Günter Grass

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Günter Grass
Medaglia del Premio Nobel Nobel per la letteratura 1999

Günter Grass (IPA: [ˈɡʏntɐ gʀas]) (Danzica, 16 ottobre 1927) è uno scrittore, poeta, saggista, drammaturgo e scultore tedesco, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1999.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La casa di Danzica dove abitò Günter Grass prima della seconda guerra mondiale.

Grass nasce a Danzica, all'epoca un'autonoma città-stato (attualmente parte della Polonia), il 16 ottobre del 1927 da padre tedesco di religione protestante, Willy Grass, e da madre tedesca di religione cattolica e di origini casciube e polacche, Helene Knoff, ambedue gestori di una drogheria. Frequentò qui la scuola superiore e a 15 anni cercò di arruolarsi nella marina del Terzo Reich, ma non riuscendoci entrò volontario nel Reichsarbeitsdienst (un corpo ausiliario della Wehrmacht); due anni dopo entrò, sempre come volontario, nelle Waffen SS. Ferito in servizio nel 1945 fu catturato dagli statunitensi e finì in un campo di prigionia in Baviera insieme ad altri soldati tedeschi. Liberato dal campo perse i contatti con la famiglia e tentò i lavori più umili, arrivando a suonare la sera in una banda jazz.

Nel 1946 e 1947 lavorò in una miniera e imparò a scolpire. Per molti anni studiò scultura e grafica, dapprima a Düsseldorf, dove frequentò l'Accademia delle Belle arti, poi a Berlino. Nel 1951 si trova in Italia dove giunse in autostop fino in Sicilia. Sposatosi la prima volta nel 1954 con Anna Schwarz, ballerina classica di origine svizzera conosciuta nel 1952 in Francia, divorziò nel 1978 e si risposò nel 1979 con Ute Grunert. Dal 1960 si stabilì a Berlino, trascorrendo però parte del suo tempo nella regione dello Schleswig-Holstein. Prese un ruolo attivo nel partito socialdemocratico tedesco (SPD) e appoggiò Willy Brandt. Nel 1965 compì il viaggio elettorale a favore della SPD attraverso la Germania per raccogliere voti. Fu molto attivo anche nel movimento pacifista.

Dal 1983 al 1986 fu presidente dell'Accademia delle arti di Berlino. Tra il 1986 e il 1987 si trasferì a Calcutta con la moglie in seguito alla pubblicazione del suo libro La ratta, stroncato dalla critica tedesca. Tornato in Germania pubblicò nel 1988 una raccolta di racconti, Mostrare la lingua, scritta durante il soggiorno in India. In occasione della caduta del muro di Berlino, Grass dichiarò che era meglio tenere separate le due Germanie, perché una nazione unita avrebbe ripreso inevitabilmente il suo ruolo belligerante. Abbandonò quindi il gradualismo di ispirazione socialdemocratica e adottò una filosofia dell'azione diretta, ispirata ai movimenti studenteschi del 1968. Dal 1995 Günter Grass risiede a Lubecca, città nel nord della Germania.

Ricevette per la sua opera letteraria dozzine di premi internazionali, tra i quali il Premio Grinzane Cavour nel 1992, e nel 1999 ottenne il premio Nobel. Nel 2002 lo scrittore tedesco tornò sulle pagine di tutti i giornali del mondo per la riuscitissima pubblicazione di Im Krebsgang in italiano Il Passo del Gambero (uscito in Italia nel 2004) in cui si raccontava della tragedia del transatlantico Wilhelm Gustloff, il maggiore dramma nella storia navale[1].

La sua letteratura è comunemente categorizzata nel movimento artistico del Geschichtsaufarbeitung. A Brema è stata creata una fondazione a suo nome, con lo scopo di stabilire una collezione centralizzata delle sue opere, specialmente le sue molte letture personali e i suoi video e film. A Lubecca esiste un museo a lui dedicato con un archivio e una biblioteca.

Le sue ultime prese di posizione sono quella contro una possibile aggressione di Israele all'Iran nonché contro la proliferazione nucleare, nella poesia Ciò che va detto[2], che gli è costata il divieto di ingresso nello stato ebraico come "persona non grata", e in difesa della Grecia in crisi economica e contro l'Unione europea e l'atteggiamento della Germania, colpevole di non aiutare abbastanza la culla della civiltà occidentale, nella lirica Ignominia d'Europa.[3][4]

La ferma nelle Waffen-SS[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto del 2006, ormai settantottenne, lo scrittore tedesco ammise, in un'intervista al giornale Frankfurter Allgemeine Zeitung, di aver militato durante la guerra nella 10. SS-Panzer-Division "Frundsberg" delle Waffen-SS, come volontario e non coscritto come si era fino a quel momento creduto, anche se arruolatosi in realtà con il desiderio di diventare sommergibilista. «Il motivo fu - racconta lo scrittore - comune per quelli della mia generazione, un modo per girare l'angolo e voltare le spalle ai genitori.»[5]

La sua rivelazione portò a notevoli polemiche in Germania e divise il popolo tedesco tra chi pretendeva la restituzione del premio Nobel e chi invece difendeva Grass sostenendo che il suo passato non avrebbe dovuto compromettere il giudizio sulle sue opere.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di poesie[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Über das Selbstverständliche. Reden - Aufsätze - Offene Briefe - Kommentare (1968)
  • Der Bürger und seine Stimme. Reden Aufsätze Kommentare (1974)
  • Denkzettel. Politische Reden und Aufsätze 1965-1976 (1978)
  • Widerstand lernen. Politische Gegenreden 1980–1983 (1984)
  • Angestiftet, Partei zu ergreifen (1994)

Testi teatrali[modifica | modifica wikitesto]

  • Die bösen Köche. Ein Drama (1956)
  • Hochwasser. Ein Stück in zwei Akten (1957)
  • Onkel, Onkel. Ein Spiel in vier Akten (1958)
  • Die Plebejer proben den Aufstand (1966)
  • Davor (1970)

Memorie[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la letteratura (Spagna)
— 1999

Scritti su Grass[modifica | modifica wikitesto]

  • Hanspeter Brode, Günter Grass, Beck, München 1979.
  • Giulio Schiavoni, Günter Grass, La Nuova Italia, Firenze 1980.
  • Volker Neuhaus, Günter Grass, 2. Auflage. Metzler-Verlag, Stuttgart 1993.
  • Heinrich Vormweg, Günter Grass, 9. Auflage. Rowohlt-Verlag, Reinbek 2002.
  • Heinz Ludwig Arnold (Hrg.), Günter Grass, TEXT + KRITIK. Zeitschrift für Literatur, H. 1, 7., revidierte Aufl. 1997, edition text + kritik.
  • Maurizio Pirro (a cura di), Ex oriente picaro. L’opera di Günter Grass, Presentazione di Domenico Mugnolo, Edizioni B.A. Graphis (Collana I Verdi), Bari 2006.
  • Cesare Giacobazzi, Voci e silenzi della storia. Percorsi di lettura in „Il mio secolo“ di Günter Grass, Medusa (Collana Argonauti n° 23), Milano 2006.
  • Martin Köbel (Hrg.), Ein Buch, ein Bekenntnis. Die Debatte um Günter Grass' „Beim Häuten der Zwiebel“, Steidl Verlag, Göttingen 2007.
  • Giulio Schiavoni, Günter Grass. Un tedesco contro l'oblio, Carocci, Roma 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gustloff. Tragedia sotto silenzio. EuropaRussia (5.2.2010)
  2. ^ Quello che va detto di Gunther Grass
  3. ^ Gunther Grass attacca Israele ed è subito antisemita
  4. ^ La nuova poesia di Gunther Grass
  5. ^ Il Nobel Grass rivela il suo passato nazista, La Repubblica, 11 agosto 2006
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p Catalogo SBN. URL consultato il 23 aprile 2012.

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