Toti Scialoja

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Antonio Scialoja, noto come Toti Scialoja (Roma, 1914Roma, 1998), è stato un pittore e poeta italiano, tra le figure più rappresentative dell'arte astratta italiana e della Scuola romana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Toti Scialoja, 1991

Inizia molto presto a dimostrare un versatile talento artistico, sia come pittore che come poeta. Nel 1939 un suo disegno viene segnalato dalla giuria della Quadriennale di Roma e nel 1940 realizza la sua prima personale a Genova.
Durante la guerra e prima di partecipare alla Resistenza espone a Roma con Giulio Turcato e Emilio Vedova.
Sono tuttavia gli anni '50 che vedono (analogamente a quanto accaduto ad Emilio Scanavino) una definitiva svolta della sua arte, che abbandonati i modi espressionisti e cubisti delle origini, trova definitivamente la sua strada nell'astrattismo informale.
Partecipa alla Biennale di Venezia nel 1950, 1952 e 1954.
Fra il 1955 e il 1965 viaggia e soggiorna in America e a Parigi, espone alla Galleria Viviano a Manhattan raggiungendo fama e notorietà internazionale ed entrando in contatto con gli altri protagonisti dell'espressionismo astratto, stringendo amicizia con, fra gli altri, Mark Rothko, Willem de Kooning e Robert Motherwell.
Partecipa ancora nel 1964 alla Biennale di Venezia e nel 1966 realizza una personale alla Galleria Marlborough.
Nel corso degli anni '70 Scialoja attraverserà una lunga fase di pausa e riflessione per riprendere con incredibile vigoria ed ispirazione dal 1982 sino alla morte. Pare che questa nuova illuminazione sia stata dovuta alla visione da parte dell'artista dei dipinti di Goya al Prado, infatti Scialoja dipinge nel 1983 un notevole San Isidro da Goya.
Ritorna con grande successo infatti alla Biennale nel 1984 con una sala personale. In quest'ultima fase della sua vita si collocano le sue opere considerate di più felice realizzazione. Nel 1991 gli viene dedicata una grande antologica alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e una mostra dei suoi disegni per bambini[1], già presentata a Bologna nella Galleria d'Arte Moderna, viene aperta nelle sale del Palazzo delle Esposizioni.
Viene ricordato anche per la sua lunga ed apprezzata attività come docente e direttore dell'accademia di Belle Arti di Roma, dove ebbe come allievi molti dei nomi più noti dell'arte contemporanea italiana, quali Mario Ceroli, Pino Pascali e Jannis Kounellis, che spesso lo ricordano come un importante ispiratore del loro percorso artistico.

Poesia e disegno di Toti Scialoja, da Amato Topino caro, Bompiani, 1971

È stato anche apprezzato scenografo[2], poeta[3] ed autore di libri per l'infanzia[4] [5].

Scialoja è trattato e seguito da numerose gallerie d'arte di primaria importanza, quali la galleria "Lo Scudo" di Verona e la galleria "Il Segno" di Roma, oltre ad essere spesso presente nelle principali aste di arte moderna in Italia e a Londra.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Toti Scialoja, Raggiro, 1988

Il contributo di Scialoja all'arte astratta informale, movimento affine all'espressionismo astratto americano, è principalmente da ritrovarsi nella tecnica dello "stampaggio" e nell'uso dello straccio per la realizzazione dei dipinti. In sostanza è come se l'artista volesse frapporre un "medium" causale fra la propria volontà e la tela, intingendo spugne e giornali nel colore per poi lasciarvi le tracce sulla superficie del dipinto, oppure aggredendo la tela con violenti colpi di straccio impregnato di pigmenti, colla (vinavil) e abrasivi sino ad ottenere le sue caratteristiche "strisciate" di colore. Vi sono affinità tra il suo modo di dipingere e il "dripping" di Jackson Pollock, ma mentre il maestro americano agiva come in "trance", affidando ad un'apparente casualità gli schizzi di colore, Scialoja decide di affidare la parte imprevedibile del suo dipinto ad uno strumento molto più controllato e vicino alla propria mano. C'è pertanto nell'arte di Scialoja un elemento casuale, ma esso è residuale rispetto alla volontà creatrice dell'artista. Soprattutto nelle opere realizzate dopo l'"ispirazione" ricevuta guardando le pitture di Goya al Prado negli anni ottanta si ha in Scialoja un vero "corpo a corpo" con la tela, che viene assalita dipingendo a terra, con colpi di spalla, gomito, polso, realizzando una delle pitture più dinamiche e cariche di energia del novecento italiano, paragonabile per forza a quella di Emilio Vedova.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Toti Scialoja - Opere dal 1940 al 1991, Francesco Sisinni et al., Edizioni della Cometa, 1991
  • La pittura del Novecento in Italia, AA.VV, Electa.
  • Toti Scialoja - Opere dal 1983 al 1997, Lauter Vallora, Skira.
  • Informale, Catalogo della Mostra - Modena 2006
  • Storia dell'arte contemporanea in Italia, Renato Barilli, Bollati Boringhieri, Torino, 2007
  • Peripezie del dopoguerra nell'arte Italiana, Adachiara Zevi, Einaudi, 2005
  • Federico Appel, L'anima intellettuale. La poesia per bambini di Toti Scialoja, "LG Argomenti", Genova, n. 4, ottobre - dicembre 2007, pp. 54-61.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Toti Scialoja, Animalìe, Disegni con animali e poesie, a cura di Andrea Rauch, Roma, Palazzo delle Esposizioni, Sale di Via Milano, settembre 1991
  2. ^ Teatro da quattro soldi. Toti Scialoja, Scenografo, a cura di Andrea Mancini, Bologna, Nuova Alfa Editoriale, 1990
  3. ^ Le sue poesie 'per bambini' sono raccolte nel volume Toti Scialoja. Versi del senso perso, Torino, Einaudi, 2009. Le poesie 'per adulti sono raccolte nel volume Toti Scialoja. Poesie 1979 – 1998, Milano, Garzanti, 2002.
  4. ^ Toti Scialoja, Animalìe, Disegni con animali e poesie, a cura di Andrea Rauch, Bologna, Grafis Edizioni, 1991 (catalogo della mostra)
  5. ^ Toti Scialoja. La mia infanzia sono io, in: Andrea Rauch, Il mondo come Design e Rappresentazione, Firenze, Usher Arte, 2009B

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