Vittorio Sereni

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Vittorio Sereni

Vittorio Sereni (Luino, 27 luglio 1913Milano, 10 febbraio 1983) è stato un poeta e scrittore italiano.

Trascorse la giovinezza a Luino, sua città natale, per poi trasferirsi - all'età di dodici anni - a Brescia, dove il padre dovette stabilirsi a causa della sua professione come funzionario di dogana. Per quanto breve, il periodo infantile trascorso a Luino è quello che ha lasciato la traccia maggiore nella sensibilità del poeta, ed i luoghi limitrofi al Lago Maggiore sono fra quelli da cui Vittorio trarrà la sua ispirazione poetica più alta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Sereni - che è ricordato come il capostipite della corrente che si rifà alla Linea Lombarda (che prende il nome dall'antologia di poesie che Luciano Anceschi pubblicò nel 1952 a Varese presso l'editore Magenta) ha sempre considerato Brescia come la sua seconda patria: entro i tranquilli confini di questa città presero vita i suoi primi interessi letterari, sorti in seguito alla lettura di un grande poeta del Novecento: Ungaretti.

Ma nel 1933 avviene per il futuro poeta un altro trasferimento, questa volta a Milano; mentre a Luino e a Brescia aveva frequentato il Ginnasio e il Liceo classico Arnaldo, nel capoluogo lombardo si iscrive all'Università, frequentando dapprima la Facoltà di Giurisprudenza ed in seguito quella di Lettere. Nel 1936 si laurea con una tesi su Guido Gozzano che causò, in sede di discussione, un certo movimento. Infatti, mentre il corpo accademico nel sentire le nuove idee espresse dal laureando si dimostrava piuttosto scettico, un gruppo di giovani poeti e artisti, tra i quali si notavano Aligi Sassu, Salvatore Quasimodo e altri, lo applaudiva consenziente.

A Milano Sereni stringe amicizia con alcuni compagni di studio che hanno i suoi stessi interessi letterari. Tra i primi Luciano Anceschi e in seguito Giancarlo Vigorelli, Leonardo Sinisgalli, Alfonso Gatto e lo stesso Quasimodo. Gatto e Vigorelli presentarono il promettente poeta a Carlo Betocchi che, nel 1937, gli pubblica due poesie sulla rivista " Frontespizio". È questo il primo importante traguardo. Negli anni milanesi Sereni aveva conosciuto altri "compagni di viaggio" ed era nata l'abitudine di incontrarsi quotidianamente lavorando liberi da ogni competizione in amichevole e affettuoso contatto.

Nel 1937, Sereni era entrato, con Dino Del Bo, Ernesto Treccani, Alberto Lattuada, a far parte della redazione di Corrente dopo aver collaborato alla rivista Letteratura e a Campo di Marte. Il 15 settembre Sereni lascia la redazione della rivista "Corrente", sostituito da Giansiro Ferrata, pur continuando a mantenere contatti amichevoli con i redattori.

La rivista interrompe la pubblicazione il 10 maggio 1940, per trasformarsi in casa editrice, e pubblicherà, nel 1941, la prima edizione di Frontiera e nell'anno seguente la ristampa che porta il titolo di Poesie e che comprende anche altri testi.

Era intanto scoppiata la seconda guerra mondiale e la notizia del conflitto sorprende Sereni a Modena dove insegna italiano e latino in un liceo. Viene richiamato alle armi con il grado di ufficiale di fanteria e nell'autunno del 1941 è assegnato ad un reparto destinato all'Africa settentrionale: come egli stesso racconta, non arriverà mai a destinazione. Il 24 luglio del 1943 viene fatto prigioniero a Paceco, vicino Trapani, e trascorre due anni di prigionia in Algeria e nell'allora Marocco francese, facendo ritorno a casa soltanto a guerra terminata.

Nel 1947 pubblica Diario di Algeria. Nel 1952, proprio quando la società italiana sta avviandosi, con problemi e contraddizioni, verso una economia capitalistica e industriale, Sereni lascia l'insegnamento e sceglie di lavorare presso l'ufficio stampa dell'azienda milanese Pirelli dove rimarrà fino al 1958. Nel 1954 viene pubblicata l'opera Una polvere d'anni a Milano, nel 1955 Non sanno d'esser morti e nel 1957 Frammenti di una sconfitta - Diario bolognese. Nel 1958 diventa direttore letterario presso la casa editrice Mondadori (presso la quale rimarrà fino al 1975) e dal 1962 al 1964 è direttore editoriale della rivista "Questo e altro". Nel 1962 erano intanto stati dati alle stampe Gli immediati dintorni e, nel 1965, Gli strumenti umani; nel 1969 è il primo direttore della collana "I Meridiani" di Mondadori; nel 1972 vince il premio dell'Accademia dei Lincei.

Inizia a viaggiare: Barcellona, Praga, Olanda e Stati Uniti. Nel 1973 si reca in Egitto, nel 1974 in Messico, nel 1978 in Provenza dove incontra René Char.

Nel 1981 esce dall'editore Einaudi il quaderno di traduzioni Il musicante di Saint-Merry e altri versi tradotti dall'"Orphée Noir", da Pound, Char, Williams, Frénaud, Apollinaire, Camus, Bandini e Corneille.

Questo lavoro di traduttore di poesia gli farà ricevere, nel 1982, il Premio Bagutta. Nel medesimo anno Garzanti gli pubblica Stella variabile che gli farà vincere il Premio Viareggio per la poesia. Il 10 febbraio del 1983 muore improvvisamente in conseguenza di un aneurisma.

Sono usciti postumi nell'ottobre 1983, per desiderio del poeta, Gli immediati dintorni - primi e secondi, Il Saggiatore e nel 1986 Tutte le poesie, Mondadori, a cura della figlia Maria Teresa. Nel novembre dello stesso anno Dante Isella raccoglie con il titolo Senza l'onore delle armi, Scheiwiller, Milano, i testi: La cattura, L'anno quarantatré, L'anno quarantacinque, Ventisei, Le sabbie dell'Algeria.

Sereni, al quale nel 1956 era stato assegnato il premio internazionale "Libera Stampa" per alcune poesie di cui facevano parte i Frammenti di una sconfitta, è stato anche redattore-collaboratore della "Rassegna d'Italia" e critico letterario di "Milano-sera".

Numerosi saggi, scritti vari, poesie, sono state pubblicate in "Paragone", "aut aut", "Nuova Corrente", "Tempo Presente", "Il Menabò", "Nuovi argomenti", "Questo e altro" e in numerose altre riviste e giornali. La figlia Maria Teresa ne ha avviato la raccolta in volume.

Poetica[modifica | modifica sorgente]

Quando nel 1941 venne pubblicata l'opera Frontiera, la poesia di Vittorio Sereni fu subito paragonata sia a quella del modernismo minore, sotto l'influenza di Ungaretti e Quasimodo, sia alla poesia dell'ermetismo fiorentino, anche se ad un più attento esame la tonalità discorsiva-elegiaca faceva intravedere, fin da allora, sentimenti, oggetti e situazioni diversamente concreti.

La prigionia e la guerra avrebbero in seguito mutato il suo modo di vedere il mondo che stava diventando ai suoi occhi sempre più indecifrabile (Diario di Algeria) e la voce parlante che egli utilizza, insieme agli elementi lessicali arcaizzanti, serve spesso a distanziare la realtà mentre il ritmo che egli usa, fatto di modulazioni da una strofa all'altra, simboleggia la condizione del prigioniero che è molto simile a quella dello stato umano.

Uno dei libri più impegnativi fra quanti sono stati scritti nel trentennio successivo alla seconda guerra mondiale è certamente gli Strumenti umani.

È questa una raccolta di versi dove si descrivono scene di vita cittadina, di ritorno ai luoghi amati della prima giovinezza, di forti amori e affetti contrastanti.

Pur essendo lontana dalla forma politica, la poesia di Sereni è viva interprete di alcuni decenni della vita della borghesia italiana nel momento del trapasso alle forme dell'ultimo capitalismo.

Gli Strumenti umani[modifica | modifica sorgente]

Gli Strumenti umani, che è la terza raccolta di Sereni ed è pubblicata nel 1965, scandisce il difficile e tormentato dopoguerra del poeta, reduce dai campi di prigionia dell’Algeria e del Marocco. Questo nuovo percorso poetico è articolato in tre diversi momenti che riflettono l’evoluzione del modo con cui Sereni si rapporta alla realtà storica di quegli anni.

Il primo momento (1945-1950) è quello del ritorno ed è animato dalla volontà di chiudere definitivamente con il passato, cancellando i segni della guerra, della corruzione e della violenza; tuttavia a questa speranza di purificazione subentra presto la paura di una nuova sconfitta, come si può riscontrare nella lirica Saba.

Da questo cupo sentimento nasce il secondo momento (1950-1960), in cui Sereni comprende che il presente non è cambiato per niente rispetto a quel passato che voleva eliminare. Scaturisce da qui lo sconforto per non aver partecipato alla Resistenza, per aver sempre vissuto in una continua incertezza e la paura di finire ancora imprigionato a causa del capitalismo, come è evidente nella lirica Una visita in fabbrica.

Da questo momento, inizia il terzo momento (1960-1965): è ora il tempo dell’impegno civile e della chiarezza intellettuale: ciò si manifesta attraverso il tema dell’importanza della testimonianza e della fedeltà alla memoria, come emerge chiaramente dalla lirica Dall’Olanda: Amsterdam.

Un percorso di lettura[modifica | modifica sorgente]

Un percorso di lettura dell'opera Strumenti umani attraverso i tre momenti in cui si suddivide la raccolta, con riferimento ad alcune poesie e ad alcuni eventi storici:

PRIMO MOMENTO: (1945-1950) Momento del ritorno dalla guerra e voglia di cancellare le brutture del passato. Tuttavia si fa strada il presagio di una nuova sconfitta.

  • Saba: nell’imprecazione dolorosa di Umberto Saba, Sereni mostra il suo presagio di una nuova sconfitta.
  • Un ritorno: Sereni torna nei luoghi felici dell’infanzia, ma non è felice perché sente un vuoto dentro di sé.
  • Via Scarlatti: la via è la metafora della sua vita, col suo passato luminoso, il suo presente e il suo futuro incerto.

STORIA:

  • La guerra fredda: sono i primi anni del dopoguerra e il clima internazionale preannuncia la guerra fredda.
  • Le elezioni italiane del 18 aprile 1948: sono queste le elezioni che provocano l’imprecazione dolorosa di Saba.

SECONDO MOMENTO: (1950-1960) Momento in cui, svelata la sconfitta presagita, si alterna da una parte il rimorso per non aver partecipato alla guerra e per aver sempre vissuto ai margini della vita, dall’altra la protesta che nasce dalla paura di un nuovo imprigionamento.

  • Una visita in fabbrica: con questa lirica, Sereni protesta di dover subire un nuovo tradimento, di finire ingabbiato sotto le grinfie del neocapitalismo.

In questo tempo d’incertezza, Sereni trova consolazione nell’amicizia o nella contemplazione dell’immutabilità dei vecchi strumenti di lavoro.

  • Anni dopo: in questo tempo di incertezza e precarietà, Sereni si consola trovando conforto nell’amore e nell’amicizia.
  • Ancora sulla strada di Zenna: altro motivo di consolazione Sereni lo trova nella contemplazione dei vecchi ed immutati strumenti di lavoro.

STORIA:

  • Il boom economico italiano: fra la fine degli anni cinquanta e gli inizi degli anni sessanta abbiamo in Italia la nascita del neocapitalismo.

TERZO MOMENTO: (1960-1965) Momento dell’impegno civile e della chiarezza intellettuale: ciò si manifesta attraverso il tema dell’importanza della testimonianza e della fedeltà alla memoria.

  • Dall’Olanda: Amsterdam: con questa lirica, Sereni manifesta di voler affidare alla propria poesia il compito di essere testimone del proprio tempo.

Questa chiarezza intellettuale è ben visibile anche nel tema dei morti: i morti sono coloro che possono svelare il senso ultimo dell’esistenza e quindi incoraggiare il poeta a farsi avanti per riempire quel vuoto che si è formato.

  • La spiaggia: Questo testo conclude la raccolta Gli strumenti umani. Oltre a definire e riassumere i temi fondamentali del libro, ne racchiude la poetica sottolineando il suo allontanamento sia dall'Ermetismo che dalla tradizione simbolista. Il desiderio di ritrovare nella natura delle corrispondenze è ormai abbandonato, preferendo ricostruire semplicemente il paesaggio marino attraverso i suoi elementi caratteristici che lo accompagnano in un proprio itinerario intellettuale. L'apparente semplicità della tematica nasconde in sé un impegno storico e politico molto forte. L'occasione della poesia è l'annuncio, dato da qualcuno al telefono, che gli amici sono già partiti dal luogo di vacanza e non faranno più ritorno. Questo banale evento quotidiano viene elevato dal poeta ad una situazione analoga alla morte; in particolare il termine "morti" nasconde il riferimento a tutti coloro che perdendo la pretesa della propria individualità sono "condannati storici al mutismo" (Franco Fortini). Contrariamente il poeta si dimostra convinto di poter scorgere in lontananza un futuro riscatto; un giorno, anche coloro che si trovano ancora in una zona di oscurità, storica ed individuale, troveranno il coraggio di rivelare il proprio valore.
  • Il muro: in questa lirica Sereni narra l’incontro con il padre morto, il quale lo rasserena e lo invita a vivere il presente e a essere se stesso.

STORIA:

  • La contestazione del sistema: in questo periodo abbiamo negli Stati Uniti i primi segni di protesta e d’impegno civile da parte dei giovani.
  • Il Sessantotto in Italia: la contestazione del sistema in Italia nei confronti del neocapitalismo.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Poesia[modifica | modifica sorgente]

  • Frontiera, Edizione di Corrente, Milano 1941 (II ed. accresciuta col titolo Poesie, Vallecchi, Firenze 1942)
  • Diario d'Algeria, Vallecchi, Firenze 1947 (poi Milano 1965)
  • Una polvere d'anni di Milano, Maestri, Milano 1954 (con tre disegni di Attilio Rossi)
  • Non sanno d'essere morti, San Rafael 1955
  • Frammenti di una sconfitta-Diario bolognese, Scheiwiller, Milano 1957 (con una acquaforte di Franco Gentilini, 130 esemplari)
  • Appuntamento a ora insolita, a cura di Vanni Scheiwiller, Allegretti di Campi, Milano 1964
  • Gli strumenti umani, Einaudi, Torino 1965; nuova ed. ivi 1975
  • Lavori in corso, Scheiwiller, Milano 1965 (poi Luxembourg 1970)
  • Dodici poesie, Sommaruga, Verona 1966 (con un'acquaforte di Pio Semenghini, 125 esemplari)
  • La guerra girata altrove, Editiones Dominicae, Verona 1969
  • Addio Lugano bella, Edizioni dell'Upupa, Firenze 1971 (con sei serigrafie di Ernesto Treccani)
  • Da tanto mare, Galleria L'incontro, Milano 1971 (con due litografie di Gianni Dova)
  • Sei poesie, ivi 1972
  • Poesie scelte (1935-1965), a cura di Lanfranco Caretti, Mondadori, Milano 1973
  • Toronto sabato sera (con Fantasie di Kodra), Edizioni per la Galleria Rizzardi, Milano 1973
  • Un posto di vacanza, Scheiwiller, Milano 1974
  • A Venezia con Biasion, Edizioni Ca' Spinello, Urbino 1975 (con sei acqueforti di Renzo Biasion)
  • Tre poesie per Niccolò Gallo, edizioni Galleria Pananti, Firenze 1977 (con nove cartegialle di Mario Marcucci, 350 esemplari)
  • Nell'estate padana, La Spirale, Milano 1978 (con tre acquetinte di Enrico Della Torre, 90 esemplari)
  • Rapsodia breve (con introduzione di Lento Goffi), Il Farfengo, Brescia 1979
  • Stella variabile, con litografie di Ruggero Savinio, Amici del libro, Verona 1979; Garzanti, Milano 1981; ivi 1982
  • Tutte le poesie a cura di Maria Teresa Sereni, con prefazione di Dante Isella, Garzanti, Milano 1986
  • Il grande amico. Poesie 1935-1981, (introduzione di Gilberto Lonardi, commento di Luca Lenzini), Rizzoli, Milano 1990
  • Poesie. Un'antologia per la scuola, a cura di Dante Isella e Clelia Martignoni, Nastro & Nastro, Luino 1993
  • Poesie, edizione critica a cura di Dante Isella, Mondadori, Milano 1995

Prosa[modifica | modifica sorgente]

  • Gli immediati dintorni, Il Saggiatore, Milano 1962
  • L'opzione, Scheiwiller, Milano 1964
  • Ventisei, Edizioni dell'Aldina, Roma 1970 (con sei acqueforti di Augusto Perez, 75 esemplari)
  • Letture preliminari, Liviana, Padova 1973
  • Il sabato tedesco, Il Saggiatore, Milano 1983
  • La traversata di Milano, in Poesia Uno, Guanda, Milano 1980
  • Gli immediati dintorni primi e secondi, Il Saggiatore, Milano 1983
  • Senza l'onore delle armi, Scheiwiller, Milano 1986
  • Sentieri di gloria, Mondadori, Milano 1995
  • La tentazione della prosa, a cura di Giulia Raboni, introduzione di Giovanni Raboni, Mondadori, Milano 1998
  • Viaggio in Cina, a cura di Emanuela Sartorelli, Via del vento, Pistoia, 2004

Lettere[modifica | modifica sorgente]

  • Lettere 1946-1980, con Piero Chiara, a cura di Federico Roncoroni, G. e M. Benincasa, Roma 1993
  • Una lunga amicizia: lettere 1938-1982, con Attilio Bertolucci, a cura di Gabriella Palli Baroni, prefazione di Giovanni Raboni, Garzanti, Milano 1994
  • La giovinezza che non trova scampo: poesie e lettere degli anni trenta, con Antonia Pozzi, a cura di Alessandra Cenni, Scheiwiller, Milano 1995
  • Un tacito mistero. Il carteggio Vittorio Sereni-Alessandro Parronchi (1941-1982), a cura di Barbara Colli e Giulia Raboni, prefazione di Giovanni Raboni, Feltrinelli, Milano, 2004
  • Gian Carlo Ferretti, Poeta e di poeti funzionario: il lavoro editoriale di Vittorio Sereni, Il Saggiatore, Milano 1999 (contiene lettere)
  • Miei cari tutti quanti...: carteggio di Vittorio Sereni con Ferruccio Benzoni e gli amici di Cesenatico, a cura di Dante Isella, San Marco dei Giustiniani, Genova 2004
  • Il cerchio imperfetto: lettere 1946-1954, con Umberto Saba, a cura di Cecilia Gibellini, Rosellina Archinto, Milano 2010
  • Occasioni di lettura. Le relazioni editoriali inedite (1948-1958), a cura di Francesca D'Alessandro, Nino Aragno Editore, Torino 2011.
  • Carteggio con Luciano Anceschi. 1935-1983, a cura di Beatrice Carletti, prefazione di Niva Lorenzini, Feltrinelli, Milano 2013. ISBN 9788807530302

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

  • Julien Green, Leviatan, Mondadori, Milano 1947
  • Paul Valéry, Eupalinos, L'anima e la danza, Dialogo dell'albero, Mondadori, Milano 1947; come Tre dialoghi, Einaudi, Torino, 1990
  • William Carlos Williams, Poesie, immagini di Sergio Dangelo, Edizioni del Triangolo, Milano 1957; Einaudi, Torini 1961
  • René Char, Fogli d'Ipnos, Einaudi, Torino 1968
  • René Char, Ritorno sopramonte e altre poesie, Mondadori, Milano 1974 (vincitore del Premio Monselice)
  • Guillaume Apollinaire, Eravamo da poco intanto nati, Vanni Scheiwiller, Milano 1980
  • Il musicante di Saint-Merry e altri versi tradotti, Einaudi, Torino 1981; l'ed. 2001 con introduzione di Pier Vincenzo Mengaldo
  • René Char, Due rive ci vogliono. Quarantasette traduzioni inedite, con una Presentazione di Pier Vincenzo Mengaldo, a cura di Elisa Donzelli, Donzelli, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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