Giorgio Bassani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Giorgio Bassani (al centro) in una tavola rotonda con (da sinistra) Luigi Silori, Walter Mauro, Roberto Bettega, Giuseppe Brunamontini

Giorgio Bassani (Bologna, 4 marzo 1916Roma, 13 aprile 2000) è stato uno scrittore e poeta italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Bassani nacque a Bologna il 4 marzo 1916, figlio di Angelo Enrico Bassani (1885-1948), che fu anche presidente della SPAL tra il 1921 e il 1924, e di Dora Minerbi (1883-1987), ambedue benestanti ebrei ferraresi. Fratello di Paolo e Jenny, trascorre l'infanzia e l'adolescenza a Ferrara. Alle scuole elementari per tre anni condivide il banco con Lanfranco Caretti. Nel 1926 è ammesso al Regio Liceo Ginnasio "L. Ariosto" dove frequenta i cinque anni del ginnasio e i tre del liceo e dove, nel 1934, consegue la maturità. Nell'archivio storico del liceo sono conservati numerosi documenti che riguardano il giovane Bassani negli anni della sua formazione e alcuni, in fotocopia, accompagnati da fotografie dell'epoca, sono esposti nell'atrio a lui dedicato presso la sede dello stesso liceo.

In questi anni, mostra un vivo interesse per la musica, ma presto rinuncia a questa passione per dedicarsi alla letteratura[1]. Un'altra passione che l'accompagnerà tutta la vita è il tennis. Nel 1935 si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università di Bologna, che frequenta da pendolare e dove, nonostante le leggi razziali, si laurea nel 1939 con una tesi su Niccolò Tommaseo, discussa con Carlo Calcaterra. Negli anni di studio diviene amico di Attilio Bertolucci con il quale ammira la pittura di Giorgio Morandi e i saggi sull'arte di Roberto Longhi. Altre persone che frequenta nel periodo sono, tra gli altri, Giuseppe Dessì, Carlo Ludovico Ragghianti e Augusto Frassineti.

Nel 1940 esce la sua prima opera Una città di pianura, che pubblica sotto lo pseudonimo di Giacomo Marchi (il nome è quello dello zio Giacomo Minerbi, fratello di Dora, mentre il cognome è della nonna materna Emma Marchi). Insegna italiano e storia agli studenti ebrei espulsi dalle scuole pubbliche, preparati privatamente nella scuola ebraica di via Vignatagliata, e si trasforma in attivista politico clandestino. Come antifascista viene rinchiuso, nel 1943, per alcuni mesi, nella prigione di via Piangipane. Liberato, sposa Valeria Sinigallia, entra in clandestinità e lascia Ferrara, prima per Firenze e, subito dopo, per Roma, dove trascorrerà il resto della vita come scrittore e uomo pubblico.

La casa di Bassani a Ferrara, in via Cisterna di Follo

Nel 1944 pubblica le poesie Storie dei poveri amanti e altri versi, mentre nel 1947 scrive una seconda raccolta di versi Te lucis ante. Nel 1948 Marguerite Caetani, che fonda e cura la pubblicazione della rivista letteraria "Botteghe Oscure", invita Bassani a redigerla. Al 1953 risale Passeggiata prima di cena, al 1955 Gli ultimi anni di Clelia Trotti. Lo stesso anno diventa anche redattore della rivista "Paragone", fondata nel 1950 da Roberto Longhi e Anna Banti, nella cui redazione conosce, tra gli altri, Pier Paolo Pasolini.

Su "Botteghe Oscure" introduce agli italiani il lavoro letterario più diverso di autori quali Dylan Thomas, René Char, Roger Caillois, Henri Michaux, Georges Bataille, Maurice Blanchot, Robert Graves, Wystan Hugh Auden, Antonin Artaud o Truman Capote, e fa pubblicare Mario Soldati, Carlo Cassola, Giorgio Caproni e Italo Calvino, oltre agli amici Bertolucci e Pasolini. Intanto nascono i figli Paola (nel 1945) ed Enrico (nel 1949) e collabora a sceneggiature di film di Mario Soldati, Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti e Luigi Zampa.

Ormai frequenta parecchi intellettuali dell'epoca, a Roma e in frequenti viaggi fuori Roma, in particolare il critico Niccolò Gallo e la redazione di "Officina" (fondata da Pasolini con altri bolognesi). Nel 1955 fonda l'associazione "Italia Nostra"[2]. Nel 1956 pubblica le Cinque storie ferraresi, con le quali vince il Premio Strega. Nel 1957 è docente di storia del teatro all'Accademia nazionale d'arte drammatica "Silvio D'Amico" (fino al 1967). Al 1958 risale la pubblicazione de Gli occhiali d'oro in cui illustra l'omosessualità quale motivo di emarginazione.

In qualità di consulente e direttore editoriale della Feltrinelli, Bassani riesce a far pubblicare Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e aiuta diversi altri, come Manlio Cancogni, Antonio Delfini o Franco Fortini. Tra gli stranieri aiuta a divulgare Jorge Luis Borges, Edward Morgan Forster, Ford Madox Ford, Karen Blixen e soprattutto Boris Pasternak il cui Il dottor Živago è un'anteprima mondiale e un grande successo di vendite. Nel 1960 pubblica Una notte del '43 e Le storie ferraresi, che raccoglie il meglio della sua produzione narrativa (ma chiude "Botteghe Oscure", sul cui ultimo numero scrive un Congedo). Collabora oramai anche alle più prestigiose riviste e ad alcune testate giornalistiche di alto livello: Approdo, La Fiera Letteraria, Letteratura, Nuovi Argomenti, Il Mondo, Officina, Corriere della Sera.

Continua inoltre come sceneggiatore con Luchino Visconti e Luis Trenker, mentre Florestano Vancini decide di portare sullo schermo La lunga notte del '43. Il massimo successo editoriale lo ottiene nel 1962, con la pubblicazione del romanzo di formazione Il giardino dei Finzi-Contini, scritto all'Hotel Le Najadi di Santa Marinella, opera che gli assicura il Premio Viareggio di quell'anno: rappresenta la più completa espressione del suo mondo, dal piano formale e stilistico all'esperienza morale, intellettuale e politica, raccontando sul filo della memoria la realtà della ricca borghesia ebrea a Ferrara durante il fascismo a partire dalle leggi razziali. Vittorio De Sica ne farà un film dal quale però Bassani terrà sempre le distanze.

Nel 1963 si amareggia per gli attacchi del Gruppo 63 e, a seguito della pubblicazione di Fratelli d'Italia di Alberto Arbasino, a cui aveva consigliato una revisione, ma che Giangiacomo Feltrinelli fa uscire presso un'altra collana, lascia la casa editrice. Nel 1964 esce Dietro la porta (e in francese, presso Gallimard, Les lunettes d'or et autres histoires de Ferrare che apre la lunga serie di traduzioni all'estero della sua opera). È vicepresidente della "RAI" (incarico che lascia l'anno successivo) e dal 1965 presidente di "Italia Nostra". Intanto si allontana dal PSI per avvicinarsi ai repubblicani di Ugo La Malfa, amico di vecchia data.

Nel 1966 viene scelto come presidente della giuria della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. L'anno dopo acquista una casa al mare a Maratea e dal 1968, per una quindicina di anni, vi trascorre le estati. Molte delle sue poesie raccolte in "Epitaffio" e "In gran segreto" prendono spunto da Maratea e dal retroterra lucano e sono ispirate a Anne-Marie Sthelhein, americana d'origine che viveva a Parigi, con cui Bassani aveva una intensa relazione amorosa. Pubblica L'airone (1968, vincitore del Premio Campiello), e L'odore del fieno (1972), Dentro le mura (1973, riscritturra delle storie ferraresi), fino a Il romanzo di Ferrara (1974, nel 1980 nella sua versione definitiva).

Intanto nel 1971 è nominato chevalier presso la Legion d'onore francese e tiene lezioni in qualche università statunitense e canadese. Nel 1978 conosce l'americana Portia Prebys, con la quale convive dal 1991 al 2000, anno della sua morte. Nel 1982 pubblica la raccolta di tutte le sue poesie in In rima e senza e nel 1984 la raccolta di tutti i suoi saggi e le sue riflessioni critiche in Di là dal cuore. Altre pubblicazioni sono Storie dei poveri amanti e altri versi (1945), Un'altra libertà (1951), Le parole preparate (1967), In gran segreto (1978). Nel 1983 vince il Premio Bagutta con In rima e senza.

Nel 1987 esce Gli occhiali d'oro, film diretto da Giuliano Montaldo, poi ottiene ancora il Premio Pirandello (1987) e il Premio Feltrinelli (per la carriera, 1992). Nel 1998 le sue opere vengono raccolte in un volume de I Meridiani di Mondadori. Muore a Roma il 13 aprile 2000 dopo un lungo periodo di malattia. È sepolto, per sua esplicita volontà testamentaria, a Ferrara, nel cimitero ebraico di via delle Vigne, a ridosso di quelle mura di cui Bassani, come Presidente di "Italia Nostra", ha promosso il restauro.

Qui dove Bassani ha immaginato la tomba dei Finzi-Contini, il comune di Ferrara ha voluto ricordarlo con un monumento, frutto della collaborazione fra l'architetto Piero Sartogo e lo scultore Arnaldo Pomodoro. Sempre a Ferrara gli è stata intitolata la Biblioteca comunale del Barco ed il parco urbano a nord della città, mentre a Codigoro la Biblioteca comunale Giorgio Bassani ospita la sede principale della Fondazione Giorgio Bassani con lo Studio e le Biblioteche dello scrittore ferrarese. In un apposito spazio è stato ricostruito lo studio dello scrittore, con il primo nucleo della sua biblioteca privata - circa 1.500 volumi - e molti oggetti personali.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Una città di pianura, come Giacomo Marchi, Milano, s. n., 1940.
  • Storie dei poveri amanti e altri versi, Roma, Astrolabio, 1945; 1946.
  • Te lucis ante, 1946-47, Roma, Ubaldini, 1947.
  • Un'altra libertà, Milano, Mondadori, 1951.
  • La passeggiata prima di cena, Firenze, Sansoni, 1953.
  • Gli ultimi anni di Clelia Trotti, Pisa, Nistri-Lischi, 1955. premio Veillon
  • Le storie ferraresi, Torino, Einaudi, 1960. (Contiene: Il muro di cinta; Lidia Mantovani; La passeggiata prima di cena; Una lapide in via Mazzini; Gli ultimi anni di Clelia Trotti; Una notte del '43; Gli occhiali d'oro; In esilio).
  • L'alba ai vetri. Poesie 1942-'50, Torino, Einaudi, 1963.
  • Due novelle, Venezia, Stamperia di Venezia, 1965.
  • Le parole preparate. Considerazioni sul tema di Venezia nella letteratura, Verona, La consulta di Verona, 1965.
  • Le parole preparate e altri scritti di letteratura, Torino, Einaudi, 1966.
  • Epitaffio, Milano, Mondadori, 1974.
  • In gran segreto, Milano, Mondadori, 1978.
  • In rima e senza, Milano, Mondadori, 1982.
  • Di là dal cuore, Milano, Mondadori, 1984.
  • Dentro il romanzo, Bruxelles, Istituto italiano di cultura, 1984.
  • Opere, Milano, Mondadori, 1998.
  • Il tempo della guerra. Quaderni inediti 1941-1944, Milano, Telecom Italia, 2006.
  • I promessi sposi. Un esperimento, Palermo, Sellerio, 2007.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Bassani ha doppiato Orson Welles, il "regista nella finzione" nel film La ricotta, episodio diretto da Pier Paolo Pasolini del film Ro.Go.Pa.G. (1963)

Sceneggiature[modifica | modifica sorgente]

Soggetto[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ S. Onofri, Giorgio Bassani Studente dell'Ariosto, collana Quaderni del Liceo Ariosto, 2004
  2. ^ Gli scritti civili e di battaglie ambientali sono raccolti in Italia da salvare, Torino: Einaudi, 2005.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Poscritto a Giorgio Bassani. Saggi in memoria del decimo anniversario della morte", a cura di R. Antognini e R. Diaconescu Blumenfeld, LED Edizioni Universitarie, Milano 2012, ISBN 978-88-7916-510-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 108729325 LCCN: n50018417 SBN: IT\ICCU\CFIV\009156