Il dottor Živago

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Il dottor Živago
Titolo originale Doktor Živago
Autore Boris Pasternak
1ª ed. originale 1957
Genere romanzo
Lingua originale russo
Protagonisti Jurij Andrèevič Živàgo

Il dottor Živago (in russo: До́ктор Жива́го[?]) è un romanzo di Boris Leonidovič Pasternak, pubblicato in anteprima mondiale in Italia nel 1957 dalla Feltrinelli. Narra la vita di un medico e poeta, Jùrij Andrèevič Živàgo, diviso dall'amore per due donne e coinvolto nella rivoluzione di ottobre.

Il romanzo, a lungo osteggiato dal regime comunista, fu pubblicato in Russia nel 1988. Fu l'unico scritto da Pasternak. Con quest'unico romanzo Pasternak meritò il premio Nobel per la letteratura pochi anni prima della sua morte. Non poté ritirarlo per l'opposizione di Chruščёv.

Nel 1965 dal romanzo fu tratto il film omonimo.

Nota: Živago è la traslitterazione scientifica del nome russo, come compare anche sulla copertina del libro. Nell'italiano scritto si usa solitamente la trascrizione fonetica approssimata Zivago, forma con cui appare anche nel titolo di alcune locandine del film.

La trama[modifica | modifica sorgente]

Il protagonista, Jurij Andrèevič Živàgo è un medico con la passione della scrittura. Allo scoppio della Grande Guerra, viene chiamato a prestare servizio in un'unità medica inviata al fronte. Quando però il divampare della rivoluzione provoca il dissolvimento dell’esercito russo, rientra a Mosca. Gli basta poco, per rendersi conto delle difficili condizioni di vita venutesi a creare in città, decide quindi di rifugiarsi, con la moglie Tonia, il figlio Sasha ed il suocero a Varykino, un paesino sperduto sui Monti Urali. Qui rincontra Lara, una crocerossina che aveva lavorato nel suo reparto al fronte: tra i due nasce un amore, che Zivago vive con grandi dubbi e grande senso di frustrazione, rendendosi conto di voler ancora bene alla moglie, che nel frattempo è nuovamente rimasta incinta. Ad interrompere la relazione ci pensano i partigiani rossi (il cosiddetto Esercito dei boschi guidati dal misterioso Strelnikov, in lotta contro le forze bianche del generale Kolčak) che lo arruolano a forza, avendo bisogno di personale medico e lo obbligano a seguirli nei loro continui spostamenti. Dopo un paio d'anni, quando la guerra sembra ormai vinta per i rossi, Živago (che nel frattempo aveva incontrato Strelnikov, riconoscendo in lui Pavel Antipov, un professore universitario, marito di Lara, creduto morto nel conflitto mondiale ed invece votatosi alla causa rivoluzionaria, per la quale aveva cambiato nome ed abbandonato, non senza dolore, la famiglia), riesce a fuggire. Tornato al paese ritrova Lara e viene a sapere che moglie e figlio sono tornati a Mosca ed in seguito si sono trasferiti a Parigi. Prova con Lara a ritagliarsi un po' di normalità nei disagi dell'epoca, è questo il periodo più felice della vita di Živago, in cui anche la sua vena letteraria può esprimersi al meglio. I giorni felici durano poco, infatti, dopo un paio di mesi, raggiunti da Komarovski, un losco avvocato che negli anni passati aveva abusato di Lara, costringendola a diventare la sua amante, ed ora è riuscito ad occupare un posto di rilievo nel nuovo regime, vengono avvertiti del grave pericolo d'arresto che i due stanno correndo: Živago come disertore e Lara come moglie di Strelnikov, che nel frattempo è stato accusato di tradimento. Komarovski li convince a separarsi, portando con sé Lara (che è incinta ma non lo ha detto al dottore) e la figlia in oriente.

Il dottore torna a Mosca nel 1922, vivendo quasi come un pezzente, nonostante il suo nome stia diventando famoso negli ambienti letterari, anche se le sue opere hanno perlopiù una diffusione semiclandestina. L'unico suo obiettivo è di cercare di raggiungere la famiglia a Parigi, ma le difficoltà si dimostrano insormontabili. Incontra Marina, figlia del portiere del palazzo dove ha trovato uno squallido alloggio, che s'innamora di lui e con la quale avrà due figlie, ritrova anche gli amici Gordon e Dudorov, ricominciando una vita quasi normale ancorché piuttosto dura.

Dopo alcuni anni, in modo del tutto casuale, Živago riincontra il suo fratellastro, Evgraf (da sempre fervente comunista, aveva fatto carriera nell'Armata rossa, arrivando fino al grado di generale) che resosi conto della difficile situazione del fratello, lo aiuta economicamente e si attiva per fargli occupare un posto degno in un grande ospedale, posto che però non potrà mai occupare, perché Živago, dopo pochi mesi, viene stroncato da un infarto.

Ai funerali, tra la folla convenuta, segno che la fama di Živago era ben superiore a quanto anch'egli credesse, partecipa anche, sconvolta dal dolore, Lara arrivata da poco a Mosca e che abitava, senza saperlo, nelle vicinanze del dottore di cui continuava ad essere innamorata.

Lara ed Evgraf, nei giorni succesivi decidono di raccogliere e far pubblicare, in maniera sistematica, gli scritti di Živago, ma la donna non potrà portare a termine l'opera: "Un giorno Larisa Fëdorovna uscì di casa e non ritornò più. Evidentemente fu arrestata per strada. E morì o scomparve chissà dove, numero senza nome di qualche irrintracciabile elenco, in uno degli innumerevoli campi di concentramento comuni, o femminili, del Nord.

L'epilogo del libro si ha nell'estate del 1943, durante la Seconda Guerra mondiale, quando Dudorov e Gordon, diventati ufficiali dell'esercito, durante un trasferimento incontrano la lavandaia Tanja che racconta loro la sua triste storia, dalla quale i due capiscono trattarsi della figlia nata dalla relazione di Živago con Lara.

Struttura del libro[modifica | modifica sorgente]

  • Prima parte: Il diretto delle 5
  • Seconda parte: Una ragazza di un’altra cerchia
  • Terza parte: L’albero di Natale degli Sventickij
  • Quarta parte: Matura l’inevitabile
  • Quinta parte: L'addio al passato
  • Sesta parte: L’accampamento di Mosca
  • Settima parte: In viaggio
  • Ottava parte: L'arrivo
  • Nona parte: Varykino
  • Decima parte: Sulla grande strada
  • Undicesima parte: L’esercito dei boschi
  • Dodicesima parte: Il sorbo
  • Tredicesima parte: Di fronte alla casa con le statue
  • Quattordicesima parte: Di nuovo a Varykino
  • Quindicesima parte: Conclusione
  • Sedicesima parte: Epilogo
  • Diciassettesima parte: Poesie di Jurij Zivago

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Personaggi principali[modifica | modifica sorgente]

  • Jurij Andrèevič Živàgo : Il dottor Zivago. Figlio di un ricco industriale siberiano, suicidatosi quando lui era ancora bambino; marito di Antonina Aleksandrovna (Tonia), dalla quale ha avuto due figli, Sacha e Macha.
  • Larissa Fiodorovna Antipova: Lara. Sposata a Pavel Pavlovich Antipov. Hanno una figlia: Katia. Dalla relazione con Zivago nascerà un'altra figlia di nome Tanja.
  • Pavel Pavlovich Antipov : Pacha o Pachka. Prima professore, poi generale dell'armata rivoluzionaria della Siberia con lo pseudonimo di Strelnikov.
  • Viktor Ippolitovich Komarovski : Avvocato, poi uomo politico durante la Rivoluzione. Amante di Lara, quando lei era molto giovane.

Familiari di Lara e del dottor Zivago[modifica | modifica sorgente]

  • Evgraf Andréievich Zivago : fratellastro del dottore.
  • NikolaJ Nikolajévich Védéniapin : Ex sacerdote, scrittore e filosofo. Zio di Zivago.
  • Alexandre Alexandrovich Groméko: Professore d'agronomia. Padre di Tonia.

Amici del dottor Zivago[modifica | modifica sorgente]

  • Mikhaïl Gordon : Micha. Figlio dell'avvocato Grigori Ossipovich Gordon.
  • Innokenti Dudorov : Nika. Figlio di un anarchico e di una principessa georgiana.
  • Vasja Brykin: Evaso dall' Armata del lavoro. Compagno di viaggio del dottor Zivago, in seguito ne diviene suo protetto.
  • Marina Shchapov: Ultima compagna di Zivago da cui avrà due figlie: Kapitolina (Kapka) e Klavdija.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]