Franco Lucentini

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Franco Lucentini (Roma, 24 dicembre 1920Torino, 5 agosto 2002) è stato uno scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Poliglotta, si laureò in filosofia a Roma nel 1943. Antimilitarista, durante la leva si annoiava; lesse di un valente militare campione nello smontare e rimontare un fucile. Lui seppe farlo in minor tempo e venne mostrato per le caserme di tutt'Italia (come racconta l'amico e collega Fruttero in Mutandine di chiffon).

Conobbe Carlo Fruttero negli anni cinquanta: i due scrittori si conobbero a Parigi, in un bistrot, attraverso amici italiani comuni. Solo 5 anni dopo a Torino dall'editore Giulio Einaudi si incontrarono di nuovo e iniziarono una fruttuosa collaborazione che durò più di quarant'anni: oltre ai libri e agli articoli scritti a quattro mani, Fruttero & Lucentini hanno diretto insieme la collana di fantascienza Urania e curato diverse antologie di narrativa.

Il loro primo libro fu la raccolta di poesie L'idraulico non verrà, del 1971. Diventarono noti al grande pubblico l'anno successivo con il giallo La donna della domenica (1972), che ebbe un seguito nel 1979 con A che punto è la notte, e che fu poi soggetto per un film, diretto da Luigi Comencini, con Marcello Mastroianni nella parte del protagonista, il commissario Santamaria.

Tra gli altri romanzi della coppia si possono ricordare Il Palio delle contrade morte (1983), L'amante senza fissa dimora (1986), La verità sul caso D (1989), Enigma in luogo di mare (1991), La morte di Cicerone (1995), la commedia La cosa in sé (1982) e La prevalenza del cretino (1985)[1] . Sempre a quattro mani hanno tradotto il famoso romanzo di Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.

Malato di un tumore ai polmoni, si tolse la vita gettandosi dalla tromba delle scale del proprio appartamento, gesto che ricordò a molti la morte di un altro scrittore torinese, Primo Levi.

Le sue ceneri riposano al Cimitero monumentale di Torino.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

(parziale)

Con Carlo Fruttero[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Mauro Barletta; Giovanni Straniero, Lucentini & Lucentini. Profilo di un artigiano della letteratura, Lindau, 2004.
  • Mauro Lucentini, Il genio familiare. Vita di Franco Lucentini scritta da suo fratello, Marlin (Cava de' Tirreni), 2006.
  • Domenico Scarpa, Uno. Doppio ritratto di Franco Lucentini, collana :posizioni, :duepunti edizioni, 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quest'ultimo è la raccolta degli articoli scritti dalla coppia negli ultimi tredici anni precedenti l'uscita del volume sulla rubrica bimensile L'Agenda di F. & L. del quotidiano torinese La Stampa, cui si aggiungono alcuni articoli scritti per i periodici L'Espresso ed Epoca.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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