Roman Jakobson

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Romàn Jakobsòn

Romàn Jakobsòn (in russo: Рома́н О́сипович Якобсо́н?; Mosca, 11 ottobre 1896Boston, 18 luglio 1982) è stato un linguista e semiologo russo naturalizzato statunitense.

È considerato uno dei principali iniziatori della scuola del formalismo e dello strutturalismo. A lui si deve lo studio della teoria della comunicazione linguistica. La sua teoria si basa sulle sei funzioni comunicative che si associano alla dimensione dei processi comunicativi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jakobson nacque da una famiglia benestante di origini ebraiche, a San Pietroburgo compì i suoi studi e si dimostrò, già in giovane età, affascinato dagli studi sul linguaggio. Ancora studente, nel 1915, divenne una delle figure leader del "Circolo linguistico di Mosca" e prese parte attivamente al movimento poetico e artistico dell'avanguardia russa.

In quegli anni, venne a conoscenza degli studi di Ferdinand de Saussure e cominciò a elaborare i concetti di quella che sarà poi la sua teoria della comunicazione. Il 1920 fu, per la Russia, un anno politicamente difficile e Jakobson fu costretto a trasferirsi a Praga per continuare i suoi studi di dottorato.

Qui, si affiancò al suo più anziano collega Vilelm Mathesius, con il quale fondarono il circolo linguistico della Scuola di Praga (1926). Al PLK (pražský lingvistický kroužek - circolo linguistico di Praga) si aggregarono altri due ex-membri della scuola di Mosca: Nikolaj Trubeckoj, Sergej Karcevskij, ma anche l'anglista Bohumil Trnka, lo slavista e boemista Bohuslav Havránek, e il celebre studioso di estetica Jan Mukařovský.

Il soggiorno praghese incentivò Jakobson ad applicarsi a ricerche nel campo della fonetica che lo aiutarono a sviluppare meglio le sue teorie nell'ambito della struttura e funzione del linguaggio.

Insegnò alla Karlova univerzita di Praga e alla Masarykova univerzita di Brno.

Con l'invasione tedesca della Cecoslovacchia, Jakobson, in quanto non ariano, dovette lasciare il paese per la Scandinavia e insegnò in prestigiose università, come quella di Oslo, Copenaghen, Uppsala. Quindi nel 1941 si recò a New York dove entrò a far parte della vita della comunità degli intellettuali emigrati. Alla École Libre des Hautes Études, una specie di Università francofona in esilio, cominciò a collaborare con Claude Lévi-Strauss, il maggiore esponente dello strutturalismo. Egli ebbe così modo di frequentare molti linguisti americani e antropologi come Franz Boas, Benjamin Whorf e Leonard Bloomfield.

Nel 1949 Jakobson si recò all'Università di Harvard, dove rimase per il resto della sua vita, tenendo corsi anche alla Columbia University e al M.I.T..

Struttura del linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

La sua teoria più nota è un modello generale per la comunicazione linguistica, che integra modelli precedenti di Karl Bühler e Bronisław Malinowski, proponendo la suddivisione delle funzioni del linguaggio in sei:

  1. Funzione emotiva
  2. Funzione fàtica
  3. Funzione conativa
  4. Funzione poetica
  5. Funzione metalinguistica
  6. Funzione referenziale

La funzione emotiva è incentrata sull'emittente. Viene posta in essere quando l'emittente dell'atto linguistico ha come fine l'espressione dei suoi stati d'animo (per questo è stata imparentata al discours di Émile Benveniste e usata nella poesia lirica). La funzione fàtica è incentrata sul canale di comunicazione. Essa si realizza quando un partecipante dell'atto di comunicazione desidera controllare se il canale è, per così dire, aperto (esempio: domande del tipo "Mi segui?, mi ascolti?"). La funzione conativa è focalizzata sul ricevente. Essa avviene quando tramite un atto di comunicazione l'emittente cerca di influenzare il ricevente, come per esempio in un ordine (esempio: "Va' da lei!") o nei casi linguistici del vocativo e dell'imperativo. La funzione poetica è incentrata sul messaggio e valorizza il piano del significante. Avviene quando il messaggio che l'emittente invia all'ascoltatore ha una complessità tale da obbligare il ricevente a ridecodificare il messaggio stesso (ne sono un esempio molte frasi pubblicitarie o frasi di poesia del tipo "Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura"). La funzione metalinguistica è quella riferita al codice stesso. Ossia quando il codice "parla" del codice (un esempio lampante sono le grammatiche o le didascalie in un testo teatrale). La funzione referenziale infine è incentrata sul contesto. Essa è posta in essere quando viene data un'informazione sul contesto (esempio: "L'aereo parte alle cinque e mezza") e viene imparentata al récit di Benveniste.

Schema generale della comunicazione umana

Principali opere[modifica | modifica wikitesto]

Scrisse nel 1923 Sul verso ceco; nel 1929 Il folklore come un particolare modo di creazione, in collaborazione con Pëtr Grigor'evič Bogatyrëv; nel 1931 Principi di fonologia storica; nel 1941 Linguaggio infantile, afasia e leggi fonetiche universali; nel 1945 Sulle fiabe russe e Gli inizi dell'autodeterminazione nazionale in Europa; nel 1949 Sulla teoria delle affinità fonologiche tra le lingue; nel 1955 L'afasia come problema linguistico; nel 1966 Alla ricerca dell'essenza del linguaggio (sulla rivista "Diogènes"); e tra gli anni 1962 e 1982 la sua raccolta più conosciuta, i Saggi di linguistica generale, comprendente diversi articoli apparsi su riviste, tra cui:

  • Antropologi e linguisti: bilancio di un convegno (1953)
  • Fondamentali del linguaggio (1956)
  • Gli studi tipologici e il loro contributo alla linguistica storica comparata (1958)
  • Aspetti linguistici della traduzione (1959)
  • Linguistica e teoria della comunicazione (1961)
  • Commutatori, categorie verbali e il verbo russo (1957)
  • La nozione di significato grammaticale secondo Boas (1959)
  • Linguistica e poetica (1960)
  • A guisa di prefazione (1966, premessa all'ed. italiana).

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di II Classe dell'Ordine di Tomáš Garrigue Masaryk - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di II Classe dell'Ordine di Tomáš Garrigue Masaryk
— 1991

Bibliografia italiana[modifica | modifica wikitesto]

  • Cantare della gesta di Igor: epopea russa del XII secolo, a cura di Renato Poggioli, testo critico annotato di Roman Jakobson, Einaudi, Torino 1954
  • Saggi di linguistica generale, a cura di Luigi Heilmann, Feltrinelli, Milano 1966 e seguenti
  • Aspetti linguistici della traduzione in "il Verri", 19, 1966, pp. 98–106; poi in Paolo Fabbri e Gianfranco Marrone (a cura di), Semiotica in nuce, vol. I, Meltemi, Roma, 2000, pp. 208–213
  • Verso una scienza dell’arte poetica, prefazione a I formalisti russi: teoria della letteratura e metodo critico, a cura di Tzvetan Todorov, Einaudi, Torino, 1968, pp. 7–11
  • Il realismo nell'arte, ivi, pp. 95–107
  • Problemi di studio della letteratura e del linguaggio (con Jurij Nikolaevič Tynjanov), ivi, pp. 145–149
  • Il farsi e il disfarsi del linguaggio: linguaggio infantile e afasia, Einaudi, Torino 1971; n. ed. con introduzione di Livio Gaeta, ivi, 2006
  • Linguistica e poetica, in Luigi Rosiello (a cura di), Letteratura e strutturalismo, Zanichelli, Bologna 1974, pp. 71–82
  • Una generazione cha ha dissipato i suoi poeti: il problema Majakovskij, a cura di Vittorio Strada, Einaudi, Torino 1975; SE, Milano 2004
  • Premesse di storia letteraria slava, a cura di Lidia Lonzi, Il Saggiatore, Milano 1975
  • Holdërlin: l'arte della parola, con la collaborazione di Grete Lübbe Grothues, introduzione di Carlo Angelino, Il Melangolo, Genova 1976
  • La linguistica e le scienze dell'uomo: sei lezioni sul suono e sul senso, introduzione di Claude Lévi-Strauss, Il Saggiatore, Milano 1978
  • Lo sviluppo della semiotica e altri saggi, introduzione di Umberto Eco, Bompiani, Milano 1978
  • Lingua, discorso, società, con altri, a cura di Daniele Gambarara, Pratiche, Parma 1979
  • La forma fonica della lingua, con Linda R. Waugh e Martha Taylor, introduzione di Cesare Segre, Il Saggiatore, Milano 1979
  • Magia della parola, a cura di Krjstjna Pomorska, Laterza, Bari 1980
  • Poetica e poesia: questioni di teoria e analisi testuali, introduzione di Riccardo Picchio, Einaudi, Torino 1985
  • La scienza del linguaggio: tendenze principali, trad. di Ottavio Fatica, Theoria, Roma 1986
  • Autoritratto di un linguista: retrospettive, a cura di Luciana Stegagno Picchio, Il Mulino, Bologna 1987
  • Russia, follia, poesia, a cura di Tzvetan Todorov, Guida, Napoli 1989
  • Dialoghi: gli ultimi suoni del Novecento, con Krystyna Pomorska, Castelvecchi, Roma 2009
  • La fine del cinema?, a cura di Francesca Tuscano, BookTime, Milano 2009

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 59084146 LCCN: n78078780