Emergency

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Emergency (disambigua).
Emergency
Emergency
Logo dell'organizzazione
Tipo ONG
Fondazione 1994
Fondatore Gino Strada, Teresa Sarti, Carlo Garbagnati
Scopo sanitario, culturale
Sede centrale Italia Milano
Area di azione Afghanistan Afghanistan
Iraq Iraq
Italia Italia
Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana
Sierra Leone Sierra Leone
Sudan Sudan
Presidente Italia Cecilia Strada
Sito web

Emergency è un'associazione umanitaria italiana, fondata il 15 maggio 1994 a Milano da Gino Strada e dalla moglie Teresa Sarti, insieme a Carlo Garbagnati. Essa ha ottenuto il riconoscimento giuridico di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) nel 1998 e di organizzazione non governativa (ONG) nel 1999.[1] Dal 2006, Emergency è partner ufficiale del Dipartimento della Pubblica Informazione dell'ONU.[1]

Obiettivi di Emergency sono offrire cure mediche e chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime della guerra e della povertà e promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani [2]. Nata per fornire soccorso chirurgico nei paesi in guerra, l'associazione ha nel tempo esteso il raggio delle sue attività alla cura delle vittime della povertà in paesi in cui non esistono strutture sanitarie gratuite. Dal 2005 Emergency opera anche in Italia, per garantire a tutti il rispetto del diritto a essere curati sancito anche dalla Costituzione. Anche grazie al coordinamento e all'attività dei volontari sul territorio, l'associazione promuove attivamente i valori di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.[3]

Attuale presidente della ONG è Cecilia Strada,[4] figlia di Gino Strada e Teresa Sarti, chiamata a ricoprire la carica dopo la morte della madre, avvenuta il 1º settembre 2009,[5] che era stata presidente di Emergency dalla sua fondazione. Alessandro Bertani ricopre la carica di vicepresidente[6].

Presenza operativa[modifica | modifica sorgente]

Emergency gestisce strutture sanitarie in Afghanistan[7], Iraq, Repubblica Centroafricana, Sierra Leone[8], Sudan e Italia.[9] Sono invece stati portati a termine i programmi in Ruanda, in Eritrea, a Jenin in Palestina, a Medea in Algeria, in Kosovo, in Angola, in Nicaragua, in Libia, in Sri Lanka e in Cambogia[10].

Tra i vari interventi realizzati, l'associazione ha costruito e ancora adesso gestisce ospedali dedicati alle vittime di guerra e alle emergenze chirurgiche, centri di riabilitazione fisica e sociale, posti di primo soccorso per il trattamento delle emergenze, centri sanitari per l'assistenza medica di base, centri pediatrici, centri di maternità, poliambulatori e ambulatori mobili per migranti e persone disagiate, centri di eccellenza. Oltre alla realizzazione dei nuovi centri sanitari, l'ONG italiana ha collaborato, in concerto con le autorità locali e con altre organizzazioni, all'ammodernamento e all'equipaggiamento di strutture già esistenti.[1]

Particolarmente importante e innovativo è il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan, attivo dal 2007: una struttura di eccellenza a vocazione regionale in cui l'associazione opera gratuitamente pazienti provenienti da tutta l'Africa (e non solo)[11]. Il Centro Salam è il fulcro del Programma regionale di pediatria e cardiochirurgia che Emergency sta costruendo in Africa: una rete di strutture dove i cardiologi dell'associazione effettuano gli screening di pazienti cardiopatici da operare presso il Salam di Khartoum ed effettuano i necessari controlli post-operatori. Laddove Emergency non è presente con sue strutture, queste missioni di screening hanno luogo in ospedali locali.
Con lo scopo di realizzare in Africa nuovi ospedali modellati sull'esperienza del Centro Salam, Emergency ha promosso nel 2009 l'istituzione dell'ANME (African Network of Medical Excellence - Rete sanitaria d'eccellenza in Africa), a cui hanno aderito i governi di 11 paesi africani.[12]

In Italia, a Palermo, dall'aprile 2006 Emergency ha reso operativo e gestisce un poliambulatorio, che fornisce assistenza sanitaria gratuita agli immigrati e ad altri bisognosi. Nell'inverno del 2010 ha aperto una struttura analoga a Marghera. Sono inoltre presenti nel territorio italiano due ambulatori mobili, che lavorano principalmente nelle zone agricole dell'Italia del sud per offrire assistenza ai migranti impieganti come stagionali nell'agricoltura. Tra il 2005 e il 2007 l'associazione ha portato avanti un programma di assistenza sanitaria in alcune carceri laziali.[13]

In questa mappa del 2010 dei paesi in cui Emergency è intervenuta, non è presente la Libia, dove l'ONG italiana ha operato nel 2011.

Interventi umanitari[modifica | modifica sorgente]

Dal 1994, Emergency è intervenuta in 16 paesi curando quasi 6 milioni di persone.

Programmi in corso[modifica | modifica sorgente]

Afghanistan[modifica | modifica sorgente]

Emergency è presente in Afghanistan con 3 centri chirurgici (a Kabul, Anabah e Lashkar Gah), un centro di maternità (ad Anabah) e una rete di 30 Posti di primo soccorso e Centri sanitari collegati ai suoi ospedali. Inoltre, Emergency garantisce assistenza medica ai detenuti delle principali carceri della capitale.

Iraq[modifica | modifica sorgente]

In Iraq, Emergency gestisce un Centro di produzione protesi, riabilitazione e reintegrazione sociale a Sulaymaniyya (Kurdistan iracheno). Inoltre, organizza dei corsi di formazione professionale per i pazienti e li aiuta nell'avvio di botteghe e piccole cooperative artigiane.

Italia[modifica | modifica sorgente]

In Italia, Emergency gestisce 3 poliambulatori e 2 ambulatori mobili. Nel 2006 Emergency ha aperto in Sicilia, a Palermo, un Poliambulatorio per garantire assistenza sanitaria gratuita ai migranti, con o senza permesso di soggiorno, e a tutti coloro che ne abbiano bisogno. Un secondo Poliambulatorio ha iniziato le attività a Marghera, in provincia di Venezia, il 2 dicembre 2010. A metà dicembre 2012 Emergency ha aperto a Sassari uno sportello di orientamento socio-sanitario. Due ambulatori mobili portano assistenza sanitaria dove più c'è bisogno. Il 15 luglio 2013 ha aperto il Poliambulatorio di Polistena, in provincia di Reggio Calabria, situato in un palazzo confiscato alla 'ndrangheta. Prossimamente[non chiaro] aprirà il Poliambulatorio di Napoli.

Repubblica Centrafricana[modifica | modifica sorgente]

In Repubblica Centrafricana, Emergency gestisce un Centro pediatrico nella capitale Bangui.

Sierra Leone[modifica | modifica sorgente]

In Sierra Leone, Emergency gestisce un Centro chirurgico e un Centro pediatrico a Goderich, nei sobborghi della capitale Freetown.

Sudan[modifica | modifica sorgente]

In Sudan Emergency gestisce il Centro Salam di cardiochirurgia a Khartum e 2 centri pediatrici (nel campo profughi di Mayo, sobborghi della capitale, e a Port Sudan).

Programmi completati[modifica | modifica sorgente]

Afghanistan[modifica | modifica sorgente]

Programma di aiuti alle vedove di guerra con la distribuzione di bestiame per l'allevamento a 400 famiglie della Valle del Panshir (2001).
Avvio di un laboratorio di produzione di tappeti per favorire l'autonomia economica di donne, vedove o indigenti, della Valle del Panshir (2003-2007).

Algeria[modifica | modifica sorgente]

Avvio di un Centro di riabilitazione e produzione protesi a Medea (2003) trasferito alle autorità locali nel 2004.

Angola[modifica | modifica sorgente]

Ristrutturazione, equipaggiamento e gestione per oltre un anno di due centri sanitari; formazione del personale nazionale (2003).

Cambogia[modifica | modifica sorgente]

Costruzione e gestione di un Centro chirurgico a Battambang e di 5 Posti di primo soccorso nel distretto di Samlot (1998). Nel 2012, con la consegna in gestione del centro di Battambang alle autorità locali, Emergency ha concluso il suo intervento in Cambogia. I posti di primo soccorso erano stati anch’essi consegnati alle autorità locali negli anni precedenti.

Eritrea[modifica | modifica sorgente]

Invio di un team chirurgico nell'ospedale Mekane Hiwet di Asmara, su richiesta della Cooperazione Italiana. Il personale di Emergency ha curato le vittime del conflitto tra Etiopia ed Eritrea (2000).

Iraq[modifica | modifica sorgente]

Costruzione e gestione di due centri chirurgici per vittime di guerra a Sulaymaniyya (1996) ed Erbil (1998) e di 22 posti di primo soccorso. Nel 2005 queste strutture sono state date in consegna alle autorità locali.
Costruzione di un Centro di riabilitazione e produzione protesi a Diana (2000), dato in consegna alle autorità sanitarie locali.
Fornitura di farmaci, materiali di consumo e combustibile per i generatori all'ospedale Al-Kindi di Bagdad e di farmaci e materiale sanitario all'ospedale di Karbala, a sud di Baghdad (2001).
Costruzione di un Centro di riabilitazione e produzione protesi a Dohuk (2003), ora gestito dalle autorità sanitarie locali.
Sostegno alla popolazione di Fallujah durante l'assedio della città con distribuzione di generi di prima necessità, acqua e farmaci ai rappresentanti della comunità e all'ospedale cittadino (2004).

Italia[modifica | modifica sorgente]

Assistenza sanitaria in alcune carceri laziali (2005-2007).

Libia[modifica | modifica sorgente]

Programma di chirurgia di guerra nella città di Misurata sotto assedio (2011).

Nicaragua[modifica | modifica sorgente]

Fornitura di farmaci la Casa de la mujer, una rete di dispensari che presta assistenza alle donne malate di tumore e diabete (2003-2004).

Palestina[modifica | modifica sorgente]

Invio di un team chirurgico presso l'unità ortopedica dell'ospedale pubblico di Jenin (2003-2004).

Ruanda[modifica | modifica sorgente]

Primo intervento di Emergency (1994) - Ristrutturazione e riapertura dei reparti di chirurgia e di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Kigali.[14]

Serbia[modifica | modifica sorgente]

Sostegno all'orfanotrofio Jova Jovanovic Zmaj di Belgrado (1999).

Sri Lanka[modifica | modifica sorgente]

In seguito allo tsunami del 2004, forniture di materiale all’ospedale di Kalutara (2005), distribuzione di barche a motore, canoe e reti da pesca ai pescatori del villaggio di Punochchimunai e di kit scolastici agli studenti (2005), ricostruzione di 91 abitazioni (2005-2008).

Sudan[modifica | modifica sorgente]

Ricostruito e allestito il reparto di Chirurgia d'urgenza dell'ospedale di Al Fashir in Nord Darfur (2004). Il reparto è stato trasferito al ministero della Sanità nell'agosto 2005.

Personale impiegato negli interventi umanitari[modifica | modifica sorgente]

Personale internazionale[modifica | modifica sorgente]

Emergency compie un'attenta selezione del personale destinato agli interventi umanitari, a cui vengono poi garantite retribuzione, rimborso spese di viaggio, copertura assicurativa, vitto ed alloggio.[15] Viene impiegato personale specializzato nelle seguenti categorie:[16]

  • Medici specializzati
  • Infermieri specializzati
  • Professionisti nel settore edilizio, logistico e amministrativo
  • Personale specializzato nella gestione e nella manutenzione delle strutture di intervento e delle equipaggiature.

Oltre che per il normale svolgimento del lavoro, tali figure sono responsabili per la formazione professionale e la supervisione del personale locale.[16]

Personale nazionale[modifica | modifica sorgente]

In tutti i suoi progetti, Emergency impiega numerose persone del posto per coprire sia posizione mediche che non mediche. La formazione del personale locale, teorica e pratica, è uno dei punti fermi dell'attività dell'associazione: scopo ultimo dei suoi interventi umanitari, infatti, è di lasciare la gestione degli ospedali alle autorità sanitarie dei paesi in cui si trovano, purché sia garantito il rispetto della elevata qualità delle cure e della loro gratuità per i pazienti, le due caratteristiche distintive dell'attività medica di Emergency.

Campagne di comunicazione, sensibilizzazione e raccolta fondi[modifica | modifica sorgente]

Parallelamente agli interventi umanitari nelle zone di grave emergenza sanitaria e sociale, numerose sono le attività di Emergency finalizzate alla creazione e diffusione di una cultura di pace, solidarietà e di rispetto per i diritti umani. Alla diffusione dei princìpi di Emergency e al reperimento di fondi per finanziarne gli interventi contribuiscono in maniera fondamentale i volontari presenti in Italia e all'estero.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio italiano, sono presenti circa 160 gruppi locali legati a Emergency, per un totale di circa 4.000 volontari[17]. Ogni gruppo territoriale organizza nella propria zona incontri e iniziative con lo scopo di sensibilizzare e informare l'opinione pubblica sui temi della pace e della solidarietà: interventi nelle scuole di ogni ordine e grado, presenza con banchetti informativi e di raccolta fondi a mostre, concerti, spettacoli, incontri e dibattiti in cui vengono fornite testimonianze dirette dell'esperienza dell'associazione.

Campagne di sensibilizzazione[modifica | modifica sorgente]

  • nel 1994 Emergency aderisce all'iniziativa della coalizione chiamata Campagna Internazionale per il Bando delle Mine Antiuomo, che ha promosso il Trattato di Ottawa, Tale trattato impegnava fino al 12 aprile del 2012 159 stati ad abolire le mine antiuomo;
  • nel 2001 Emergency propone l'iniziativa "Uno straccio di pace", contro la guerra in Afghanistan;
  • nel 2002 Emergency promuove l'iniziativa "Fuori l'Italia dalla guerra", una raccolta di firme online contro la guerra in Iraq;
  • nel 2003 Emergency aderisce all'iniziativa "Fermiamo la guerra, firmiamo la pace", una raccolta di firme per proporre una legge per l'attuazione dell'art. 11 della Costituzione Italiana (che ripudia la guerra). La proposta di legge è stata bocciata dal parlamento italiano dopo una breve discussione;
  • nel 2008 Emergency elabora il "Manifesto per una medicina basata sui diritti umani": il documento è stato sottoscritto da alcuni paesi africani (Sierra Leone, Sudan, Repubblica Centrafricana), che riconoscono la necessità di una sanità equa, di qualità e improntata alla responsabilità sociale.
  • nel 2009 Emergency promuove la campagna "Io non ti denuncio" in difesa del diritto all'accesso alle cure per chiunque, in dissenso ad una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica.
  • Dal 7 al 12 settembre 2010, all'Incontro nazionale di Emergency che si è tenuto a Firenze, Gino Strada ha presentato il manifesto "Il mondo che vogliamo"[18].

Campagne di raccolta fondi e di formazione dei volontari[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1999, in occasione dei primi 5 anni dell'associazione, i musicisti Jovanotti, Piero Pelù e Luciano Ligabue hanno prodotto il singolo Il mio nome è mai più, devolvendone i proventi commerciali ad Emergency ed in particolare ai progetti umanitari in Cambogia, nei paesi della ex Jugoslavia e in Sierra Leone.
  • Il 28 ottobre 2006, si è svolta la prima Giornata Nazionale di Emergency; grazie ai suoi volontari, l'associazione è stata presente in oltre 290 piazze italiane con banchetti e varie iniziative locali.
  • Dal 2002, ogni anno, oltre mille volontari dell'associazione si ritrovano in una città italiana che ospita l'Incontro Nazionale di Emergency: corsi di formazione e aggiornamenti per i volontari e, dal 2009, spettacoli e incontri per far conoscere Emergency al grande pubblico.
  • Nel 2009, l'Incontro Nazionale di Emergency che si è tenuto a Firenze ha celebrato il 15º anniversario dell'associazione. Per la prima volta l'evento è stato aperto al pubblico e vi hanno partecipato importanti artisti e intellettuali tra cui Patti Smith, Jovanotti, Gianni Mura, Marco Paolini, Piero Pelù e Fiorella Mannoia. L'incontro si è tenuto dall'8 al 13 settembre al Nelson Mandela Forum e ha visto la partecipazione di almeno 20.000 spettatori.

All'estero[modifica | modifica sorgente]

Gruppi di volontari di Emergency promuovono campagne di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi in altri paesi. Alcuni di tali gruppi hanno costituito delle associazioni legalmente registrate negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Giappone ed in Svizzera.[19]

Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

I primi gruppi di volontari Emergency negli USA si sono formati nel 2005. Nel 2008, si è ufficialmente costituita EMERGENCY USA - Life Support for Civilian Victims of War and Poverty, organizzazione no-profit registrata nel Distretto di Columbia.[20]

Regno Unito[modifica | modifica sorgente]

Emergency UK si è formata nel 2007 e si è ufficialmente costituita in Inghilterra e Galles come Registred Charity (no.1128569) il 16 marzo del 2009.[21]

Giappone[modifica | modifica sorgente]

Il 21 dicembre del 2010, si è costituita l'ONG Emergency Japan, con sede nella città di Sasayama, nella prefettura di Hyogo.[22]

Svizzera[modifica | modifica sorgente]

Il primo gruppo di volontari svizzeri nasce nel 2005 nel Canton Ticino. L'ONG Emergency - Life Support for the Victims of War, Landmines and Poverty - CH si è legalmente costituita il 14 gennaio 2011 a Lugano.[23]

Controversie[modifica | modifica sorgente]

Sostenibilità del modello di sviluppo sanitario di Emergency[modifica | modifica sorgente]

Attivisti di Emergency all'anniversario della Liberazione 2013 a Roma

Il modello di sviluppo sanitario proposto e applicato da Emergency è stato da alcuni[da chi?] considerato privo di sostenibilità a lungo termine, poiché non collegato ai servizi sanitari di base locali, e in grado di fornire solo risultati marginali a fronte di alte spese di mantenimento[24].

Secondo tali critiche, il Centro Salam di cardiochirurgia in Sudan costituirebbe un intervento scarsamente integrato in una realtà in cui mancano le strutture sanitarie più elementari e dove la cardiologia non rappresenterebbe la prima delle priorità. Creare un ospedale di questo tipo comporterebbe, oltre che uno spreco di investimenti, una fonte di ingenti spese di mantenimento future a fronte di risultati marginali nel livello generale di benessere sanitario di questi paesi, dove anche i benefici di cure cardiache di buon livello rischiano di essere vanificati in gran parte da altri tipi di emergenza sanitaria non attualmente affrontati[24].

Tuttavia, riguardo al fatto che la ricostruzione e la sostituzione di valvole cardiache non sarebbero un'urgenza in contesti di tale povertà, Emergency annota che, dal 2005, l'organizzazione mondiale della sanità definisce le patologie cardiache come la prima causa di morte infantile in Asia e Africa per malattie non trasmissibili, la seconda in assoluto dopo l'AIDS[25]. Questo accade perché circa il 50% delle persone colpite da febbri reumatiche e simili, un tipo di malattia diffusamente riscontrabile in tutto il mondo, può sviluppare a causa di questa un’infiammazione al muscolo cardiaco in grado di provocare insufficienza cardiaca anche a lungo periodo.
La febbre reumatica è un’infezione organica, avviata da un processo infettivo prevalente delle prime vie aeree, che colpisce prevalentemente giovani tra i quattro e i diciotto anni; potrebbe essere facilmente curabile con antibiotici elementari, che la maggior parte della popolazione di Africa e Asia non riesce a procurarsi a causa dei costi insostenibili di tali farmaci e dell'inaccessibilità delle strutture, difficilmente raggiungibili.

Posizione politica e mancanza di neutralità[modifica | modifica sorgente]

Emergency è stata criticata dal giornalista Sergio Romano[26] e da Massimo Barra, presidente della Commissione Permanente della federazione internazionale delle società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa[27] per mancanza di neutralità in politica estera.

Ruolo di negoziazione nel caso Mastrogiacomo[modifica | modifica sorgente]

Nel marzo 2007, durante il sequestro in Afghanistan del giornalista de la Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, Emergency ha assunto una posizione di rilievo nelle trattative per la sua liberazione[28][29][30].

Arresto di tre operatori a Lashkar Gah[modifica | modifica sorgente]

Il 10 aprile 2010[31], tre operatori di Emergency (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) sono stati arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa - poi rivelatasi infondata - di aver complottato per uccidere il governatore della provincia.[32] Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe ISAF, sono state trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. L'arresto dei tre ha suscitato particolare clamore. Gino Strada ha ricondotto l'operazione ad un tentativo di screditare quello che ha definito un "testimone scomodo", riferendosi alla sua organizzazione.

Domenica 18 aprile 2010, i tre cooperanti di Emergency sono stati ritenuti innocenti e liberati.[33] Non è ancora chiaro quando, come e da chi siano state introdotte le armi rinvenute nell'ospedale e le indagini sono tuttora in corso. Il 23 aprile 2010 Gino Strada ha annunciato di aver querelato i quotidiani il Giornale e Libero, con l'accusa di aver scritto che i tre operatori arrestati avrebbero confessato.[34] L'organizzazione aveva nel frattempo sospeso le attività dell'ospedale di Lashkar Gah.[35] Il 29 luglio 2010, Gino Strada ha reso noto che il governatore della provincia di Helmand ha autorizzato la riapertura dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah. L’attività è ripresa il giorno stesso.[36]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Emergency - sito web ufficiale - storia
  2. ^ Emergency - Chi siamo
  3. ^ Emergency - sito web ufficiale - Statuto
  4. ^ 28/12/09 - Cecilia Strada è la nuova Presidente di Emergency. URL consultato il 2 marzo 2010.
  5. ^ Daniele Mastrogiacomo, Milano, è morta Teresa Sarti Strada fondatrice e presidente di Emergency in la Repubblica, 1° settembre 2009. URL consultato il 18 novembre 2009.
  6. ^ Ignazio Dessì, Emergency, il Vicepresidente Alessandro Bertani: "Volevano screditarci ma ne usciamo a testa alta", sito web di Tiscali. URL consultato il 7 settembre 2010.
  7. ^ Nel sud dell'Afghanistan,Libia a Lashkar-gah, il Centro chirurgico per vittime di guerra è intitolato a Tiziano Terzani
  8. ^ La corsia femminile dell'ospedale di Goderich in Sierra Leone è intitolato a "Via del Campo" in omaggio a Fabrizio De André
  9. ^ Emergency - Cosa facciamo
  10. ^ Il centro chirurgico di Battambang (Cambogia) era intitolato a Ilaria Alpi
  11. ^ Al 31 dicembre 2011 i pazienti operati al Salam provenivano da 24 paesi diversi - Emergency, Report 2011
  12. ^ Emergency- AMNE
  13. ^ Emergency - Italia
  14. ^ 20 anni di Emergency. Cecilia Strada: «La guerra fa schifo». Intervista, mentelocale.it
  15. ^ Emergency - Condizioni di lavoro
  16. ^ a b Emergency - Tutte le posizioni lavorative
  17. ^ Emergency - volontariato
  18. ^ Emergency - Informati -settembre 2010
  19. ^ (EN) Emergency abroad
  20. ^ (EN) Emergency USA - History
  21. ^ (EN) Emergency UK
  22. ^ (JA) Emergency Japan
  23. ^ Emergency CH
  24. ^ a b Materia, Franco (Inviato dall'agenzia sanitaria della regione Lazio): Dall'ospedale cardiochirurgico di Emergency a Khartoum su politichesanitarie.it
  25. ^ 2005 WHO Regional Committee for Africa - Documents
  26. ^ Corriere.it - Rubrica delle lettere di Sergio Romano: IL BUON LAVORO DI EMERGENCY MA NON È LA CROCE ROSSA
  27. ^ RadioRadicale.it - Intervista a Massimo Barra (presidente Croce Rossa italiana)
  28. ^ L'Unità
  29. ^ Corriere della Sera
  30. ^ Il Giornale
  31. ^ Emergency - Comunicati stampa -10 aprile 2010
  32. ^ Afghanistan, arrestati 3 operatori di Emergency Accusati di complotto - Esteri - ilGiornale.it del 10-04-2010
  33. ^ Emergency - Comunicati Stampa - 18 aprile 2010
  34. ^ Emergency: querelati Giornale e Libero - Cronaca - ANSA.it
  35. ^ Lashkar Gah, Emergency lascia l'ospedale «Hanno raggiunto il loro scopo», Corriere, 13 aprile 2010
  36. ^ Torna Emergency a Lashkar-Gah, Corriere della Sera, 29 luglio 2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]