Strutturalismo (linguistica)

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Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strutturalismo (filosofia).

Per strutturalismo si intende in linguistica la teoria e la metodologia di tutte quelle scuole e correnti, elaborate sulla base teorica del linguista svizzero Ferdinand de Saussure. Il "Cours de linguistique générale" (1916) di de Saussure si propone lo studio della lingua intesa come sistema autonomo e unitario di segni, dando rilievo primario all'asse della sincronia rispetto a quello della diacronia.

Lo strutturalismo, di tradizione e prospettiva positivistica storica, si è occupato dei valori e delle funzioni determinate dalle relazioni reciproche dei singoli elementi linguistici, considerati come parti di un ordinamento strutturale e di un insieme di fenomeni in continua interdipendenza e interazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lo strutturalismo linguistico iniziò con la pubblicazione postuma del Cours de linguistique générale di Ferdinand de Saussure nel 1916, che fu composto con gli appunti dei suoi studenti. Il libro fu alla base della nascita della moderna linguistica e semiotica.

Dopo de Saussure la storia dello strutturalismo linguistico prese due direzioni, connotando in modo determinante le più importanti scuole linguistiche del XX secolo.

Negli Stati Uniti influenzò la corrente del distribuzionalismo nata nella metà degli anni trenta a opera di Leonard Bloomfield e successivamente elaborata da Zellig Harris. Il paradigma della linguistica di Bloomfield fu sostituito dal trasformazionalismo originato dalle teorie di Noam Chomsky.

In Europa de Saussure influenzò la scuola del circolo di Praga di Roman Jakobson, quella del circolo di Copenaghen, detta glossematica e iniziata dal danese Louis Hjelmslev intorno al 1930, quella del funzionalismo sviluppatasi nel XX secolo principalmente per opera di Nikolaj Trubeckoj e André Martinet in Europa

Lo strutturalismo nella critica artistica e letteraria[modifica | modifica wikitesto]

In particolare nella critica artistica e letteraria (si vedano ad esempio gli studi di Gérard Genette), è stata applicata la teoria e la prassi strutturalista che considera l'opera presa in esame (testo letterario, creazione pittorica o filmica) come un insieme organico scomponibile in elementi e unità, il cui valore funzionale è determinato dall'insieme dei rapporti fra ogni singolo livello dell'opera e tutti gli altri.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]