Filosofia della storia

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« Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa. »
(Karl Marx)
L'Università di Berlino nel 1900. Fu la prima università ad accogliere la disciplina della filosofia della storia. Essa fu introdotta da Hegel agli inizi del XIX secolo.

La filosofia della storia si occupa della problematica classica del significato della storia e di un suo possibile fine teleologico. Essa si chiede se esista un disegno, uno scopo, un obiettivo o un principio guida nel processo della storia umana. Altre questioni su cui si interroga questa disciplina sono se l'oggetto della storia è la verità o il dover essere, se la storia è ciclica o lineare, o se esiste in essa il concetto di progresso.

Da un punto di vista più positivista la filosofia della storia è la disciplina filosofica che studia la fenomenologia storica degli avvenimenti in base ai canoni della scienza, superando ogni ideale ed entità metafisica.

Il primo ad usare il termine fu probabilmente Voltaire con il suo La philosophie de l'histoire del 1765, anche se la ricerca di un senso della storia è ben precedente.

Il termine storiosofia[1], coniato da Gershom Scholem[2] è sostanzialmente equivalente a filosofia della storia, anche se esso va più precisamente riferito all'intersezione di storia e metafisica.

La filosofia della storia si distingue dalla storiografia, che è lo studio della storia come disciplina accademica, e quindi riguarda i suoi metodi e le sue pratiche, come pure il suo sviluppo temporale come disciplina. Allo stesso tempo, la filosofia della storia va distinta dalla storia della filosofia, la quale è lo studio dello sviluppo delle idee filosofiche nella loro sequenza temporale.

Il rapporto con la filosofia generale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Giudizio storico.

Le principali differenze che si interpongono fra la filosofia "del tutto" e la filosofia storica sono molteplici.

Dal punto di vista metodologico, la filosofia propriamente detta utilizza procedimenti razionali e rigorosi, fondati su evidenze logico - concettuali. Le scienze "esatte" usano l'osservazione della natura, le logiche matematiche, quelle umane e oltre a questi metodi, ricorrono all’esperimento. La filosofia cerca un sapere che abbia un senso per l’uomo e per la sua vita. Platone interpreta la filosofia come scienza e saggezza nella sfera del divino e dell’umano. Nella filosofia moderna, in coincidenza con la nascita delle scienze, si trova anche un’altra interpretazione, che, a partire da Francesco Bacone, passa nel positivismo e poi nel neoempirismo: la filosofia, come “madre di tutte le scienze”, ha il compito di unificare e vagliare gli esiti e i metodi delle scienze particolari. Non lontano da questa prospettiva si pongono John Locke, David Hume, Immanuel Kant, che interpretano la filosofia come dottrina generale della conoscenza - un nuovo concetto di episteme - come indagine critica dei limiti e delle possibilità del sapere umano.

Se la filosofia si è sempre occupata

  • del problema metafisico (oggetto della filosofia teoretica, incentrato sulla determinazione della natura dell’essere e sull’indagine dei principi primi della realtà;
  • del problema morale (oggetto della filosofia morale o etica), che si occupa in particolare dell’analisi e della determinazione della natura dell’uomo, della finalità delle attività umane e dei mezzi per conseguirla;
  • del problema politico (oggetto della filosofia del diritto e della filosofia della politica), caratterizzato dallo studio dei fondamenti generali del diritto, dei rapporti fra diritto e strutture giuridiche, fra individuo e Stato, fra libertà e potere;
  • del problema scientifico (oggetto della filosofia della scienza o epistemologia), che ha per tema le strutture concettuali e gli apparati metodologici delle scienze (indipendentemente dagli oggetti specifici delle singole discipline), la verità e l’ipoteticità del discorso scientifico;
  • del problema religioso (oggetto della filosofia della religione), incentrato sul tentativo di determinare razionalmente le principali caratteristiche del fenomeno religioso;
  • del problema artistico (oggetto della filosofia dell’arte o estetica), che tenta di definire l’arte e la bellezza;

la filosofia della storia è una filosofia che, rispecchiando i canoni della scienza, trascendendo ogni ideale ed entità metafisica, ha per oggetto di studio la fenomenologia storica degli avvenimenti.

In questo senso, il teorema fondamentale della filosofia della storia è che la realtà storica non è un ente metafisico immutabile, anzi, essa è soggetta alle trasformazioni storico-politiche della sua epoca e attraverso varie epoche offre una varietà di aspetti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cf. (EN) Historiosophy.
  2. ^ Cf. (EN) Stanford Encyclopedia of Philosophy.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]