Goffredo Petrassi

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Foto del maestro Goffredo Petrassi.

Goffredo Petrassi (Zagarolo, 16 luglio 1904Roma, 3 marzo 2003) è stato un compositore e didatta italiano.

La vita[modifica | modifica wikitesto]

Dalla natia Zagarolo si trasferì in giovane età a Roma; qui divenne fanciullo cantore nella Schola di San Salvatore in Lauro. Tra i suoi compagni, vi fu Ennio Francia (poi Monsignor Francia), amico di una vita. All'età di 15 anni divenne commesso in un negozio di articoli musicali, e fu questo che gli fece nascere la grande passione per la musica. Si iscrisse così al conservatorio di Santa Cecilia a Roma, ove si diplomò in organo e composizione all'inizio degli anni trenta sotto la guida di Fernando Germani e Alessandro Bustini.

Nel 1934 Alfredo Casella diresse la sua Partita al Festival della Società Internazionale di Musica Contemporanea di Amsterdam: fu l'inizio della carriera internazionale di compositore di Petrassi. Nel 1937 ottiene la carica di Sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia, che lascerà dopo tre anni. Nel 1939 ottiene la Cattedra di Composizione al conservatorio di Santa Cecilia a Roma; nel 1960 Petrassi lasciò questo incarico per assumere la cattedra di perfezionamento in composizione all'Accademia nazionale di Santa Cecilia, che terrà fino al 1978 (fu Petrassi stesso a scegliere il suo successore in quella cattedra, che sarà Franco Donatoni).

Nel corso della sua lunga parabola didattica Petrassi ebbe innumerevoli allievi, tra cui vanno ricordati Aldo Clementi, Wolfango Dalla Vecchia, Robert W. Mann, Kenneth Leighton, Peter Maxwell Davies, Cornelius Cardew, Ennio Morricone, Marcello Panni, Boris Porena, Fausto Razzi, Ivan Vandor, Jesus Villa Rojo, Marcello Giombini, Domenico Guaccero.

Durante la sua vita ottenne numerosi riconoscimenti internazionali: fu nominato socio della Akademie der Künste di Berlino, della Académie Royale de Belgique, dell'American Academy and Institute of Arts and Letters di New York, dell'American Academy of Arts and Sciences di Boston, della Bayerische Akademie di Monaco di Baviera e dell'Academia Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires. Gli furono inoltre conferite le lauree Honoris Causa dall'Università degli Studi di Bologna e dall'Università degli studi di Roma "La Sapienza", nonché il Premio Prince Pierre de Monaco a Montecarlo ed il Premio Internazionale "Antonio Feltrinelli" dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

Il 21 maggio 1976 il Rettore dell'Università di Bologna Tito Carnacini[1] conferì a Goffredo Petrassi e Luigi Dallapiccola la Laurea Honoris Causa in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo.

Fu anche grande intenditore di arti visive, e collezionista di opere d'arte del Novecento. Sposò la pittrice veneziana Rosetta Acerbi che vive e lavora a Roma. Goffredo Petrassi si spense il 3 marzo 2003 nella sua casa romana, all'età di 98 anni.

La musica[modifica | modifica wikitesto]

Le opere giovanili di Petrassi nascono sotto il segno di un neoclassicismo che rimanda ad autori come Igor Stravinsky, Béla Bartók e Paul Hindemith, senza dimenticare autori a lui vicini come Gian Francesco Malipiero e Alfredo Casella; dalla metà degli anni trenta inizia la fase del cosiddetto barocco romano con opere quali il Salmo lX, Magnificat e Quattro inni sacri dove sono chiaramente riscontrabili le riflessioni dell'autore sull'arte controriformista romana.

La produzione successiva, a partire dal Coro di morti su testo di Giacomo Leopardi, si distacca sempre di più da questa estetica neoclassica, quasi ad evitare di venire ingabbiato in una qualsivoglia corrente e subirne le inevitabili limitazioni della portata compositiva; Petrassi si incammina su una strada essenzialmente libera ed autonoma, che lo porterà a notevoli risultati in una sorta di astrattismo sonoro atonale, dove la stessa dodecafonia (a cui l'autore non aderirà mai nel senso programmatico) viene considerata come uno dei tanti possibili mezzi espressivi utili ad esplicare il proprio universo sonoro.

Questo cammino è ben esplicato dalla serie degli otto Concerti per orchestra, composti nell'arco di un quarantennio, dal 1934 al 1972, in cui dalle iniziali influenze caselliane e stravinskiane (il musicologo Massimo Mila trovò addirittura dei parallelismi con l'architettura "squadrata" di Marcello Piacentini) si giunge ad un linguaggio sperimentale molto più avanzato.

La sua curiosità intellettuale lo spinse più volte verso il teatro musicale: compose le opere Il Cordovano (su testo di Cervantes tradotto da Eugenio Montale) e Morte dell'aria, breve atto unico su libretto dell'amico pittore Toti Scialoja, ed i balletti La follia d'Orlando e Ritratto di Don Chisciotte, nati grazie alla collaborazione con il coreografo Aurel Millos, il quale in seguito creò delle coreografie su altre musiche petrassiane, originariamente destinate all'esecuzione concertistica (Estri e Ottavo concerto per orchestra).

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Va infine ricordato che Petrassi si dedicò pure alla musica da film, nonostante avesse egli stesso espresso molte riserve su quel genere di musica: infatti ha sempre ammesso di essersi dedicato ad essa per motivi prettamente pratici.

Compose le colonne sonore dei film:

Opere e lavori[modifica | modifica wikitesto]

Musica per strumenti soli[modifica | modifica wikitesto]

Musica da camera[modifica | modifica wikitesto]

Musica vocale[modifica | modifica wikitesto]

Musica corale (anche con strumenti o orchestra)[modifica | modifica wikitesto]

Musica orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

La serie dei Concerti per orchestra comprende:

  • Primo concerto per orchestra (1933)
  • Secondo concerto per orchestra (1951)
  • Recréation concertante (Terzo Concerto) per orchestra (1952-1953)
  • Quarto concerto per orchestra d'archi (1954)
  • Quinto concerto per orchestra (1955)
  • Invenzione concertata (Sesto concerto) per archi, ottoni e percussione (1956-1957)
  • Settimo concerto per orchestra (1964)
  • Ottavo concerto per orchestra (1970-1972)

Altre composizioni per orchestra (anche con solisti):

  • Preludio e fuga per orchestra d'archi (1929)
  • Divertimento in Do maggiore per orchestra (1930)
  • Ouverture da concerto per orchestra (1931)
  • Passacaglia per orchestra (1931)
  • Partita per orchestra (1932)
  • Concerto per pianoforte e orchestra (1939) nel Teatro Augusteo di Roma con Walter Gieseking
  • Saluto augurale per orchestra (1958)
  • Concerto per flauto e orchestra (1960)
  • Prologo e cinque invenzioni per orchestra (1961-1962)
  • Poema per orchestra d'archi e quattro trombe (1977-1980)
  • Frammento per orchestra (1983)

Opere e balletti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Università di Bologna - Archivio Storico - Quadreria dell'Università - CARNACINI TITO. URL consultato il 30 giugno 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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