Gianni Berengo Gardin

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Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 10 ottobre 1930) è un fotografo italiano. È tra i più noti fotografi italiani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ha iniziato dal 1954 ad occuparsi di fotografia. Inizia la sua carriera di fotoreporter nel 1965, quando lavora per Il Mondo di Mario Pannunzio. Negli anni a venire collabora con le maggiori testate nazionali e internazionali come Domus, Epoca, Le Figaro, L'Espresso, Time, Stern.

Il suo modo caratteristico di fotografare, il suo occhio attento al mondo e alle diverse realtà, dall'architettura al paesaggio, alla vita quotidiana, gli hanno decretato il successo internazionale e lo rendono un fotografo molto richiesto anche nel mercato della comunicazione d'immagine.

Molte delle più incisive fotografie pubblicitarie utilizzate negli ultimi cinquant'anni provengono dal suo archivio. Procter & Gamble e Olivetti più volte hanno usato le sue foto per promuovere la loro immagine. La sua amicizia con l'architetto Carlo Scarpa gli ha permesso di documentare alcune opere di quest'ultimo, come la tomba Brion vicino Treviso.

Berengo Gardin ha esposto le sue foto in centinaia di mostre che hanno celebrato il suo lavoro e la sua creatività in diverse parti del mondo: il Museum of Modern Art di New York, la George Eastman House di Rochester, la Biblioteca Nazionale di Parigi, gli Incontri Internazionali di Arles, il Mois de la Photo di Parigi, le gallerie FNAC.

L'8 settembre 1981 si trova a Ulassai per documentare l'operazione Legarsi alla montagna di Maria Lai, un'operazione che segnerà negli anni a seguire un importante spartiacque dell'arte contemporanea, alcune fotografie sue di quell'evento sono parte integrante della collezione del Museo Stazione dell'arte di Ulassai.

Nel 1991 una sua importante retrospettiva è stata ospitata dal Museo dell'Elysée a Losanna e nel 1994 le sue foto sono state incluse nella mostra dedicata all'Arte Italiana al Guggenheim Museum di New York. Ad Arles, durante gli Incontri Internazionali di Fotografia, ha ricevuto l'Oskar Barnack - Camera Group Award.

Gianni Berengo Gardin ha pubblicato 210 libri fotografici. Tra gli altri, Venise des Saisons, Morire di classe (con Carla Cerati), L'occhio come mestiere, Toscana, Francia, Gran Bretagna, Roma, Dentro le case, Dentro il lavoro, Scanno, Il Mondo, Un paese vent'anni dopo (con Cesare Zavattini), In treno attraverso l'Italia (con Ferdinando Scianna e Roberto Koch), fino al grande libro antologico dal titolo Gianni Berengo Gardin Fotografo (1990), L'editore Contrasto nel 2005 ha pubblicato il grande libro antologico "Gianni Berengo Gardin", in edizione italiana, inglese, francese e americana. con Reportage in Sardegna 1968/2006 (Imago edizioni 2006).

Qualche anno fa ha dedicato il suo lavoro alle comunità di zingari in Italia e il libro Disperata Allegria - vivere da Zingari a Firenze ha vinto nel 1994 l'Oscar Barnack Award. Il suo ultimo libro è Storie di un fotografo (Marsilio Editore, 2013).

Le sue ultime mostre sono state a New York (1999 - Leica Gallery) e in Germania (2000). Nel 2005 la Federazione Italiana Associazioni Fotografiche gli ha dedicato una monografia della collana "Grandi Autori". Nel febbraio 2005 la Fondazione Forma per la Fotografia ha presentato una sua grande mostra retrospettiva alla Maison Européenne de la photographie di Parigi e successivamente nel luglio 2005 ha iniziato la sua attività espositiva con una grande mostra di Gianni Berengo Gardin a Milano. Nel novembre 2007, sempre la FIAF, ha edito la monografia "L'Abruzzo dei fotografi", che ospita (anche in copertina) dieci sue immagini dell'Aquila ed un'intervista.

Nel dicembre 2007, in occasione del Lucca Digital Photo Festival, ha esposto a Lucca il suo ultimo lavoro "Aiutiamo la Casa del Sole".

Gianni Berengo Gardin vive ora a Milano ed è membro dell'importante agenzia fotografica Contrasto dal 1990 ed è inoltre membro del circolo "La gondola" di Venezia[1].

Il 18 ottobre 2008 gli è stato assegnato il premio Lucie Award alla carriera, quale massimo riconoscimento per i suoi meriti fotografici, mentre una personale in suo onore è stata allestita nell'autunno dello stesso anno a Palazzo Pichi Sforza di Sansepolcro (AR)[2][3]. Di notevole spessore i suoi scatti nello studio bolognese di Via Fondazza del pittore ed incisore Giorgio Morandi, ripubblicati in una raccolta uscita nel gennaio 2009 a cura della casa editrice Charta. A maggio 2009 all’Università Statale di Milano gli è stata conferita la Laurea honoris causa in Storia e Critica dell’Arte[4]. Sempre nel 2009 pubblica con Allemandi & C. "Reportrait. Incursioni di un reporter nel mondo della cultura" (con Flavio Arensi), in cui presenta oltre duecento ritratti inediti di artisti, intellettuali, scrittori, architetti. Per la prima volta, dunque, non la gente comune ma i personaggi, da Warhol a Zavattini, da Pasolini a Piano incontrati nella sua lunga carriera di reporter. Nel maggio 2009 la Mostra omonima è ospitata ad Orta S.Giulio (No), sul Lago d'Orta. Sempre Allemandi pubblica un libro dedicato dal fotografo al lavoro di Mimmo Paladino.

Lunedì 17 agosto 2009 a Porretta Terme è stata inaugurata la mostra fotografica “La Porrettana in cinque amici”. Le immagini ritraggono la prima “strada ferrata” che attraversò l’Appennino collegando Bologna con Pistoia com'è oggi, soffermandosi lungamente sui luoghi che la ferrovia Porrettana attraversa e sulle persone che lì vivono. Con lui espongono Mosè Norberto Franchi, Davide Ortombina, Donatella Pollini, Massimo Zanti. Dal lavoro è stato tratto anche un catalogo a tiratura limitata[5]. Ha lavorato in Italia e all'estero trascorrendo lunghi periodi a Roma, Parigi e in Svizzera.

Nel 2013 Berengo Gardin ha iniziato una collaborazione con It@rt, prestando le sue fotografie alla creazione di t-shirt in edizione limitata e certificate dall'artista stesso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi: Cflagondola.it
  2. ^ Fonte: Andrea Plebe, La vita in bianco e nero, Il Secolo XIX, 22 novembre 2008, pag. 27
  3. ^ Vedi: Undo.net
  4. ^ Exibart.com. Laurea honoris causa in Storia e critica dell’arte per Berengo Gardin
  5. ^ Paolo Natalini, La Ferrovia Porrettana vista da grandi fotografi, l'informazione, Mercoledì 19 agosto 2009, pag.13

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvana Turzio, Gianni Berengo Gardin, Bruno Mondadori, 2009
  • Alessandra Mauro, Roberto Koch, Goffredo Fofi, Sandro Fusina,Gianni Berengo Gardin, Contrasto, 2005
  • Bruno Carbone, Peter Galassi, Il libro dei libri, Contrasto, 2014

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