Bruno Munari

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Bruno Munari (Milano, 24 ottobre 1907Milano, 30 settembre 1998) è stato un artista e designer italiano.

È stato "uno dei massimi protagonisti dell'arte, del design e della grafica del XX secolo"[1], dando contributi fondamentali in diversi campi dell'espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco.
Bruno Munari è figura leonardesca tra le più importanti del novecento italiano. Assieme allo spaziale Lucio Fontana, Bruno Munari il perfettissimo domina la scena milanese degli anni cinquanta-sessanta; sono gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra.

Munari partecipa giovanissimo al futurismo, dal quale si distacca con senso di levità ed umorismo, inventando la macchina aerea (1930), primo mobile nella storia dell'arte, e le macchine inutili (1933). Nel 1948 fonda il MAC (Movimento Arte Concreta) assieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet e Atanasio Soldati. Questo movimento funge da coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali e agli artisti-artisti la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. Nel 1947 realizza Concavo-convesso, una delle prime installazioni nella storia dell'arte, quasi coeva, benché precedente, all'ambiente nero che Lucio Fontana presenta nel 1949 alla Galleria Naviglio di Milano.
È il segno evidente che è ormai matura la problematica di un'arte che si fa ambiente e in cui il fruitore è sollecitato, non solo mentalmente, ma in modo ormai multi-sensoriale.
Nel 1950 realizza la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e scompone la luce grazie all'uso del filtro Polaroid realizzando nel 1952 la pittura polarizzata, che presenta al MoMA nel 1954 con la mostra Munari's Slides.
È considerato uno dei protagonisti dell’arte programmata e cinetica, ma sfugge per la molteplicità delle sue attività e per la sua grande ed intensa creatività ad ogni definizione, ad ogni catalogazione.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

« Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch'io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima. »
(Bruno Munari, Verbale scritto, 1992)

Nato a Milano, Bruno Munari passò l'infanzia e l'adolescenza a Badia Polesine, dove i suoi genitori gestivano un albergo. Nel 1925 tornò a Milano per lavorare in alcuni studi di grafica. Nel 1927 cominciò a frequentare Marinetti e il movimento futurista, esponendo con loro in varie mostre. Nel 1929 Munari aprì uno studio di grafica e pubblicità, di decorazione, fotografia e allestimenti insieme a Riccardo Ricas Castagnedi, un altro artista del gruppo futurista milanese, firmando i lavori con la sigla R + M almeno fino al 1937.
Nel 1930 realizzò quello che può essere considerato uno dei primi mobile della storia dell'arte, noto con il nome di macchina aerea e che Munari ripropose nel 1972 in un multiplo a tiratura 10 esemplari per le edizioni Danese di Milano.
Nel 1933 proseguì la ricerca di opere d'arte in movimento con le macchine inutili, oggetti appesi, dove tutti gli elementi sono in rapporto armonico tra loro, per misure, forme, pesi.
Durante un viaggio a Parigi, nel 1933, incontrò Louis Aragon e André Breton.
Dal 1939 al 1945 lavorò come grafico presso l'editore Mondadori, e come art director della rivista Tempo, cominciando contemporaneamente a scrivere libri per l'infanzia, inizialmente pensati per il figlio Alberto. Nel 1948, insieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Galliano Mazzon e Atanasio Soldati, fondò il Movimento Arte Concreta.

Negli anni cinquanta le sue ricerche visive lo portano a creare i negativi-positivi, quadri astratti con i quali l'autore lascia libero lo spettatore di scegliere la forma in primo piano da quella di sfondo. Nel 1951 presenta le macchine aritmiche in cui il movimento ripetitivo della macchina viene spezzato dalla casualità mediante interventi umoristici. Sempre degli anni cinquanta sono i libri illeggibili in cui il racconto è puramente visivo. Nel 1954 utilizzando le lenti Polaroid costruisce oggetti d'arte cinetica noti come Polariscopi grazie ai quali è possibile utilizzare il fenomeno della scomposizione della luce a fini estetici. Nel 1953 presenta la ricerca il mare come artigiano recuperando oggetti lavorati dal mare, mentre nel 1955 crea il museo immaginario delle isole Eolie dove nascono le ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari, composizioni astratte al limite tra antropologia, humour e fantasia.
Nel 1958 modellando i rebbi delle forchette crea un linguaggio di segni per mezzo di forchette parlanti. Nel 1958 presenta le sculture da viaggio che sono una rivisitazione rivoluzionaria del concetto di scultura, non più monumentale ma da viaggio, a disposizione dei nuovi nomadi del mondo globalizzato di oggi. Nel 1959 crea i fossili del 2000 che con vena umoristica fanno riflettere sull'obsolescenza della tecnologia moderna.

Negli anni sessanta diventano sempre più frequenti i viaggi in Giappone, verso la cui cultura Munari sente un'affinità crescente, trovandovi precisi riscontri al suo interesse per lo spirito zen, l'asimmetria, il design ed l'imballaggio della tradizione giapponese. Nel 1965 a Tokyo progetta una fontana a 5 gocce che cadono in modo casuale in punti prefissati, generando una intersezione di onde, i cui suoni, raccolti da microfoni posti sott'acqua, vengono riproposti amplificati nella piazza che ospita l'installazione.

Negli anni sessanta si dedica: alle opere seriali con realizzazioni come aconà biconbì, sfere doppie, nove sfere in colonna, tetracono (1961-1965) o flexy (1968); alle sperimentazioni cinematografiche con i film i colori della luce (musiche di Luciano Berio), inox, moire (musiche di Pietro Grossi), tempo nel tempo, scacco matto, sulle scale mobili (1963-64); alle sperimentazioni visive con la macchina fotocopiatrice (1964); alle performance con l'azione far vedere l'aria (Como, 1968).

Infatti, insieme a Marcello Piccardo e ai suoi cinque figli a Cardina, sulla collina di Monteolimpino a Como, tra il 1962 e il 1972 ha realizzato pellicole cinematografiche d'avanguardia. Da questa esperienza la nascita della "Cineteca di Monteolimpino - Centro internazionale del film di ricerca".
A Cardina, conosciuta anche come "La collina del cinema", Bruno Munari ha vissuto e lavorato a lungo tutte le estati, fino agli ultimi anni della sua vita. La sua abitazione-laboratorio, tuttora esistente e oggi sede dell'Associazione Cardina, era situata proprio in fondo alla strada carrozzabile, in via Conconi di fronte al ristorante Crotto del Lupo.
Nel libro "La collina del cinema" di Marcello Piccardo (NodoLibri, Como 1992) è riassunta l'esperienza di quegli anni. Nel racconto "Alta tensione" (1991) di Bruno Munari, l'artista espone il suo stretto rapporto con i boschi della collina di Cardina.

Nel 1974 esplora le possibilità frattali della curva che prende il nome del matematico italiano Giuseppe Peano, curva che Munari riempie di colori a scopi puramente estetici.

Nel 1977, a coronamento dell'interesse costante verso il mondo dell'infanzia, crea il primo laboratorio per bambini in un museo, presso la Pinacoteca di Brera a Milano.

Negli anni ottanta e novanta la sua creatività non si esaurisce e realizza diversi cicli di opere: le sculture filipesi (1981), le costruzioni grafiche dei nomi di amici e collezionisti (dal 1982), i rotori (1989), le strutture alta tensione (1990), le grandi sculture in acciaio corten esposte sul lungomare di Napoli, Cesenatico, Riva del Garda, Cantù, gli xeroritratti (1991), gli ideogrammi materici alberi (1993).

Dopo vari e importanti riconoscimenti in onore della sua attività vastissima, Munari realizzò la sua ultima opera pochi mesi prima di morire a 91 anni nella sua città natale.

Il pittore e poeta Tonino Milite fu suo collaboratore e lavorò nel suo studio durante anni.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Arti visive[modifica | modifica sorgente]

« Il sogno dell'artista è comunque quello di arrivare al Museo, mentre il sogno del designer è quello di arrivare ai mercati rionali. »
(Bruno Munari, Artista e designer, 1971)

La vulcanica produzione "artistica" in senso stretto di Munari, apparsa in più di 200 mostre personali e 400 mostre collettive, è un pot-pourri di tecniche, metodi e forme.

Negli anni del fascismo, Munari lavorò per vivere come grafico nel campo del giornalismo, realizzando le copertine di diverse riviste. Con i futuristi espose alcuni dipinti, ma già nel 1930 crea le prime "macchine inutili" vere opere astratte sviluppate nello spazio che coinvolgono ambiente circostante, dedicandosi a opere via via meno convenzionali, come la "macchina aerea" (1930), la "tavola tattile" (1931), le (1933), i collage (1936), il mosaico per la Triennale di Milano (1936), le strutture con elementi oscillanti (1940).

Negli anni quaranta e cinquanta, cominciò a delineare alcune linee guida della sua esplorazione:

  • l'arte come ambiente: Munari è tra i primi a ideare e anticipare le installazioni ("Concavo-convesso", 1946) e le videoinstallazioni (proiezioni dirette (1950) e proiezioni a luce polarizzata (1953)
  • l'arte cinetica ("Ora X" del 1945 è probabilmente la prima opera cinetica prodotta in serie nella storia dell'arte)
  • l'arte concreta (i "Negativi positivi" a partire dal 1948)
  • la luce (le fotografie del 1950, gli esperimenti con luce polarizzata del 1954)
  • la natura e il caso ("Oggetti trovati" del 1951, "Il mare come artigiano" del 1953)
  • il gioco (i "Giocattoli d'artista" del 1952)
  • gli oggetti immaginari (le "Scritture illeggibili di popoli sconosciuti", del 1947, il "Museo immaginario delle isole Eolie" a Panarea del 1955, le "Forchette parlanti" del 1958, i "Fossili del 2000" del 1959)

Nel 1949 iniziò a realizzare i "libri illeggibili", libri dove le parole spariscono per lasciare spazio alla fantasia di coloro che sapranno immaginare altri discorsi leggendo carte di colori diversi, strappi, fori e fili che attraversano le pagine.La serie dei libri illeggibili continuò fino al 1988, mentre del 1954 è la sua fontana per la Biennale di Venezia.

Negli anni sessanta, grazie all'adozione di tutte le nuove tecnologie disponibili al grande pubblico (proiettori, fotocopiatrici, cineprese), l'attività artistica di Munari divenne un'enciclopedia dell'arte fai-da-te, dove ogni opera conteneva l'implicito messaggio per l'osservatore "prova anche tu": xerografie, studi sul movimento, fontane, strutture flessibili, illusioni ottiche, film sperimentali ("I colori nella luce", del 1963, comprendeva musiche di Luciano Berio). Nel 1962 organizzò la prima esposizione di arte programmata, presso il negozio Olivetti di Milano.

Nel 1969 Munari preoccupato della errata considerazione critica del suo lavoro artistico, tuttora spesso confuso con altri generi (didattica, design, graphic design) ha scelto la storica d’arte Miroslava Hájek per curare una selezione delle sue opere d’arte più importanti. La raccolta, strutturata cronologicamente, illustra la sua continua creatività, coerenza tematica e l’evoluzione della sua filosofia estetica fino alla sua morte.

Durante gli anni settanta, dato il maggiore interesse rivolto alla didattica vera e propria e alla scrittura, la produzione artistica in senso stretto si andò diradando, per riprendere solo alla fine del decennio. Nel 1979 ricevette dal Teatro comunale di Firenze l'incarico di realizzare la partitura cromatica dell'opera sinfonica Prometheus di Aleksandr Nikolaevič Skrjabin. L'opera con l'allestimento cromatico, creato in collaborazione con Davide Mosconi e Piero Castiglioni, fu quindi rappresentata nel marzo del 1980.

Negli anni ottanta e novanta Munari prosegue nell'esplorazione creativa con gli "olii su tela" (del 1980 e riproposti con una sala personale alla Biennale di Venezia nel 1986), le sculture "filipesi" nel 1981, i "rotori" nel 1989 e le sculture "alta tensione" del 1990-91, alcune installazioni pubbliche di grandi dimensioni nel 1992-96, gli ideogrammi materici "alberi" del 1993.

Nelle ultime opere si va accentuando la dimensione privata, che ha un riscontro parallelo nella vasta produzione di libri a tiratura limitata stampati con Maurizio Corraini per amici e bibliofili.

Design industriale[modifica | modifica sorgente]

« Struttura montabile e smontabile in varie combinazioni. Abitacolo è una struttura abitabile, un supporto quasi invisibile per il proprio microcosmo. Pesa 51 chili e può portare anche venti persone »
(Bruno Munari, Artista e designer, 1971)
« Un giorno sono andato in una fabbrica di calze per vedere se mi potevano fare una lampada. - Noi non facciamo lampade, signore. - Vedrete che le farete. E così fu. »
(Bruno Munari, a proposito della lampada Falkland)

Come libero professionista, Munari ha disegnato dal 1935 al 1992 diverse decine di oggetti d'arredamento (tavoli, poltrone, librerie, lampade, posacenere, carrelli, mobili combinabili, ecc.), la maggior parte dei quali per Bruno Danese. E proprio nel campo del disegno industriale Munari ha creato i suoi oggetti di più grande successo, come il giocattolo scimmia Zizi (1953), la "scultura da viaggio" pieghevole, per ricreare un ambiente estetico familiare nelle anonime camere d'albergo (1958), il portapenne Maiorca e il posacenere Cubo[2][3] (1958), la celebre lampada Falkland[4] (1964), l'Abitacolo (1971) e la lampada Dattilo (1978).

Oltre alla progettazione di oggetti d'arredamento, Munari realizzò anche allestimenti di vetrine (La Rinascente, 1953), abbinamenti di colori per le vernici delle automobili (Montecatini, 1954), elementi espositivi (Danese, 1960, Robots, 1980), e persino dei tessuti (Assia, 1982). A 90 anni, firmò la sua ultima opera, l'orologio "Tempo libero" Swatch, del 1997.

Libri e grafica editoriale[modifica | modifica sorgente]

La produzione editoriale di Munari si estende per settant'anni, dal 1929 al 1998, e comprende libri veri e propri (saggi tecnici, poesie, manuali, libri "artistici", libri per bambini[5], testi scolastici), libri-opuscolo pubblicitari per varie industrie, copertine, sopraccoperte, illustrazioni, fotografie. In tutte le sue opere, è presente un forte impulso sperimentale, che lo spinge a esplorare forme insolite e innovative a partire dall'impaginazione, dai Libri illeggibili senza testo, all'ipertesto ante litteram di opere divulgative come il famoso Artista e designer (1971). Alla sua vasta produzione come autore vanno aggiunte infine le numerose copertine e illustrazioni per libri di Gianni Rodari, Nico Orengo e altri.

Marchio Regione Lombardia, Milano, Rotonda della Besana, 2007

Per valutare l'impatto che l'opera di progettazione di Munari ha avuto sull'immagine della cultura in Italia, si può prendere ad esempio l'opera per l'editore Einaudi. Munari realizzò con Max Huber tra il 1962 e il 1972 la grafica delle collane Piccola Biblioteca (con il quadrato colorato in alto), Nuova Universale (con le strisce orizzontali rosse), Collezione di poesia (con i versi su fondo bianco in copertina), Nuovo Politecnico (con il quadrato rosso centrale), Paperbacks (con il quadrato blu centrale), Letteratura, Centopagine, e delle opere in più volumi (Storia d'Italia, Enciclopedia, Letteratura italiana, Storia dell'arte italiana). Tra le altre realizzazioni grafiche di grande successo, si ricordano la Nuova Biblioteca di Cultura e le Opere di Marx-Engels per Editori Riuniti, e due collane di saggi per Bompiani[6].

Nel 1974, insieme a Bob Noorda, Pino Tovaglia e Roberto Sambonet ha progettato il marchio e l'immagine coordinata della Regione Lombardia.

Giochi didattici e laboratori[modifica | modifica sorgente]

« C'è sempre qualche vecchia signora che affronta i bambini facendo delle smorfie da far paura e dicendo delle stupidaggini con un linguaggio informale pieno di ciccì e di coccò e di piciupaciù. Di solito i bambini guardano con molta severità queste persone che sono invecchiate invano; non capiscono cosa vogliono e tornano ai loro giochi, giochi semplici e molto seri. »
(Bruno Munari, Arte come mestiere, 1966)
  • Le costruzioni in legno "Scatola di architettura" per Castelletti (1945)
  • I giocattoli Gatto Meo (1949) e Scimmietta Zizì (1953) per Pirelli
  • Dal 1959 al 1976, svariati giochi per Danese (Proiezioni dirette, ABC, Labirinto, Più e meno, Metti le foglie, Strutture, Trasformazioni, Dillo coi segni Immagini della realtà)
  • Le mani guardano (1979) Milano
  • Primo laboratorio per bambini all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano (1977)
  • Laboratorio "Giocare con l'arte" al Museo internazionale delle ceramiche di Faenza (1981)
  • I laboratori per bambini del Kodomo no shiro (Castello dei bambini) di Tokyo (1985)
  • Giocare con l'arte (1987) Palazzo Reale, Milano
  • Giocare con la natura (1988) Museo di Storia Naturale, Milano
  • Giocare con l'arte (1988) Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, laboratori permanenti
  • Ritrovare l'infanzia (1989) Fiera Milano, Laboratori dedicati alla terza età, Milano
  • Un fiore con amore (1991) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli
  • Giocare con la fotocopiatrice (1991) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli
  • Il "Libro letto", trapunta scritta che è sia libro che letto (1993) per Interflex
  • Lab-Lib (1992) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli
  • Giocare con la puntatrice (1994) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli
  • Tavole Tattili (1995) Giocare con Munari al Laboratorio di Beba Restelli

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Bruno Munari nei musei[modifica | modifica sorgente]

Libri di Bruno Munari[modifica | modifica sorgente]

Design e comunicazione visiva[modifica | modifica sorgente]

« ALBERO
l'esplosione lentissima
di un seme »
(Bruno Munari, "Fenomeni bifronti", 1993)
  • Tavolozza di possibilità grafiche, con Ricas - Muggiani editore (1935)
  • Fotocronache di Munari - Domus (1944)
  • Supplemento al dizionario italiano - Carpano (1958)
  • Le forchette di Munari - La Giostra (1958)
  • La scoperta del quadrato - Scheiwiller (1960)
  • Teoremi sull'arte - Scheiwiller (1961)
  • Vetrine negozi italiani - Editrice L'ufficio moderno (1961)
  • Good design - Scheiwiller (1963)
  • La scoperta del cerchio - Scheiwiller (1964)
  • Arte come mestiere - Laterza (1966)
  • Design e comunicazione visiva - Laterza (1968)
  • Artista e designer - Laterza (1971)
  • Codice ovvio - Einaudi (1971)
  • La scoperta del triangolo - Zanichelli (1976)
  • Fantasia - Laterza (1977)
  • Xerografie originali - Zanichelli (1977)
  • Guida ai lavori in legno - Mondadori (1978)
  • Da cosa nasce cosa - Laterza (1981)
  • Il laboratorio per bambini a Brera - Zanichelli (1981)
  • Il laboratorio per bambini a Faenza al museo internazionale delle ceramiche - Zanichelli (1981)
  • Ciccì Coccò - FotoSelex (1982)
  • Uno spettacolo di luce - Zanichelli (1984)
  • I laboratori tattili - Zanichelli (1985)
  • Direzione sorpresa, con Mario De Biasi - Cordani (1986)
  • Giochi e grafica - comune di Soncino (1990)
  • Il dizionario dei gesti italiani - adnkronos libri (1994)
  • Il castello dei bambini a Tokyo - Einaudi (1995)
  • Spazio abitabile 1968-1996 - Stampa Alternativa (1996)

Libri di ricerca[modifica | modifica sorgente]

In questa categoria i pochi libri di poesia sono raggruppati con tutti i volumi "d'artista" o comunque non convenzionali, stampati spesso in tirature limitate, o in edizioni fuori commercio.

  • Libri illeggibili - Libreria Salto (1949)
  • Libro illeggibile n. 8 - (1951)
  • Libro illeggibile n. 12 - (1951)
  • Libro illeggibile n. 15 - (1951)
  • Libro illeggibile - (1952)
  • An unreadable quadrat-print - Hilversum (1953)
  • Sei linee in movimento - (1958)
  • Libro illeggibile n. XXV - (1959)
  • Libro illeggibile con pagine intercambiabili - (1960)
  • Libro illeggibile n. 25 - (1964)
  • Libro illeggibile 1966 - Galleria dell'Obelisco (1966)
  • Libro illeggibile N.Y.1 - The Museum of Modern Art (1967)
  • Guardiamoci negli occhi - Giorgio Lucini editore (1970)
  • Libro illeggibile MN1 - Corraini (1984)
  • La regola e il caso - Mano (1984)
  • I negativi-positivi 1950 - Corraini (1986)
  • Munari 80 a un millimetro da me - Scheiwiller (1987)
  • Libro illeggibile MN1 - Corraini (1988)
  • Libro illeggibile 1988-2 - Arcadia (1988)
  • Simultaneità degli opposti - Corraini (1989)
  • Alta tensione - Vismara Arte (1990)
  • Libro illeggibile NA-1 - Beppe Morra (1990)
  • Strappo alla regola - (1990)
  • Amici della Sincron - Galleria Sincron (1991)
  • Rito segreto - Laboratorio 66 (1991)
  • Metamorfosi delle plastiche - Triennale di Milano (1991)
  • Alla faccia! Esercizi di stile - Corraini (1992)
  • Libro illeggibile MN3. Luna capricciosa - Corraini (1992)
  • Saluti e baci. Esercizi di evasione - Corraini (1992)
  • Viaggio nella fantasia - Corraini (1992)
  • Pensare confonde le idee - Corraini (1992)
  • Aforismi riciclati - Pulcinoelefante (1991)
  • Verbale scritto - il melangolo (1992)
  • Fenomeni bifronti - Etra/Arte (1993)
  • Libro illeggibile MN4 - Corraini (1994)
  • Tavola tattile - Alpa Magicla (1994)
  • Mostra collettiva di Bruno Munari - Corraini (1994)
  • Adulti e bambini in zone inesplorate - Corraini (1994)
  • Contanti affettuosissimi auguri - NodoLibri (1994)
  • Aforismi - Pulcinoelefante (1994)
  • Libro illeggibile MN5 - Corraini (1995)
  • Il mare come artigiano - Corraini (1995)
  • Emozioni - Corraini (1995)
  • A proposito di torroni - Pulcinoelefante (1996)
  • Prima del disegno - Corraini (1996)
  • Ma chi è Bruno Munari? - Corraini (1996)
  • Segno & segno - Etra/arte (1996)

Libri per l'infanzia[modifica | modifica sorgente]

« Ogni libro è letto
ma ogni letto non è anche un libro »
(Bruno Munari, in Domus n.760, 1994)
  • Movo: modelli volanti e parti staccate - Grafitalia (1940)
  • Mondo aria acqua terra - (1940)
  • Le macchine di Munari - Einaudi (1942)
  • Abecedario di Munari - Einaudi (1942)
  • Scatola di architettura - Castelletti (1945)
  • Mai contenti - Mondadori (1945)
  • L'uomo del camion - Mondadori (1945)
  • Toc toc - Mondadori (1945)
  • Il prestigiatore verde - Mondadori (1945)
  • Storie di tre uccellini - Mondadori (1945)
  • Il venditore di animali - Mondadori (1945)
  • Gigi cerca il suo berretto - Mondadori (1945)
  • Che cos'è l'orologio - Editrice Piccoli (1947)
  • Che cos'è il termometro - Editrice Piccoli (1947)
  • Meo il gatto matto - Pirelli (1948)
  • Acqua terra aria - Orlando Cibelli Editore (1952)
  • Nella notte buia - Muggiani (1956)
  • L'alfabetiere - Einaudi (1960)
  • Bruno Munari's ABC - World Publishing Company (1960)
  • Bruno Munari's Zoo - World Publishing Company (1963)
  • La torta in cielo - Einaudi (1966)
  • Nella nebbia di Milano - Emme edizioni (1968)
  • Da lontano era un'isola - Emme edizioni (1971)
  • L'uccellino Tic Tic, con Emanuele Luzzati - Einaudi (1972)
  • Cappuccetto Verde - Einaudi (1972)
  • Cappuccetto Giallo - Einaudi (1972)
  • Dove andiamo?, con Mari Carmen Diaz - Emme edizioni (1973)
  • Un fiore con amore - Einaudi (1973)
  • Un paese di plastica, con Ettore Maiotti - Einaudi (1973)
  • Rose nell'insalata - Einaudi (1974)
  • Pantera nera, con Franca Capalbi - Einaudi (1975)
  • L'esempio dei grandi, con Florenzio Corona - Einaudi (1976)
  • Il furbo colibrì, con Paola Bianchetto - Einaudi (1977)
  • Disegnare un albero - Zanichelli (1977)
  • Disegnare il sole - Zanichelli (1980)
  • I prelibri (12 libri) - Danese (1980)
  • Cappuccetto Rosso Verde Giallo Blu e Bianco - Einaudi (1981)
  • Tantagente - The Museum of Modern Art (1983)
  • Il merlo ha perso il becco, con Giovanni Belgrano - Danese (1987)
  • La favola delle favole - Publi-Paolini (1994)
  • La rana Romilda - Corraini (1997)
  • Il prestigiatore giallo - Corraini (1997)
  • Buona notte a tutti - Corraini (1997)
  • Cappuccetto bianco - Corraini (1999)

Libri per la scuola[modifica | modifica sorgente]

  • Tec 90 - Minerva Italica (1990)
  • L'occhio e l'arte - Ghisetti e Corvi (1992)
  • Metodi modelli e tecniche - Minerva Italica (1993)
  • Suoni e idee per improvvisare - Ricordi (1995)
  • Modulart - Atlas (1999)

Pubblicità e industria[modifica | modifica sorgente]

  • Il linoleum, con Ricas - Società del linoleum (1938)
  • L'idea è nel filo - Bassetti (1964)
  • Xerografia - Rank Xerox (1972)
  • Alfabeto Lucini - Lucini (1987)
  • Occhio alla luce - Osram (1990)

Film su Bruno Munari[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enciclopedia Treccani - 9 settembre 2012
  2. ^ Posacenere Cubo
  3. ^ Il posacenere cubo di Munari
  4. ^ scheda della lampada Falkland, dal sito di Danese
  5. ^ Andrea Rauch, Bruno Munari. Cercando rose nell'insalata, in: Il mondo come Design e Rappresentazione, Firenze, Usher Arte, 2009
  6. ^ Bruno Munari, in: AAVV, Disegnare il libro, Grafica editoriale in Italia dal 1945 ad oggi, Milano, Scheiwiller, 1988

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A cura di Miroslava Hájek e Luca Panaro, Fantasia esatta i colori della luce di Bruno Munari, APM edizioni, 2008.
  • Francesco Franco, Gianni Rodari e Bruno Munari. I cinque libri: racconti e disegni brevi, in "Bollettino '900", 2007, n. 1-2. [1]
  • Francesco Franco, Bruno Munari. Dalla copertina alla coperta, fino al riciclaggio del ciclo, in "BTA - Bollettino Telematico dell’Arte", 21/3/2007, n. 451. [2]
  • Miriam Nocchi Croccolo - Un progetto a lungo termine. I laboratori di Bruno Munari, Edizioni ETS, Pisa 2005.
  • A cura di Bruno Corà, Pietro Bellasi, Alberto Fiz, Miroslava Hájek, Guido Magnaguagno, Tinguely e Munari. Opere in azione, Editore Mazzotta, Milano 2004.
  • Giorgio Maffei, Munari: i libri, Sylvestre Bonnard, 2002.
  • Claude Lichtenstein, Alfredo Haberli, Air Made Visible: A Visual Reader on Bruno Munari, Lars Muller, 2000.
  • A cura di Beppe Finessi, Su Munari, Abitare Segesta, 1999.
  • A cura di Alberto Fiz, Omaggio a Bruno Munari, Mazzotta editore, Milano 1999.
  • A cura di Miroslava Hájek, Bruno Munari, Instalace, edizioni GKK 1997.
  • Mostra di Bruno Munari, inventore artista scrittore designer architetto grafico gioca con i bambini, Corraini Editore, Milano, 1995.
  • Marco Meneguzzo, Bruno Munari Mostra Collettiva, Adulti e bambini in zone inesplorate, Corraini Editore, Milano 1994.
  • Marco Meneguzzo, Bruno Munari, Laterza, 1993.
  • Marco Meneguzzo, Munari '50, La bellezza come funzione, Corraini Editore, 1991.
  • Bruno Munari, Editore Electa, 1986.
  • Aldo Tanchis, Bruno Munari, Idea Books, 1986.
  • Luciano Marucci, Viaggi nell'arte. Bruno Munari. Creativa mente, Cauda Pavonis, 1986
  • Francesca Montrasio in Beppe Finessi, Marco Meneguzzo (a cura di), Bruno Munari, Silvana, 2007, p. 159.
  • "Bruno Munari. Opere", testi di Alberto Zanchetta, edizioni Dep Art, 2012.

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