evidente di poeti come Pascoli e D’Annunzio, è la vocazione narrativa e la tendenza ad utilizzare espressioni ossimoriche; frequente anche l’attitudine interlocutoria con la quale Bertolucci si rivolge al lettore[4].

Esempio più chiaro della linea “antinovecentista” di Bertolucci e della sua preferenza per il discorso narrativo, il poema La camera da letto, nel quale egli ripercorre paesaggi, affetti, cose in un romanzo in versi che comincia con il racconto delle migrazioni dei suoi antenati maremmani fino all’anno del suo trasferimento a Roma. La centralità autobiografica di molte sue liriche trova così piena rappresentazione nel poema, saldandosi con gli eventi della Storia che lasciano tracce del loro corso sull’Italia e sulla famiglia Bertolucci[4].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Opere di Attilio Bertolucci.
Copertina della prima edizione di Aritmie, 1991 Copertina della prima edizione di Aritmie, 1991
Copertina della prima edizione di Aritmie, 1991
Copertina della prima edizione di Sirio, 1929

Raccolte poetiche[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Bertolucci, Sirio, Minardi, Parma, 1929
  • Attilio Bertolucci, Fuochi in novembre, Minardi, Parma, 1934
  • Attilio Bertolucci, La capanna indiana, Sansoni, Firenze, 1951 e 1955; Garzanti, Milano, 1973
  • Attilio Bertolucci, Viaggio d'inverno, Garzanti, Milano, 1971 e 1984
  • Attilio Bertolucci, La Camera da letto vol. I, Garzanti, Milano, 1984
  • Attilio Bertolucci, La Camera da letto vol. II, Garzanti, Milano, 1988
  • Attilio Bertolucci, Le poesie, Garzanti, Milano, 1990
  • Attilio Bertolucci, Verso le sorgenti del Cinghio, Garzanti, Milano, 1993
  • Attilio Bertolucci, La lucertola di Casarola, Garzanti, Milano, 1997
  • Attilio Bertolucci, Opere, a cura di Paolo Lagazzi e Gabriella Palli Baroni, Mondadori (I Meridiani), Milano, 1997

Prose[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Bertolucci, Aritmie, Garzanti, Milano 1991[6]
  • Attilio Bertolucci, Ho rubato due versi a Baudelaire", a cura di Gabriella Palli Barone, Mondadori, Milano, 2000
  • Paolo Briganti, Attilio Bertolucci, in AA. VV., Antologia della poesia italiana, diretta da C. Segre e C. Ossola, vol. III, Otto-Novecento, Torino, Einaudi, 1999

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Bertolucci, Imitazioni, Scheiwiller, Milano, 1994

Carteggi e interviste[modifica | modifica sorgente]

  • Attilio Bertolucci, Vittorio Sereni, Una lunga amicizia. Lettere 1938 – 1982, a cura di Gabriella Palli Baroni, Garzanti, Milano, 1994
  • Attilio Bertolucci, Paolo Lagazzi, All’improvviso ricordando. Conversazioni, Guanda, Parma, 1997

Bibliografia della critica[modifica | modifica sorgente]

  • Paolo Lagazzi, La tavolozza e la pazienza, La Pilotta, Parma, 1979
  • Sara Cherin, I giorni di un poeta, La Salamandra, Milano, 1980
  • Paolo Lagazzi, Attilio Bertolucci, La Nuova Italia, Firenze, 1981
  • Paolo Lagazzi, Reverie e destino, Garzanti, Milano, 1993
  • Stefano Giovannuzzi, Introduzione alla lettera di Attilio Bertolucci, Mursia, Milano,1997
  • Stefano Giovannuzzi, Invito alla lettura di Attilio Bertolucci, Garzanti, Milano, 1997
  • Paolo Briganti e Maurizio Schiaretti, Sulla paziente storia dei giorni, Fiaccadori-Silva, Parma, 1998
  • Paolo Briganti, Poeti di Parma nel Novecento, Battei, Parma, 2002

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 maggio 1996[7]
Laurea "ad honorem" in Letteratura. - nastrino per uniforme ordinaria Laurea "ad honorem" in Letteratura.
— 15 novembre 1984, Università di Parma[8]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Durante la sua vita Attilio Bertolucci ha ricevuto diversi attestati di merito: nel 1987 la Presidenza del Consiglio gli assegna il premio "Penna d'oro"[9], nel 1992 gli viene riconosciuto il premio Feltrinelli dell'Accademia dei Lincei[10] e nel 1993 vince il premio Mondello nella categoria autore italiano con "Verso le sorgenti del Cinghio"[11].

Inoltre dal 2004 il comune della città di Parma organizza ogni anno la cerimonia di consegna del "Premio Internazionale di poesia Attilio Bertolucci" a lui dedicato.[12].Sempre nella città di Parma, il 19 novembre 2011, centenario della sua nascita, gli è stato dedicato dalla provincia di Parma il Liceo Scientifico e Musicale "Attilio Bertolucci" a lui intitolato[13].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Paolo Lagazzi, Un po' di luce vera, prefazione alle "Opere" di Attilio Bertolucci, Milano, Mondadori, 1997.
  2. ^ a b c Biografia di Attilio Bertolucci. URL consultato il 3 maggio 2012.
  3. ^ Paolo Di Stefano, E il gatto selvatico chiamò a raccolta i poeti, Corriere della Sera, 27 aprile 2006. URL consultato l'11 giugno 2008.
  4. ^ a b c Paolo Briganti, Poeti di Parma nel novecento, Parma, Battei, 2002.
  5. ^ L'evento sul portale della regione Emilia-Romagna.. URL consultato il 3 marzo 2012.
  6. ^ Raccolta di articoli
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  8. ^ La laurea sul sito dell'Università degli Studi di Parma. URL consultato il 3 maggio 2012.
  9. ^ Cossiga consegna le "Penne d'oro", la Repubblica, 28 novembre 1987. URL consultato il 3 maggio 2012.
  10. ^ Accademia Nazionale dei Lincei, Premi "Antonio Feltrinelli" finora conferiti. URL consultato il 3 maggio 2012.
  11. ^ Fondazione Banco di Sicilia, Albo dei premiati. URL consultato il 3 maggio 2012.
  12. ^ Comune di Parma, Premio internazionale di poesia Attilio Bertolucci. URL consultato il 3 maggio 2012.
  13. ^ Un Liceo nel nome di Bertolucci, 19 novembre 2012. URL consultato il 3 maggio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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