Velimir Chlebnikov
Velimir Chlebnikov, pseudonimo di Viktor Vladimirovič Chlebnikov (in russo: Велими́р Хле́бников[?]; Oblast' di Astrachan', 9 novembre 1885 – Santalovo, 28 giugno 1922), è stato un poeta russo, uno dei principali futuristi del suo paese. Chlebnikov apparteneva al più importante gruppo futurista russo, Hylaea, insieme con Vladimir Majakovskij, Aleksej Kručënych, Davyd Burljuk e Benedikt Livšic, ma già in precedenza aveva scritto molte opere significative. Tra i contemporanei, era considerato "un poeta per poeti" (così Majakovskij nel suo necrologio) e un genio squilibrato.
Nella sua opera abbondano le sperimentazioni linguistiche, con l'invenzione di un numero enorme di neologismi. Insieme a Kručënych, diede vita alla lingua poetica detta zaum o zanghesi (Зангези).
Scrisse anche saggi sulle future, possibili evoluzioni dei mezzi di comunicazioni ("La Radio del Futuro"), dei trasporti e delle abitazioni ("Noi stessi e i nostri edifici"). Descrisse un mondo in cui la gente vive e viaggia in cubi di vetro mobili e in cui tutta la conoscenza umana può essere diffusa attraverso la radio e mostrata automaticamente su giganteschi pannelli simili a libri collocati per strada.
Negli ultimi anni fu affascinato dalla mitologia slava e dalla numerologia pitagorica e disegnò grandi "Tavole del Destino" scomponendo gli intervalli storici in funzioni dei numeri 2 e 3.
Chlebnikov morì di paralisi mentre era ospite in casa del suo amico Pëtr Miturič, nei pressi di Krestcy (Governatorato di Novgorod).
[modifica] Curiosità
Il piccolo asteroide 3112 Velimir scoperto nel 1977 dall'astronomo russo Nikolaj Stepanovič Černych porta il suo nome.
[modifica] Opere in traduzione italiana
- Poesie, A cura di Angelo Maria Ripellino, Torino, Einaudi 1989
- 47 poesie facili e una difficile, a cura di Paolo Nori, Macerata, Quodlibet, 2009
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